26/09/2008

Mucca Pazza, nuovo caso in Lombardia

Mucca Pazza, nuovo caso in Lombardia

 

 

 

 

In totale sono 142 i test risultati positivi nel nostro Paese dal 2001. E' il primo in Italia nel corso del 2008. La Bse accertata dall'Istituto zooprofilattico di Torino

 

TORINO - Un caso di «mucca pazza» in Italia, il primo del 2008, è stato identificato dal Centro di referenza nazionale della Bse dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino. Dall'ultimo caso trovato in Italia sono passati due anni. L'animale, un bovino di razza frisona, di 13 anni proviene da una azienda lattifera di medie dimensioni della regione Lombardia. Il nuovo caso di Bse dalle prime rilevazioni risulta essere del tipo classico, il genere più diffuso, originato dall'utilizzo di mangimi contaminati da farine di carne ed ossa.

I NUMERI - Il numero complessivo di casi riscontrati dal sistema di sorveglianza italiano ad oggi - ricorda dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino - è pari a 142. I casi sono stati rilevati «grazie all'imponente macchina di sorveglianza della malattia attuata in Italia e coordinata dal Centro di Torino, dal gennaio 2001 sulla base di quello che è ad oggi il maggior sistema di monitoraggio di una zoonosi che l'Europa abbia mai attuato».


I CONTROLLI - Quest'anno sono stati effettuati 480.000 test in tutta Italia che si aggiungono ai 4.765.000 eseguiti dal 2001 al 2007. «Questo nuovo caso - sottolinea il Centro di Torino - appare subito dopo la valutazione per rischio Bse a cui l'Italia è stata sottoposta dalla Commissione Europea, per essere classificata in base alla sua attività di controllo della malattia». «Attraverso decine di Ispezioni Comunitarie, migliaia di dati analizzati ed elaborati, milioni di test eseguiti sui bovini, migliaia di controlli sui mangimi, migliaia di pagine di documentazione dell'attività svolta - ha detto Maria Caramelli, responsabile del Centro - siamo stati promossi a pieni voti: abbiamo in mano una certificazione ufficiale dal quale risulta che l'Italia ha sotto controllo l'andamento della malattia e tale risultato dà al nostro Paese la possibilità di avere scambi commerciali con tutti gli altri Stati Membri di pari rischio sanitario».

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18/09/2008

La dieta mediterranea salva la vita

La dieta mediterranea salva la vita

Uno studio dimostra che seguendola si abbatte del 10% la mortalità per ogni causa. Ma gli italiani non lo fanno più. 

Frutta, verdura, pasta, olio, pesce, sono i cardini della dieta mediterranea
Seguire «davvero» la dieta mediterranea garantisce una significativa protezione nei confronti della mortalità per qualunque causa e dell'incidenza delle principali patologie cronico-degenerative come quelle del cuore e dei vasi, i tumori, il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer. A ribadirlo con argomentazioni scientifiche ancora più solide che in passato è una metanalisi, cioè una revisione di dati a disposizione da studi precedenti, condotta da specialisti dell'Università di Firenze e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, pubblicata sul prestigioso British Medical Journal.

LO STUDIO - Le ricerche prese in considerazione dai ricercatori toscani hanno «sezionato» le abitudini alimentari e lo stato di salute di più di 1,5 milioni di persone seguite dai 3 ai 18 anni. Tutti gli studi esaminati utilizzavano un punteggio numerico, chiamato punteggio di aderenza, per calcolare quanto fedelmente veniva seguita la dieta Mediterranea,. Dall’analisi di questi dati è emerso che coloro che aderivano in maniera rigorosa alla dieta Mediterranea avevano un significativo miglioramento dello stato di salute con una riduzione del 9% della mortalità totale, del 9% della mortalità per cause cardiovascolari, del 13% dell’incidenza di patologie come Parkinson e Alzheimer, e del 6% dell’incidenza o mortalità per tumori.

