18/10/2009

Jacko autore di un fumetto Completò i testi poco prima di morire

 

E UN ITALIANO ILLUSTRA IL COMIC «TRIBUTE»: il protagonista è il re del pop. Uscirà a giugno «Fated», storia di un divo del pop tra solitudine e superpoteri

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Michael Jackson ha scritto un fumetto negli ultimi anni della sua vita. Si intitola Fated e sarà pubblicato il prossimo giugno, a un anno dalla morte del cantante, in contemporanea mondiale. Ad annunciarlo dalla fiera del libro di Francoforte è l'americana Random House, la più grande casa editrice in lingua inglese del mondo, che proprio alla Buchmesse sta trattando la cessione dei diritti internazionali.

«PROGETTO TOP SECRET» - Per l'Italia ad assicurarsi l'opera è stata la Rizzoli Lizard, che in un comunicato parla di «progetto top secret»: le tavole sono state mostrate ai compratori, ma chi ha tentato di scattare delle foto è stato bruscamente allontanato. Di ufficiale si sa che Fated sarà una graphic novel in bianco e nero di oltre 200 pagine. Ai testi Jackson avrebbe lavorato dal 2006 fino al giugno scorso, completandoli, pochi giorni prima di morire, insieme a Gotham Chopra, un ex giornalista di Current Tv. I disegni sono affidati a Mukesh Singh, già autore di Shadow Hunter, ispirato alla figura della pornostar Jenna Jameson.

IL FUMETTO - Protagonista di Fated è Gabriel Star, un divo del pop che finisce per isolarsi per colpa del troppo successo, fino ad annullare la sua vita affettiva. Dopo l'ennesimo concerto Star, depresso, si getta dalla finestra di un hotel: miracolosamente se la cava senza un graffio, cosicché scopre di avere qualcosa di soprannaturale. Solitudine e superpoteri, proprio come accade ai supereroi, personaggi che Jackson amava a tal punto che nel 1999 avrebbe addirittura trattato l'acquisto della Marvel Comics, incontrando per l'occasione Stan Lee, il creatore di Thor e Fantastici 4, che in una recente intervista ha confermato la circostanza. La passione di Jacko per i comics arrivava alla mania: nei giorni della sua scomparsa la rubrica Splash Page, nel sito americano di MTV, ricordava che King of Pop si era fatto confezionare un costume di Batman su misura, e possedeva statue dell'Uomo Ragno in varie dimensioni.

TRIBUTE - Ma i legami fra Jackson e i fumetti interessano da vicino anche l'Italia: Giovanni Timpano, 30 anni da Rosignano (Livorno), ha illustrato le 24 pagine di Tribute: Michael Jackson, King of Pop (Bluewater Productions). La storia, sceneggiata dall'australiano Wey-Yuih Loh, ripercorre tutta la vita di Jacko dall'infanzia ai primi successi con i Jackson 5, fino alla carriera da solista. Gli autori non hanno avuto tabù: «Per i temi più spinosi», dice Timpano, «ci siamo basati sulle sentenze e sulle parole dello stesso Jackson: gli abusi durante l'infanzia, le accuse a suo carico, le operazioni chirurgiche. Ho disegnato Michael bambino piangere e appoggiarsi sul lavandino del bagno, avvolto nell'ombra del padre, per rendere l'idea delle umiliazioni subite». Ancora un italiano ha disegnato una delle due copertine create per Tribute: il palermitano Giuseppe Mazzola da tempo realizzava ritratti di Jackson in collaborazione con lo staff del cantante. Il fumetto sarà in vendita negli Usa dal 30 ottobre, ma già da tempo si può prenotare online su amazon.com, dove sono state già acquistate oltre 10mila copie. L'apparizione di Tribute nelle fumetterie americane seguirà di pochi giorni l'anteprima del film This is it! , il 27 ottobre, stessa data di uscita del cd omonimo.

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Alessandro Trevisani

Corriere.it


L'Inter travolge il Genoa Juve solo pari contro i Viola


Ottava giornata. Per i nerazzurri 5-0 a Marassi. Nel primo anticipo Fiorentina subito in vantaggio con Vargas. I bianconeri recuperano con Amauri ma si fermano sull'1-1

 

 

