30/06/2010

Spie arrestate, l'ira di Mosca «Vogliamo spiegazioni»

All'indomani della visita del leader del Cremlino Medvedev. Proteste russe per il blitz dell'Fbi: catturati in dieci. «Accuse infondate». Il caso di Anna Chapman

 

Il ministro degli Esteri russo Lavrov (Epa)
Il ministro degli Esteri russo Lavrov (Epa)

MOSCA - Lo smantellamento di una rete di dieci spie russe infiltrate da molti anni negli Stati Uniti ha fatto soffiare per alcune ore gelidi venti di Guerra Fredda sul reset nei rapporti tra Washington e Mosca. Ma l'indignazione del premier Vladimir Putin per gli arresti e per la spettacolarità dell'annuncio di lunedì è stata seguita da un messaggio sdrammatizzante della Casa Bianca: la vicenda non influenzerà il reset avviato con successo nei rapporti tra i due Paesi. Resta però l'imbarazzo per la vicenda divampata domenica con gli arresti delle spie e lunedì con l'annuncio del ministero della Giustizia Usa pochi giorni dopo il grande benvenuto dato da Obama alla Casa Bianca al presidente russo Dmitri Medveved. Aggravato dal fatto, emerso solo oggi, che Obama era sicuramente al corrente della vicenda quando giovedì ha portato il suo ospite a mangiare hamburger e patatine fritte in una tavola calda della Virginia proprio per sottolineare il calore del rapporto personale tra i due leader.

IL BLITZ - Intanto l'Fbi preparava il blitz contro le dieci talpe russe che per anni si erano infiltrate nel cuore dell'America, tra le villette di New York e i professori di Harvard. Nel colloquio tra Obama e Medvedev la vicenda dello spionaggio non era comunque mai stata menzionata. Alcune fonti hanno fatto sapere che il presidente Obama non era contento del tempismo degli arresti (dopo anni di indagini) così a ridosso del suo benvenuto a Medvedev. Ma l'Fbi ha fatto pressioni sottolineando che una delle spie sorvegliate stava per fuggire ed occorreva quindi agire rapidamente. Nella vicenda è intervenuto oggi con vigore Putin: «La polizia in Usa è andata fuori controllo, scaraventando persone in carcere: spero che quanto sta accadendo - ha ammonito - non danneggi i progressi raggiunti nelle nostre relazioni». Gli ha risposto prima il dipartimento di Stato: «Abbiamo fatto significativi progressi negli ultimi 18 mesi. Abbiamo raggiunto risultati concreti. Andremo avanti per questa strada, nonostante tutto». Un messaggio poi rinforzato dalla Casa Bianca con parole analoghe sottolineando la cooperazione degli ultimi tempi con Mosca all'Onu su temi come l'Iran e la Corea del Nord. Il ministero degli Esteri russo aveva ha ammesso che le persone arrestate sono cittadini russi, aggiungendo che non avevano però «commesso alcuna azione contro gli interessi americani» ed ha chiesto che i legali del consolato russo possano vedere gli arrestati. Il tempismo dell'annuncio di ieri ha provocato oggi non solo le smentite indignate delle autorità russe («sono accuse infondate») ma anche pungenti rimostranze sulla spettacolarità dell'annuncio «fatto nello spirito di passioni spionistiche da tempi della Guerra Fredda» e sul tempismo «sullo sfondo del reset nei rapporti tra Russia e Stati Uniti».

