26/02/2010
Incidente navale a Sharm El Sheik, 3 morti tra l’equipaggio
Incidente navale a Sharm El Sheik, 3 morti tra l’equipaggio
Una nave della flotta di Costa Crociere, la Costa Europa, si è scontrata contro un molo del porto egiziano. Tre membri dell’equipaggio sono rimasti uccisi e tre passeggeri feriti, tra di loro un italiano
La nave da Crociera Costa Europa, ha urtato stamani una banchina nella manovra di ormeggio nel porto di Sharm El Sheik. Tre membri dell'equipaggio sono morti e tre passeggeri sono rimasti feriti. A darne notizie sono fonti egiziane e sono state confermate dall'ambasciata d'Italia dal Cairo e del consolato onorario di Sharm El Sheikh che hanno specificato che nell'incidente è rimasto leggermente ferito un passeggero italiano. L'uomo è stato ricoverato in ospedale solo per precauzione.
Subito dopo l'urto la nave, con a bordo oltre 1400 turisti di varie nazionalità, e 147 uomini di equipaggio, si è inclinata su un fianco. Tutti i passeggeri sono stati evacuati immediatamente e sono ora ospitati in diversi alberghi.
Anche tre passeggere inglesi rimaste ferite avrebbero riportato lesioni leggere. I tre marinai morti sono invece due indiani ed un brasiliano. Si trovavano sul molo quando la nave, dopo aver gettato l'ancora nel porto di Sharm El Sheikh, si è accostata troppo velocemente.
Non si esclude che l'incidente sia stato causato anche dal maltempo, che ieri sera si è abbattuto con una violenza assolutamente inusuale sull'Egitto, provocando - secondo fonti di stampa - anche un altro morto ed una cinquantina di feriti in tutto il paese.
Costa Crociere ha comunicato che sta organizzando il rientro dei 1.437 ospiti di Costa Europa. La compagnia conferma che tre passeggeri e un membro dell'equipaggio "hanno avuto necessità di una visita nell'ospedale della città”. Costa Europa, 55.000 tonnellate di stazza, stava effettuando la crociera regolare di 18 giorni da Dubai a Savona. E' entrata in servizio nella flotta Costa Crociere nel 2002.
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23/02/2010
India ritratto blasfemo di Gesù Scontri e due chiese distrutte
India ritratto blasfemo di Gesù Scontri e due chiese distrutte
RAFFIGURATO CON BOTTIGLIA DI BIRRA E SIGARETTA in mano. La protesta ha infiammato soprattutto il Punjab, nel nordovest dell'India
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| L'immagine che ha scatenato la rissa |
Violenti scontri sono scoppiati in vari stati dell'India e due chiese protestanti sono state incendiate e rase al suolo, in seguito della diffusione, prima sulle pagine di un libro per le scuole elementari e poi su altri media, di un ritratto blasfemo di Gesù, raffigurato con una bottiglia di birra e una sigaretta in mano. Lo riferisce l'agenzia vaticana Fides, citando fonti locali. I cristiani avevano ottenuto la rimozione dell'immagine scatenando la violenza degli estremisti induisti. La protesta - precisa la Fides - ha infiammato soprattutto il Punjab, nel nordovest dell'India, dove il ritratto è stato esposto per le vie delle città di Jalandhar e Batala.
LA VICENDA - Alcuni giovani cristiani sarebbero stati coinvolti in una rissa per aver tentato di rimuovere le immagini esposte in un mercato, venendo aggrediti da un gruppo di estremisti indù. La violenza si è poi estesa all'intera città. Esponenti dei movimenti estremisti indù sono scesi in strada armati e hanno incitato alla violenza contro i cristiani. Due chiese protestanti sono state attaccate, incendiate e rase al suolo. I pastori che ne erano responsabili sono stati aggrediti e percossi, e le loro case saccheggiate. All'origine delle tensioni, l'immagine blasfema riprodotta su un libro per le scuole elementari edito dalla Skyline Publications a New Delhi e adottato nelle scuole indiane: un Gesù Cristo con birra e sigaretta, qualificato come un «idolo». Se ne erano accorte alcune suore cattoliche di Shillong, nello Stato di Meghalaya, nel nordest, chiedendo subito alle autorità competenti il ritiro del testo dalle scuole. Richiesta subito accolta dal governo dello Stato ma non ben accetta agli estremisti che hanno affisso l'immagine nella pubblica via. Al termine degli scontri - riferisce ancora la Fides - alcuni cristiani accusati di essere coinvolti negli scontri sono stati fermati dalla polizia, mentre nessun estremista indù è stato arrestato.
IL LIBRO - Ampareen Lyngdoh, ministro dell’Educazione di Meghalaya, nel nord est del Paese, ha condannato la scelta fatta dall’editore e si è detta «sgomenta» per l’immagine data di Cristo su un testo destinato all’educazione di giovani alunni. Lyngdoh ha fatto sapere che tutte le copie del libro incriminato sono state ritirate dalle scuole e dalle librerie dello Stato. Il controverso testo è stato pubblicato da un editore di Nuova Delhi ed è stato adottato da una serie di istituti privati a Meghalaya, dove il 70% della popolazione (2,32 milioni) è di religione cristiana. In totale circa il 2% della popolazione indiana è cristiana. (Fonte: Ansa)
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21/02/2010
Maltempo, Madeira devastata : 40 morti
Maltempo, Madeira devastata : 40 morti
SABATO SERA E' SALPATA DA LISBONA UNA FREGATA CON ELICOTTERI E PERSONALE. Le piogge, molto intense nel sud dell'isola, hanno provocato inondazioni, smottamenti e cadute di alberi
FUNCHAL (Madeira) - Almeno 40 persone sono morte a causa delle forti piogge che imperversano sull'isola portoghese di Madeira e i soccorritori stanno usando i bulldozer per cercare altri corpi sotto i detriti e il fango lasciati dai torrenti d'acqua provocati da violente piogge. Franscisco Ramos, segretario regionale per gli affari sociali, ha detto che il bilancio delle vittime potrebbe ancora salire: «Continueremo a cercare corpi, stiamo aspettando squadre dal continente». Allagamenti e smottamenti hanno abbattuto alberi, spazzato via ponti, bloccato strade con detriti e fango sull'isola, destinazione turistica a circa 1.000 km a sudovest di Lisbona. Oltre 120 persone sono rimaste ferite e 200 hanno perso le case e sono state trasferite in rifugi temporanei forniti dalle autorità locali. Il primo ministro portoghese Jose Socrates si è recato sul posto sabato sera, promettendo "tutto l'aiuto" necessario in "questa grave situazione". Il sindaco della capitale Funchal, Miguel Albuquerque, ha consigliato ai cittadini di rimanere in casa. Chiuso l'aeroporto internazionale di Madeira e anche i collegamenti marittimi sono stati interrotti: Madeira è rimasta completamente isolata fino a sera. L'arcipelago è situato a 900 km a sud-ovest del Portogallo e a 500 dalle coste africane.
FREGATA SALPATA DA LISBONA - Il primo ministro portoghese Josè Socrates ha espresso solidarietà ai cittadini e ha detto che intende recarsi sul posto con il ministro dell'Interno Rui Pereira appena sarà possibile. «Sono costernato dalle immagini che ho potuto vedere di Madeira. Porteremo tutto l’aiuto necessario» ha dichiarato il capo del governo. Sabato i soccorsi non sono potuti arrivare a causa del blocco dei collegamenti: solo in serata la fregata Corte-Real della Marina portoghese con a bordo elicotteri, un gruppo di medici e materiale di soccorso è salpata da Lisbona verso l'isola. Le Forze armate hanno mobilitato, a sostegno della Protezione civile di Madeira, diverse squadre di soccorritori, due elicotteri e due aerei militari C-130 per il trasporto di vigili del fuoco. Domenica parte alla volta di Funchal anche una squadra di soccorso della Gendarmeria portoghese composta da 56 uomini, assieme a 36 pompieri di Lisbona.
BARROSO: UE PRONTA AD AIUTI - Anche la Commissione europea è pronta ad aiutare le autorità portoghesi di fronte alla «terribile catastrofe» che ha colpito l'isola di Madeira. Lo ha detto il presidente Josè Manuel Barroso, in contatto con il presidente dell'isola Alberto Joao Jardim. Barroso ha espresso alle autorità condoglianze per le vittime e solidarietà nei confronti di tutte le persone colpite, assicurando di voler seguire la situazione da vicino.
