30/06/2009

Il nuovo volto dei pirati

 

 

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Altro che corsari digitali, furfanti che nella visione più ottimistica rubano ai ricchi (le "major", musicali, cinematografiche e del software) per distribuire ai poveri (utenti della Rete). I pirati si sono ripuliti e dopo essere scesi - con successo - nell'agone politico europeo, ora si lanciano anche nel business. Legale. E' infatti notizia di oggi che l'azienda svedese di software Global Gaming Factory X AB ha annunciato che acquisterà The pirate Bay, il sito web di "consigli" per il file sharing di materiale protetto da copyright, che nei mesi scorsi è stato condannato da un tribunale svedese proprio per aver infranto la legge sul diritto d'autore. La softwarehouse ha precisato nel comunicato stampa che introdurrà un nuovo modello di business che permetterà di compensare i titolari del copyright per il materiale scaricato.

Dopo lo sbarco online della versione beta di VideoBay e il conseguente (tentativo di) arrembaggio allo strapotere di YouTube, ora i "pirati" si guadagnano le virgolette e si mettono dunque a giocare sullo stesso tavolo dei vecchi "nemici". Che ora diventano concorrenti. La Global Gaming ha spiegato che pagherà il sito web tanto famoso 60 milioni di corone svedesi (7,7 milioni di dollari) e che, come detto, questo continuerà a svolgere il proprio ruolo di distributore di contenuti audio e video (ma anche di software e videogiochi) grazie a un nuovo modello commerciale che soddisferà sia i fornitori dei contenuti stessi, sia i titolari dei diritti d'autore. Sia, si spera, gli utenti, che diventeranno acquirenti. Ha spiegato l'amministratore delegato dell'azienda svedese, Hans Pandeya: "Vorremmo introdurre un modello in cui content provider e titolari di copyright saranno pagati per i contenuti scaricati dal sito". Senza spiegare meglio di cosa si tratti, tutti sarebbero così contenti. Anche le aziende musicali e cinematografiche tra cui Warner, MGM, Columbia, 20th Century Fox, Sony, Universal ed EMI, che al processo contro il sito dei pirati avevano chiesto un risarcimento di più di 12,6 milioni di dollari.


Pieni poteri ai medici Inps contro le false invalidità

 

Che cosa cambia per gli assegni previdenziali. Contenzioso a quota 320 mila cause. Via ai controlli


ROMA - Pensioni d’invalidità civile, tutto il potere all’Inps. Lo prevede l’arti­colo 20 del decreto legge anticrisi appro­vato venerdì scorso dal consiglio dei mi­nistri. Articolo che sotto il titolo «Contra­sto alle frodi in materia di invalidità civi­li » accentra l’intera gestione di questo capitolo, dalla presentazione delle do­mande alle visite mediche, sotto l’istitu­to di previdenza guidato da Antonio Ma­strapasqua. Che ieri ha incontrato a Pa­lazzo Chigi il sottosegretario Gianni Let­ta proprio per approfondire le questioni legate a questa riforma.

Le pensioni d’invalidità sono circa 2,6 milioni, per una spesa annua di quasi 15 miliardi di euro (in media, l’assegno è at­torno ai 450 euro al mese). Nonostante le ricorrenti campagne di controllo il nu­mero delle invalidità civili è in costante crescita: circa il 30% in più rispetto al 2004, tanto che la spesa prevista per il 2009 è di 16,2 miliardi. La diffusione sul territorio di queste pensioni presenta notevoli differenze. La massima concen­trazione si raggiunge nella provincia di Nuoro dove risulta invalido quasi il 9% della popolazione. Tassi elevati anche a Benevento e Lecce, col 6%, mentre per esempio a Milano, Verona o Bergamo non si supera il 2,5%. Da tre mesi l’Inps sta effettuando una campagna di verifi­che mediche, prevista dall’ultima legge finanziaria, su un campione di 200 mila titolari di questa prestazione. Finora so­no già state revocate il 13% delle pensio­ni, con punte di quasi il 22% in Sardegna e Sicilia, del 19% in Calabria e del 15,5% in Campania e Puglia. Anche se lo stesso Inps spiega che le revoche sono spesso dovute al venir me­no dei requisiti sanitari (regresso della malattia invalidante in seguito a cure mediche) restano non pochi casi dove l’annullamento del beneficio è dovuto a una valutazione che era stata troppo ge­nerosa da parte delle Als, cui la legge ha affidato finora le visite per la concessio­ne di questo tipo di pensioni. Per non parlare delle vere e proprie truffe. Non a caso l’Inps incrocerà la propria banca da­ti con quella della Motorizzazione civile per scovare, per esempio, i ciechi con la patente. Alla luce di tutto ciò e per rifor­mare l’intera materia il governo intervie­ne con l’articolo 20 del decreto legge.

