31/12/2009

Hillary è la donna più popolare in Usa

 

Fra gli stranieri «vince» papa benedetto XVI. Solo terza Michelle Obama, preceduta anche da Sarah Palin. Fra gli uomini sorprendente secondo posto di George W.Bush, dietro l'attuale presidente

 

Hillary Clinton (Afp)
Hillary Clinton (Afp)

WASHINGTON – Non Michelle Obama ma Hillary Clinton e Sarah Palin sono le donne più popolari in America secondo un sondaggio Gallup. La first lady figura al quarto posto, battuta anche da Oprah Winfrey, la regina della tv, un effetto della caduta di popolarità del marito presidente. Hillary Clinton, terza segretaria di stato della storia americana, ex first lady ed ex senatrice, e Sarah Palin, ex candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati uniti, sono virtualmente alla pari: 16 per cento dei voti la prima, 15 per cento la seconda. Ma Hillary detiene un record quasi impossibile da superare: è ai vertici della classifica da 17 anni, dal ’93, quando mise piede alla Casa bianca. Questo mese, Michelle Obama ha perso il 7 per cento del proprio indice di popolarità, scendendo al 55 per cento, 5 punti in più del consorte. Ed è stata oggetto delle prime critiche per il proprio abbigliamento a volte inortodosso e per la franchezza che la distingue dalle tradizionali first lady. Ma la sua temporanea eclissi è dovuta soprattutto alla politica: la parte conservatrice dell’America, che è all’attacco, l’identifica con il marito.

LA RISALITA DI GEORGE W.BUSH - Questa parte non ha solo premiato Sarah Palin, ora probabile candidata alla presidenza nel 2012. Ha anche spinto il tanto contestato ex presidente George Bush al secondo posto, subito dopo Barack Obama – una vera sorpresa - riuscendo a inserire la moglie, la ex first lady Laura, tra le prime dieci. La forza dei repubblicani nostalgici si rispecchia nella graduatoria maschile. Obama è in testa davanti a Bush, e al terzo posto figura Nelson Mandela, l’ex presidente del Sud Africa, premio Nobel della pace. Ma quarto è un aggressivo neocon, Glenn Beck, un commentatore televisivo. E i grandi stranieri? Il più valutato dagli americani, sempre stando alla Gallup, è il Papa Benedetto XVI, quinto. Si dimostrano resistenti agli scandali Bill Clinton e il campione di golf Tiger Woods, decimi a pari merito. Woods, incidentalmente, patisce le conseguenze dei tradimenti coniugali che hanno infranto il mito del marito e padre modello: l’ultimo sponsor a lasciarlo è la At&t. Tutti segni che il 2010 rischia di essere uno degli anni più rissosi della politica americana, peggio che in Italia. Se ne ha riscontro nelle polemiche sul fallito attentato al volo 253 della Delta, che ha messo a nudo traumatiche falle dei servizi segreti e della sicurezza americani. Per tacere delle polemiche sul 2008 e 2009, i due anni terribili della economia.

Ennio Caretto


La Terra rischia lo scontro con un asteroide nel 2036, pronta missione russa

 

I russi organizzeranno un vertice internazionale per valutare se mandare una navetta. Ne è convinto il capo dell'agenzia spaziale di Mosca: il gigantesco «Apophis» rischia di causare un disastro

 

Una ricostruzione di «Apophis» (Archivio Corsera)
Una ricostruzione di «Apophis» (Archivio Corsera)

MILANO - Proprio come in «Armageddon», il celebre film interpretato da Bruce Willis: la terra è minacciata da un gigantesco asteroide, che va distrutto prima del fatale impatto. A sostenerlo, secondo quanto riferisce Fox News, è il capo dell'Agenzia spaziale russa Anatoly Perminov, secondo cui la collisione tra l'asteroide e il pianeta potrebbe avvenire la domenica di Pasqua del 2036.

LA MINACCIA - La minaccia spaziale ha un nome, Apophis, dal dio dell'antico Egito Apofì, soprannominato «il distruttore». E la sua esistenza è già nota agli studiosi: nel 2004 gli astronomi avevano stimato la probabilità dell'impatto con la Terra pari a 1 a 37 poi ridotta a 1 su 45 mila. E in ottobre la Nasa l'ha persino ridotta a uno su 250 mila. Per Anatoly Perminov, però, nessuna ipotesi va scartata: neanche quella secondo cui nel 2029 l'asteroide potrebbe essere così vicino alla Terra da raggiungere una magnitudine pari a 3,3, tanto da poter essere individuato a occhio nudo. Prima di schiantarsi 7 anni dopo.

