25/07/2008

OPEN SOURCE ANCHE PER LA TELEFONIA 3G

Pochi giorni a iPhone 3G, pochi mesi a Android, Symbian saldamente in mano a Nokia e un'idea di telefonia mobile che si configura come software-centrica. Si ineerisce in questo quadro LiMo, risposta diretta a Android e alla voglia di open source di Google: la Linux Mobile si definisce un consorzio dedicato alla realizzazione del primo sistema operativo mobile davvero aperto, slegato dall'hardware e Linux-based.Come scrive PuntoInformatico, con una mossa che parte dell'industria della telefonia mobile auspicava da tempo, Linux Phone Standards (LiPS) Forum ha annunciato la decisione di fondersi nella Linux Mobile (LiMo) Foundation, dando così origine alla più grande alleanza di aziende nel settore di Linux mobile.WebNews sottolinea che la mossa era nell'aria (no, Apple non c'entra). Merito dell'approccio pragmatico di LiMo che non si limita a redarre standard astratti ma punta all'effettva realizzazione della piattaforma Linux.Un nuovo vecchio soggetto in azione nel campo del mobile Web e la domanda posta qualche giorno fa da Piero Macrì su ICT Watch si amplia quindi anche a LiMo: chi controllerà la tecnologia di base dei super telefonini?La premessa della riflessione di ICT Watch è la zampata di Nokia su Symbian:Piero Macrì si chiede perché investire in un'operazione che dovrebbe garantire a Nokia-Symbian una supremazia del mercato quando di fatto esiste già?Qui le sue riflessioni, mentre a questo link trovate il post di Massimiliano Bucciol, autore di Cellulari ad hoc, sull'acquisizione di cui sopra.Cellulari ad hoc torna a parlare dei prezzi di iPhone: troppo alti quelli di TIM, e non bisogna aspettarsi magie da Vodafone. l'Iphone italico avrà un costo superiore alle aspettative. Resta da vedere quanti, a 11 giorni dal lancio ufficiale, si faranno scoraggiare dal costo.


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INTERNET IN AUTO? FRA UN ANNO!

Presto sarà possibile guidare e contemporaneamente navigare. Su internet, s'intende. Le case automobilistiche di mezzo mondo fanno a gara per la messa a punto di tecnologie che permettano di connettersi alla Rete dall'interno delle vetture in movimento.Secondo il settimanale inglese Sunday Times, la svolta è ormai dietro l'angolo, con gli americani della Chrysler in pole position che già dalla fine del 2009 dovrebbero essere in grado di vendere auto accessoriate con internet.Nel 2010 anche la Bmw dovrebbe essere in grado di proporre le prime macchine con web incorporato. Il sistema su cui punta la Chrysler è stato elaborato da una compagnia - la Autonet Mobile - sulla base della tecnologia senza fili wi-fi, utilizzando per le connessioni la rete cellulare ad alta velocità.I passeggeri, già abituati negli ultimi anni ai player per mp3 e dvd, vedranno aprirsi nuovi orizzonti sul versante dell'entertainment mobile: per Sterling Pratz, amministratore delegato di Autonet Mobile (società specializzata nel servizio internet dentro le auto), potranno «giocare con i videogiochi online, guardare un film, scaricare musica, scrivere e-mail...».Insomma tutto quello che si può fare con il computer di casa. La presenza 'in-car' di internet dovrebbe anche permettere il controllo della propria auto a distanza, per accertarne le condizioni ed eventualmente per chiudere le portiere e spegnere le luci.L'unico possibile risvolto negativo è la sicurezza: la connessione al web potrebbe rivelarsi fonte di pericolosa distrazione per i conducenti e provocare così un aumento degli incidenti automobilistici.Proprio per questo Autonet Mobile tiene a precisare che sviluppa la navigazione online sulle quattroruote pensando esclusivamente ai passeggeri e con l'idea che va vietata a chi sta al volante.La mia domanda è: come? :-)Largo al reato di 'navigazione' e via un sacco di crediti dalle patenti!


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24/07/2008

PRONTI PER LE VACANZE!

