25/10/2009
Scoperto un buco sulla Luna
L'ha individuato una sonda giapponese. Sarà la futura abitazione per gli astronauti? potrebbe scorrere in profondità per centinaia di metri creando una cavità molto stabile
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MILANO - Hanno trovato un buco sulla Luna e lo hanno fotografato. È il primo ad essere scoperto dopo anni di ipotesi e ricerche sulle fotografie raccolte in quasi mezzo secolo di esplorazioni spaziali. A riuscirci è stata la sonda giapponese Kaguya che per due anni, e sino al giugno scorso, ha ripreso in continuazione mari e valli seleniche. Un apposito team di planetologi della Jaxa, l’agenzia spaziale nipponica, era al lavoro proprio con questo fine: trovare buchi lunari. E ci sono riusciti aprendo un interessante panorama di possibilità per quanto riguarda i piani della colonizzazione di cui si parla sempre più insistentemente.
LE IPOTESI - Il buco è stato identificato in un’area vulcanica vicino alle colline «Marius Hills» e ha un diametro di 65 metri. Junichi Haruyama, il leader del gruppo di ricercatori, ha spiegato che potrebbe scorrere in profondità per centinaia di metri creando una cavità molto stabile. Come si sia formato non è ben chiaro. Potrebbe essere stato generato in seguito a un’eruzione vulcanica nelle prime epoche della formazione del corpo celeste. Nei processi di raffreddamento della lava si generano situazioni del genere. Oppure si ipotizza che possa essere un buco che dalle profondità lunari permetteva la fuoriuscita della lava miliardi di anni fa. Comunque sia l’origine, il buco c’è ed ora si vuol capire bene le sue caratteristiche. Per questa ragione la sonda americana Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa, da poco arrivata in orbita, punterà i suoi obiettivi per tracciarne con maggior dettaglio (dieci volte superiore) un identikit. Ma nel frattempo si metterà alla ricerca anche di altri possibili buchi esistenti in regioni diverse della superficie.
FUTURA RESISDENZA? - Questo interesse, oltre ad essere legato alla decifrazione della geologia lunare e alle caratteristiche del sottosuolo, mira già ad un’importante applicazione. Quella di trasformare questi buchi in residenze per gli astronauti nella colonia lunare a cui si sta pensando. Sulla Luna c’è il problema delle radiazioni dalle quali gli esploratori dovranno difendersi. Per risolvere questo problema che condiziona i futuri sviluppi dell’esplorazione ci sono tre possibilità. Una è quella di costruire unità di abitazione con materiali e sistemi in grado di schermare la pioggia di radiazioni cosmiche che costituiscono un grave pericolo alla salute umana. La seconda ipotesi è quella di ricoprire le unità di abitazione di uno strato di regolite, che è il materiale della superficie, il quale funziona da schermo. La terza è di scovare caverne lunari nelle quali abitare. In questo caso il basalto della struttura geologica lunare è efficacissimo nella protezione. Ecco perché si cercano i buchi come quello finalmente trovato. Le successive indagini ci diranno se la via delle caverne è davvero la soluzione vincente. Intanto le abbiamo trovate e questo è un punto di partenza concreto importante che materializza una possibilità in passato soltanto teorizzata.
Giovanni Caprara
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Per la prima volta nella storia l'Italia sorpassa l'inghilterra, e i sudditi restano scioccati
"Vergogna. Noi inglesi sorpassati dall’Italia"
La festa è finita. «The party is over». Ma anche il Labour «party», il partito del premier Gordon Brown, è ormai moribondo, come suggerisce il gioco di parole sempre più in voga a Londra. Se gli inglesi aspettavano una risposta rassicurante alla domanda che qualche tempo fa, quando la recessione era appena cominciata, veniva posta da commentatori politici e analisti economici - «il nostro Paese sta cadendo a pezzi?» - la replica peggiore, a sorpresa, è arrivata dall’Istituto nazionale di Statistica. L’economia del Regno Unito è in calo per il sesto trimestre consecutivo, ha subìto un’ultima contrazione dello 0,4% fra luglio e settembre: la più lunga dal secondo dopoguerra. Da quando la recessione è iniziata la Gran Bretagna ha lasciato sul piatto 5,9 punti percentuali di Pil. Ma quel che è peggio - sottolineava ieri il Telegraph - è che è stata battuta dall’Italia. È la prima volta in oltre dieci anni. Uno choc per i cittadini d’Oltremanica. Una débâcle per il governo di Gordon Brown che ha sborsato oltre mille miliardi per la banche, che porterà entro il prossimo anno il deficit pubblico alla cifra record di 175 miliardi ma che non riesce a limitare i danni di una recessione a causa della quale sono andati persi 600mila posti di lavoro dall’inizio della crisi.