Dal primo gennaio del 2010, stabili­sce la norma, le commissioni mediche delle Asl che visitano i cittadini che pre­sentano domanda di «invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e di­sabilità», saranno «integrate da un medi­co dell’Inps quale componente effetti­vo ». Non solo. «In ogni caso — dispone l’articolo 20 — l’accertamento definitivo è effettuato dall’Inps», che avrà quindi l’ultima parola, attraverso i suoi medici, sulla concessione o meno del sussidio. E sarà sempre l’istituto di previdenza a ac­certare «la permanenza dei requisiti sa­nitari » nelle visite di richiamo per i tito­lari delle invalidità. In caso di revoca per insussistenza degli stessi requisiti, in cui vengano rilevati elementi di respon­sabilità per danno erariale, i prefetti so­no tenuti ad inviare copia del provvedi­mento alla Corte dei conti per le eventua­li azioni di sua competenza. Le domande di pensione non si pre­senteranno più all’Asl ma all’Inps, che poi le trasmetterà, «in tempo reale e per via telematica», alle Aziende sanitarie lo­cali. Le modalità attraverso le quali l’Inps prenderà in carico la gestione del­le invalidità civili saranno contenute in un accordo tra il ministro del Welfare e la Conferenza Stato-Regioni da conclu­dere «entro novanta giorni».

Nei sessan­ta giorni successivi le Regioni stipuleran­no con l’Inps le necessarie convenzioni per dare attuazione alla riforma. L’artico­lo 20 del decreto affronta poi il proble­ma del contenzioso, visto che le cause pendenti sulle invalidità civili sono ben 320 mila. Si stabilisce che nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, per esempio per valutare chi abbia ragione sulla sussistenza o meno dei requisiti sanitari, alle indagini assi­sta sempre anche un medico legale del­l’Inps. Infine, la vera stretta sulle invali­dità civili potrebbe arrivare dall’ultimo comma dell’articolo: entro trenta giorni è nominata dal ministro del Welfare, di concerto con l’Economia, «una Commis­sione con il compito di aggiornare le ta­belle indicative delle percentuali dell’in­validità civile, già approvate con decre­to del ministro della Sanità del 5 febbra­io 1992, e successive modificazioni. Dal­la attuazione del presente comma non devono derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica».

Enrico Marro


Ragazza reagisce ed evita stupro

 

Era appartata con il fidanzato in auto in Via Bardolino, periferia sud. Calci, pugni e morsi: così una 32enne ha messo in fuga tre banditi. Uno è stato identificato e arrestato


 

MILANO - Ha reagito come una furia al tentativo di aggressione e si è salvata da un tentativo di stupro. Protagonista della vicenda una giovane di 32 anni che sabato sera si trovava, con il fidanzato, appartata in un'auto presa di mira da tre banditi. Il Suv era parcheggiato in via Bardolino, periferia sud di Milano, al confine con la campagna circostante. Improvvisamente, intorno alle 22, tre sconosciuti hanno aperto le portiere e hanno costretto i due fidanzati a consegnare i propri cellulari e i soldi che avevano con sé: 200 euro circa.

IL TENTATO STUPRO - Non solo ai soldi, però, erano interessati: con un gesto di intesa hanno cercato di immobilizzare la donna, un'italiana di 32 anni, e hanno iniziata a palpeggiarla sotto gli occhi del suo compagno di 27 anni. Lei ha avuto una reazione furibonda, con calci, pugni e morsi, che ha colto di sorpresa i suoi aggressori. E' anche riuscita a strappare un passamontagna dal volto di uno dei rapinatori, scoprendo una cicatrice sulla fronte, dopodiché i tre sono fuggiti. L'identikit ha permesso, ai militari della compagnia Porta Magenta guidata dal capitano Vittorio Stingo di stringere le manette ai polsi di un 29enne tunisino irregolare, con precedenti per rapina, rintracciato in una baracca in via Virgilio Ferrari. Per lo straniero, riconosciuto dalla vittima, si sono aperte le porte del carcere.


Gita in gommone, ma dimentica la patente: multato La Russa junior

 

Il caso. Per il figlio del ministro della Difesa sanzione da cento euro a Portofino: «Semplice dimenticanza, nessun reato»


 

 

Geronimo La Russa (foto d'archivio)
Geronimo La Russa (foto d'archivio)

 

 

 

 

 

 

 

GENOVA - Una gita in gommone nel mare di Portofino, ma senza la patente, rimasta a casa. Per questo la Capitaneria di Porto ha multato Geronimo La Russa, figlio primogenito del ministro della Difesa. Il giovane, sorpreso sull'imbarcazione nel pomeriggio di sabato scorso, ha chiarito di essere in possesso della licenza, di cui era però momentaneamente sprovvisto. E per questo ha subito una sanzione di cento euro.

LA MULTA - A bordo del natante, di sua proprietà, c'erano anche alcuni amici del giovane, anch'essi senza licenza. A comminare la multa, gli uomini della capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure che hanno intercettato l’imbarcazione nelle acque antistanti la nota località turistica.

