10/05/2010

Pizzi solubili per matrimoni duraturi

Pizzi solubili per matrimoni duraturi

Messo a punto dall'Università di Sheffield. Arriva l'eco-abito da nozze. Stesso materiale dei detersivi biodegradabili. Non occupa posto. Si disfa con una doccia

 

Dai ricercatori della Hallam University Sheffield (Inghilterra) arriva un abito matrimoniale realizzato in alcol polivinilico, composto chimico ottenuto per idrolisi e solubile in acqua

AMORE ETERNO – La sposina, dopo aver scelto con cura questo capo che continua a rappresentare nell’immaginario di molte fanciulle il sogno della favola e dell’amore eterno, potrà disfarsene con una semplice doccia, conservandolo nel cuore (se vorrà), ma non negli armadi già troppo affollati. O altrimenti potrà farne una sorta di spezzatino, convertendo la veste matrimoniale in cinque differenti capi di uso più comune. L’iniziativa usa e getta rispecchia in pieno la nostra società effimera e veloce, dove tutto passa repentinamente e poche cose restano, e verrà presentata alla mostra dedicata al matrimonio ecologicamente sostenibile, organizzata dalla stessa Università britannica (fino al 16 maggio).

BIODEGRADABILE- L’insolito abito nuziale sarà realizzato con lo stesso materiale usato anche per detersivi e risponde soprattutto a un’esigenza di rispetto ambientale, obiettivo che contraddistingue l’ultima frontiera dell’industria del fashion: la moda, dopo aver inseguito per anni il bello e l’armonia, ora sposta lo sguardo verso l’ambiente, corteggiando tessuti biodegradabili e unendo l’arte alla tecnologia.

ECO-FRIENDLY - I matrimoni sono notoriamente vere e proprie macchine consumiste, con un dispendio economico ed ecologico altissimo, ma l’idea di un matrimonio sostenibile è possibile e inizia anche a essere molto sentita, come dimostrano altre iniziative recenti in questa direzione. In occasione della «Fashion Paper» milanese, mostra itinerante dedicata a Moda, Arte e Design in carta, gli studenti avevano realizzato per esempio un abito matrimoniale di carta da imballo riciclata o filtri da tè.

SPOSA BAGNATA - Finita la luna di miele e passata la festa, che fare dunque del vestito da sposa? Conservarlo accuratamente con l’idea di tramandarlo alla figlia, sistemarlo comodamente nell’armadio come una sorta di cimelio sacro o stivarlo nel baule dei ricordi, aspettando che il tempo lo ingiallisca? Senza contare che l’epidemia dilagante di divorzi fa sì che spesso possa diventare un capo scomodo da traslocare, senza per questo rinnegare quel «sì» che si pensava potesse durare per sempre. L’idea del team di designer e scienziati della Sheffield Hallam University potrebbe essere una risposta ecologica e pragmatica. Fermo restando che in caso di pioggia al vecchio adagio «Sposa bagnata, sposa fortunata» si dovrà sostituire il detto «Sposa bagnata, sposa spogliata».

Emanuela Di Pasqua

05/05/2010

Hello Kitty, il lunedì, i Suv e l'ora solare: su Facebook ecco le 106 cose da odiare

Hello Kitty, il lunedì, i Suv e l'ora solare: su Facebook ecco le 106 cose da odiare

La pagina fb ha già raggiunto 70 mila iscritti. Un blogger sfoga le sue frustrazioni quotidiane sul web. Poi approda sul social network: è boom di contatti

 

 

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Uno degli slogan presenti nella pagina di Facebook

MILANO - Il web diventa psicologo. E si trasforma in depositario di frustrazioni e sentimenti negativi che si accumulano nel corso della giornata, legati a situazioni, comportamenti, personaggi talmente spiacevoli da diventare l'oggetto di un sentimento d'odio. Che si dichiara apertamente online, con po' d'ironia. L'ultimo fenomeno del web è un blog che si chiama Vi Odio ed è opera di Gabriele Coletti, 24 anni, studente allo IUAV di Venezia, che ha dato vita a una sorta di sfogatoio in cui raccoglie tutto ciò che rende insopportabile l'esistenza dei suoi utenti. Tutto nasce da una giornata storta. «Lo scorso gennaio dovevo andare da Treviso a Verona per dare tre esami all'università. C'è stata una nevicata pazzesca e i treni si sono bloccati. Ho impiegato sette ore per un viaggio che di solito dura due ore e mezza» ricorda Gabriele. Che tornato a casa si mette davanti al computer e crea un blog dove sfogare la sua rabbia. Il primo post – riquadro nero e scritta bianca – è «Trenitalia ti odio». Ne seguono altri, dapprima personali, poi aperti ai contributi e ai suggerimenti dei visitatori. Adesso le dichiarazioni d'odio hanno superato quota cento e i bersagli sono i più disparati: i possessori di suv che non rispettano la precedenza e pretendono di aver ragione, il batuffolo di lanuggine che si forma nell'ombelico, il sonno che passa non appena ci si stende sul letto, Barbara D'Urso, la pressione bassa, la carta igienica finita, la penna che esplode all'improvviso nella borsa, l'ora solare, Marzullo, il dentista, Ligabue, la polvere sulla scrivania.

SUCCESSO SUL WEB
- A far diventare il fenomeno virale ha contribuito Facebook, dove la pagina dedicata al blog, aperta giovedì scorso, conta già quasi 70mila iscritti. «La violenza non c'entra e io non sono schierato politicamente. La maggior parte dei post riguardano episodi della vita di tutti i giorni, anche banali. È semplicemente un modo per sfogarsi, una specie di catarsi» precisa Gabriele che ha già ricevuto alcune proposte da parte di alcuni nomi importanti del web interessati alla sua creatura. «Ma ci vado cauto. Non vorrei tradire la fiducia e le aspettative di chi mi segue dall'inizio e ha fatto il successo del blog».

29/04/2010

Singolare incidente a Tulsa in Oklaoma

Singolare incidente a Tulsa in Oklaoma

Auto penzola dal settimo piano


L'auto sporge dal settimo piano. Come è finita lassù? Singolare incidente mercoledì pomeriggio in un garage a Tulsa, in Oklahoma. Un uomo alla guida di una grossa Mercedes bianca stava facendo manovra all'interno di un parcheggio multipiano. Durante la retromarcia il pedale del gas si è bloccato e, correndo a a tutta velocità, il mezzo ha sfondato il muro del settimo piano finendo sospeso a mezz'aria fuori dall'edificio. Non ci sono state conseguenze per il guidatore, che se l'è cavata con un bello spavento. Nessun passante è rimasto ferito dalla caduta delle macerie ma in tanti hanno colto l'occasione per una foto-ricordo decisamente particolare

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Elmar Burchia

15/04/2010

L'uomo che sussurra ai conigli.

L'uomo che sussurra ai conigli.


Un sessantenne della Cornovaglia li addormenta con l'ipnosi

 

Cliff Penrose addormenta un coniglio (da Dailymail.co.uk)
Cliff Penrose addormenta un coniglio (da Dailymail.co.uk)

Del Robert Redford «che sussurrava ai cavalli», il signor Cliff Penrose non ha davvero nulla. Eppure anche lui, come il celebre attore nella trasposizione hollywoodiana del romanzo di Nicholas Evans, ha un rapporto speciale con gli animali, in questo caso si tratta di conigli. Già, perché questo sessantenne baffuto originario di St. Austell, un paesino della Cornovaglia, è il primo rabbit whisperer del mondo: insomma, sussurra ai conigli e li addormenta con l’ipnosi. Una tecnica che l’uomo ha affinato quando, andato in pensione dopo 30 anni di lavoro a causa di un’operazione di triplo bypass, ha potuto trascorrere più tempo con i suoi adorati animaletti (ne ha una cinquantina, fra cui Sonny, un coniglio gigante che pesa 9,5 chilogrammi) e ha imparato a riconoscere i vari stati d’animo delle bestiole.

IPNOSI IN DIRETTA - «I conigli sono animali estremamente intelligenti», ha spiegato al Daily Mail, «e sanno capire la nostra paura o la nostra felicità e comportarsi di conseguenza. Infatti, ho scoperto che se io ero nervoso, anche i conigli diventavano indisciplinati, mentre se ero calmo e rilassato, lo erano pure loro». Essendo salito alla ribalta lo scorso 1° aprile, durante un programma di Radio Cornovaglia della Bbc, inizialmente molti ascoltatori hanno pensato che si trattasse del classico pesce d’aprile, ma la stazione radio si è subito affrettata a spiegare che la storia era assolutamente vera e Penrose ha confermato il tutto ipnotizzando il suo coniglio Tammy in diretta. «La prima cosa da fare è cominciare ad accarezzarlo», ha detto il terapista, «per mantenere un contatto costante con l’animale. Io riesco a capire quando il coniglio è completamente rilassato dalla presenza o meno di vibrazioni nel suo corpo. A quel punto, bisogna mettere la mano destra sotto al corpo e la sinistra sulla schiena e portarlo fino al petto, facendogli un piccolo massaggio: così il coniglio è totalmente rilassato e chiude le palpebre».

RILASSATI - Lo stato di trance dura una decina di minuti, il tempo necessario a Penrose (che offre gratuitamente i suoi servigi ai veterinari della zona), per controllare l’animale, visto che è a pancia all’aria. Ma oltre che preparare i conigli per gli interventi chirurgici, il signor Cliff viene spesso chiamato anche dai proprietari (ha istituito una sorta di hotline a loro dedicata), per calmare qualche esemplare un po’ troppo esuberante. E, a suo dire, in questi casi, l’ipnosi farebbe davvero miracoli. «La gente prende spesso i conigli senza davvero sapere come siano. Quando escono dallo stato di trance, gli animali sono molto più rilassati e tranquilli».