«L’economia inglese continua a contrarsi e fa assomigliare sempre più questa recessione a una depressione», dice il presidente del Cipd britannico, il principale istituto europeo per lo Sviluppo. Una «depressione» anche in senso psicologico, si direbbe. Le bottiglie di champagne sono rimaste chiuse ieri nella City. Un doppia beffa per gli inglesi, a cui nel 2001 l’allora cancelliere dello Scacchiere - responsabile dell’Economia - e attuale primo ministro vantava orgoglioso il sorpasso del Regno Unito su Italia e Francia e a cui ha ripetuto senza sosta negli ultimi mesi che Londra avrebbe superato la tempesta meglio di altri Paesi.
È lo choc del «sorpasso» per i sudditi di Sua maestà dopo quella prima volta nell’87, quando l’economia italiana batté quella inglese fra lo stupore generale. Ora ci risiamo. Un durissimo colpo all’orgoglio British, ferito anche dal crollo della sterlina - simbolo per eccellenza dei fasti dell’ex impero - sia sull’euro che sul dollaro, ancora una volta a un passo dalla parità. Per il premier Gordon Brown potrebbe essere il de profundis.
Artefice delle glorie della Cool Britannia, padre insieme con l’ex premier Tony Blair dei fasti e degli eccessi del decennio di crescita sotto il New Labour, Gordon Brown è ormai un «dead man walking», un premier con le ore contate. Non è un caso che George Osborne, rampollo della più snob aristocrazia britannica, sia ora il cavallo su cui puntano gli uomini d’affari, in attesa che i conservatori di David Cameron conquistino Downing street e lui - che per le politiche del prossimo anno avrà 39 anni - prenda in mano le redini dell’Economia dopo aver promesso il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e la cancellazione dei benefici fiscali alle famiglie con redditi oltre i 55mila euro. Sì, la festa è proprio finita.
11:53 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Il Giro d'Italia farà tappa all'Aquila
Accolta un'idea del presidente della Repubblica. Tante salite con Terminillo, Plan de Corones, Zoncolan e Mortirolo. Partenza ad Amsterdam, arrivo a Verona
| Il percorso del Giro |
MILANO - Il Giro d'Italia 2010 transiterà dall'Aquila omaggiando così le zone colpite dal terremoto. Lo ha detto il direttore della Gazzetta dello Sport, Carlo Verdelli, alla presentazione dell'edizione n° 93 della corsa rosa. «La richiesta è stata del presidente della Repubblica Napolitano», ha aggiunto Verdelli. «È la tappa del cuore», ha affermato il direttore del Giro, Angelo Zomegnan, presentando l'undicesima frazione Lucera-L'Aquila. «Il presidente Napolitano ci ha chiesto di non lasciare sola la gente colpita dal terremoto e noi andremo lì».
TAPPE - Il 93mo Giro d'Italia è in programma dall'8 al 30 maggio del prossimo anno. La corsa partirà da Amsterdam con una cronometro e si concluderà all'Arena di Verona dopo 21 tappe. La particolarità è che anche il Tour de France 2010 partirà dall'Olanda, da Rotterdam però. È la nona volta che il Giro parte dell'estero: la prima fu nel 1965 a San Marino. Le prime tre tappe saranno in Olanda, tutte con partenza da Amsterdam: dopo la crono (8,4 km), la seconda frazione (209 km) porterà a Utrecht e la terza a Middelburg. Il 12 maggio si torna in Italia con la crono a squadre di 32,5 km Savigliano-Cuneo. Primo arrivo in salita all'ottava frazione: Chianciano Terme-Terminillo. Dalla quindicesima iniziano le Alpi con il durissimo Zoncolan, il giorno dopo si ripropone la cronoscalata al Plan de Corones e quello successivo l'arrivo in salita a Pejo. Ma non basta, perché prima dell'arrivo a Verona ci sarà da scalare anche il Mortirolo. Le salite sono in tutto 39 con Cima Coppi ai 2.618 metri del passo Gavia.
