29/11/2009
Attentato in Russia, torna lo spettro del terrorismo ceceno
Secondo le indagini della magistratura è stata l'esplosione di sette chili di tritolo a far deragliare il treno Mosca-San Pietroburgo. Gli ultranazionalisti smentiscono la rivendicazione. Operato al bacino l'unico italiano rimasto ferito
E' stata l'esplosione di sette chili di tritolo a far deragliare il treno Mosca-San Pietroburgo. Il presidente delle Ferrovie russe è convinto che le trenta vittime sul treno Nievski Express sono imputabili ad un ordigno: "E' stato un atto terroristico. L'esplosione è simile all'attentato dell'agosto 2007", costato una sessantina di feriti e imputato alla guerriglia cecena. La magistratura ha aperto un'inchiesta sulla base delle ipotesi di terrorismo. Un gruppo di destra rivendica l'attentato ma poi ha negato.
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Cuoco italiano sparito dalla nave durante la crociera
Sulla tratta di mare tra Aruba e Cartagena. Lavorava su una delle navi più belle del mondo. La famiglia non riceve sue notizie dal 25 novembre scorso
Stava lavorando su una delle più belle navi del mondo, di fatto il sogno della sua vita: cucinare viaggiando. Perché Angelo Faliva, 32 anni, cremonese, ci era riuscito. Diploma alberghiero, gavetta nei piccoli ristoranti, fino ad approdare a Londra e nelle isole Bermuda. Secondo cuoco, appena sotto il grado di chef, era poi arrivato a imbarcarsi sulle linee Princess, le crociere di lusso. Ci lavorava dal 2006.
Ci è rimasto fino al 25 novembre scorso. Quando, sulla tratta di mare tra Aruba e Cartagena (Colombia), Angelo è sparito. Del cuoco viaggiatore si sono perse le tracce dalle 20,15, quando il giovane è uscito dalla cucina per scomparire nel nulla. Che cosa è successo ad Angelo Faliva? Se lo chiede la famiglia in contatto con lui via mail. «Ho ricevuto sue notizie il 24 — racconta la sorella Chiara —, era contento, sereno, scriveva che stava per arrivare ad Aruba, e mi chiedeva di salutare tutti». Adesso sembra iniziato un incubo. «Il 26 ci hanno avvertito che Angelo era scomparso— spiega Chiara —, lo hanno cercato a bordo, hanno setacciato la nave, ma di lui nessuna traccia». La Farnesina sta seguendo il caso: «È un mistero, dobbiamo capire che fine ha fatto». Le ricerche della polizia locale continuano anche oggi.
Gra. Mot.
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Golf, Italia campione del mondo con Francesco e Edoardo Molinari
CINA
I due fratelli si sono aggiudicati la Omega World Cup, superando Irlanda e Svezia con un colpo di vantaggio
| L'esultanza di Francesco e Edoardo Molinari (Ap) |
L'Italia ha vinto la Omega World Cup di golf. Francesco e Edoardo Molinari hanno trionfato sui campi del Mission Hills Golf Club, il mega resort tra le città di Shenzhen e Dong Guan, in Cina. I due fratelli torinesi hanno chiuso il torneo con lo score complessivo di 259 colpi, -29 rispetto al par, precedendo di una lunghezza Irlanda (Rory McIlroy e Graeme McDowell) e Svezia (Robert Karlsson e Henrik Stenson). Si tratta del primo successo azzurro nella storia della competizione.
UN COLPO STREPITOSO - L'Italia ha cominciato il quarto e ultimo giro con un colpo di ritardo rispetto all'Irlanda. Staccati di 4 lunghezze dalla vetta dopo la settima buca, gli azzurri hanno cambiato marcia con i birdie alla nona e all'undicesima, dove si è concretizzato l'aggancio agli altri 2 team. Sul green della 12a buca Francesco Molinari ha confezionato uno strepitoso putt da circa 10 metri: altro birdie e Italia sola al comando. Gli azzurri hanno conservato il vantaggio, seppur minimo, fino alla fine. La diciottesima buca ha regalato le ultime emozioni: l'approccio di Edoardo è finito nel bunker, Francesco è uscito splendidamente dalla sabbia e ha offerto al fratello la chance di chiudere i giochi con il putt del trionfo.