L'INCHIESTA - L'inchiesta ha dimensioni internazionali. Un undicesimo sospetto, un canadese con passaporto americano, è stato fermato ma poi rilasciato su cauzione oggi a Cipro. Alcuni degli agenti che si erano infiltrati negli Usa, comprese alcune coppie con bambini, affermavano di essere canadesi o peruviani. Altri avevano usato falsi passaporti irlandesi e britannici. Londra e Dublino hanno aperto inchieste per indagare sull'origine dei passaporti falsi. Per molti in Russia non vi sono dubbi. Si tratta di una manovra dei 'Falchì che cercano di sabotare il miglioramento dei rapporti tra i due Paesi, fatto scattare da Obama col famoso reset. «È anche un colpo contro il presidente Obama», affermano. Ma è anche un colpo contro la ratifica del nuovo trattato START 2 da poco firmato. Secondo l'Fbi tra gli obiettivi dati agli agenti dai loro capi a Mosca c'era quello di acquisire informazioni in molti campi: dai programmi del Pentagono sulle bombe ad alta penetrazione ai criteri di selezione dei nuovi agenti della Cia. Tra le frasi in codice usate dalle spie: «Ma non ci siamo incontrati l'anno scorso in aprile in Thailandia?». La risposta attesa: «Non era aprile ma piuttosto il mese di maggio». (fonte: Ansa)

Redazione online


13:26 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: esteri, usa, arrestate, presunte, spie, russia, ira, putin | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Addio Taricone, Trasacco si stringe intorno al “guerriero”

La bara dell’attore, morto in un incidente con il paracadute, è stata tumulata nel paese dell’aquilano che ha dato i natali ai genitori della vittima. La nonna: “Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto…”

 

 

 

La bara di Pietro Taricone è stata tumulata stamani, in forma strettamente privata, nella cappella di famiglia del cimitero di Trasacco, cittadina marsicana che ha dato i natali ai genitori della vittima e dove per oggi è stato proclamato il lutto cittadino. Pietro ha sempre trascorso a Trasacco gran parte della sua infanzia ed è qui che aveva molti amici e l'affetto di tutti dopo la sua notorietà con la prima edizione del Grande Fratello. Presenti il sindaco, Gino Fosca, cugino del padre di Pietro, i familiari e qualche fan che ha assistito con discrezione al rito. Il feretro dell'attore era arrivato ieri sera all 21 al cimitero nuovo del paese. Ad attendere la bara c'era un gruppo molto folto di cittadini di Trasacco. Presente anche la nonna che, tra le lacrime, è riuscita solo a dire "Pietro, amore mio, cosa mi hai fatto...".


Intercettazioni, Pizzetti: "Libertà di stampa in pericolo"

Per il Garante della Privacy nel ddl "si sposta il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza". Fini: "Le esigenze di sicurezza non possono annullare libertà".

 

 

 

No agli "eccessi che causano la prevalenza del diritto all'informazione su quello della privacy", ma serve "bilanciare la tutela della privacy con il rispetto della legalità".
Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo a Montecitorio in occasione della Relazione del Garante per la protezione dei dati personali sull'attività svolta nel 2009 (sopra, il video).
"Gli eccessi che causano la prevalenza del diritto all'informazione su quello della privacy - ha detto Fini - devono spingerci a trovare una soluzione diversa da quella di coloro che pensano che il contemperamento tra il diritto alla riservatezza e le esigenze della sicurezza, della legalità e dell'informazione possa scaturire spontaneamente".
"Una cosa, infatti - ha aggiunto - è sostenere che una legge possa essere formulata diversamente e meglio, tutt'altra cosa è, invece, accettare che il costo morale e materiale della sicurezza possa essere pagato da quanti alla fine potrebbero essere riconosciuti come innocenti".
Per Fini comunque "ricercare un equilibrio per coniugare le esigenze di protezione della collettività con quelle del rispetto della libertà e della identità del singolo cittadino rappresenta un compito a cui non possono sottrarsi le istituzioni democratiche nel gestire quotidianamente ele terogenee problematiche della sicurezza".
Per il presidente della Camera, "la tutela di diritti fondamentali quali la riservatezza, la libertà, la sicurezza delle transazioni commerciali" ha comunque un "carattere di urgenza e di indifferibilità".