Il nome è un po' complicato: Yolanthe Cabau van Kasbergen. Ma il personaggio è di tutto rilievo. La giovane attrice e presentatrice olandese, fidanzata del centrocampista dell'Inter Wesley Snejder, sarà il nuovo volto del prossimo Giro d'Italia di ciclismo. Eccola durante la presentazione del percorso (Bozzani)

11:48 Scritto in SPORT | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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Cercano di sfuggire alla polizia e speronano un'auto: muore ventenne
Ci sono anche due feriti gravi. gli investitori sono fuggiti a piedi. E' caccia a due stranieri che, a bordo di una Mercedes classe E rubata, hanno provocato l'incidente mortale
MILANO - Un ragazzo di 20 anni è morto e due suoi coetanei sono rimasti gravemente feriti in seguito ad un incidente stradale avvenuto nella notte alla periferia nord di Milano. Intorno alle 4 una Volante della polizia, in servizio di normale controllo, ha intercettato in via Derna - zona Cimiano - una Mercedes 280 Classe E - poi risultata rubata - che procedeva ad altissima velocità in contromano e gli intimava di fermarsi.
LA FUGA - Alla vista delle forze dell’ordine i due occupanti dell’auto, in apparenza due stranieri, si lanciavano in una fuga ancora più folle per le vie deserte della metropoli lombarda, inseguiti dalla Volante. In via San Giovanni Battista De La Salle la Mercedes ha investito una Renault Clio con tre ragazzi tra i 20 e i 26, che stava procedendo in senso contrario. Nel violentissimo schianto, il passeggero sul sedile posteriore è morto sul colpo, mentre gli altri due sono rimasti gravemente feriti.
CACCIA ALL'UOMO - L’equipaggio della Volante si è subito fermato per prestare aiuto ai feriti e i due sulla Mercedes ne hanno approfittato per dileguarsi a piedi. I due giovani ancora in vita, una volta estratti dalle lamiere contorte della Clio, sono stati ricoverati in condizioni gravissime uno al San Raffaele, l’altro a Niguarda. La squadra mobile sta indagando per rintracciare i due uomini a bordo della Mercedes.
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Carrie Fisher a teatro, come in confessionale: anni di droga anche per colpa di Liz Taylor
L’attrice e scrittrice, celebre per il personaggio della principessa Leila. «La mia vita distrutta dalla saga di Star Wars»
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NEW YORK - Lo show inizia con la storia—vera—di un amico gay (Gregory Stevens, consulente del Partito Repubblicano) morto di overdose nel suo letto nel 2005. «Come si è accorta che era morto?», chiede una spettatrice quando Carrie Fisher incoraggia la platea a farle delle domande. «Hai mai visto un cadavere?» risponde lei, «sono blu e gialli: i colori internazionali della morte. E poi sono pessimi conversatori».