IL TRIONFO - «È stata una giornata dura, abbiamo affrontato alcuni dei migliori giocatori al mondo. È stato difficile sino alla fine, ma vincere così è ancora meglio - ha detto Francesco Molinari -. È veramente straordinario per l'Italia: penso che abbiamo meritato la vittoria, abbiamo attaccato sin dalla prima giornata su ogni putt e su ogni colpo. Abbiamo sempre cercato il birdie». La condotta aggressiva ha pagato, in particolare nella giornata decisiva: «Sono stato fortunato a imbucare due lunghi putt alla 12 e alla 13. Probabilmente quello è stato il momento decisivo». Per i due fratelli azzurri, oltre al trionfo, anche un premio di 875.000 dollari a testa.
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Perde il controllo dell'auto, uccide una 14enne: era ubriaco
COLLEFERRO
Il 26enne tornava da una festa con la ragazzina e altri due amici. Fuggito dopo l'incidente, ma è stato ritrovato
COLLEFERRO (Roma) - Ha perso il controllo della Yundai coupé ed è finito fuoristrada. Ma quando si è accorto che la ragazzina 14enne che era in auto con lui era morta, è fuggito insieme al passeggero seduto davanti. Il quarto ragazzo nell'auto, un 21enne è rimasto ferito gravemente.
DALLA FESTA - L'incidente è avvenuto la scorsa notte, alle 2, al chilometro 46 della via Casilina, tra Colleferro e Valmontone, in provincia di Roma. I quattro, tutti romeni, erano di ritorno da una festa di compleanno. I carabinieri poco dopo hanno fermato il conducente di 25 anni e il suo amico di 26 per omicidio colposo ed omissione di soccorso. Il conducente è stato accusato anche di guida in stato di ubriachezza perché è risultato positivo al test dell'etilometro a cui lo hanno sottoposto i carabinieri di Valmontone che si occupano delle indagini. Il giovane ferito si trova in gravi condizioni all'ospedale di Colleferro.
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Beppe Grillo denuncia: «Hanno clonato il mio blog»
Avviata una procedura civile per l'acquisizione del dominio. Creato un dominio internet molto simile a quello del comico genovese, ma pieno di banner pubblicitari
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| Beppe Grillo (Afp) |
Beppe Grillo è furibondo: il suo blog, uno dei siti più cliccati del mondo, è stato «clonato» a scopo di lucro da ignoti imbroglioni che hanno creato un dominio molto simile, www.beppegrillo.tv, mentre l'originale è www.beppegrillo.it. Il comico e polemista genovese, il cui blog è il sesto più cliccato al mondo, ha deciso di sporgere denuncia. Il sito clonato è fatto apposta per ingannare l'incauto navigatore che ci capitasse per sbaglio: il contenuto è formato da veri video di Beppe Grillo, scaricati da YouTube, e da articoli del comico e polemista genovese, copiati dal vero sito. Il dominio «clonato» è però costellato di vari messaggi pubblicitari, e qui sta l'interesse del truffatore: il loro prezzo varia a seconda del numero dei clic, e com'è noto il nome «Beppe Grillo» ne attira tantissimi.
LA DENUNCIA - L'avvocato del comico, Enrico Grillo, ha depositato ieri in procura a Genova una denuncia querela a carico di ignoti, chiedendo l'immediato oscuramento del sito e ipotizzando i reati di plagio e diffamazione. Grillo, che cede i contenuti del proprio sito escludendo però la possibilità che siano utilizzati a scopo di lucro, non vuole che il suo nome sia utilizzato a fini commerciali. Per questo ha dato mandato al suo legale di bloccare questa iniziativa mediatica da lui non autorizzata. È stata anche avviata una procedura civile per l'acquisizione del dominio.
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Orche assassine, quel colpo di coda che mette ko anche gli squali
«Utilizzano abilità, intelligenza e forza». Una biologa marina è riuscita a immortalare l'uccisione dei "predatori degli oceani"
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| Una delle foto di Ingrid Visser |
Basta una mossa di karate, con l'enorme coda, e lo squalo è abbattuto. Alcune incredibili immagini, scattate a largo della Nuova Zelanda da una biologa marina, Ingrid Visser, mostrano per la prima volta come le orche assassine con estrema intelligenza e forza ingannano, attirano, stordiscono e uccidono gli squali, fra i più temuti predatori degli oceani.