RILASCIO DI ENDORFINE - A dire il vero, qualcuno ha storto il naso di fronte alle abilità ipnotiche di Penrose, sostenendo che i coniglietti in realtà stessero solo fingendo di essere morti, come se fossero stati attaccati da un predatore (in questo caso, l’uomo), ma in difesa del terapista ha parlato al Times Fiona Rawlings, chirurga veterinaria a St. Austell. «Se così fosse, i conigli non si sarebbero mai messi pancia all’aria, perché quella è una parte molto vulnerabile del corpo, ma si sarebbero piuttosto messi tutti rannicchiati. Il lavoro di Penrose è davvero di grandissima importanza. Cliff usa una tecnica di rilassamento che induce il rilascio di endorfine, facendo sentire i conigli più rilassati, e questo ci consente di visitarli meglio ed è anche un validissimo aiuto per curare quegli esemplari che hanno problemi comportamentali, perché li fa sentire meno stressati».

Simona Marchetti

01/04/2010

1° aprile: scherzi e bufale in tutti i gusti

1° aprile: scherzi e bufale in tutti i gusti

 

E Baldini su Kiss Kiss lancia una finta Carla Bruni che canta «Nouvelle Italie». Marchio in comune Apple-Melinda. E Google da oggi diventa Topeka. Sui quotidiani imperversano i pesci d'aprile. L'Unità: Totti attore nel film «Giallo, rosso e Verdone»

 

La «nuova» denominazione di Google, in un'immagine tratta dal blog ufficiale della compagia di Mountain View
La «nuova» denominazione di Google, in un'immagine tratta dal blog ufficiale della compagia di Mountain View

Primo aprile, giornata dedicata al pesce. Quello burlone, però. Come da tradizione, sono tanti gli scherzi più o meno riusciti che in questa giornata balzano anche agli onori delle cronache. Complici, a volte, anche gli stessi organi d'informazione che si prendono una licenza deontologica per diffondere, tra le tante, anche qualche notizia decisamente farlocca.

LA APPLE E MELINDA - Molto attivi i giornali del Trentino Alto Adige, che nei loro scherzi spaziano dal nuovo marchio Apple-Melinda alla proposta di mini-inceneritore domestico, dalla scoperta della presenza di acqua minerale in una discarica al matrimonio del capogruppo della Lega Nord con una calabrese. Lo «storico» accordo fra il colosso americano Apple e l'azienda della Val di Non, che hanno in comune la mela, sarà ufficializzato oggi con l'arrivo a Rovereto di Steve Jobs, scrive il Trentino. La rivoluzione per incentivare la raccolta dei rifiuti porta-porta - annuncia L'Adige - arriverà invece con gli inceneritori distribuiti in ogni casa, con bruciatore incorporato per i residui liquidi. Sempre L'Adige annuncia la scoperta della presenza di acqua minerale nella discarica della Maza di Arco, recentemente sequestrata dalla magistratura per la presenza di «percolato». Una sorgente da 100 litri al secondo che potrebbe portare alla creazione di un centro termale a quattro stelle. Molto singolare poi quanto annunciato dal Trentino: una lotteria a Borgo Valsugana che assegnerà premi in base alla sequenza con cui alcune mucche defecheranno su un campo da calcio. Entrambi i quotidiani infine riportano l'annuncio del matrimonio del capogruppo della Lega Nord in Consiglio provinciale, Alessandro Savoi, con una calabrese. Uno scherzo architettato dagli stessi colleghi di partito con tanto di breve comunicato stampa.

MAGNATE RUSSO A BRINDISI - Uno scherzo per il primo d'aprile è stato organizzato anche dal quotidiano brindisino Senzacolonne, che oggi titola a tutta pagina che sarà un magnate russo a risolvere il problema della costruzione di un nuovo palazzo dello sport, anche in previsione di una probabile promozione in Lega 1 della formazione di basket maschile. Il mecenate straniero - secondo il quotidiano - investirebbe diversi milioni di euro per realizzare un impianto da novemila posti.

TOTTI CON VERDONE - Un'altra notizia-bufala riguarda il capitano della Roma, Francesco Totti, che secondo l'Unità potrebbe essere il protagonista di «Giallo, rosso e Verdone», chiaro riferimento al film di Carlo Verdone Bianco, rosso e Verdone. Interpellato dall'Ansa, l'attore e regista, tifosissimo della Roma, ha accolto con favore lo scherzo ma ha precisato: «Totti non lo vedo da sei mesi, è sicuramente una burla. Dopo Io loro e Lara potrei mai fare un Giallo Rosso e Verdone?». Certo è che il regista sta già pensando al prossimo film: «Sarà sulla realtà oggi, film corale».

GOOGLE DIVENTA TOPEKA - Non ci sono però solo i giornali nella prima linea delle burle. Ad esempio in un post pubblicato sul blog di Google si legge che la compagnia d'ora in avanti si chiamerà Topeka, come la città del Kansas che il primo marzo, e per un mese, ha cambiato il suo nome proprio in Google. Il cambiamento, un chiaro pesce d'aprile, si estenderà a tutti i servizi di Mountain View. Ci saranno quindi le «Topeka Maps» e «Topeka News», mentre sul nome dei dipendenti, spiega la internet company, deciderà una riunione del Cda tra le alternative «Topekers» e «Topekans».

YOUTUBE COME MATRIX - È partito di buon mattino anche YouTube, il sito di video-sharing, che in homepage annuncia una sconvolgente novità: dopo i formati in alta definizione, «oggi vi presentiamo un nuovo modo di navigare YouTube con il formato testuale o TEXTp». Per sperimentarlo il sito invita a cliccare su uno dei video sottostanti, in cui le immagini sono sostituite da lettere e numeri, come nel film Matrix. «Utilizzando la modalità di solo testo fai risparmiare a YouTube 1 dollaro al secondo in costi per la banda larga», spiega la società, che conclude augurando un buon pesce d'aprile a tutti.

CARLA BRUNI SU KISS KISS - E anche alla radio i pesci non sono mancati. Su Radio Kiss Kiss si è ad esempio sentita Carla Bruni cantare «La nouvelle Italie». Ma anche in questo caso nulla a che vedere con la realtà. Marco Baldini e Pippo Pelo infatti, hanno svelato oggi l'arcano durante il programma condotto da Marco Baldini «Vieni avanti Kiss Kiss». Il brano, scritto dal cantautore Luca Sepe e Marco Baldini, è stato cantato da Francesca Manzini, imitatrice e intrattenitrice che ha esordito nel programma di Rai Uno «Festa Italiana». Moltissimi gli ascoltatori che sono caduti nella «rete» ; migliaia e migliaia i messaggi che sono arrivati in redazione che riportavano diverse reazioni: confusione, sgomento, protesta…Scherzo perfettamente riuscito.

Redazione online

30/03/2010

Paese che vai semaforo che trovi

Paese che vai semaforo che trovi

 

In italia si fanno strada i modelli «a led», più «risparmiosi». In Corea ideati modelli che «pensano» ai pedoni. Negli Usa al via i modelli w-fi che regolano la durata del rosso

 

Lo schema di funzionamento del semaforo coreano «Aisa»
Lo schema di funzionamento del semaforo coreano «Aisa»

Dagli Usa passando per l’Italia fino alla Corea, il semaforo diventa intelligente. Già, perché da semplice luce che con il rosso, il verde e il giallo indicava se stare fermi, passare o affrettarsi, ora uno degli strumenti stradali più antichi (il primo sembra essere stato installato il 10 dicembre 1868 a Londra) grazie alla tecnologia amplia le sue funzioni. Con la consapevolezza che, a seconda del Paese in cui ci si trova e dei tempi in cui si vive, anche il semaforo cambia aspetto e posizione.

IN COREANO CON QUATTRO BRACCIA- Esempio è Aisa, dissuasore a quattro braccia in titanio da installare in mezzo agli incroci, utile per auto e pedoni, dotato di sensori Led e telecamere che avvertono l’arrivo improvviso di un mezzo o di una persona in transito e ne segnalano la presenza agli altri veicoli illuminando le estremità degli altri bracci. I Led per ogni braccio sono tre, si illuminano in diversa intensità di colore a seconda della velocità con cui sopraggiunge il pedone o l’automobile. Aisa è stato realizzato da una designer coreana, Park Jeongseon. Giovanissima sì. Ma il suo prototipo di semaforo intelligente ha vinto l’ultimo Red Dot Award, uno più importanti premi del design mondiale che dal 1955 premia i migliori progetti. Per Park Jeongseon scegliere di disegnare questo semaforo intelligente è stato un gesto obbligato. Le statistiche della Corea (e di molti altri Paesi nel mondo) indicano infatti che il numero di vittime più alto è quello dei pedoni. Aisa potrebbe risolvere la questione, prestando loro attenzione soprattutto negli incroci, punti ancora più pericolosi per l’incolumità di tutti.

NEGLI USA WI-FI - Dalla Corea si passa ad Oklahoma City, dove è appena stato deciso di allungare i tempi di luce verde e accorciare quelli di rosso. Il sistema (che costerà tra gli 8 e i 10 milioni di dollari) sarà installato nei prossimi tre anni su 700 semafori dell’intera la città e controllato da una centrale che monitorerà attraverso telecamere wi-fi i flussi di traffico regolando i tempi di lampeggiamento dei vari colori. Stessa cosa accade a Charlotte (in North Carolina), dove sono stati investiti 4 milioni di dollari per istituire un pool di ingegneri all’interno del municipio. Qui, grazie a 83 telecamere rotanti, si regolano i tempi dei «traffic lights» cittadini e si controllano eventuali incidenti o ingorghi, con uno zoom che arriva a 400 metri circa di visibilità.