«NESSUN REATO» - Geronimo La Russa, contattato dal Corriere.it, ha tenuto a precisare di «non avere commesso alcun reato» e che si è trattato di una «semplice dimenticanza». In un primo momento si era diffusa la notizia di una sanzione compresa tra 2mila e 8mila euro per aver condotto un unità da diporto senza possedere la patente. «L'entità della multa - ha dichiarato - è molto più contenuta, cento euro, la patente nautica era semplicemente rimasta a casa».


Istat: a giugno inflazione a +0,5%

 

L'inflazione acquisita nel 2009 è pari a +0,7%. E' il livello più basso dal 1968. Nello stesso mese per la prima volta nell'Ue inflazione negativa (-0,1%)


ROMA - Il tasso di inflazione registrato a giugno, pari al +0,5% annuo, sulla base della stima preliminare diffusa dall'Istat, è il più basso da settembre 1968, quando si attestò al +0,4%. Lo sottolinea lo stesso Istituto di statistica. L'inflazione acquisita per il 2009, che si avrebbe, cioè, se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato a giugno (+0,5%), è pari al +0,7%.

INFLAZIONE NELLA UE - È negativa invece per la prima volta nella storia l'inflazione nella zona euro: a giugno 2009 il tasso annuale è sceso a -0,1%, segnalando cioè un lieve calo del livello dei prezzi rispetto al giugno dello scorso anno. Lo comunica Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Ue, nella sua prima stima che dovrà essere confermata il prossimo 15 luglio. A maggio la variazione dei prezzi era stata pari a zero e si era già trattato di un minimo storico.


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Esplosione in stazione, morti e feriti

 

Aperta un'inchiesta dalla procura di lucca. Berlusconi: «Sconvolgente». Treno merci deraglia e provoca una tragedia a Viareggio: 12 vittime, 4 dispersi, mille evacuati

 

VIAREGGIO - Un treno merci carico di gpl deraglia e causa un'esplosione nei pressi della stazione di Viareggio. Il bilancio è tragico: 12 morti, 4 dispersi e una cinquantina di feriti, di cui 36 gravi o gravissimi. È successo intorno alla mezzanotte di ieri. La deflagrazione ha investito le case vicine, provocando il crollo di alcune palazzine. A causare l'incidente, sostiene una nota di Ferrovie, sarebbe stato il cedimento di un carrello di uno dei primi carri cisterna. Tra le vittime ci sono due bambini, i cui corpi sono stati già recuperati, alcune persone che si trovavano a passare nelle strada che costeggia la ferrovia e alcuni abitanti di due palazzine crollate. Danni sono visibili anche su altri edifici limitrofi. Mille persone sono state evacuate dalle loro case.


SI SCAVA - Il bilancio è ancora provvisorio e si teme che fra i resti delle due palazzine distrutte dall'esplosione del gas e dal successivo incendio ci possano essere altre vittime: per questo si continua a scavare tra le macerie. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dopo un sopralluogo ha chiarito che al momento i dispersi sono 4 o 5 (e non 30 come riferito in precedenza da altre fonti). Bertolaso ha anche affermato che i morti accertati sono 12, mentre fonti dei vigili del fuoco avevano riferito di 15 vittime. Altre fonti affermano che i morti carbonizzati che si trovano nell'obitorio dell'ospedale di Viareggio sono 13, due dei quali sono arrivati nell'ultima ora. Nel frattempo due persone sono state estratte vive dalle macerie: si tratta di marito e moglie. Contemporaneamente proseguono le operazioni per la messa in sicurezza delle altre cisterne del treno che ancora sono piene di Gpl. Solo una ha infatti avuto la perdita di gas che ha causato il disastro. Le altre tredici che componevano il convoglio sono sui binari della linea ferroviaria La Spezia-Pisa, proprio poche centinaia di metri oltre la stazione di Viareggio, e i tecnici dei vigili del fuoco dovranno provvedere a svuotarne il contenuto e trasportarlo altrove senza pericoli. Una operazione che si preannuncia lunga e complessa, ma che non dovrebbe comportare particolari rischi. La circolazione dei treni subisce cancellazioni e ritardi.

L'OSPEDALE - Da ore è in corso un pellegrinaggio ininterrotto di amici, parenti e conoscenti al pronto soccorso dell'Ospedale Versilia, dove si è concentrata l'emergenza sanitaria. Nella sala d'aspetto del pronto soccorso si avvicendano viareggini, ma anche stranieri alla ricerca di notizie di congiunti e conoscenti. Tra i feriti ci sono due bambini. Uno è grave ed è ricoverato all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze con ustioni in gran parte del corpo. L'altro al Bambin Gesù di Roma. I feriti, tra cui molti ustionati, sono stati distribuiti tra gli ospedali di Pisa, Massa Carrara, Firenze, Milano, Parma, Roma e Genova.

