30/09/2009

Lerner contro Ricci: «Sei tu il vero papi»

 

L'ideatore di Striscia: «Mi accuseranno anche dell'omicidio di Garlasco». Il giornalista accusa: «Si fa scudo della parodia per riprodurre sempre uguale l'immagine della donna-oca»

 

Gad Lerner (Ansa)
Gad Lerner (Ansa)

MILANO - Non si placa la polemica a distanza tra Gad Lerner e Antonio Ricci. In un post pubblicato martedì sera sul suo blog e intitolato «Il vero papi delle ragazze tv», il conduttore dell'Infedele torna a definire il papà di Striscia la notizia «il vate che ha tradotto nella lingua volgare della televisione commerciale una mentalità degradante e misogina, da vitelloni e da frequentatori di casino, senza un passo avanti rispetto all'italietta puttaniera e clericale degli anni Cinquanta».

LERNER - Criticando il fatto che Striscia non abbia replicato martedì sera alle sue accuse, Lerner insiste sottolineando che Ricci «si fa scudo della parodia per riprodurre da un quarto di secolo sempre uguale l'immagine della donna-oca, seminuda in mezzo a uomini vestiti, zitta e sculettante. Proprio come piace a «papi», che ogni tanto ne premia una magari portandola con sé in politica. Ho visto Striscia la notizia mettere alla berlina un mascalzone di Bari che chiedeva a ragazze in cerca di lavoro di slacciare la camicetta e alzare la gonna. Bene, bravi. Ma non ho potuto fare a meno di pensare che un'estate sì e un'estate no Antonio Ricci ne raduna a migliaia già spogliate davanti alle telecamere, gonfiando il portafoglio del premier e il suo ego di anziano mandrillo, aizzando la loro speranza di trovare un impiego da velina».

RICCI - E Antonio Ricci risponde alle accuse in una nota: «L'inizio è stato frizzante, più di quello che sinceramente potessi immaginare. Adesso mi aspetto che mi accusino dell'omicidio di Garlasco. Sono stupefatto da tanto rumore creato dai media intorno a lui e alle sue trasmissioni televisive». In particolare, il papà di Striscia la notizia è stato protagonista di uno scambio polemico con Gad Lerner, che lo ha definito «il Dante Alighieri del berlusconismo». «Gad Lerner - aveva replicato Ricci - è il Petrarca di Telecom, il Brunetto Latini della famiglia Agnelli e il monsignor Giovanni della Casa dell'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Io mi sento piuttosto un Giordano Bruno».


Moratti: «Ben venga un punto»

 

Il presidente non commenta la mancanza di vittorie in Champions. Partita condizionata dall'espulsione di Balottelli: «Dobbiamo fare maggiore attenzione»

 

Condizionata dall'espulsione di Balotelli, ma l'Inter vista in Russia al presidente Moratti è piaciuta: «La squadra si è trovata in una situazione difficile e, quindi, bene venga un punto». L'1-1 con il Rubin Kazan non è il massimo della vita, ma è un punto che comunque fa classifica e pazienza se in Champions League i nerazzurri non vincono da sette partite. «Parliamo della gara di martedì sera, delle partite precedenti ne abbiamo già parlato - è la replica di Moratti a chi gli ricorda il dato -. Quella di martedì sera è iniziata abbastanza male, poi abbiamo preso bene in mano il gioco e credo che la gara si sarebbe risolta positivamente se non ci fosse stato l'incidente di Balotelli che ci ha assolutamente danneggiato».

ANCHE I FALLI NON RILEVANTI IN EUROPA CONTANO - Un'espulsione, quella dell'attaccante nerazzurro, che ha messo nei guai la squadra di Mourinho e che poteva costare davvero cara. Non è escluso che arrivino provvedimenti per il giocatore. «Vedremo tutto quello che è necessario fare - è il commento di Moratti -. In coppa ci è già capitato, anche per espulsioni di calciatori di maggior maturità, per esempio Materazzi, di ritrovarci con dieci uomini. In Europa anche un fallo non rilevante può essere visto con un certo occhio dagli arbitri, quindi dobbiamo fare maggiore attenzione». Mourinho continua a sottolineare che questa Inter è cambiata molto rispetto alla scorsa stagione e che serve tempo per inserire i nuovi, ma giocando due volte la settimana non è facile. «La Coppa dei Campioni si gioca ogni due settimane, i tempi sono quelli che ci impone il calcio - spiega Moratti -, non possiamo fare dei nostri programmi avulsi da quelli che sono gli impegni che abbiamo».