COLPO DI CODA – La Visser, 43 anni, studia da 17 il comportamento dei mastodontici cetacei e le strategie che adottano per avere la meglio su altrettanto colossali squali, come il Mako e il Grande Squalo Bianco, da cui molti pesci stanno alla larga. «Usando una combinazione vincente di grande abilità e intelligenza e forza brutale – spiega la Visser – catturano e mangiano quelli che per molti sono gli inarrivabili predatori degli Oceani». La più impressionante delle tecniche è il colpo di coda: ruotandola velocemente l'orca crea fortissime correnti da cui lo squalo non può scappare; in questo modo l’animale sale alla superficie ed è così che l'orca solleva in alto la parte posteriore del corpo e la scaraventa sul dorso dello squalo tramortendolo. Il boccone a questo punto è pronto.
L'ACCERCHIAMENTO – Un'altra strategia con cui le orche vincono la battaglia contro i loro avversari è detta del «recinto». Un gruppo di orche si dispone a cerchio e isola lo squalo e lo puntano spingendolo, oppure lo attaccano furtivamente da sotto attentando subdolamente alla pancia. «Alla fine del combattimento – aggiunge la Visser, che vive e lavora a Tutukaka, in Nuova Zelanda – girano su e giù lo squalo di modo che l’animale è completamente disorientato e non riesce più a muoversi». E anche in questo caso, il pasto e facile.
MOSSI DALLA FAME – La biologa, una delle maggiori studiose del comportamento delle orche “assassine”, comunque non condanna i pericolosi cetacei: «Non è che si muovano apposta per attaccare i loro nemici – precisa -, il fatto è che trovare cibo nell'Oceano non è una questione semplice. Dunque, quando c’è l’occasione, l'orca la coglie al volo».
Ketty Areddia
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Il Genoa travolge la Samp Inter-Juve, duello a distanza
NEL PRIMO ANTICIPO L'UDINESE BATTE IL LIVORNO 2-0. Derby nervoso a Genova: i sampdoriani finiscono sotto di tre gol e con nove uomini in campo

Un derby che ha mantenuto le promesse. Due rigori, tre espulsioni e tante azioni da gol. Spettacolare. Ma solo per i tifosi del Genoa: i rossoblù hanno infatti strapazzato i blucerchiati vincendo 3-0. I gol di Palladino (rigore), Rossi e Milanetto (rigore). Il Genoa ha meritato ed ha condotto sempre il match anche quando si è ritrovato con un uomo in meno ed ha raddoppiato. Derby da dimenticare invece per Cassano e compagni: la Samp ha chiuso il match con nove uomini in campo e con questa sconfitta si fa quasi raggiungere dall'undici di Gasperini, ora al quinto posto in classifica e a quota 23 punti come il Parma, e a -1 dai blucerchiati.
GENOA-SAMPDORIA - I rossoblù passano subito in vantaggio: al 10’ Omar Milanetto fa fruttare il calcio di rigore concesso dopo il fallo di Reto Ziegler su Rodrigo Palacio. L'undici di Gasperini si ritrova poi in inferiorità numerica per l’espulsione di Giuseppe Biava (doppia ammonizione) al 45’. Nonostante questo, la Samp raddoppia con una magistrale azione di contropiede concretizzata dal capitano Marco Rossi che infila tra le gambe di Castellazzi all'ottavo della ripresa. Al 66’ restano in dieci anche i blucerchiati per l’espulsione (doppio giallo) dell’altro Marco Rossi. Partita definitivamente chiusa da un altro rigore (ancora un fallo di Ziegler, decisamente recidivo, stavolta su Sokratis Papastathopoulos), trasformato da Raffaele Palladino al 75’ con un gesto poco rispettoso verso la tifoseria blucerchiata che ha scatenato violente reazioni in campo e sugli spalti contribuendo a incendiare animi già molto eccitati. All’88’ la Samp resta con 9 uomini per il cartellino rosso diretto rimediato da Fabrizio Cacciatore. Finisce così, con un tripudio rossoblù e tanta delusione per i doriani.