INTERCETTAZIONI -
Nel disegno di legge sulle intercettazioni "si sposta oggettivamente il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza" e questo "può giustificare che da molte parti si affermi che, così facendo, si pone in pericolo la libertà di stampa". E' l'analisi del presidente dell'Autorità garante per la privacy, Francesco Pizzetti, nella Relazione annuale al Parlamento.
Alla vigilia della giornata di mobilitazione indetta per domani dalla Federazione nazionale della stampa, Pizzetti punta il dito contro il discusso provvedimento, pur sottolineando che la preoccupazione per la libertà di stampa presenta "un qualche eccesso", dal momento che la norma condiziona solo "la pubblicazione dei testi delle intercettazioni".
Nella Relazione annuale al Parlamento il presidente del Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, raccoglie "la preoccupazione per le sanzioni previste per gli editori" nel disegno di legge sulle intercettazioni. Sanzioni che "comportano necessariamente un loro maggiore intervento rispetto alla pubblicazione delle notizie".
Tale scelta, sottolinea Pizzetti, "costituisce una discontinuità significativa" rispetto ad altri Paesi di grande tradizione democratica, che pure concepiscono la libertà di stampa "come un diritto e un dovere degli editori non meno che dei direttori e dei giornalisti".
"L'Italia, infatti - afferma il Garante - con la legge sulla stampa approvata in diretta attuazione della Costituzione, ha consapevolmente distinto la responsabilità e il ruolo dell'editore da quello del direttore, mettendo i direttori al riparo da ogni condizionamento diretto da parte dell'editore, anche in ragione del fatto che questi, nel nostro Paese, ben raramente sono editori puri".


RAI -
Rispetto alla Rai, spiega Pizzetti nella Relazione annuale al Parlamento, "l'Autorità ha sempre detto che la protezione dei dati non è di ostacolo alla conoscibilità dei dati aziendali relativi all'uso delle risorse pubbliche, a partire dagli emolumenti corrisposti". Quanto però alle modalità di diffusione, "come abbiamo di recente precisato, sono previste dalla legge - sottolinea il Garante - solo attraverso la pubblicazione sul sito dell'azienda".
"Recentemente - ricorda Pizzetti - insieme ad altre Autorità, siamo stati nuovamente investiti del problema dal direttore generale della Rai. Esamineremo nuovamente con attenzione il tema, anche se non sembrano esservi state innovazioni normative che impongano di cambiare orientamento".

IL WEB -
Il futuro della privacy si gioca sul web, che mette a dura prova gli istituti giuridici tradizionali e gli stessi principi della protezione dati, e sulla capacità di individuare soluzioni, "anche a livello internazionale” ha poi detto Pizzetti.
Il presidente dell’Autorità Garante cita, tra l'altro, il contrasto "tra la protezione del diritto d'autore e la necessità di non consentire tracciamenti indiscriminati per perseguire eventuali violazioni", gli "interrogativi che pongono i motori di ricerca, che per loro natura non hanno limiti alla cattura e utilizzo di dati personali"; i "rischi, spesso ignoti agli utenti, posti dai social network" e, in particolare, "quelli connessi ai nuovi servizi offerti da Google".
E' il caso, spiega il Garante, di "Google Latitude, che consente a un utente la localizzazione geografica di un altro utente semplicemente acquisendo il consenso con un sms, o Google Maps, che nella modalità my location localizza la posizione del soggetto che ne fa uso". Senza dimenticare "Google Street View che, oltre ad aver mappato le nostre città, ha raccolto illecitamente informazioni su reti wireless prive di protezione".


Si è ucciso il poliziotto che indagava sul rapimento di Natascha Kampusch

La ragazza, oggi 22enne, è riuscita a scappare dal suo aguzzino nel 2006. Franz Kroell era stato costretto a spiegare a numerose commissioni il clamoroso fiasco delle forze dell'ordine

 

Natascha Kampusch
Natascha Kampusch

GRAZ (AUSTRIA) - Si è ucciso Franz Kroell, l'ispettore della polizia un tempo incaricato delle indagini sulla scomparsa di Natascha Kampusch. Si è sparato un colpo in testa con la pistola di ordinanza, nella sua casa a Graz.