TUTTI I GOL DALLA CHAMPION'S

 

 

 

 

 

 

 


Terrore tsunami sulle isole Samoa Villaggi spazzati via, decine di morti

 

È la scossa più forte al mondo negli ultimi due anni. Onde giganti scatenate da un sisma di 8-8,3 gradi Richter. Obama: «L'arcipelago zona disastrata»

 

Uno tsunami generato da un terremoto di 8 gradi della scala Richter ha provocato alcune vittime nelle isole Samoa americane. Ancora incerto il numero dei morti. Quelli accertati sono 130. È questo il bilancio provvisorio. A Samoa i morti sono un centinaio, mentre nelle vicine Samoa americane si contano 19 vittime e nell'isola Niuatoputapu dell'arcipelago di Tonga altre dieci. Ma responsabili e testimoni locali precisano che il numero delle vittime è destinato ad aumentare, perché interi villaggi sono stati spazzati via dalla furia delle acque. Il sisma è avvenuto alle 19,48 ora italiana (le 6,48 di martedì 29 settembre ora locale) nell'oceano Pacifico a circa 200 km a sud-ovest delle isole Samoa. Il centro del sisma è stato posizionato a 18 km di profondità. Si tratta del sisma più forte al mondo dal 12 settembre 2007, quando avvenne un terremoto di 8,5 Richter a sud-ovest di Sumatra, in Indonesia. I 16 cittadini italiani che si trovano nella Samoa americana sono illesi: lo ha reso noto l’ambasciatore italiano presso la Nuova Zelanda, Gioacchino Trizzino, intervistato da Sky Tg24.

TSUNAMI - Vista l'intensità del terremoto, è stata subito diramata un'allerta tsunami in buona parte del Pacifico. Secondo le testimonianze dirette giunte dal Pacifico, la costa di Pago Pago (Samoa americane) è stata colpita da quattro onde tra 4,6 e 6 metri d'altezza che sono penetrate all'interno dell'isola di Tutuila per 0,8-1,6 km. Secondo il Centro tsunami delle Hawaii, gli strumenti a Pago Pago hanno registrato un'onda di 1,57 metri. Un neozelandese ha detto alla radio che il villaggio di Sau Sau Beach Fale è stato spazzato via. Lo tsunami è arrivato a Pago Pago circa dieci minuti dopo la scossa. Il centro visitatori del Parco nazionale è interamente distrutto. Ad Apia, capitale di Samoa, dopo l'allarme la gente è uscita dalle case per portarsi nelle zone più elevate dell'isola, dove ci sono state anche alcune frane. L'allarme tsunami è stato esteso fino alla costa est australiana, in Nuova Zelanda, in Papua-Nuova Guinea e alle Hawaii (dopo qualche ora è rientrato). Mercoledì mattina è stato tolto l'avviso di allarme anche sulle coste giapponesi, dopo che dieci ore dopo il sisma sono giunte onde alte non più di 20-30 centimetri.

SUBDUZIONE - La zona dove è avvenuto il terremoto è geologicamente molto complessa al confine tra la placca pacifica e quella australiana che in quella zona in realtà si divide in una serie di microplacche che si muovono l'una rispetto alle altre. In generale si può dire che la placca pacifica subduce (s'infila sotto) quella australiana. La placca pacifica si muove verso ovest a una velocità di 8,6 cm all'anno. Il confine scorre più o meno in direzione est-ovest, ma la zona dove c'è stata la scossa (l'epicentro preciso è stato localizzato a 15,56° Sud e 172,07° Ovest) fa da perno e la direzione del contatto tra le placche cambia e passa da nord-est verso sud-ovest. Dopo il terremoto la frattura si è estesa e si sono registrate scosse (la più forte delle quali di 5,9 gradi) a ovest della linea di subduzione a conferma del movimento verso la profondità della zolla pacifica.

OBAMA - Intanto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato lo stato di catastrofe nelle Samoa americane. Il presidente ha dichiarato che il territorio delle Samoa americane è in stato di catastrofe e a ordinato un aiuto «federale» per la zona colpita dal terremoto, da uno tsunami e dalle inondazioni, ha detto la Casa Bianca in un comunicato.3

 


 


Il nuovo Cd di Emily Howell: la compositrice «virtuale»

 

MUSICA DIGITALE. La musica dagli algoritmi, in un esperimento di intelligenza artificiale durato 30 anni

 

MILANO – Dopo anni di lavoro intenso, il primo disco di Emily Howell sta per essere pubblicato. Non si tratta di un’artista emergente in carne e ossa, ma di un software in grado di comporre musiche originali messo a punto presso l'Università della California.

