14/09/2010

Uffici, stanze da letto e spazio Zen Ecco come sarà il super aereo del futuro

Uffici, stanze da letto e spazio Zen Ecco come sarà il super aereo del futuro

Gli ingegneri di Airbus stanno lavorando al Concept Plane, il velivolo che solcherà i cieli nel 2050. La fusoliera diventerà trasparente a comando, si auto-riparerà e avviserà i passeggeri delle turbolenze. Immagazzinerà il calore umano per riciclarlo e risparmiare energia

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13/09/2010

Tecno-gadget da indossare

Tecno-gadget da indossare

L'ultima novità è il vestito con cellulare incorporato. Sarà lanciato nel 2011 da un'azienda londinese, convinta che il telefono sia troppo scomodo da portare in giro, soprattutto per le donne.

 

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Aspettando il treno o l’aereo, si può ingannare il tempo guardando un film sullo schermo dei Cinemizer

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02/09/2010

Apple prepara il Natale iOS 4.1, nuovi iPod e TV

Apple prepara il Natale iOS 4.1, nuovi iPod e TV

Il fondatore dell'azienda di Cupertino presenta le nuove versioni dei più popolari e venduti dispositivi multimediali sul mercato. Il modello Nano diventa touch, la videochat arriva su iPod Touch. E arriva anche la seconda generazione di AppleTv

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21/08/2010

La carica degli e-reader

La carica degli e-reader

SCHERMI DA SFOGLIARE. Dal nuovo Kindle all'Olipad: pregi e i difetti a confronto. La prossima sfida tra i tablet multimediali e i modelli "puri"

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08/08/2010

“Antenna-gate” iPhone, cade la prima testa

“Antenna-gate” iPhone, cade la prima testa

Mark Papermaster, inventore del sistema di ricezione dell’ultimo nato della casa di Cupertino, lascia il suo posto. L’azienda non ha chiarito se si sia dimesso o se sia stato mandato via.

 

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E' caduta la prima testa a Cupertino dopo l'antenna-gate dell'iPhone 4. Mark Papermaster, responsabile dello sviluppo delle componenti dell"iPhone di Apple, ha lasciato il suo posto. Papermaster era considerato l'inventore del nuovo sistema d'antenna dell'iPhone4, definito "rivoluzionario" dall'azienda e che invece ha dato una serie di problemi ai clienti. La Apple non ha voluto dire se Papermaster si sia dimesso o gli sia stato chiesto di andarsene.

 

03/08/2010

Attenti al vetro-gorilla

Attenti al vetro-gorilla
Nel 2011 arriveranno le tv a prova di gorilla. Il «Gorilla-glass» per televisioni super-resistenti -

Un vetro leggero ma a prova di Gorilla. E' questo il senso del nome - il "vetro Gorilla", appunto - dato al materiale trasparente inventato dall'americana Corning già alla fine degli anni Sessanta. Come racconta l'Associated Press, il vetro dei miracoli, dopo anni di quasi incompleta inattività, potrebbe diventare uno dei principali business del futuro. Complice il nuovo trend in fatto di tv a schermo piatto, ossia apparecchi senza cornice esterna, eleganti lastre di vetro da esporre in salotto.


Il "vetro-gorilla", riscoperto nel 2008, è ora in uso
su una quarantina di milioni di smartphone (dal nuovo Droid X di Motorola al futuro tablet-cellulare Streak della Dell) e computer portatili (il notebook X300 della Lg). I due video in pagina ne mostrano le capacità di resistenza - 2-3 volte superiori a quelle dei normali vetri chimici -,che però non andrebbero a inficiare lo spessore e dunque anche il peso. L'unico dubbio rimane sul prezzo, dato che secondo alcuni analisti l'introduzione del materiale della Corning farebbe aumentare il prezzo delle tv dai 30 ai 60 dollari al pezzo.



In ogni caso l'azienda newyorchese, attiva con varie invezioni - come il Pyrex - fin dalla Guerra civile americana, ha annunciato una nuova capacità di investimento nella produzione e una fabbrica da poco aperta nei pressi di Pechino. Propio per far fronte a quella che si annuncia una nuova generazione di televisioni superesistenti, che dovrebbero vedere la luce già dall'anno prossimo.