«No, non ero nuda a letto con lui», replica ad un altro, «non lo sono da 15 anni e da 20 non vado in giro sbracciata». Il pubblico esplode in un boato di applausi e risate. La magia si ripete ogni notte al Roundabout Theatre (un tempo sede della leggendaria discoteca Studio 54) dove fino al prossimo 3 gennaio la 53enne attrice, sceneggiatrice e scrittrice americana porta in scena Whishful Drinking, ispirato all’omonimo memoir: uno degli show più caldi della nuova stagione teatrale newyorchese. Sono due ore di confessionale a metà fra cabaret, commedia stand-up e sit-com, durante le quali la Fisher, sola sul palco che fa il verso a Guerre Stellari, mette in piazza gli innumerevoli scandali e gossip di un’esistenza da sempre alla mercé dei tabloid. «La mia vita è stata rovinata da Star Wars, dai miei genitori, dalla fama, dalla droga, da Hollywood e da Paul Simon» scherza, presentandosi a piedi scalzi, gli occhi attorniati da stelline argentee. È molto appesantita da quando, nel lontano 1977, appena 19enne, conquistò il mondo nei panni della provocante principessa Leila nel classico di fantascienza di George Lucas. Anche in Italia divenne un trionfo senza precedenti di merchandising. C’erano e ci sono tuttora bamboline di plastica, candele, statuette da giardino e sexy doll gonfiabili. Trent’anni più tardi, Carrie è ancora inseguita dall’ombra troppo ingombrante di quel successo.
Ma oggi ci ride sopra, con un’onestà ben più devastante di quella che aveva sfoderato in Cartoline dall’Inferno, il romanzo semi-autobiografico, ispiratore di un film di Mike Nichols sul difficile rapporto tra una madre, attrice in declino ed alcolizzata (Shirley MacLaine) e la figlia, anch’essa attrice con problemi di tossicodipendenza (Meryl Streep). In Whishful Drinking niente e nessuno sono off-limit. E così si ride quando Carrie rammenta di aver avuto solo due anni quando il padre (il cantante Eddie Fisher, famosissimo negli anni 50) divorziò dalla madre (l’attrice Debbie Reynolds, l’ex «fidanzatina d’America ») per sposare Elizabeth Taylor. «I miei erano il Brad Pitt e la Jennifer Aniston dei loro tempi, solo più pazzi e disfunzionali », ironizza, «Liz Taylor era Angelina Jolie e io sono il tragico prodotto dell’incestuosità hollywoodiana. Ecco cosa succede quando due celebrità si riproducono». Molte delle sue storie sono surreali, come la terapia antidroga che ricevette da Cary Grant o il divieto di indossare il reggiseno impostole da Lucas «perché», le spiegò il regista, «nello spazio non esistono indumenti intimi». Carrie non risparmia frecciate ai suoi due ex mariti: Paul Simon («l’ho sposato perché è un cantante nano ebreo come mio padre») e Bryan Lourd, noto agente hollywoodiano e padre della sua unica figlia (oggi 17enne), che la lasciò per un uomo. «Ho il potere magico di rendere gay o calvi tutti i miei amanti», se la ride.
Prima del debutto a Broadway, l’attrice ha inviato il copione a tutte le persone citate nello show, offrendosi di tagliare le parti che avessero trovato offensive. «Non volevo mettere in imbarazzo nessuno», spiega, «non sono una velenosa arpia, anche se lo sembro». Ma non tutti apprezzano la sua onestà senza peli sulla lingua e infatti i critici teatrali si sono spaccati in due, con le testate più prestigiose a suo favore. Il New York Times lo definisce «un’esperienza estremamente ilare»; Usa Today «pieno di vitalità e gioia di vivere» mentre per Variety è addirittura «delizioso». Ma il New York Post lo boccia senza appello come «il bordello pacchiano e da quattro soldi di una travestita logorroica che non sa chiudere il becco». «È come un orrendo incidente d’auto», gli fa eco l’influente blogger Steve on Broadway «è impossibile distogliere lo sguardo». Alla recita del 21 ottobre, giorno del suo compleanno, una coppia abbandona il teatro dopo l’intervallo «perché ne abbiamo abbastanza del narcisistico autocompiacimento di un’ex drogata convinta che i suoi casini interessino a qualcuno».
Gli attacchi più feroci sono venuti dagli ex fan di Star Wars che sulla blogosfera le rimproverano di aver tradito principessa Leila, ingrassando troppo. «Scusatemi tanto se dopo Guerre Stellari non ho mangiato solo lattuga e semi di girasole», ribatte lei dal sito carriefisher. com, «se proprio insistete smetterò di nutrirmi e di prendere gli psicofarmaci per il mio disturbo bipolare, così potrete venire tutti a trovarmi in manicomio. Dove mi troverete ultra magra nel mio bikini metallico, proprio come allora».