IL PROGETTO – La paternità di Emily è del professor David Cope, che da circa un trentennio è impegnato nello studio di un algoritmo che consenta di creare musica di qualità tramite l’intelligenza artificiale. Ciò che Cope ha realizzato non è un programma qualsiasi per l’elaborazione dei suoni: Emily è infatti in grado di produrre composizioni originali partendo dall’analisi delle melodie contenute in un database di musica creato dallo scienziato. Si tratta quindi di brani nuovi ispirati a musica già esistente, che però è stata a sua volta prodotta dalla prima versione del programma, nome in codice EMI.

DA EMI A EMILY – I risultati ottenuti da Cope con EMI (che si ispirava invece a un archivio di opere dei grandi della musica classica) hanno da subito suscitato grande interesse nel mondo scientifico. Tra musicisti e compositori, invece, il software ha più che altro generato scetticismo, se non addirittura ostilità da parte degli agenti dei (pochi) interpreti che invece avevano dimostrato interesse per le melodie di EMI dicendosi addirittura disposti a eseguirle in concerto. Per i professionisti del settore – ha spiegato il professore – «la creazione della musica è una capacità innata negli esseri umani» e una macchina non può essere all’altezza. Tuttavia, nonostante l’iniziale delusione, Cope non si è arreso e dalle ceneri di EMI (nonché dal database di melodie da lei create) è nata Emily Howell, caratterizzata da uno stile tutto suo, che nulla ha da invidiare ai grandi musicisti. E mentre l’etichetta discografica Centaur Records si appresta a produrre il primo Cd del talentuoso compositore virtuale, Cope fa sapere di non aver ancora finito e di essere già al lavoro su un nuovo progetto. Perché per lui la musica è una scienza matematica e la composizione non è solo una questione di ispirazione, ma anche di programmazione.

Alessandra Carboni

Fonte: Corriere della Sera


Berlusconi: «Lunga vita a Santoro e Dandini che portano voti al Pdl»

 

Al telefono a Skytg24 Mattina. Il premier: «La manifestazione sulla libertà di stampa? È una farsa assoluta». E la D'Addario va ad Annozero

 

Sabina Guzzanti, nei panni del premier, si è unita ai manifestanti nella tendopoli di Piazza d'Armi per regalare loro un piccolo spettacolo improvvisando sui fatti dell'attualità, sul compleanno del premier e sul terremoto in Abruzzo (Ansa)
Sabina Guzzanti, nei panni del premier, si è unita ai manifestanti nella tendopoli di Piazza d'Armi per regalare loro un piccolo spettacolo improvvisando sui fatti dell'attualità, sul compleanno del premier e sul terremoto in Abruzzo (Ansa)

MILANO - «Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra». Silvio Berlusconi, a SkyTg24, ha spiegato di non aver visto ieri «Parla con me» di Serena Dandini che ha dedicato diversi spazi alla satira sul presidente del Consiglio.

SANTORO - «Non ho tempo per guardare la Tv, ma credo che questi programmi non abbiamo poi così tanto successo», ha detto il premier. Berlusconi ha anche chiarito di non aver seguito le vicende che riguardano «Annozero» di Michele Santoro. «Non mi sono interessato, non mi voglio interessare. Una volta ebbi a dire in Romania (ma si riferiva alla Bulgaria, ndr) , sulla domanda di un imprenditore su Santoro e Biagi, lunga vita a Santoro e Biagi. Tutti possono stare in Tv finchè vogliono e fin quando non si fa un uso criminoso della Tv, fin quando non si fa un reato come la diffamazione». Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «Come editore ho l'orgoglio di aver dato vita a giornali e reti, a Mediaset, che non hanno mai fatto un attacco contro qualcuno. Questa dovrebbe essere la regola, a maggior ragione nella Tv pubblica». Già nella tarda serata di ieri Silvio Berlusconi durante la cena a Villa Aurelia con parlamentari e ministri del Pdl, secondo quanto riferito da uno dei presenti, aveva giudicato un errore criticare Santoro: «Bisogna invece dargli tutto lo spazio possibile, anche perché la verità è più forte di lui». Così dunque il presidente Berlusconi, prima che le agenzie però annunciassero che Patrizia D'Addario, l'escort pugliese, sarebbe stata ospite della seconda puntata di Annozero.

MANIFESTAZIONE LIBERTA' DI STAMPA -Tornando a Sky, il presidente del Consiglio, nel respingere al mittente le critiche sulla mancanza di libertà di stampa, ha parlato di atteggiamenti «antitaliani» alla base delle posizioni di alcuni giornali, atteggiamenti «che non fanno bene al paese», ha detto. La manifestazione sulla libertà di stampa di sabato prossimo? «È una farsa assoluta, in Italia c'è più libertà di stampa che in qualsiasi altro paese».