VERTICE INTERNAZIONALE - Per questo, i russi «presto organizzeranno un vertice internazionale tra le maggiori agenzie spaziali mondiale per valutare se inviare una navetta spaziale e distruggere Apophis», si legge sul sito della Fox. Proprio come nel celebre kolossal di 11 anni fa. «La vita della gente è in gioco. Noi dovremmo investire centinaia di milioni di dollari e costruire un sistema teso a prevenire l'impatto, piuttosto che sederci e attendere che ciò accadrà, uccidendo centinaia di migliaia di persone», in Europa, Africa e Asia occidentale, ha spiegato Perminov. Il mondo è avvisato.


Da Ramazzotti alla Gamberale Alle Maldive sotto l'acquazzone

 

Capodanno. Piove da giorni. Sulle isole anche molti politici

 

Tutti a pregare i monsoni di nord est. Quelli che, almeno da novembre e aprile, dovrebbero soffiare sulle Maldive e portare il paradisiaco clima da cartolina: cielo terso, bassa umidità e abbronzatura garantita. Piove alle Maldive, e solo da qualche ora le precipitazioni hanno deciso di dar tregua ai turisti che (per il momento) hanno lasciato in valigia costumi e parei. La temperatura è comunque alta, ma le nuvole non sgomberano il campo. A volte capita. Magra consolazione, ma è successo anche a Tom Cruise e Katie Holmes: nel novembre di due anni fa, per la coppia hollywoodiana in luna di miele alle Maldive, non c'è stato scampo. Maltempo, pioggia e venti da tempesta tropicale, con l'inevitabile decisione di abbandonare l'atollo e ripiegare in una crociera nel rompighiaccio dell'attore.

Le Maldive
Le Maldive

I turisti di Capodanno, per ora, tengono botta e neppure si demoralizzano. Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa non perde il buonumore dopo dieci ore di volo, sei di fuso orario e un cielo plumbeo peggio che in città. «Sperare sempre nel bel tempo è da provinciali», minimizza La Russa. Dopo una gita a bordo del Doni, la tipica imbarcazione maldiviana, con gli amici Sergio e Gabriella Dompè, ieri la serata per il ministro è proseguita con musica, karaoke e canzoni da piano-bar. E stasera cena e brindisi in spiaggia con la famiglia. «Perché comunque fa caldo e attendiamo un miglioramento». Nello stesso atollo di Lhaviyani, sull'isola di Madhiriguraidhoo, c'è anche Stefania Craxi, che neppure sembra essersi accorta del maltempo. «Scusate, ma a queste cose non faccio troppo caso. Ho le mie letture, i miei quaderni, sono qui per riflettere e riposarmi», spiega la sottosegretaria di stato agli Esteri. Al Palm Beach Resort & Spa, un paradiso terrestre da raggiungere con l'idrovolante, tra lingue di sabbia bianchissime, paesaggi corallini e hundoli, tipici dondoli maldiviani, è stato avvistato anche il vicepresidente della Camera dei Deputati per il Pdl Maurizio Lupi. L'emiciclo parlamentare è completato dal Presidente del Senato Renato Schifani, che ha lasciato a casa tutti i telefoni per godersi la pace maldiviana.