Redazione online
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20/02/2010
Minareto crolla sui fedeli: 40 morti
Minareto crolla sui fedeli: 40 morti
MAROCCO - DURANTE LA PREGHIERA DEL VENERDI'. Tragedia provocata dalle piogge torrenziali nella storica moschea di Meknes. Almeno 70 i feriti
RABAT - È salito ad almeno quaranta morti e settantuno feriti il bilancio del crollo - provocato dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi - del minareto di una storica moschea di Meknes, nel centro del Marocco, in occasione della preghiera del venerdì. Lo hanno annunciato le autorità locali, che hanno chiarito che ci sono ancora persone intrappolate sotto le macerie. La tragedia, la più grave del genere mai avvenuta nel Paese africano, è avvenuta nel momento della grande preghiera nella moschea Bab Berdieyinne, che si trova nella città vecchia di Meknes, intorno alle 12.45 locali di venerdì (le 13.45 in Italia).
CROLLO - «Quaranta persone sono rimaste uccise e settantuno ferite nel crollo del minareto di questa moschea», ha dichiarato un responsabile della protezione civile della città, Mohamed Ismael Alaoui. Il numero di vittime potrebbe aumentare, perché i fedeli sono tradizionalmente molto numerosi alla preghiera di metà giornata (Addohr) il venerdì. Le cause del crollo del minareto non sono state ufficialmente comunicate, ma tutti puntano il dito contro le forti piogge degli ultimi giorni (fonte Apcom).
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19/02/2010
Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata
Una 45enne si "risveglia" all'obitorio Stava per essere imbalsamata
In colombia. Noevia Serna, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro in camera mortuaria
CALI (COLOMBIA) - Una donna di 45 anni, dichiarata morta dopo un infarto, ha mosso il braccio destro mentre stava per esser imbalsamata in una camera mortuaria dell'ospedale di Cali, in Colombia. A quel punto l'impiegato dell'agenzia funebre ha immediatamente interrotto la procedura e ha riportato Noevia Serna, questo il nome della donna, in reparto. In rare occasioni, ha spiegato il neurochirurgo Juan Mendoza Vega, può succedere che il battito cardiaco e il respiro scendano a livelli impercettibili.
L'INFARTO E IL RICOVERO - Serna, malata di sclerosi multipla, aveva avuto un infarto lunedì scorso ed era stata ricoverata in ospedale. Per dieci ore era rimasta collegata al respiratore artificiale. Poi, dopo un secondo infarto, i medici l'avevano dichiarata morta. Tre ore dopo, in obitorio, stavano per iniettarle nella gamba il liquido che si utilizza per conservare i corpi prima del funerale. Ma si sono accorti di non avere di fronte un cadavere. «Muoveva il braccio destro, ho fermato la procedura e l'abbiamo riportata di corsa all'ospedale» ha raccontato uno degli impiegati dell'agenzia funebre. Secondo i medici le condizioni di Noevia restano critiche ma stabili anche se le sue possibilità di sopravvivere «non sono alte». È ancora incosciente ma non ha più bisogno del respiratore artificiale.
SINDROME DI LAZZARO - La figlia unica di Noevia, la 18enne Maria Fernanda Andrare, ancora scossa dall'accaduto, ha raccontato: «Non sapevo cosa fare, se correre a incontrarla, piangere o gridare». In attesa di un'indagine su quanto avvenuto nell'ospedale di Cali, l'ipotesi è che si sia trattato di un caso di quelli che i medici sono soliti chiamare «Sindrome di Lazzaro». Si tratta di una condizione rarissima, in cui pulsazioni cardiache e respirazione scendono al di sotto di livelli misurabili per poi riprendere. Non è neanche escluso che il «risveglio» sia da attribuirsi, seppure tardivamente, alle cure con cui medici hanno cercato di far ripartire il cuore dopo l'arresto.
Redazione online
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18/02/2010
Texas, aereo si schianta vicino all'Fbi
Texas, aereo si schianta vicino all'Fbi
Ad austin. esclusa l'ipotesi dell'attentato. Colpita sede di uffici: un disperso. Le fiamme si sono estese in quattro edifici. Illesa la sede del Federal Bureau

AUSTIN - Un piccolo aereo si è schiantato su un palazzo ad Austin, in Texas, adiacente alla sede dell'Fbi rimasta illesa. Si è temuto un attacco terroristico, ma lo stesso Federal Bureau of Investigation ha fatto sapere che nessun elemento fa pensare a tale ipotesi. Anche per il ministero della Sicurezza interna «non si sospettano attività criminali o terroristiche». La sede Fbi si trova all'interno del complesso colpito.
DUE DISPERSI - Nell'edificio di sette piani, sede di uffici, si è sviluppato un grosso incendio, che si è poi esteso a quattro palazzi vicini. L'area è stata immediatamente evacuata ma una persona risulta dispersa. Due i feriti ricoverati in ospedale, altri, contusi, si sono allontanati a piedi. Un testimone ha visto l'aereo volare molto basso sull'autostrada e poi sbandare sulla destra prima di schiantarsi su Research Boulevard alle 10 ora locale: «C'è stata una grossa palla di fuoco» ha detto. La polizia ha bloccato l'accesso alla zona, che si trova a North Austin.


Redazione online
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Germania, sparatoria in una scuola Un insegnante ucciso da un folle
Germania, sparatoria in una scuola Un insegnante ucciso da un folle
In istituto tecnico nel sud della Germania. L'omicida è un ragazzo di 23 anni, subito arrestato. La scuola è stata evacuata
| (Reuters) |
LUDWIGSHAFEN - Nuova tragedia in una scuola tedesca: un ventitreenne ha ucciso un insegnante di un liceo tecnico di Ludwigshafen, città di 130mila abitanti nella Renania-Palatinato.
LA VICENDA - Il fatto è avvenuto alle 10 del mattino, dopo che era scattato l'allarme anti-incendio per un bengala acceso in un corridoio. Il portavoce della polizia, Norbert Steitz, ha spiegato di non essere ancora in grado di affermare se l'assassino sia un ex studente della scuola, nelle cui diverse sezioni studiano oltre 3mila ragazzi. La tragedia riporta alla mente la strage dell'11 marzo 2009 a Winnenden, nel Baden-Wuerttemberg, dove un allievo diciassettenne uccise 15 persone prima di togliersi la vita. (Fonte: Agi)
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Ragazzo italiano rapito in Venezuela Il padre: «Presto,mio figlio sta male»
Ragazzo italiano rapito in Venezuela Il padre: «Presto,mio figlio sta male»
Quattro uomini armati sono entrati in azione a Ciudad Ojeda. Francesco Giunta, 22 anni, dal 7 febbraio in mano ai rapitori. Nel 2004 fu sequestrato il nonno
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| Francesco Giunta |
«Si deve fare di più, si deve fare di più», ripete ossessivamente Franco Giunta, ingegnere siciliano di 52 anni. Suo figlio Francesco è dal 7 febbraio nelle mani di una banda di sequestratori che lo ha portato via a Ciudad Ojeda, terza città più grande del Venezuela, nella regione di Zulia al confine con la Colombia.
IL RAPIMENTO - Francesco Giunta è un ragazzo di 22 anni. Si trovava in vacanza dalla nonna e dalla zia in Venezuela dai primi di gennaio. Lì la famiglia Giunta commercia in carni. I genitori di Francesco sono tornati in Sicilia da quattro anni, in una piccola frazione di un paese della provincia di Messina, Scala Torregrotta. Quando è stato rapito, Francesco stava accompagnando in auto la fidanzata Karina R. a casa, dopo essere stato con lei a messa. Accorsi alle sue grida, in pieno centro, un fratello ed un amico della giovane hanno tentato invano di inseguire i quattro uomini armati che hanno bloccato Francesco proprio mentre salutava Karina.
IL PADRE - «Francesco deve prendere 22 pillole al giorno. Ha una malattia neurologica... non so come farà a sopportare», si commuove Franco Giunta parlando della malattia genetica del figlio. La sua voce si ferma un attimo poi riprende: «Non lo so, temo che mio figlio non sia così forte da sopportare questi momenti. Bisogna fare presto. Sta male. È in cura e senza le pillole perde l'equilibrio, la stabilità... non si regge in piedi». Per questo Franco Giunta chiede al governo italiano di fare presto, di muoversi. Ancora di più di quanto non stia già facendo. E s'appella ai giornali: «Vi prego parlatene, parlatene più che potete».
IL PRECEDENTE IN FAMIGLIA - La storia della famiglia Giunta è bizzarra e tribolata. Già nel 2004 nella stessa città fu sequestrato il nonno di Francesco. Allevatore di suini, Francesco Giunta, nonno e omonimo del giovane, rimase per due mesi nelle mani dei sequestratori fino a quando la polizia riuscì a liberarlo mentre si trovava in una rozza tenda nelle vicine montagne. A fare scattare l'allarme furono due cacciatori di passaggio che avvertirono la polizia e mandarono tutto all'aria. Vennero arrestati due colombiani, un uomo ed una donna, condannati poi a 10 anni di prigione. Sentenza che, però, è stata poi annullata.