L'Inter senza Thiago Motta, Milito ed Etòo travolge il Genoa nel secondo anticipo dell'ottava giornata di campionato. Inarrestabile l'undici di Mourinho che ciude sul 5-0 a Marassi. In rete Cambiasso ad appena sei minuti dall'inizio della gara, poi Balotelli e al 49esimo Stankovic con un incredibile gol da metà campo che beffa Amelia, intercettando il suo rilancio e calciando al volo in porta. Nel finale di un primo tempo, comunque nervoso, tensione alle stelle, con Rossi, Scarpi e Maicon protagonisti. Nella ripresa ancora Inter, Amelia è bravo a respingere il colpo di testa di Balotelli, ma nonostante i cambi di Gasperini, il Genoa crolla. Al 21esimo Sneijder inventa un perfetto assist per Vieira che supera Modestro e batte Amelia siglando il 4-0. nerazzurri spietati: al 26esimo Maicon sfrutta un rimpallo e segna il 5-0. la squadra di Mourinho si porta a quota 19 punti, 3 in più della Samp (una partita in meno), +4 su Juve e Fiorentina (in campo nel primo anticipo). Il Genoa resta a 13. «Il risultato? Dico solo che abbiamo vinto, sono tre punti importanti e niente di più. Avrei cambiato questo 5-0 - spiega Mourinho a fine gara - per 5 vittorie per 1-0, per vincere il campionato servono i tre punti». Poi «Special one» si sofferma sui singoli, cpartendo da Balotelli. «Ha fatto quello di cui la squadra aveva bisogno, ovvero essere un punto di riferimento, dare profondità e capire come poteva aiutare i suoi compagni, ha fatto una grande partita». Lo stesso discorso vale per Sneijder e Stankovic, protagonisti di una grande partita, nel 4-3-2-1 schierato a Marassi. Stankovic sorride ai microfoni di Sky Sport «Direi che il nostro primo tempo è stato perfetto, con tante occasioni da gol e tre reti realizzate - spiega -. Nella ripresa abbiamo rallentato un pò per non spendere troppe energie, ma siamo comunque riusciti a fare altri due gol. Vincere qui è difficile, farlo con un netto 5-0 è tanta roba anche perchè non abbiamo rischiato quasi nulla»

JUVE-FIORENTINA - Il primo anticipo dell'ottava giornata non dà le stesse emozioni. La gara che vede la Juventus impegnata contro l'udici di Prandelli finisce solo sull1-1. La Fiorentina passa subito in vantaggio con Vargas. I bianconeri recuperano con Amauri ma non riescono andare oltre il pareggio. Tutto si decide tutto nei primi 19 minuti del primo tempo. Vargas avanti al quinto, Amauri si sblocca e recupera al 19esimo. Juventus-Fiorentina, anticipo pomeridiano dell'ottava giornata di serie A finisce 1-1. I bianconeri non centrano per la quinta partita consecutiva l'obiettivo vittoria. Ferrara lascia in panchina Camoranesi e schiera titolare il rientrante Sissoko. Diego alle spalle della coppia Iaquinta-Amauri. Prandelli sceglie Jovetic, fuori Mutu. E proprio da un lampo del talento montenegrino parte l'assist per il gol di Vargas che al quinto porta in vantaggio l'undici di Prandelli.

I bianconeri reagiscono, la difesa viola rischia e, al 19esimo arriva il pareggio di Amauri che non ha problemi a mettere in rete, a porta vuota, dopo un tiro di Iaquinta che si era trasformato in assist. Partita bella, le due squadre cercano il gol, al 32esimo lo trova Vargas su punizione, ma il gioco era stato fermato qualche secondo prima per un fallo di Dainelli su Chiellini. Ancora Vargas, al 47esimo, costringe Buffon in angolo. Ritmi alti e tante occasioni anche nella ripresa. La Juve ci prova con i cross dalle fasce, ma i colpi di testa di Amauri e Felipe Melo non spaventano Frey. Entrano Mutu, Camoranesi e Trezeguet, ma il risultato non si sblocca. Finisce 1-1, Juventus e Fiorentina salgono a quota 15 punti. «Ci dobbiamo accontentare della prestazione su un campo difficile - ha detto Prandelli a fine gara -, abbiamo avuto un atteggiamento propositivo, dobbiamo continuare a lavorare così, se daremo continuità di prestazione faremo molti punti». Per nulla soddisfatto invece Ciro Ferrara: «Non basta questo punto, volevamo sfruttare il fattore campo per battere una squadra forte e organizzata come la Fiorentina e non possiamo essere contenti del risultato».

LAZIO-SAMPDORIA - Con i "cugini" del Genoa travolti fallisce la mini-fuga della Samp, ora a tre punti dall'Inter ma con una partita in meno. All'Olimpico sarà soprattutto una sfida tra coppie: da una parte i laziali Rocchi e Zarate, dall'altra Cassano e lo stesso Pazzini. I due blucerchiati, tra l'altro, sperano ancora di convincere Lippi a portarli in Sud Africa. «Sarebbe il massimo, anche se il mio primo obiettivo è fare bene qui con la maglia della Samp - ammette Pazzini. - Se ci spera anche Cassano? Credo proprio di sì, quando fai bene in un club la Nazionale è la massima espressione del calcio».