UDINESE-LIVORNO -- Nel primo anticipo di giornata l’Udinese ha sconfitto 2-0 il Livorno. Bianconeri in vantaggio al 29’ con Totò Di Natale (direttamente da calcio di punizione), al decimo centro stagionale e capocannoniere del torneo, raddoppio di Antonio Floro Flores al 38’. Dopo un pareggio e due sconfitte di fila, la squadra di Pasquale Marino torna quindi al successo e aggancia momentaneamente a quota 18 punti Bari e Roma al decimo posto. Il Livorno resta invece terzultimo con 12 punti (con Lazio, Bologna e Atalanta), a +3 sul Catania e a a +6 sul Siena.
DUELLO A DISTANZA - Anticipi a parte, le protagoniste delle partite della domenica hanno uno stesso obiettivo: dimenticare le figuracce europee. E lanciare subito segnali confortanti in vista del big match del 5 dicembre. Inter e Juventus si rituffano infatti nel campionato italiano per smaltire le scorie accumulate in settimana. I nerazzurri, reduci dal ko contro il Barcellona, ospitano la Fiorentina. I viola arrivano a San Siro sull'onda dell'entusiasmo dopo la storica qualificazione al secondo turno di Champions. I bianconeri vanno invece a Cagliari: oltre alla depressione post-Bordeaux, Ferrara dovrà fare i conti con l'emergenza in attacco. Ancora ai box Trezeguet e Iaquinta, rischia di doversi fermare pure Amauri. Il Milan, pronto a inserirsi nella lotta scudetto dopo la cura rigenerante di Leonardo (che però non è bastata a battere il Marsiglia e assicurarsi il pass di Coppa), affronterà il Catania in trasferta nel posticipo serale. Le altre partite di domenica sono: Atalanta-Roma, Bari-Siena, Chievo-Palermo, Lazio-Bologna, Parma-Napoli.
INTER-FIORENTINA - Si gioca a San Siro la sfida più importante della giornata. L'Inter affronta proprio quella Fiorentina che in Europa ha tagliato per prima il traguardo della qualificazione. Ma Mourinho non vuole cali di tensione, per mantenere intatto il vantaggio sulla Juve. Con la squalifica di Maicon, il tecnico portoghese dovrà dirottare capitan Zanetti sulla fascia destra di difesa. Stankovic agirà da trequartista dietro alle punte. Ballottaggio Eto'o-Balotelli per il posto al fianco di Milito in attacco. «Abbiamo un organico competitivo - dice Zanetti, rispondendo alle critiche dopo la brutta prestazione al Nou Camp - e vogliamo ancora dimostrare la nostra forza. Siamo consapevoli che possiamo ancora crescere». Il capitano è però già proiettato alla sfida contro la Juve: «Se sento cori razzisti contro Balotelli chiedo lo stop» è l'avvertimento del capitano. La squadra di Prandelli si presenta a Milano con assenze importanti: mancheranno infatti Mutu e Gamberini, oltre allo squalificato Donadel. In campo scenderà una formazione molto simile a quella che ha battuto il Lione martedì scorso. In difesa, davanti a Frey, Comotto a destra, Pasqual a sinistra, Dainelli e Kroldrup al centro. In mediana Montolivo e Zanetti. In attacco Gilardino punta centrale, con Marchionni e Vargas esterni e Santana centrale: in recupero Jovetic, che però dovrebbe partire dalla panchina. «L'Inter è una squadra forte in tutti i reparti, molto fisica, preparata, con un allenatore bravo, non sarà facile - ammette Gilardino. - Dovremo stare attenti tutti i 90' e cercare di dare il massimo».
CAGLIARI-JUVENTUS - Oltre ai malumori dopo la sconfitta di Bordeaux, Ferrara ha ora un problema in più: Amauri. Negli ultimi giorni il brasiliano non si è allenato per un forte dolore alla schiena. Del Piero, dunque, resta l'unica punta oltre al giovane Primavera Immobile, che aveva esordito in campionato contro l'Atalanta e che ha giocato anche mercoledì sera. Il capitano è stato provato in avanti come unico attaccante (un ruolo alla Totti), supportato da Camoranesi e Diego. Intanto Buffon suona la carica, difendendo a spada tratta i brasiliani della squadra finiti al centro delle critiche: «Ci parlo spesso con loro - dice a Sky Sport il portiere della Juve - sono ragazzi molto sereni e ottimi professionisti e le critiche fatte a loro le facciamo nostre. Questo attacco deve responsabilizzare tutti e far sì che questo gruppo si cementi ancora meglio per uscire da questo momento di difficoltà, sarebbe la cosa migliore per tutti regalarci delle buone prestazioni e delle buone vittorie». Non sarà facile contro il Cagliari di Allegri: contro la Juve i padroni di casa potranno contare sul recupero di Pisano e Cossu, che agirà alle spalle del tandem d'attacco che domenica dovrebbe essere tutto brasiliano: Jeda-Nenè, con Matri - non al meglio - inizialmente in panchina. «La Juventus è una squadra molto muscolare - osserva Allegri - ci vorrà una gara intensa e di sacrificio da parte nostra, se vorremmo fare risultato».