TELEFONATEMI - «E telefonatemi, che mi sento solo...». Alla fine del suo intervento Silvio Berlusconi ripete, in collegamento con Sky Tg24, la battuta fatta ieri al termine del collegamento con «Unomattina». Alla conduttrice che dallo studio gli risponde dicendo che ce l'avrebbero messa tutta, il premier ribatte: «Un collegamento diretto è molto importante...».


29/09/2009

Intervista a vanity fair: «Il nostro sogno è schiattare sul palco»

 

I Pooh chiudono a Milano il tour per il «ritiro» di Stefano D'Orazio. «Continuare? Sì, ma servono nuovi stimoli»

 

I Pooh in concerto (Barbaglia)
I Pooh in concerto (Barbaglia)

MILANO - Continuare o fermarsi dopo una lunghissima carriera? E' l'interrogativo che molti musicisti si pongono in questi anni. Perché la generazione del rock, del pop, dell'ex beat italiano, è ora sui senssant'anni, chi più (a volte anche molto di più) chi meno. E così anche in Italia c'è chi dice basta, come Stefano D’Orazio, una vita nella leggenda dei Pooh e che a 61 anni, chiude. Senza farsi mancare un giro d'addio, ovvero il tour esitivo che il gruppo più longevo d'Italia ha effettuato: chiusura il 30 settembre a Milano, al Forum di Assago. Sarà l'ultima notte insieme? Che faranno gli altri tre, ovvero Roby Facchinetti, il tastierista (65 anni) Dodi Battaglia, il chitarrista (58) e Red Canzian, il bassista (57)?. «Non lo sappiamo. Cinquanta per cento andiamo avanti, cinquanta finiamo qui».

«CERCHEREMO NUOVI STIMOLI» - Ne hanno parlato in una intervista a Vanity Fair, tra ricordi e battute. Come questa: «Il nostro sogno è schiattare sul palco» dice Red. Il che significa che i Pooh molto probabilmente non si fermeranno. L'intenzione, diecono, era arrivare al cinquantenario del 2016». La decisione di stefano ha messo in discussione l'idea. «Abbiamo dovuto condividerla per forza. Altrimenti l’avremmo offeso. E noi siamo suoi amici sul serio» dice Red. E Dodi: «Non la capisco, ma la rispetto». Insomma, il futuro è ancora indefinito, ma pare che un futuro ci sarà. « La voglia di continuare c’è - dice Dodi - dobbiamo capire come. Abbiamo bisogno di nuovi stimoli, grandi progetti, cose mai fatte prima. per esempio lavorare con i più grandi musicisti internazionali. Abbiamo una storia da difendere: per continuità e qualità, pochi hanno fatto come noi».


Scorrettezze e calcioni in campo, la squadra norvegese senza fair play

 

Odd Grenland sotto accusa: prima un gol segnato con il portiere a terra, poi il colpo proibito a un avversario

 

OSLO (NORVEGIA) - Sul web gli amanti del bel calcio l'hanno già definita «la squadra più anti-sportiva della storia norvegese». Non a torto, visto che l'Odd Grenland, team che milita nella Tippeligaen, la massima serie del campionato scandinavo, negli ultimi tempi ha dimostrato davvero poco fair play. Non bastava infatti il "goal infame" realizzato qualche settimana fa dall'attaccante Peter Kovacs durante i quarti di finale di Coppa di Norvegia contro il Sk Brann di Bergen. In quell'occasione, infatti, l'attaccante del team della città di Skien, dopo che il portiere della squadra avversaria si era accasciato a terra, aveva portato via il pallone a quest'ultimo e incurante dell’infortunio dell’estremo difensore, aveva messo la sfera in rete.

 




CALCIONE - Ma il suo compagno di squadra, Kenneth Dokken, la scorsa settimana ha fatto anche di peggio. Durante la semifinale di Coppa di Norvegia sul campo dell'Aalesund, match terminato 1-0 per la squadra di casa, il calciatore dell'Odd Grenland, mentre la palla era molto lontana, ha rifilato un calcione all'avversario Johan Ameng, stendendolo a terra

 




COLPO DI KARATE - In un primo momento il fallaccio è sfuggito alla vista dell'arbitro e a nulla sono valse le proteste di Ameng. Meno male che le telecamere sono riuscite a immortalare quello che la stampa norvegese ha definito "il colpo di karate di Dokken". Alla fine, grazie alle immagini televisive, la federazione norvegese ha deciso di dare una dura lezione al calciatore della squadra scandinava. Oltre ad essere criticato severamente in diverse trasmissioni televisive, Dokken è stato squalificato per sei giornate.

