31/05/2010

Seimila candidati da tutta Italia per 50 posti negli asili milanesi

Per chi supererà la prova un ulteriore scritto e poi l'orale. I quiz per la preselezione al Forum di Assago. In palio il posto fisso e uno stipendio di 20mila euro

 

concorsi maestre.jpg

 

 

Il concorso al Forum di Assago (Fotogramma)
Il concorso al Forum di Assago (Fotogramma)

MILANO - Erano quasi seimila, arrivati da tutta Italia con il miraggio di un incarico a tempo indeterminato nelle scuole dell'infanzia e nei nidi del Comune di Milano, e uno stipendio fisso di 20 mila euro all'anno. Solo cinquanta coroneranno il loro sogno. In mezzo, giorni di prove e speranze infrante. Ai blocchi di partenza, in due turni - uno al mattino di circa duemila candidati, l'altro nel pomeriggio: 4mila aspiranti - laureati e laureate (la stragrande maggioranza) con anzianità fino a 15 anni, ma anche freschi di titolo, in cerca della prima occupazione. Al Forum di Assago, il palazzetto che di solito ospita concerti e partite di basket, si è svolta la prova di pre-selezione, con i quiz scritti, il cui superamento è necessario per accedere ad un'ulteriore prova scritta, e poi all'orale. Hanno risposto ai quiz di cultura generale - domande sulla Costituzione, sulla storia, l'attualità, la letteratura - e a quesiti tecnici, da Piaget alla Montessori. Solo duemila passeranno alla seconda fase delle selezioni, che si svolgerà il 15 giugno. Un nuovo viaggio «della speranza» per un terzo dei candidati. Ancora da fissare la data delle prove orali, che si svolgeranno dopo la valutazione degli scritti.

Erano anni che il Comune di Milano non bandiva un concorso pubblico di questo tipo: l'ultimo si è tenuto nel 2004. Hanno risposto in massa, da tutto il Paese (e quindi senza il requisito della residenza a Milano o in Lombardia), in un periodo di crisi e di tagli. «Si tratta di un'opportunità che abbiamo voluto dare ai giovani in un momento in cui c'è fame di lavoro» ha spiegato l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli. Il processo di selezione consentirà di mettere in organico 50 educatori per l'inizio del nuovo anno scolastico. «Ma la speranza - ha detto la Moioli - è di poterne assumere altri nel 2011, attingendo dalla graduatoria del concorso».

Redazione online


500 Miglia a Franchitti: è il 94° re di Indianapolis

Il pilota scozzese ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Chip Ganassi ha stabilito un nuovo record, diventando il primo costruttore a vincere a Indy e alla 500 di Daytona lo stesso anno. Nel finale spettacolare incidente.

 

 

 

Dario Franchitti ha vinto la 94esima edizione della 500 Miglia di Indianapolis 500. Il pilota scozzese ha dato la possibilità a Chip Ganassi di stabilire un nuovo record, ovvero di diventare il primo proprietario di un team a vincere a Indy e Daytona lo stesso anno.

Franchitti, di origini italiane, è anche noto per essere sposato dal 2001 con l'attrice Ashley Judd. La sua è una famiglia di piloti: il fratello, Marino Franchitti, la sorella Carla e un cugino, Paul di Resta, hanno fatto della loro passione per le quattro ruote una professione.


All'ultimo giro anche uno spettacolare incidente: l'inglese Mike Conway è ''decollato'' con la sua monoposto contro le reti di protezione tra la curva 3 e la 4. Il 26enne britannico se l'è cavata con una frattura alla gamba sinistra.


Rifiuti, indagato il sindaco di Palermo

Avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. Inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia: Cammarata accusato di disastro doloso

 

il sindaco di Palermo Diego Cammarata (Ansa)
Il sindaco di Palermo Diego Cammarata (Ansa)

PALERMO - Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata (Pdl), è indagato dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia, l'ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Al primo cittadino del capoluogo siciliano vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. L'avviso di garanzia, firmato dal Pm Geri Ferrara, è stato notificato al sindaco lunedì mattina.