27/07/2010

Cellulari e web 2.0: quando Google fa flop

Cellulari e web 2.0: quando Google fa flop

Non solo successi. Ora il colosso di Mountain View deve fare i conti con i passi falsi. Da Nexus One, il telefonino ritirato dal mercato, a Knol (l’anti-Wikipedia): ecco tutti i prodotti di BigG che non ce l’hanno mai fatta

 

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Era stato presentato come un SuperPhone, superiore ai concorrenti per prestazioni e programmi disponibili. Ma a meno di sei mesi dal lancio è stato improvvisamente ritirato dal negozio online. Il motivo? Agli utenti non è piaciuto, inutile quindi continuare con la produzione.

Il flop di Nexus One rappresenta un duro colpo per un’azienda abituata a mettere in fila un successo dietro l’altro. Scatenando ogni volta aspettative altissime nella stampa e tra gli appassionati di tecnologia, come forse solo Apple sa fare.

Se lo sbarco di Google nella telefonia mobile non è stato dei più fortunati (anche se, va sottolineato, il sistema operativo per smartphone Android continua ad andare a gonfie vele), non si tratta certo della prima volta che il colosso di Mountain View si trova a fare i conti prodotti ritirati e servizi che non ottengono il successo sperato.

Ricordate il lancio di Knol, l’enciclopedia collaborativa che avrebbe dovuto rappresentare una seria minaccia per Wikipedia? Qualcuno ne ha sentito più parlare? Anche qui erano bastati meno di sei mesi per capire che Wikipedia non era affatto in pericolo. La scelta di Mountain View di puntare tutto sull’autorevolezza dei singoli autori (e non sulle masse di utenti) non sembra aver ripagato in termini di numeri e qualità dei contributi.

E che dire di Lively? Presentato in piena euforia da mondi virtuali come il killer di Second Life ha avuto ben presto i giorni contati. All’epoca Google parlò di un semplice esperimento, ma è triste vedere quel “Goodbye” che ora campeggia sull’home-page del servizio. Anche perché tutti gli avatar in 3D e gli ambienti creati dagli utenti sono per sempre spariti dalla faccia del web.

La lista degli anti-(prodotti di successo altrui) è lunga. E così pure gli inevitabili flop: non sempre basta riprendere un’idea di successo, metterci il marchio Google e sperare in un boom. Si veda Answers, il servizio di domande e risposte generate dagli utenti che voleva contrastare l’inarrestabile Yahoo! Answers. Chiuso dopo cinque anni di scarsa partecipazione.

Stesso destino per Base, il negozio online che doveva servire a bloccare l’ascesa di eBay: è stato sospeso e rimpiazzato da un nuovo spazio.

Ci sono poi tutta una serie di servizi ancora attivi, ma del tutto marginali nell’economia del colosso di Mountain View. E’ il caso di Google Talk e il più recente Google Voice, che non sono mai diventati l’anti-Skype come detto all’inizio.

O ancora Checkout: non ce l’ha ancora fatta a rimpiazzare il più diffuso PayPal per i pagamenti online. Lo stesso vale per la suite di produttività aziendale Google Docs: per quanto apprezzata, non ha di certo soppiantato il pacchetto Office di Microsoft.

Insomma, sembrano finiti i tempi in cui l’azienda di Brin e Page era circondata da un’aurea di infallibilità, quando il lancio di ogni nuovo prodotto era temuto dai concorrenti e atteso con impazienza dagli utenti. Ma forse questo fa parte del Dna di un’azienda che ha fatto della beta perenne un marchio di fabbrica. E della cultura del rischio statunitense un mantra ricorrente: se non sbagli e non fallisci, non potrai mai battere i concorrenti.

Nicola Bruno

26/07/2010

Antennagate: i concorrenti contro Jobs

Antennagate: i concorrenti contro Jobs

Stizzite le reazioni dei produttori di smartphone al così-fan-tutti di Steve Jobs in difesa dei problemi di ricezione dell'iPhone 4. Rim, Htc e Nokia prendono le distanze dagli errori di design e Microsoft lo definisce il Vista di Apple

 