I 26 atolli che hanno retto anche all'urto dello tsunami rimangono il simbolo della vacanza mare e sole (e spesso amore), meta prediletta di chi cerca natura e privacy, come Penelope Cruz e il fidanzato Xavier Bardem e la coppia formata da Naomi Campbell e il milionario russo Vladislav Doronin, che lo scorso anno ha festeggiato proprio alle Maldive il Capodanno. Neanche Eros Ramazzotti, affezionato degli atolli del Pacifico, ha rinunciato al suo Capodanno al sole e ha regalato alla fidanzata Marica una vacanza in un resort di Iru Fushi. «È arrivato ieri, non abbiamo avuto notizie. Piove? Ci rimarrà malissimo!», dicono gli amici milanesi. Sposa bagnata e dunque fortunata, la scrittrice Chiara Gamberale, in viaggio di nozze alle Maldive assediate dalle nubi, mentre è sfuggito in tempo alla variabilità equatoriale il direttore tecnico dell'internazionale Marco Branca, da ieri ad Abu Ahbi con Mourinho al seguito dell'Inter. Non c'è da disperarsi: il Capodanno a trenta gradi è comunque assicurato, ma per il ritorno del sereno forse ci sarà ancora da attendere. «Le Maldive sono nella fascia equatoriale e anche d'inverno il bel tempo è tutt'altro che scontato — spiega il colonnello Mario Giuliacci —. A causa del fenomeno del madden-julian-oscillation, a intervalli di trenta-sessanta giorni si possono creare delle cellule temporalesche che spostandosi dall'Oceano indiano al Pacifico possono far piovere anche per tre o quattro giorni-4 giorni. Non resta che pregare i monsoni».

Michela Proietti


Non era il figlio di Mike, 25 anni per la sentenza

 

IL CASO. Hayden perde la causa contro Bongiorno. Dopo processi a Milano, Londra e New York

 

MILANO — Chissà, forse avrebbe detto «Allegria!» anche questa volta. Ma tra sé e sé, tirando un sospiro trattenuto per venticinque anni. Oppure avrebbe guardato negli occhi i tre figli amatissimi. Peccato, Mike Bongiorno non può più raccontarci questa vittoria attesa fino all’ultimo: Philip Hayden, l’uomo che dal 1984 lo reclama come suo padre naturale, ha perso la causa di riconoscimento.

Philip Hayden che dal 1984 sosteneva di essere figlio naturale di Mike Bongiorno
Philip Hayden che dal 1984 sosteneva di essere figlio naturale di Mike Bongiorno

Con una sentenza depositata il 23 dicembre, i giudici del Tribunale di Milano hanno rigettato la sua richiesta. Per Mike non ci sarebbe stato regalo di Natale più gradito. Philip Hayden (a sinistra), che dal 1984 sosteneva di essere figlio naturale di Mike Bongiorno Cinque lustri di battaglie legali. Se le ricorda tutte, Mino Auletta, avvocato milanese e caro amico di Bongiorno per oltre 35 anni. «Era il 1984. Dopo una serie di azioni di disturbo, compresi alcuni appostamenti, Hayden avviò le procedure per il riconoscimento di paternità naturale». Un passo indietro. Per raccontare l’intera storia bisogna tornare al 1952, quando Michael Nicolas Salvatore Bongiorno, giovane presentatore italo-americano cresciuto tra New York e Torino, conobbe a Roma la vicina di casa Ruth Hayden, inglesina di 22 anni. Tra i due, entrambi reduci da un matrimonio fallito, pare fosse scoppiato l’amore. Nel ’55 la ragazza rimase incinta. Philip — capelli biondi, occhi azzurri, una vaga somiglianza con il re del quiz— nacque a Londra nell’aprile del ’56. Ruth gli diede il cognome del marito (da cui poi divorziò): Spencer. Lo fece cambiare in Hayden molto più tardi.

Quasi trent’anni di silenzio. Poi, nel 1984, la causa di Philip contro Bongiorno. «All’epoca — spiega Auletta — erano previste due fasi processuali. Una di ammissibilità e, quindi, una di merito. La prima, con due appelli e due sentenze di Cassazione, è durata fino al 1999. La seconda è stata avviata nel 2006». Botta e risposta, contrasti, rivelazioni scandalistiche. I giornali del 1993 titolavano così: «Arrenditi papà Mike, anche il Tribunale mi dà ragione», riferendosi alla Cassazione che dichiarava ammissibili le richieste di Hayden in applicazione del diritto italiano (in precedenza erano state rifiutate perché al caso doveva essere applicato il diritto inglese secondo cui «la madre può richiedere un accertamento di paternità nel termine massimo di tre anni dalla nascita»). Per Philip, che nel frattempo si era trasferito a San Juan de Porto Rico, sembrava fatta.

