31/05/2009
La Santanchè rivela a Libero: «Veronica Lario ha un compagno»
La verità della leader del Movimento per l'Italia. «È il capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio»
| Daniela Santanchè (Imagoeconomica) |
ROMA - «Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia, ma è Veronica Lario che da molto tempo ha un compagno». Il nome? Alberto Orlandi, 47 anni, capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio. Lo afferma Daniela Santanchè in un'intervista a Libero. Secondo la leader del Movimento per l'Italia, Berlusconi «ha tentato di tutto per tenere ugualmente in piedi la famiglia. Ha rinunciato ad avere al fianco la sua donna, ha accettato che l'Italia non avesse una first lady, ha messo da parte il suo orgoglio di uomo. Con la moglie ha fatto un patto: andiamo avanti, non sfasciamo tutto, ha pensato ai figli, ai nipotini. Insomma, ha fatto quello che pochi uomini, soprattutto nelle sue condizioni, avrebbero il coraggio di fare. Ha accettato ciò che pochi uomini accettano. Cosa gli sarebbe costato divorziare e rifarsi una famiglia, un amore? Il battito di un ciglio e la questione era risolta. E invece nulla».
CAMPAGNA MEDIATICA - La Santanchè spiega al quotidiano di Vittorio Feltri di essersi decisa a rendere nota questa circostanza per l'insistenza con la quale viene condotta la campagna mediatica contro il premier: «Ogni mattina apro i giornali e leggo di Berlusconi di qua e Berlusconi di là. E ogni mattina spero di trovare quella verità che io so e che ribalterebbe tutto, ogni giorno spero che il presidente abbia la forza di farlo, di dire. E invece niente. Il Paese poteva essere travolto da un finto scandalo, l'immagine internazionale sta per essere compromessa. Non è più accettabile, sopportabile. Sono certa che la misura è colma, che il gioco è truccato».
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| Tag: santanchè, politica, rivelazioni, lario, compagno, capo, sicurezza, villa macherio, campagna mediatica, intervista, libero, giornale, quotidiano | OKNOtizie |
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La nuova PlayStation svelata sul Web
Più snella e con schermo a scomparsa. La consolle portatile avrà un display a 3,8 pollici e una memoria Flash interna da 16 Gigabyte
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MILANO - Dagli appassionati è attesa da tempo: la nuova versione della PlayStation-Portable di casa Sony, la console nata per giocare, ma anche per portarsi dietro film, musica e foto digitali. Ancora prima della presentazione ufficiale alla fiera videoludica di Los Angeles dell'E3, che aprirà i battenti martedì, sono già online molti dettagli e immagini dell'ultimo modello PSP. La consolle portatile avrà uno schermo a 3,8 pollici, sarà dotata di un cosidetto slide screen, ovvero di un meccanismo a scorrimento della pulsantiera e di una memoria Flash interna da 16 Gigabyte. Per ciò che riguarda il cinema, la PSP rinuncia al supporto ottico Universal Media Disc (UMD). Arriverà sul mercato tra qualche mese col nome di «PSP Go».
LE CARATTERISTICHE - Il magazine interattivo Qore ha svelato le caratteristiche del nuovo modello PlayStation con una video-intervista a John Koller, Director of Hardware Marketing di Sony Computer Entertainment America, pubblicato su YouTube. Se lo schermo della versione precedente di PSP-3000 misurava 4,3 pollici, quello a cristalli liquidi della PSP Go è stato ridotto a 3,8 pollici con una risoluzione di 480 × 272 pixel. L'apparecchio pesa appena 108 grammi (il 43 per cento in meno), ha una memoria Flash interna da 16 GB, espandibile con una Memory Stick Micro. L'apparecchio, inoltre, supporta un collegamento Bluetooth/WiFi, riporta il portale tecnologico CNet. Koller, ha annunciato anche l'arrivo delle versioni PSP dei famosi giochi «Little Big Planet», «Jak and Daxter», «Gran Turismo» e da Konami una nuova puntata di «Metal Gear Solid», che potranno essere scaricati dal PlayStation Store. Per la Psp si potranno, inoltre, scaricare film e serie tv. Nulla è ancora trapelato per quanto riguarda il prezzo. L'arrivo sul mercato è previsto per ottobre/novembre.