LA DISCARICA E IL LAGO DI PERCOLATO - Oltre a Cammarata, per presunte irregolarità nella gestione della discarica di Bellolampo sono indagate altre 12 persone: in pratica tutti i vertici dell'Amia dal 2007. Tra questi Gaetano Lo Cicero, fino a pochi mesi fa commissario liquidatore dell'ex municipalizzata, e i dirigenti Aldo Serraino e Giovanni Gucciardo, che si sono alternati nella gestione del sito di Bellolampo. Al centro dell'inchiesta la formazione dell'enorme lago di percolato, il liquido rilasciato dai rifiuti, altamente inquinante, che si è formato nella discarica. Nelle scorse settimane dagli accertamenti disposti dai pm Calogero Ferrara e Maria Teresa Maligno, titolari del fascicolo, era emersa la presenza di solfiti, nitrati e metalli nelle acque di alcuni pozzi della zona. Da qui l'ipotesi che il percolato si sia infiltrato nel sottosuolo e nella falda acquifera. Il percolato, inoltre, sarebbe tracimato a valle, finendo per inquinare il torrente Celona che alimenta il canale Passo di Rigano, le cui acque finiscono nel mare dell'Acquasanta. Proprio per accertare se il torrente e le acque sotterranee siano state contaminate specificamente dal percolato, i pm hanno disposto una serie di analisi tuttora in corso. Verranno prelevati campioni che saranno congelati e inviati in un laboratorio di Milano, unico in Italia a fare questo tipo di accertamenti. I pubblici ministri indagano pure sullo smaltimento delle ecoballe provenienti dalla raccolta differenziata che, invece di essere dirottate nei centri speciali, sarebbero finite in discarica insieme ai rifiuti ingombranti e ai tronchi delle palme uccise dal punteruolo rosso.

IL PRIMO CITTADINO E L'EMERGENZA - L’iscrizione del sindaco Cammarata nel registro degli indagati è soltanto l’ultimo tassello dell'«emergenza rifiuti», una situazione ai limiti della sopportabilità per chi vive a Palermo, costretto a fare i conti con strade invase da cumuli di sacchi d’immondizia ai margini delle carreggiate, e puntuali roghi notturni di cassonetti. Nelle scorse settimane, intorno al nome della discarica palermitana di Bellolampo si erano pronunciati più o meno tutti. I commissari che attualmente gestiscono l’Amia avevano denunciato ancora una volta la situazione critica dell’impianto, dovuta principalmente alla necessità di trovare una soluzione al problema del percolato che sta lentamente saturando la quarta vasca della discarica. I vertici nazionali di Legambiente con una nota chiedevano fosse mantenuta viva l’attenzione su una emergenza che sembrava «destinata all’oblio». Una criticità tangibile, insomma, della quale però nessuno sembrava intenzionato ad assumersi la paternità, dando piuttosto vita ad un continuo botta e risposta tra i palazzi sede dell’amministrazione comunale da una parte, e Regionale dall’altra. Lo stesso sindaco Cammarata alcune settimane fa, sottolineando il «disinteresse» mostrato dal presidente della Regione Raffaele Lombardo nei confronti della vicenda, chiedeva che fosse istituito un tavolo tecnico-istituzionale con il ministero dell’Ambiente, per trovare una rapida soluzione per il problema dello smaltimento dei rifiuti. Una pretesa, quella del primo cittadino di Palermo, cui Lombardo replicava rimproverando «il mancato avvio della raccolta differenziata e la dissipazione - da parte del Comune - delle risorse riservate all’Amia». La decisione del pm Geri Ferrara, dunque, sebbene non sia destinata a risolvere l’emergenza rifiuti a Palermo, appare comunque un atto utile per identificare, una volta per tutte, almeno sulla carta, il responsabile di questa situazione.

«IL GOVERNO LO SOLLEVI DALL'INCARICO» - «Finalmente grazie all'azione della magistratura stanno trovando riscontro le battaglie fatte dal Pd rispetto alle responsabilità diretta del sindaco Diego Cammarata nella gestione dell'Amia, nella nomina dei suoi amministratori e nelle assunzioni»: così il consigliere comunale Saltavore Orlando (Pd) ha commentato l'avviso di garanzia notificato al sindaco di Palermo. «Cos'altro aspetta il governo a sollevare dall'incarico il sindaco di Palermo?» ha chiesto dal canto suo il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei Valori. «Dai brogli alla gestione scellerata dei rifiuti,nonostante il nostro dossier dettagliatissimo consegnato all'assessore Chinnici ed agli organi competenti, - aggiunge il dipietrista - attendiamo una presa di posizione che restituisca chiarezza e legalità al comune di Palermo».