Alessandra Farkas
11:32 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (1) | Segnala
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Marrazzo, si cerca altro video
IL CASO LAZIO. I ricattatori gli avrebbero chiesto anche un trasferimento. Forse altre vittime. Le immagini sequestrate a «Chi»
ROMA - «Mi sono venuti sotto altre volte». È questa frase, pronunciata da Piero Marrazzo al termine dell’interrogatorio del 21 ottobre scorso, a svelare quanto forti fossero le pressioni esercitate dai carabinieri che lo ricattavano. Dopo l’irruzione nella casa di via Gradoli avvenuta agli inizi di luglio, li incontrò altre volte. Volevano soldi, ma chiedevano anche favori. In particolare pretendevano un suo intervento affinché uno di loro ottenesse il trasferimento dalla caserma di via Trionfale. In mano avevano i suoi tre assegni per un totale di 20.000 euro e il video che lo ritraeva insieme ad un transessuale. Ma forse avevano anche altro. Le indagini si concentrano sulla possibilità che esista un secondo filmato dove il governatore della Regione Lazio è ripreso in un’occasione diversa e con lui ci sono due transessuali.
Altri ricatti
Adesso le indagini dovranno verificare perché, mentre trattavano con il governatore, i carabinieri poi arrestati abbiano tentato in ogni modo di vendere le immagini a giornali e televisioni. Se il loro obiettivo era quello di tenerlo sotto scacco, dovevano essere consapevoli che la pubblicazione — anche parziale — avrebbe fatto svanire la possibilità di ottenere da lui nuovi vantaggi. E dunque non si può escludere che si fossero messi al servizio di qualcuno e stessero eseguendo nuove disposizioni, anche con la speranza di ricavare maggiori guadagni. Max Scarfone — il fotografo noto per aver ritratto il portavoce del governo Prodi Silvio Sircana mentre si avvicina con l’auto ad un transessuale — li conosceva bene, tanto da aiutarli a prendere contatti con «testate giornalistiche ed agenzie » . Durante l’interrogatorio ha evidenziato «i loro innumerevoli contatti negli ambienti criminali della città», ma soprattutto «le rilevanti risorse patrimoniali che hanno a disposizione ». Gli stipendi dei sottufficiali dell’Arma si aggirano sui 1.500 euro al mese. Da dove arrivavano gli altri soldi? L’ipotesi esplorata dagli inquirenti è che altri ricatti possano essere stati portati avanti, altri clienti minacciati. Almeno due militari arrestati hanno ammesso di avere buoni confidenti nell’ambiente dei transessuali di quella zona. Persone disposte a fornire la «soffiata» giusta pur di poter continuare a svolgere le proprie attività illecite come lo sfruttamento e lo spaccio di droga. Dunque a segnalare la partecipazione di personaggi pubblici a incontri e festini. Ed è proprio questa certezza investigativa ad avvalorare l’ipotesi che ci siano vittime di altri ricatti. Del resto l’eventualità di finire nei guai non sembrava spaventarli: il carabiniere scelto Carlo Tagliente era già finito sotto stretta osservazione dei suoi superiori per alcune violazioni disciplinari, sospettato pure di essere un consumatore di stupefacenti.
«Sembrava in trance»
Intorno a Marrazzo erano riusciti a stringere una tenaglia. Lo tenevano sotto pressione e intanto trattavano la vendita del filmato. Mostravano un video di un minuto e mezzo, certamente parte di un film molto più lungo. Una sorta di «promo» per catturare l’interesse dei possibili acquirenti prima di consegnare tutto il «girato » che potrebbe durare addirittura quindici o venti minuti. Questo almeno sospettano gli investigatori del Ros dopo aver ascoltato le intercettazioni telefoniche e ambientali dei loro colleghi che forniscono dettagli ai propri interlocutori. La scorsa settimana ne hanno sequestrato una copia nella redazione di «Chi», il settimanale della Mondadori diretto da Alfonso Signorini, e questo vuol dire che la trattativa era già in una fase avanzata. Agli inizi di settembre «Oggi» aveva invece visionato le immagini, ma non le aveva ritenute interessanti.