CATANIA-MILAN - Trasferta insidiosa anche per il Milan, che domenica sera scenderà sul campo di un Catania alla disperata ricerca di punti. In vista del match del Massimino, Leonardo deve fare i conti con la squalifica di Andrea Pirlo: al suo posto, spazio a Flamini, rientrato dopo l'infortunio alla caviglia. In difesa sarà indisponibile Oddo, vittima di un risentimento muscolare accusato mercoledì sera contro il Marsiglia: come terzino destro giocherà quasi sicuramente Abate. In attacco, confermato il trio composto da Borriello, Pato e Ronaldinho, mentre sarà ancora indisponibile per la trasferta in Sicilia il deluso Rino Gattuso.
LE ALTRE - Scorrendo il menu della 14/ma, spicca anche Parma-Napoli. Gli emiliani, quinti in classifica a un solo punto dalla zona Champions, potrebbero essere costretti a rinunciare ad alcune pedine importanti. Oltre allo squalificato Galloppa e al convalescente Paloschi, non ci sarà Mariga: il keniano si è nuovamente fermato martedì per una contrattura al bicipite femorale della coscia sinistra. In avanti in forse Bojinov e Amoruso. Il Napoli di Mazzarri, che sta pian piano risalendo la classifica, dovrebbe invece affidarsi alla coppia d'attacco Lavezzi-Quagliarella. De Laurentiis indica l'obiettivo: «Dobbiamo andare in Europa. Io sono propositivo, poi sarà il campo a dare il suo giudizio». Anche la Roma vuole tornare nelle posizioni di prestigio della classifica: i giallorossi, in attesa del derby, giocheranno a Bergamo. Il ritorno alla grande di Totti ha fatto dimenticare l'assenza di De Rossi. L'Atalanta potrebbe presentare il duo d'attacco Acquafresca-Tiribocchi, ma non è sicura la presenza di Doni. Per il Bari, le insidie di un Siena che si affida alla guida tecnica di Malesani: i biancorossi prendono pochi gol (10 subiti, difesa migliore) ma segnano poco (12), come i toscani (11), che sono ultimi. Il Palermo di Delio Rossi, con un Liverani in più dall'inizio, non avrà vita facile a Verona, dove il Chievo non disporrà di Yepes e Luciano, squalificati.
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«Berlusconi e Dell'Utri non indagati» Il premier: «Mafia? Voci infamanti»
La procura di firenze: «La nuova inchiesta riguarda uno degli esecutori»Lo sfogo del Cavaliere davanti ai giovani del Pdl: «Strozzerei chi fa libri e film come "La Piovra"»
| Silvio Berlusconi (Fotogramma) |
FIRENZE - «Berlusconi e Dell'Utri non sono indagati per mafia». I pm di Firenze smentiscono le indiscrezioni pubblicate da Il Giornale e Libero e soprattutto le voci di un imminente avviso di garanzia nei confronti del presidente del Consiglio. «Non è vero» ha dichiarato ai cronisti il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi. Lo stesso Cavaliere bolla come «infondate e infamanti» le accuse di un suo presunto coinvolgimento nelle stragi di mafia. «Non capisco - ha detto Berlusconi davanti ai giovani del Pdl - come si fanno a pensare cose del genere e quali sarebbero state le mie motivazioni». Poi ha aggiunto: «Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo». E poco dopo, nel suo intervento all'aeroporto di Olbia: «Tu, Vito (Riggio, presidente dell'Enac, ndr), hai parlato prima dei problemi con la mafia. E che problema c'è? Ci sono io. Nella vita bisogna sorridere, ci vuole ottimismo...» (Berlusconi ha anche ironizzato sulle richieste economiche avanzate dalla moglie Veronica Lario per il divorzio. Rivolgendosi dal palco al presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona, il premier ha detto: «Non inviterò più a cena Palenzona perché dopo le richieste per il divorzio della mia signora non so se potrò permettermi un menù adatto a lui...»).
