27/09/2009
Tivoli, Ferrari si schianta contro una Punto: due morti e sei feriti
Tivoli, Ferrari travolge auto e moto: due morti e due feriti gravi. Uno in coma irreversibile

Roma - Una Ferrari lanciata a folle velocità ha travolto la scorsa notte un’ auto su cui viaggiavano 5 giovani, provocando 2 morti. Nell’incidente, avvenuto a Tivoli, alle porte di Roma, hanno perso la vita il conducente della Ferrari e l’uomo al volante dell’altra auto. Le altre quattro persone che viaggiavano sull’utilitaria sono ricoverate in vari ospedali. Feriti anche due coniugi che viaggiavano su una moto rimasta coinvolta.
La Ferrari, secondo quanto già accertato, stava percorrendo la via Tiburtina in direzione di Tivoli e, subito dopo una curva è andata a scontrarsi contro una Fiat Punto guidata da Mario Di Fausto di Guidonia che veniva dalla direzione opposta, e con una moto Kawasaki 750.
Il bilancio dell'incidente è pesante. Sono morti il conducente della Ferrari Giovanni Modesti di 43 anni e Mario Di Fausto, 21 anni, che era al volante della Fiat Punto. Sono invece in coma irreversibile Mirko Solitari, 22 anni, che viaggiava sulla Fiat, e il motociclista, Antonio Gabriele Bianchi, 41 anni. In coma anche Emily Dante, 20 anni, in stato di gravidanza. Ha perso invece il bambino Alessia De Santis, 22 anni: era alla 20/ma settimana di gravidanza ed è attualmente ricoverata al Policlinico Umberto I. Nello scontro sono rimasti feriti l'unico passeggero della Ferrari Andrea Mosti, 41 anni, la moglie del motociclista, Lucia Trischetta, 48 anni, e il quinto passeggero della Fiat Punto. Le condizioni di questi ultimi non destano preoccupazioni.
Arrestato in Svizzera il regista Roman Polanski
Arrestato al suo ingresso in Svizzera in base a un ordine di cattura emesso dalle autorità degli Stati Uniti nel 1978, per avere fatto illegalmente sesso con una ragazzina di 13 anni. Doveva ricevere un premio alla Zurich film festival
Il regista Roman Polanski è stato arrestato oggi su richiesta degli Stati Uniti, mente cercava di entrare in Svizzera per ricevere questa sera un premio. Lo ha detto in un comunicato lo Zurich film festival. Polanski è stato arrestato in base a un ordine di cattura emesso dalle autorità degli Stati Uniti nel 1978, per avere fatto illegalmente sesso con una ragazzina di 13 anni. Il regista avrebbe dovuto ricevere un premio alla carriera al festival del cinema questa sera, dando inizio ad una retrospettiva della sua carriera cinematografica. Polanski era stato arrestato nel 1977 con l’accusa di avere drogato e fatto ubriacare una tredicenne ed avere avuto rapporti sessuali con lei durante una sessione fotografica nella casa di Jack Nicholson a Hollywood. Lui ha sostenuto che la ragazza aveva già avuto esperienze sessuale ed era consenziente, ma ha passato 42 giorni in carcere, sottoponendosi a test psichiatrici. Dopo essere stato liberato su cauzione, è fuggito prima della sentenza di condanna. Da allora il suo visto per gli Usa è stato ritirato. Polanski ha vinto l’Oscar per la migliore regia per "Il pianista" nel 2003, dopo avere conquistato la Palma d’oro a Cannes l’anno prima. Ha diretto film divenuti dei classici come "Chinatown" e "Rosemary’s Baby".
La vicenda Solo nel maggio di quest’anno, a Los Angeles, si era consumato l’ennesimo capitolo di una vicenda iniziata nel 1978, quando il regista di origini polacche fu accusato di aver stuprato una ragazza di 13 anni, e che ieri sera ha portato al suo arresto all’aeroporto di Zurigo dove si recava per partecipare al Festival cinematografico della città. Nel maggio scorso infatti un tribunale di Los Angeles ha respinto il ricorso in cui Polanski chiedeva l’archiviazione delle accuse di avere avuto rapporti sessuali con la ragazza. Il regista è stato perdonato dalla vittima ma su di lui pende ancora un mandato di arresto e per questo non può tornare negli Stati Uniti, dove non ha più rimesso piede negli ultimi trent’anni.
Polanski - nato a Parigi nel 1933 - sostiene da allora che il procuratore che ne aveva chiesto la condanna, deceduto nel frattempo, intendeva arrestarlo nonostante un accordo raggiunto per evitare il carcere al regista di origine ebree e la cui madre è morta nel campo di concentramento di Auschwitz. L’otto maggio scorso l’ultimo dei giudici coinvolti, Peter Espinoza, ha riconosciuto che il pubblico ministero aveva commesso errori sostanziali al momento del processo, ma ha sostenuto che la legge non lo autorizza a fare gesti di clemenza nei confronti di un latitante.