Mike Bongiorno
Mike Bongiorno

Altre mosse: «Hayden aveva addirittura dato ai propri legali la delega per trattare con imedia», ricorda Auletta. «Aveva anche chiesto la prova del Dna. Mike si dichiarò disponibile a sottoporsi al test». E quando i giudici italiani diedero l’ok al prelievo di sangue, «colpo di scena»: alla prima data stabilita per gli accertamenti, nel novembre 2007, Philip non si presentò. Certificato di indisposizione firmato da un agopunturista portoricano. E altre improbabili scuse fino all’ultimo appuntamento mancato, nel giugno 2008. Mistero. Con tanto di rinuncia al mandato da parte dei difensori di Hayden. «E a quel punto — analizza l’avvocato di Bongiorno — i giudici di Milano, valutando il comportamento delle parti, hanno deciso: la domanda di Hayden è stata rigettata». Sentenza definitiva. Dovuta non tanto a un prelievo mai fatto, ma a una battaglia legale combattuta per anni nelle aule di giustizia di mezzo mondo: Milano, New York, Londra, Porto Rico. L’unico rammarico: la sentenza è arrivata troppo tardi. Doveva essere depositata a giugno. Poi, per slittamento dei termini, è passata a dicembre. Mike Bongiorno è mancato l’8 settembre scorso. «Lo vidi l’ultima volta il 4 agosto. Anche allora parlammo del caso. Sapeva che sarebbe stata questione di poco». Aveva ragione, Mike. La sua vittoria è giunta per Natale. Un regalo postumo. Per lui e per la sua famiglia. Quella vera.

Annachiara Sacchi


Eclissi (parziale) di luna chiude il 2009 anno internazionale dell'astronomia

 

LA CURIOSITA'. Ma l'evento, visibile in tutt'Italia, potrebbe essere offuscato dal maltempo

 

Eclissi parziale di luna chiude il 2009anno internazionale dell'astronomia

 

 

ROMA - Sarà una piccola eclissi parziale della Luna a chiudere il 2009. Giovedì l'ultimo giorno dell'Anno Internazionale dell'Astronomia riserva un'ultimissima sorpresa, che però potrà essere offuscata dal maltempo di questi giorni: il 31 dicembre infatti si verificherà un'eclissi parziale di Luna particolarmente piccola. La copertura dell'ombra sulla Luna sarà appena dell'8%.

LUNA BLU - Quella del 31 dicembre sarà anche una «luna blu». In realtà la luna non cambierà colore: si tratta semplicemente di una espressione popolare diffusa nel mondo anglosassone, «blue moon» appunto, con cui si indica la particolarità che nello stesso mese vedremo due volte la Luna piena. Si tratta di un evento non molto frequente, tanto che la frase «once in a blue moon» (una volta ogni luna blu) è rimasta come modo di dire per indicare un evento raro, spiega il sito dell'Unione Astrofili Italiani. Si verifica in media ogni 2 anni e mezzo. L'ultima «luna blu» è stata nel giugno 2007, per la prossima dovremo attendere il mese di agosto del 2012. Per quello che riguarda l'eclissi alle 18 e 16 ci sarà il primo contatto di penombra, alle 19 e 52 sarà però possibile apprezzare, se il cielo lo permetterà, la prima ombra e solo alle 20 e 22 ci sarà la fase massima dell'eclissi che terminerà completamente alle 22 e 31. L'eclissi sarà visibile in tutta Italia.


Italiani rapiti, nuove foto da Al Qaeda

 

Sergio cicala e la moglie presi in ostaggio in mauritania. Sul web appare un'altra rivendicazione del sequestro: «Via le truppe italiane da Iraq e Afghanistan»

 

La foto dei due italiani sequestrati (Afp)
La foto dei due italiani sequestrati (Afp)

Nuova rivendicazione, da parte di Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), del rapimento della coppia di italiani in Mauritania. In un comunicato pubblicato su Internet con data 30 dicembre compaiono anche tre foto, due dei documenti d'identità di Sergio Cicala e della moglie Philomene Kabouree e una della coppia.

LE IMMAGINI - Sergio Cicala, pensionato di 65 anni, e sua moglie Philomene Kabouree, italiana originaria del Burkina Faso, nella foto sono mostrati in ginocchio e circondati da cinque uomini armati, secondo quanto riferito dal Centro americano di sorveglianza dei siti estremisti islamici (SITE), che ha riproposto le immagini. Nel suo comunicato, l'Aqmi precisa che «il rapimento giunge mentre il governo di Silvio Berlusconi sostiene le guerre in Afghanistan e in Iraq e sostiene la "crociata" contro l'Islam». L’Aqmi precisa che «se la famiglia degli ostaggi e il popolo italiano tengono alla sicurezza di Cicala e Kabouree, devono esercitare pressioni sul loro governo perché risponda alla sua richiesta», di non sostenere più i conflitti in Afghanistan e Iraq.