Era stato proprio Scarfone a contattare l’inviato Giangavino Sulas. «Mi diedero appuntamento in piazza Mazzini — conferma il giornalista — e lì, oltre al fotografo, trovai un certo Antonio che mi disse subito di essere un carabiniere. Dopo un lungo giro in macchina mi portarono in un appartamento nella zona nord dove c’era un altro uomo che negò invece di appartenere all’Arma. Mi fecero vedere il filmato che era di pessima qualità e con l’audio abbassato. Era stato certamente girato con un telefonino. Indugiava sui particolari, si chiudeva con un’inquadratura della targa dell’auto di servizio del presidente, una Lancia K. Ma la cosa che mi colpì fu proprio Marrazzo che si appoggiava allo stipite di una porta e sembrava quasi in trance. Era robaccia e d’accordo con il mio direttore comunicammo di non essere interessati » . Il presidente della Regione, ed ex conduttore di «Mi manda Raitre», ha raccontato durante il suo interrogatorio di essere stato minacciato dai due carabinieri che fecero irruzione nell’appartamento «perché volevano i soldi». Ha ammesso di aver staccato i tre assegni per paura dell’arresto, visto che nella stanza c’erano strisce di cocaina. Ha anche aggiunto che «la droga era sparita dopo che loro uscirono dalla casa», così facendo presumere che se la siano portata via. Ma potrebbe aver omesso alcuni dettagli di quell’episodio e di quanto è avvenuto nei giorni successivi sulle richieste ricevute.
Fiorenza Sarzanini
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Il colloquio e il pianto con la famiglia «Basta, adesso voglio sparire»
LA GIORNATA DI MARRAZZO: Prostrato, barba lunga e occhiaie profonde. Il governatore: lascio, Pago la mia debolezza
L'appartamento del caso Marrazzo
ROMA - «Ho sbagliato e pagherò. Ora voglio solo sparire, sparire a lungo». I suoi amici sussultano a questa frase. Davanti hanno un Piero Marrazzo irriconoscibile: barba lunga, le occhiaie profonde di chi non ha dormito neanche un minuto, un maglione blu stropicciato al posto della solita giacca. Prostrato, debilitato, «un malato ». Sono, queste, le ultime parole pronunciate da Piero Marrazzo prima di allontanarsi definitivamente dall’attività politica e istituzionale. Pochi minuti prima aveva pronunciato le parole più difficili del suo mandato di governatore: «Ho deciso di autosospendermi immediatamente e ho conferito al vicepresidente Montino la delega ad assumere la responsabilità di governo e di rappresentanza, rinunciando a ogni indennità e beneficio connessi alla carica. Ho detto la verità ai magistrati prima che la vicenda fosse di dominio pubblico. Si tratta di una vicenda personale in cui sono entrate in gioco mie debolezze inerenti alla mia sfera privata». Parole attese, ma che hanno riaperto immediatamente la corsa alla successione.
il Pd ha deciso che il candidato per le regionali sarà scelto con le primarie di coalizione. Per i nomi si va da Enrico Gasbarra a Silvia Costa, da Walter Veltroni a David Sassoli (ma negano tutti di volersi impegnare) per il Pd, Stefano Pedica per l’Idv, Luigi Nieri e Patrizia Sentinelli per Sinistra e Libertà e — a sorpresa — Bruno Tabacci dell’Udc. L’ultimo atto pubblico di Marrazzo ha chiuso una vicenda che da quando era diventata di dominio pubblico aveva costretto l’ex presidente ad annullare tutti gli impegni ufficiali. Anche quelli più importanti: giovedì pomeriggio doveva partecipare, alla presenza del presidente della Repubblica, agli «Stati generali dell’Antimafia », all’Auditorium. Saputo che il Quirinale si era informato, con discrezione, circa la sua eventuale presenza, Marrazzo ha preferito rinunciare per evitare possibili imbarazzi. E, dopo un vertice di maggioranza, è rimasto a lungo da solo nel suo ufficio. Anche venerdì ha fatto lo stesso, è uscito dalla Regione solo dopo mezzanotte: destinazione Colle Romano, una comprensorio di lusso lungo la via Tiberina, a dieci chilometri da Roma, dove aveva abitato a lungo con moglie e figlia in un villino adiacente a quello dei suoceri. Lì lo aspettava sua moglie, la giornalista del Tg3 Roberta Serdoz.