Se il vostro viaggio vi porta oltre l'amato confine italiano, la Polizia offre una serie di consigli specifici a seconda del paese in cui vi recate. Eccovi alcuni esempi direttamente raccolti dal sito della Polizia di Stato. "Sapevate che a Cipro è obbligatorio viaggiare in auto con a bordo due triangoli? O che in Andorra, in Bosnia, in Croazia, nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in Spagna è necessario avere le lampadine di riserva per i fari dell'automobile? Se andate in Bulgaria, Grecia, Polonia e Romania invece è obbligatorio portare un estintore. E il kit di pronto soccorso? Buona norma ovunque, ma per non incorrere in sanzioni dovete averlo con voi in ben 10 Paesi europei: Austria, Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacc hia". In questi paesi ogni automobilista ha l'obbligo di tenere nell'abitacoo della vettura il kit di pronto soccorso standard UE composta da garze e bendaggi di vario tipo, disinfettante e altri articoli atti ad offrire il primo soccorso ad un automobilista vittima di un incidente. Oltre a questo la Polizia ricorda che in tutti i Paesi dell'Unione europea è obbligatorio l'uso delle cinture di sicurezza, sia sui sedili anteriori che su quelli posteriori. Quanto all'alcool, posto che non si deve mai bere se ci si mette alla guida (tanto più se si intraprende un lungo viaggio), il tasso massimo di alcool tollerato nel sangue va da 0,2 mg/ml a 0,9 mg/ml nella maggior parte dei Paesi, ma, va ricordato, alcuni di essi non tollerano alcuna quantità di alcool quando si è alla guida. A quanto detto aggiungiamo che il tema delle "partenze intelligenti" non va di certo sottovalutato: evitare certi orari può fare la differenza tra un pessimo viaggio ed un viaggio memorabile. Consigliamo inoltre di consumare pasti leggeri e ricchi di vitamine prima di mettersi al volante per un lungo viaggio. Assolutamente sconsigliati cibi fritti o comunque ricchi di grassi saturi che potrebber o creare pericolose sonnolenze dovute ad una digestione impegnativa. L'ideale è una bella insalata mista fresca e capace di saziare senza appesantire, fornendo il giusto apporto nutritivo e uno stress ridotto per l'apparato digerente.


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Festivalbar, si chiude un'epoca

Va definitivamente in soffitta l'epoca delle grandi kermesse musicali che hanno accompagnato le estati degli italiani dagli anni '50 in poi. "Ci prendiamo un anno di pausa, ma torneremo nel 2009" dichiara Andrea Salvetti che ha raccolto il testimone dal padre, Vittorio, lo storico patron del Festivalbar scomparso nel 1998.
L'organizzatore della manifestazione sostiene che all'interno dell'industria musicale in troppi hanno remato contro la manifestazione che, solo cinque anni fa, era ancora capace di raccogliere decine di migliaia di persone nelle piazze e davanti alla Tv. Così il carrozzone che concludeva la stagione delle canzoni balneari all'Arena di Verona ha fatto la fine di Castrocaro, del Cantagiro, di Saint Vincent e delle altre competizioni canore che, pur con mille difetti, erano un mezzo promozionale importante per i talenti di casa nostra.

 Nuove forme di intrattenimento
Le beghe legali tra Salvetti e un altro importante promoter di spettacoli sarebbero all'origine della mancanza di sponsor e della conseguente chiusura di un evento che - in ogni caso - mostrava chiari segni di usura. Al Festivalbar sono mancati gli introiti pubblicitari ed il supporto delle major discografiche.
La concorrenza di altre manifestazioni e nuove forme di intrattenimento (da Internet alle reti televisive tematiche) insieme gli ascolti bassi hanno fatto il resto. "Peccato, volevamo fare le cose in grande, non ci siamo riusciti e non per colpa nostra" spiega Salvetti.
I conduttori, Lucilla Agosti e Teo Mammuccari, erano già pronti a partire, ma il diniego di Mediaset di fronte alla prospettiva di magri ritorni ha portato alla decisione di cancellare l'intera manifestazione. Per loro, possibile un "recupero" come nuovi conduttori di "Le iene".


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19/07/2008

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI

Vi consiglio una decina di obbligazioni in cui vale la pena investire, a media e lunga scadenza. L'articolo che potete scaricare cliccando sul link in fondo mette anche in guardia dai possibili rischi che si corrono anche quando si investe in titoli considerati sicuri come le obbligazioni.