MILAN-ROMA - Partita verità anche a San Siro. Tra una big in profonda crisi (il Milan) e un'altra in via di guarigione (la Roma). Tra i rossoneri Leonardo sposta Ronaldinho in avanti, sperando che i suggerimenti del brasiliano illuminino anche Pato. «Abbiamo fatto una grande settimana per giocare questa partita, il mister ha fatto un gran lavoro - assicura il giovane talento brasiliano. - Per quanto mi riguarda sono sicuro che il gol tornerà e che quando tornerà non si fermerà più». Ranieri dovrà invece rinunciare a Totti: in avanti spazio a Vucinic e Okaka. Per i rossoneri, ancora a 9 punti, non c'è alternativa: servono i tre punti. Altrimenti sarà psicodramma. Ma la Roma vuole agganciare le "zone calde" della classifica per confermare le proprie ambizioni di Champions League.

LE ALTRE - Stesso discorso per l'Udinese, che affida le proprie speranze soprattutto alla vena realizzativa di Di Natale, capocannoniere con 9 gol. I friulani dovranno vedersela contro un'Atalanta reduce da tre pareggi. Anche il Chievo non avrà vita facile contro la superdifesa del Bari, mentre il Parma affronterà un Siena fin qui non esaltante. Dopo il colpaccio contro la Juve, il Palermo spera di confermarsi a Livorno: i toscani hanno problemi di formazione ma non possono permettersi di restare ancora all'asciutto (un gol in sette gare). Occhi puntati sull'esordiente Mazzarri al San Paolo, dove il Napoli ospita il Bologna: appena arrivato, il tecnico dei partenopei è già alle prese con il giallo-passaporto di Lavezzi. Scontro fra isole in Catania-Cagliari: i sardi hanno conquistato tutti i loro punti (7) fuori casa, mentre i siciliani non hanno mai vinto: sono reduci da quattro pareggi e non possono andare avanti così. È cominciato il freddo più intenso: e qualche allenatore potrebbe restare «congelato» in panchina.


Stoner vince il Gp di casa

 

Il campione del mondo: «Io in ducati? impossibile al 100%», Rossi secondo. La Honda di Pedrosa terzo. Lorenzo cade.Valentino a +38 in classifica

 

 

PHILLIP ISLAND - Casey Stoner, su Ducati, ha vinto il gp d'Australia del motomondiale, classe MotoGp. L'australiano ha preceduto Valentino Rossi (Yamaha) e lo spagnolo Daniel Pedrosa (Honda). Per Stoner è il terzo successo consecutivo sulla pista di casa. Ai piedi del podio si è piazzato il sanmarinese Alex De Angelis (Honda), seguito dallo statunitense Colin Edwards (Yamaha) e dall'italiano Andrea Dovizioso. Settimo posto per Marco Melandri, 11/o per Loris Capirossi che è partito dall'ultimo posto in griglia per aver finito i 5 motori a sua disposizione da regolamento. Con il secondo posto di oggi, Rossi guadagna terreno sul suo compagno di squadra, lo spagnolo Jorge Lorenzo (caduto al primo giro), portandosi a +38 punti a due gran premi dal termine del mondiale.

SECONDO POSTO PIÙ BELLO - Valentino Rossi è soddisfatto del secondo posto: «Ci ho provato fino alla fine. Però è il più divertente secondo posto della mia carriera - ha ammesso il pilota Yamaha ai microfoni di Italia 1 -. Alla fine ho provato a prenderlo, ma era più veloce di me. Verso metà gara Casey ha un pò rallentato, poi ha ricominciato a spingere forte. Avrei fatto fatica a superarlo. Ma va bene così, questi 20 punti per me sono fondamentali».

NELLA 250 VINCE MARCO SIMONCELLI - Bandiera rossa a sei giri dalla fine Phillip Island, 18 ott . (Apcom) - Marco Simoncelli su Gilera ha vinto il Gran Premio d’Australia classe 250. La gara è stata fermata sei giri prima della fine per la caduta di Roberto Locatelli. Alle spalle di Simoncelli si sono sono piazzati lo spagnolo Hector Barbera su Aprilia e Raffaele De Rosa su Honda. Dopo questa gara, resta in testa alla classifica della 250 il giapponese Hiroshi Aoyama su Honda. Oggi settimo, con 227 punti, seguito con 215 punti da Simoncelli. Le condizioni di Locatelli, portato via in barella, non sembrano essere gravi.