Un saluto freddo prima della drammatica confessione, interrotta da pianti e silenzi. Un colloquio andato avanti fino all’alba nel tentativo di ricomporre quello che, inevitabilmente, era andato in frantumi. Poi Roberta è andata a dormire nel villino vicino, quello dei genitori, dove era rimasta la figlia. L’aveva portata lì per proteggerla dalla tensione, dalle discussioni, dai chiarimenti necessari. Piero Marrazzo a dormire neanche c’è andato, distrutto com’era. Poco dopo l’alba è uscito con l’auto privata per andare a incontrare la figlia più grande, già maggiorenne. Lì è stato raggiunto da un Sms dalla moglie: «Sono distrutta». Roberta Serdoz gli ha comunicato in questo modo, con un sms, la decisione di abbandonarlo e di partire per qualche giorno con la loro figlia di otto anni.
Il transessuale Brenda coinvolto nella vicenda (Proto)
Ieri, per l’ultimo appuntamento istituzionale Piero Marrazzo ha scelto una sede non istituzionale, Villa Piccolomini, dove prima di dettare alle agenzie la nota sulla sua autosospensione ha sussurrato ancora agli amici: «Sono pentito, ho sbagliato e adesso sono pronto a pagare. Mi è crollato il mondo addosso, di colpo. E non voglio farmi vedere in giro almeno per un po’, non voglio apparire, non voglio dichiarare nulla: tutto ciò che chiedo, adesso, è sparire». E poi le ha anche ripetute, queste parole, ha guardato negli occhi i suoi collaboratori più fidati e ha detto loro che era il momento di andarsene: «Basta, voglio sparire». L’ha ripetuto più volte, facendo venire brividi di preoccupazione a quelli che in questi anni gli sono stati più vicino, e che anche ora, in questo momento terribile, hanno deciso di rimanergli accanto. In ogni caso, il suo capo ufficio stampa Sandro Cristaldi e il suo portavoce Nicola Zamperini a metà giornata hanno dato le dimissioni, le hanno consegnate nelle mani di Esterino Montino, colui che traghetterà la Regione fino alle prossime elezioni: il primo atto di Montino reggente, così, è stato respingerle. Ma comunque quei due, anche ieri, hanno continuato a fare ciò che facevano: sono stati con Marrazzo, e anche ieri fino a sera. Poi, poco prima di mezzanotte, sono andati via, ciascuno a casa propria. E chissà come deve essersi sentito l’ormai ex governatore del Lazio, in quella casa grande e così silenziosa, di colpo completamente solo.
Maurizio Fortuna
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Morrissey sviene sul palco
INGHILTERRA. Malore in scena per l'ex leader degli Smiths: ricoverato
Il cantante britannico, già frontman degli Smiths, Morrissey è collassato durante un concerto. Sabato sera il 50enne era sul palco a Swindon, in Inghilterra, davanti ad un migliaio di spettatori, quando d'improvviso si è accasciato a terra perdendo i sensi. L'artista è subito stato trasportato all'ospedale più vicino dove i medici hanno riscontrato problemi respiratori. Le sue condizioni «sono stabili» e «non destano preoccupazioni», hanno comunicato dall'ospedale.
ROCK BRITANNICO - Morrissey é tuttora in tour: nelle prossime settimane è atteso in Germania, Francia, Irlanda e poi negli Stati Uniti. Steven Patrick Morrissey è diventato un'icona del pop-rock britannico negli anni ’80, facendo coppia nei leggendari The Smiths con il chitarrista Johnny Marr. Dopo l'uscita di quest'ultimo dal gruppo nel 1987, la band si scioglie e Mozzer (questo il suo soprannome) intraprende con successo la carriera solista. A inizio anno é uscito l'ultimo lavoro: «Years of refusal», nuovo album di inediti. L'artista di Manchester ha cancellato recentemente una serie di date e concerti (alcuni previsti quest'estate anche in Italia) a causa di una «non meglio specificata malattia», scrive la stampa britannica.