Attenzione al rating dei titoli
Il giudizio dato da alcune agenzie specializzate sull'affidabilità di una determinata società, chiamato rating, non sempre è lo strumento più sicuro per acquistare obbligazioni (ma anche altri titoli d'investimento). Il rating è considerato uno strumento oggettivo nel misurare il rischio di solvibilità di un emittente, in realtà ormai sono numerosi i casi in cui ha fallito.
Ci devono essere altre garanzie per essere sicuri di correre pochi rischi. Come regola generale, diffidate sempre di chi vi offre un rendimento molto più elevato rispetto ai titoli in circolazione, anche se, in apparenza, l’emittente è solidissimo.

State lontani dalle sigle complicate
Nell’articolo affrontiamo un altro tipo di inganno cui si può incorrere: le obbligazioni le cui condizioni possono cambiare nel corso del tempo. Di solito questo tipo di titoli è denominato con sigle particolari, ad esempio sono chiamate obbligazioni exchangeable o con opzione call.
Il consiglio è di preferire le obbligazioni che rimborsano integralmente il capitale a scadenza e che hanno cedole fisse, oppure la cui modalità di calcolo è chiara, stabilita al momento dell’emissione e uguale per sempre, fino alla fine del periodo della durata dell’investimento.

Anche in futuro potrete usufruire di queste semplici regole che vi permetteranno di poter investire in obbligazioni anche se quest'articolo che potrete scaricare sarà vecchio.

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI.pdf


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11/07/2008

PROGETTO OLPC: UN COMPUTER A OGNI BAMBINO

OX: un portatile per i bimbi dei Paesi poveri
Da un'idea del guru Nicholas Negroponte, nasce un portatile che non assomiglia a nessun altro. Pensato per i bimbi dei Paesi in via di sviluppo, XO si propone come strumento per ridurre il divario digitale.

"Ogni bambino dovrebbe avere il suo computer portatile. Solo così possiamo pensare di portare nei Paesi in via di sviluppo le conoscenze e le abilità necessarie al riscatto delle future generazioni".
Si può sintetizzare così l’assunto da cui muove l’iniziativa Olpc (One Laptop Per Child, un portatile per ogni bambino), ideata da Nicholas Negroponte. Lui è un guru dell’informatica, fondatore all’inizio degli anni 80, all’interno del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, del Media Lab, fucina di idee innovative e culla della ricerca sulle tecnologie digitali e sulle loro applicazioni. L’idea è di superare quel divario digitale tra l’Occidente e i Paesi poveri che sembra incolmabile, con l’aiuto di un pc a bassissimo costo, estremamente resistente alle condizioni ambientali più impervie, con un’interfaccia amichevole che si ispira ai principi del costruttivismo (in estrema sintesi, imparare facendo) adatta ai bambini dai 6 ai 10 anni.


Dai governi alle persone

Nel 2005 nasce l’organizzazione no-profit che ha lo scopo di progettare, costruire e distribuire i laptop vendendoli ai governi dei Paesi in via di sviluppo perché questi li ridistribuiscano alla popolazione, dandone letteralmente uno a ciascun bambino in età scolare. Il laptop XO è piccolo e leggero, davvero portatile, e ha installati programmi open source, quindi gratuiti e collaborativi. Costa poco (anche se non i 100 $ che erano l'obiettivo iniziale) e siccome le prime esperienze pilota riscuotono un buon successo, alcuni governi si interessano all’acquisto di grandi quantitativi di computer. Nel 2007 Perù e Uruguay hanno predisposto un primo consistente ordinativo di laptop, distribuiti ai bambini nell'anno successivo.
Ma gli ordini governativi vanno a rilento e Olpc lancia a novembre del 2007 negli Stati Uniti e in Canada un’iniziativa destinata a essere replicata anche altrove: Give 1 Get 1. Ovvero dona uno e prendi uno. In pratica ai cittadini residenti in Nord America viene data la possibilità di acquistare per sé, o meglio per i propri figli, un laptop XO, pagandone però due: uno viene donato a un bambino di un Paese coinvolto nel progetto. L’iniziativa ha un buon successo e viene prolungata fino alla fine dell’anno. Attualmente Olpc continua a ragionare sui due fronti: vendere grossi quantitativi ai governi e dare la possibilità ai privati, nei Paesi in cui ciò si riesce a organizzare, di comprare e donare singoli computer. Come vedremo è il caso dell’Italia.