Tutto era iniziato nel febbraio del 1978 quando sul regista era caduta non solo l’accusa di stupro ma anche quelle di uso di stupefacenti, perversione e sodomia. Il regista aveva poi riconosciuto parzialmente i fatti, cioè di aver fatto sesso con l’allora modella minorenne Samantha Gailey e aveva così patteggiato con il tribunale di Santa Monica, dichiarandosi pronto a seguire una terapia. Il giudice aveva accettato in cambio di lasciar perdere le altre accuse e si preparava a fare arrestare ed incarcerare il regista, che però nel frattempo aveva lasciato il paese. Polanski, che ha sempre sostenuto di essere finito in una trappola tesa dalla madre della ragazza, aveva ricevuto il permesso di ultimare un film in Europa, e vista la minaccia del carcere non è più tornato negli Stati Uniti. Un fatto che da allora ha reso più difficile una soluzione al suo caso. Il regista ha addirittura lasciato all’inizio del 1978 Londra, dove viveva, per installarsi a Parigi, in modo da evitare di essere estradato negli Usa, dove non ha intenzione di tornare anche se verrà risolto il suo caso. I legali del regista hanno sempre sostenuto la tesi che la giustizia di Los Angeles abbia agito illegalmente, tentando il possibile per incastrare un regista legato a Hollywood.
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Rai/ Campagna del Giornale e Libero per disdire il canone
Rai, perché pagare per Santoro? Firmate con noi per abolire il canone
Basta col canone Rai? Si può fare e costa pure poco: appena 5,16 euro. Ma non chiamiamola evasione fiscale, altrimenti si arrabbia anche l’ex pm Antonio Di Pietro che l’altro giorno l’ha detto: «Non pago più, disdico e guardo solo Sky». È piuttosto «disubbidienza» con la u, come la definì nel 1981 l’allora leader radicale Francesco Rutelli.
La disdetta
Basta una raccomandata con ricevuta di ritorno intestata all’Agenzia delle Entrate, Ufficio Torino 1 - Sat sportello abbonamenti tv Casella postale 22, 10121 Torino. Il sottoscritto eccetera, residente in via eccetera «chiede la cessazione del canone tv e di far suggellare il televisore detenuto presso la propria abitazione», facendo presente che non si possiede «nessun altro apparecchio atto e adattabile alla ricezione delle radioaudizioni». Perché se tecnicamente è vero che computer, Playstation portatili o i telefonini di ultima generazione di fatto possono ricevere il segnale tv, il ministero delle Comunicazioni (interpellato dall’Agenzia delle Entrate dopo un ricorso dell’Aduc - consultabile sul sito www.aduc.it) non ha ancora sciolto ufficialmente le sue riserve. Alla richiesta bisogna aggiungere una tassa da 5,16 euro per la disdetta, sulla quale indicare il numero dell’abbonamento, e soprattutto bisogna aggiungere questo passaggio: «Dichiaro altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e chiedo a norma degli art. 2 e 8 della legge 241/90 quale procedimento amministrativo intende seguire l’Urar tv ai fini del completamento di quanto disposto dall’art. 10 del Regio Decreto n° 246 del 21 febbraio 1938».
Che cosa si rischia
Che cosa può succedere dopo questa lettera? Tutto o niente. Leonardo Facco, autore dell’Elogio dell’evasore fiscale (Aliberti editore), che la lettera l’ha mandata nel 1992 sorride: «Non lo pago da allora. Ho ricevuto un paio di visitine di qualche giovanotto inesperto, poi niente più». I casi più eclatanti sono due: nel 1996 un signore di Verderio Superiore, E.V., si vide pignorare alcuni beni dalla società di riscossione Rileno per conto della Rai dopo un’ingiunzione della Urar. Negli stessi anni l’allora parlamentare leghista Gipo Farassino mise provocatoriamente all’asta la sua chitarra Ovation (valore sei milioni) per pagare dieci anni di interessi su «una tassa anticostituzionale». Fine.
Le ispezioni
Dal ’94 chi compra una tv non è più tenuto a dare le generalità per incrociare possesso e tassa. E quando nel ’95 si scoprì che la Rai chiedeva comunque l’elenco di chi comprava una tv in cambio di un bonus da 70mila lire (in caso di nuovo canone) scattò l’esposto del Codacons all’Authority per la Privacy. I controlli sono spesso a campione, su dati inaffidabili. Negli anni Ottanta la Rai chiese il canone a un bambino di 9 anni di Gela. Sempre il Codacons denunciò il caso di una cittadina che, pur non possedendo alcun apparecchio radiotelevisivo, aveva ricevuto una lettera nella quale gli veniva chiesto di pagare il canone tv perché così risultava da un fantomatico «censimento». Tutto falso, spese rimborsate e Rai con le pive nel sacco. Negli anni Novanta la palma del comune «decanonizzato» andò a Casapesenna, un comune del Casertano dove solo l’1,66% dei 7mila abitanti era in regola. Sanzioni? Non pervenute.
