08/11/2009

Fed Cup: trionfo delle azzurre «Meritano un monumento»

 

La Finale della «Coppa Davis» femminile. La Pennetta supera in due set l'americana Oudin. È il secondo successo nel torneo delle ragazze del tennis

 

Flavia Pennetta sventola il tricolore
Flavia Pennetta sventola il tricolore

REGGIO CALABRIA - Le ragazze terribili non deludono. E centrano un nuovo trionfo in Federation Cup. Dopo la doppia vittoria di sabato, tocca a Flavia Pennetta portare a casa il punto decisivo contro gli Stati Uniti. Per la brindisina, numero 11 al mondo, il match contro l'americana Melanie Oudin è poco più di una formalità, anche se non è mancato qualche passaggio a vuoto di troppo: sulla terra battuta di Reggio Calabria finisce 7-5, 6-2 in 1h28'. Poi esplode la festa azzurra. Per l'Italia è il secondo titolo nella manifestazione dopo il successo del 2006. Il successo di Sara Errani e Roberta Vinci nel doppio serve poi solo a completare il trionfo.

LA PARTITA - Il sipario della sfida è calato al termine di un match che la Pennetta ha cominciato con il piede sull'acceleratore, piazzando un break e scappando sul 3-1. Le prime difficoltà per la brindisina si sono materializzate nell'ottavo game. L'azzurra ha cancellato la palla break concessa all'avversaria e ha mantenuto la leadership. Sul 5-4, la Oudin si è procurata un'altra chance per rientrare totalmente in partita. Un errore della Pennetta, insolitamente fallosa proprio nel momento chiave, ha prodotto il 5-5. L'equilibrio, però, ha resistito poco: un doppio fallo della statunitense ha concesso alla numero 1 italiana una nuova chance per chiudere il set. L'occasione stavolta è stata sfruttata: 7-5 in 55'. Dopo aver commesso ben 25 errori gratuiti nella prima frazione, la Pennetta ha balbettato anche nella fase iniziale del secondo set e ha dovuto annullare due palle break. Dall'1-1, però, è cominciata un'altra partita. La Oudin è sparita dal campo per 3 game e si è ritrovata sotto 4-1. La 18enne americana ha ridotto il gap con un break (4-2) prima di alzare bandiera bianca: la Pennetta ha chiuso 6-2 sfruttando il secondo match point.

I COMMENTI - «Un'emozione fantastica - ha commentato la Pennetta dopo il match - siamo contentissime». «È bellissimo - ha aggiunto Francesca Schiavone - tutte noi abbiamo un pezzetto di questa coppa». «Queste ragazze meritano un monumento» esulta invece Corrado Barazzutti, capitano della selezione azzurra di Fed Cup. «Non so quale squadra abbia ottenuto simili risultati negli ultimi 4 anni», dice Barazzutti ai microfoni della Rai. «La prima vittoria - prosegue - è stata straordinaria, ma la seconda, in casa, davanti a un pubblico stupendo, va oltre il limite. Queste ragazze sono meravigliose. Lasceranno un libro con scritte cose meravigliose».

LE ALTRE SFIDE - Negli incontri precedenti, la Pennetta aveva superato la statunitense Alexa Glatch in 6-3 6-1 nel primo incontro e nel secondo Francesca Schiavone aveva sconfitto Melanie Oudin 7-6, 6-2. Dopo la decisiva vittoria della Pennetta sulla Oudin, le azzurre hanno portato a casa anche il doppio: Sara Errani e Roberta Vinci hanno rimontato e sconfitto Liezel Huber e Vania King con i parziali di 4-6, 6-3, 11-9.

 


Uccide il padre adottivo dopo una lite

 

È successo ad agrigento. Un giovane di origini russe avrebbe sgozzato il genitore con un coltello. Poi ha avvertito il 112

 

AGRIGENTO - È adesso in isolamento nel carcere di Petrusa, ad Agrigento, il giovane di origini russe che ha ucciso il padre adottivo. Constantin Gennaro, 23 anni, ha colpito con un coltello al collo il genitore, Damiano Gennaro di 61 anni, e in pratica lo ha sgozzato. La tragedia è avvenuta intorno a mezzanotte nell'abitazione di famiglia, nel quartiere Villaggio Mosè, alla periferia sud della città siciliana.