Nasce la concorrenza

Esistono anche altri prodotti simili al laptop XO, seppur non pensati per la stessa finalità. Uno di questi è Eee Pc di Asus, venduto a 299 euro, (vedi HT n. 6, marzo 2008): mentre scriviamo è in uscita un nuovo modello Eee Pc 900 a 399 euro. Si affaccia sul mercato anche Intel, un tempo partner del progetto Olpc ma in seguito fuoriuscita, che crea Classmate, un’architettura per computer low cost a scopi educativi. Ci crede Olidata, che lancia JumPc (299 euro), un computer pensato per i bambini da 6 a 10 anni, e sono in arrivo analoghi portatili di HP, Dell e Acer. Il pc della Asus assomiglia più a un laptop tradizionale, sia pure di piccole dimensioni, mentre JumPc ha l’aspetto di un giocattolo più che di un comnputer. XO resta comunque l'unico pensato appositamente per i Paesi in via di sviluppo.


Windows contro l’Open source: scenari futuri

A Boston non è la concorrenza il vero problema, anzi, si dicono enstusiasti di aver “lanciato una moda” perché la proliferazione di pc a basso costo rende l’obiettivo di dare “un laptop a ogni bambino” più facilmente realizzabile.
A creare non poche preoccupazioni a Negroponte è semmai la scelta di stringere un accordo con Microsoft per caricare sui laptop un sistema operativo targato Windows. Sembra che l’approccio sarà quello di consentire il dual boot, la possibilità di avviare il pc in modalità Windows o con il sistema operativo open source Linux.
Ma ad alcuni collaboratori di Negroponte la cosa non va giù. Aprire la porta al software proprietario è stato vissuto come un tradimento rispetto all’idea originaria. Così, personaggi di spicco come Walter Bender, ex presidente di Olpc, lasciano. Dal quartier generale di Boston controbattono che l’accordo consente di ampliare le possibilità di utilizzo del pc e apre la porta a molte applicazioni didattiche già esistenti in ambiente Windows. Inoltre pare che alcuni Paesi, come l'Egitto, abbiano fatto espressa richiesta dei computer con sistema operativo Windows.
Chissà se questo svilirà le intenzioni iniziali o al contrario renderà più facile raggiungere gli obiettivi, in termini di diffusione, consentendo quindi anche di abbassare il prezzo? È presto per dirlo. Nel frattempo in pentola bollono altri progetti. Per esempio XO-2, il laptop di prossima generazione, progettato tenendo conto delle richieste e osservazioni di chi ha già usato il portatile. La nuova versione sarà probabilmente più piccola, interamente touch screen e più simile a un libro elettronico.

 

ARTICOLO COMPLETO OLPC.pdf


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COME SI PUO' RISPARMIARE ACQUA

Nonostante la enorme quantità di acqua presente sulla Terra, neanche l'1 per cento di questa è disponibile per il consumo umano. In altre parole, agli abitanti del pianeta è concessa solo una piccolissima parte del suo enorme patrimonio idrico.
Ecco perché occorre risparmiarla e correggere le abitudini sbagliate. A cominciare dai comportamenti in casa. Negli ultimi decenni si è registrato un aumento dei consumi di acqua per abitante. La colpa non è solo dei cittadini, ancora poco abituati a evitare gli sprechi. Se invece di una rete colabrodo, gravata per circa il 30% da perdite, avessimo impianti all'altezza delle necessità, il nostro Paese risentirebbe molto meno delle crisi idriche stagionali. Ma il nostro ruolo è importante.

Piccoli strumenti utili per risparmiare acqua
Esistono dispositivi che permettono di consumare meno acqua: oltre allo sciacquone con doppio pulsante, ormai diffuso, ci sono piccoli attrezzi da inserire nei rubinetti, come riduttori di flusso o aeratori. Costano poco (7-10 euro un kit per rubinetti e flessibile per doccia), sono semplici da usare ed efficaci: li abbiamo messi alla prova, misurando il consumo d'acqua con e senza. Purtroppo però non sono tutti facili da trovare in commercio né da riconoscere quando si scelgono i rubinetti e gli altri sanitari. Peccato, perché il nostro comportamento incide molto sul consumo d'acqua.