Redazione online


Madre getta la figlia di sei mesi dalla finestra: piccola in fin di vita

DRAMMA A PASSO CORESE, NEL REATINO. La donna sarebbe affetta da depressione post partum

 

ROMA - Dramma a Passo Corese, piccolo centro della campagna sabina in provincia di Rieti. Una madre ha gettato dal secondo piano della sua abitazione la figlia di 6 mesi. La donna, originaria di Roma ma da tempo residente nel Reatino, sarebbe affetta da depressione post-partum. La bambina, trasportata d'urgenza nella Capitale, si trova in gravissime condizioni nell'ospedale romano Agostino Gemelli.

LESIONI NEUROLOGICHE - La bimba, che ha fatto un volo di otto metri, ha riportato lesioni molto gravi alla testa, con probabili implicazione neurologiche, e alcune fratture agli arti. È stata portata al Gemelli in eliambulanza e lì è ricoverata in codice rosso.
La madre D. A., 32 anni, casalinga, è sotto choc. La donna è stata interrogata dal sostituto procuratore di Rieti, Lucia De Santis. La famiglia abita in un appartamento al secondo piano di via Anco Marzio, a Passo Corese.

Redazione online


Fa a pezzi il padre e getta il corpo in un cassonetto: ventenne confessa

Verona - la vittima, giorgio zorzi, aveva 66 anni: l'omicidio risalirebbe a sette giorni fa. Il ragazzo è in arresto per omicidio dopo un lungo interrogatorio. Il delitto scoperto ieri sera, dopo la segnalazione di vicini del cattivo odore da un cassonetto

 

 

Della polizia scaligera l'indagine sul terribile delitto (web)

 

VERONA - Uccide il padre, lo taglia a pezzi e getta il cadavere in un bidone delle immondizie. Il delitto è statao scoperto ieri sera, in un quartiere di Verona. Il parricida, dopo alcune ore passate in questura, ha confessato. In carcere è finito Piergiorgio Zorzi, 20 anni, accusato dell’omicidio del padre, Giorgio, 66 anni.

Sono stati i condomini a chiamare la polizia per il malodore che proveniva da uno dei bidoni delle immondizie. Sul posto sono intervenute le volanti, il dirigente della squadra mobile scaligera Giampaolo Trevisi e il suo vice Massimo Scannicchio che hanno portato il giovane in Questura dove, sottoposto ad un interrogatorio durato diverse ore, ha infine confessato davanti al pm scaligero Elvira Vitulli.

Zorzi avrebbe ucciso il padre una settimana fa, in casa. L’indiscrezione è emersa in ambienti vicino agli inquirenti. Il cadavere, tagliato in cinque pezzi con una sega e buttato in un bidone per rifiuti, era in avanzato stato di decomposizione. Per accertare come e quando è stato morto l’uomo, il magistrato incaricato dell’inchiesta ha disposto l’ esame autoptico, che sarà completato in mattinata all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Verona.


Toto tema, tutte le ipotesi in Rete

Verso la maturita': la prima prova scritta. Ungaretti, Svevo, Moravia, Calvino, Pavese. Poi bullismo, migranti, diritti umani. Ricorrenze: Cavour e Flaiano

 

MILANO - Il toto-tema è un divertissement, un divertimento di classe e di rete. C’è sempre stato, anche prima di Facebook, ci sarà sempre. E’ un gioco di scommesse, preveggenze, studio vero e leggende metropolitane (tutti hanno un parente che imbusta le tracce del ministero e sa i titoli!). Un divertissement appunto, inutile e irrinunciabile. Il tema di italiano è come un biglietto da visita. Lo studente si gioca l’immagine (e la sostanza). “Fai bene il tema e sei già a metà dell’esame”, dicevano i bei professori di due o tre riforme fa. Giusto quindi avere una qualche preoccupazione, ed è per questo, forse, che ci si agita intorno alle possibili tracce. Ma a quale scopo? E’ come se sapere in anticipo il titolo del tema – mettiamo sull’Unità d’Italia (scontato l’anniversario dei 150 anni?) – potesse permettere allo studente di scrivere in buon italiano e con acuto spirito critico le sue riflessioni sulla resilienza (e non solo resistenza) del meridione contadino e borghese.