Francesco Tortora


Terremoto nel Pacifico, tsunami provoca alcune vittime

 

È la scossa più forte al mondo negli ultimi due anni. Sisma di 8 gradi Richter. Le più colpite sono le Samoa americane e le Samoa. Allarme da Australia ad Hawaii

 

MILANO - Uno tsunami generato da un terremoto di 8 gradi della scala Richter ha provocato alcune vittime nelle isole Samoa americane. Ancora incerto il numero dei morti. Il sisma è avvenuto alle 19,48 ora italiana (le 6,48 di mercoledì 30 settembre ora locale) nell'oceano Pacifico a circa 200 km a sud-ovest delle isole Samoa. Il centro del sisma è stato posizionato a 18 km di profondità. Si tratta del sisma più forte al mondo dal 12 settembre 2007, quando avvenne un terremoto di 8,5 Richter a sud-ovest di Sumatra, in Indonesia.

TSUNAMI - Vista l'intensità del terremoto, è stata subito diramata un'allerta tsunami in buona parte del Pacifico. Il centro tsunami delle Hawaii ha ipotizzato un'altezza massima di 3 metri dell'onda, distruttiva sulle coste più vicine all'epicentro. Secondo le prime testimonianze che giungono dal Pacifico, l’acqua ha invaso la costa di Pago Pago per circa 100 metri e nel riflusso molte auto sono state risucchiate. Un neozelandese ha detto alla radio che il villaggio di Sau Sau Beach Fale è stato spazzato via. Lo tsunami è arrivato a Pago Pago (Samoa americane) alle 19,59 dove si è registata un'onda di 1,57 metri, e ad Apia, capitale di Samoa, alle 20,10. Ad Apia dopo l'allarme la gente è uscita dalle case per portarsi nelle zone più elevate dell'isola, dove ci sono state anche alcune frane. L'allarme tsunami è stato esteso fino alla costa est australiana (a Sydney l'arrivo dell'eventuale onda è previsto alle 2,38 italiane), in Nuova Zelanda, in Papua-Nuova Guinea e alle Hawaii. Circa 20 minuti dopo la prima scossa, è stato registrato un altro terremoto di 5,6 gradi.

 

 

Earthquake Location

Earthquake Location


LItalia secondo la Lega Nord

 

Renzo Bossi. Bocciato 3 volte. Stipendio da 12000 euro al mese.

 

renzo bossi 242x300 Renzo Bossi. Bocciato 3 volte. Stipendio da 12000 euro al mese.

 

 

Meritocrazia. Questa la parola d’ordine della scuola Gelminiana.

Ecco qui un curriculum di tutto rispetto:
-Bocciato tre volte all’esame di stato
-Inventore e promotore di “Rimbalza il clandestino”

Con un curriculum del genere penso che 12.000 euro al mese siano più che meritati. Che poi questo illuminato sia figlio del Senatùr Umbero Bossi è ovviamente una coincidenza.

Daltronde la Lega, si sa, è sempre stata contraria all’odioso nepotismo di “Roma Ladrona” ed assolutamente estranea al clientelismo tipico della cara e vecchia Dc.

Che poi il neo-diplomato Renzo Bossi sia stato nominato membro di un “osservatorio” dell’Expo di Milano e portaborse del parlamentare leghista Francesco Speroni, ovviamente è solo il frutto di un sistema meritocratico in cui solo i figli dei più meritevoli emergono.

Daltronde la famiglia Bossi ha sempre sfornato talenti. Nel 2004 Franco Bossi (il fratello) e Riccardo Bossi (il figlio primogenito) furono assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti accreditati.

In particolare Franco Bossi, una preparazione ce l’aveva, sapeva tutto di valvole, canne, pistoni, bronzine, guarnizioni, pompe ad acqua; competenze necessarie a Strasburgo.

Quindi cari plurilaureati 30enni, che dovete vivere con 1000 euro al mese, non lamentatevi se questa “trota” (così lo definisce affettuosamente il papà) guadagnerà 12 volte di più; lui se li è guadagnati, non è mica da tutti farsi bocciare tre volte alla maturità!