Iran: ucciso due generali Pasdaran «Coinvolti gli Stati Uniti»

 

Nell'attentato assassinati due comandanti delle Guardie Rivoluzionarie. Il corpo d'élite accusa gli Usa,  60 vittime fra morti e feriti

 

(Ap)
(Ap)

TEHERAN - Il capo del battaglione Al Qods dei Pasdaran iraniani, il generale Nurali Shushtari, è stato ucciso domenica mattina in un attacco di uomini armati nel sud-est dell'Iran assieme a numerosi altri membri e alti comandanti dei Guardiani Rivoluzionari nella provincia meridionale del Sistan-Baluchistan, al confine con Pakistan e Afghanistan (cona già in passato teatro di scontri fra le forze di sicurezza, i ribelli sunniti e i trafficanti di droga). L'attacco suicida ha provocato in totale almeno una ventina di morti e una quarantina di feriti. I Pasdaran iraniani accusano Paesi «nemici» di essere dietro all'attentato.

ACCUSE AGLI STATI UNITI - «In questo atto terroristico sono stati uccisi il generale Nour-Ali Shoushtari, il vicecomandante dell’esercito dei Guardiani della Rivoluzione, generale Mohammad-Zadeh, il comandante dei Guardiani della Rivoluzione del Sistan-Baluchistan, il comandante dei Guardiani per la città di Iranshahr e il comandante dell’unità Amir-al Momenin», si legge in un comunicato dell'agenzia Fars. «L'arroganza globale ha provocato i mercenari che hanno compiuto l'attacco terroristico contro i Pasdaran e i notabili dei gruppi etnici locali», si afferma nella nota letta alla televisione di Stato. Nel linguaggio del regime iraniano «arroganza globale» sta ad indicare in genere le potenze occidentali e in particolare gli Stati Uniti. In passato Teheran ha accusato gli Usa e la Gran Bretagna di avere armato e organizzato gruppi separatisti iraniani attivi nelle regioni di frontiera. «Senza dubbio - affermano ancora i Pasdaran nel comunicato - rientra nella strategia degli stranieri e di nemici dell'establishment e della rivoluzione minare l'unità fra sciiti e sunniti e mostrare che i Guardiani della rivoluzione sono incapaci di garantire la sicurezza di questa provincia». Cioè del Sistan-Baluchistan, nel sud-est dell'Iran vicino al confine con il Pakistan.

KAMIKAZE IN AZIONE - Il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha confermato la morte degli alti comandanti in un discorso pronunciato in Parlamento e ritrasmesso in televisione. Si tratta in assoluto dell’attentato più grave mai compiuto ai danni di questo potentissimo corpo d’élite. L’attacco è avvenuto nella regione di Pishin, vicono al confine con il Pakistan. I quattro alti comandanti si trovavano all’interno di un’auto diretti ad una riunione quando un attentatore si è fatto saltare in aria. L'agenzia Irna ha precisato che i militari, fra morti e feriti, sono 60. L'agenzia, citando una notizia non confermata, ha detto che gli ufficiali delle Guardie si stavano recando a incontrare alcuni leader tribali quando sono stati attaccati.


17/10/2009

Banda larga, l'Europa a due velocità

 

Il viceministro Romani: «Partiamo in ritardo, ma entro il 2012 tutti avranno 2 mega». La Finlandia darà lnternet veloce a tutti, la Svizzera lo fa già da un anno. E l'Italia? Inizia ad inseguire...

 

(Corbis)
(Corbis)

HELSINKI — L’annuncio è di quelli solenni: la Finlandia «sarà il primo Paese al mondo » a garantire per legge la connessione a banda larga a tutti i cittadini. A dire il vero qualcuno ci era arrivato prima: la Svizzera, che già nel 2006 aveva previsto di dotare tutti i propri abitanti di una connessione minima (in effetti non particolarmente veloce) da 600 bit. L’obiettivo doveva essere raggiunto entro il gennaio 2008. «E così è stato» confermano ora con orgoglio dal Bakom, l’ufficio federale per le comunicazioni che ha sede a Biel, nel Canton Berna. Ma primogenitura a parte, quello della Finlandia è un segnale di tutto rispetto, perché è la prima volta che il governo di un Paese Ue prende un impegno di breve e non di medio o lungo termine.