L'INDAGINE - Un alto funzionario della polizia locale, Cesar Gomez, capo del Corpo di investigatori del «Cicipc», ha precisato che gli inquirenti insieme con la squadra antisequestri stanno conducendo le indagini «senza scartare nessuna ipotesi», compresa un'eventuale pista che riconduce al rapimento del nonno. A causa delle continue minacce di sequestro subite dalla famiglia, i genitori di Francesco e delle due sorelline Giuseppina di 11 anni e Elisa di 4 anni decisero di tornare in Italia. «In Venezuela eravamo costretti a vivere sotto scorta, senza poter uscire neanche per andare al supermercato o fare una passeggiata, la notte ci barricavamo in casa» racconta la madre di Francesco, la signora Nunziata Pollino, di 48 anni.
LA FARNESINA - Intanto il padre del ragazzo una settimana fa ha incontrato a Messina il ministro Altero Matteoli raccontandogli tutta la storia. Il ministro si è messo subito in contatto con la Farnesina e il suo collega Frattini si è subito attivato. Ma i sequestri in Venezuela in questo periodo sono all'ordine del giorno. Da gennaio, contando anche quello di Francesco Giunta, le persone finite in mano ai sequestratori sono ben quindici. Tornando in Sicilia la famiglia Giunta pensava di essersi allontanata dal pericolo. Ora è ripiombata nel terrore.
Nino Luca
10:24 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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15/02/2010
Belgio, scontro tra due treni. Venticinque morti
Belgio, scontro tra due treni. Venticinque morti
Due convogli di pendolari sono entrati in collisione nell'ora di punta a 20 chilometri da Bruxelles in direzione sud. Tra le ipotesi il mancato rispetto di un semaforo rosso. Traffico in tilt, interrotti collegamenti con Parigi e Londra.
Un incidente ferroviario ha provocato venticinque morti e diversi feriti alla stazione di Halle, una cittadina distante 20 chilometri dalla capitale Bruxelles in direzione sud.
All'ora di punta, intorno alle 8:30, due treni della linea Mons/Bruxelles sono entrati in collisione e i soccorritori sono ancora al lavoro per evacuare i passeggeri dai convogli coinvolti; secondo le prime indicazioni, alcuni dei feriti sarebbero stati ricoverati in gravi condizioni.
Le cause dello scontro non sono state ancora ufficialmente accertate. In base alle prime indicazioni, alla base dell'accaduto sarebbe il mancato rispetto di un semaforo rosso da parte di uno dei due convogli.
L'incidente, avvenuto mentre sulla regione era in corso una nevicata di non particolare intensità, ha bloccato i collegamenti ferroviari tra la Francia e il Belgio e il collegamento Eurostar tra la capitale belga e Londra.
I due treni entrati in collisione - entrambi diretti a Bruxelles e provenienti uno da Lovanio, nelle Fiandre, e uno da Mons, in Vallonia - avevano numerosi pendolari a bordo. A non rispettare il semaforo sarebbe stato il convoglio proveniente da Lovanio.
Un passeggero testimone dello scontro tra i due treni ha raccontato sconvolto: "C'è stata una collisione brutale. In un istante, tutto il mondo si è rovesciato. Non ci sono parole per descrivere cosa è successo". Secondo questo passeggero - le cui parole sono state raccolte dalla Tv nazionale belga - i due treni non avrebbero frenato.
La catastrofe di oggi ha subito riportato alla memoria l'incidente ferroviario avvenuto sempre in Belgio il 29 marzo 2001, quando due treni si scontrarono, facendo una decina di vittime, a causa di un difetto di comunicazione tra il personale ferroviario fiammingo e quello vallone.
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13/02/2010
Non le rinnovano il contratto: docente fa strage nel campus
Non le rinnovano il contratto: docente fa strage nel campus
La donna ha fatto fuoco all'Università di Huntsville in Alabama. Le vittime sono tre colleghi, diversi i feriti. Aveva saputo che l'ateneo non le avrebbe assegnato la cattedra di neurologia
Le hanno rifiutato la cattedra di biologia e ad Amy Bishop, la brillante specialista in neurologia laureata al prestigioso ateneo di Harvard, sono saltati i nervi: ha provocato una strage. La donna ha preso un fucile e ha sparato contro i suoi colleghi uccidendone tre, ferendone due gravemente e colpendo, ma in maniera meno grave, anche un dipendente dell'Ateneo. E' successo all'Universita dell'Alabama, a Huntville, e la brillante docente, quasi 40 anni, rischia ora la sedia elettrica.
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10/02/2010
Haiti, nuovo crollo al mercato. Almeno otto le vittime
Haiti, nuovo crollo al mercato. Almeno otto le vittime
Durante le operazioni di soccorso una ruspa, di una società francese che era impegnata nella rimozioni delle macerie al Carribean Market, ha provocato un nuovo crollo seppellendo sotto le macerie alcuni “sciacalli”
La sfortuna continua a flagellare l’isola caraibica di Haiti. Durante un’operazione di rimozione delle macerie una escavatrice francese ha provocato un nuovo crollo al Carribean Market. Alcune persone che tentavano di recuperare un po’ di viveri, sono rimaste sotto le macerie.
Usando sofisticate apparecchiature e microfoni ultrasensibili, i soccorritori hanno cercato segni di vita delle persone - tra cinque e otto - intrappolate tra le macerie del crollo.
Il mezzo pesante, a sua volta, è finito in un cratere profondo sei metri, ma il manovratore si è salvato. "C'erano alcuni sciacalli all'opera" ha detto Meir Vaknin, responsabile della società che stava rimuovendo i detriti per recuperare i cadaveri del terremoto di quasi un mese fa, "stavo cercando di cacciarli quando l'edificio è crollato, alcuni di loro erano ancora dentro".
Intanto il governo di Haiti ha corretto al rialzo il bilancio dei morti causati dal sisma del 12 gennaio scorso: le vittime sono circa 230.000, ha annunciato il ministro delle Comunicazioni, 18.000 in più della stima precedente. Lo riferisce la Bbc online.
Il ministro, Marie-Laurence Jocelyn Lassegue, ha precisato che la stima è ancora parziale. Nel conto non rientrano i cadaveri sepolti privatamente o cremati dai parenti. I feriti sono almeno 300.000. Il bilancio dei morti causati dal sisma di Haiti rischia così di raggiungere e superare quello dello tsunami del 2004, che in Asia causò oltre 250.000 vittime. Accaparrandosi così il triste record della catastrofe naturale più grave del XXII secolo.
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08/02/2010
Usa, esplode centrale elettrica: morti e feriti. Le immagini
Usa, esplode centrale elettrica: morti e feriti. Le immagini
La deflagrazione è avvenuta a Middletown, nel Connecticut, nord est degli Stati Uniti. Incerto il numero delle vittime. "Ci sono corpi dappertutto", ha detto un testimone.
Una potente esplosione in una centrale elettrica a energia pulita nella cittadina di Middletown, in Connecticut, ha provocato morti e feriti. Si scava febbrilmente tra le macerie. Al momento del disastro si trovavano al lavoro decine di operai, ha detto il capo dei pompieri Al Santostefano. Secondo alcune fonti le vittime potrebbero essere almeno 50. Incerto al momento il numero preciso dei dipendenti che si trovavano all'interno dell'impianto, il Kleen Energy System.
"Ci sono corpi dappertutto" tra le macerie della centrale a gas Kleen Energy Systems di Middletwon, in Connecticut: lo ha riferito un testimone.
Secondo informazioni preliminari, una fuga di gas avrebbe provocato la violenta esplosione in una centrale in collaudo a Middletown in Connecticut. Lo scrive il giornale Hartford Courant.
A Middletown è presente una folta comunità di origine italiana, alcuni dal nord altri dalla Sicilia. In particolare all'inizio del XX secolo si registrò l'arrivo di molti emigrati originari di Melilli, a 22 chilometri da Siracusa.
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31/01/2010
Haiti, volevano far espatriare 33 bambini ma sono arrestati
Haiti, volevano far espatriare 33 bambini ma sono arrestati
Dieci americani, membri di una chiesa battista, sono finiti in manette dopo aver tentato di condurre illegalmente, nella Repubblica Dominicana, una trentina di minori. Cresce, intanto, nell'isola caraibica il rischio di adozioni illegali
Dieci cittadini americani sono stati arrestati ad Haiti, poiché accusati di aver tentato di far espatriare illegalmente 33 bambini. Si tratta di membri di una chiesa battista dell'Idaho, che hanno dichiarato di aver voluto solo aiutare bimbi rimasti orfani o abbandonati in seguito al terremoto.Il gruppo aveva intenzione di portare i minori nella Repubblica Dominicana, dove aveva progettato di trasformare un albergo in orfanotrofio. Nel frattempo il governo haitiano, per aggirare il rischio di adozioni illegali, ha imposto controlli più severi, tanto che solo il primo Ministro può autorizzare l'espatrio di un minore.