Fonte: www.atomodelmale.it


Videorivolta: disdiciamo il canone Rai Le istruzioni per staccare la spina

 

Annozero, Romani: "Verifica legittima" Dalla Lega un odg per abolire il canone

 

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Roma - "Una verifica legittima. Nessuna censura". Il vice ministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, incontra il presidente della commissione di Vigilanza Ra, Sergio Zavoli, e fa il punto sulla situazione del "dossier Annozero" aperto dal governo con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. L'incontro di oggi, durante il quale è stata ribadita l’intenzione di acquisire informazioni dai vertici Rai per verificare la corretta attuazione del contratto di servizio, precede quello con i vertici dell’azienda, convocati da Scajola l’8 ottobre. In quella sede, ha detto Romani, "acquisiremo al massimo livello le informazioni" relative "ad Annozero ed eventualmente altri programmi sui quali riteniamo che, da parte del governo, debba esserci la verifica della corretta attuazione del contratto di servizio".

Il responso dell'Agcom Due atti dell'Authority: la diffida per Beppe Grillo e Marco Travaglio per le affermazioni su Giorgio Napolitano e Renato Schifani e il parere richiesto da Masi per il contratto di Travaglio in cui si parla "di possibili sanzioni anche forti, fino al 3% del fatturato". Romani cita anche "il codice etico, di cui si fa menzione nel contratto di servizio", dove "si chiede a tutti i dipendenti e collaboratori di ottemperare a quanto previsto dal codice in tema di obiettività e rispetto del pluralismo. E il fatto che si sia contravvenuto a questo è per noi un altro elemento". Dunque per Romani c’è "un combinato disposto di norme dalle quali si capisce che il governo è in piena facoltà di chiedere informazioni". Di qui la decisione di attivare l’istruttoria, sapendo che il governo era "tenuto a informare la Vigilanza, cosa che ho voluto fare oggi in via addirittura preventiva".

La Santanché: "Gazebo in piazza" Continua la protesta contro il canone Rai e in particolare la trasmissione Annozero di Michele Santoro. Stamani Daniela Santanché, leader del Movimento per l’Italia, ha allestito un gazebo in piazza San Babila. Santanché ha presentato nell’occasione alcune proposte: "Dovremmo creare Annoduemila, la trasmissione alternativa ad Annozero - ha detto -. Visto che Santoro va in onda ogni giovedì noi potremmo ideare una trasmissione identica, con le stesse modalità, sulla stessa rete, ma con un altro conduttore, e parlare male del centrosinistra". Santanché chiede anche di discutere della Rai in parlamento: "Dovremmo privatizzare due reti su tre, in questo modo la terza rete diventerebbe il vero canale di Stato con una informazione corretta e obiettiva". Critiche anche alla modalità con cui Santoro è tornato in Rai: "Dico basta con i palinsesti dettati dai giudici, in Italia non esiste alcuna trasmissione di destra che dimostri un tale livore nei confronti della sinistra. Propongo un controllo preventivo dei programmi, intorno a questo problema c’è grande interessa come dimostrano le firme che stiamo raccogliendo oggi". Nei gazebo è possibile prendere un modulo per la sospensione del canone. È sufficiente compilarlo e spedirlo con raccomandata con ricevuta di ritorno. "Alle persone che aderiranno alla disobbedienza non può succedere nulla, anche perché l’evasione del canone riguarda più di un milione di persone che non pagano senza alcuna motivazione" ha concluso la Santanché.

La Lega contro il canone "Abolire il canone Rai, nonché la relativa tassa di concessione governativa, definendo una forma alternativa di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo secondo criteri di equità, efficacia ed appropriatezza". Questo lo scopo dell'ordine del giorno presentato oggi da Davide Caparini (Lega Nord), segretario di presidenza in commissione Vigilanza Rai, durante la discussione generale in aula alla Camera dei deputati sul decreto legge correttivo al pacchetto di misure anti-crisi. "Si tratta di una tassa che non ha più motivo di esistere per diverse ragioni. Prima di tutto - afferma Caparini - è antiquata, perché istituita nel 1938, quando ancora non era nata la televisione. Inoltre è iniqua e profondamente ingiusta, sia territorialmente che socialmente. Territorialmente perché, mentre nel Nord del Paese il mancato pagamento di questa imposta si attesta al 5%, nel Meridione ha un’evasione del 30% con alcuni comuni che vanno oltre il 90%. È iniqua socialmente in quanto colpisce tutte le fasce di reddito".

L'Agenzia delle Entrate: "Evasori" Chi non paga il canone Rai è un evasore fiscale. Lo afferma il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, spiegando che il canone della tv pubblica "è un’imposta". "Sì" risponde Befera a chi gli chiede se si può considerare un evasore un contribuente che non paga l’abbonamento.