I precedenti
L’invito alla «disubbidienza fiscale» ha precedenti illustri. Oltre a Rutelli e Di Pietro si ricorda la Lega Nord, Paolo Cento nel 2002, persino l’Associazione italiana Sordi, Adriana Poli Bortone e Maurizio Gasparri ai tempi dell’Msi e Mino Martinazzoli nel ’93 dopo un servizio del Tg3 sulla Dc. Giuliano Ferrara bruciò in diretta tv l’abbonamento Rai, il presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi, strappò il canone dopo un film prodotto dalla Rai su Rebibbia con Valerio Fioravanti. E il referendum radicale che ne chiedeva l’abolizione non venne neppure ammesso. Ma il vero genio resta l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco. Nel ’97 voleva «accorpare» bollo auto e canone. Qualche anno dopo stabilì che il mancato pagamento del canone dovesse essere a carico agli eredi se «l’evasore» era morto. Cose dell’altro mondo.
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Cittadinanza, scontro alla festa del Pdl
Enrico letta: «iniziata lotta per la successione a Berlusconi». Fini insiste sulla riduzione a 5 anni. Stop di Cicchitto: «Dieci anni più esami seri». Tremonti: «È coraggioso»
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| Fini alla festa del Pdl (Fotogramma) |
MILANO - Lo scontro si consuma a (poca) distanza, sugli spalti della festa del Pdl a Milano. Fini torna a parlare di immigrazione, in particolare di cittadinanza, insistendo sulla necessità di ridurre i tempi da 10 a 5 anni. Gli replica indirettamente Cicchitto: «Mi sembra che 10 anni sia la data giusta di permanenza in Italia, coniugata però con esami seri». Tremonti, che ha partecipato con Fini ed Enrico Letta a un dibattito sulla situazione economica, concede invece un tiepido elogio (ma con immediato invito alla prudenza) al presidente della Camera: «Le sue posizioni sono generose e coraggiose e ne dobbiamo discutere. Ma è decisivo il fattore tempo, la cosa giusta nel tempo sbagliato può diventare sbagliata».
CITTADINANZA - Sull'immigrazione l'ex leader di An è stato come sempre chiaro, sottolineando che discutere della cittadinanza «non ha mai fatto male a nessuno»: «Attendo di discuterne, non accento scomuniche preventive dagli organi di stampa e continuerò a porre la questione finché non mi si opporranno motivazioni valide». Il presidente della Camera insiste quindi sull'idea di ridurre i tempi per concedere la cittadinanza agli stranieri integrati dopo 5 anni e risponde indirettamente al presidente del Senato Schifani che ha sottolineato l'impossibilità di tale riforma: «Qualcuno non ha capito o finge di non capire. Non ho la presunzione di essere condiviso, ma non accetto di passare per eretico o che si dica di non poter discutere del tema in quanto non scritto nel programma elettorale o non si sa bene dove». «L'Italia è degli italiani - prosegue Fini - e se qualcuno pensa che io non lo creda è un problema suo. Ma è anche di tutti coloro che dimostrano di amarla. Ci sono 4 milioni di stranieri in Italia e non è un'eresia pensare di garantire loro la cittadinanza se dimostrano di parlare bene la nostra lingua, conoscere la nostra storia, sapere che Trieste e più a nord di Palermo, giurare fedeltà ai valori della Costituzione e servire la nostra patria con le armi».
LE REAZIONI - Sul tema della cittadinanza arrivano a Fini diverse precisazioni da esponenti del centrodestra. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, anche lui ospite della festa milanese: «Il Pdl deve discutere e poi decidere su questa questione. Ricordo che in Inghilterra c'era gente con la cittadinanza che poi faceva il terrorismo e in Francia organizzava le rivolte nelle banlieue». Il ministro della Difesa Ignazio La Russa: «Apprezzo la chiarezza con cui Fini ha affrontato la questione, non apprezzo invece alcune proposte estreme di deputati del Pdl che sono state fatte con esponenti del Pd senza nessun dibattito interno: queste sono proposte di deputati che una volta si definivano peones. Dobbiamo fare amare l'Italia a quella che io definisco la "generazione Balotelli". Il problema del tempo per la cittadinanza lo vedremo poi». Molto diretto il vice capogruppo del Pdl al Senato, Gaetano Quagliariello: «Dopo cinque anni io la cittadinanza non gliela voglio dare».