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30/01/2010
Medici ubriachi e in posa con il mitra Scandalo sui soccorritori di Haiti
Medici ubriachi e in posa con il mitra Scandalo sui soccorritori di Haiti
I media latinoamericani contro gli atteggiamenti goliardici a due passi dalle vittime. La squadra è originaria del Portorico, le foto pubblicate su Facebook (poi rimosse) creano imbarazzo nel Paese
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| Una delle foto goliardiche postate su Facebook |
PORT-AU-PRINCE - A pochi passi da loro probabilmente si respira ancora l'odore della morte. Dopo il terribile terremoto che ha sconvolto Haiti è scattata la solidarietà internazionale e squadre di soccorso sono partite alla volta dell'isola caraibica. Tra queste c'era anche la loro, quella di un gruppo di medici portoricani accorsi per dare manforte ai colleghi che abitualmente operano nel Paese. Fin qui nulla di male. Se non fosse che, forse per stemperare la tensione, a margine dei loro interventi a favore dei feriti hanno trovato anche il modo di brindare, scherzare e perfino di assumere atteggiamenti goliardici mettendosi sorridenti in posa per alcune foto ricordo con fucili e mitra prestati loro dai soldati che presidiano il territorio. Una situazione al limite del buon gusto, tanto più che quegli scatti sono poi stati pubblicati su Facebook. Dalla messa online delle immagini all'esplosione di un vero e proprio scandalo il passo è stato davvero breve.
«INSENSIBILITA' INCREDIBILE» - Le foto non sono passate inosservate e sono state subito riprese da quasi tutti i media latinoamericani. Grande eco hanno avuto anche negli Stati Uniti, dove la notizia risulta la più cliccata tra quelle del portale della Cnn. In patria, a Portorico, la cosa ha creato novevole imbarazzo, soprattutto negli ambienti istituzionali. «Quelle immagini sono di una crudezza ed insensibilità incredibile», ha reagito il presidente del senato portoricano, Thomas Rivera, che ha assicurato ad una radio locale che verranno prese le misure del caso.
SCATTI IMBARAZZANTI - Le foto mostrano vari medici che, ridendo, bevono, fumano, brandiscono armi prestate loro da soldati dominicani e perfino una sega, presumibilmente per amputare arti. Altre foto mostrano haitiani seminudi con arti amputati. Secondo la denuncia di una giornalista locale, le immagini, almeno un migliaio, sono state postate su Facebook dal gruppo 'Salvemos a Haiti (Senado de Puerto Rico)'. Dopo lo scandalo che ne è seguito, fanno sapere i media latinoamericani, sarebbero state ritirate. Sono però tuttora presenti sui siti web di molti blog e siti informativi online.
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26/01/2010
Cabanas ferito alla testa da un proiettile «Fuori pericolo, ma niente mondiali»
Cabanas ferito alla testa da un proiettile «Fuori pericolo, ma niente mondiali»
Il nazionale paraguayano, colpito in un bar di Città del Messico, è stato operato. L'ipotesi più probabile è quella del tentativo di rapina. Ci sono stati due fermati

CITTA' DEL MESSICO - L'attaccante paraguayano Salvador Cabanas, ferito con un colpo d'arma da fuoco alla testa in un locale alla moda di Città del Messico, sarebbe fuori pericolo, ma è escluso che possa partecipare ai Mondiali in Sudafrica, dove la sua Nazionale giocherà nello stesso girone dell'Italia. «Gli ho salvato la vita», ha detto il neochirurgo che l'ha operato, Francisco Martinez, precisando però che non è stato possibile estrarre il proiettile, che, entrato dalla fronte, è rimasto conficcato nella parte posteriore della testa. Fonti mediche della clinica Angeles, dove è stato compiuto l'intervento, hanno però lasciato intendere che Cabanas, 29 anni, lotterebbe ancora «tra la vita e la morte».
LE INDAGINI - Intanto, il procuratore della Repubblica Miguel Angel Mencera ha precisato che l'aggressione contro l'attaccante, avvenuta alle 5.30 del mattino nella toilette del 'Bar Bar', un esclusivo 'club privè', è stata «premeditata» e che non è stata preceduta da alcun tipo di incidente. L'ipotesi di un tentativo di rapina è stata scartata da fonti della polizia, dopo gli interrogatori del proprietario del locale, di due camerieri e del cognato di Cabanas, il paraguayano Arnancio Rojas, che si trovava a sua volta nel 'Bar Bar' assieme alla moglie del calciatore.
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25/01/2010
Precipita aereo etiope in Libano, "nessun sopravvissuto"
Precipita aereo etiope in Libano, "nessun sopravvissuto"
E' finito in mare nella notte. Gli uomini della forza Onu Unifil stanno cercando di individuare il relitto. Nessun italiano tra i passeggeri
Nella notte un Boeing etiope con 90 persone a bordo si è inabissato nel Mar Mediterraneo, di fronte alle coste del Libano. L'aereo - che apparteneva alle Linee Aeree Etiopi ed era decollato da Beirut, diretto ad Addis Abeba - è sparito dai radar cinque minuti dopo il decollo, intorno all'1:30 di notte, mentre sulla zona imperversava un violento temporale. A bordo dell'aereo erano presenti 83 passeggeri e 7 membri dell'equipaggio: 54 sono libanesi, 22 etiopici, un iracheno e un siriano, oltre ad altri 5 libanesi con passaporti rispettivamente canadese, russo, francese e britannico. I Testimoni residenti lungo la costa hanno raccontato di aver visto il Boeing 737 -che è caduto di fronte al villaggio di Naa'ameh, pochi chilometri a sud della capitale libanese- precipitare in acqua come "una palla di fuoco". Nella lista dei passeggeri, figurava il nome della moglie dell'ambasciatore francese in Libano, Maria Sanchez Pietton.
L'aereo è precipitato a circa 3,5 chilometri dalla costa. Non è chiaro se ci siano sopravvissuti: le ricerche sono iniziate immediatamente e vi partecipano, oltre alla marina e all'esercito libanese, gli uomini della Forza Interinale dell'Onu in Libano (Unifil) con tre imbarcazioni e due elicotteri. A coordinare l'intervento dell'Unifil è il comandante della Maritime Task Force, il contrammiraglio italiano Paolo Sandalli.
Il ministro dei Trasporti libanese, Ghazi Aridi, ha spiegato che, tra i passeggeri tra cui non figurano italiani, oltre a 54 libanesi, c'erano 22 etiopi, un iracheno, una donna francese, un siriano, alcune persone con doppia cittadinanza e sette membri d'equipaggio. Aridi ha confermato che la causa dell'incidente potrebbe esser stata il maltempo, anche se non ha dato ulteriori dettagli. A questo proposito, la radio Voce del Libano ha rivelato che il Boeing potrebbe esser stato colpito da un fulmine. Le linee aeree etiopi fanno continuamente la spola con Addis Abeba, per riportare in patria i molti etiopi che lavorano come collaboratori domestici a Beirut.
Le forze della marina libanese hanno trovato in mare finora 20 salme. Lo riferisce la Croce rossa libanese, citata dalla tv satellitare 'al-Arabiya'. Secondo quanto affermato dall'Ethiopian Airlines, sul Boeing 737-800 non ci sono sopravvissuti. In Libano è stato poco fa decretato lutto nazionale.
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Meteorite sfonda lo studio di due medici italo-americani
Meteorite sfonda lo studio di due medici italo-americani
MIGLIAIA DI CACCIATORI DI METEORITI SI SONO PRECIPITATI NELLA ZONA. È accaduto in West Virginia. L’analisi ha confermato che si tratta di un sasso spaziale
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| I frammenti del meteorite precipitato nella casa di due medici italo-americani in West Virginia (Usa) |
Un tremendo boato, un buco nel soffitto, un altro nel solaio fra il secondo e il primo piano. E poi pietrisco e calcinacci sparsi dappertutto nella stanza delle visite mediche, al pianterreno. È successo a Lorton, West Virginia, un piccolo centro di circa ventimila abitanti, una trentina di km a Sudovest di Washington, nello studio di due medici di origine italiana: Marc Gallini e Frank Ciampi (proprio come il nostro ex presidente della Repubblica). Erano le 5,45 pomeridiane del 18 gennaio, l’ambulatorio era ancora aperto, ma per fortuna la stanza direttamente colpita dai frammenti, in quel momento, era vuota. «La prima cosa che ho pensato è che l’intera libreria da parete fosse crollata a terra -ha dichiarato Ciampi-. Poi abbiamo visto i fori e tutti quei cocci e abbiamo capito che qualcosa era penetrata dentro la casa». Un proiettile d’artiglieria? Un pezzo di un aereo o di un satellite caduto dal cielo? Un meteorite piombato direttamente dallo spazio? Sul pavimento, solo alcuni frammenti di un materiale pietroso, grigio all’interno e carbonizzato all’esterno, potevano fornire la risposta.