RIVENDICAZIONE - Una prima rivendicazione dell'Aqmi era giunta il 28 dicembre attraverso il canale satellitare Al Arabiya, che aveva diffuso un messaggio audio e una foto in cui Cicala appare in un sito desertico insieme alla moglie - il cui volto e le mani sono oscurati artificialmente - e stringe tra le mani il suo passaporto chiuso, mostrandone la copertina.


Afghanistan, uccisi otto agenti Cia

 

bomba a kandahar: muoiono quattro soldati canadesi e una giornalista. Un kamikaze vestito da militare si è fatto saltare in aria nella provincia di Khost. Raid Nato: vittime civili

Otto agenti Cia sono rimasti uccisi in Afghanistan a seguito di un attacco suicida. L'attentatore si è fatto esplodere all'ingresso di un avamposto (una forward operating base, in pratica proprio un sito che la nuova strategia di Barack Obama vuole chiudere) nella provincia di Khost. Fonti afghane hanno detto che un kamikaze con un giubbotto imbottito di esplosivo è entrato nell'installazione e si è fatto saltare in aria. Tutti i morti erano agenti Cia, ha riferito un portavoce americano. L'attacco alla base americana è stato rivendicato dai talebani. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pajhwok. «L'attacco mortale è stato condotto da un valoroso membro dell'esercito quando gli agenti erano occupati a raccogliere informazioni sui mujaheddin», ha affermato il portavoce Zabiullah Mujahid che ha dato il nome del militare, Samiullah. Questo spiegherebbe anche come l'attentatore sia potuto penetrare nella palestra della base superprotetta. Il ministero della Difesa afghano ha però smentito che il kamikaze fosse un ufficiale dell'esercito.

La reporter Michelle Lang sorride con un soldato canadese al Kandahar Airfield in Afghansitan. (AP Photo/The Canadian Press, Colin Perkel)
La reporter Michelle Lang sorride con un soldato canadese al Kandahar Airfield in Afghansitan. (AP Photo/The Canadian Press, Colin Perkel)

KANDAHAR - Nelle stesse ore l'esplosione di una bomba a Kandahar ha provocato la morte di quattro soldati canadesi e di una giornalista al seguito. A darne notizia è stato il ministero della Difesa di Ottawa, secondo cui nella stessa esplosione che ha investito un mezzo blindato a quattro chilometri a sud dalla città nel sud dell'Afghanistan sono rimasti feriti altri quattro militari e un civile. La giornalista canadese rimasta uccisa è Michelle Lang, 34 anni: per conto del «Calgary Herald» era arrivata nel Paese a metà dicembre e avrebbe dovuto fermarsi per sei settimane. Sempre a Kandahar i talebani hanno decapitato sei presunte spie.

RAID NATO - Un bombardamento della Nato nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan, ha invece causato diverse vittime civili. A denunciarlo è un portavoce del governatore provinciale. Il raid aereo era stato ordinato in risposta a un attacco contro una pattuglia dell'Isaf alle porte del capoluogo Lashkar Gah. Non è stato precisato quanti siano i morti e la Nato non ha voluto commentare la notizia.


Usa: rischio attentati a Bali nella notte di Capodanno

 

TERRORISMO. Allarme dell'ambasciata americana ai cittadini statunitensi: «Pericolo di attacchi»

 

Agenti a Bali (foto d'archivio)
Agenti a Bali (foto d'archivio)

GIACARTA - L'ambasciata americana in Indonesia ha lanciato l'allarme per possibili attacchi terroristici nella notte di Capodanno a Bali, nota località turistica indonesiana. In un'e-mail inviata ai cittadini statunitensi l'ambasciata cita il governatore dell'isola, Mangku Pastika, che afferma: «Vi sono indicazioni di un attacco questa sera a Bali, ma per favore evitate il panico, mettete il vostro sistema di sicurezza in allerta».

I PRECEDENTI - L'allarme giunge sei mesi dopo il duplice attacco suicida che uccise sette persone in hotel di lusso nell'isola, il 17 luglio. In due attacchi a Bali contro turisti occidentali, avvenuti nel 2002 e 2005, morirono più di 220 persone.