LA RICOSTRUZIONE - Dopo aver colpito a morte il padre, Constantin ha chiamato il 112 e si è costituito. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile sono intervenuti pochi minuti dopo la mezzanotte. In breve hanno ricostruito la scena del delitto. Il giovane, che presentava una ferita alla mano destra, è stato prima accompagnato all'ospedale "San Giovanni di Dio" per le cure del caso e poi in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Damiano Gennaro e la moglie avevano adottato una decina di anni fa tre fratellini di origini russe; la sorella e il fratello di Constantin non erano in casa quando è avvenuto l'omicidio. Una discussione finita in tragedia, spiegano gli investigatori.


Stalking, evade dai domiciliari e spara all'ex convivente. La donna è grave

 

È successo a montesilvano. Un uomo di 47 anni ha colpito la donna al volto e il suo fidanzato a un fianco

 

PESCARA - È caccia a Michele Lambiase, un uomo di 47 anni che ha sparato all'ex convivente e al suo fidanzato in un parcheggio di Montesilvano (Pescara). L'uomo era stato arrestato venerdì scorso per stalking dai carabinieri di Silvi (Teramo) e condannato ai domiciliari nella sua abitazione a Foggia, ma sabato sera è evaso a si è recato in Abruzzo per pedinare la coppia travestendosi con una parrucca bionda. Appena giunto nel parcheggio l'uomo ha aperto la portiera ed esploso due colpi che hanno ferito la donna, 33 anni, al volto e l'uomo, 34, al fianco. Si è poi dato alla fuga.

GRAVE - L'uomo ferito ha avuto la forza di accendere la macchina e fuggire verso la stazione dei carabinieri di Montesilvano: quando è giunto ha solo avuto la forza di gridare che erano stati feriti per poi svenire. Portati in ospedale i due sono stati operati: la donna è in prognosi riservata ed è considerata grave. All'uomo, il cui proiettile è entrato nel fianco sinistro per uscire dalla spalla destra, è stato tolto un rene.


Usa: sì storico della Camera alla riforma sanitaria di Obama

 

Il testo è passato nonostante l'opposizione compatta di tutti i deputati repubblicani. Ora dovrà affrontare il vaglio del Senato, a maggioranza democratica, per diventare legge

 

Barack Obama con la speaker della Camera nacny Pelosi e altri esponenti democratici favorevoli alla riforma sanitaria (Epa)
Barack Obama con la speaker della Camera nacny Pelosi e altri esponenti democratici favorevoli alla riforma sanitaria (Epa)

WASHINGTON - Decisione storica da parte della Camera degli Stati Uniti: per la prima volta in decenni i deputati americani hanno detto sì alla riforma del sistema sanitario. La Camera, in una rara seduta di sabato conclusasi a notte fonda, ha votato a favore della riforma fortemente voluta dal presidente, Barack Obama. Il testo è passato nonostante l'opposizione compatta di tutti i deputati repubblicani tranne uno e di un certo numero di deputati democratici moderati: 220 i voti a favore, 215 i contrari.

ORA AL SENATO - Affinchè la riforma diventi legge, tuttavia, è necessario che si esprima anche il Senato, dove la maggioranza democratica non è affatto data per scontata. Nello stesso tempo, però, il sì della Camera rappresenta una vittoria politica di straordinaria portata per l'amministrazione Obama. Lo stesso presidente, infatti, nell'imminenza del voto si era recato al Congresso per esortare i deputati ad esprimersi a favore della riforma.

«GIORNATA STORICA» - E in una dichiarazione successiva aveva parlato di «momento storico» per gli Stati Uniti. Le stesse parole erano state usate dalla Speaker della Camera, Nancy Pelosi: «Oggi - aveva detto - è una giornata storica per l'America. I nostri pensieri vanno al senatore Ted Kennedy, che era solito definire la riforma sanitaria come il grande lavoro incompiuto del nostro Paese».