Che la Finlandia faccia da apripista non deve apparire strano, considerando il rapporto di questo Paese con nuove tecnologie e telecomunicazioni: Nokia è il marchio che in campo economico gli fa da ambasciatore nel mondo ed è finlandese quello che è considerato il principe degli «smanettoni», Linus Torvalds, l’inventore di Linux, l’anti-Windows. A partire da luglio—ha decretato il ministero delle Telecomunicazioni di Helsinki —, ogni cittadino avrà diritto ad una connessione con almeno un mega di velocità. L’obiettivo del governo è peròmolto più ambizioso: moltiplicare per cento la velocità di banda entro la fine del 2015. Cento mega a testa che dovrebbero rendere la vita di tutti i giorni davvero a portata di click, un traguardo quasi obbligatorio per una nazione dove vivono meno di 5 milioni e mezzo di abitanti sparsi su oltre 337 mila chilometri quadrati di territorio, dal Baltico alla Lapponia.

«I finlandesi hanno un indubbio vantaggio — commenta con un po’ di invidia il nostro viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani —: l’alfabetizzazione informatica. Praticamente tutti hanno un computer in casa e Internet lo usano abitualmente da anni». Una fotografia molto diversa da quella del Belpaese dove solo il 47% della popolazione tra i 15 e i 74 anni (circa 22 milioni di persone) naviga nel web e solo il 52% delle famiglie possiede un pc, secondo i dati dell’«Osservatorio Italia Digitale 2.0». Ma ancor più preoccupante, secondo Romani, è il «digital divide », il ritardo infrastrutturale che oggi riguarda tra il 12 e il 13% della popolazione, ovvero 7 milioni e 800 mila italiani che, al di là della loro propensione all’utilizzo di Internet, non hanno attualmente accesso alla banda larga. Un numero che sale a 22 milioni se si usa come parametro la connessione superveloce da 20 Mega, promessa dai provider ma di fatto garantita solo in alcune aree.

Per questo il governo ha dato il via libera ad un progetto da 1.471 milioni, di cui 800 milioni messi dallo Stato, che però attende ancora il via libera del Cipe. Un impegno non da poco, che secondo Romani permetterà di cancellare le disparità tra zona e zona mettendo tutti i cittadini in condizione di navigare ad almeno 2 mega «entro il 2011-2012». Per fare questo saranno aperti più di 33 mila cantieri, che coinvolgeranno circa 50 mila persone per l’allestimento di nuove centraline e la posa dei cavi. Ma i 2 mega sono solo un primo traguardo: il secondo step del programma prevede un ulteriore investimento di 6-7 miliardi di euro per portare la connessione a 50 mega. Di questo però si parlerà solo tra alcuni anni.

Intanto nei giorni scorsi il «Broadband quality index», uno studio delle università di Oxford e di Oviedo, ha messo l’Italia al 38esimo posto nella classifica mondiale sulla qualità della banda larga (in testa ci sono Corea del Sud e Giappone). Su una scala di 100, il voto dato alla nostra connessione è stato 28,1, considerato «sufficiente» per i servizi web disponibili oggi, ma ben al di sotto di quella quota 50 ritenuta indispensabile per le applicazioni dei prossimi 3-5 anni.

 

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Alessandro Sala


Morto suicida patrigno di Rossi: «Terribile, non so cosa dire»

 

Mauro Tecchi si è sparato nella notte tra martedì e mercoledì. il corpo scoperto solo ieri. Secondo i giornali locali l'uomo aveva litigato con la mamma del pilota, che era ritornata a Tavullia

 

Tragedia familiare per Valentino Rossi patrigno si suicida senza lasciare messaggi

 

PESARO - Tragedia familiare per Valentino Rossi, impegnato in questo fine settimana nel Gran premio d'Australia, a Phillip Island. Mauro Tecchi, secondo marito della mamma del campione, Stefania Palma, si è suicidato nella sua abitazione in viale Trento, a Pesaro. L'uomo, affermato ingegnere, 52 anni, si è puntato un fucile calibro 12 al petto, regolarmente detenuto, e ha fatto fuoco. "Sono cose terribili, non so cosa dire" si è limitato a dire Valentino interpellato dai giornalisti che seguono la gara australiana.

La tragedia sarebbe avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, ma il corpo è stato scoperto solo ieri. Il pm di Pesaro, Silvia Cecchi, ha disposto l'autopsia sul corpo e ha conferito l'incarico a un esperto dell'Istituto di medicina legale di Ancona. Un atto dovuto, perché non vi sarebbero dubbi sul fatto che l'uomo si sia ucciso. La casa è stata posta sotto sequestro.

E' stata la mamma di Valentino, che aveva sposato Tecchi due anni fa in seconde nozze dopo la separazione da Graziano Rossi, a dare l'allarme. Secondo quanto riferiscono oggi i giornali locali, la coppia aveva litigato e la donna era ritornata a Tavullia. Poi, però, aveva cercato Tecchi al telefono, e non ottenendo risposta si era preoccupata e aveva chiesto ad alcuni amici di andare a casa del marito. Il professionista, la cui relazione con la Palma durava ormai da tre anni, è stato trovato disteso sul letto, con il fucile accanto e un cuscino sul petto per attutire il colpo. Aveva acceso anche la televisione. Nessuno, fra gli abitanti del quartiere, avrebbe sentito il colpo.