IN ITALIA CON I LED- In Italia, infine, a Lucca, il Comune ha deciso nei giorni scorsi di sostituire nella via principale che costeggia il centro storico i semafori a lampadina con quelli a Led per ottenere un buon risparmio energetico.«Si passerà – ha spiegato Marco Chiari, assessore con delega alla Mobilità – dalle tradizionali lampade a filamento ai moderni strumenti ad ottica a Led, con un forte risparmio energetico (80% circa) e un netto miglioramento della visibilità. La sostituzione degli impianti sarà graduale, ma continua». Importo complessivo della spesa di rifacimento della viabilità di viale Carlo del Prete è di 7.500 euro, con un occhio anche a chi corre troppo. Perché se l’automobilista preme a fondo l’acceleratore, il semaforo, intelligente lui, fa scattare immediatamente il rosso.

Marta Serafini

22/03/2010

Spopola il video del bambino «drogato» E la famiglia guadagna 100 mila dollari

Spopola il video del bambino «drogato» E la famiglia guadagna 100 mila dollari

 

Ma la decisione di rendere pubblico il filmato ha suscitato molte polemiche. Su YouTube il filmato di un ragazzino che straparla sotto l'effetto dell'anestesia. Il padre: nulla di male

 

Il video è diventato una leggenda di YouTube: David, 7 anni, viene ripreso con la telecamerina dal padre subito dopo un intervento dentale che deve aver richiesto medicine piuttosto potenti. Il piccolo appare visibilmente stordito, come sotto l'effetto di una droga, l'anestesia, infatti, non sembra ancora passata. Nello stesso tempo però è divertito e alla fine domanda se quella condizione durerà per sempre. La clip è esplosa sul web con 54 milioni di visualizzazioni; in un anno la famiglia ha incassato oltre 100.000 dollari. Quanto basta perchè il bambino possa studiare.


CELEBRITA' - David ci ha rimesso un dentino; ai suoi genitori la clip «David After Dentist» ha procurato fino a questo momento una somma che supera i 100 mila dollari. Da quel giorno la vita è cambiata radicalmente non solo per il bambino, ma per tutta la famiglia di Orlando, in Florida. Nell'estate del 2008 David si reca dal suo dentista assieme al papà - un dente dev'essere tolto. Come da prassi il medico gli somministra un medicinale per anestetizzare il dolore. Dopo l'intervento il papà cattura quel momento: David, seduto sul sedile posteriore dell'auto, parla, gesticola sotto quello che per lui è il primo effetto da droga. E tutto il mondo lo guarda: è in assoluto il video che è cresciuto più in fretta nell'intera storia di YouTube, il secondo più visto nel 2009, celebrato pure con diverse versioni remix. Ogni giorno viene cliccato quasi centomila volte. Il piccolo si pone domande, quasi filosofiche, sulla vita; sui buchi nei denti: «E' questa la vita reale?»; «Non riesco a vedere nulla»; «Ho dei buchi nei miei denti?»;«Perchè non li posso toccare?»; «Come mai mi sta succedendo tutto questo?»; «Sarà così per sempre?».

«E' QUESTA LA VITA REALE?» - Oggi il filmato di appena 2 minuti è zeppo di banner pubblicitari; gli utenti possono ordinare una maglietta cliccando all'indirizzo davidafterdentist.com o dare soldi in beneficenza per il trattamento medico dei bambini al sito operationsmile.org/dad. Negli Usa David e suo padre sono diventate delle celebrità con ospitate in radio e trasmissioni tv: dal Today sulla NBC, allo show della top model Tyra Banks, fino al programma del controverso anchorman della Fox, Bill O'Reilly - che l'ha duramente criticato. Reporter di tutto il mondo sono arrivati a casa sua per intervistarlo. In una pausa pubblicitaria del Superbowl è andato uno spot con diverse celebrità di Internet, tra queste ovviamente anche David con il suo quesito: «Is this real life?».

LE CRITICHE - Naturalmente c'è stato anche chi ha protestato. Fino ad oggi molte persone sono dell'idea che il padre non avrebbe mai dovuto mettere online il video, il bambino viene sfruttato senza pietà e presentato come fenomeno da baraccone. Il papà David DeVore la pensa diversamente. Lui farebbe di tutto per proteggere suo figlio, ha spiegato ora alla Cnn. «Non c'era nulla che potesse preoccuparci nel periodo dell'inaspettato successo e poi abbiamo coinvolto David in ogni decisione», ha sottolineato. La famiglia DeVore ha vissuto l'intera vicenda come «un'avventura». Recentemente David si è esibito al festival della tecnica South by Southwest di Austin, in Texas - tuttavia solo in videoconferenza: «Sapete, devo andare a scuola». Il video lo avrebbe «aiutato a visitare un sacco di posti, mai visitati fino ad ora».

IMPRESA DI FAMIGLIA - Intanto la famiglia incassa un bel po' di denaro: una parte arriva dalle entrate pubblicitarie che compaiono nella clip di YouTube; un'altra dalle royalties, se viene utilizzato in altri ambiti. Sulla loro pagina personale è possibile comprare oltre alle magliette anche degli adesivi con la nota scritta «Is this real life?». Anche David aiuta a fare i pacchi da spedire per posta in tutta l'America. «Dai nostri 15 minuti di celebrità è nata un'attività commerciale a gestione familiare», ha detto DeVore alla Cnn. I soldi andranno a finanziare gli studi universitari di David. Ma la famiglia ha donato sinora 6.000 dollari anche per scopi benefici - tra queste alcune organizzazioni che si occupano proprio della salute dentale.

Elmar Burchia

27/02/2010

Geox inaugura a Milano il primo palazzo che respira

Geox inaugura a Milano il primo palazzo che respira

 

In concomitanza con la settimana della moda milanese inaugurato il più grande e innovativo negozio monomarca

 

 

In occasione della settimana della moda milanese, Geox inaugura a Milano il "Palazzo che Respira", il suo più grande negozio monomarca, che si inserisce in un progetto architettonico di più ampio respiro che coinvolge l’intero palazzo di via Torino all’angolo con piazza Duomo. La crescita delle dimensioni dei negozi monomarca è legato all’ampliamento, negli ultimi anni, della gamma delle calzature Geox per uomo, donna e bambino, oltre alle linee di abbigliamento. Lo store milanese interagisce con il resto dell’edificio, che è stato ripensato e ridisegnato dall’architetto Dante Benini.

08/02/2010

"Voglio somigliare a Jessica Alba" L'alt dell'attrice: «Non farlo»

"Voglio somigliare a Jessica Alba" L'alt dell'attrice: «Non farlo»

 

Una 21enne cinese si sottoporrà a diversi ritocchi per tornare col suo ex, fan sfegatato della sex symbol, la diva alla ragazza: «chi ti ama veramente, lo fa a prescindere da qualunque cosa»

 

A sinistra Xiaoqing, a destra Jessica Alba
A sinistra Xiaoqing, a destra Jessica Alba

Essere Jessica Alba: una ragazza cinese vuole trasformarsi nell'attrice americana. Xiaoqing, 21 anni, porta una parrucca color biondo scuro. Cerca di imitare le movenze della Alba e acquista gli stessi capi indossati dalla sex symbol 29enne. Ora, con un intervento chirurgico importante vuole cambiare i lineamenti del viso. Non per una mania personale, ma per piacere finalmente al suo ex fidanzato. La star di Hollywood non ci sta e lancia un appello per dissuadere Xiaoqing.

EX RAGAZZO - L'imitazione è la forma più sincera di adulazione. Ma forse Xiaoqing è andata oltre. O meglio, il suo ex fidanzato: la 21enne ha detto infatti di essere a pezzi dopo la rottura avvenuta un mese fa con il ragazzo, un fan sfegatato dell'attrice che ha recitato ne I Fantastici Quattro e Silver SurferInto the Blue. Da Los Angeles è intervenuta ora Jessica Alba, rivolgendosi direttamente alla giovane: «Non farlo. Penso che non dovresti mai cambiare così te stessa. Se qualcuno ti ama veramente, ti amerà a prescindere da qualunque cosa». Xiaoqing, che lavora per una Internet company di Shangai, ha spiegato che nel corso della loro relazione durata un anno e mezzo, il suo ragazzo, che ha 28 anni, era ossessionato dalla Alba: ha riempito il loro appartamento di sue fotografie e poster, inoltre parlava continuamente dei lei, il suo idolo. Ciononostante, il ragazzo non l'avrebbe mai obbligata ad assomigliare all'attrice, ma non le ha mai nascosto che gli sarebbe piaciuto. L'ultimo regalo è stata una parrucca bionda. e

DESIDERIO - «Quando ho rotto con il mio ragazzo, ero molto triste», ha detto Xiaoqing quando si è presentata allo Shangai Time Plastic Surgery Hospital, l'ospedale che ha acconsentito ad aiutarla a realizzare il suo desiderio. «I miei amici... mi hanno consolato ma non ha funzionato, così mi hanno suggerito di ricorrere alla chirurgia per diventare come lei». Il direttore dell'ospedale, Jiang Shan - che interverrà "pro bono" sulla ragazza anche per dimostrare le sue abilità - ha spiegato che Xiaoqing avrà bisogno di diversi interventi per modificare occhi e naso. «Se vuole sembrare più bella di ciò che è adesso penso che potremmo aiutarla ad esaudire il suo desiderio - ha sottolineato - se invece vuole assomigliare completamente a Jessica Alba, credo che più di un intervento abbia bisogno di risolvere il suo problema psicologicamente».

MODA - Benchè molti blogger e coetanei si siano scatenati sui forum del Paese con commenti e critiche, la ragazza resta ferma sulla sua posizione: «Come membro della giovane generazione di questo Paese, posso scegliere di decidere cosa voglio nella vita», ha affermato Xiaoqing. Che dalle colonne dei media cinesi si rivolge al suo ex: «Se dopo l'intervento chirurgico non mi volesse ancora accettare, rinuncerò a lui», ha sottolineato. Assomigliare alle celebrità ricorrendo al ritocco è assai comune a molti ragazzi nella Cina d'oggi, ha spiegato l'ospedale. Il governo stima che centinaia di milioni di yuan vengano spesi ogni anno per interventi di chirurgia plastica.