LA RIFORMA - La riforma prevede la assistenza sanitaria nei confronti di 36 milioni di cittadini americani che attualmente non godono di alcuna copertura. Inoltre prevede in un arco di dieci anni di arrivare a coprire il 96% della popolazione, per un ammontare complessivo di 1.200 miliardi di dollari. Il testo introduce poi una serie di norme restrittive per le compagnie assicurative rispetto al sistema attuale. Non solo prevede di introdurre nel mercato la tanto contestata «public option», l'opzione pubblica voluta dal governo per calmierare il mercato, ma contiene regole nuove come per esempio l'obbligo da parte dei datori di lavoro di assicurare i loro dipendenti; oppure il divieto nei confronti delle compagnie di assicurazione di negare a clienti la copertura sulla base delle cosiddette «condizioni mediche preesistenti», oppure di alzare in misura significativa il prezzo delle polizze nei confronti delle persone più anziane.


Scajola a Berlusconi: «Accelerare su occupazione e banda larga»

 

CIPE. Il ministro dello Sviluppo economico: «Con 800 milioni di investimenti lavoro per 50.000 addetti»

 

Il ministro Scajola (LaPresse)
Il ministro Scajola (LaPresse)

ROMA - Aree industriali e banda larga. Con un obiettivo: difendere e creare oltre 60.000 posti di lavoro, dando una risposta forte alla crisi. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso dell'ultimo Cipe, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appunto per chiedere - secondo quanto riferisce l'Ansa - l'avvio di alcuni progetti per i quali sono già state definite le risorse, «misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto».

BANDA LARGA - Tra gli interventi viene citata la banda larga che con 800 milioni di investimenti da parte del Governo darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali. Ma, nell'elenco, sono indicati anche i progetti di riconversione di aree industriali e quelli per la creazione di zone franche, anche in Abruzzo.


07/11/2009

Malati di Sla in sciopero della fame: «Viviamo senza alcuna assistenza»

 

In tre hanno sospeso l'alimentazione indotta. Altri sono pronti a seguirli. Salvatore Usala ha scritto al viceministro Fazio: «Voi ci dite di pazientare ma non capite che molti muoiono»

 

Salvatore Usala
Salvatore Usala

Malati di Sla che iniziano lo sciopero della fame: come uno che sta a galla a fatica e decide di mettersi addosso una cintura di piombo. Salvatore Usala e Giorgio Pinna sono attaccati alla vita con due tubi: uno serve per respirare e l'altro per alimentarsi. Da mercoledì hanno convinto le rispettive mogli a staccare il secondo: quello che gli infila in corpo un litro e mezzo di sostanze nutritive. Giosi Usala: «È una scelta difficile, ma io devo fare quello che decide mio marito». Famiglie sole in situazioni disperate. Spesso senza aiuti economici o assistenza. Pochi minuti al giorno, se va bene. Un altro malato di Sla ha già deciso di seguirli in questa lotta per chiedere aiuto: Mauro Serra, anche lui sardo come i primi due. E ce sono altri a Roma pronti a far staccare i loro tubi. Sentono di avere diritto a una vita diversa, soprattutto quella che fanno le persone che hanno intorno.

Giorgio Pinna
Giorgio Pinna

Chantal Borgonovo, moglie di Stefano, l'ex giocatore del Milan malato di Sla, quando sente parlare di sciopero della fame, si gela: «Sono dispiaciuta, sono affranta. In un paese che si ritiene civile come può succedere che gente che non può muoversi, né mangiare, né respirare, né parlare, debba fare una scelta del genere per far sentire la sua voce? Non sono un medico ma credo che un malato di Sla che decide di sospendere l'alimentazione rischia la vita 10 volte di più di un'altra persona. Stefano non si collega spesso al sito dell'associazione di Viva la Vita che riporta la protesta di Salvatore Usala, ma è al corrente di questa iniziativa». La coppia Borgonovo, come tutte quelle dove c'è la Sla di mezzo, comunica solo attraverso parole scritte: «Non mi ha ancora fatto sapere cosa pensa di questo sciopero della fame. Ma è drammatico».