(Ansa)

BACHECA - Che titoli avrà scelto la ministra Mariastella Gelmini? La risposta esatta la si conoscerà solo martedì 22 giugno, quando i presidenti di commissione apriranno la busta di plastica sigillata, inviata da Roma e custodita – nella notte precedente – dalle forze dell’ordine più vicine all’istituto. Così, da quando la legge Buonconpagni-Casati del 1859 istituisce di fatto il primo esame, la licenza liceale, gli studenti hanno sempre organizzato il “toto-tema”. Probabilmente lo facevano anche gli allievi dei collegi dei Gesuiti, nel Seicento, prima di affrontare il loro esercizio di scrittura l’ “amplificatio”, diciamo una elaborazione retorica di alcuni brani di celebri autori (dall'amlificatio nasce poi il “tema”). Oggi si condivide il “passatempo” sui blog, sulle bacheche virtuali; gli studenti chiedono di tutto e di più, scaricano pagine e pagine di letteratura, storia, economia, politica. Nascono piccoli business legati ai bigini tecnologici o al prof virtuale connesso 24 ore al giorno con il maturando. Rimbalzano da un sito all’altro e passano al setaccio tutte le cronologie degli uomini e delle donne famose, non si sa mai. Si scommette su tutto: quali argomenti e quali autori, e quanti errori ministeriali? C’è tutto lo scibile umano, tutta l’attualità del secolo in corso, tutte le tematiche bio-etiche, ma si va per esclusione, partendo dagli anniversari e dai “già uscito” sulla ruota dell’esame.

LE IPOTESI - Per l’analisi del testo, gli studenti temono sempre Dante, magari dal Paradiso. Ben piazzati sono pure i soliti noti del Novecento: Ungaretti, Svevo, Moravia, Calvino, Pirandello, Pavese. E se a spiazzare fossero gli esperti del Ministero, con Leopardi? Meglio spostarsi sul tema di attualità: c’è ancora la crisi economica e relativa voce correlata consumo e consumismo). L’educazione al vivere civile e la lotta contro il bullismo, integrazione e contestazioni, diritti umani, razzismo (si lanciano, gli esperti, sull’omofobia?). I nuovi migranti, i sogni e bisogni della società globale e multietnica, la religione e le religioni. Cento ani fa nasceva a Pescara Ennio Flaiano. Ennio chi? No la scuola non può ricordare un fine scrittore e un brillante umorista, sarebbe troppo. Gonxha (Agnese) Bojaxhiu, la futura Madre Teresa, è nata alla fine dell’estate del 1910, a Skopje (ex Jugoslavia): la povertà e la santità, bel tema per i nostri studenti obesi di superfluo. Anche Camillo Benso conte di Cavour è nato in piena estate, ma del 1810, a Torino. Cavour sarebbe un tema tosto. A noi piacerebbe questo titolo: «Sono una piccola ape furibonda» Alda Merini, poetessa (Aforismi e magie, 1999). La voglia di cambiare il mondo e la paura di farlo. Rifletta il candidato sul suo “piccolo” mondo e sul sogno di un mondo migliore.

Giuseppe Tesorio


Bankitalia, la denuncia di Draghi: «La corruzione diffusa frena lo sviluppo»

La relazione annuale/«Più poteri per la rimozione dei manager bancari scorretti». «Bene la manovra, è inevitabile. Ora riforme di lavoro e pensioni. La lotta all'evasione porti a ridurre le tasse»

 