RIFORME - Parlando della crisi Fini sottolinea la necessità di realizzare al più presto le riforme: «Attenzione a dire che il peggio è passato. Per intercettare la ripresa servono interventi di cui ha bisogno il sistema Italia - spiega -. Non ho perso la speranza di realizzare in questa legislatura le riforme urgenti, anche se siamo in ritardo. Il governo ha fatto tutto ciò che doveva? Non sta a me dirlo, ogni italiano giudicherà». L'auspicio del presidente della Camera è che ci sia la coscienza che «alcune grandi sfide vanno affrontate congiuntamente dal sistema Italia, quindi maggioranza, opposizione, sindacati e altri soggetti che hanno a cuore l'interesse nazionale». Tra le riforme necessarie indica quella del sistema istituzionale, quella del bicameralismo perfetto, «che rende le decisioni meno solerti», la necessità di investire sulle eccellenze nelle università e nei centri di ricerca e «la riduzione delle distanze tra aree ricche e aree povere del Paese che non può essere rinviata».
LAVORO - Fini ha infine proposto alcuni temi relativi alla crisi e al lavoro: «Lasciate che mi spogli per un attimo della veste di presidente della Camera. Quanta gioia per una parte politica sentire che non è la lotta di classe che determina la dialettica dell'economia ma la concordia tra capitale e lavoro. Quanti ricordi anche alle affermazioni di Tremonti che ha detto che bisogna prevedere forme affinché gli utili aziendali possano essere a beneficio dei lavoratori». Infine la questione degli stipendi: «Altro che gabbie salariali. Leghiamo i salari alla produttività, alla crescita complessiva dell’economia».
LETTA - Durante la tavola rotonda non è mancato un siparietto tra Enrico Letta e Fini. Interpellato sulle questioni della cittadinanza agli immigrati, Letta ha esordito: «È un tema che può danneggiare in modo irreparabile il presidente Fini. Siccome gli voglio bene, cercherò di camminare sulle uova». Il presidente della Camera ha replicato: «Non è la prima volta che mi dicono che sono diventato di sinistra. Forse è la sinistra che su certi temi si è avvicinata alla destra». Letta si è presentato con una battuta: «Tra un Fini e un Tremonti ci deve sempre essere un Letta di mezzo». Al termine del dibattito, il responsabile Welfare del Pd ha commentato: «Abbiamo avuto la plastica dimostrazione che la lotta per la successione a Berlusconi è ufficialmente iniziata». E non ha risparmiato a Fini una stoccata: «Questa settimana alla Camera dei deputati abbiamo lavorato solo otto ore, dalle 15 di martedì alle 12 di mercoledì. Chiedo al presidente una sessione speciale sul welfare che discuta in particolare dei temi dell'immigrazione, del tasso di natalità del nostro Paese e del lavoro delle donne».
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Male l'Inter, Pazzini porta la Samp in vetta I viola su rigore intascano il derby toscano
Sesta giornata, milan in posticipo. Prima sconfitta stagionale per i nerazzurri. La Fiorentina batte il Livorno dopo le dimissioni di Andrea Della Valle
Serie A senza pause: appena archiviato il turno infrasettimanale, tutti in campo per la sesta giornata. E con più d'un pensiero alle coppe europee, dove le italiane, tranne il Milan, non hanno brillato al debutto.
INTER BATTUTA - Il primo anticipo del sabato segna una frenata per l'Inter, sconfitta 1-0 dalla Sampdoria al Ferraris di Genova dopo quattro vittorie consecutive. Ora la Samp è sola al comando della classifica in attesa della Juve, in campo domenica a Torino contro il Bologna. Ha deciso il big match del weekend un gol realizzato al 72' da Giampaolo Pazzini. «Sicuramente il mio è un gol importante, segnato in uno stadio esaurito e contro l'Inter che abbiamo superato in classifica. Siamo al primo posto ed è una gran bella serata» esulta l'attaccante blucerchiato. I liguri, cinque vittorie e una sconfitta in questo primo scorcio di campionato, guidano la classifica con 15 punti, due in più rispetto a Juve e Inter.
MORATTI E MOURINHO - Il presidente dell'Inter resta comunque ottimista: «Non è un'Inter da bocciare - ha detto Moratti al termine del match -. Abbiamo perso a causa della disattenzione in occasione del gol di Pazzini». E sulla sostituzione di Balotelli: «Stava andando bene. Nessun dramma». Parla anche Josè Mourinho, chiarendo che «la società mi ha chiesto di rompere il silenzio per questioni di contratto, io avrei continuato». «Abbiamo giocato tatticamente bene - dice il tecnico -. È stata una buona partita e un errore difensivo può starci. Ma la squadra ha avuto una reazione positiva che mi è piaciuta. La cosa che mi è piaciuta di meno di questa partita è il risultato. Potevamo essere a 14 o a 16 punti, questa sconfitta vale tre punti». La sostituzione di Balotelli? «Sono io l'allenatore, non devo spiegare le mie decisioni». Poi prende le difese di Santon: «Chi sta dentro si può sbagliare, mai un giocatore è responsabile per una sconfitta». Ovviamente entusiasta Luigi Del Neri: «Se non subisco reti da una macchina da gol vuol dire che siamo stati perfetti, ma per adesso ci salviamo e basta. Ci godiamo questo momento, non ci interessa il concetto di essere primi in classifica, è bello prima di tutto togliersi soddisfazioni. Abbiamo anche avuto fortuna ma penso che la squadra ha meritato questa vittoria».