Elmar Burchia

05/02/2010

Vive con la Ferrari in salotto. Al 2 piano

Vive con la Ferrari in salotto. Al 2 piano

 

La storia raccontata dal L..A. Times. Ora la sua casa è meta di pellegrinaggio di curiosi. Eccentrico designer ha costruito uno speciale ponte per parcheggiare in casa. Ma i vicini: deturpa l'ambiente

 

Il designer con la Ferrari in salotto (foto Ricardo DeAratanha / Los Angeles Times)
Il designer con la Ferrari in salotto (foto Ricardo DeAratanha / Los Angeles Times)

WASHINGTON – Olger Schubert è così innamorato della sua Ferrari che la tiene nel proprio salotto, tra dipinti libri e mobili eleganti, un adattamento premiato dalla rivista Architectural digest, la bibbia dello arredamento, come il più bel garage d’America. E poiché abita al secondo piano di un palazzo di Brentwood, a Los Angeles presso Hollywood, ha fatto costruire un ponte lungo oltre tre metri tra il salotto e la vicina strada, che corre all’altezza del primo piano, in modo da potere uscire sulla sua Ferrari.

Schubert, un disegnatore di 43 anni, ha impiegato un quinquennio e ha speso 1 milione e mezzo di dollari per realizzare questo sogno. Ma poco dopo che ci è riuscito, i coinquilini e i vicini di casa si sono ribellati, accusandolo di deturpare il paesaggio e minacciare la circolazione. Invano Schubert ha protestato di avere ottenuto 18 permessi dal comune di Los Angeles. Il comune ci ha ripensato e gli ha ordinato di abbattere il suo ponte.

La Ferrari in questione è una 512 BBi “boxer” dell’84, di colore grigio, a cui il disegnatore diede la caccia per 11 anni. Un pezzo da collezionista visibile dalla strada poco sottostante, la Tigertail (Coda di tigre), una delle più esclusive del quartiere di Brentwood, dove abitò O.J. Simpson, l’ex campione di football americano accusato - ma assolto – dell’assassinio della moglie nel ’94. Schubert la tiene come un gioiello, e la sfoggia solo a fine settimana, guidando lungo la costa del Pacifico. Ha dichiarato di non capire il risentimento dei coinquilini e dei vicini: «Forse li ha disturbati il fatto che per modificare l’appartamento e costruire il ponte, a 5 metri di altezza sul terreno, io abbia impiegato tanti anni». Ma William Burnside, il leader del gruppo che ha smosso il comune, ribatte che è questione di ambiente e sicurezza: «Schubert fece abbattere il garage che aveva a sua disposizione al pianterreno per potere andare a dormire e svegliarsi con la sua Ferrari».

Il disegnatore si è rivolto a un avvocato per bloccare l’ordinanza del comune. Ma nel frattempo, il Los Angeles Times ha messo la vicenda in prima pagina, la Tigertail è stata invasa da curiosi che occhieggiano la Ferrari da distante e la polizia municipale si è vista costretta a inviare un vigile a dirigere il traffico. Una «love story» che Schubert spera ancora di portare a lieto fine con il supporto di Architectural digest, che incoraggia questo tipo di garage per auto considerate opere d’arte, e di varie associazioni di proprietari di Ferrari. In America ve ne sono una decina, vere e proprie «lobbies» che tengono mostre e conferenze annuali, e che hanno un forte seguito popolare.

Ennio Caretto

18/01/2010

I grandi magazzini Debenhams lanciano la «lista divorzio» per i single di ritorno

I grandi magazzini Debenhams lanciano la «lista divorzio» per i single di ritorno

 

Da questa settimana le persone che si separano potranno stilare un elenco di doni da chiedere a parenti e amici

 

I grandi magazzini
I grandi magazzini

LONDRA - Una lista di regali per i divorziati. Da questa settimana in Inghilterra le persone che si separano potranno stilare un elenco di doni da chiedere a parenti e amici per rendere meno difficile, almeno da un punto di vista economica, il divorzio. L'iniziativa, lanciata dai grandi magazzini britannici Debenhams, è rivolta soprattutto al membro della coppia che è costretto a lasciare la casa e i beni condivisi con l'ex partner. Tra gli articoli che potranno essere inseriti nella «lista di divorzio» compaiono soprattutto gli oggetti usati in casa come pentole, posate, bicchiere, lenzuola e asciugamani. Non mancano però articoli più costosi come Tv con schermo al plasma, computer e forno a microonde.

BOOM DI DIVORZI A GENNAIO - La catena di grandi magazzini britannica ha scelto gennaio per il lancio di quest'iniziativa perché il mese corrente è il periodo in cui, almeno in Inghilterra, il numero della gente che divorzia raggiunge il culmine dell'anno. Inoltre, secondo Debenhams, a volte la separazione può essere un evento da festeggiare. Da tempo ormai nel Regno Unito, anche grazie all'uso che ne hanno fatto alcune celebri divorziate come Jordan e Heather Mills, l' ex moglie di Paul McCarthy, hanno acquistato una grande popolarità i biglietti di felicitazioni per il divorzio. Nelle pasticcerie spopolano le torte che celebrano le separazioni e si moltiplicano i party organizzati solo per gente separata. Peter Moore, dirigente della Debenhams spiega al Daily Telegraph: «Divorziare può diventare un'esperienza dolorosa soprattutto da un punto di vista economica. Compilare una "lista di divorzio" può permettere a familiari e ad amici di dare un importante contributo affinché un divorziato possa realmente cominciare una nuova vita». Tuttavia non tutti hanno accolto con favore l’iniziativa: «Invece di glorificare il divorzio – ha dichiarato Norman Wells, direttore del Family Educational Trust, associazione che difende la famiglia – Debenhams potrebbe lanciare una lista di regali per chi si costruisce una nuova vita che permetterebbe di coprire ogni genere di eventualità».

Francesco Tortora

15/01/2010

Mikey, il "sospetto terrorista" di 8 anni «Lo controllano in ogni aeroporto»

Mikey, il "sospetto terrorista" di 8 anni «Lo controllano in ogni aeroporto»

 

La madre: «ormai si è abituato». Lui: «I grandi sono irragionevoli». Il ragazzino vittima di un caso di omonimia. Ma i suoi familiari non riescono a far correggere l'equivoco

 

Mikey, il 'sospetto terrorista' di 8 anni«Lo controllano in ogni aeroporto»

 

WASHINGTON – Ha 8 anni, è un boy scout, studia a una scuola parrocchiale. Ma dalla prima volta che salì su un aereo, quando aveva 2 anni, viene sempre fermato, frugato e interrogato dai funzionari della TSA, la Transport security administration. Assieme alla famiglia è l'ultimo a prendere il suo posto, e non di rado causa ritardi alle partenze. Il motivo: Michael Hicks, figlio di un imprenditore e di una fotogiornalista che soleva viaggiare al seguito della Casa Bianca, è un sospetto terrorista. A 8 anni? Impossibile? No, possibilissimo: Mikey, come viene chiamato, figura nella "selected list", un elenco allargato del "non volo". E in 6 anni, la famiglia non è riuscita a farlo togliere. William Pasrell, il deputato democratico che la aiuta, è furioso: «Nella lista del non volo compaiono 2.500 nomi, in quella selettiva 13.500. Evidentemente sono inattendibili, se includono un bambino».

CONTROLLI - A segnalare l'assurdità del caso è il New York Times, che ha appurato che si tratta di omonimia. Un Michael Hicks è veramente sospettato di terrorismo, ma non si sa chi sia, e di Michael Hicks in America il giornale ne ha comunque contati più di 1.600. Il bambino, inoltre, ha un aspetto del tutto inoffensivo: porta gli occhiali, è educato e sorridente, e si sottopone ai controlli di buona grazia. «Pianse solo la prima volta - ricorda la madre - a 2 anni, quando prendemmo l'aereo a Newark, la nostra città nel New Jersey, vicino a New York. Si è abituato a essere fermato». Normalmente, al banco accettazioni gli addetti esprimono sorpresa quando trovano il suo nome nella "selected list" e chiamano i superiori. Ma nessuno lo lascia passare senza una rigida ispezione. Commenta ironicamente Mikey: «I grandi sono irragionevoli».

REVISIONE LISTE - Interpellato dal New York Times, James Fotenos, il portavoce della TSA, ha dichiarato che «di norma i bambini non figurano nei nostri elenchi» e ha assicurato che tra le riforme ordinate da Obama dopo il mancato attentato di Natale al volo della Delta c'è la revisione delle liste. Ma il giornale osserva che negli ultimi tre anni circa 82 mila passeggeri, bloccati agli aeroporti, vittime di casi di omonimia, hanno fatto ricorso contro la TSA e che 25 mila ricorsi sono ancora pendenti. Un uomo d’affari canadese, Mario Labbè, è stato prima costretto a rinunciare ad andare negli Stati Uniti e a fissare gli incontri con americani in Francia, poi a cambiare nome, cosa legale nel suo Paese. Adesso va e viene liberamente tra Toronto e New York: «Assurdità, follie» ha protestato. Il deputato Pasrell ha chiesto alla TSA di lasciare in pace il piccolo Mikey e all’Fbi, la polizia federale, e alla Cia, il servizio segreto, di ridurre le loro banche dati sui terroristi: «Arrivano a 550 mila nomi» lamenta. «È il caos. Occorre essere precisi».