Il governatore Mario Draghi
Il governatore Mario Draghi

ROMA - Crisi, riforme e crescita. Sono queste le parole d'ordine contenute nelle «considerazioni finali» di Mario Draghi all'Assemblea annuale della Banca d'Italia. Nel suo discorso, il governatore ha puntato il dito contro la corruzione diffusa nelle amministrazioni pubbliche del nostro Paese che, ha denunciato il numero uno di Palazzo Koch, finisce per frenare lo sviluppo. Non solo: con la crisi «i costi dell'evasione fiscale e della corruzione divengono ancora più insopportabili»: l'evasione «è un freno alla crescita perché richiede tasse più elevate per chi le paga», mentre «relazioni corruttive tra soggetti privati e amministrazioni pubbliche, in alcuni casi favorite dalla criminalità organizzata, sono diffuse». Una situazione davvero allarmante, certificata dalle periodiche graduatorie internazionali che «collocano l'Italia in una posizione sempre più arretrata». La «sfida» dell'Italia per superare la crisi, secondo Draghi, è quella di «coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita». Con la certezza però che «dall'euro non si torna indietro». Quanto alla manovra varata dal governo, la Banca d'Italia la promuove, apprezzandone i tagli alla spesa. «Agire era inevitabile», ha spiegato Draghi, auspicando allo stesso tempo il completamento delle riforme di pensioni e lavoro, denunciando il disagio dei giovani. La Vigilanza di Bankitalia, ha chiesto infine il governatore, deve avere più poteri per la rimozione di manager bancari scorretti.

MANOVRA - La manovra varata dal governo, con l'anticipo delle misure correttive per il 2011 e 2012 e i tagli alla spesa corrente, era «inevitabile», secondo Draghi, date le condizioni dei mercati. «Nelle nuove condizioni di mercato era inevitabile agire, anche se le restrizioni di bilancio incidono sulle prospettive di ripresa a breve dell'economia italiana» ha specificato il governatore, sottolineando la necessità «di un attento scrutinio degli effetti della manovra per garantire il conseguimento degli obiettivi». Per il numero uno di Bankitalia poi è «urgente» rafforzare il Patto di stabilità europeo, introducendo sanzioni anche politiche per i paesi che non lo rispettano.

GIOVANI E LAVORO - Nel suo discorso, Draghi ha più volte ribadito la necessità di riforme strutturali, prima fra tutte quella del mercato del lavoro che favorirebbe i giovani. «In molte altre occasioni - ha detto il numero uno di Bankitalia -, abbiamo affrontato il tema delle riforme strutturali. La crisi le rende ancora più urgenti» è il monito del governatore. «La crisi - ha aggiunto - ha acuito il disagio dei giovani nel mercato del lavoro». Per questo la «riforma del mercato del lavoro va completata, superando le segmentazioni e stimolando la partecipazione». «Una ripresa lenta accresce la probabilità di una disoccupazione persistente - è l'avvertimento di Draghi -. Questa condizione, specie se vissuta nelle fasi iniziali della carriera lavorativa, tende ad associarsi a retribuzioni successive permanentemente più basse».

EVASIONE FISCALE E MACELLERIA SOCIALE - Altro argomento caro al governatore della Banca d'Italia la lotta all'evasione. Secondo Draghi, le misure avviate dal governo devono necessariamente «consentire» la riduzione «delle aliquote. Il nesso fra le due azioni va reso visibile ai contribuenti» è l'opinione del governatore. Duro l'attacco agli evasori fiscali: «Macelleria sociale - ha detto Draghi - è una espressione rozza ma efficace: io credo che gli evasori fiscali siano i primi responsabili della macelleria sociale».

IVA - «Se l'Iva fosse stata pagata il nostro rapporto tra il debito e il Pil sarebbe tra i più bassi dell'Unione Europea» ha detto durante il suo intervento all'assemblea di Bankitalia il governatore. Draghi ha spiegato infatti che «tra il 2005 e il 2008 il 30% della base imponibile dell'iva è stato evaso: in termini di gettito sono oltre 30 miliardi l'anno, 2 punti di Pil».