EVACUATI - Le persone evacuate dalle loro abitazioni in seguito all'esplosione sono un migliaio. Lo ha detto il sindaco, Luca Lunardini, spiegando che 200 di queste sono state accolte in un centro di prima assistenza allestito nel municipio. «Nella piazza davanti al Comune - ha spiegato il sindaco - sono state installate cinque tende da campo che ospitano un centinaio di persone. Altrettante hanno passato la notte all'interno del municipio». Il sindaco ha spiegato che gli edifici crollati sono due mentre «altri 4 o 5 sono stati interessati dallo scoppio anche se non sono interamente crollati. Le altre persone sono state evacuate per una questione di sicurezza. Cercheremo di trovare accordi con gli albergatori in Versilia per ospitarle».


Due pupazzetti di peluche trovati in un'abitazione crollata nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio (Ansa)
Due pupazzetti di peluche trovati in un'abitazione crollata nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio (Ansa)

INCHIESTA - Sull'incidente la procura di Lucca ha aperto un'inchiesta. Tre le ipotesi di reato: disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Parlando con i giornalisti, il questore Maurizio Manzo e il prefetto Carmelo Aronica hanno spiegato che i magistrati stanno acquisendo le varie relazioni dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine.

BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato costantemente informato del disastro ferroviario dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, e dal responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Il premier è atteso a Viareggio nel pomeriggio: «Sarò sul luogo dell'incidente per prendere la situazione in mano. - ha dichiarato - Ho parlato fino ad adesso con Bertolaso, è una situazione grave, anzi sconvolgente per come si è appalesata». A Viareggio è invece già arrivato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, mentre il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha nominato una Commissione di inchiesta.

NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «profondamente colpito dal catastrofico incidente», in una telefonata al sindaco ha espresso i suoi sentimenti di «partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all'intera cittadinanza». Ne dà notizia il Quirinale.

 

Epifani: «nelle ferrovie c'è un uso di materiali troppo vecchi». Moretti: «Ha ceduto un asse, i macchinisti non hanno fatto errori». I sindacati: «Sottovalutati i precedenti». Denuncia dei delegati RSU/RLS: «Incidente tipico»

VIAREGGIO - Il cedimento di un asse di uno dei primi vagoni-cisterna del convoglio 50325 Trecate-Gricignano: sarebbe stato questo a causare l'esplosione nella stazione di Viareggio. Una nota delle Ferrovie spiega che dopo il guasto «il carro sarebbe deragliato trascinando altri 4 carri. Lo svio avrebbe provocato la fuoriuscita del gas Gpl contenuto nella cisterna che si sarebbe incendiato al di fuori di questa. Non ci sarebbe stata dunque l'esplosione del primo carro cisterna come precedentemente reso noto a causa delle prime indicazioni. Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate non aveva evidenziato alcuna anomalia».

MORETTI - «Dalle prime evidenze i macchinisti non hanno fatto errori». Lo ha detto l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, nel corso della conferenza stampa con il sottosegretario Guido Bertolaso a Viareggio. L'Ad delle ferrovie ha inoltre confermato che «sempre dalle prime evidenze c'è stato un cedimento strutturale nel primo carro: si è spezzato l'asse». Moretti ha poi sottolineato che questi vagoni appartenenti a società internazionali ( i 14 carri del convoglio hanno immatricolazione delle ferrovie polacche e tedesche, e il primo carro appartiene ad una società viennese), rispondono a norme di trasporto dell'Unione europea e dell'Onu e ha aggiunto che proprio i controlli sull'asse fanno parte di «quelle revisioni che sono obbligatorie per le società». «Dal controllo delle scadenze apposte sui vagoni, ha poi concluso l'Ad delle Ferrovie, sembra che la revisione sia stata effettuata regolarmente». Il treno era partito da Trecate in provincia di Novara e doveva arrivare a Caserta, non era prevista alcuna sosta a Viareggio. Il treno è arrivato alla stazione di Viareggio a una velocità di 90 chilometri orari in un tratto in cui è consentita la velocità massima di 100 chilometri. I due macchinisti che sono riusciti ad abbandonare il treno, sono ricoverati in ospedale.

DITTA CON SEDE A VIENNA - La cisterna da cui è fuoriuscito il gas apparteneva alla società internazionale Gatx con sede europea a Vienna. A provocare il deragliamento sarebbe stato il primo carro merci, quello subito dietro la locomotiva, immatricolato dalle ferrovie polacche ma di proprietà, appunto, della Gatx. Il vagone, come detto in precedenza, avrebbe subito un cedimento strutturale: si sarebbe rotto un'asse. Ed è proprio la società con sede a Vienna, sottolineano fonti qualificate, che deve assicurare la revisione di tutti gli elementi strutturali.

LA DENUNCIA - Ma intanto arriva la denuncia dei delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, organismo trasversale composto da lavoratori e iscritti a tutte le sigle sindacali: «La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l'elevatissimo rischio connesso. Esso si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S. Rossore ed a Prato». «Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo FS - prosegue la nota - non può essere utilizzato come giustificazione, anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla rete. Esprimiamo il nostro profondo dolore per le tante vittime innocenti di questa tragedia e il ringraziamento ai soccorritori». «Facciamo appello a tutte le autorità istituzionali affinché non ignorino le segnalazioni di pericolo che come ferrovieri portiamo a conoscenza dell'opinione pubblica poiché il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione - conclude la nota - Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio 'luccicante' dell'alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza».