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Passerella finale dell'inter a San Siro: 4-3 all'Atalanta
Gli ultimi verdetti: Milan 3°, Fiorentina 4ª. Bologna salvo, Torino in B. I rossoneri si impongono 2-0 a Firenze. Juve seconda: 2-0 alla Lazio. Ibrahimovic capocannoniere

Inter campione d'Italia con Ibrahimovic capocannoniere e i saluti di Figo, Juventus seconda con il 2-0 alla Lazio nella partita di addio di Nedved, Milan terzo grazie al successo 2-0 sulla Fiorentina che relega i viola ai preliminari di Champions League. In Europa League (ex Coppa Uefa) Genoa, Roma e Lazio (per aver vinto la Coppa Italia). È il Torino, sconfitto a Roma, a seguire in B le già retrocesse Lecce e Reggina. Questi i verdetti della 38ª e ultima giornata del campionato italiano di serie A. Tutti i risultati: Bologna-Catania 3-1, Fiorentina-Milan 0-2, Genoa-Lecce 4-1, Inter-Atalanta 4-3, Juventus-Lazio 2-0, Napoli-Chievo 3-0, Palermo-Sampdoria 2-2, Reggina-Siena 1-1, Roma-Torino 3-2, Udinese-Cagliari 6-2.
FIORENTINA AI PRELIMINARI - Il Milan arriva a pari punti in campionato con la Juventus, ma è terzo con i bianconeri secondi a causa degli scontri diretti. La Fiorentina avrebbe dovuto battere i rossoneri con due gol di scarto, ma a parte un paio di conclusioni di Gilardino e Jörgensen non ha mai veramente impensierito la porta di Dida. Nell'ultima partita di Paolo Maldini, festeggiato anche da giocatori e tifosi della Fiorentina, vanno in gol Kakà e Pato. Ma è probabile che non solo Maldini lasci i rossoneri: è atteso già forse lunedì l'annuncio della firma di Ancelotti con il Chelsea, e il tecnico potrebbe portarsi a Londra anche Pirlo e Seedorf. La Fiorentina, che conclude a pari punti con il Genoa, approda ai preliminari di Champions grazie agli scontri diretti con i grifoni.
TORINO IN B - Sono i granata a seguire Reggina e Lecce in serie B. Il Torino, che già aveva pochissime speranze, ha perso 3-2 a Roma, risultato comunque inutile visto il successo 3-1 del Bologna sul Catania.
FIGO E NEDVED SALUTANO - Partite di addio per due ex Palloni d'oro: Luis Figo e Pavel Nedved. A San Siro l'Inter ha festeggiato l'addio del portoghese e lo scudetto vincendo 4-3 su una combattiva Atalanta. Realizzando due gol, Zlatan Ibrahimovic è inoltre diventato capocannoniere del campionato con 25 realilzzazioni, un gol in più di Di Vaio e Milito. La carriera di Figo si è conclusa pochi minuti prima della fine del primo tempo, quando il portoghese, lasciando il posto a Santon, ha abbracciato tutti i compagni di squadra sotto lo scroscio degli applausi del Meazza. Mourinho ha voluto rendere omaggio a Figo entrando in campo per abbracciarlo a centrocampo. A Torino la Juventus ha conquistato il secondo posto in classifica vincendo 2-0 su una rimaneggiata Lazio con doppietta di Iaquinta. Nedved ha saluto i tifosi bianconeri. L'obiettivo della Juve era far segnare Pavel, che ci va vicino in un paio di occasioni, ma serve l'assist del 2-0 a Iaquinta. «Quello di oggi è stato un giorno difficilissimo, ma anche bellissimo, ho sentito tantissimo affetto dai compagni e dai tifosi», ha spiegato il ceco. «Mi sono sempre stati tutti vicini, credo che insieme abbiamo fatto bellissime cose, posso lasciare tranquillo. Con oggi ho smesso di correre, devo anche stare vicino alla mia famiglia».