  • Sciacquone. Ha un grande peso nel bilancio idrico domestico: rappresenta in media il 40% del consumo giornaliero. Usandolo in modo appropriato, per esempio sfruttando il pulsante di interruzione del flusso, si potrebbero risparmiare molti litri al giorno. Se si installa uno scarico del water a cassetta conviene prendere quelli con capacità non superiore a 6 litri: quanto basta a rendere un buon servizio senza sprechi.
  • Doccia e vasca. Rappresentano in media il 39% del consumo medio giornaliero. Un primo modo per risparmiare è fare abitualmente la doccia, che richiede meno acqua, invece del bagno: solo questo accorgimento consente a una famiglia media di risparmiare ben 125 metri cubi di acqua all'anno. Ci sono apparecchi in grado di ridurre i consumi senza togliere benessere alle nostre abluzioni: per esempio i riduttori di getto, o i modulatori, che hanno una posizione che diminuisce il flusso d'acqua.
  • Rubinetto. Rappresenta circa il 16% dei consumi domestici. Sono utili i filtri per rubinetto, riduttori di flusso o aeratori, che miscelano aria al flusso di acqua e creano un getto più leggero, ma altrettanto efficace. Possono essere acquistati in negozi di ferramenta o casalinghi e sono semplici da montare.

Ridurre gli sprechi è possibile

  • Con lavapiatti e lavatrice, scegliete il ciclo 'economico' ed evitate i mezzi carichi: aspettando che la macchina sia piena e avviandola solo al massimo carico si possono risparmiare acqua ed energia.
  • Un carico completo di stoviglie lavato a macchina richiede un minor consumo d'acqua rispetto allo stesso lavaggio fatto a mano.
  • Quando ci laviamo le mani, i denti o ci radiamo, teniamo aperto il rubinetto solo per il tempo realmente necessario: è inutile lasciar correre l'acqua mentre ci spazzoliamo i denti.
  • Abitualmente, preferiamo la doccia al bagno (per immergerci in vasca sono necessari ben 150 litri di acqua, per una rapida doccia ne basta circa un terzo).
  • Il momento migliore per innaffiare le piante non è il pomeriggio, quando la terra è ancora calda e fa evaporare in fretta l'acqua, ma la sera, quando il sole è già calato.
  • Un rubinetto che gocciola o un water che perde acqua possono sprecare anche 100 litri al giorno. Una corretta manutenzione o, se necessario, una riparazione contribuiranno a risparmiare tanta acqua potabile. Una perdita di 90 gocce al minuto corrisponde a circa 4 mila litri l'anno.
 Per chi volesse avere più informazioni può scaricare la guida cliccando sul link sottostante
 

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08/07/2008

IL MESSIA? ESISTEVA ANCHE PRIMA DI CRISTO

Una stele paleocristiana ha riaperto il dibattito tra teologi e archeologi: i Vangeli non sono i primi testi sacri a parlare di resurrezione.

Una stele di pietra chiara, alta un metro, proveniente dal mar Morto, ha scatenato il dibattito tra gli studiosi: archeologi e biblisti si stanno infatti interrogando sulla valenza della lapide, datata qualche decennio prima della nascita di Cristo, che riporta 87 versi in ebraico sulla risurrezione di un Messia 3 giorni dopo la sua morte.
Se le analisi confermeranno l'autenticità del manufatto e il contenuto del testo, ci sarà la prova che la figura di un salvatore assimilabile a Cristo faceva già parte dell'antica cultura ebraica. A sostenerlo è il New York Times, che richiama i riflettori sullo strano reperto.
La pietra non è infatti una nuova scoperta. È stata rinvenuta circa un decennio fa. Allora fu acquistata da un collezionista svizzero-israeliano, David Jeselsohn, che l’ha portata nella sua casa di Zurigo. Quando un esperto la esaminò da vicino e pubblicò lo scorso anno un documento a riguardo, l’interesse per la stele iniziò a crescere.