EPIFANI - Sull'incidente è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «È una tragedia enorme. I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati su cui l'azienda aveva reagito tagliando perchè nelle ferrovie c'è un uso di materiali troppo vecchio, ma aspettiamo di capire bene le cause».

LA SITUAZIONE DEL TRASPORTO FERROVIARIO. Circolazione treni, ritardi e cancellazioni. Bus sostitutivi e collegamenti alternativi adottati dalle Fs dopo l'incidente alla stazione di Viareggio

VIAREGGIO - Per il drammatico incidente di Viareggio continua a essere interrotta la linea tra Pisa e La Spezia per i treni a lunga percorrenza, mentre per i treni regionali l’interruzione riguarda il tratto tra Pisa e Forte dei Marmi. Si sta invece normalizzando, fanno sapere da Fs, la situazione sulla linea tradizionale Milano-Bologna, dove si erano verificati ritardi in seguito all'investimento di una persona tra Modena e Reggio Emilia. «La circolazione ferroviaria sulla Direttrice Tirrenica è interrotta tra le stazioni di Pisa e Forte dei Marmi. Il Gruppo Fs ha subito adottato provvedimenti di circolazione alternativi per i treni interessati. I convogli della Direttrice Torino-Genova-Roma potranno subire ritardi, deviazioni di percorso e possibili cancellazioni». Lo rende noto Ferrovie dello Stato in una nota.

VARIAZIONI - In dettaglio, spiegano dalle Ferrovie, i treni regionali provenienti da sud vengono attestati a Pisa, quelli da nord a Forte dei Marmi e quelli da est a Lucca. Tra le tre città è stato istituito un servizio di autobus sostitutivi che dovrebbero continuare a garantire la mobilità locale. Per quanto riguarda i treni a lunga percorrenza, invece, i problemi riguardano la direttrice Torino-Genova-La Spezia-Pisa-Grosseto-Roma e il tratto interrotto è quello tra La Spezia e Pisa, un tratto di circa 100 km. Buona parte dei treni vengono deviati sulla Firenze-Bologna e da Pisa per raggiungere Torino i treni passeranno da Firenze, Bologna, Piacenza e Alessandria. I convogli provenienti da nord vengono attestati a La Spezia, quelli provenienti da sud a Pisa. Tra le due stazioni le Fs hanno attivato i bus sostitutivi che dovrebbero consentire ai viaggiatori di proseguire il viaggio in treno una volta arrivati nelle stazioni oltre il tratto bloccato. Per le informazioni sulla viabilità Fs ha attivato il numero verde 800892021, mentre sul sito web delle Ferrovie la sezione Fs News pubblica costantemente gli aggiornamenti sulla situazione.

I CONVOGLI - Al momento sono tre i treni diretti nella giornata da Milano a Livorno e che, a causa del disastro di Viareggio, verranno fermati a La Spezia e a Forte dei Marmi per essere sostituiti da pullman. Secondo quanto riferiscono le Ferrovie, il regionale delle 17.05, via Fidenza-Aulla, si fermerà a Forte dei Marmi. Invece i due intercity delle ore 16.00 e 18.00, via Genova, termineranno la corsa a La Spezia. I viaggiatori proseguiranno in pullman. Grande confusione nella stazione della Spezia, da dove partono gli autobus sostitutivi dei treni nel tratto della linea tirrenica fino a Pisa interrotto per il disastro di Viareggio. I viaggiatori protestano per la mancanza di informazioni sugli orari di partenza dei pullman. I disagi non sono solo per quelli diretti verso sud, ma anche per i passeggeri dei convogli a lunga percorrenza in partenza verso nord, molti dei quali sono stati soppressi per il mancato arrivo di materiale rotabile dalla Toscana. Secondo un portavoce di Trenitalia, la circolazione dei treni regionali in Liguria è comunque regolare, mentre i convogli a lunga percorrenza vengono deviati: in particolare quelli tra Torino e Roma (che normalmente passano da Genova) vengono fatti transitare nella pianura padana sino a Bologna e da qui a Firenze sino a raggiungere Pisa e riprendere la tirrenica. L'Eurostar 9305 Genova-Roma delle 6 di stamani (il più frequentato dai viaggiatori diretti nella capitale) è stato soppresso.

INCHIESTA - Sull'incidente la procura di Lucca ha aperto un'inchiesta. Tre le ipotesi di reato: disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. Parlando con i giornalisti, il questore Maurizio Manzo e il prefetto Carmelo Aronica hanno spiegato che i magistrati stanno acquisendo le varie relazioni dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine. A Viareggio e in tutti gli altri comuni della Versilia sono stati stabiliti due giorni di lutto cittadino. L’incidente, secondo il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, sembra sia stato causato da «un cedimento strutturale» e ora si stanno effettuando delle verifiche se sia stato «doloso e se siano stati fatti i controlli».