Grande stronzata in quanto nessuna legge fa riferimento esplicito al pagamento del canone Rai, se non per le frequenze radio, ed infatti la legge che regola le frequenze datata 1938 qundo appunto, come dice Caparini, non esisteva la televisione quindi non si può parlare di evasione fiscale ai denni dell'erario e tantomeno del servizio pubblico, pertanto si può didire in ogni momento per chi paga questa subdola tassa dove non viè nessuno che la impone, infine vorrei proprio vedere chi tra i politici e anche quelli dell'erario pagano quella che loro stessi definiscono evasione fiscale.

 

 

Gli fa eco il quotidiano libero con un editoriale di Franco Bechis - Addio Rai, non ti guardo più. C’è un modo solo per staccare la spina ai Michele Santoro, ai Marco Travaglio, ai Fabio Fazio, ai processi nelle piazze virtuali ai maldipiancia e alle offese patite dai teleschermi della tv di Stato: non pagare più il canone. Fate quel che volete, ma non in nome mio. E soprattutto non con i miei 107,50 euro all’anno. E si può fare in modo del tutto legale, spiegato per filo e per segno anche sul sito Rai dedicato agli abbonati, senza avere paura delle conseguenze. Basta avere un quarto d’ora di tempo, inviare una raccomandata alla Agenzia delle Entrate e attendere l’unica pena possibile: un finanziere che metta un sacco di iuta sigillato intorno alla vostra tv. Accade in un caso su dieci e normalmente dopo due o tre anni. A quel punto per togliere la iuta dalla vostra tv basta tornare a pagare il canone. Ma intanto ci si è tolti la soddisfazione di inviare un bel “vaffa” (come quello che augurava Beppe Grillo) ai vari Santoro e a chi li impone in onda.

Altre volte partiti e movimenti politici hanno iniziato campagne che invitavano alla disobbedienza fiscale sul canone Rai. Ma il prezzo da pagare è stato alto: l’Agenzia delle Entrate si è messa alle costole del nuovo evasore, e se prima non si desisteva dal proposito, arrivava una bella cartella fiscale con tutto il suo carico di conseguenze. Perfino il fermo amministrativo di beni (auto, moto, altre proprietà) che non potrebbero più essere usati né rivenduti. Rischio dunque altissimo, e molte campagne (dai radicali alla Lega Nord) contro il canone Rai sono finite nel nulla per una comprensibile e motivatissima paura degli abbonati.

Il modulo

Ma anche se pochi la conoscono esiste una via legale alla disdetta del canone. L’hanno percorsa nell’ultimo triennio circa 600 mila vecchi abbonati a cui non è accaduto praticamente nulla. È tutto in regola, tanto è che è la stessa Rai a spiegare come fare nel suo sito dedicato agli abbonamenti. Per non pagare più il canone c’è una sola pre-condizione: quella di essere in regola con i pagamenti passati. Poi bisogna dichiarare di non volere più un televisore a colori in casa. Se lo si aveva (il canone è una sorta di tassa di possesso dell’apparecchio), bisogna autocertificare di averlo distrutto o rottamato oppure venduto, donato ad altri di cui bisogna indicare le generalità. Ma non è necessario avere un “complice”. Si può anche semplicemente dichiarare che non si vuole più utilizzare quel televisore. Questa intenzione va comunicata compilando apposito modulo che si può reperire su molti siti Internet e presso tutte le associazioni a difesa del consumatore e inviare disdetta a mezzo raccomandata all’Agenzia delle Entrate - S.A.T. - Sportello Abbonamenti Tv- Ufficio Torino 1- c.p. 22 - 10121 Torino. Nel modulo chi disdetta il canone chiederà all’erario di venire a suggellare uno o più televisori presenti nella propria abitazione. Per ognuno degli apparecchi in possesso dovrà pagare per l’ultima volta una mini-tassa di 5,16 euro attraverso un vaglia postale da inviare alla medesima destinazione. A questo punto si potrà non pagare più il canone Rai per il resto della vita. E gli apparecchi tv possono restare in funzione fino a quando non saranno messi i suggelli da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Verranno? L’esperienza di centinaia di migliaia di cittadini che ha già seguito la via legale del divorzio dal canone Rai dice che è altamente improbabile. Ancora più improbabile se questo tipo di disdette arriva a pioggia.

La legge prevede infatti che non sia l’Agenzia delle Entrate ad occuparsi della suggellazione degli apparecchi, ma la Guardia di Finanza. I militari non possono entrare in casa di un cittadino se non glielo permette il diretto interessato. Se insistono, si ha diritto a chiedere visione del mandato loro consegnato. Si può chiedere di ripassare con regolare mandato (che non potranno avere) o portargli in strada un apparecchio per compiere la procedura. Loro lo infileranno in un sacco di iuta che verrà richiuso con i sigilli. In qualsiasi momento questi potranno essere tolti tornando a pagare regolarmente il canone di abbonamento Rai. Ma si può in genere dormire sonni tranquillissimi: la Guardia di Finanza ha ben altro da fare che correre in giro con quei sacchi di iuta. Di questi tempi poi è caccia grossa ai grandi evasori, ai paradisi fiscali, alle finte residenze e gli apparecchi Rai da suggellare rischiano di finire davvero in fondo alla lista delle comande e spesso per essere del tutto dimenticati.