Ennio Caretto

09/01/2010

Gb, la prima volta delle sculture di neve

Gb, la prima volta delle sculture di neve

 

Finora il fenomeno era visibile solo nel nordamerica e nell'europa del nord. Apparsi nel Somerset i «rulli di neve», cilindri che si formano con particolari condizioni metereologiche

 

Un cilindro di neve
Un cilindro di neve

Quando gli abitanti delle campagne del Somerset si sono svegliati da un giorno all’altro davanti a una distesa di balle di neve, tutte disposte in fila, e modellate come sculture sul ghiaccio, hanno pensato ai misteriosi cerchi di grano che ogni tanto vengono fotografati in giro per il mondo. In realtà, la combinazione di neve, ghiaccio e vento, che in questi giorni ha messo in ginocchio la Gran Bretagna, ha prodotto questo fenomeno, conosciuto più che altro in Nord America e in Nord Europa. Sono chiamate «snowrollers» (rulli di neve) e hanno il fascino del mistero, ma con una spiegazione scientifica molto precisa.

CILINDRI PERFETTI – «Siamo rimasti a bocca aperta e un po’ impauriti», raccontano al Daily Telegraph Ron Trevett e sua moglie Aileen, due abitanti di Yeovil, che portavano a spasso il cane, quando si sono imbattuti nelle sculture naturali. «Inizialmente pensavamo che fossero state create dai bambini, ma poi ci siamo accorti che non c’erano orme di scarpa, ma anzi, la neve sembrava battuta da poco attorno ai rulli». Frank Barrow, meteorologo del Met Office, il servizio meteorologico nazionale, spiega che «queste balle di neve si formano solo grazie a condizioni precise e molto inconsuete. Si comincia con sottili strati di neve, coperti di soffici fiocchi leggeri a causa della temperatura o del sole. Lo strato di neve diventa appiccicoso e a quel punto una folata di vento forte stacca come pelle la parte più fredda e soffice facendola rotolare». A questo punto si formano all’unisono decine di cilindri perfetti.

COME SCULTURE – Dopo essersi formati, i rulli sono troppo grandi e pesanti per essere trasportati ancora dal vento e si fermano (sempre contemporaneamente) in un punto. I cilindri sono scavati all’interno, perché la parte più interna è anche la più sottile e debole e viene spazzata via dal vento. Rimane la parte esterna. Il fenomeno, assolutamente nuovo nel Regno Unito, è più frequente in Utah, o in Islanda. I rulli possono essere piccoli come palle da tennis o grandi oltre mezzo metro, come sculture di ghiaccio.

Ketty Areddia

05/01/2010

LA CURIOSITA'. Cile, il palco crolla sotto i piedi del candidato Frei

LA CURIOSITA'. Cile, il palco crolla sotto i piedi del candidato Frei

 

Il 67enne senatore democristiano si trovava nella cittadina di Puerto Montt per un comizio elettorale

 

 

 

A due settimane dal ballottaggio per le elezioni presidenziali in Cile, l'ex presidente e candidato Eduardo Frei ha letteralmente «toccato il fondo», scherza la stampa del Paese. Il 67enne senatore democristiano, in corsa per la coalizione di centro-sinistra al governo, si trovava nella cittadina di Puerto Montt per un comizio elettorale. Salito sul palco, questo si è completamente frantumato sotto i suoi piedi. Due assistenti hanno dovuto estrarre di peso il politico che si era infilato nella fessura, rimanendo praticamente bloccato dalla cinta in giù. Fortunatamente Frei non ha riportato ferite. La figuraggia invece ha fatto il giro sulle tv cilene.

BALLOTTAGGIO - Quasi 8 milioni di cileni sono chiamati ad eleggere il 17 gennaio prossimo il successore di Michelle Bachelet. Al primo turno di metà dicembre per la presidenza del Cile nessuno dei candidati aveva raggiunto la maggioranza assoluta. I sondaggi danno per favorito il candidato conservatore, il miliardario Sebastian Pinera. Tuttavia, il principale sfidante Frei, che ha governato tra il 1994 e il 2000, ha incassato in questi giorni l'appoggio della nota scrittrice cilena Isabel Allende.

Elmar Burchia

corriere.it

04/01/2010

Apre il Burj Dubai: l'edificio più alto del mondo

Apre il Burj Dubai: l'edificio più alto del mondo

 

Taglio del nastro per l'edificio da record. E' alto 818 metri. All'interno il primo Armani Hotel. Nel Bahrain già lavorano per costruire una torre da oltre 1000 metri.

 

 

Dopo 4 anni e mezzo di lavori, e uno di ritardo sul previsto, stasera sarà inaugurato il grattacielo "Burj (in arabo torre) Dubai", che con i suoi 818 metri e' l'edificio piu' alto del mondo. L'avveniristica struttura, cattedrale nel deserto dei cantieri bloccati dalla crisi, ha 160 piani e superera' di oltre 300 metri l'attuale detentore del record, la torre Taipei 101 a Taiwan. Costruito da 12.000 persone ha una superficie totale di 334.000 metri quadri. All'interno il primo Armani Hotel del mondo: 160 tra suite e stanze per gli ospiti progettate personalmente dallo stilista.

03/01/2010

Il marito dell'anno fugge con modella 10 settimane dopo le nozze

Il marito dell'anno fugge con modella 10 settimane dopo le nozze

 

Fine della favola. Darryl Johnson aveva sposato Emma McIntyre vincendo il concorso di un giornale locale sulla coppia del 2009

 

Lo sposo dell'anno fugge con modella10 settimane dopo le nozze

 

LONDRA - Meno di tre mesi dopo essere stato dichiarato 'sposo dell'anno', un giovane inglese ha abbandonato la moglie per fuggire con una fotomodella. Darryl Johnson aveva sposato Emma McIntyre in una cerimonia da 10mila sterline interamente pagata da un giornale locale che aveva indetto un concorso per scegliere la copia dell'anno. Le attenzioni di Darryl per la fidanzata avevano commosso i lettori, ma la favola è durata appena 10 settimane.

«LE COSE CAMBIANO» - È stata Emma a scoprire la relazione del marito, dopo aver trovato decine di telefonate registrate sul telefonino alla 19enne Paris Beauclaudette (oltre ad alcuni messaggi su Facebook). Non solo: sembra che dopo aver commosso i giurati del concorso (soprattutto per aver costruito tre enormi cuori di legno con la scritta "Darryl Johnson ama Emma McIntyre"), Darryl si sia rivelato tutto fuorché un bravo marito. «È stato un sogno che si è trasformato in incubo» ha dichiarato la povera sposa. E lui? «Ho amato Emma - ammette Darryl - ma le cose cambiano». Tra l'altro, l'uomo ha assicurato che la sua relazione con Paris sia iniziata dopo la "rottura" del matrimonio.

31/12/2009

Hillary è la donna più popolare in Usa

Hillary è la donna più popolare in Usa

 

Fra gli stranieri «vince» papa benedetto XVI. Solo terza Michelle Obama, preceduta anche da Sarah Palin. Fra gli uomini sorprendente secondo posto di George W.Bush, dietro l'attuale presidente

 

Hillary Clinton (Afp)
Hillary Clinton (Afp)

WASHINGTON – Non Michelle Obama ma Hillary Clinton e Sarah Palin sono le donne più popolari in America secondo un sondaggio Gallup. La first lady figura al quarto posto, battuta anche da Oprah Winfrey, la regina della tv, un effetto della caduta di popolarità del marito presidente. Hillary Clinton, terza segretaria di stato della storia americana, ex first lady ed ex senatrice, e Sarah Palin, ex candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati uniti, sono virtualmente alla pari: 16 per cento dei voti la prima, 15 per cento la seconda. Ma Hillary detiene un record quasi impossibile da superare: è ai vertici della classifica da 17 anni, dal ’93, quando mise piede alla Casa bianca. Questo mese, Michelle Obama ha perso il 7 per cento del proprio indice di popolarità, scendendo al 55 per cento, 5 punti in più del consorte. Ed è stata oggetto delle prime critiche per il proprio abbigliamento a volte inortodosso e per la franchezza che la distingue dalle tradizionali first lady. Ma la sua temporanea eclissi è dovuta soprattutto alla politica: la parte conservatrice dell’America, che è all’attacco, l’identifica con il marito.

LA RISALITA DI GEORGE W.BUSH - Questa parte non ha solo premiato Sarah Palin, ora probabile candidata alla presidenza nel 2012. Ha anche spinto il tanto contestato ex presidente George Bush al secondo posto, subito dopo Barack Obama – una vera sorpresa - riuscendo a inserire la moglie, la ex first lady Laura, tra le prime dieci. La forza dei repubblicani nostalgici si rispecchia nella graduatoria maschile. Obama è in testa davanti a Bush, e al terzo posto figura Nelson Mandela, l’ex presidente del Sud Africa, premio Nobel della pace. Ma quarto è un aggressivo neocon, Glenn Beck, un commentatore televisivo. E i grandi stranieri? Il più valutato dagli americani, sempre stando alla Gallup, è il Papa Benedetto XVI, quinto. Si dimostrano resistenti agli scandali Bill Clinton e il campione di golf Tiger Woods, decimi a pari merito. Woods, incidentalmente, patisce le conseguenze dei tradimenti coniugali che hanno infranto il mito del marito e padre modello: l’ultimo sponsor a lasciarlo è la At&t. Tutti segni che il 2010 rischia di essere uno degli anni più rissosi della politica americana, peggio che in Italia. Se ne ha riscontro nelle polemiche sul fallito attentato al volo 253 della Delta, che ha messo a nudo traumatiche falle dei servizi segreti e della sicurezza americani. Per tacere delle polemiche sul 2008 e 2009, i due anni terribili della economia.

Ennio Caretto

Eclissi (parziale) di luna chiude il 2009 anno internazionale dell'astronomia

Eclissi (parziale) di luna chiude il 2009 anno internazionale dell'astronomia

 

LA CURIOSITA'. Ma l'evento, visibile in tutt'Italia, potrebbe essere offuscato dal maltempo

 

Eclissi parziale di luna chiude il 2009anno internazionale dell'astronomia

 

 

ROMA - Sarà una piccola eclissi parziale della Luna a chiudere il 2009. Giovedì l'ultimo giorno dell'Anno Internazionale dell'Astronomia riserva un'ultimissima sorpresa, che però potrà essere offuscata dal maltempo di questi giorni: il 31 dicembre infatti si verificherà un'eclissi parziale di Luna particolarmente piccola. La copertura dell'ombra sulla Luna sarà appena dell'8%.