BERLUSCONI - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, costantemente informato del disastro per tutta la mattinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, e dal responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è arrivato nel pomeriggio a Viareggio e ha effettuato un sopralluogo alla stazione. Il premier si è soffermato con i vigili del fuoco chiedendo spiegazioni sul tipo di intervento che si sta realizzando ed è passato davanti alle abitazioni che sono crollate e dove si cercano ancora alcuni dispersi. Al suo arrivo nella zona dell’incidente in Largo Risorgimento Berlusconi è stato contestato da un piccolo gruppo di cittadini. Dopo momenti di tensione tra chi protestava e alcuni gruppi di sostenitori del premier, il presidente del Consiglio è stato applaudito. Poi diretto al Municipio. La visita è durata circa 15 muniti. «Il governo già nel prossimo Consiglio dei ministri decreterà lo stato di emergenza e stanzierà i soldi necessari per la ricostruzione delle case distrutte, che sarà nostra al cento per cento» ha successivamente spiegato il premier durante una conferenza stampa al comune di Viareggio.


MARONI E MATTEOLI - In Toscana è arrivato anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Se scopriremo che le norme per la sicurezza nel trasporto dei materiali pericolosi non sono adeguate - ha affermato il responsabile del Viminale - le cambieremo. Anche in Europa». Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha nominato una Commissione di inchiesta. Intanto è stato reso noto che il governo riferirà mercoledì alla Camera sull'accaduto.

NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «profondamente colpito dal catastrofico incidente», in una telefonata al sindaco ha espresso i suoi sentimenti di «partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all'intera cittadinanza».

IL PAPA - Appresa la notizia dell'incidente, anche Benedetto XVI ha espresso «profonda partecipazione» al «dolore che colpisce l'intera città».

RACCOLTA FONDI - È stato aperto immediatamente un conto corrente per aiutare gli sfollati della strage. La raccolta fondi avviata da Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Versilia per il turismo, Fondazione Carnevale e Fondazione Versiliana Festival è stata aperta con un numero di conto Iban: IT65Y0872624800000000104781 aperto presso l'agenzia di Viareggio della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana Credito Cooperativo. La causale da indicare Misericordia pro disastro Viareggio presso la sede della associazione in via Cavallotti a Viareggio.




Morti e feriti per l'esplosione di un treno merci nei pressi della stazione di Viareggio (Ap)

(Procopio)

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(Procopio)

(Procopio)

(Ansa)

(Ap)

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(Ap)

(LaPresse)

(LaPresse)

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(Ansa)

(Ansa)

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(Ap)

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Una fotografia aerea scattata sulla zona dove è avvenuto l'incidente ferroviario che ha provocato morti e feriti a Viareggio: l'esplosione dopo il deragliamento di un treno merci ha causato il crollo di due palazzine (Cge)

Una fotografia aerea scattata sulla zona dove è avvenuto l'incidente ferroviario che ha provocato morti e feriti a Viareggio: l'esplosione dopo il deragliamento di un treno merci ha causato il crollo di due palazzine (Cge)

(Cge)

 

 



Si schianta aereo yemenita, 153 a bordo Parigi: «Riscontrati difetti già nel 2007»

 

Al largo delle isole Comore, vicino al Madagascar. un mese fa la tragedia dell'air france. Tra i passeggeri 66 francesi. Trovato un superstite: è un bambino. La Farnesina esclude presenza di italiani

 

 

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Un Airbus A310 della compagnia Yemenia (Reuters)
Un Airbus A310 della compagnia Yemenia (Reuters)

PARIGI - Un Airbus A310 della compagnia Yemenia Air con a bordo 153 persone si è schiantato nella notte tra lunedì e martedì nelle acque dell'oceano Indiano, al largo delle isole Comore, a circa tre chilometri dalla costa dell'arcipelago, situato fra il Mozambico e il Madagascar . I soccorritori hanno trovato un sopravvissuto: è un bambino, non si conosce la sua nazionalità. Secondo fonti dell'aeronautica yemenita sono stati recuperati anche tre cadaveri, ma le ricerche proseguono con difficoltà a causa delle le pessime condizioni meteorologiche: «Mare grosso e forti venti stanno ostacolando i soccorsi».

A BORDO ANCHE 66 FRANCESI - Tra i passeggeri (142, più 11 membri dell'equipaggio) c'erano 66 francesi, di cui molti residenti nelle Comore. Delle quattro isole dell'arcipelago, quella di Mayotte è rimasta sotto la sovranità di Parigi dopo un referendum. Altri erano partiti su un Airbus A330-200 della Yemenia dall'aeroporto parigino di Roissy, facendo scalo a Marsiglia e Sanaa (Yemen): qui hanno cambiato velivolo per imbarcarsi sull'A310, diretto a Gibuti e Moroni (capitale delle Comore) come destinazione finale. La Farnesina ha escluso la presenza di italiani a bordo. In corso le operazioni di recupero dei corpi e dei rottami: nelle ricerche sono impegnate vedette e imbarcazioni delle Comore e del Madagascar. Parigi ha inviato due navi e un velivolo da ricognizione e trasporto Transall.