LE CONSEGUENZE - I risultati di questo studio, presentano importanti implicazioni per la salute pubblica, in particolare modo nel ridurre il rischio di morte prematura nella popolazione generale. Inoltre confermano le raccomandazioni delle correnti linee guida delle più importanti società scientifiche che incoraggiano il profilo dietetico di tipo Mediterraneo per la prevenzione delle principali malattie cronico-degenerative. La dieta mediterranea prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, carboidrati complessi, olio di oliva, pesce, e meno di carne, insaccati, formaggi e derivati.

MA GLI ITALIANI NON LA FANNO - Ma se da un parte lo studio dell'università di Firenze è una buona notizia, dall'altra è «sconfortante», visto che In Italia la dieta mediterranea viene seguita sempre meno. Secondo i dati forniti da Coldiretti, infatti. è in costante calo il consumo dei prodotti che ne costituiscono le fondamenta. Nel 2008 quello di frutta è calato del 2,6 per cento, quello di olio di oliva del 2,8, quello del pane del 2,5 e quello della verdura dello -0,8. Certamente parte della responsabilità è da scrivere alla crescita dei prezzi di questi generi alimentari, ma è innegabile che lo stile di vita e i gusti degli italiani si siano negli ultimi decenni inesorabilmente «occidentalizzati», spostandosi sempre di più verso un'alimentazione ricca di carne e grassi animali in genere.

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CINA: ANCHE IL LATTE CONTAMINATO

CINA: ANCHE IL LATTE CONTAMINATO

Cina. Scoperta melamina anche nel latte 3 maggiori aziende paese. Dopo ispezione annunciata in seguito allo scandalo latte polvere

Pechino, 18 set. (Apcom) - A rischio anche il latte in Cina: le autorità cinesi hanno scoperto delle tracce di melamina nel latte venduto da tre delle più importanti aziende casearie del Paese, dopo l'ispezione nazionale provocata dallo scandalo del latte in polvere contaminato scoppiato la settimana scorsa. Lo annuncia la tv nazionale.Un'ispezione straordinaria condotta nelle aziende casearie del paese ha permesso di scoprire tracce di melamina in alcuni prodotti delle aziende cinesi Mengniu, Yili e Guangming, ha dichiarato Cctv nell'edizione della sera, citando l'amministrazione incaricata dei controlli di qualità. La melamina, che viene normalmente utilizzata nella fabbricazione di materie plastiche, sarebbe stata usata per far apparire il latte più ricco di proteine. Il latte in polvere contaminato da questa sostanza chimica ha fatto ammalare 6.244 bambini, che soffrono di calcoli renali, mentre quattro neonati sono morti. L'ultimo bilancio ufficiale, comunicato ieri dal ministro cinese della Sanità Chen Zhu, riferiva di tre morti, due bimbi di Gansu, nel nord-ovest, e un terzo dello Zhejiang, nell'est. Oggi i decessi sono saliti a quattro.

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07/09/2008

GB, ARRIVANO I SUINI OGM UMANIZZATI

GB, ARRIVANO I SUINI OGM UMANIZZATI

Annuncio shock di esperto inglese

Dopo la pecora Dolly, la genetica fa un ulteriore passo: i suini ogm con cuori, fegati e reni trapiantabili su esseri umani. Tra tre mesi ne inizierà la produzione negli Stati Uniti. L'annuncio a sopresa viene dal massimo esperto britannico in fecondazione artificiale, Robert Winston. La tecnica da lui messa a punto vorrebbe risolvere in un decennio il problema della scarsità di organi da trapianto. Ma apre un nuovo dibattito etico.

Tecnica "semplificata"
La tecnica, ha spiegato lo stesso professor Winston al Sunday Times, è "semplificata" e consente di dar vita - tramite la manipolazione genetica dei suini - a organi "umanizzati" che non siano rigettati dai sistemi immunitari dei pazienti. Inserendo negli animali una serie di geni umani viene così neutralizzato il rischio di rigetto. E allo stesso tempo escluderebbe la trasmissione di pericolosi virus dall'animale all'uomo.