LA LETTERA A FAZIO: «MOLTI SI LASCIANO MORIRE» - Salvatore Usala, proprio sul sito di Viva la Vita, poco più di mese fa, aveva scritto una lettera aperta al viceministro alla Salute Ferruccio Fazio: «Siamo 5000 forse 6000, nessuno lo sa con precisione, abbiamo una malattia, la Sla, che è un dramma che investe la famiglia intera. Voi ci dite di pazientare ma non capite che nel contempo tanti muoiono perché non vogliono pesare sui loro cari e rifiutano la tracheostomia, altri muoiono perché non hanno un minimo di assistenza. Di queste morti, di questi trattamenti voi siete corresponsabili, non fatte nulla, state silenti sulla riva del fiume indifferenti al passaggio dei cadaveri. Uno strumento legislativo, i Lea e relativo tariffario, giace da un anno e mezzo in conferenza stato regioni e ancora non c'è traccia di un accordo. Ci si deve vergognare che in uno stato che è la settima potenza mondiale ci siano trattamenti da terzo mondo». Alle parole ora segue lo sciopero della fame. «Le ho mandato una lettera aperta, un video di denuncia. Ho aspettato la risposta». Niente, silenzio. Allora sciopero dello fame.

LE CONDIZIONI CAMBIANO DI REGIONE IN REGIONE - Le condizioni di assistenza dei malati di Sla, in Italia, variano da regione a regione. Lo spiega Simonetta Tortora di Viva la Vita: «In alcune realtà esistono dei modelli assistenziali a domicilio che consentono di ricevere un valido aiuto alle famiglie, ma nella gran parte dei casi c'è solo abbandono da pare delle istituzioni. Per avere un'adeguata assistenza sociale e sanitaria, un malato di Sla in condizioni avanzate necessita di 100mila euro all'anno». Nel Lazio, le persone con Sla in condizioni avanzate di malattia - in particolare in ventilazione meccanica continuativa - ricevono dalle proprie Aziende Sanitarie Locali una copertura assistenziale sanitaria di 12 ore al giorno, con punte di 24 se necessario. Sono previsti anche accessi dedicati degli specialisti medici per operazioni ordinarie sulla tracheostomia e sulla nutrizione artificiale. In Sardegna, i malati in condizioni avanzate godono di un contributo regionale alle famiglie di 20mila euro massimo e scalabile in relazione al reddito. Sono previsti anche gli accessi di infermieri della rianimazione e controlli medici periodici al domicilio. In Lombardia, invece, esiste un "voucher sanitario" molto esiguo e un aiuto alle famiglie di 500 euro al mese. In Piemonte le condizioni assistenziali sono anche peggiori. A Torino, per i malati sono previsti solo due accessi infermieristici a settimana e le ordinarie manovre di gestione della tracheostomia e della nutrizione artificiale sono effettuate in ospedale, costringendo mensilmente i malati a subire un gravoso trasporto in ambulanza per operazioni che generalmente sono gestite a domicilio. «Nel resto del Paese - conclude Simonetta Tortora - il panorama è ancora più desolante. In Sicilia, per fare un esempio il dottor Orestano - uno dei più autorevoli urologi italiani colpito dalla Sla che vive a Palermo - spende circa 5mila euro al mese per avere un'assistenza dignitosa. Qui la condizione è ancora più disperata. In Umbria la regione aveva preso degli impegni di aiuto ai malati che, ad oggi, sono rimasti lettera morta». Come quella scritta da Salvatore Usala.

 

 

 

Stefano Rodi


Francia: autista portavalori scompare con 11 milioni di euro

 

COLPO ROCAMBOLESCO A LIONE. Aspetta che i suoi colleghi scendano dal furgone, mette in moto e si volatilizza

 

Tony Musulin, il portavolari scomparso con 11 milioni di euro (Afp)
Tony Musulin, il portavolari scomparso con 11 milioni di euro (Afp)

PARIGI - Rocambolesco furto di 11 milioni di euro a Lione, in Francia, dove l'autista di un furgone portavalori si è volatilizzato con il «bottino» che trasportava. Il blindato, invece, è stato ritrovato dalla polizia poche ore dopo ma naturalmente vuoto. L'uomo, 39 anni, principale sospettato del mega furto, è dipendente da una decina d'anni della Loomis, ditta svedese di trasporto di fondi. Ieri mattina era al volante del furgone che doveva effettuare un giro di rifornimento in denaro di diverse banche su Lione. Nel cofano blindato c'erano 49 sacchi di banconote ritirati direttamente dalla Banque de France. L'uomo avrebbe approfittato di una breve sosta, durante la quale i due colleghi si sono allontanati, per sparire con il denaro. Ora è ricercato