La ricerca che ha dato il “la” al nuovo dibattito è stata scritta a quattro mani da Ada Yardeni e Binyamin Elitzur, due studiosi di iscrizioni antiche, ed è apparsa sulla rivista specialistica “Cathedra” con il titolo “La rivelazione di Gabriele”. Gabriele nella religione ebraica era infatti il messaggero di Dio: non a caso, è lui che nel Vangelo di Luca si rende protagonista dell’annunciazione a Maria. Secondo i due studiosi la pietra risale al I secolo a.C.; il tema del Messia risorto non è quindi stato trattato per la prima volta dagli apostoli di Gesù.

Daniel Boyarin, un professore di cultura del Talmud all’università di Berkeley in California, ha dichiarato che la pietra, in parte danneggiata e illeggibile, va ad aggiungersi ad altre evidenze che sostengono che la vita di Gesù andrebbe riletta alla luce del suo forte legame con la storia ebraica del periodo.
“Alcuni cristiani lo troveranno shoccante – una sfida lanciata all’unicità della loro teologia – ma altri troveranno confortante l’idea che siano parte del Giudaismo” ha spiegato il professor Boyarin.

Su una cosa il New York Times non ha dubbi: il dibattito sulla stele paleocristiana è solo agli inizi. Nuove interessanti pubblicazioni sono attese infatti nei prossimi mesi. E il mistero potrebbe essere svelato. Oppure infittirsi.


23:26 Scritto in CATTOLICESIMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: stele, messia, cristo, paleocristiano, ebrei | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

05/07/2008

PENSARE AL PROPRIO FUTURO

Polizze per pensare in anticipo al futuro
Per garantire una rendita a coniuge e figli, in caso di morte del capofamiglia, si può scegliere una copertura assicurativa ad hoc: le polizze "caso morte". Semplice? Su 27 agenzie visitate solo 3 si sono dimostrate trasparenti.

La responsabilità del capofamiglia
La polizza "caso morte" fa parte delle assicurazioni vita: la compagnia, in cambio del pagamento del premio, si impegna a corrispondere un capitale in caso di decesso dell'assicurato. Di solito è una soluzione scelta dal capofamiglia, che rappresenta la principale fonte di reddito, in modo da garantire una copertura economica ai parenti stretti nel malaugurato caso di una sua morte prematura. Condizione vincolante è che il decesso avvenga nel lasso di tempo in cui si paga il premio (di solito per 15 o 20 anni), da qui la definizione di polizza "temporanea". In caso contrario, i premi pagati rimangono alla compagnia assicuratrice.

I rischi senza una copertura
Non è poi così raro, ancora oggi, che ci siano famiglie sostenute da un unico reddito, che subirebbero ripercussioni economiche gravi nel caso di un evento luttuoso di questo tipo. Una polizza vita come questa conviene in particolare a un capofamiglia ancora giovane, che non ha ancora maturato il diritto alla pensione per gli eredi o che, comunque, oggi come oggi, sarà di un importo insufficiente a garantire una certa tranquillità economica. Può essere anche un aiuto per i propri figli.

Quale capitale?
Quanto investire dipende dalle vostre possibilità economiche, ma anche dalle effettive necessità familiari. Ecco alcune voci di spesa da considerare per fare un bilancio completo: il mantenimento degli studi dei figli; eventuali spese mediche ricorrenti (per esempio il dentista); un budget minimo per gli imprevisti. In questa valutazione prudenziale tenete conto del fatto che un giovane oggi raggiunge l'indipendenza economica generalmente non prima dei 25 anni. Se nelle aspettative vostre e dei vostri figli c'è anche l'università, dovete considerare le eventuali spese di vitto e alloggio in un'altra città. Per chi volesse approfondire può scaricare l'intero articolo dettagliato cliccando sul link sottostante.

 

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REDDITI SOTTO GLI OCCHI DITUTTI

La pubblicazione su internet dei redditi degli italiani ha rappresentato una trasparenza contestata e comunque effimera: il pomeriggio stesso il Garante della privacy aveva bloccato tutto. Ma ormai i dati circolano. È lecito usarli? Quali sono i confini tra riservatezza e diritto di sapere? C'è spazio per chiedere risarcimenti? Chiariamo alcuni punti. Se vuoi saperne di più puoi scaricare in formato pdf l'articolo completo cliccando sul link sottostante.
 
 


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