Metodo preferibile alla clonazione
I suini transgenici vengono così creati iniettando geni umani nei testicoli dell'animale o nello sperma. Il suino, scrive lo studioso, è adatto perché "ha organi delle dimensioni giuste che funzionano in modo simile a quelli umani".  Un metodo che per l'esperto appare piu' fattibile rispetto ad altri - molto piu' complessi - basati sulla clonazione. Verso la fine degli Anni Novanta, sulla scia di alcuni casi finiti con la morte del paziente, i tentativi di xeno-trapianto (nel gergo medico quello da animale a uomo) sono stati praticamente abbandonati a causa dei rischi di rigetto e di contagio. Lord Winston cerca adesso di riportarli d'attualità. "Congegni artificiali come i cuori meccanici non hanno mai funzionato bene come quelle biologici. Si è molto parlato recentemente di crescere organi dalle cellule staminali ma questa tecnica è ancora molto primitiva e ci vorranno da venti a trent'anni perché dia frutti".

Il progetto parte in America

Il progetto del professore, che è fra l'altro Lord della corona inglese, è stato realizzato con la collaborazione della dottoressa Carol Readhead del California Institute of Techonology. La fase concreta, dopo gli studi teorici, sarà avviata nel Missouri perché gli Stati Uniti offrono più finanziamenti e meno restrizioni legali rispetto alla Gran Bretagna.

Fattorie per organi

Secondo lord Winston molto presto si potrebbe arrivare alla costruzione di fattorie dove centinaia di suini geneticamente modificati vengono allevati simultaneamente per lo sviluppo di organi da trapianto da prelevare quando l'animale ha compiuto un anno d'età. Incredibile pur di guadagnare soldi si fa di tutto a scapito della salute della popolazione. E' proprio un schifo.

 

 

 


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06/05/2008

PASTA: TEST SULLE PENNE RIGATE

PASTA: TEST SULLE PENNE RIGATE
La pasta non è solo protagonista della dieta mediterranea. Da qualche mese si è trovata al centro della questione caro-vita: i prezzi aumentano, i consumatori si lamentano, le aziende si giustificano. E la qualità? Il nostro test sulle penne rigate.

Pasta solo di grano duro
Oggi si parla di pasta soprattutto legandola al problema dell'aumento dei prezzi, ma in passato - ciclicamente - sono circolate voci allarmanti circa la possibilità di trovare in vendita alcuni tipi di pasta prodotti con grano tenero, di qualità nettamente inferiore. Va detto che le paste prodotte in Italia rispettano l'indicazione di legge che prevede esclusivamente l'impiego del grano duro (più ricco di glutine e quindi più adatto alla preparazione della pasta). Quest'obbligo non esiste però all'estero, dove è possibile usare il grano tenero, più adatto invece per fare il pane e i prodotti da forno.

In Italia è raro - ma è certamente possibile - trovare qualche prodotto d'importazione: se l'ingrediente usato per l'impasto è il grano tenero comunque deve essere riportato obbligatoriamente e in modo visibile sulle confezioni.

Test: caccia agli ospiti sgraditi
Non è bello trovarli nel sacchetto della pasta. Ma non sono nocivi. Gli insetti e le farfalline che infestano le confezioni sono frutto di un cattivo stato di conservazione della pasta (nel magazzino di stoccaggio o sullo scaffale del supermercato) o di igiene scarsa (nel mulino o nel pastificio). Questi animaletti passano facilmente da una confezione all'altra (riescono a forare i sacchetti e le scatole di cartone). Per evitare il problema conservate la pasta in barattoli di vetro o plastica ermeticamente chiusi in un luogo fresco e asciutto. Se li trovate nella dispensa, invece, buttate via le confezioni di pasta e disinfettate bene l'armadio. Nel test comparativo sulle penne rigate siamo andati a caccia anche di impurità e materiali estranei che possono ritrovarsi negli alimenti a seguito di contaminazione. In questa prova non sono mancate le sorprese.

Marche del test

  1. Agnesi
  2. Antonio amato
  3. Auchan
  4. Barilla
  5. Buitoni
  6. Carrefour
  7. Conad
  8. Coop
  9. De cecco
  10. Delverde
  11. Dico
  12. Divella
  13. Esselunga
  14. Fidel (esselunga)
  15. Fior di spesa (standa)
  16. Garofalo
  17. Granoro
  18. Gs
  19. La molisana
  20. Novella (in's)
  21. Rummo
  22. Russo di cicciano
  23. Sma
  24. Voiello
CON LE MANI IN PASTA.pdf