IL FIASCO - Kroell, 58 anni, era stato costretto a spiegare davanti a numerose commissioni il fiasco delle forze dell'ordine, che non riuscirono a ritrovare negli otto anni del sequestro la ragazza rapita quando aveva 10 anni e tenuta per 8 segregata da Wolfgang Priklopil in una cantina, prima di riuscire a liberarsi nel 2006. Priklopil poi si suicidò gettandosi sotto un treno.

DEPISTAGGIO - Di recente Kroell soffriva di profonda depressione. L'ultima indagine delle autorità austriache, scrive il Telegraph online, riguarda il sospetto che l'inchiesta originale della polizia sul caso Kampusch fosse in realtà un depistaggio per coprire una presunta potente rete di pedofili.

AUTOBIOGRAFIA - La Kampusch, 22enne, ha annunciato che sta lavorando alla sua autobiografia intitolata "3.096 giorni", il tempo della sua prigionia. Il produttore e sceneggiatore del film "La caduta", Bernd Eichinger, ha detto di voler portare la vicenda del sequestro sul grande schermo, con Kate Winslet nella parte della protagonista, ma l'agente dell'attrice ha smentito.

 

 

Redazione online


Marea nera, il nuovo nemico della Bp è l'uragano Alex

Le forti piogge e i venti violenti causati dalla tempesta tropicale stanno complicando le operazioni per fermare la perdita di petrolio nel Golfo del Messico. Intanto Obama ha deciso di accettare l'aiuto di 12 Paesi stranieri per far fronte al disastro

 

 

Il maltempo portato dal primo uragano atlantico della stagione sta mettendo a dura prova le operazioni per tentare di porre rimedio alle conseguenze della gigantesca perdita di petrolio provocata da un incidente in un impianto di Bp Plc nel Golfo del Messico, costringendo a rinviare piani per contenere la marea nera e minacciando di spingere a riva ancor più acqua inquinata dal petrolio.
Il disastro nel Golfo è giunto al 72° giorno dall'incidente che lo ha provocato, con conseguenze economiche e ambientali sempre più gravose per il turismo, gli habitat naturali, la pesca ed altre attività, e con incognite sul futuro del colosso energetico BP, con sede a Londra.

Gli abitanti della zona sono stati alle prese ieri con forti piogge ed alluvioni causate da Alex, la tempesta che si è potenziata sino a trasformarsi in uragano e che sembra destinata a scaricarsi vicino al confine fra Texas e Messico tra stasera e domattina. I funzionari dell'amministrazione Obama continuano a visitare la regione del Golfo, ultimo il vicepresidente Joe Biden. "Non finiremo sino a quando tutto non sarà ripristinato", ha detto Biden ieri a Pensacola, Florida. Con forti venti, alte onde e piogge alluvionali in vista, fuochi controllati per bruciare petrolio sull'oceano, uso di disgreganti chimici volatili ed altre operazioni sono state al momento sospese, hanno detto i funzionari. Anche se Alex non minaccerà direttamente le piattaforme petrolifere nel Golfo, la tempesta è abbastanza potente da indurre diverse compagnie ad evacuare gli impianti.


E intanto, a circa 70 giorni dall'eplosione della piattaforma Deepwater Horizon l'amministrazione Obama ha deciso di accettare "l'aiuto di 12 Paesi stranieri" per fare fronte al più grave disastro ambientale della storia Usa. Lo ha reso noto il dipartimento di Stato.


Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di energia

STUDIO DELLA HARVARD MEDICAL SCHOOL DI BOSTON SUI TOPI. È la fase in cui alcune regioni nervose «critiche» si riempiono di Atp la «benzina» molecolare delle cellule

 

(Grazia Neri)
(Grazia Neri)

ROMA - Nelle prime ore di sonno il cervello fa il pieno di benzina in alcune regioni neurali critiche per il suo funzionamento diurno: queste aree neurali, cioè, si riempiono di Atp (Adenosin Trifosfato), la benzina molecolare delle cellule. Ciò suggerisce che il sonno serva anche a rifocillarsi dopo un giorno di fatiche e ricarburare in attesa del giorno seguente. Lo dimostra una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience e condotta da Radhika Basheer e Robert McCarley della Harvard Medical School di Boston studiando topolini.

IL CERVELLO «FA IL PIENO» - Negli ultimi anni svariate ricerche hanno dimostrato che il sonno è un momento rigenerante per il cervello e che serve per farlo riposare e funzionare al meglio il giorno seguente. Infatti la carenza di sonno è legata a deficit cognitivi e di memoria. È stato anche dimostrato che nel sonno la materia grigia si riorganizza formando nuove connessioni nervose. Ma cosa esattamente succeda dentro le cellule nervose finora non era chiaro. Gli esperti hanno visto che in alcune aree neurali del cervello dei topolini che hanno un ruolo chiave durante il giorno, nelle prime fasi del sonno, aumenta tantissimo la moneta energetica delle cellule, l'«Atp», che è appunto la benzina per far funzionare ogni nostra cellula. Se ai topolini viene impedito di dormire, invece, l'Atp non aumenta nelle cellule nervose. Inoltre durante il giorno l'Atp non aumenta e anzi viene consumato man mano che usiamo il cervello. (Fonte Agenzia Ansa)


Donna uccisa con tre spari al volto Si segue la pista dell'omicidio passionale

NEL TORINESE. La vittima aggredita nella sua abitazione a Riva di Chieri, forse da un conoscente. Inutili i soccorsi

 

TORINO - Una 36enne italiana, di cui non sono state rese note le generalità, è stata uccisa mercoledì mattina a Riva di Chieri, nel Torinese. Raggiunta da tre colpi di arma da fuoco al volto nella sua abitazione, forse da un conoscente, la donna è stata subito soccorsa dal personale del 118. È deceduta durante il trasferimento all'ospedale Molinette di Torino. Secondo i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino che indagano sulla vicenda potrebbe trattarsi di un omicidio passionale. Al momento, però, non vengono escluse anche altre ipotesi.

Redazione online


Anche YouTube impazzisce per le vuvuzelas

Dalle parodie dei classici del cinema, al bottone per simularne il fastidioso effetto su ogni video: le trombette africane sono ormai diventate un tormentone inarrestabile. E il web, ovviamente, ci ha preso gusto

 

vuvuzuelas_ansa.jpg



I colorati mondiali sudafricani hanno già inciso nell’album dei ricordi una protagonista tanto preannunciata quanto indimenticabile. Stiamo ovviamente parlando della vuvuzela, la trombetta a fiato che sembra far immergere gli stadi sudafricani in un immaginario, gigantesco alveare.

Se tifosi e appassionati sono letteralmente impazziti per il nuovo gadget tormentone – chi per cercare di accaparrarsene disperatamente uno, chi per tentare di eliminarne il più possibile l’interferenza su radio e telecronache – il web non poteva assolutamente essere da meno.


Succede così che da qualche giorno si sia scatenata in rete una vera e propria sfida a colpi di remake vuvuzeliani. Assolutamente straordinario
“Gandalf va ai mondiali”, una riuscitissima rivisitazione del trailer della “Compagnia dell’Anello”,  trasformata per l’occasione in “Compagnia della Vuvuzela”. Alla spada di Aragorn, all’arco di Legolas e all’ascia di Gimli si unisce un misterioso e coloratissimo guerriero con la trombetta africana che romperà gli equilibri del sodalizio e riverserà gli amici contro loro stessi. 1 minuto e 33 secondi di puro divertimento, con il piacevole accompagnamento musicale di Taking the hobbits to Isengard di Erwin Beekveld.   