LUNA BLU - Quella del 31 dicembre sarà anche una «luna blu». In realtà la luna non cambierà colore: si tratta semplicemente di una espressione popolare diffusa nel mondo anglosassone, «blue moon» appunto, con cui si indica la particolarità che nello stesso mese vedremo due volte la Luna piena. Si tratta di un evento non molto frequente, tanto che la frase «once in a blue moon» (una volta ogni luna blu) è rimasta come modo di dire per indicare un evento raro, spiega il sito dell'Unione Astrofili Italiani. Si verifica in media ogni 2 anni e mezzo. L'ultima «luna blu» è stata nel giugno 2007, per la prossima dovremo attendere il mese di agosto del 2012. Per quello che riguarda l'eclissi alle 18 e 16 ci sarà il primo contatto di penombra, alle 19 e 52 sarà però possibile apprezzare, se il cielo lo permetterà, la prima ombra e solo alle 20 e 22 ci sarà la fase massima dell'eclissi che terminerà completamente alle 22 e 31. L'eclissi sarà visibile in tutta Italia.

25/12/2009

Natale nel mondo: dai bikini australiani alla neve Usa

Natale nel mondo: dai bikini australiani alla neve Usa

 

La festa del 25 dicembre è stata vissuta ovunque. Dalle spiagge dell'Oceania con Santa Claus in costume da bagno, al Midwest degli States, dove gli automobilisti sono rimasti intrappolati nella neve, rischiando di non arrivare al cenone

 

 

Natale vissuto a tutte le latitudini in maniera diversa. Sulle spiagge australiane le persone si sono scambiate gli auguri sulla spiaggia tra bagni in bikini nelle acque dell'oceano e corpi distesi al sole. In Filippine, purtroppo, la ripresa dell'attività vulcanica del Mayon, ha costretto la popolazione ad abbandonare le proprio abitazioni proprio nel periodo natalizio. Decisamente diverso il clima nel nord del mondo. Molti automobilisti statunitensi hanno rischiato di trascorrere la giornata festiva intrappolati nel bel mezzo della neve.

12/12/2009

Un mese in albergo senza pagare il conto Denunciato Gheddafi jr

Un mese in albergo senza pagare il conto Denunciato Gheddafi jr

 

Genova - Spese per oltre 300 mila euro. Decreto ingiuntivo nei confronti del figlio-calciatore del raìs libico. Il debito risalirebbe al 2007

 

GENOVA - Trecentomila eu­ro - arrotondati in difetto - tanto è il conto che uno dei figli del colonnello Gheddafi, El Sa-adi, non ha pagato in un grand hotel della Riviera ligure ed è stato denunciato. La noti­zia anticipata dal quotidiano Mercantile ha trovato confer­ma.

El Sa-adi, che gli amici chia­mano l’Ingegnere, ha soggior­nato nel Tigullio, fra Rapallo e Santa Margherita, quattro setti­mane nell’estate del 2007: al momento dell’addio, Gheddafi junior ha firmato senza battere ciglio il saldo per un mese di soggiorno: 300 mila euro. Ma la cifra, che avrebbe dovuto esse­re versata dall’ambasciata co­me i precedenti pagamenti, non è mai arrivata. Adesso quel­la firma sul conto è stata pre­sentata al Tribunale di Chiavari allegata ad una richiesta dell’ho­tel che sollecita un atto ingiunti­vo nei confronti di Gheddafi ju­nior. Il giudice ha negato l’atto e ha chiesto ulteriori chiarimen­ti che sono già stati forniti.

Erika Dellacasa

05/12/2009

Liceo intitolato a Balotelli e Sissoko Ma solo per un giorno

Liceo intitolato a Balotelli e Sissoko Ma solo per un giorno

 

I due giocatori di Inter e Juventus. L'iniziativa antirazzismo dello scientifico Francesco Redi di Arezzo

 

L'entrata del liceo scientifico Redi di Arezzo
L'entrata del liceo scientifico Redi di Arezzo

AREZZO - L'istituto Francesco Redi di Arezzo ha cambiato nome. Per un giorno solo. Sabato, in occasione di Juventus-Inter, è diventato il liceo scientifico «Balotelli-Sissoko», dal nome dei due giocatori di colore di Inter e Juventus, il primo italiano, il secondo del Mali. Sabato mattina il preside ha affisso al cancello d'ingresso una targa di cartone che riporta i nomi dei due giocatori. «La mia è una provocazione», ha detto il preside Claudio Santori. «Credo che servano anche queste cose per far riflettere ragazzi e adulti, perché nessuno può essere italiano per il colore della pelle».

ESEMPIO - L'iniziativa era stata presa all'unanimità dal consiglio d'istituto per dare un segnale contro il razzismo negli stadi, senza l'opposizione da parte di un gruppo di studenti che aveva invitato su Facebook a non andare a scuola sabato per criticare la scelta relativa a Balotelli, definito arrogante, presuntuoso e viziato e quindi non esempio da seguire. «Gli assenti di sabato mattina sono un centinaio, la metà di un sabato normale», ha spiegato il preside. Lo scientifico Redi ha 54 classi e oltre 1.300 studenti. «Nel giorno della partita Juve-Inter ci è sembrato giusto dare un segnale. Vorrei ribadire - ha aggiunto il preside - che io non ho indicato Balotelli come modello. Il modello per me è Socrate e il suo pensiero sul rispetto della legge». Lo scientifico di Arezzo, dall'ingresso fino alla aule, è tappezzato sui muri da gigantografie con gli articoli della Costituzione. «Anche gli studenti più distratti la leggono, la rileggono e la assorbono», ha spiegato Sartori. Le lezioni di sabato sono state regolari fino alla sesta ora, quando è stata convocata un'assemblea straordinaria per valutare l'iniziativa e le reazioni che ha provocato.

01/12/2009

Troppo grasso: straborda dal sedile

Troppo grasso: straborda dal sedile

 

Un uomo corpulento invade lo spazio del suo vicino. Si riaccende il dibattito sulla tassa per gli extralarge, lo scatto realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757




La foto scattata con un cellulare a bordo di un Boeing 757
La foto scattata con un cellulare a bordo di un Boeing 757

Non è nuova l'idea presa in esame da molte compagnie aeree di applicare una fat tax ai passeggeri obesi: ha lanciare il sasso era stata per prima la Ryanair, favorevole a una "tassa sul sovrappeso" da imporre a coloro che, causa dimensioni, finiscono per invadere anche parte del sedile accanto. Se la proposta è stata momentaneamente accantonata a causa delle tante critiche, il dibattito si è tuttavia nuovamente riacceso in questi giorni dopo che una curiosa foto ha cominciato a circolare sul web.

SICUREZZA - Nello scatto, realizzato con un cellulare a bordo di un Boeing 757, si vede un passeggero molto corpulento che invade lo spazio del viaggiatore accanto e quello della corsia. L'immagine è apparsa qualche giorno fa su flightglobal.com, un blog di viaggi aerei, ripresa ora da diversi media. A quanto riporta l'inglese Daily Telegraph, lo scatto sarebbe opera di un assistente di linea in viaggio su un volo dell'American Airlines: con questa prova fotografica avrebbe voluto render ancora più chiaro a suoi superiori quanto possa essere difficile far viaggiare simili passeggeri nella classe economica. Anche se in alcuni commenti si avanza l'ipotesi che la foto possa essere un semplice fotoritocco, l'autore del blog Kieran Daly si dice sicuro: «Mi è stata spedita con l'assoluta assicurazione di essere genuina, scattata da un assistente di volo dell'American Airlines». La foto avrebbe lo scopo di dimostrare che una possibile "tassa sul grasso" non sarebbe affatto pregiudizievole verso le persone in sovrappeso, ma anzi di aiuto. Inoltre, è anche chiaro che l'uomo ripreso può rappresentare un potenziale pericolo per gli altri passeggeri a bordo in quanto contravviene alle regole sulla sicurezza in volo: in caso di fuga risulta difficoltoso mettersi in salvo se ostacolati.

TASSA - Insomma, in tempi di vacche magre sono gli obesi quelli che rischiano di pagare di più: lo scorso aprile la Ryanair aveva annunciato la possibilità di introdurre un sovrapprezzo per gli extralarge a bordo. Alcune compagnie, tra cui l'americana United, fanno già pagare di più gli obesi se non entrano nei normali sedili di classe economica. Come verificarlo? Devono riuscire ad abbassare i braccioli, mettere la cintura di sicurezza (anche con un'estensione): se non ce la fanno, o devono comprare un posto in più, o passano su un altro volo meno affollato. Anche l'American Airlines pretende normalmente che una taglia forte acquisti due posti a sedere, a meno che il volo non abbia posti liberi. In questo caso però il volo era al completo.

Elmar Burchia

28/11/2009

Sudafricani bianchi al manager italiano: «Razzista alla rovescia»

Sudafricani bianchi al manager italiano: «Razzista alla rovescia»

 

Il caso Nel mirino l’ad di Vodafone Vittorio Colao. L’azienda ha ceduto azioni solo a neri

 

I manifesti che criticano Vittorio Colao
I manifesti che criticano Vittorio Colao

MILANO — Il manifesto è più che eloquente: una fotografia in primo piano di Vittorio Colao, circondata dalla frase «Ricercato per razzismo». Così, dalla scorsa settimana l’amministratore dele­gato del gruppo Vodafone si trova al centro di un’offensiva che, per certi aspetti, sta facendo riemerge­re in Sudafrica la vecchie ferite la­sciate dall’apartheid. Il paradosso è che a lanciare la campagna «Boi­cottate Vodafone!» è John Kerlen, esponente di quel South Africa’s Cape Independence Party che è espressione di un piccolo grup­po di irriducibili afrikaaner di estrema destra. Gli è bastato dif­fondere via internet un’email con le accuse a Colao per inne­scare un dibattito che ogni giorno vede aggiungersi deci­ne di blog, di messaggi, di di­chiarazioni che viaggiano su Facebook e altri siti di social networking.