LE INDAGINI - Gli inquirenti stanno indagando sulla personalità del dipendente-malfattore, una persona «taciturna», dicono i suoi colleghi, ma che «già da qualche mese si comportava in modo strano». All'inizio era stata avanzata l'ipotesi che l'autista fosse stato preso in ostaggio e costretto a partire sotto minaccia. Poi tutti i sospetti si sono concentrati su di lui quando gli agenti sono sbarcati nel suo appartamento e lo hanno trovato vuoto e ripulito, senza neanche più un solo documento o oggetto personale. Era stato svuotato persino il frigorifero. Secondo i primi elementi dell'indagine, l'autista del furgone portavalori avrebbe approfittato di alcune crepe nella sicurezza del trasporto. Il blindato, infatti, non solo non era scortato dalla polizia, come dovrebbe essere, ma trasportava una somma di denaro (oltre 10 milioni di euro) superiore ai limiti consentiti. Il fatto che l'autista fosse rimasto da solo a bordo non dovrebbe costituire invece un errore di procedura.


Cuba, la blogger Yoani Sanchez fermata e maltrattata dalla polizia

 

Gli agenti l'hanno costretta a salire su un auto. La donna si stava recando a una manifestazione contro la violenza nel mondo nel quartiere Vedado

 

Yoani Sanchez
Yoani Sanchez

L'AVANA (CUBA) - La blogger cubana Yoani Sanchez ha denunciato oggi di essere stata vittima di un «sequestro» con «molta violenza fisica e verbale» da parte di agenti della Sicurezza dello Stato. Secondo quanto ha detto la Sanchez all'agenzia Ansa, due persone in borghese hanno impedito a lei e ad Orlando Luis Pardo, anche lui blogger, di partecipare ad una manifestazione contro la violenza costringendoli a salire su una macchina privata. Mezz'ora dopo sono stati «lanciati» dall'auto per strada, lontano da dove sarebbero stati arrestati.

MALTRATTAMENTI - «Pensavo che non ne sarei uscita viva. Mi hanno tolto i vestiti, mi hanno messo le gambe verso l'alto e la testa in giù per caricarmi in macchina», ha raccontato. «Con un ginocchio mi facevano forza contro il petto e io gli stringevo i testicoli. Poi mi hanno picchiato in testa». Tutto questo sarebbe successo dentro la vettura, nella quale una persona guidava e altre due picchiavano, secondo la Sanchez, autrice del blog Generacion Y. «È stato un sequestro nel peggior stile della camorra. Mi hanno detto: Fino a qui sei arrivata. Non farai più niente». Nello stesso momento un'altra blogger, Claudia Cadelo, e una sua amica sono state arrestate e costrette ad entrare in un'auto della polizia e sono state liberate successivamente. «Con una mossa di judo mi hanno costretta a salire in macchina, mentre portavano via Yoani con un'altra auto», ha detto Cadelo.
La Sanchez , 34 anni, titolare del «blog desdecuba.com/Generaciòn Y» è stata premiata in Spagna e negli Usa per il suo lavoro di reporter digitale, ma non ha potuto ritirare i riconoscimenti perché non le è stato permesso di uscire dal suo Paese.


Doppia sfida Milano-Roma Juve a Bergamo, Fiorentina a Udine

 

Nel posticipo l'Inter contro i giallorossi. La Lazio ospita il Milan. I bianconeri nell'anticipo di sabato sera con l'Atalanta. I viola perdono Mutu

 

La doppia sfida Milano-Roma è il tema della dodicesima giornata. L'Inter con sette punti di vantaggio sulle seconde aspetta senza patemi la sfida di S.Siro con la Roma nel posticipo di domenica sera. Il Milan va invece nella capitale per incontrare la Lazio, una squadra in crisi in campionato e in coppa, con i tifosi in fermento e la panchina traballante. Sabato sera l'Atalanta ospita la Juventus in un incontro che presenta in tutto tredici infortunati e uno squalificato. Il primo posticipo è Catania-Napoli, con gli azzurri chiamati a confermare le buone cose fatte vedere negli ultimi turni. La Sampdoria affronta l'insidiosa trasferta di Cagliari e la Fiorentina quella di Udine senza Mutu: il romeno si è fatto operare al menisco e starà fuori 2-3 settimane. Completano il programma Bari-Livorno, Bologna-Palermo, Genoa-Siena e Parma-Chievo.