E.B.
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Due autobombe a Bagdad, è strage
IRAQ: il bilancio provvisorio è di oltre sessanta morti e 160 feriti. Attentatori suicidi in azione vicino alla sede del governatorato provinciale e del ministero della Giustizia
Almeno 40 persone hanno perso la vita e 75 sono rimaste ferite quando due autobombe, guidate da attentatori suicidi, sono esplose, domenica mattina, vicino alla sede del governat0rat0 provinciale e del ministero della Giustizia nel centro di Bagdad. Lo ha reso noto la polizia irachena. Le due forti esplosioni hanno fatto tremare gli edifici e una colonna di fumo si è levata nell'area. Le due esplosioni sono avvenute in rapida successione attorno alle 10.30 locali. Ne è seguita una sparatoria, secondo quanto riferito dal sito della Bbc. I due edifici governativi si trovano nella Zona verde della capitale irachena, sede di numerosi edifici ministeriali.
ATTENTATO GRAVISSIMO - «Eravamo a poche miglia dal luogo dell'esplosione, ma ne abbiamo potuto sentire l'effetto» ha detto il corrispondente della Bbc a Baghdad, Gabriel Gatehouse. Quello di oggi è il più grave attentato a Baghdad dal 19 agosto scorso (sesto anniversario dell'attacco in cui morì l'inviato speciale dell'Onu Sergio Vieira de Mello), quando due camion bomba lanciati contro i ministeri delle finanze e degli esteri fecero 95 morti ed oltre 550 feriti.
11:02 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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Malaysia, vince Stoner Valentino, terzo , ma è campione
MOTOMONDIALE. Per Rossi nono titolo mondiale. E al traguardo stavolta è gag con una «gallina vecchia»

SEPANG (Malaysia) - Casey Stoner è primo sul traguardo del Gp di Sepang. Valentino Rossi, terzo, è campione del mondo per la nona volta. Il «dottore» è ancora lontano dai 15 titoli mondiali di Giacomo Agostini, ma è l'unico pilota ad aver vinto ogni mondiale in anni diversi e ogni anno in una sola categoria.
LA GARA - La pioggia caduta poco prima della partenza ha condizionato la gara, dominata da Casey Stoner; Rossi parte male ma rimonta fino al terzo gradino del podio, dietro allo spagnolo Daniel Pedrosa. Jorge Lorenzo, il compagno di scuderia di Rossi e il principale sfidante dell'italiano, è arrivato quarto. Lorenzo era partito dall'ultimo posto questo Gp per essere rientrato ai box durante il giro di allineamento.Rossi sale così a 286 punti contro i 235 di Lorenzo, terzo Stoner a 220.
LA GAG AL TRAGUARDO - Conscio della sua «veneranda età» (31 anni), Valentino Rossi ha organizzato la consueta gag all'arrivo facendo esibire dai suoi tifosi una gallina e indossando una maglietta che recitava «gallina vecchia ...» e un casco celebrativo con un uovo d'oro disegnato all'altezza della nuca. La spiegazione l'ha data lo stesso Rossi ai microfoni di Italia 1: « La gallina serve per il brodo quando non è più capace di fare le uova, ma io faccio ancora le uova....d'oro» E infatti, girandosi il neocampione del mondo ha mostrato il «lato B» della t-shirt, su cui campeggiava la scritta...«brodo un cavolo» Per Valentino nove titoli (sette nella massima categoria) e 103 vittorie in carriera. Rossi ha anche ringraziato il team Yamaha: «È un piacere vincere per loro. È stato un anno difficile, una gara sofferta che con qualche errore, che riflette quella che è stata la stagione. Comunque ho vinto sei gare, sono stato molto regolare».
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