«NUMEROSI DIFETTI SULL'AEREO» - Il ministro francese dei trasporti, Dominique Bussereau, ha detto che sull'Airbus A310 della Yemenia Air erano stati riscontrati molti difetti e per questo gli era stato proibito di sorvolare lo spazio aereo francese. La Yemenia, spiega, è una compagnia che «viene monitorata molto da vicino» per la sicurezza. «L'A310 era stato controllato nel 2007 dalla Direzione generale dell'aviazione civile in Francia ed erano stati rilevati un certo numero di difetti» ha detto Bussereau, aggiungendo che «da allora l'apparecchio non è più riapparso nel nostro Paese».

FORTI RAFFICHE DI VENTO - Il ministro non si è sbilanciato sulla causa del disastro: «Si è parlato del maltempo, ma al momento le notizie sono un po' vaghe. Ci dicono che l'aereo era in fase di atterraggio, poi ha rinunciato e ha tentato un'altra fase di avvicinamento che è andata male». Il responsabile dell'aviazione civile yemenita, Muhammed Abdul-Qadber, ha detto che l'incidente è avvenuto in un'area dove c'era vento molto forte, con raffiche fino a 161 chilometri orari. Secondo Meteo France nella zona non c'era un temporale, ma raffiche di vento vicino all'aeroporto di Moroni. «Nella zona non ci sono problemi di nubi - ha spiegato il responsabile delle previsioni, Jean-Marie Carriere -, ma c'è un vento sostenuto con raffiche che possono superare i 60 chilometri orari, vicino all'aeroporto e dappertutto nella zona».

L'INCIDENTE DI UN MESE FA - Esattamente un mese fa, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, un Airbus A330 di Air France è precipitato nell'Atlantico: partito da Rio de Janeiro, era diretto a Parigi. A bordo c'erano 228 persone, fra cui 10 italiani, originari di Trentino Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna. Tre giorni fa le Forze armate brasiliane hanno interrotto le ricerche dei corpi delle vittime. Le acque dell'Atlantico tra le coste brasiliane e quelle africane hanno restituito 51 corpi, di cui 14 identificati.


ESPLOSIONE IN STAZIONE VIAREGGIO, 10 MORTI E 50 FERITI

 

 

VIAREGGIO - Almeno 10 morti tra cui, sembra, un bimbo trovato carbonizzato, 35 persone gravemente ustionate, alcune nel 90% del corpo, un'altra ventina ferite, 3 bambini e un uomo estratti vivi dalle macerie e due palazzine crollate per una violenta esplosione, una sorta di bomba, di due vagoni di un convoglio merci contenenti gas gpl avvenuta intorno alla mezzanotte vicino alla stazione di Viareggio (Lucca), situata nel centro citta'. In una delle 2 palazzina crollate c'erano 18 persone, nell'altra ancora non si sa. ''Ho sentito un esplosione e sono uscito in strada insieme ad altri volontari - ha detto un volontario della Croce verde di Viareggio la cui sede e' stata travolta dalle fiamme -. Ci siamo trovati le fiamme di fronte a noi e, purtroppo, un corpo carbonizzato a terra. E' stata una scena terrificante''. ''Abito vicino al luogo dove c'e' stato l'incidente: ho visto una scena apocalittica'' ha testimoniato invece il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini. I vigili del fuoco sono giunti in forze sul luogo dell'incidente insieme a carabinieri, polizia, guardia di finanza, personale medico del 118 e volontari della protezione civile. I pompieri ancora impegnati a spegnere le fiamme e a raffreddare altri vagoni per evitare che possano esplodere. ''Uno dei vagoni e' deragliato - ha detto il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco Antonio Gambardella che dal centro operativo del Viminale sta coordinando le operazioni di soccorso - e si sono susseguite diverse esplosioni''. Quanto alle cause, Gambardella non si e' sbilanciato, limitandosi a dire che secondo alcune testimonianze sembra che il treno sia entrato in stazione con i freni in fiamme. Dalle Ferrovie dello Stato si e' appreso che sono 5 i vagoni deragliati mentre, secondo quanto appreso sul posto dall'ANSA dalle forze dell'ordine e dal presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, sarebbe stato il cedimento strutturale dei vagoni a causare il deragliamento. E' stata esclusa l'ipotesi, invece, di uno scontro tra treni, come paventato in un primo momento dalla prefettura di Lucca. ''La cabina e' stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare. Siamo vivi per miracolo'' hanno raccontato ai soccorritori i macchinisti del treno deragliato. I due, le cui condizioni non sono gravi, hanno raccontato che il convoglio stava procedendo a 90 chilometri orari e che il limite era 100. Il treno deragliato e' un convoglio merci, composto da 14 vagoni e proveniva da La Spezia in direzione Pisa. Le esplosioni, due o tre in successione. In citta' c'e' stato il fuggi fuggi. Molti si sono improvvisati cronisti e con telefonini, macchine fotografiche digitali e mini-videocamere stanno continuando a documentare quanto accade inviando testimonianza a You Tube. Il capo del dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, e' in contatto con il prefetto di Lucca, Carmelo Aronica, per coordinare gli interventi.