FIORENTINA SU RIGORE - L'appuntamento serale è con la Fiorentina, che porta a casa il risultato nel derby toscano con il Livorno in un momento difficile dopo le dimissioni del presidente Andrea Della Valle e la lettera ai tifosi nella quale spiega i motivi che lo spingono al disimpegno. Decide la partita un rigore segnato da Jovetic al 76'. La Fiorentina ha giocato gli ultimi sette minuti in inferiorità numerica per l’espulsione di Dario Dainelli, allontanato per somma di ammonizioni. Ottima gara del portiere viola Sebastian Frey. Grazie a questo successo la Fiorentina sale a quota 13 punti ed è seconda insieme a Inter e Juventus con due punti di ritardo dalla Sampdoria. Intanto cresce l'attesa per l’esordio casalingo in Champions contro il Liverpool dopo la sconfitta di Lione. «Mi auguro di ripetere la stagione dello scorso anno, dove disputavamo partite in Europa pur mantenendo una buona posizione in Serie A» dice il tecnico Prandelli.
LA JUVE E LE ALTRE - Domenica la Juve ospita il Bologna e recupera qualche assente. Però c'è il pensiero della trasferta di mercoledì a Monaco contro il Bayern e Ferrara cerca di dosare le forze. Probabile turno di riposo per Camoranesi e Grosso, mentre Diego dovrebbe rientrare per riprendere il ritmo partita e Del Piero forse va in panchina. Marchisio non dovrebbe risentire del fastidio muscolare accusato a Genova. La Roma di Ranieri affronta un'altra trasferta siciliana contro un Catania che ha già bisogno di una svolta dopo un pessimo inizio. Campo difficile dove due anni fa la Roma di Spalletti e Totti (che domenica compie 33 anni) vide sfumare all'ultimo lo scudetto sfiorato. Attesa di spettacolo e gioco nella sfida Udinese-Genoa. Il Napoli di Donadoni, in discussione dopo la sfuriata di De Laurentiis a San Siro, ospita il siena. Le altre partite della domenica pomeriggio sono Chievo-Atalanta, Lazio-Palermo, Parma-Cagliari.
MILAN IN POSTICIPO - I rossoneri, dopo la sconfitta di Udine, ospitano il Bari cercando un immediato riscatto. Probabile il rientro di Ronaldinho ma da seconda punta, al posto di un Pato apparso spento contro l'Udinese. La coperta di Leonardo è corta, grandi possibilità di cambiare gioco e impostazione non ce ne sono. Il Bari neopromosso non è da sottovalutare e la classifica stessa lo dice: ha solo un punto meno dei rossoneri. Se non bastasse, è l'unica squadra che finora ha tolto punti all'Inter, pareggiando proprio a San Siro.
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Il governo apre un'istruttoria su Annozero
Di Pietro presenta un'interrogazione sull'operato del ministro Scajola. Romani: incontro con vertici Rai. Schifani: informazione sia attenta a buon gusto. Il Pd attacca: «Abuso di potere»
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| Paolo Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni (Ansa) |
ROMA - Il caso "Annozero" non si chiude. Anzi: d'intesa con il ministro Scajola, il vice con delega alle Comunicazioni Paolo Romani ha aperto una fase istruttoria in base all'art. 39 del contratto di servizio, che consente di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti utili: dunque è stato ufficialmente chiesto un incontro fra ministero e vertici dell'azienda.
INTERVENTO AGCOM - «Al termine di tale procedura - spiega una nota del ministero - si valuterà se richiedere l'intervento dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per l'applicazione delle sanzioni previste, ai sensi dell'art 48 del Testo unico della radiotelevisione, in caso di violazione degli obblighi di servizio imposti alla Rai. Sanzioni che possono arrivare fino al 3% del fatturato dell'azienda».
SCHIFANI - La Rai è «un servizio pubblico», ricorda il presidente del Senato Renato Schifani, e come tale «è tenuta a dare ai cittadini un'informazione, una critica politica sempre attenta al buon gusto e a quello che interessa effettivamente. Niente gossip e niente cattivo gusto: quello che mi preoccupa è che l'imbarbarimento della politica si stia spostando anche sul mezzo televisivo».
CALDEROLI - Il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli dà un consiglio al premier: «Premesso che il tentativo di delegittimare Berlusconi da parte di alcuni gruppi editoriali, e anche di trasmissioni della tv pubblica, non è giornalismo ma politica condotta con altri subdoli mezzi, visto che in Italia non c'è un editore puro che sia uno, a Berlusconi consiglio di guardarsi le spalle anche dal fuoco amico. Adesso ci si mettono pure alcuni esponenti della maggioranza che scalpitano e abbaiano contro Berlusconi per ritagliarsi uno spazio futuro nella nebulosa galassia del nuovo centrismo salottiero. Destinato peraltro a fallire e disintegrarsi come tutte le costruzioni politiche fatte a tavolino sulla testa del popolo».