Come ogni video-tormentone che si rispetti, anche in questo caso non poteva mancare la classica
parodia in chiave hitleriana. Il rifacimento, non può che prendere spunto dalla famosa sfuriata di Hitler ai suoi gerarchi, tratta dal film “La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler” di Oliver Hirschbiegel: in questo caso, il Führer se la prende con la FIFA per non essere riuscita a bandire dagli stadi le trombette che gli impediscono di assistere alle partite perché gli rompono i timpani e gli provocano un terribile mal di testa. Peraltro, lo stesso frammento esiste anche in una versione tutta italiana, dedicata all’eliminazione della nazionale di Lippi.

Ma torniamo alle vuvuzelas perché negli ultimi giorni, grazie ad una nuova applicazione di YouTube, le trombette africane possono diventare la colonna sonora di qualsiasi video di vostro gradimento.
Basta cliccare sul pallone sotto la barra di completamento della visione e il gioco è fatto: vuvuzelas a volontà, per tutti.

Per concludere, un paio di note di colore:  sempre in tema di mondiali e video scherzosi sul web, non possiamo fare a meno di segnalare l’ironia, in qualche caso un po’ irreverente, che spopola in seguito all’eliminazione degli azzurri. Da qualche giorno circola  la parodia dell’inno ufficiale dei mondiali
“L’Italia va in Waka”.

 

Video

 

 


Intercettazioni, il Pdl accelera I dubbi di Fini: «È irragionevole»

Cicchitto: «Il via libera ad agosto è nell'ordine delle cose. Il ddl alla Camera il 29 luglio, dopo l'esame della manovra. Il Pd: «Una forzatura sbagliata»

 

Gianfranco Fini (Ansa)
Gianfranco Fini (Ansa)

ROMA - Alla vigilia della manifestazione a Roma contro la "legge-bavaglio", il Pdl accelera sulle intercettazioni: il disegno di legge arriverà infatti alla Camera il prossimo 29 luglio, dopo l'esame della manovra economica. Ma la decisione, presa dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, oltre che sgradita all'opposizione, non soddisfa neanche il presidente della Camera Gianfranco Fini. Calendarizzare a fine luglio di ddl «è irragionevole», secondo il leader di Montecitorio, visto che il voto finale è probabile che finisca comunque a settembre, considerato che alla Camera probabilmente ci saranno modifiche. Fini avrebbe ribadito questo concetto dopo la riunione dei capigruppo, sottolineando anche che mettere in calendario quel testo a fine luglio «è solo un puntiglio». Tuttavia, ha precisato Fini secondo quanto viene riferito da chi era presente alla conversazione, questo ragionamento politico non lo autorizzava a mettere il testo direttamente nel calendario di settembre: facendolo sarebbe, infatti, «venuto meno al proprio dovere istituzionale» visto che la maggioranza dei gruppi chiedeva l'esame del testo a luglio.

SCONTRO PD-PDL - La decisione di calendarizzare il ddl intercettazioni alla fine di luglio è stata assunta dalla presidenza della Camera davanti alla richiesta dei gruppi di maggioranza ed al no dell'opposizione. I tempi non saranno contingentati trattandosi di primo calendario. «Questo vuol dire - spiega il capogruppo del Pd Dario Franceschini - che il testo non verrà assolutamente votato a luglio ma che sarà necessario arrivare alla prima settimana di agosto. È una cosa non logica: serve solo a comprimere l'esame della manovra per un testo che comunque sarà modificato e dovrà tornare al Senato. Insomma, è una forzatura sbagliata». E dall'Udc Michele Vietti lancia un appello al Pdl: «fare una questione di puntiglio significa far spegnere la voglia di dialogare anche in chi quella voglia ha sempre dimostrato di averla». Ma la maggioranza respinge l'accusa al mittente. «Nessuna prova di forza ed è assolutamente improprio parlare di forzature», spiega il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto. «Quel testo - sostiene - è stato 14 mesi alla Camera, poi parecchi mesi al senato e ora torna in terza lettura e in commissione si stanno facendo pure le audizioni. Andare a chiuderne l'esame entro la prima settimana di agosto è nell'ordine delle cose».