Finlandia, spari in centro commerciale La polizia: «Quattro morti»

 

L'omicida aveva precedenti penali. Alcuni testimoni: «Abbiamo visto un uomo vestito di nero». Molte ambulanze sul posto

 

Sello, lo shopping mall a Espoo, Finlandia (da wikipedia).
Sello, lo shopping mall a Espoo, Finlandia (da wikipedia).

HELSINKI - Sparatoria in un centro commerciale a Espoo, nella periferia di Helsinki. Lo riferisce la tv di Stato "Yle". Secondo la polizia finlandese, quattro persone - tre uomini e una donna - sono rimaste uccise. Ci sarebbero anche molti feriti. Il centro commerciale è stato evacuato e isolato, mentre sul posto sono arrivate le ambulanze. Ad aprire il fuoco sarebbe stato un uomo, nato nel 1966 e con precedenti penali, che è poi fuggito. La polizia è sulle sue tracce.

I RACCONTI - Secondo le prime informazioni, la sparatoria è iniziata alle 10,20 ora locale al "Sello shopping centre". Un testimone ha raccontato di aver visto per terra un dipendente del negozio di drogheria Prisma, mentre si allontanava un uomo vestito di nero. L'uccisore - che avrebbe agito per motivi passionali - ha usato una calibro 9. A una delle vittime ha sparato due colpi in testa. La tv "Yle" ha riferito che alcuni settori del centro commerciale sono stati chiusi e che è stato dato ordine di non far fermare i treni alla stazione locale. In Finlandia negli anni scorsi ci sono state due sparatorie in scuole di due diverse città, costate la vita a 20 persone.

Paolo Torretta


30/12/2009

Autostrade, dal 1 gennaio aumentano le tariffe

 

 

Viaggi in automobile più cari nel 2010. I ministeri per le Infrastrutture e per l'Economia hanno firmato infatti il decreto relativo ai rincari proposti dall'Anas sulla base delle convenzioni stipulate con le società concessionarie

 

 

 

Dal prossimo primo gennaio scattano gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale delle Società Concessionarie. Sono stati firmati i decreti di concerto dei ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Economia e delle Finanze che, sulla base dell'istruttoria condotta dall'Anas, fissano il livello degli aumenti tariffari.
"L'Anas spa - si legge in una nota - nell'esercizio dei propri compiti istituzionali e dopo aver effettuato i relativi controlli e verifiche, ha proposto la misura degli adeguamenti delle tariffe autostradali applicabili dal prossimo anno, in attuazione dei vigenti atti convenzionali stipulati con le Società Concessionarie. L'istruttoria ha tenuto conto per ciascuna Società concessionaria della relativa situazione giuridica, con particolare riferimento agli impegni assunti dalle Società per nuovi investimenti e per la manutenzione della rete. In base a tali considerazioni e a seguito di quanto deciso in sede ministeriale, risultano riconosciuti i seguenti adeguamenti: Ativa spa 6,23%; Autostrade per l'Italia spa 2,40%; Autostrada del Brennero spa 1,60%; Brescia-Padova spa 6,56%; Centropadane spa 0,74%; CISA spa 1,76%; Fiori spa 1,15%; Milano Serravalle Milano Tangenziali spa 1,41%; Tangenziale di Napoli spa 2,17%; Rav spa 0,94%; Salt spa 1,50%; Sat spa 2,11%; Autostrade Meridionali (Sam) spa 1,43%; Satap Tronco A4 spa (Novara Est-Milano 15,83%; Torino-Novara Est 15,29%); Satap Tronco A21 spa 9,70%; Sav spa (Autostrada 1,36%; Raccordo Gran S. Bernardo 1,04%); Siataf spa 2,35%; Torino-Savona spa 1,47%; Strada dei Parchi spa 4,78%.
Non sono stati riconosciuti incrementi tariffari per il Consorzio per le Autostrade Siciliane (Messina-Catania e Messina-Palermo), per Autovie Venete spa e per Asti-Cuneo spa. Le tariffe di pedaggio - conclude il comunicato - della Società Cav spa sono state ridotte, rispettivamente, del 1,00% per l'A4 VE-PD, Tangenziale Ovest di Mestre e raccordo con aeroporto Marco Polo e del 1,18% per il Passante di Mestre"


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