L'ESAME - Un giornalista di Channel 9, la tv locale accorsa subito dopo, ha un’idea risolutiva. Col permesso dei due medici, mette i cocci in una scatola e corre a Washington, allo Smithsonian's National Museum of Natural History. Alla dottoressa Linda Welzenbach, curatrice della Sezione Meteoriti del museo, basta un esame sommario per dare il suo responso: si tratta di una condrite, cioè di un sasso spaziale, che è stato attratto dalla Terra, è penetrato nell’atmosfera arroventandosi fino a formare una «crosta di fusione esterna», per poi dividersi in più frammenti. Uno di questi, del peso di circa 300 grammi, dotato di una velocità finale di centinaia di km l’ora, ha avuto la forza di sfondare l’ambulatorio medico, prima di suddividersi ulteriormente e fermarsi. Se avesse colpito direttamente uno degli occupanti, avrebbe potuto ucciderlo.
I CACCIATORI DI METEORITI - Ma la storia non finisce con la soluzione del mistero. In questi giorni la piccola e tranquilla comunità di Lorton, è stata invasa dai meteorite hunters, i cacciatori di meteoriti, accorsi dai più vicini Stati nella speranza di raccogliere gli altri frammenti del sasso cosmico. Ad attirarli è stato non solo il video con le scene dello studio medico sforacchiato che continuano a rimbalzare di canale in canale, ma il fatto che finora sono state raccolte oltre un centinaio di dichiarazioni di altrettanti testimoni oculari i quali, all’imbrunire del 18 gennaio, da New Jersey, Maryland, Virginia e West Virginia, hanno visto una «fireball», una palla di fuoco variopinta, sfrecciare in cielo e dividersi in più pezzi, lasciando in aria una scia di fumo persistente, «proprio come un fuoco pirotecnico». Dunque, il meteorite potrebbe essere stato accompagnato dalla caduta di altri frammenti simili che, secondo i calcoli di alcuni «cacciatori» americani potrebbero trovarsi in una striscia di terreno lunga alcuni km, da Lorton verso Sudovest. E qui bisogna dire che l’interesse a trovare i frammenti, da parte di alcuni appassionati, è non soltanto scientifico ma anche economico, dal momento che esiste un vero e proprio mercato internazionale dei sassi cosmici i quali, a seconda della composizione e delle dimensioni, possono raggiungere quotazioni di migliaia di dollari. Malgrado ciò, comportandosi da cittadini-modello, i dottori Ciampi e Gallini hanno deciso di donare il loro meteorite al Museo Smithsonian, mentre altri abitanti di Lorton, assieme a numerosi meteorite hunters, continuano a setacciare giardinetti e campi palmo a palmo. Secondo una valutazione dell’astrofilo italiano Roberto Gorelli, studioso di meteoriti e asteroidi, i frammenti sparsi sul terreno di Lorton e immediati dintorni potrebbero essere da dieci a cento circa.
I CASI ITALIANI - Per quanto rara, l’irruzione di un sasso cosmico in un’abitazione è avvenuta anche in Italia. Il 10 agosto 1968, a Piancaldoli, al confine tra Toscana e Emilia, un meteorite bucò il tetto della casa del signor Nerio Cavina, fu successivamente recuperato e analizzato dal professor Mario Nuccio, geochimico dell’Università di Palermo: risultò essere un raro esemplare di condrite proveniente, con ogni probabilità, dalla fascia degli asteroidi, fra Marte e Giove. Una ventina di anni dopo, il 18 maggio 1988, alcuni frammenti meteoritici piombarono a Pianezza, Torino, su uno stabilimento della società Alenia: anche questi furono recuperati e analizzati. Ancora più recente è la caduta di un meteorite di tutto rispetto, del peso di oltre 10 kg, avvenuta a Fermo, in provincia di Ascoli Piceno, il 25 settembre 1996, questa volta all’aperto, ai margini di un campo coltivato, a pochi metri dall’agricoltore Luigino Benedetti. Insomma anche alcune località italiane, come ora Lorton, sono entrate nella guinness di questi esclusivi primati cosmici.
Franco Foresta Martin
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23/01/2010
Haiti, allarme negli ospedali per i ladri di orfani
Haiti, allarme negli ospedali per i ladri di orfani
L'Unicef: 15 bambini sono scomparsi dagli ospedali. L'Onu decide lo stop alle ricerche dei superstiti. Ma vengono estratte vive due donne di 69 e 84 anni e un giovane di 22
Ormai non si scava più. Nonostante i "miracoli", come quelli di due donne, una di 69 anni e una di 84 e di un giovane di 22, estratti vivi da sotto le macerie a dieci giorni dal terremoto senza acqua né cibo, o i bambini anche piccolissimi ritrovati in vita a distanza di sette, otto, nove giorni dalla scossa che ha devastato l'isola, le Nazioni Unite hanno deciso che le speranze di ritrovare ancora qualche sopravvissuto sono troppo flebili perché le energie delle squadre di soccorso continuino a concentrarsi sulle operazioni di ricerca.
Intanto è allarme minori sull'isola caraibica. "Abbiamo informazioni su 15 bambini scomparsi dagli ospedali" ha affermato un responsabile dell'Unicef. Intanto fonti europee fanno sapere che saranno circa 250 i gendarmi del Vecchio continente che parteciperanno alla missione Onu ad Haiti, Minustah, e tra questi i carabinieri inviati dall'Italia saranno 50. Lunedì al Consiglio dei ministri degli esteri a Bruxelles si discutera' della seconda fase di aiuti per le popolazioni colpite dal sisma.
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21/01/2010
L'ultimo delirio su Facebook ''Viaggi per necrofili nell'inferno di Haiti''
L'ultimo delirio su Facebook ''Viaggi per necrofili nell'inferno di Haiti''
Un blog per promuovere viaggi ad Haiti per necrofili. E' l'inquietante link apparso su Facebook, il noto social network, e che in poche ore si e' trovato al centro di comprensibili polemiche e molti insulti da parte di contestatori indignati, ma gli organizzatori rivendicano il diritto allo scherzo
Un blog per promuovere viaggi ad Haiti per necrofili. E' l'inquietante link apparso su Facebook, il noto social network, e che in poche ore si e' trovato al centro di comprensibili polemiche e molti insulti da parte di contestatori indignati, ma gli organizzatori rivendicano il diritto allo scherzo. ''Organizziamo viaggi per necrofili ad Haiti - recita uno dei post pubblicitari - Date una scossa agli ormoni''.
E ancora: ''L'Avpn (Agenzia viaggi per necrofili), ha appena organizzato delle settimane tra gli splendidi scenari haitiani. I promotori del forum, presentato con un fotomontaggio che rappresenta un uomo che abbraccia una donna creola in parziale decomposizione, e coloro che hanno scritto post di adesione (peraltro travolti dal numero dei dissenzienti) rivendicano il diritto allo scherzo, al grottesco, e molto probabilmente - asseriscono alcuni sul sito - si e' trattato solo di una boutade di macabro gusto. Fenomeni analoghi, pero', si registrarono realmente in occasione dello tsunami in Indonesia, quando vennero venduti filmati raccapriccianti e macabri souvenir.
Tra gli interventi c'e' anche chi incita alla speculazione, ovvero all'acquisto di case e cottage, i pochi rimasti in piedi, ovviamente, per una manciata di dollari. Sul social network il caso pero' non si presenta isolato. Sono attivi infatti anche altri link con titoli razzisti come ''Haiti: 200 mila morti inferiori...'', ''Perche' il terremoto ad Haiti e non in Sardegna...'' o ''Diamo asilo alle donne haitiane...non ai bambini'' ed uno che incita a proseguire la sperimentazione medica su esseri umani.
12:56 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
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Monaco, cessato l'allarme all'aeroporto per un personal computer sospetto
Monaco, cessato l'allarme all'aeroporto per un personal computer sospetto
Il pc portatile era risultato positivo al test esplosivo. Il proprietario si era dato alla fuga e lo scalo era stato parzialmente evacuato
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| (Ansa) |
MONACO - Dopo circa tre ore di grande paura e caos è cessato l'allarme all'aeroporto di Monaco, dove era scattato il piano antiterrorismo per la scoperta di un pc portatile risultato positivo al test esplosivo. L'area dello scalo era stata immediatamente sigillata e l'aeroporto era stato parzialmente evacuato: almeno dodici voli in partenza bloccati e altri sono ritardati. Centinaia i passeggeri coinvolti. «Per il momento abbiamo riaperto, i passeggeri possono tornare», ha detto il portavoce dell'aeroporto». Nel complesso, ha spiegato Pruemm, circa 60 voli sono stati cancellati o hanno subito ritardi.