 


I video del disastro

 

 

 

Un testimone della tragedia: E' stata una scena terrificante

"Ho sentito un esplosione e sono uscito in strada insieme ad altri volontari: ci siamo trovati le fiamme di fronte a noi e, purtroppo, un corpo carbonizzato a terra. E' stata una scena terrificante". A parlare è un volontario della Croce verde di Viareggio la cui sede è stata travolta dalle fiamme dei due vagoni esplosi

"L'incendio - spiega il testimone - ha danneggiato alcune delle ambulanze parcheggiate nel garage, anch'esso rimasto gravemente danneggiato. Assieme ai miei colleghi ci siamo precipitati in strada per cercare di capire cosa fosse accaduto. E' stata una scena straziante che non potrò mai più scordare: vedere quel corpo a terra, carbonizzato, che si trovava accanto ad uno scooter. L'unica cosa che abbiamo potuto fare è stato prendere un telo e coprirlo, impotenti per quello che stava accadendo attorno a noi". "I nostri cellulari hanno cominciato a squillare ininterrottamente - aggiunge il volontario - e con i pochi mezzi che si sono salvati dalle fiamme perché parcheggiati in strada abbiamo effettuato i primi soccorsi a persone ustionate e ferite. Alcuni anziani hanno avuto problemi di respirazione a causa del fumo che ha invaso la zona, in cui si respirava un odore acre. Così abbiamo cominciato a distribuire delle mascherine per proteggere la bocca ed evitare che respirassero il fumo".

 

 

 


29/06/2009

Azouz si è sposato in Tunisia

 

Strage di Erba. La moglie conosciuta a Lecco. «Così ricomincio»

 

La copertina di Gente con la coppia di novelli sposi
La copertina di Gente con la coppia di novelli sposi

MILANO — Azouz Marzouk si è risposato. In Tunisia, il 18 giugno, ha preso in moglie Michela Lovo, la ragazza che aveva conosciuto un anno fa in un bar di Lecco. Il racconto della cerimonia è un’esclusiva dell’ultimo numero di Gente. «Me lo sono venuta a riprendere — racconta Michela all’inviata di Gente —. Sono pronta a seguirlo ovunque. Voglio una vita normale, una famiglia, dei figli. Vorremmo un maschio e ovviamente lo chiameremo Youssef». Dopo il matrimonio davanti a un notaio del Comune di Zaghouan, 50 chilometri a sud della Capitale, Azouz e Michela per la legge tunisina sono marito e moglie. Ma non per quella italiana, almeno finché il matrimonio non verrà registrato.

Le nozze, forse, potrebbero accelerare la procedura per la richiesta della cittadinanza italiana per Azouz, che in questo momento è colpito da decreto di espulsione in quanto «soggetto socialmente pericoloso». L’espulsione è stata decisa il 29 maggio dal gup dopo una condanna per droga, e resa definitiva dalla Cassazione. Marzouk, che ha perso la moglie Raffaella e il figlio Youssef nella strage di Erba il 21 dicembre 2006, aveva patteggiato a settembre del 2008 una condanna a 13 mesi di reclusione per 360 episodi di spaccio di stupefacenti. Il patteggiamento prevedeva anche la pena accessoria dell’espulsione in quanto la sentenza del 2008 si è cumulata con una precedente pena inflitta a Marzouk nel 2005, sempre per droga.


Pavia, grave incidente sul lavoro: due operai muoiono folgorati

 

È accaduto In via Sartirana 26 a Mede. Una scarica elettrica li ha colpiti mentre stavano lavorando alla copertura del tetto di un'abitazione

 

PAVIA - Due operai sono rimasti folgorati da una scarica elettrica sul tetto di un palazzo in via Sartirana 26, a Mede, in provincia di Pavia. I due stavano lavorando su un cestello elevatore alla copertura di un tetto.

I SOCCORSI - I sanitari del 118 hanno tentato sul posto tutte le tecniche di rianimazione ma non c'è stato nulla da fare. La morte del primo, un uomo di circa 30 anni di origine romena residente a Broni (Pavia), era stata constatata subito. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco.

LA RICOSTRUZIONE - Secondo una prima ricostruzione, gli operai erano impegnati a fissare alcune lastre su un tetto quando, con tutta probabilità, hanno toccato i fili dell'alta tensione e sono morti folgorati nella piattaforma su cui stavano lavorando, a un'altezza di circa 8 metri. L'allarme è scattato pochi minuti dopo le 15 ma nessuno, spiegano dal 118 di Pavia, sembrerebbe aver visto l'incidente. Da subito è apparso chiaro che un operaio fosse deceduto, si tratta di un romeno di 30 anni residente a Broni, mentre è stato necessario riportare a terra la piattaforma per costatare il decesso del secondo operaio, probabilmente straniero e ancora da identificare. I carabinieri sono al lavoro per stabilire l'esatta dinamica dell'incidente ed eventuali responsabilità.


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