«VIA I MANAGER SCORRETTI» - Dal numero uno di Palazzo Koch, infine, è arrivata una richiesta precisa in merito a banche e manager scorretti. La Banca d'Italia, è l'appello dei governatori, abbiano più poteri per rimuovere dalle banche, come avviene in altri Paesi e come consiglia il Comitato dei supervisori europei (Cebs), «i responsabili di gestioni scorrette o altamente rischiose prima che la situazione sia gravemente deteriorata e si debbano perciò attivare provvedimenti di rigore». Draghi ha sottolineato a tal riguardo l'azione massiccia della Vigilanza: nel 2009 le ispezioni a banche e intermediari sono state più di duecento. Inoltre, in un passaggio aggiunto a braccio alle sue considerazioni finali, Draghi ha parlato del ruolo delle Fondazioni come azionisti delle banche. «Non credo - ha voluto specificare il governatore - che sia interesse di nessuno, nemmeno delle Fondazioni, tornare agli anni '70-'80 quando la maggioranza di turno nominava gli amministratori delle banche e suggeriva anche i clienti privilegiati».

Redazione online


Gaza, Israele attacca una flotta pacifista. Vittime e feriti

La marina israeliana ha assaltato alcune navi che cercavano di forzare il blocco imposto attorno alla Striscia per portare aiuti umanitari ai palestinesi. Ankara protesta. Hamas: “Intifada contro tutte le ambasciate di Israele” .

 

 

 

L'attacco - E' finito in un bagno di sangue, con almeno 15, forse 20 morti, l'assalto condotto stanotte dalle forze israeliane contro la flottiglia multinazionale di attivisti filo-palestinesi in navigazione verso la Striscia di Gaza. L'azione, ripetutamente minacciata da Israele nel caso in cui gli attivisti avessero cercato di forzare il blocco imposto attorno alla Striscia fin dall'avvento al potere degli islamico radicali di Hamas, nel 2007 – è avvenuta di notte in acque internazionali, a qualche decina di miglia dalla costa. L'epicentro degli scontri - che hanno provocato un'immediata crisi diplomatica fra Israele e Turchia, in prima fila nel sostegno alla flottiglia - è stata la nave di una ong turca che guidava la spedizione: promossa dal movimento 'Free Gaza' con la partecipazione di circa 700 persone (tra cui almeno cinque attivisti italiani) e l'intenzione dichiarata di portare un carico di aiuti a Gaza sfidando il blocco.

La ricostruzione -
Secondo le ricostruzioni dell'episodio, ancora frammentarie, i commando israeliani hanno aperto a un certo punto il fuoco facendo un numero di morti compreso fra 10 e venti, a seconda delle fonti, oltre a numerosi feriti. Stando a un portavoce militare dello Stato ebraico, a innescare il caos sarebbe stato il tentativo di alcuni attivisti di resistere all'abbordaggio con bastoni, coltelli e almeno un'arma da fuoco, sottratta - pare - a un soldato. Fra i militari si contano quattro feriti, ha aggiunto il portavoce, accusando i promotori della flottiglia di aver organizzato una "provocazione violenta". Alla fine le navi sono passate sotto il controllo israeliano e sono attualmente scortate verso il porto di Ashdod (sud di Israele), chiuso ai media. Nessuna conseguenza è segnalata per gli attivisti italiani.

Israele -
Israele ha intanto elevato il livello di allerta sul fronte nord (con il Libano) e su quello sud (con la Striscia di Gaza). Ma a ribollire è pure il fronte interno degli arabo-israeliani: un leader radicale di questi, lo sceicco Saleh, dirigente del Movimento Islamico in Galilea, partecipava alla spedizione e risulta essere stato ferito.

Abu Mazen -
Dalla Cisgiordania, il presidente palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha denunciato l'accaduto come "un massacro", dichiarando tre giorni di lutto nazionale. Da Gaza, invece, i dirigenti di Hamas hanno parlato di "crimine" commesso da Israele, preannunciando reazioni e chiedendo risposte internazionali. Un esponente islamico, Ahmed Yusef, ha invocato "un'intifada" di popolo dinanzi alle ambasciate d'Israele nel mondo.

Caos in Turchia -
La tensione, del resto, è già salita alle stelle con la Turchia, dove sono in corso manifestazioni di piazza anti-israeliane. Il Paese - già alleato strategico di Israele, ma da mesi in grave crisi di rapporti con lo Stato ebraico - aveva chiesto alla vigilia al governo di Gerusalemme di lasciar passare la flottiglia. L'epilogo ha indotto ora Ankara a prefigurare "conseguenze irreparabili" nelle relazioni bilaterali: tanto più gravi se sarà confermata la notizia secondo cui almeno 9 vittime sono turche.