Tecchi aveva risolto da pochi giorni il rapporto di lavoro con l'impresa di costruzioni per cui lavorava. Non ha lasciato biglietti per spiegare il suo gesto. Stefania Palma è stata vista ieri uscire in lacrime dall'abitazione, dove ha riconosciuto il corpo del marito, sorretta dalle amiche. La madre di Valentino ha un altro figlio, Luca, 12 anni, campione di minimoto, avuto da una relazione con un altro uomo.

Test dell’alcol al ristorante Etilometro, nuovo gadget

 

C’è quello da borsetta e quello che blocca l’auto. I dubbi dello chef. Proposta di legge: «Così in gruppo si decide chi guida»

 

MILANO — Metti una sera a cena, compagnia bella, una bot­tiglia di rosso. Arriva il conto, e il pavimento trema un atti­mo sotto i piedi. Un bicchiere di troppo. Varrà la pena metter­si alla guida? No, naturalmen­te. Per levare il dubbio, baste­rebbe l’etilometro. Almeno è questa la proposta bipartisan che la commissione lavori pub­blici del Senato sta valutando: test alcolemici gratuiti e volon­tari nei ristoranti. «L’idea è di rafforzare gli strumenti di pre­venzione », ha spiegato Marco Filippi (Pd). E Luigi Grillo (Pdl): «È un modo per stabilire l’obbligo per i ristoranti di do­tarsi dei precursori, che costa­no tra i 40 e i 50 euro e posso­no costituire un valido aiuto». I più lungimiranti, in realtà, ci hanno già pensato. Dando una lettura un po’ troppo scru­polosa della legge numero 160 del 2007, che obbliga «i gestori dei locali di intrattenimento in cui si somministrano bevande alcoliche (...) di assicurarsi che all’uscita sia possibile effettua­re, in maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazio­ne del tasso alcolemico». L’arti­colo è pensato per le discote­che, più che per trattorie e ri­storanti. «Ma noi ci siamo sen­titi chiamati in causa e da allo­ra ci siamo attrezzati con un Al­coolix. Gli ospiti sono conten­ti. Con un euro si levano il pen­siero, soffiano dentro una can­nuccia e in base al responso de­cidono a chi lasciar guidare l’auto», racconta Fabrizio Fa­biano, figlio dei titolari del Bra­ciere di Serramazzoni, 45 co­perti di cucina montanara nel Modenese.

E neppure uno chef stellato come Moreno Cedroni storce il naso di fronte all’iniziativa, an­zi si dice disposto ad accoglier­la nella sua Madonnina del Pe­scatore, a Senigallia. A poche condizioni: «Può essere inte­ressante per chi poi vuole met­tersi in viaggio garantito. Ma va fatto con eleganza, magari in una saletta a parte, lontano dalla curiosità. Serve per misu­rare se stessi, lo proverei an­che su di me, la salvaguardia è importante. Comunque non può essere a carico del ristoran­te né del cliente». Non tutti so­no così aperti. Edi Sommariva, direttore generale del Fipe, la Federazione dei pubblici eserci­zi, neanche ci pensa: «Queste prove sono un placebo, non ha senso farle senza un apparec­chio certificato. Però potrem­mo valutarle se in cambio i le­gislatori togliessero il divieto di vendere alcolici dopo le due».

L’etilometro a tavola è l’ulti­mo avamposto della battaglia per la guida sicura. Dopo esse­re entrato in macchina e in bor­setta, non fa quasi più notizia ai posti di blocco o fuori dalle discoteche (a parte quella vol­ta che il sindaco di Milano Leti­zia Moratti, due anni fa, volle premiare con un nuovo ingres­so omaggio i primi cinquanta ragazzi usciti indenni al test dai locali). La Volvo ha inventa­to quello di bordo, che blocca il motore se il tasso alcolemico supera lo 0,5. Saab, altro co­struttore svedese, ha elaborato un sistema simile. I giapponesi hanno testato sofisticati rileva­tori del respiro, sul cambio e sullo schienale, per calcolare immediatamente il livello alco­lico. Ed esistono navigatori sa­tellitari, come il Geosat 6 Drive di AvMap, che insieme con la cartografia include l’etilome­tro.
Paola Matera, amministrato­re unico della Veritest Srl, ven­de su Internet apparecchi per misurare l’alcol nel corpo. Rac­conta: «È un mercato in conti­nua ascesa, ogni anno il volu­me d’affari raddoppia. Lavoria­mo con aziende di tutti i setto­ri: dall’armatore che li vuole ac­quistare per le sue navi a chi vende Tir o macchine e decide regalarlo con il mezzo. Ma ci sono anche i produttori di be­vande alcoliche. Loro fanno questo ragionamento: chi non sa quanto può bere, non beve; allora io gli do uno strumento con il quale lui sa che può bere in modo consapevole».