JUVENTUS - Insieme all'Atalanta, i bianconeri possono presentare un'intera squadra più riserve solo di infortunati e squalificati. Alla Juventus mancano Del Piero, Iaquinta, Marchisio, Sissoko, Zebina e Salihamidzic, più Amauri squalificato. Ferrara ha l'attacco obbligato con Trezeguet di punta, Diego alle sue spalle, Giovinco e Camoranesi sulle fasce, Felipe Melo e Poulsen al centro. In difesa Grosso, Chiellini, Cannavaro e Caceres. Ma il tecnico non si scoraggia: «Siamo consapevoli di essere una squadra forte e abbiamo le qualità per diminuire il distacco dalla vetta». È la difesa il reparto più criticato: «Nell'ultimo periodo stiamo subendo un po' troppo», ammette Ferrara. «È difficile capire quali siano i motivi. Serve più attenzione e non dobbiamo ripetere partite come quella con il Napoli». Sulle tante assenze: «Devo ringraziare quelli che ora stanno giocando per il loro importante contributo, ma mi auguro di riavere al più presto i giocatori indisponibili». Anche l'Atalanta lamenta sette assenze: Ferreira Pinto, Manfredini, Acquafresca, Barreto, De Ascentis, Garics e Bianco, ma anche Bellini e Radavonovic sono in forte dubbio. In attacco Conte schiera la coppia Doni-Tiribocchi.

NAPOLI - Catania-Napoli è il primo anticipo di sabato (ore 18). I siciliani sono penultimi con soli sette punti, i campani sono decollati dopo la sostituzione in panchina Donadoni-Mazzarri. Ma il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, non guarda la classifica del Catania: «Con Mazzarri abbiamo cercato di fare capire alla squadra di comportarsi come undici guerrieri e non undici signorine in campo, perché si va a fare una partita che per l'avversario sarà quella della vita. Il Catania è in basso alla classifica, ha bisogno di punti e lotterà fino alla morte».

LAZIO-MILAN - Lazio depressa in campionato e in coppa, a soli due punti dalla zona retrocessione e con la panchina di Ballardini traballante. E potrebbe cadere in caso di risultato negativo all'Olimpico dove arriva un Milan rinvigorito dalla sfida di Champions con il Real Madrid. Si parla molto di Mihajlovic per l'eventuale cambio sulla panchina laziale, ma l'ex tecnico del Bologna ha già un accordo di massima con il Catania. «Il pericolo più grande per il Milan è una Lazio arrabbiata che vorrà fare risultato contro una squadra che sta andando bene», ha detto Massimo Oddo, ora rossonero ma ex capitano biancoceleste. Nel Milan è in dubbio la presenza di Ronaldinho e non ci sarà di sicuro Gattuso per una distrazione a carico di una fibrosi già presente nel bicipite femorale della coscia destra. «Sarà certamente una partita difficile, ma a me non piace fare previsioni nell'immediato perché tanto non servono», ha commentato l'ad milanista Galliani.

ZONA CHAMPIONS - Fiorentina senza Mutu per almeno 2-3 settimane. Il romeno è stato operato venerdì per una lesione al menisco mediale del ginocchio destro: l'intervento è perfettamente riuscito. Problemi per Prandelli: oltre a Mutu mancheranno a Udine Gamberini e lo squalificato Dainelli. E quasi sicuramente non ci saranno Frey e Jovetic. Gilardino quindi unica punta, sostenuto da Vargas, Santana e Marchionni. «È uno dei momenti migliori di questa Fiorentina, stiamo dando segnali importanti», ha detto Montolivo. L'udinese Di Natale, capocannoniere del campionato, è però fiducioso: «Sarà una partita difficile, ci teniamo a fare bene e giochiamo davanti al nostro pubblico. Loro sono una squadra ben organizzata e anche senza Mutu hanno un organico di grande qualità». La Sampdoria, seconda in classifica insieme alla Juventus, gioca nel difficile campo di Cagliari. Tensioni tra i blucerchiati per le critiche di alcuni tifosi a Cassano. «Sarà una partita come tutte le altre», smorza i toni il tecnico Del Neri. «La Sampdoria non deve vincere il campionato, ma giocare bene al calcio. Non siamo né esaltati né depressi».