L'IPOTESI DEL FALSO ALLARME - Secondo le prime ricostruzioni potrebbe essere stato un falso allarme quello che ha mobilitato circa 1.200 poliziotti all'aeroporto di Monaco di Baviera. Secondo quanto scrive l'agenzia stampa tedesca Dpa, infatti, che cita fonti della polizia, il passeggero sospetto sarebbe in realtà un uomo d'affari che si è allontanato in tutta fretta dai controlli poiché non voleva rischiare di perdere l'aereo. Secondo la stessa fonte, l'uomo si sarebbe poi imbarcato su un volo per la Spagna. Contrariamente a quanto reso noto in precedenza, l'uomo avrebbe portato con sè il suo computer che aveva fatto scattare l'allarme dopo un primo passaggio al rilevatore di esplosivi. Secondo un portavoce della polizia, il passeggero non si sarebbe reso conto che gli agenti della sicurezza volessero effettuare un secondo controllo sul portatile e si sarebbe allontanato di fretta con l'apparecchio.
CACCIA ALL'UOMO - L'allarme era scattato alle 15.30 quando un passeggero tuttora è passato ai controlli di sicurezza. Quando il computer portatile del sospetto è passato nella macchina ai raggi X è scattato l'allarme esplosivo. A quel punto l'uomo è riuscito a dileguarsi e le forze dell'ordine hanno organizzato l'inseguimento. Tutti e due i livelli del Terminal II, destinato ai voli europei, sono stati completamente bloccati. Passeggeri e dipendenti del terminal erano stati fatti uscire dopo accurati controlli della sicurezza. «L'uomo sospetto - ha detto il portavoce dell'aeroporto - non è stato ancora trovato».
Redazione online
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20/01/2010
Caccia all'uomo nei boschi della Virginia: ha ucciso otto persone e si è dato alla fuga
Caccia all'uomo nei boschi della Virginia: ha ucciso otto persone e si è dato alla fuga
Il killer solitario ha sparato e colpito anche l'elicottero dei poliziotti. Un centinaio di agenti di polizia impegnati nelle ricerche, timori per gli abitanti della zona di Appomatox
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| Christopher Speight, 39 anni, in una foto diffusa dalla polizia: è lui il ricercato per gli otto morti di Appomatox (Ap) |
APPOTAMOX (VIRGINIA) - Ha ucciso otto persone e poi si è dato alla macchia. Ora è ricercato da almeno un centinaio di agenti di polizia, che hanno individuato un bosco dove il killer potrebbe essersi nascosto. Notte di caccia all'uomo, dunque.
GLI OTTO CADAVERI - Siamo ad Appomatox, in Virginia. Gli otto cadaveri sono stati trovati dagli agenti all'interno e all'esterno di una abitazione rurale. Il sergente della polizia Thomas Molnar ha detto che sette vittime, sia uomini che donne, sono state trovate dentro una casa. L’ottava vittima è stata ritrovata in gravi condizioni sul ciglio di una strada, ed è morta mentre veniva portata in ospedale.
KILLER SOLITARIO - A sparare è stato Christopher Speight, 39 anni, che fino a questo momento è riuscito ad evitare la cattura. Durante la fuga in una zona boscosa ha sparato contro un elicottero della polizia che stava volando a bassa quota, perforando il serbatoio del carburante e costringendo il pilota ad un atterraggio di emergenza. «Pensiamo di averlo circondato, ma la zona da ispezionare è ampia», ha detto un portavoce della polizia.
BAMBINI SOTTO SCORTA - Gli agenti erano stati chiamati dopo che un uomo gravemente ferito era stato visto ai bordi di una strada. Visto che Speight è armato, gli abitanti dell'area, nella Virginia centrale, sono stati invitati a non uscire all'aperto ed una scuola della zona è stata tenuta chiusa finchè i 60 bambini non sono stati scortati in salvo dalla polizia. La Virginia, del resto, era stata teatro anche del massacro del college Virginia Tech, dove persero la vita 33 persone, e questo è il fatto di sangue più grave registrato da allora nello Stato. Inevitabile, dunque, che gli eventi suscitino particolare apprensione tra la popolazione e le forze dell'ordine. Non si conoscono ancora i motivi che hanno spinto l’uomo a compiere questa strage.
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19/01/2010
British Airways lo obbliga a cambiare a posto, lui li denuncia
British Airways lo obbliga a cambiare a posto, lui li denuncia
L'aereo non decolla finché l’adulto non cambia posto. ira del passeggero. Le norme della compagnia proibiscono agli uomini di sedersi in aereo accanto a minorenni non accompagnati
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| Mirko Fisher ha querelato la British Airways (da Daily Mail) |
MILANO - I regolamenti interni delle compagnie di trasporti non finiscono di stupire. Una delle più bizzarre è costata alla British Airways una querela per diffamazione. La policy della compagnia di bandiera britannica vieta ai passeggeri uomini di sedersi accanto a minorenni che non siano accompagnati dai genitori, onde evitare abusi sessuali. E l’aereo non decolla finché l’adulto non cambia posto. Ma la norma interna ha trovato un vivace oppositore in Mirko Fisher, manager di 33 anni, che ha sporto denuncia, come riporta il quotidiano Daily Mail.
SEX OFFENDER – Fisher viaggiava con la moglie incinta, Stephanie, che aveva chiesto di sedersi accanto al finestrino. Così il passeggero si trovava tra la moglie e un dodicenne, i cui genitori erano seduti più indietro. Quando lo steward, controllando la cabina prima del decollo, lo ha invitato a cambiare posto, Mr. Fisher ha risposto che voleva viaggiare accanto alla moglie. Ma l’assistente di volo ha insistito appellandosi al regolamento della British e al fatto che altrimenti non sarebbero partiti. Da qui il conflitto fra i due e la denuncia. «Mi sono sentito un delinquente davanti agli altri passeggeri e chissà cosa avrà pensato il bambino. Con questa norma etichettano tutti gli uomini come pedofili e perversi. I viaggiatori innocenti sono pubblicamente umiliati», ha commentato il manager esperto di finanza, che vive in Lussemburgo e ha una figlia.
DISCRIMINAZIONI SESSUALI – Una delle accuse mosse dal manager alla British Airways è la discriminazione sessuale, perché lo stesso trattamento non è riservato alle donne adulte. «Inoltre statisticamente è più probabile che i bambini ricevano offese e violenze all’interno delle mura domestiche che non nello spazio ristretto di un aereo», ha aggiunto Fischer. La sentenza sarà emessa il prossimo mese e nel caso che la corte dia ragione al passeggero, la compagnia britannica sarà tenuta a cambiare il regolamento e a risarcire il querelante. Fisher promette, in quel caso, di devolvere il risarcimento per i danni all’immagine subiti in favore della Nspcc, l’organizzazione britannica che previene la crudeltà sui bambini.
Ketty Areddia
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18/01/2010
Ali Agca, dall'attentato al Papa alla scarcerazione
Ali Agca, dall'attentato al Papa alla scarcerazione
Il 13 maggio del 1981 il terrorista turco sparò due colpi di pistola a Giovanni Paolo II. Arrestato e rinchiuso nel carcere di Rebibbia ottenne la grazia nel 2000. Ma in Turchia ha trascorso dieci anni di carcere per l'omicidio di un giornalista. Ora è tornato in libertà.

ANKARA (Turchia) - Mehmet Alì Agca, l'uomo che attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II, è libero. E' stato scarcerato lunedì mattina. E dopo tanti anni, 29, trascorsi in prigione, Agca non smentisce il proprio personaggio contraddittorio e in qualche modo misterioso. In una lettera consegnata agli avvocati e da questi diffusa ai giornalisti, si proclama «Gesù Cristo», annuncia rivelazioni sulla fine del mondo e proclama le sue verità mistiche teologiche su Dio e la Trinità (Leggi: ecco la lettera di Alì Agca).