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Influenza H1N1: quattro nuovi casi
Tutti e quattro rientrati da New York. Si tratta di due uomini e due donne: le loro condizioni non destano preoccupazione
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| (Ap) |
MILANO - Sono stati confermati altri quattro casi di positività alla nuova influenza umana A/H1N1 in Italia. Lo rende noto un comunicato del ministero del Lavoro e della Salute. Il primo caso è relativo ad una donna trentenne rientrata a Verona da New York il 26 maggio con volo indiretto via Milano Malpensa. La donna, che al momento dell'arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura, è stata visitata in ospedale e attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone e non destano preoccupazione. Il secondo caso riguarda un giovane ventenne proveniente da New York con volo indiretto via Amsterdam e arrivato a Bologna il 25 maggio. Al momento è in isolamento domiciliare a Rimini, dopo essere stato visitato in ospedale, e le sue condizioni fisiche non destano preoccupazione.
GLI ALTRI DUE CASI - Il terzo caso è un uomo di circa trenta anni proveniente da New York con volo indiretto via Roma Fiumicino e rientrato a Modena il 24 maggio, al momento dell'arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura ed è stato visitato in ospedale. Attualmente l'uomo è in isolamento domiciliare e le sue condizioni di salute non destano preoccupazione. Il quarto caso è una donna di quarantacinque anni tornata da New York a Bologna via Parigi il 28 maggio. La donna, che al momento dell'arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura è stata visitata in ospedale ed attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone e non destano preoccupazione. Nel comunicato si sottolinea che i «contatti stretti» dei casi segnalati sono già stati rintracciati e posti sotto sorveglianza.
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La Guardia di Finanza sequestra 25 tonnellate di rifiuti nel porto
E' accaduto a Taranto. I rifiuti erano stivati all'interno di un container con destinazione finale Indonesia
TARANTO - Circa 25.5 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte materiale cartaceo non riciclabile, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza nel porto di Taranto. I rifiuti erano stivati all'interno di un container con destinazione finale Indonesia.
IL SEQUESTRO - I militari del Comando provinciale di Taranto, in collaborazione con i funzionari della dogana, hanno accertato la falsa indicazione della natura della merce oggetto di esportazione e l'assenza dei prescritti trattamenti preliminari, denunciando per questo una persona. Dall'inizio dell'anno - rendono noto le Fiamme gialle - i finanzieri hanno sequestrato nel porto di Taranto 13 container, contenenti complessivamente circa 330 tonnellate di rifiuti speciali destinati all'estero.
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«Via la bigliettaia con il velo» E a Venaria lo indossano tutti
Protesta alla reggia sabauda. Del Noce: «Il razzismo non c'entra». La ragazza marocchina: «Non ci faccio più caso, sono stati i colleghi a volermi difendere»
| Yamna Amellal, la ragazza marocchina che lavora alla biglietteria della Reggia di Venaria Reale (Emmevi) |
TORINO - Ieri i ragazzi della biglietteria, le guide, gli addetti alla sicurezza — insomma tutto il personale della Reggia di Venaria — si sono presentati al lavoro indossando veli e kefiah. Una protesta e, allo stesso tempo, una manifestazione di solidarietà per una loro collega marocchina, Yamna Amellal, di 35 anni. Il perché dell'iniziativa lo spiega Michele Francabandiera, 29 anni e da cinque uno di responsabili alla reception del castello sabaudo: «Yamna è con noi dal 2007, sempre dietro lo sportello, e fa bene il suo lavoro. Ma il fatto che sia musulmana e indossi il velo ha provocato delle proteste da parte dei turisti».