FIRENZE - A proposito delle inchieste sulle stragi del '93-'93, secondo quanto spiegato dalla procura la nuova indagine di Firenze riguarda uno degli esecutori. «C'è un modello 21 - ha dichiarato Quattrocchi - che riguarda residue posizioni di soggetti che, secondo noi, non sono stati raggiunti a suo tempo da quanto giovava per la pronuncia di una sentenza. Era rimasto fuori qualcuno, stiamo cercando di individuarlo, e abbiamo buonissime speranze di farlo». Quattrocchi ha precisato che si tratta di «fatti passati in giudicato, che non precludono la rivisitazione di altre responsabilità», ed ha aggiunto: «Stiamo rivedendo tutto il contesto perché emergono responsabilità su uno degli esecutori».
PALERMO - E alla procura di Palermo? «Capisco perché da Firenze abbiano smentito la notizia: era stato scritto che li avevano iscritti loro. Su di noi nessuno l'ha scritto e quindi non diciamo niente»: è quanto afferma ad Apcom il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia.
L'INCHIESTA - Venerdì il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti aveva smentito categoricamente che Berlusconi fosse indagato. Un intervento che si era reso necessario dopo gli ultimi boatoas riguardanti presunte iniziative giudiziarie nei confronti del premier dopo le affermazioni di Gaspare Patuzza. Il pentito, davanti ai magistrati della procura di Firenze che hanno riaperto l'indagine, archiviata nel 1998, sulle stragi di mafia del 1993 - l'attentato agli Uffizi a Firenze, le bombe a Roma e in via Palestro a Milano, il fallito attentato allo stadio Olimpico della capitale --, ha parlato in una serie di verbali di contatti fra i suoi capi e la politica. In particolare, in un verbale del giugno 2009 - stralci del quale sono stati pubblicati in questi giorni da diversi quotidiani - il pentito racconta di un incontro con il suo capo, il boss condannato all'ergastolo Giuseppe Graviano, in un bar di via Veneto a Roma nel gennaio 1994, nel quale gli venne detto che «tutto è chiuso bene con i politici, abbiamo ottenuto quello che cercavamo» e che la loro controparte era rappresentata da Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. I verbali di Spatuzza sono stati trasmessi dalla procura di Firenze a quella di Palermo, dove si sta svolgendo il processo d'appello a Dell'Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, che in primo grado è stato condannato dal Tribunale a nove anni di carcere. Il p entito deporrà il prossimo 4 dicembre nell'aula bunker di Torino dove, per motivi di sicurezza, si trasferirà la Corte d'Appello palermitana.
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28/11/2009
Sudafricani bianchi al manager italiano: «Razzista alla rovescia»
Il caso Nel mirino l’ad di Vodafone Vittorio Colao. L’azienda ha ceduto azioni solo a neri
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| I manifesti che criticano Vittorio Colao |
MILANO — Il manifesto è più che eloquente: una fotografia in primo piano di Vittorio Colao, circondata dalla frase «Ricercato per razzismo». Così, dalla scorsa settimana l’amministratore delegato del gruppo Vodafone si trova al centro di un’offensiva che, per certi aspetti, sta facendo riemergere in Sudafrica la vecchie ferite lasciate dall’apartheid. Il paradosso è che a lanciare la campagna «Boicottate Vodafone!» è John Kerlen, esponente di quel South Africa’s Cape Independence Party che è espressione di un piccolo gruppo di irriducibili afrikaaner di estrema destra. Gli è bastato diffondere via internet un’email con le accuse a Colao per innescare un dibattito che ogni giorno vede aggiungersi decine di blog, di messaggi, di dichiarazioni che viaggiano su Facebook e altri siti di social networking.