Elvira Serra

Corriere.it


Mancino: «No a Csm sotto il ministero» Anm: «Difenderemo la Costituzione»

 

Il presidente dell'Associazione magistrati: «Sarebbe un ritorno al passato, a cui ci opporremo». Capezzone: «csm non è terza camera: niente veti preventivi»


Nicola Mancino (Lapresse)
Nicola Mancino (Lapresse)

AVELLINO - «A chi dice che bisogna fare un doppio Csm io dico che non si può, perchè uno dei due dovrebbe andare sotto al ministero della Giustizia, il che è assurdo. O si è giudici e si è indipendenti, oppure si è qualcos'altro e bisogna vedere che cos'è questo qualcos'altro». Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, rispondendo a una domanda dell'agenzia Ansa sulla riforma della Giustizia. «Al momento non c'è un testo di riforma - ha detto Mancino a margine di una conferenza organizzata dall'Ordine degli avvocati di Avellino - e quindi non si può esprimere un parere. Ci sono propositi, molti velleitari, molti duttili e prudenti, molti altri non ancora definiti. Quando ci sarà una proposta definitiva, che è nei poteri del Governo formulare, allora noi ci esprimeremo».

RISPETTARE I GIUDICI - «Ci sono troppe polemiche. Un magistrato va giudicato più per quello che scrive che non per quello che s'immagina debba scrivere», ha rinforzato Mancino commentando il caso Mesiano, il giudice della sentenza Fininvest-Cir (nota come lodo Mondadori) pedinato da una troupe di Canale 5. La vicenda sarà esaminata martedì prossimo dalla prima commissione del Csm. «Bisogna rispettare - ha detto Mancino ad Avellino, dove partecipa ad un convegno dell'Ordine degli avvocati - un giudice che fa una sentenza. Se la sentenza non è condivisibile c'è il grado successivo di giudizio».

ANM: «DIFESA A OLTRANZA DELLA COSTITUZIONE» - «Difenderemo a oltranza i valori della Costituzione» ha sottolineato, da canto suo, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, replicando all'iniziativa lanciata dal premier Silvio Berlusconi di procedere a una riforma della giustizia mettendo anche mano alla Costituzione. Parlando con i cronisti a margine dei lavori del Comitato direttivo centrale dell'Anm che si è riunito sabato, Palamara spiega: «Noi diciamo no a una riforma della Carta costituzionale perchè difendiamo l'autonomia della magistratura nell'interesse dei cittadini. Ma dire no alla riforma della Costituzione- sottolinea- non vuol dire no a una riforma della giustizia che renda più veloci i processi». Quanto agli annunci del Governo di procedere a una riforma delle modalità di elezione del Consiglio superiore della magistratura, Palamara dice: «Il nostro obiettivo è garantire l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, noi abbiamo avviato comunque una seria riflessione di autoriforma della magistratura». Quindi un «no» deciso all'ipotesi di far dipendere i pubblici ministeri dall'esecutivo. «Questo sarebbe un ritorno al passato, a cui ci opporremo».

CAPEZZONE: «CSM NON È LA TERZA CAMERA» - «Sorprende dover constatare che una personalità così esperta e che ha attraversato così tante stagioni e con così rilevanti responsabilità come Nicola Mancino sembri dimenticare che il Csm non è una sorta di terza Camera autorizzata a contendere al Parlamento la definizione e l'approvazione delle riforme in materia di giustizia. E che la contesa inizi prim'ancora che vi siano testi di riforma proposti dal Governo o dal Parlamento rende la situazione ancora più grave e perfino surreale». Così Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ha commentato le frasi di Nicola Mancino. «È così che il Csm si prepara ai prossimi mesi? Qualcuno pensa di schierare il Csm contro le riforme della giustizia prim'ancora che il processo riformatore sia iniziato? È accettabile che ci siano veti preventivi su testi che non sono ancora stati presentati? E, anche una volta che i testi saranno stati presentati, e poi discussi, e infine approvati, qualcuno pensa che il potere legislativo spetti al Csm in condominio con le Camere? Siamo a questo punto di confusione e di invasione di campo?» ha concluso Capezzone


Ghana campione del mondo: Brasile ko 4-3 ai rigori

 

Ai mondiali Under20 grande sorpresa. I tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi sull 0-0

 

L'esultanza dei giocatori del Ghana dopo il successo contro il Brasile


IL CAIRO (EGITTO), 16 ottobre - ll Ghana entra nella storia del calcio giovanile e vince ai rigori il titolo di Campione del mondo Under 20. I giocatori africani hanno battuto i brasiliani ai rigori dopo due tempi regolamentari e due supplementari finiti 0-0. Nessuna squadra africana aveva vinto il titolo in precedenza e il Ghana si è aggiudicato il trofeo nonostante abbia giocato 82 minuti in 10 per l'espulsione di Addo.