Un susseguirsi di episodi imbarazzanti e, venerdì scorso, una lettera anonima pubblicata sulla Stampa: «Mi sono presentata alla biglietteria della Reggia di Venaria, storica residenza di Casa Savoia e mi ha colpito non poco notare — ha scritto una visitatrice torinese — che fosse presidiata da due donne islamiche, una addirittura con il velo in testa. Non sarebbe più corretto che il personale indossasse abiti d'epoca dei Savoia? Quella presenza, invece, era decontestualizzata, fuori posto». La risposta del direttore della Reggia, Alberto Vanelli, è stata decisa ma articolata: «Io non ci trovo nulla di male, l'integrazione passa anche attraverso queste cose. Però confesso che, la prima volta che l'ho vista, ho avuto un attimo di perplessità. Già in passato ci è stato fatto notare che sarebbe stato più opportuno avere personale con profonde conoscenze della storia sabauda, ma l'assunzione è avvenuta tramite il Collocamento e una cooperativa di servizi».
Una guida, Sabrina Soccol, 28 anni, aggiunge: «La donna che ha scritto la lettera non si è neppure accorta che l'altra ragazza da lei indicata come islamica è invece italiana, calabrese...». A gettare acqua sul fuoco, il presidente del consorzio che amministra la Reggia, l'ex direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce: «L'opinione della signora, espressa in toni pacati e non oltranzisti, è da rispettare. Allo stesso modo la manifestazione dei colleghi della ragazza marocchina è stata altrettanto legittima e civile. Insomma, non siamo di fronte a un episodio di razzismo come quando l'intera curva di uno stadio insulta Balotelli». A storcere il naso, però, non è stata solo l'anonima lettrice. I colleghi della ragazza marocchina raccontano di episodi di razzismo («Torna a casa tua»; «Quel velo è una provocazione, sono tutti terroristi») e proteste quotidiane: «Spesso capita che qualcuno, per non acquistare il biglietto da Yamna, cambi fila — confida Sabrina Soccol —. E io, che accompagno i gruppi in visita, lo sento: c'è sempre chi commenta negativamente». Ieri, dunque, la protesta. In biglietteria, le colleghe di Yamna si sono presentate con un velo sul capo, i colleghi hanno indossato la kefiah. Ma i gesti di solidarietà hanno contagiato anche agli altri dipendenti (70 persone) delle due cooperative (la Copat e la Rear) che gestiscono i servizi turistici nel castello. «Noi hostess — dice Michela — abbiamo una divisa che prevede un foulard al collo: ce lo siamo messo tutte in testa».
Alla Reggia si è visto il vicesindaco della città, Salvino Ippolito: «Non possiamo discriminare nessuno per motivi religiosi e inoltre la ragazza fa bene il suo lavoro». Lei, Yamna Amellal, sposata con un pakistano, originaria di Khenifra in Marocco, vive a Torino da 5 anni e, per tutta la giornata, è sempre rimasta seduta al suo posto, a staccare biglietti: «A queste cose io quasi non ci faccio più caso, ci sono i miei colleghi a difendermi, è quasi come stare in famiglia. Lavoriamo in un bellissimo luogo e crediamo nella libertà e nella tolleranza. Togliermi il velo? Non ci penso proprio, rappresenta la mia fede. E io sono islamica qui come in qualunque altro posto».
Marco Bardesono
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Palermo in mezzo all'emergenza rifiuti
Proteste dei netturbini che chiedono sicurezza sul lavoro e garanzie occupazionali. Da una settimana la raccolta non avviene regolarmente. Decine di cassonetti incendiati
PALERMO - A Palermo è emergenza rifiuti. Mentre cumuli di immondizie marciscono dappertutto per le strade della città dove da una settimana la raccolta dei rifiuti non avviene regolarmente, circa 200 lavoratori dell'Amia, l'Azienda dell'igiene ambientale, si sono radunati davanti al Palazzo d'Orleans, sede del governo regionale, per una manifestazione indetta dal rappresentante di base. Con questa protesta gli autonomi chiedono garanzia per il futuro occupazionale della ex municipalizzata che si trova in difficoltà economiche e per le condizioni di sicurezza sul lavoro. Il traffico nella zona ha subito dei rallentamenti per via della parziale chiusura al traffico di piazza indipendenza. Da giorni i lavoratori dell'Amia mantengono un presidio di fronte al muncipio e decine di cassonetti dell'immondizia stracolmi di rifiuti sono stati incendiati nella notte in diversi quartieri. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco.