INTER-ROMA - Il posticipo di domenica (ore 20,45) promette gol a grappoli, come quasi sempre avviene quando nerazzurri e giallorossi s'incontrano. Nella scorsa stagione a San Siro finì 3-3 con un mare di polemiche. Mourinho guarda tutti gli altri dall'alto di sette punti di vantaggio sulle seconde. Tanti dubbi per il portoghese: Sneijder sarà confermato dietro alle punte Milito-Eto'o, anche se Balotelli spera ancora in un posto da titolare. Stankovic agirà in mediana insieme a Motta e Cambiasso, Zanetti terzino sinistro. Nella Roma Taddei è squalificato, Ranieri dovrà puntare sulla coppia centrale Mexes-Andreolli. L'alternativa sarebbe Cassetti al centro. Dubbi anche per il portiere Doni.

RANIERI: «STIMO MOURINHO, DOVE È STATO HA VINTO» - Sfida nella sfida fra nerazzurri e giallorossi è quella fra Morinho e Ranieri, due tecnici che si sono «beccati» parecchio in passato. Ma questa volta, dopo le polemiche degli anni passati, il tecnico giallorosso ha parole di elogio per il portoghese: «Io e Mourinho? Non siamo nè amici, nè nemici. L’ho sempre stimato e contro la Dinamo Kiev in Champions l’Inter ha fatto la partita perfetta, in cui ha dato prova del suo potenziale. Ognuno ha quello che si merita - ha poi aggiunto -, lui è un allenatore giovane, dove è stato ha vinto. È capace e credo che stia facendo bene nel campionato italiano. Le battute del passato? Fanno parte del sale della vita». Sulla stessa lunghezza d'onda l'uomo di Setubal: «Io rispetto Ranieri, abbiamo avuto qualche screzio e magari ne avremo in futuro, può capitare. Ma io rispetto Ranieri come uomo e per il suo lavoro».


Bersani: «Noi siamo l'alternativa»

 

Assemblea nazionale Pd. Rosy Bindi eletta presidente, Letta vice segretario. Riforme: «Nessun "dialogo", ma un confronto trasparente nelle sedi proprie, cioè in Parlamento»

 

Pier Luigi Bersani (Ansa)
Pier Luigi Bersani (Ansa)

ROMA - «Siamo orgogliosi di sentirci costruttori di un partito, perché costruendo un partito realizziamo la Costituzione. Noi siamo il partito dell'alternativa». Sono state le parole di Pier Luigi Bersani nel suo primo discorso all'assemblea nazione del Partito democratico dopo essere stato nominato ufficialmente segretario del Pd, che ha anche eletto Rosy Bindi presidente del partito. «Saremo un partito che si rivolgerà a tutta l'area del centrosinistra, senza trattini o distinzione di ruoli e senza pretese di esclusività. Avremo un partito plurale, ma non nel senso di attribuire a ognuno una stanza della casa comune. Penso a un partito in cui c'è bisogno di tutti. In vista delle elezioni regionali opereremo per allestire coalizioni democratiche e di progresso. Questo vale per le forze in Parlamento sia per quelle che non sono in Parlamento. Sui temi della democrazia abbiamo aperto un confronto anche con formazioni con cui non abbiamo prospettive di alleanza, come Rifondazione comunista».

ASSEMBLEA - «Esiste una modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del nostro quadro politico e costituzionale. Rifiutiamo l'idea che il consenso venga prima delle regole, che la partecipazione democratica significhi eleggere un capo, che la società civile sia ridotta a tifoseria». Bersani ha proposto poi un'assemblea degli amministratori locali del Pd per parlare «di federalismo vero e non permettere alla Lega di raccontare favole e noi stiamo zitti».