LA DELUSIONE - I brasiliani hanno avuto un maggior controllo del campo ma non sono riusciti a concretizzare e così le due formazioni si sono ritrovate a giocare un titolo così importante ai rigori. Il risultato finale è stato di 4-3 per il Ghana ma anche dal dischetto c'è stata la parità dopo la prima serie e le due formazioni hanno continato a oltranza fino al risultato definitivo. Per il Brasile hanno segnato Alan Kardec, Giuliano e Douglas Costa mentre hanno fallito dal dischetto Souza, Maicon e Alex Teixeira. Per il Ghana sono andati a segno Ayew, Inkoom, Adiyiah e Badu mentre hanno sbagliato Mensah e Addae.

FINALE TERZO E QUARTO POSTO - Nella finalina per il terzo-quarto posto l'Ungheria ha sconfitto il Costa Rica per 3-1 sempre ai calci di rigore. I primi 120' si erano chiusi sull'1-1.


Abusa della figlia per 24 anni, poi molesta anche la nipotina: arrestato

 

A VARESE. In carcere un pensionato di 60 anni. La donna aveva mantenuto il silenzio in cambio della promessa fatta dal padre di non toccare mai la bambina

 

 

MILANO - Ha abusato della figlia per 24 anni, e lei non ha mai parlato: «Basta che lasci stare la mia bambina», gli aveva detto. Ma quando l'uomo, ormai sessantenne, ha messo le mani addosso anche alla nipotina di 7 anni, la figlia ha finalmente deciso di denunciarlo alla polizia. L’uomo, ex operaio transfrontaliero, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dalla procura di Varese per abusi sessuali ai danni della nipote. I fatti risalgono al 2007, quando la bambina aveva circa 7 anni. Il gip ha poi convalidato la custodia cautelare, ma le indagini della squadra mobile di Varese hanno rivelato una lunga storia di abusi e silenzi.

LA SCOPERTA - Le rivelazioni sono arrivate ad agosto di quest'anno, quando la bambina, di ormai 9 anni, ha fatto una strana domanda alla madre: «Dalle analisi del sangue posso scoprire se sono incinta?». La madre, sconvolta, ha fatto altre domande alla bambina e ha scoperto che suo padre, il nonno della piccola, ha abusato sessualmente della nipotina in almeno due occasioni, in casa e nel garage. Non ha consumato rapporti completi, ma i suoi sono stati veri e propri abusi sessuali. La donna ha detto tutto al marito e insieme i coniugi hanno convocato una riunione di famiglia. La donna, ora 30enne, ha messo alle strette suo padre. L’uomo prima ha negato, poi ha confessato gli abusi sulla nipotina.

LE CONFIDENZE AL FRATELLO - Il giorno dopo la donna si è presentata con il marito in questura e ha denunciato tutto; poco dopo è arrivato anche il 60enne, che si è autodenunciato. Gli agenti, ascoltando tutti i familiari, hanno scoperto l'allucinante retroscena: lo zio della bambina abusata ha rivelato che il padre abusava della sorella quando era piccola. Si ricordava ancora bene di quando lei aveva solo sei anni e il papà la portava con sè nel lettone. Aveva capito che qualcosa non andava e all’epoca aveva fatto domande alla sorellina, che però aveva sempre negato. Durante la riunione familiare, dopo aver scoperto che anche sua figlia era stata vittima degli abusi, la donna aveva finalmente confidato al fratello che il padre abusava di lei da quando aveva 6 anni e tuttora, dunque per 24 anni, anche dopo il matrimonio.

PROMESSA INFRANTA - In cambio del silenzio, la donna aveva fatto promettere al padre che non avrebbe mai toccato la nipotina, che mai avrebbe fatto subire a sua figlia le stesse cose che aveva subito lei. Ora che quella promessa era stata infranta gli investigatori, sulla base del rapporto di fiducia ormai creato con la donna, sono riusciti a farsi raccontare tutta la sua storia. Il 60enne è stato rinchiuso nel carcere di Varese e il gip ha convalidato la custodia cautelare.


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