LE SPESE DEI DIRIGENTI NEL PASSATO - I lavoratori dell'Amia, che attualmente ha un debito di 150 milioni di euro, hanno anche reso note le spese sostenute dai dirigenti in passato, in particolare quando la società doveva partecipare a un bando per la realizzazione della raccolta differenziata negli Emirati Arabi. Cena per una persona da 400 euro nei ristoranti più esclusivi di Dubai e Abu Dhabi. Ricevute per l'alloggio di una persona in hotel da 400 euro a notte e contemporaneamente ricevuta della stessa persona che affitta per un'ora un'altra stanza nello stesso albergo super lusso. Le «spese pazze», così sono state definite, dell'ex presidente del Cda dell' Amia (l'ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti nel capoluogo) Vincenzo Galioto, ora senatore Pdl, e di altri dirigenti e consulenti, sono state denunciate in una conferenza stampa a palazzo delle Aquile dai consiglieri comunali del Pd. L'Amia doveva partecipare a un bando per la realizzazione della raccolta differenziata negli Emirati. «Raccolta - dicono i consiglieri - che a Palermo non avviene».
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| Tag: palermo, emergenza, rifiuti, sciopero, netturbini, sicurezza, lavoro, garanzie, occupazione, cassonetti, incendi, immondizia | OKNOtizie |
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30/05/2009
Contro il caro-mare, coupon per il gelato e vasche idromassaggio
FEDERCONSUMATORI: 68 euro il costo di una giornata in spiaggia per una famiglia. Le novità attira-turisti. Vacanze più brevi
ROMA - Al mare no. Crisi o non crisi non si rinuncia. Almeno su questo contano gli stabilimenti balneari che in questi giorni scrutano il cielo, incrociano le dita e aspettano le prenotazioni per la stagione. Ma l’inquietudine c’è. Tiene a freno i rincari e sviluppa la fantasia per accaparrarsi un turismo sempre più «fast» e sempre più orientato a minore ostentazione e maggiore relax. Non è che i prezzi siano proprio popolari. In un rapido giro d’orizzonte per due lettini e un ombrellone si va dai 12,75 euro dei Bagni Adolfo di Riccione, ai 28 dello stabilimento Mastino a Fregene, ai 43 di Fonte Lina a Capri. Dai 12 del Copacabana a Taormina ai 25 di Santa Margherita Ligure, ai 30 di A la plage di Portorotondo. La Riviera Romagnola pubblicizza spiagge per famiglie a costi contenuti: 15 euro a Cattolica, 14 a Rimini, 16,50 ai lidi Ravennati. E al Beach di Lignano Sabbiadoro 16 euro. La Federconsumatori ha calcolato in media il costo di 68 euro per una giornata al mare per una coppia con due bambini. 22 euro medi per l’abbonamento giornaliero con ombrellone, sdraio e lettino, 3 euro di parcheggio, 10,80 per l’acqua, 15,20 per 4 panini, 8 per 4 gelati confezionati, 5 per due caffè freddi. più il costo di carburante.
Se questo nucleo familiare passerà quattro domeniche in spiaggia in un mese spenderà 272 euro, con un piccolo aumento rispetto all’anno scorso. In netto calo, invece, i prezzi dei «pacchetti» stagionali: si va dagli 825 ai 1.200 euro, un calo tra il 5 e il 6%. Diminuisce un po’ il prezzo degli ombrelloni: fino al 4% in meno. Aumenti, invece, per le cabine, sia per il giornaliero (+1,5/1,7%) sia per il mensile (con picchi del 2%). Invariato l’accesso agli stabilimenti, con tariffe che oscillano tra i 5,50 e gli 8,50 euro. C’è chi si arrangia e modifica le proprie abitudini. E la prima vittima della crisi è la sedia a sdraio che prima si accompagnava al lettino. Ora, spesso, basta un lettino per tutti. Sempre più diffuse le happy hour: sconti pomeridiani che il Garante dei prezzi e il sindacato balneari hanno fissato in una riduzione del 50%. E le offerte sinergiche: gelaterie che offrono coupon per le spiagge e viceversa.