Atene attiva l'unità di crisi -
Intanto, il Ministero degli Esteri greco ha attivato l'Unità di crisi in seguito all'assalto israeliano contro la 'Flottiglia per Gaza', della quale facevano parte due unità battenti bandiera ellenica, il cargo 'Liberta' del Mediterraneo' e la passeggeri 'Sfendoni', a bordo delle quali si trovavano cittadini greci e palestinesi.
Atene ha indicato di non avere finora notizie ufficiali su quanto accaduto e sulla sorte dei propri concittadini. Secondo attivisti greci a bordo delle unità, citati dalla radio Skai, gli israeliani avrebbero dato l'arrembaggio con elicotteri e gommoni ed avrebbero fatto uso di "proiettili veri".

Italiani a bordo -
Ci sono anche alcuni italiani, almeno cinque, fra gli attivisti della flottiglia che stamani cercava di recarsi a Gaza e che è stata bloccata dalle forze israeliane. E' quanto riferisce la Farnesina interpellata sulla vicenda.
Le fonti del ministero degli Esteri italiano riferiscono anche che non risultano italiani coinvolti nella sparatoria che ha provocato morti e feriti. L'ambasciata italiana in Israele ha comunque inviato alcuni funzionari ad Haifa, dove la flottiglia verrà scortata dalle forze israeliane, per verificare la situazione sul posto.

Ue chiede a Israele l'apertura di un'inchiesta
-  L'Unione europea chiede alle autorità israeliane di aprire un'inchiesta sull'attacco alle navi che trasportavano aiuti umanitari a Gaza. Lo ha detto un portavoce del ministro degli esteri della Ue, Catherine Ashton, sottolineando inoltre come Israele deve garantire il libero flusso di aiuti umanitari diretti alla Striscia di Gaza.


ALTRI VIDEO

 

 

 

 


30/05/2010

La Charlie's Angel in bancarotta

L'attrice, oggi 61enne, in seri guai finanziari, Kate Jackson fa causa al suo manager:«Mi ha rovinata». Gli amici preoccupati. «È distrutta»

 

Kate Jackson
Kate Jackson

È sopravvissuta due volte al cancro al seno, ha sconfitto una dipendenza da antidolorifici e superato tre divorzi devastanti, ma ora per la Charlie's Angel, Kate Jackson, sembrano riaprirsi le porte dell'inferno. Stando, infatti, alle carte da lei stessa presentate davanti alla Corte Suprema di Los Angeles, la 61enne attrice, diventata famosa propria grazie alla popolare serie tv degli anni Settanta, sarebbe ormai sull'orlo della bancarotta e a rovinarla sarebbe stato il suo ex business manager, Richard Francis. Stando all'accusa della Jackson, l'uomo l'avrebbe ingannata, facendole credere di avere una fortuna stimata in oltre 5 milioni di dollari (più di 4 milioni di euro) e di poter così vivere tranquillamente grazie ai 300mila dollari (245mila euro) di interessi annui che quel denaro le fruttava. In realtà, dopo che Francis l'aveva convinta ad acquistare una villa del valore di 2 milioni di dollari (1,6 milioni di euro) a Santa Monica, sostenendo che l'investimento non avrebbe mai perso valore, l’attrice (che ha un figlio adottato, Taylor, di 14 anni) avrebbe scoperto che il suo conto in banca era nettamente inferiore a quello che le aveva fatto credere il suo business manager per anni, visto che ammontava, infatti, a poco meno di 3 milioni di dollari (quasi 2,5 milioni di euro).

Da qui, la decisione di portarlo in tribunale e di chiedergli un risarcimento di 3 milioni di dollari. «Sono caduta in rovina per mano della persona a cui avevo affidato le mie finanze», ha scritto nella sua denuncia la Jackson, che si sarebbe affidata a Francis perché questi già gestiva le fortune dell'altra Charlie's Angel, Farraw Fawcett, morta di cancro un anno fa. «Kate è completamente distrutta dalla piega che ha preso la sua vita – ha raccontato al londinese «Sunday Express» una fonte vicina alla Jackson – e siamo tutti molto preoccupati che non riesca a sopravvivere a quest'ennesima crisi. Sta mangiando pochissimo e sta dimagrendo a vista d'occhio». A quanto si è appreso, l'attrice, che dal 2004 ha collezionato solo sporadiche apparizioni televisive e non ha un compagno da quando ha divorziato dal terzo marito, la stunt man Tom Hart, nel 1993, avrebbe lasciato la casa di Santa Monica da qualche giorno e adesso lei e il figlio sarebbero ospiti di alcuni amici.