D'ALEMA E GENTILONI - Dall'opposizione Massimo D'Alema definisce «del tutto inopportuno» l'intervento di Scajola: «Conferma l'atteggimento di intolleranza da parte del governo, o almeno di alcune personalità del governo verso la libertà di informazione». Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd, parla di «abuso»: «Il governo non ha alcun potere di intervento o di istruttoria su singoli programmi della Rai. In quindici anni di vigenza dei contratti di servizio non si è mai visto un intervento del genere. Si tratta di un abuso di potere e di un'invasione delle competenze di Agcom e commissione di Vigilanza». Di «campagna di intimidazione» parlano Vincenzo Vita (Pd), membro della commissione parlamentare di Vigilanza, e Giuseppe Giulietti (Idv): «Ci eravamo illusi che si trattasse di una svista. No, è una vera e propria linea di provocazione, che mette in soffitta leggi e regole. Si tratta di un eccesso di potere e di una campagna di intimidazione non solo nei confronti dei Santoro e dei Travaglio ma nei confronti di chiunque non voglia piegarsi alla logica del conflitto di interesse e del polo unico "RaiSet"».
DI PIETRO - «La vicenda di "Annozero" fa comprendere in tutta la sua gravità lo stato della democrazia in Italia - denuncia Antonio Di Pietro sull'operato del ministro Scajola, sia una mozione che impegni il governo a rispettare il pluralismo dell'informazione». Per -. Tutti i ministri obbedienti al loro padrone, Silvio Berlusconi, continuano ad attaccare la trasmissione calpestando ruoli e regole. I pochi spazi di libera informazione del servizio pubblico radiotelevisivo sono sotto assedio, come avviene nei peggiori regimi. Per queste ragioni l'Italia dei Valori presenterà lunedì sia un'interrogazione Marco Travaglio l'intervento di Scajola è «più grave dell'editto bulgaro, una dichiarazione illegale ed eversiva che pretende di istituzionalizzare il controllo del governo sulla televisione».
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26/09/2009
Iran: pronti a fissare ispezioni con Aiea «Accuse di Obama prive di fondamento»
Venerdì l'annuncio dell'esistenza in iran di un secondo sito nucleare, mai denunciato. Ahmadinejad si difende: siamo in regola con quanto previsto dalle norme dettate dall'agenzia atomica
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| Mahamud Ahmadinejad con Larry King (Cnn) |
WASHINGTON (USA) - L'Iran si difende dalle accuse di alimentare la proliferazione nucleare a scopi militari. Teheran si è infatti detta pronta a fissare fin da subito conl'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'Aiea, una data per le ispezioni. Non solo: il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha denunciato come «un complotto preordinato» il coro di condanne per il nuovo sito per l'arricchimento dell'uranio in costruzione vicino a Qom. «Abbiamo reso nota l'esistenza di questo sito nei tempi previsti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e perciò siamo sorpresi di tutto questo baccano», ha sottolineato Salehi.
AHMADINEJAD - Il presidente iraniano Mahamud Ahmadinejad aveva già questa notte definito «senza fondamento» quanto sostenuto nei confronti dell'Iran dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha «accusato» l'Iran di perseguire segretamente lo sviluppo di un programma nucleare al di fuori delle regole internazionali.
L'INTERVISTA - Intervistato dal giornalista della Cnn Larry King, Ahmadinejad - riferendosi a quanto affermato da Obama a Pittsburgh sul nucleare iraniano - aveva dichiarato: «Non ci aspettavamo che Obama a meno di 48 ore violasse di fatto l'impegno assunto nel suo discorso alle Nazioni Unite». «Più semplicemente, non ci aspettavamo che dicesse cose...prive di fondamento». Obama a Pittsburgh aveva fermamente criticato la scelta dell'Iran di dotarsi di una seconda centrale nucleare, e aveva sottolineato che «ora sono preoccupate anche Nazioni che solo fino a sei mesi fa o un anno fa sarebbero addirittura state restie a discutere di eventuali sanzioni». Secondo Ahmadinejad, invece, l'Iran è in regola con quanto previsto dalle norme dettate dall'agenzia atomica Aiea, tant'è vero che è stato lo stesso Iran ad informare l'Aiea dell'esistenza di una seconda centrale. L'Aiea peraltro ha precisato di non essere stata informata della presenza nel sito di materiale utilizzato per l'arricchimento dell'uranio.