Pochi stabilimenti quest’anno hanno tentato l’azzardo dell’aumento dei prezzi. In media circa 50 centesimi. «Noi no. Anzi alcuni prezzi li abbiamo anche abbassati — assicurano a La Plage di Porto Rotondo — perché l’anno scorso non è andata benissimo. Fortunatamente quest’anno le prenotazioni invece promettono bene». «Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo — spiega Massimo Secchiati responsabile della spiaggia Green Beach di Jesolo — perché lo scorso anno abbiamo notato un aumento delle presenze giornaliere di circa il 12 %. Un dato che sembrerebbe positivo, in realtà mostra che se prima si faceva il mese di vacanza, divenuto poi la settimana, ora ci si orienta sulla giornata». Qui la «ventata di novità» accalappia-bagnanti ha dato vita a vasche idromassaggi in spiaggia, ombrelloni sull’erba, animazione per i piccoli e sport per ragazzi. C’è chi può contare sui vip come il Papeete Beach di Milano Marittima o il Twiga di Forte dei Marmi dove la stagione è già iniziata a marzo con l’apertura della discoteca frequentata da starlette e calciatori. E al Beach Arena di Lignano Sabbiadoro si preparano per l’evento di luglio, il concerto di Giusy Ferreri. Ma gli altri?
Persino a Capri si comincia a vedere un calo di presenze. «La gente accorcia il periodo di vacanza. Sta 3 o 4 giorni e poi va via» spiegano alla spiaggia Fonte Lina. E al Copacabana di Taormina ammettono: «I tempi sono quelli che sono. Se ci chiamano per informazioni già ci fa piacere».
Virginia Piccolillo
22:11 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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Parigi: rapinata la gioielleria Chopard bottimo oltre sei milioni di euro
La boutique, in place vendome, fa parte della casa che fornisce le star del cinema. Il colpo eseguito da un uomo solo, vestito in modo elegante, e armato con una pistola
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| La vetrina della gioelleria rapinata (Ap) |
PARIGI - Un bottino di oltre sei milioni di euro: la boutique del celebre gioielliere Chopard, in Place Vendome a Parigi, è stata rapinata sabato pomeriggio, «poco prima delle 15», secondo quanto ha riferito la polizia, che non ha fornito ulteriori dettagli sulla rapina, nè sui pezzi che sono stati rubati. La casa Chopard, che fabbrica gioielli portati in particolare da celebrità alle cerimonie degli Oscar e del festival di Cannes, è stata fondata in Svizzera nel 1860. Ha negozi nelle più grandi capitali del mondo. Secondo alcune testimonianze la rapina sarebbe stata compiuta da un uomo solo, entrato nel negozio vestito con un completo elegante. Poco dopo ha estratto una pistola e si è fatto consegnare diversi gioielli.
Benché ingente, il furto non è tuttavia paragonabile a quello avvenuto a dicembre 2008 in un’altra elegante gioielleria di Parigi: allora i ladri portarono via gioielli dal negozio di Harry Winston in Avenue Montaigne per un totale di 80 milioni di euro.
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| Tag: parigi, rapina, gioielleria, chopard, boutique, place vendome, colpo, rapinatore, solitario, elegante, uomo, armato, pistola | OKNOtizie |
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Lascia un palazzo alla badante
La donna starebbe vendendo il posto barca per pagare la successione. L’eredità di un vedovo (senza figli ma con nipoti) a una marocchina di 40 anni
| L'ingresso del palazzo di cinque piani in via Borsieri a Milano |
MILANO — La sorella, con gentilezza, dice che, testuale, «l’importante è la salute» e che comunque «è fuori Milano». Il fratello, con meno gentilezza, conferma che «non c’è», premette che «se proprio deve essere, parlo io» e conclude: «È meglio se non parliamo. Niente pubblicità». La diretta interessata, una marocchina sui quarant’anni, ex badante e donna di servizio del signor Celso Canova che il 20 luglio avrebbe compiuto 83 anni e che è appena morto, in effetti non c’è. Si trova in Liguria. La accompagnano alcuni avvocati. Canova le ha donato un posto barca a Lavagna, sulla riviera di Levante: dicono lo stia vendendo per pagarsi la tassa di successione. Tassa onerosa: Canova era proprietario di un palazzo di cinque piani, in via Borsieri, gran bel palazzo, all’Isola, quartiere di slancio e rilancio della Milano di domani. Il palazzo, come recita il testamento—fotocopiato e attaccato a lungo nell’androne, sia mai qualcheduno, ossia tutti quanti, non ci credesse —, è stato lasciato in eredità alla signora marocchina. Lei. L’ex badante e donna delle pulizie. Per dieci anni.