Il signor Faccio

L’operazione è dunque legale, si può compiere in circa 15 minuti, e serve soprattutto come messaggio a chi amministra e gestisce la Rai con una limitatissima pena del contrappasso. Peraltro se il pressing delle disdette avrà successo e la tv di Stato tornerà alla sua unica vera missione, che è di svolgere un servizio per e non contro il pubblico si potrà anticipare qualsiasi missione a scoppio ritardato delle fiamme gialle tornando a pagare il canone meno a malincuore. Per altro per capire i termini della sanzione dei suggelli basta ripercorrere un caso che è arrivato fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. È quello di un cittadino italiano, Bruno Antonio Faccio, che il 20 dicembre 1999 aveva inoltrato alla Rai la richiesta di disdetta legale dall’abbonamento al servizio radiotelevisivo pubblico. I sigilli al televisore sono stati posti il giorno 29 agosto 2003, quindi a tre anni e mezzo di distanza dalla disdetta. Lui è ricorso alla Corte sostenendo la violazione del diritto di ogni cittadino ad essere informato e la violazione della sua vita familiare per quei sigilli. Gli hanno dato torto, sostenendo che la misura è proporzionata alla necessità di dissuadere dal mancato pagamento di una “piccola tassa da 107,5 euro”. Il signor Faccio è comunque una eccezione. Nel solo 2007 le disdette legali al canone sono state oltre 250 mila. I sigilli messi agli apparecchi dalla Guardia di Finanza meno di 10 mila.


Il modulo (reperibile su http://www.associttadini.org/canonerai/ oppure http://sosonline.aduc.it/modulo/disdetta+del+canone+rai_24.php):


Lettera da inviare raccomandata A/R quando si intende far suggellare il televisore.

La cessazione può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, se fatta entro e non oltre il mese di novembre vale dal gennaio dell'anno successivo. Il pagamento d'euro 5,16 è unico, spetterà alla Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - mandare i propri incaricati ad insaccare e sigillare il televisore che l'utente dovra' mettere a loro disposizione.


A - SE SI POSSIEDE IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:

1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a

"Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"

indicando sulla causale di versamento:

"Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n........................".

2) Cartolina contrassegnata con la lettera D ("D" = DENUNCIA DI CESSAZIONE DELL' ABBONAMENTO), compilarla in ogni sua parte, e barrare la casella "Intende far suggellare il Televisore a Colori".

Spedire la cartolina "D" assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale per mezzo di lettera Raccomandata A.R..

Conservate con cura il vecchio libretto e tutti i documenti relativi alla pratica.

B - SE NON SI POSSIEDE PIU' IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:

1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a

"Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"

indicando sulla causale di versamento: "Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n........................",

2) Raccomandata con ricevuta di ritorno a:

Spett. "Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"

Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV e, pertanto, concede autorizzazione - a voi o alla Guardia di Finanza in vostra vece - ad accedere alla propria residenza per far suggellare il televisore tipo.............................................................(N° di Ruolo .......................... ........................) detenuto presso la propria residenza ed unica dimora. A tale scopo ha corrisposto l'importo di euro 5,16 a mezzo vaglia postale n° ....................... del ....../......./...... (allega in copia la ricevuta del versamento) sul quale ha indicato il numero di ruolo dell'abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e di non possedere altri televisori. Dichiara altresì - a quanto gli è dato sapere - che gli appartenenti al suo nucleo familiare hanno unica dimora presso la sua residenza e che non posseggono altri televisori. Allega fotocopia proprio documento identità. E' edotto delle sanzioni penali previste dall'articolo 76 del TU sulla documentazione amministrativa (DPR 28/12/2000 n.445) nel caso di mendaci dichiarazion, falsita' negli atti, uso e esibizione di atti falsi o contenenti dati non piu' rispondenti a verita', sotto la sua personale responsabilita'

Cognome ........................................................... Nome...........................................................

Via ..................................................... Città ..................................................... CAP .............

Telefono............................................

Data .....................................

Firma .........................................

Spedire la raccomandata assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale.


Potete mandare la vostra adesione anche scrivendo alla mail:   bastacanone@libero-news.it

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