KHAMENEI - Dall'Iran arriva inoltre la conferma che il nuovo sito sarà «presto operativo»: lo ha affermato Mohammad Mohammadi-Golpayegani, portavoce e capo dell'ufficio personale dell'ayatollah Ali Khamenei, Suprema Guida Spirituale della Rivoluzione Islamica e, in quanto tale, massima figura anche istituzionale del regime di Teheran. «Ad Allah piacendo, questo nuovo impianto diverrà operativo presto», ha assicurato il braccio destro di Khamenei, citato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale "Fars". Stando alle indiscrezioni anticipate nei giorni scorsi dal quotidiano americano «The New York Times», la struttura dovrebbe essere completata entro il 2010. Il sito andrà ad aggiungersi a quello già noto di Natanz, situato anch'esso nel centro del Paese.
OBAMA: «L'OFFERTA PER IL DIALOGO RESTA VALIDA» - Non allentare la guardia sull’Iran. Questo il monito lanciato dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, secondo il quale la Repubblica islamica, dopo la scoperta di un secondo sito nucleare, deve prendersi l’onere di dimostrare le sue intenzioni pacifiche o, in caso contrario, sarà considerata responsabile dalle nazioni del mondo intero. Nel suo messaggio settimanale alla nazione, trasmesso via radio e via internet, Obama ha detto che le prove che dimostrano come l’Iran stia costruendo un impianto sotterraneo per l’arricchimento dell’uranio che potrebbe essere utilizzato per la costruzione di una bomba atomica costituisce «un’ulteriore azione di disturbo della politica di sotterfugi dell’Iran» che mette a repentaglio la non proliferazione globale. Obama ha rivolto di nuovo un invito a Teheran affinché consenta l’accesso agli ispettori internazionali, per evitare conseguenze. In caso contrario, l’opzione principale è quella di sanzioni economiche ancora più severe, ma venerdì l’amministrazione Obama non ha escluso l’azione militare. «La mia offerta per un dialogo sostanziale e serio per risolvere la questione resta aperta», ha poi detto ancora Obama. «Ma l’Iran adesso deve cooperare completamente con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica e intraprendere quelle azioni volte a dimostrare le sue intenzioni pacifiche».
LA POSIZIONE DI ISRAELE - Intanto la scoperta del secondo sito nucleare ha riacceso le polemiche fra l'Iran e il suo storico nemico, Israele. La rivelazione dell’esistenza di un secondo sito per l’arricchimento dell’uranio in Iran necessita di «una risposta senza equivoci» da parte delle grandi potenze mondiali durante la riunione del primo ottobre con il Gruppo del 5+1: ha dichiarato il ministro israeliano degli Affari Esteri, Avigdor Lieberman.
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Fiorello: il rispetto, innanzitutto per Mike Bongiorno e la sua famiglia
Lo showman interviene sul caso degli spot postumi
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| Fiorello con Mike Bongiorno (Infophoto) |
Non ho l'abitudine di scrivere lettere ai giornali. Ma questa volta voglio proprio farlo perché sento la necessità e anche il dovere di proteggere, in memoria del mio amico Mike, la sua famiglia da sospetti maliziosi che serpeggiano in alcuni commenti letti in questi ultimi giorni sui giornali. Mi riferisco alla vicenda degli spot che vedono protagonisti me, Mike e suo figlio Leonardo. La famiglia ha spiegato in maniera molto semplice e chiara le ragioni della sua decisione di mandare comunque in onda gli spot, ultimo lavoro di Mike. Rispetto chi non condivide questa scelta che, al contrario, io ho condiviso e abbracciato completamente; quello che però trovo davvero di pessimo gusto è la volgarità di chi ha tentato di destare anche solo il sospetto che questa scelta nascondesse un presunto vantaggio economico a favore della famiglia Bongiorno.
Mi prendo io l'onere di precisare quanto evidentemente non è chiaro a chi è abituato, forse, a ragionare sempre all’ombra della malafede e a non considerare che esistono anche altri valori che regolano le azioni umane. La famiglia Bongiorno non trae alcun vantaggio ulteriore, oggi, dalla messa in onda di quegli spot, se non la serenità di aver interpretato la volontà di Mike. Poi c'è persino chi ha voluto leggere in questa decisione un tentativo di sfruttare un'occasione per una presunta carriera di Leonardo nello spettacolo, altra insinuazione banale e priva di fondamento. Io invece ci leggo semplicemente molta tenerezza, una scelta guidata dal cuore e il coraggio di tener fede ad una propria convinzione senza indietreggiare di fronte alle critiche. Questa è la mia personale opinione, rispettabile, spero, come tutte le altre. Quello che non è rispettabile sono le ricostruzioni infondate e maliziose che, comunque, non riusciranno a sporcare l'emozione autentica che ci regala vedere Mike ancora una volta in tv.