È padrona di uno stabile da 10 milioni di euro. Dopo aver fatto arrivare dal Marocco i parenti fino all’ultimissimo grado e oltre, e aver dato una festa che raccontano sia durata giorni e notti, l’ex badante, che viveva, sempre in questo palazzo, in un normale bilocalino, si è trasferita all’ultimo piano. Nell’abitazione di Canova. Quasi trecento metri quadrati, con quattro bagni ed enormi vasche idromassaggio. L’Isola è stata terra di operai, ladri, poveri. Oggi non si compra con meno di 3.500 euro al metro quadrato. Lo stabile di via Borsieri ha un cortile pieno di rose; nell’angolo, c’è un antico cartello che indicava il posto dov’era consentito tagliar la legna per alimentare le stufe. All’ingresso, il grande pannello delle buste per le lettere è anch’esso antico, e di legno. Non c’è angolo, salendo le scale, sostando sui ballatoi, che segnali incuria, mancata manutenzione, necessità di interventi. Niente. A questo punto, qualcuno domanderà: parenti ce ne sono? Canova era rimasto vedovo e non aveva figli. Aveva, sì, nipoti. In particolare, uno che vive nel palazzo. Ha avuto in eredità un hotel. Tre stelle, dalle parti della stazione Centrale. Nulla di pretenzioso, sempre meglio di niente: dipende dai punti di vista. Dicono che lui opti per la prima opzione, «con rancore».
Difatti un amico dei Canova consiglia vivamente di tendere l’orecchio, se si è in via Borsieri: «Lo sente il fruscio delle carte? Sarà battaglia legale». In verità, in via Borsieri, l’orecchio si allunga per captare aneddoti vari sulla scelta del Canova, aneddoti che scivolano nel piccante. Illazioni sul reale rapporto tra l’anziano e la domestica. Interpretazioni del verbo «accudire». Divagazioni a tratti fantascientifiche sul tema del sesso tra differenti età. Eventuali «plagi». Nessuno che s’immoli per sostenere la parabola dell’immigrato che sbanca, del vento che gira, del sudore che diventa oro. Ci sono solo uomini che invidiano le donne, e donne che invidiano certi (danarosi) uomini. E allora, che sia tutta invidia? Forse sotto sotto qualche inquilino aveva — invano — provato a ingraziarsi, lavorarsi, ammanicarsi l’anziano? Non conosceva Canova. Che «i soldi li tirava fuori in un’unica circostanza: mai». Canova era originario di Ponderano, quattromila abitanti in provincia di Biella, paese che ha dato i natali alla famiglia Pozzo, quella del mitico Vittorio, allenatore dell’Italia del calcio due volte campione del mondo. Un’amica della signora marocchina dice: «L’ha accudito con pazienza, costanza, impegno. È stata premiata». Nient’altro? «Vuol sapere se avevano una storia d’amore? Era solo lavoro ». Come finirà con il palazzo? Sarà venduto? Qualche italiano ha una paura: che diventi una casbah. Nello stabile vivono professionisti. C’è un medico. Gli affitti, allo scadere, verranno rinnovati? «Finché il contratto lo prevede, restiamo» dice una signora. Per adesso, non rischia nessuno. Anzi, no, uno c’è. Canova gli aveva dato un appartamentino. Gratis. Senza contratto. Dunque a rischio «sfratto». Sapete chi è? Il nipote. Certo, quello dell’hotel.
Andrea Galli
15:10 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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