Dal canto suo, Francis ha negato ogni responsabilità. «Ho un impeccabile record di 50 anni di servizio per molti clienti famosi – ha spiegato al tabloid – e non credo nemmeno che arriveremo al processo, perché già l'udienza preliminare accerterà che non c'è alcun caso da dibattere». Per la verità, nella sua «immacolata carriera» spicca un'altra causa, intentatagli all’inizio dell'anno da Craig Nevius, il produttore tv che ha realizzato il documentario sulla vita della Fawcett e che sostiene che Francis avrebbe tenuto per sé parte del denaro del testamento dell’attrice. Accusa che l’uomo ha definito «una totale sciocchezza». Nel frattempo, un agente immobiliare contattato dal giornale britannico avrebbe stimato la proprietà di Santa Monica della Jackson per un valore di circa 1 milione di dollari, ovvero la metà di quello che sosteneva Francis e che ha sborsato l’attrice.

Simona Marchetti


Frittura di paranza addio, il nuovo regolamento Ue la renderà introvabile

Diventerà quasi impossibile pescare seppie, calamaretti e telline. Le regole per la pesca nel Mediterraneo dal 1° giugno: reti a maglie più larghe e barche più lontane dalla costa

 

Telline: la loro pesca diventerà sempre più difficile a partire dal primo giugno (Ansa)
Telline: la loro pesca diventerà sempre più difficile a partire dal primo giugno (Ansa)

Niente più seppie, calamaretti e telline nelle tavole degli italiani che potranno dire addio anche a rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza per eccellenza dalla Liguria alla Calabria. Tutto questo a partire da martedì 1 giugno con l'entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo. La Commissione europea, infatti, detta nuove regole per la pesca nel Mediterraneo, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa. Prelibatezze che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l'obiettivo dichiarato dell'Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca.

PROTESTE - Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l'Italia, Paese per antonomasia della piccola pesca a cui è dedita il 5% della flotta. E ora occorre saper affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall'Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe. E se non sono mancate le proteste, come quella dell'associazione Marinerie d'Italia davanti al ministero delle Politiche agricole a Roma, oggi si pensa ai Piani di gestione da presentare all'Ue, ovvero a deroghe per maglie e distanze dalla costa che permetterebbero la cattura delle specie messe a rischio dalle nuove disposizioni; ma anche a misure economiche in grado di alleviare i pescatori penalizzati. E a questo proposito c'è qualche novità per vongole e cannolicchi; una circolare ministeriale infatti, rende noto la Federcoopesca, informa che è in via di perfezionamento la procedura per una deroga. Un rinvio possibile anche per le telline perchè, secondo la Lega Pesca, la Commissione europea potrebbe escludere dal Regolamento Mediterraneo il divieto dei rastrelli da natante, trattandosi di attrezzi non trainati. Per ora si sta a guardare e nell'incertezza, ben venga un bel piatto di spaghetti con le telline, tanto per non dimenticare un sapore che ha meritato il riconoscimento di slow food.

PERPLESSITA' - E con il varo delle nuove regole, arriva, inevitabile la preoccupazione anche dei ristoratori. Un «grido di dolore» per le nuove norme sulla pesca dell'Ue che tutelano seppie, calamaretti e telline viene «a nome di tutti gli abitanti della laguna veneta» arriva da Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar di Venezia, il mitico locale frequentato tra gli altri da Ernest Hemingway. La preoccupazione maggiore di Cipriani, autore di autorevolissimi libri di cucina, è per la seppia che, afferma, «è un elemento fondamentale della cucina veneta, non possono portarcelo via! Noi non puntiamo tanto sulle vongole, ma le seppie sono una cosa che serviamo moltissimo».

 

Redazione online


Tutti gli articoli