IL RILASCIO - «La procedura per il rilascio è stata completata», ha annunciato l'avvocato Yilmaz Abosoglu all'esterno del carcere di massima sicurezza nei pressi di Ankara dove era rinchiuso il 52nne attentatore di Papa Wojtyla. Il legale ha spiegato che Agca è stato immediatamente portato in un centro di reclutamento dell'esercito dove le autorità hanno esaminando la sua posizione rispetto al servizio militare ed è stato dichiarato non idoneo al servizio di leva. Secondo l'emittente Ntv, Agca dovrebbe essere successivamente trasferito all'ospedale militare di Istanbul. In ogni caso, subito dopo il confronto con i medici dell'esercito, è stato accompagnato in una stanza dell'hotel Sheraton senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti che lo stavano aspettando. Già nelle settimane scorse si era però parlato di un'intervista già concessa in esclusiva ad un'emittente tv americana per un compenso di circa due milioni di euro. E questo potrebbe giustificare la riservatezza a cui lo hanno indotto i suoi legali.
«PROCLAMO LA FINE DEL MONDO» - La lettera aperta consegnata agli avvocati è destinata ai giornalisti perché divulghino il suo «messaggio» al mondo. Un messaggio che contiene una serie di affermazioni riferite alle basi teologiche del cristianesimo. Agca scrive: «Io proclamo la fine del mondo. Avverrà in questo secolo». Si definisce il «Cristo», «incarnato e reincarnato», e precisa: «Non sono figlio di Dio», ma «il supremo servitore di Dio in eterno». Afferma che «Dio è unico in eterno», «non esiste alcuna Trinità», «lo Spirito Santo è soltanto un angelo» affermando che «il Vangelo è pieno di errori». E alla fine annuncia: «Io riscriverò il vero Vangelo».
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corriere.it
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"Studiavano" i vip sul Web e poi svaligiavano le loro ville
"Studiavano" i vip sul Web e poi svaligiavano le loro ville
Le vittime: da Paris Hilton a Lindsay Lohan, Megan Fox e Orlando Bloom. Attraverso i siti di gossip individuavano gioielli e accessori di lusso e poi entravano in azione
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| Megan Fox, altra star nel mirino della banda |
E' la trama degna di un poliziesco: ci sono dei gioielli costosissimi; ci sono le giovani star più in vista di Hollywood, derubate dei loro preziosi. E per finire ci sono un paio di ragazzi di buona famiglia, probabilmente annoiati ma parecchio sfrontati, che svaligiano le case delle celebrità. Con l'aiuto di Internet.
BANDA DEI GIOIELLI - In settimana dovranno presentarsi in tribunale a Los Angeles i compenenti di una banda che il Los Angeles Times ha già ribattezzato «Bling Ring». Il caso dei ladri di gioielli non solo ha riempito i rotocalchi losangelini di cronaca rosa, ma è finito anche sul New York Times. Sei adolescenti, tutti sulla ventina, sono sospettati di aver sottratto alle giovani star pietre preziose, orologi, abbigliamento firmato e accessori di lusso per un valore complessivo di 3 milioni di dollari. Le vittime: da Paris Hilton a Lindsay Lohan, Megan Fox e Orlando Bloom. Colpi perfetti, riusciti soprattutto grazie alla stampa scandalistica online e ai social network come Twitter.
TUTTE LE INFORMAZIONI DALLA RETE - Quasi tutti i componenti della gang si sono conosciuti in un sobborgo di nome Calabasas, quartiere benestante e idilliaco alla periferia di Los Angeles, dove tra gli altri abita l'attore Will Smith. Dista appena 30 minuti d'autostrada dai famosi Hollywood Hills. E' appunto su queste colline che hanno casa le vittime preferite della «banda dei gioielli». Il modus operandi dei presunti ladri era semplice quanto geniale: secondo quanto riferito dalla polizia dapprima verificavano sui portali di gossip quali TMZ.com, cosa portasse al collo di bello e prezioso la star di turno, per indentificare così gli oggetti dei loro desideri. Poi, con qualche semplice clic sulla pagina celebrityaddressaerial.com scovavano gli indirizzi delle dimore dei personaggi famosi. E il colpo lo facevano appena quest'ultimi erano fuori casa: a una prima di un film, a un party o sul set. Tutte informazioni che reperivano comodamente sui siti di gossip, su Twitter o Facebook. Infatti, proprio su questi social network sempre più star informano i loro fan - a gettito continuo e in tempo reale - su movimenti o passatempi.
VITTIME - E' capitato così che il «Bling Ring» abbia svaligiato la residenza di Paris Hilton per ben quattro volte. Furto nella villa sulle colline di Hollywood anche per Lindsay Lohan: i ladri sono riusciti lo scorso anno a rubarle una cassaforte. Stessa sorte per Orlando Bloom che al momento del crimine non era in casa, perché a New York per le riprese di un film; nel luglio 2009 all'attore vennero sottratti gioielli e orologi per 500.000 dollari.
TROFEI - I presunti ladri non avrebbero agito solo per avidità di denaro, affermano gli inquirenti. Anche perchè i sospetti non si sono sbarazzati di tutta la refurtiva, magari rivendendola. Anzi: si sono fatti fotografare in posa col bottino come fosse un trofeo. Oltretutto, alle feste hanno esibito senza timore gli oggetti e i vestiti rubati. Tra loro c'è il giovane Nick Prugo, 19 anni, figlio di un manager del cinema e attore a tempo perso in piccole parti per la tv. C'è Alexis Neiers, 18, arrestata su un set mentre girava la puntata pilota di un reality con la sorella, una modella di Playboy. E poi: Rachel J. Lee, 19 anni, per gli investigatori «la leader del gruppo», «ossessionata» dai vestiti e dallo stile di vita degli attori di Hollywood. Insomma, se per caso qualche produttore decidesse di girare il caso «Bling Ring» i ladri non avrebbero nessuna difficoltà ad interpretare il loro personaggio così come quasi sicuramente pure le vittime dei furti. «Non sarei affatto sorpresa se ci fossero già due o tre sceneggiature scritte, basate solo su questa trama», ha confessato all'inglese Guardian la scrittrice e giornalista delle celebrità, Gayl Murphy.
Elmar Burchia
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15/01/2010
Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene
Rimane chiusa otto giorni in ascensore Disidratata e sotto choc, ma sta bene
A Sitges, località balneare vicino a Barcellona. Tragedia sfiorata per una spagnola, bloccata nella villetta dove vive da sola. Nessuno ha sentito le sue grida
MADRID - Per otto giorni una donna di 35 anni è rimasta chiusa, senz'acqua né cibo, nell’ascensore della sua casa, a causa di un black out elettrico. È accaduto a Sitges, graziosa località balneare vicino a Barcellona, in Catalogna. Durante le feste d’inizio d’anno, prima dell’Epifania, che in Spagna è importante quanto il Natale in Italia, la donna è rimasta bloccata nell’ascensore all’interno della villetta nel quartiere di Les Boutigues, in cui abita da sola. Nessuno ha sentito le sue grida d’aiuto, nessuno ha notato la sua scomparsa, complice anche il periodo festivo. Soltanto dopo otto giorni, i suoi famigliari, che vivono a Madrid, si sono preoccupati del fatto che non rispondesse al telefono e non si facesse più viva.
SOTTO CHOC - Hanno avvertito la Guardia Civil della cittadina e gli agenti si sono presentati all’indirizzo della donna con i vigili del fuoco. Forzata la porta, hanno udito subito i lamenti della prigioniera, intrappolata nell’ascensore, fermo tra i due piani. È bastato riattivare l’interruttore dell’energia elettrica perché l’ascensore si rimettesse in moto: cosciente, sebbene disidratata, debolissima e disorientata, la prigioniera non era ancora in pericolo di vita, ma è stata comunque trasportata subito all’ospedale di Viladecans per essere curata e per riprendersi dallo stato di choc. La donna non è ancora in grado di raccontare come abbia vissuto quegli otto giorni, e altrettante notti, da incubo, ma gli agenti hanno verificato che anche il campanello d’allarme era fuori uso.
Elisabetta Rosaspina
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10/01/2010
Florida: fa così freddo che le iguane cadono congelate dagli alberi
Florida: fa così freddo che le iguane cadono congelate dagli alberi
Le autorità spiegano alla popolazione come salvare i rettili ibernati. Registrate le temperature più basse degli ultimi 112 anni. A Key West ci sono solo 8 gradi
E' superfreddo in gran parte del mondo. Tanto che luoghi solitamente caldi anche in inverno fanno registrare temperature glaciali. E' il caso della Florida dove l’ondata di freddo polare che si è abbattuta da una settimana su gran parte degli Stati Uniti è accompagnata da nevicate abbondanti negli Stati del sud, ha fatto toccare alla Florida temperature storicamente basse. Sono almeno nove le persone morte dall’inizio del maltempo, secondo un conteggio della Cnn.