Rosario Fiorello
Fonte: Corriere della Sera
15:33 Scritto in TELEVISIONE | Link permanente | Commenti (3) | Segnala
| Tag: fiorella, scrive, lettera, corriere della sera, quotidiano, giornale, intervento, showman, morte, mike bongiorno, sospetti, maliziosi, pubblicità | OKNOtizie |
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Lenti, el Pibe de Taranto come Maradona A 8 anni i palleggi con la pallina da tennis
Numeri da fenomeno, treccine in stile afro, il dribbling bruciante e il sinistro infallibile di FantaPiero, grazie ai video pubblicati in rete è già popolare
TARANTO - Ha 8 anni, si chiama Piero Lenti ed è già stato soprannominato «el Pibe de Taranto». Nato a Schwelm, una cittadina della Westfalia poco distante da Dortmund il 25 giugno 2001 e presto trasferitosi in Puglia, alto poco più di un metro e venti per un peso forma di 23 chili, non ci vuole molto, guardando Piero giocare, a convincersi di trovarsi di fronte a un talento calcistico cristallino. Giusto il tempo di dare un'occhiata alle dozzine di video pubblicate in rete che lo vedono protagonista di partite in cui con una pettinatura in stile afro, come Ronaldinho, scorrazza dalla mediana in avanti inventandosi assist impossibili, tiri nel sette e palombelle cariche d'effetto a uccellare il povero portiere avversario. Sembra di assistere alle giocate di Holly, con un'unica differenza: un Benji che riesca a fermarlo non c'è e gli avversari in campo, mediamente, sono alti quasi il doppio di lui.
I GOL DA CALCIO D'ANGOLO - In allenamento mette la palla in porta trovandosi alle sue spalle, segna da calcio d'angolo e percorre l'intero campo di calcetto palleggiando senza fatica lungo la linea del fallo laterale. Piero vive a San Giorgio Jonico e gioca nel ruolo di centrocampista offensivo. Nei pulcini del Club Dellisanti, di cui è l'indiscussa attrazione, ha segnato nell'ultima stagione 120 gol eppure visti i numeri e la crescente popolarità sono in pochi a credere che el Pibe de Taranto possa restare ancora a lungo al riparo dalle lusinghe delle giovanili di qualche grande club. Pugliese, italiano o europeo, perché no.
Sandro Di Domenico
11:57 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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Grillo denuncia youtube per l'oscuramento dei video
Beppe Grillo temporaneamente "oscurato" da YouTube

La denuncia del popolare comico campeggia sulla pagina del suo blog, storicamente il più visto e frequentato in Italia, l'unica voce nazionale a contare qualcosa anche nell'enorme e anglofona Rete mondiale (Technorati pone il blog Beppegrillo.it tra i top 2mila al mondo) ."Durante la notte YouTube ha disattivato TUTTI i video pubblicati da questo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. Visualizzati per 52.296.387 volte. Il secondo canale italiano di informazione su YouTube dopo la RAI".
Una decisione, la sospensione dell'account StaffGrillo e dunque l'inaccessibilità di tutti i video publicati, che è legata alla violazione del copyright da parte di un video del canale, due minuti con sottotitoli "rubati" al David Letterman Show in occasione dell'intervista con il presidente Obama. Una violazione delle condizioni spiegata dal sito di streaming di proprietà di Google con una email, sempre pubblicata da Grillo:
"Caro utente,
Con questo messaggio ti informiamo del fatto che abbiamo rimosso o reso inaccessibile il seguente materiale, a seguito di una segnalazione da parte di CBS, che ritiene che questo materiale viola il copyright:
Obama da David Letterman:
http://www.youtube.com/watch?v=CSX3DNHq-iU
Tieni presente che la ripetuta violazione del copyright ha come conseguenza la cancellazione del tuo account e di tutti i video caricati tramite l'account stesso. ...
Cordiali saluti,
YouTube, Inc. "
Mentre Grillo, da parte sua, "minaccia" che tutti i video oscurati verranno presto ricaricati su un'altra piattaforma (Vimeo) e invita a scrivere direttamente a David Letterman per denunciare il "sopruso" - l'oscuramento di tutti i video a fronte di uno solo "illegale" -, dall'altra parte YouTube ci racconta di come la sospensione dell'account avvenga in modo automatico. Ecco la spiegazione: "Non possiamo commentare nel dettaglio singoli casi, tuttavia il sistema opera in modo chiaro. YouTube dispone di un sistema che identifica automaticamente i video che sono protetti da copyright. In base ai Termini e condizioni d'uso della piattaforma, se un utente riceve più di due notifiche per violazione di copyright il suo account viene sospeso. L'account può essere riattivato se la violazione del copywright viene risolta". E Beppe Grillo - in un qualche modo - deve averla risolta, perché proprio nel momento in cui stiamo scrivendo (in curiosa coincidenza con la telefonata ai responsabili di YouTube), il canale è tornato visibile. Grillo aggiorna così il suo blog: "Grazie alle migliaia di messaggi che avete inviato, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l'account Youtube "staffgrillo" è nuovamente operativo. Grazie a tutti!"
11:34 Scritto in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: blog, beppe grillo, oscurato, video, youtube, protesta, riattivati, denuncia, decisione, sospensione, violazione, copyright | OKNOtizie |
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