Nel mirino di Kerlen c’è la decisione di Vodacom, la società al 65% di Vodafone che è il primo operatore mobile in Sudafrica e ha attività anche in Tanzania, Lesotho, Congo, Mozambico, di destinare il 3,44% di proprie azioni alla comunità di colore. Una sorta di sistema di quote che porterà la «black community » sudafricana ad aumentare la partecipazione in Vodacom dall’ 1,9% che aveva nel 2007 al 6,97% previsto entro la fine di quest’anno. Una scelta inaccettabile per il Cape Independence Party. «La nostra costituzione vieta ogni forma di discriminazione per razza, fede religiosa, abitudini sessuali - scrive Kerlen - . E in questo senso la decisione di Vodacom appare assolutamente discriminatoria » .
Dal quartier generale di Newbury, vicino a Londra, Colao preferisce non commentare. Ma i suoi collaboratori spiegano che la società africana di Vodafone non ha fatto altro che applicare le norme previste dalla Bee (Black Economic Empowerment), la legge varata nel 1994, all’indomani della fine del regime di apartheid, secondo cui per poter operare in Sudafrica le aziende devono agevolare la partecipazione della comunità di colore alle attività economiche. «Niente vieta comunque ai bianchi di acquistare le nostre azioni direttamente sul mercato», sottolineano in casa Vodafone. La stessa tesi, del resto, sembra condivisa dalla maggioranza dei sudafricani che stanno rispondendo via internet ai messaggi di Kerlen. Un esempio su tutti: «Contestare la scelta di Vodafone significa tornare alle contrapposizioni razziali che ci siamo lasciati alle spalle tanto tempo fa», scrive Victor MacKlenin, che si definisce «un uomo d’affari di Cape Town».
In realtà, la nuova offensiva della destra afrikaaner appare nient’altro che il seguito di una campagna innescata l’anno scorso contro un’altra decisione di Vodafone, ritenuta particolarmente grave dal Cape Party. All’inizio del 2008 Vodacom ha infatti attribuito consistenti quote di capitale a Yebu Yetho e a Royal Bafokeng, due particolari «fondi sovrani» che rappresentano gli interessi di alcune minoranze etniche della «black community» sudafricana, e che investono i proventi di diverse attività economiche (innanzitutto quella mineraria) per destinarne poi i guadagni alle rispettive comunità.
Giancarlo Radice
11:34 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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Imbucati alla Casa Bianca, stretta di mano con Obama
Lo staff del presidente ha deciso di giocare d'anticipo e di pubblicare la foto, che non era ancora apparsa. La coppia sarà interrogata. Chiesta un'indagine interna sulla sicurezza
Non solo sono riusciti ad imbucarsi nel party più esclusivo, e su presumeva, più protetto della Casa Bianca. Ma si sono avvicinati ed hanno salutato Barack Obama, come dimostra la foto di Michaele Salahi che stringe la mano al presidente sorridente e rilassato, mentre il marito Tareq assiste sorridente alla scena. Sempre più imbarazzata dalla vicenda, la Casa Bianca ha deciso di giocare d'anticipo e ha pubblicato le foto dell'incontro con il presidente, che finora non erano state fatte circolare dalla coppia protagonista della clamorosa beffa al Secret Service. Insieme alle foto è stato pubblicato un comunicato dell'uomo responsabile della sicurezza del presidente, Mark Sullivan, direttore del Secret Service, che chiede formalmente scusa per l'imperdonabile mancanza da parte dei suoi agenti addetti al controllo. «Siamo profondamente imbarazzati e preoccupati per la vicenda - ha detto - i risultati della nostra prima inchiesta interna indicano che non sono state seguite le procedure standard ai primi controlli, verificando la presenza delle due persone nella lista degli invitati».
INCHIESTA INTERNA - Anche se Sullivan ha sottolineato che «la responsabilità è tutta nostra», il portavoce del corpo dei «gorilla» del presidente «non esclude procedimenti penali contro la coppia», che ora dovrà essere interrogata. Intanto, l'opposizione repubblicana si è messa in moto con il deputato Peter King che intende chiedere alla commissione della Camera per la sicurezza interna un'inchiesta, soprattutto per verificare se vi sia stata una qualche manipolazione dei sistemi informatici per inserire i nomi degli imbucati nella lista.
11:24 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: usa, barack obama, imbucati, casa bianca, imbarazzo, sicurezza, indagini, inchiesta | OKNOtizie |
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