Nel mirino di Kerlen c’è la decisione di Vodacom, la società al 65% di Vodafo­ne che è il primo operatore mobi­le in Sudafrica e ha attività anche in Tanzania, Lesotho, Congo, Mo­zambico, di destinare il 3,44% di proprie azioni alla comunità di co­lore. Una sorta di sistema di quo­te che porterà la «black communi­ty » sudafricana ad aumentare la partecipazione in Vodacom dal­l’ 1,9% che aveva nel 2007 al 6,97% previsto entro la fine di quest’an­no. Una scelta inaccettabile per il Cape Independence Party. «La no­stra costituzione vieta ogni forma di discriminazione per razza, fede religiosa, abitudini sessuali - scri­ve Kerlen - . E in questo senso la decisione di Vodacom appare as­solutamente discriminatoria » .

Dal quartier generale di New­bury, vicino a Londra, Colao prefe­risce non commentare. Ma i suoi collaboratori spiegano che la so­cietà africana di Vodafone non ha fatto altro che applicare le norme previste dalla Bee (Black Econo­mic Empowerment), la legge vara­ta nel 1994, all’indomani della fi­ne del regime di apartheid, secon­do cui per poter operare in Suda­frica le aziende devono agevolare la partecipazione della comunità di colore alle attività economiche. «Niente vieta comunque ai bian­chi di acquistare le nostre azioni direttamente sul mercato», sotto­lineano in casa Vodafone. La stes­sa tesi, del resto, sembra condivi­sa dalla maggioranza dei sudafri­cani che stanno rispondendo via internet ai messaggi di Kerlen. Un esempio su tutti: «Contestare la scelta di Vodafone significa torna­re alle contrapposizioni razziali che ci siamo lasciati alle spalle tan­to tempo fa», scrive Victor MacK­lenin, che si definisce «un uomo d’affari di Cape Town».

In realtà, la nuova offensiva della destra afrikaaner appare nient’altro che il seguito di una campagna innescata l’anno scor­so contro un’altra decisione di Vo­dafone, ritenuta particolarmente grave dal Cape Party. All’inizio del 2008 Vodacom ha infatti attribui­to consistenti quote di capitale a Yebu Yetho e a Royal Bafokeng, due particolari «fondi sovrani» che rappresentano gli interessi di alcune minoranze etniche della «black community» sudafricana, e che investono i proventi di di­verse attività economiche (innan­zitutto quella mineraria) per desti­narne poi i guadagni alle rispetti­ve comunità.

Giancarlo Radice

18/11/2009

Villa Certosa piace all’emiro Sì all’offerta da 450 milioni

Villa Certosa piace all’emiro Sì all’offerta da 450 milioni

 

I regnanti di Abu Dhabi pronti a chiudere la trattativa. L’immobiliarista di Berlusconi: non confermo e non smentisco. Mai è stata venduta una villa per simile cifra

 

Villa Certosa
Villa Certosa

PORTOROTONDO - Villa Certosa vendesi. Richiesta: non meno di 450 milioni di euro. Amareggiato per le 5 mila foto «rubate» e l’intimità viola­ta, a giugno Silvio Berlusconi si era lasciato tentare, poi aveva smentito, infine aperto uno spiraglio, dopo un’estate quasi sempre ad Arcore e raramente nel suo gioiello in Sarde­gna. «Ci sono offerte? Vediamo...». Poco meno di 500 milioni, una montagna di denari, mai per tanto al mondo è stata venduta una villa. Suf­ficiente per mettere in fuga qualche miliardario russo che si era fatto avanti, ma non abbastanza da far de­sistere la famiglia Al Nayhan, che re­gna su Abu Dhabi, Emirati Arabi Uni­ti.

C’è qualcosa di più che un interes­se concreto, da più di un mese i con­tatti vanno avanti, la trattativa po­trebbe avere una svolta nei prossimi giorni: è probabile che se ne parli in uno degli incontri privati fra il presi­dente del Consiglio, in visita di Stato a Dubai e Abu Dhabi, lo sceicco Khali­fa bin Zayed bin Sultan Al Nahayan e l’emiro Mohammed, principe della corona e erede al trono. L’uomo che sta trattando l’affare, Claudio Giuntoli, da decenni immo­biliarista di fiducia di Berlusconi — è lui che gli ha fatto acquistare, e ven­dere, quasi tutte le ville in Costa Sme­ralda — è prudentissimo: «No com­ment, non posso confermare né smentire. Quando ho avuto incarichi dal presidente ho sempre lavorato nella massima discrezione».

La trattativa sembra aver preso corpo in estate ed è andata avanti len­tamente: Al Nahayan è famiglia ric­chissima e numerosa, allo sceicco Khalifa è attribuita dalla rivista For­bes una fortuna di oltre 23 miliardi di dollari, 50 persone i congiunti stretti. È al ventisettesimo posto fra i potenti del mondo. Da tempo il principe ereditario Mohammed cercava nel Mediterra­neo una residenza adeguata e sicura: il presidente del Montenegro gli ha offerto un terreno sterminato di fron­te a una spiaggia bianchissima. Quan­do a giugno sono filtrate le indiscre­zioni sulla vendita, l’interesse si è concentrato sul complesso della Cer­tosa: tre ville, la più grande di 2.600 metri quadri coperti, in un’altra fan­no vacanze Barbara, Eleonora e Lui­gi; la terza è per gli ospiti di riguar­do. In tutto quasi 4 mila metri quadri coperti, oltre alle meraviglie volute dal Cavaliere negli 80 ettari di parco: 2 laghetti, il vulcano artificiale che con la colata di lava e il rombo simu­la un’eruzione, la torre-nuraghe con le costellazioni sul soffitto, le cascate a picco sul golfo di Marinella, la grot­ta-bunker scavata per accogliere in sicurezza gli ospiti che vengono dal mare, il centro benessere, le piscine per la talassoterapia, il belvedere, musiche e luci soffuse fra i sentieri e le mille varietà di cactus. Infine gli anfiteatri, le colonne greco romane e le grandi serre che sono anche sale per meeting e conferenze stampa mentre premendo un pulsante s’in­nalza un palcoscenico che le trasfor­ma in saloni per feste e spettacoli.

La richiesta di 450 milioni ha spen­to le velleità di tre miliardari russi: Tariko Roustam, re della vodka, Alisher Usmanov, colosso Gaz­prom (che ha già acquistato una villa dai Merloni a Romazzino, Costa Sme­ralda) e Vasili Anisimov, magnate dell’oro e dell’alluminio. E anche di Roman Abramovich, che possiede una villa di fronte all’hotel Cala di Volpe ed è spazientito perché la ri­strutturazione non ha mai fine ed è «costretto» a far vacanze in rada sul suo yacht da 170 metri. Alla richiesta di 450 milioni l’emi­ro non ha battuto ciglio. La sua fami­glia ha partecipazioni azionarie ovun­que nel mondo, attraverso la Adgdi (Abu Dhabi United Group for the de­velopment and investment): banche, fondi di investimento e, naturalmen­te, società petrolifere. Nel 2007 risul­tava anche una partecipazione di po­co più del 2 per cento in Mediaset. Uno dei Nahayan, lo sceicco Man­sour Al Aayed, è proprietario del Manchester City calcio e fece la pri­ma offerta — rifiutata — per portare in Inghilterra Kakà e poco dopo per acquistare il 40 per cento delle azioni del Milan. Per villa Certosa ci sarà in­vece un sì?

Alberto Pinna

corriere.it

13/11/2009

L'alibi perfetto è su Facebook

L'alibi perfetto è su Facebook

 

IL PRECEDENTE. Grazie a un aggiornamento di status, un adolescente statunitense è riuscito a dimostrare di non essere stato l'autore di un furto del quale era stato accusato

 

«Dove sono i miei pancake?». È bastato questo banale aggiornamento di status su Facebook per scagionare un adolescente di New York che era stato accusato di un furto in un appartamento di Brooklyn. È la prima volta che un post pubblicato sul social network più famoso del mondo viene riconosciuto come alibi all'interno di un procedimento giudiziario.

ALIBI - Rodney Bradford, questo il nome dell'indiziato, è riuscito infatti a dimostrare che al momento del furto si trovava nella propria abitazione di Harlem (in un altro quartiere di New York, quindi). Mentre navigava online, ha avuto la buona idea di aggiornare il proprio status su Facebook che, come è noto, pubblica sempre la data e l'orario esatto di ogni contenuto inserito. L'avvocato difensore di Bradford ha presentato questa prova a discolpa del proprio assistito. Dopo una verifica incrociata con Facebook (da cui è arrivata la conferma che l'aggiornamento era avvenuto proprio all'indirizzo di Harlem), il giudice ha deciso di considerarlo un alibi affidabile.

PRECEDENTE - «È la prima volta che un aggiornamento di Facebook viene considerarato un alibi. In futuro ci saranno sempre più casi simili, considerata la diffusione dei social network», ha spiegato al New York Times un esperto di giurisprudenza online. Ma c'è anche chi non si dice d'accordo con la decisione del giudice. «Chiunque fosse stato a conoscenza dello username e della password avrebbe potuto inserire quell'informazione», ha sottolineato Joseph A. Pollini, docente di Giustizia Criminale al John Jay College, secondo cui i giudici dovrebbero essere più prudenti nell’utilizzo di simili informazioni: «In fondo i ragazzini sono bravissimi a utilizzare internet».