Redazione online


29/06/2010

Viareggio, un giuramento nel giorno del primo anniversario della strage

Il sindaco: «momento di speranza comune», Ibi Ayad, 21 anni, unica superstite di una famiglia marocchina scomparsa nello scoppio, è diventata italiana

 

 Ibi con il sindaco di Viareggio Luca Lunardini (Milestone Media)
Ibi con il sindaco di Viareggio Luca Lunardini (Milestone Media)

VIAREGGIO – Il primo anniversario della strage di Viareggio (29 giugno 2009, 32 vittime) inizia con un giuramento. Quello di Ibi Ayad, 21 anni, unica superstite di una famiglia marocchina (nell’esplosione ha perso padre, madre e due fratelli) diventata cittadina italiana. Emozionata, con la voce un po’ tremante e con l’accento simpaticamente straniero, Ibi ha ascoltato l’inno nazionale e poi ha pronunciato fedeltà alla Repubblica giurando, durante una cerimonia in comune davanti al sindaco Luca Lunardini, su una copia della Costituzione molto speciale che le ha regalato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

CERIMONIA - Subito dopo il giuramento, al quale hanno partecipato gli amici i parenti e il marito Hichmam Mehbi, operaio, sposato pochi mesi fa, Ibi ha ricordato la famiglia scomparsa nel disastro. «Diventare italiano era il sogno del mio babbo (che quella notte prima di morire era tornato a casa per salvare i fogli per chiedere la cittadinanza ndr) e di tutta la mia famiglia – ha spiegato la giovane – e oggi io l’ho presa per loro che non ci sono più. Sono orgogliosa di essere italiana e spero che questo riconoscimento possa alleviare un po’ il mio dolore. L’ha trasmetterò, quella italianità, ai miei figli, spero numerosi. Già questo è un grande dono che l’Italia ha fatto a me e a mio marito». Ibi lavora come aiuto cuoco in un ristorante versiliese, ma il suo sogno è quello di aprire una pasticceria. Sta seguendo un corso e ha già in mente ricette speciali. «Voglio unire la tradizione italiana e versiliese con quella marocchina», promette. Dopo aver letto il messaggio di auguri del presidente della Repubblica Napolitano, durante la cerimonia, il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, ha parlato di «momento di speranza comune». «Ibi - ha sottolineato il primo cittadino – è sempre stata una nostra concittadina nel cuore, oggi lo è diventata davanti alla legge. Il dolore e il lutto che ha passato sono anche quelli di Viareggio». Ai margini della cerimonia Lunardini ha anche ricordato quella notte così tragica. «Io abito a poche decine di metri dalla stazione – ha raccontato – e ho assistito in diretta alla tragedia. La mia stanza si è tinta di rosso, poi un boato, il fuoco, le sirene, i morti». Le cerimonie per commemoratre la strage proseguiranno tutto il giorno. Dopo le testimonianze dei familiari, alle 20, allo stadio dei Pini di Viareggio, si svolgerà una preghiera interreligiosa. Poi dallo stadio partirà un corteo che attraverserà la città sino a raggiungere via Ponchielli, la strada dove abitava la gran parte delle vittime. Alle 23.48, ora del disastro, una ventina di automezzi di Pubbliche assistenze, Protezione civile e vigili del fuoco avvierà le sirene. In quel momento un treno passerà sui binari fischiando in ricordo delle vittime. Poi sarà silenzio, per le preghiere e i ricordi.

Marco Gasperetti


Tutti gli articoli