KEY WEST - Key West, l’arcipelago più a sud degli States, in Florida, che, occorre ricordarlo, è soprannominata «The Sunshine State» per il suo clima solitamente subtropicale, non provava una temperatura simile da 112 anni, con 8,2 gradi Celsius. Secondo il meteo, le temperature non dovrebbero risalire nei prossimi giorni. Il servizio meteorologico nazionale (National Weather Service, NWS) ha anche lanciato allarmi per la minaccia di venti forti che potrebbero fare scendere le temperature nel Midwest (Stati Uniti centrali). Il freddo, arrivato dal grande nord canadese e che attraversa gli Stati Uniti con temperature sotto i 28 gradi, può provocare nelle grandi pianure americane del nord, congelamenti in meno di 30 minuti, secondo le autorità.
DANNI A FLORA E FAUNA - In Florida invece i produttori di agrumi sono sul piede di guerra per salvare i loro raccolti, un settore che ogni anno genera 9,3 miliardi di dollari di affari. A soffrire è anche la fauna della Florida, abituata a inverni più miti. Le autorità spiegano alla popolazione come riscaldare le iguane congelate. Che cadono, letteralmente stecchite, dagli alberi. A decine. I canali interni della Florida si stanno riempendo poi di tartarughe e mante perchè le acque marine stanno diventando troppo fredde tanto che aumentano i casi di tartarughe marine che devono essere prese e portate in centri specializzati per riscaldarle.
corriere.it
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06/01/2010
Trovata morta in casa a Los Angeles l'erede di Johnson & Johnson
Trovata morta in casa a Los Angeles l'erede di Johnson & Johnson
USA. Casey Johnson aveva 30 anni. La polizia non esclude una overdose. Si attente la conferma dall'autopsia
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| Casey Johnson (a sinistra) con la «fidanzata» Tila Tequila (dal web) |
WASHINGTON - L'erede del gruppo americano Johnson & Johnson, Casey Johnson, 30 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione di Los Angeles. La donna, secondo quanto riferito dalle autorità, sarebbe deceduta per cause naturali, ma sulla vicenda si attendono i risultati delle analisi del medico legale: gli investigatori non escludono però extra ufficialmente che sia morta a causa di una overdose.
LA FIDANZATA - A diffondere la notizia della morte della giovane Johnson è stata via il blog Twitter la sua «fidanzata» Tila Tequila, una starlette dei siti internet, poi passata ai reality show americani. Con la quale però - secondo i siti Usa specializzati in gossip - la Johnson aveva litigato la settimana scorsa. Casey Johnson era la figlia del magnate newyorkese Wood Johnson, fondatore della multinazionale Johnson & Johnson e proprietario, tra l'altro, della squadra di football dei New York Jets. Secondo quanto riferito dal sito Tmz (lo stesso che per primo diede la notizia della morte di Michael Jackson), il decesso della donna potrebbe risalire «a giorni fa». La portavoce della polizia di Los Angeles, Sara Faden, si è limitata a confermare che Casey Johnson sarebbe deceduta «per cause naturali» quando era in casa da sola.
GLI ECCESSI - Spesso sulle prime pagine dei tabloid americani per i suoi eccessi, la Johnson aveva un passato di droga e alcool. Nel 2007 aveva adottato in Kazakistan una bimba di 2 anni, Ava, ma i giudici le avevano tolto la custodia dopo aver verificato che, nonostante fosse ricchissima, la Casey viveva nello squallore più assoluto. Tila Tequila ha informato della morte della amante lanciando su web il seguente messaggio: «Ognuno preghi per la mia wifey (mogliettina) Casey Johnson. È mancata. Vi ringrazio per tutto il vostro amore e il vostro supporto, ma sarò offline per stare con la famiglia». Casey Johnson era stata, tra l'altro, compagna di scuola di Paris Hilton, un'altra delle giovani e ricche ereditiere americane spesso sulla prima pagina dei tabloid per le loro stravaganze. La Johnson in passato era stata ricoverata più volte per disintossicarsi. Aveva dichiarato di aver ritrovato l'equilibrio e la voglia di vivere proprio grazie a Tila, un astro televisivo dichiaratamente bisessuale, giunta alla popolarità grazie ad alcuni reality show. Nelle ultime settimane, però, tra le due vi sarebbe stata una grave crisi.
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02/01/2010
Francia, sgozza le tre figlie e poi si toglie la vita
Francia, sgozza le tre figlie e poi si toglie la vita
I genitori delle piccole si stavano separando. I corpi carbonizzati trovati dopo l'incendio in una casa. L'uomo era uscito di prigione a novembre
Terribile dramma famigliare in Francia. Un uomo di 48 anni ha sgozzato le sue tre figlie di cinque, 11 e 13 anni, prima di dare fuoco alla sua casa e di suicidarsi. La tragedia è avvenuta nella località di Haguenau, nel nord dell'Alsazia: chiamati per un incendio, i vigili del fuoco hanno dapprima rinvenuto i corpi martoriati e carbonizzati di Sabrina, Narjiss e Nivine, poi quello del padre, che era separato dalla moglie. In stato di shock la donna, con la quale vivevano le bambine.
PRIGIONE - L'uomo, secondo quanto riferito dalle autorità locali, era stato rilasciato di prigione nel novembre scorso, dopo tre mesi di carcere per violenza e minacce nei confronti dell'ex moglie.
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Seattle sospende piano per intitolare un parco a Perugia
Seattle sospende piano per intitolare un parco a Perugia
IL SINDACO DI PERUGIA SCRIVERÀ AL COLLEGA AMERICANO. Dopo la condanna di Amanda Knox. Le città sono gemellate dal 1993
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| Lo Space Needle, simbolo di Seattle (Reuters) |
Perugia e Seattle sono gemellate dal maggio del 1993, ma la recente condanna di Amanda Knox a 26 anni di carcere per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007, potrebbe avere ripercussioni sui rapporti tra le due cittadine. Secondo quanto riporta il Seattle Times, le autorità di Seattle, principale città dello Stato di Washington, volevano intitolare un parco cittadino proprio a Perugia, ma ora hanno deciso di sospendere questo piano.
«MALUMORI DOPO LA SENTENZA» - Gli abitanti di Seattle sono infatti rimasti scossi dalla vicenda giudiziaria in cui è rimasta coinvolta la loro giovane concittadina, e il sovrintendente per i parchi dell’amministrazione locale, Tim Gallagher, ha deciso di fare marcia indietro a causa di questi malumori. «Abbiamo temporaneamente accantonato la procedura per l’intitolazione del parco» alla città di Perugia, ha detto Gallagher. Il presidente della Seattle-Perugia Sister City Association, Mike James, si è detto sorpreso. «Queste sono questioni separate e il processo (di Amanda Knox) non dovrebbe definire Perugia», ha detto. «Questo è un discorso razionale, ma ci sono state molte reazioni emotive dopo il verdetto».
SINDACO DI PERUGIA SCRIVERÀ A COLLEGA DI SEATTLE - Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali scriverà al suo collega di Seattle in merito alla vicenda, auspicando che le relazioni tra le due città «non debbano essere compromesse da una vicenda che è deve restare soltanto giudiziaria». «Le nostre due comunità - continua Boccali - non c'entrano nulla. Certo io non ho visto nessun fumus di antiamericanismo in città, nè credo che i giudici del processo siano stati mossi da altre ragioni che non fossero esclusivamente gli atti processuali». «L'ultimo, tra i tanti, episodi dell'amicizia tra le nostre due città - ricorda il sindaco - è Sister Orca, un' opera di un artista di Seattle, di origini indiane, donata a Perugia come segno di amicizia perché l'orca è per quelle popolazioni un animale sacro». La grande scultura in bronzo decorato è stata collocata recentemente proprio davanti alla stazione del Minimetrò, l' infrastruttura più significativa della Perugia moderna. «Scriverò al sindaco di Seattle - conclude Boccali - per dirgli che i sentimenti dei perugini sono immutati, e spero sia lo stesso per quanto riguarda gli abitanti di Seattle».
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01/01/2010
Pakistan: kamikaze si fa esplodere a una partita di pallavolo, è una strage
Pakistan: kamikaze si fa esplodere a una partita di pallavolo, è una strage
A Lakki Marwat, nelle zone tribali nord-occidentali. Il capo della polizia locale: «Stiamo portando via la gente sepolta sotto le macerie dei tetti crollati»
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| Manifestazione antiterrorismo a Lahore (Ap) |
ISLAMABAD - Sono almeno 70 le vittime, ma il bilancio potrebbe salire, di un attentato compiuto da un terrorista kamikaze che si è fatto esplodere in un centro sportivo mentre era in corso una partita di pallavolo. La strage è avvenuta a Lakki Marwat, nelle zone tribali del Pakistan nord-occidentale. «Stiamo portando via la gente sepolta sotto le macerie dei tetti crollati», ha detto alla Reuters per telefono il capo della polizia locale, Ayub Khan.
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