ALTRI CASI - Ad ogni modo, non è la prima volta che Facebook entra nelle aule dei tribunali. Clamoroso il caso del ladro che ha avuto la maldestra idea di controllare il proprio profilo (senza poi disconnettersi) durante un furto in un'abitazione: quanto è bastato per incastrarlo e mandarlo in prigione . Moltissimi poi i casi di tradimenti scoperti attraverso Facebook, utilizzati come prova durante le cause di separazione.

Nicola Bruno

09/11/2009

Chelsea-Man U: ecco il tifoso che si lava i denti in tribuna

Chelsea-Man U: ecco il tifoso che si lava i denti in tribuna

 

Londra, domenica pomeriggio. Un gol di John Terry regala ai Blues la vittoria. E sulle tribune dello Stamford Bridge un signore, sereno, procede alla sua igiene orale... Una clip che già impazza in Rete.

 

Londra, domenica pomeriggio. Un gol di John Terry al 31' della ripresa regala la vittoria al Chelsea nel match clou della dodicesima giornata di Premier League contro il Manchester United. Allo Stamford Bridge, i blues sono stati bravi e felicissimo è il coach Carletto Ancelotti.

Ma durante una pausa del gioco, la tv indugia sulle tribune. C'è naturalmente Fabio Capello, il ct inglese, a osservare il big match di Premier League. E poco più in là c'è un normalissimo tifoso. Solo che quel che fa non è poi così normale: si lava i denti. Sissignori, come niente fosse estrae lo spazzolino e si fruga sereno in bocca, preoccupato della propria igiene orale almeno quanto a quel che sta avvenendo in campo. Il video, una breve clip di circa 25 secondi, spopola già in Rete. Eccolo qua.

01/11/2009

Pranzo da record per Abramovich: a New York spende 52mila dollari al ristorante

Pranzo da record per Abramovich: a New York spende 52mila dollari al ristorante

 

Il magnate russo ha dato una mancia di 5000 dollari dopo averne pagati 7000 di servizio. Spesa eccezionale per un pranzo per 10 persone da «Nello's»: solo di vini ha pagato 35mila dollari

 

Roman Abramovich (Afp)
Roman Abramovich (Afp)

NEW YORK (USA) - Un pranzo indimenticabile. Almeno per il felice ristoratore. Pranzo da record per il patron del Chelsea, il miliardario russo, Roman Abramovich, che in un ristorante italiano di New York ha speso ben 52.221 dollari (circa 35.300 euro). A rivelarlo è il sito di gossip «Tmz» che ha pubblicato in esclusiva la ricevuta, a cui vanno aggiunti altri 5 mila dollari di mancia, oltre agli oltre 7.000 dollari già pagati di servizio.

IL PRANZO - Il miliardario russo ha pranzato nel noto ristorante «Nello's», al 696 di Madison Avenue, insieme ad altre nove persone. Ma a far schizzare il conto, più che i tagliolini al tartufo e gli spaghetti mari e monti, sono stati gli alcolici. Abramovich e i suoi ospiti hanno pasteggiato con due bottiglie magnum di champagne «Cristal rosè» (per la modica cifra di 10.0000 dollari), nonchè due «Chateau Petrus» (10.000 dollari) e tre di «La Tache Romanee Contì» (15.000 dollari). E al servizio già incluso nel conto da 47.221,09 dollari, Abramovich, come detto, ha aggiunto una mancia di altri 5.000.

26/10/2009

Donna nata uomo si sposa in Chiesa

Donna nata uomo si sposa in Chiesa

 

FIRENZE. Le nozze celebrate da don Santoro, malgrado il parere contrario del vescovo: l'atto verrà annullato

 

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Sandra in abito grigio perla bacia il suo Fortunato
Sandra in abito grigio perla bacia il suo Fortunato

FIRENZE - Alla fine le nozze della donna nata uomo sono state celebrate, in Chiesa, e officiata da don Alessandro Santoro, 44 anni, parroco della Comunità delle Piagge. Sandra Alvino, nata «donna per sbaglio in un corpo di uomo», come dice lei, 64 anni fa, ha coronato il suo sogno. Anche se l'atto - al quale il vescovo fiorentino, monsignor Giuseppe Betori, si era opposto - è destinato a essere annullato.

Sandra è donna per la legge italiana dal 1982 (pochi anni prima si era sottoposta a un'operazione a Londra per il cambio di sesso). La Alvino e Fortunato Talotta, 58 anni, sono sposati civilmente da 26 anni. Lei, che si dichiara «cattolica praticante», da qualche anno ha iniziato una battaglia per vedere riconosciuta la propria unione anche dalla Chiesa. Gli sposi sono arrivati pochi minuti prima delle 11 davanti al prefabbricato della Comunità delle Piagge, dove ogni domenica don Santoro celebra la messa e dove, durante la settimana, vengono svolte le diverse attività della comunità. Tailleur grigio perla per lei, ravvivato da un foulard maculato, e stessa fantasia per le scarpe e per gli occhiali; abito blu scuro per lui. La cerimonia è stata celebrata lontano da telecamere e fotografi, per disposizione del parroco. Don Santoro era emozionato, anche se ha ricordato agli sposini che l'atto «comunque sarà annullato dalla Chiesa». Ma è anche un atto, ha detto, che «non cambia la realtà: voi siete una coppia di credenti che vive nella chiesa il suo essere coppia e questo il Dio della Vita benedice e accarezza».

14/10/2009

In viaggio su una crociera-gay senza preavviso, coniugi contro la Grimaldi

In viaggio su una crociera-gay senza preavviso, coniugi contro la Grimaldi

Marito e moglie di Trevi hanno chiesto un risarcimento alla compagnia napoletana per l'insolito tour sulla tratta civitavecchia - barcellona

 

La crociera gay «Revuelta» (da www.gay.it)

 

La crociera gay «Revuelta» (da www.gay.it)

 

NAPOLI - Strana «disavventura» per due coniugi umbri che si sono trovati a viaggiare su una crociera della Grimaldi rigorosamente dedicata ai gay. Marito e moglie di mezza età, residenti a Trevi, sostengono di non essere stati avvisati del «particolare» tipo di viaggio sulla nave «Cruise Barcellona» della compagnia napoletana, che da Civitavecchia approda nel capoluogo catalano. I coniugi ritengono di aver prenotato un viaggio «normale» e perciò hanno chiesto alla Grimaldi un risarcimento di 3mila euro.

La notizia è stata riportata dal Corriere dell’Umbria. La coppia di Trevi si sono rivolti all’avvocato Antonio Francesconi che ha scritto alla compagnia senza però - ha spiegato - ricevere al momento alcuna risposta. «Non è una questione di discriminazione - ha detto il legale - ma solo di godimento del viaggio. Uno spiacevole equivoco che però va risarcito».

La coppia aveva ottenuto il viaggio con una raccolta punti. Dopo averlo scelto sul catalogo - ha spiegato l’avvocato Francesconi - i due si erano «messi in contatto con la compagnia per la prenotazione senza però che nessuno facesse riferimento alla crociera gay». Una volta a bordo, il 19 settembre scorso, marito e moglie si sono imbattuti - riferisce legale - in una nave «a tema», con feste e spettacoli «tutte» dedicate ai gay. «Una situazione di palese imbarazzo per i miei assistiti - ha concluso l’avvocato Francesconi - che al ritorno hanno deciso di chiedere il

09/10/2009

Lo zoo non può permettersi le zebre Così dipinge due asini di bianco e nero

Lo zoo non può permettersi le zebre Così dipinge due asini di bianco e nero

 

Ma un parco safari di Tel Aviv: «Vi mandiamo noi due esemplari non contraffatti». Lo stratagemma del direttore del giardino zoologico di Gaza. Che si giustifica: tutta colpa dell'embargo

 

Uno degli asini dipinti da zebra allo zoo di Gaza (Reuters)
Uno degli asini dipinti da zebra allo zoo di Gaza (Reuters)

GAZA - Abituati a sopravvivere tra mille difficoltà i residenti della Striscia di Gaza non potendosi permettere una coppia di vere zebre per il loro mini-zoo hanno fatto di necessità virtù e hanno dipinto due asini.

CONFINI BLOCCATI - Il colpo di genio è opera di Nidal Barghouthi, figlio del proprietario del Marah Land Zoo costretto a fare i conti con un conflitto (l'offensiva israeliana «Piombo fuso») che lo scorso gennaio ha decimato gli animali. Non solo. Con un embargo che gli impedisce di importare nella Striscia di Gaza nuovi animali, per far passare attraverso i tunnel una sola zebra gli avevano chiesto 40.000 dollari. Secondo il quotidiano Yediot Ahronot, i gravi danni provocati quest'anno a Gaza dalla operazione «Piombo fuso» non hanno risparmiato il modesto zoo Zaitun, dove ormai restano in prevalenza cani e gatti e dove una delle attrazioni maggiori sono appunto «gli asini a strisce».

STRISCE BIANCONERE - Barghouthi a colpi di rasoio ha prima depilato i due asini e poi li ha dipinte a strisce bianconere. «Volevamo solo portare allegria e gioia ai bambini che sono venuti a visitare lo zoo durante la festa dell Eid al-Fitr» che segna la fine del Ramadan, ha spiegato il ragazzo.

(Reuters)


«VE NE DIAMO NOI DUE VERE» - La notizia delle zebre contraffatte è arrivata però alle orecchie del sindaco di Ramat Gan, cittadina nei dintorni di Tel Aviv, in Israele, che ha invitato i responsabili del locale parco safariad un gesto di solidarietà animalesca, chiedendo loro di inviare al più presto al piccolo zoo di Gaza due zebre «autentiche». Non sono dunque rimasti insensibili alla notizia, riportata con enfasi dalla stampa israeliana, dei bambini palestinesi costretti per penuria di risorse ad ammirare solo animali «contraffatti». Ma la operazione potrebbe non essere semplice perchè dovrà essere approvata adesso non solo dalle autorità veterinarie, ma anche dal ministero della difesa, dall'esercito israeliano nonchè dai responsabili di Gaza: ossia dai dirigenti di Hamas.