RIFORME - Sulle riforme (rafforzamento delle funzioni di governo e Parlamento, nuova legislazione sui partiti, nuova legge elettorale, nuove norme sui costi della politica) Bersani indica: «Nessun "dialogo", è una parola malata, ma un confronto trasparente nelle sedi proprie, cioè in Parlamento». Sulla nuova legge elettorale, il Pd è disposto anche a una legge di iniziativa popolare. «Siamo pronti a discutere» di riforme a partire dalle proposte che riguardano il superamento del bicameralismo perfetto e il Senato federale, ha riferito Bersani.

GIUSTIZIA - Bersani ha riferito di accettare la riforma della giustizia, ma «a partire dai problemi dei cittadini e non sulle situazioni personali del presidente del Consiglio, con l'aggressività e la volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura».

ECONOMIA E LAVORO - Secondo Bersani la crisi economica non è affatto superata, «ed è bene che il governo ne prenda atto e adotti le misure necessarie: parli con il linguaggio della verità. Nessuno vuol fare il pessimista o il catastrofista, pretendiamo solo che si riconosca che abbiamo un problema serio che non si risolve da sé. Davanti a un'assunzione di responsabilità da parte del governo, noi non ci sottrarremo ai problemi, ma se continuano a dirci che il problema non c'è o che si può aggiustare con palliativi, diventa difficile discutere. Il governo non presenti una Finanziaria fatta di segnali irrilevanti: servono misure vere». «Il lavoro è il problema numero uno del Paese e il primo impegno del nostro partito», ha aggiunto il segretario. Il Pd sul tema del lavoro si concentrerà su quattro punti: politica dei redditi contro l'impoverimento; garantire soglie minime di reddito; l'ingresso al lavoro dei giovani; uno sguardo sul sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni; rivedere la legge sull'immigrazione e la cittadinanza perché «il Pd è un partito che sta con chi bussa alla porta e non con chi la tiene chiusa».

QUESTIONE MORALE - Infine Bersani ha parlato di questione morale all'interno del Pd: «Occorre prendere posizione contro comportamenti non coerenti con i principi etici del partito. Il Pd non è un'autorità morale, ma deve sentirsi garante di quella dignità nell'esercizio delle funzioni pubbliche che la Costituzione richiede. Una dignità che deve comprendere comportamenti privati coerenti con la credibilità e il rispetto di un impegno pubblico. Nonostante le migliori intenzioni, in questi due anni nel Pd non è stato possibile sanzionare comportamenti non coerenti con i principi che abbiamo enunciato. Chiedo quindi che la commissione etica avanzi proposte non solo di principio, ma di strumenti operativi efficaci per dissociare il partito e il suo nome dalle deviazioni dei singoli».

VOTI - Bersani è stato proclamato ufficialmente segretario del Pd dall'assemblea nazionale del partito per aver ottenuto alle primarie un totale di 1.623.060 voti, pari al 53,3%. All'inizio del suo discorso Bersani ha ringraziato Dario Franceschini e Ignazio Marino, i suoi rivali alle primarie. Poi ha salutato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano («Un rigraziamento per il ruolo di garanzia che sta svolgendo»), e Romano Prodi di cui ha detto «lo sentiamo qui con noi e conosciamo l'affetto con cui segue le vicende del partito». Su proposta di Bersani, l'assemblea ha prima acclamato poi eletto con voto formale Rosy Bindi presidente del partito. Dopo di che Bindi ha proposto Marina Sereni e Ivan Scalfarotto vice presidenti del Pd e sono stati nominati. Enrico Letta è stato eletto vice segretario.

RUTELLI - Bersani poi ha parlanto anche di coloro che in questi giorni hanno lasciato o intendono lasciare il Pd, come Rutelli. «Le defezioni non fanno mai piacere, soprattutto quando avvengono in forme un po' singolari. Sento qualcuno che dice che il Pd lascia un fronte scoperto. Non abbiamo fronti scoperti, abbiamo una ricchezza di culture per tutta l'area del centrosinistra», ha detto il segretario. Rutelli è stato criticato anche nell'intervento di Franceschini, che ha giudicato il suo passaggio all'Udc «un errore grave di ingenerosità. La scelta la si era fatta tempo prima, e allora bisognava dirlo prima».


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