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La difesa di Steve Jobs, Ceo di Apple, ai problemi di ricezione di iPhone4 non è piaciuta a molti. Agli utenti che si ritrovano di fatto in mano un oggetto prezioso ma fallace e dovranno metterci una toppa (la custodia), a quelli che l'hanno ordinato lo stavano aspettando con spasmodica eccitazione. Non è stata premiata nemmeno dagli investitori, visto che il titolo ha riaperto lunedì a Wall Street con un pesante ribasso. Ma meno di tutti è piaciuta ai concorrenti di Apple nel mercato degli smartphone, che a farsi trascinare nel calderone insieme all'iPhone 4 proprio non ci stanno.
Le reazioni di chi è stato direttamente chiamato in causa (di correità) durante la conferenza di Steve Jobs come Rim, produttore del Blackberry, e Htc, non si sono fatte attendere. Si è fatto sentire anche chi, come Nokia, non era stato esplicitamente citato. Per parafrasare le parole usate da Jobs: nessuno è perfetto, gli smartphone non sono perfetti, ma c'è chi è lo è meno di altri: iPhone 4.

I più stizziti sono i produttori canadesi di Rim, che per voce di Mike Laziridis e Jim Balsillie (i due co-Ceo della società)
hanno lanciato pesanti accuse non solo contro l'antenna del melafonino, ma soprattutto contro la strategia comunicativa di Jobs. “il tentativo di trascinarci nell'autogol di Apple è inaccettabile […] è una deliberata distorsione dell'opinione pubblica riguardo il problema per distrarre dalla difficile situazione che sta vivendo Apple”. E via di seguito chiarendo che “gli utenti Blackberry non hanno bisogno di una custodia per mantenere la connessione”.

Htc
, il produttore coreano del modello Eris – il meno performante nella comparazione esibita da Jobs in conferenza stampa – non si è scomposta più di tanto e ha lasciato ai numeri la propria replica. I possessori di Eris che si sono rivolti al centro assistenza segnalando problemi di ricezione sono lo 0,016 del totale, contro lo 0,55 dell'iPhone 4. Trentacinque volte meno.

Nokia, afflitta in questi giorni da risultati sotto le aspettative e dalla probabile sostituzione del Ceo Kallasvuo, ha puntualizzato prima di tutti che gli investimenti della casa finlandese sul design delle antenne sono cospicui e che i problemi di ricezione sono noti e vengono affrontati seriamente. L'impugnatura è calcolata attentamente nella progettazione di ogni telefono e per evitare il rischio che le mani possano disturbare il segnale ad esempio sono state inserite due antenne, una posizionata in cima al dispositivo e l'altra in fondo. La debolezza dell'antenna dell'iPhone4 era peraltro nota a Nokia già da tempo, sul blog aziendale era stato pubblicato il 28 giugno scorso un post in cui vengono illustrati tutti i modi più diffusi di impugnare i telefonini, tranquillizzando gli utenti che nessuno interferisce sensibilmente con la ricezione del segnale.

Perfino Microsoft, che i suoi primi smartphone li sta producendo adesso e li commercializzerà il prossimo autunno, è intervenuta nella disputa, lasciando trapelare un commento che denota una certa dose di autoironia: “l'iPhone 4 è il Windows Vista (il sistema operativo, che ha causato parecchi problemi a Microsoft) di Apple”. Al momento le vendite del melafonino non sembrano risentire dell'antennagate

La difesa di Steve Jobs, Ceo di Apple, ai problemi di ricezione di iPhone4 non è piaciuta a molti. Agli utenti che si ritrovano di fatto in mano un oggetto prezioso ma fallace e dovranno metterci una toppa (la custodia), a quelli che l'hanno ordinato lo stavano aspettando con spasmodica eccitazione. Non è stata premiata nemmeno dagli investitori, visto che il titolo ha riaperto lunedì a Wall Street con un pesante ribasso. Ma meno di tutti è piaciuta ai concorrenti di Apple nel mercato degli smartphone, che a farsi trascinare nel calderone insieme all'iPhone 4 proprio non ci stanno.

Le reazioni di chi è stato direttamente chiamato in causa (di correità) durante la conferenza di Steve Jobs come Rim, produttore del Blackberry, e Htc, non si sono fatte attendere. Si è fatto sentire anche chi, come Nokia, non era stato esplicitamente citato. Per parafrasare le parole usate da Jobs: nessuno è perfetto, gli smartphone non sono perfetti, ma c'è chi è lo è meno di altri: iPhone 4.

I più stizziti sono i produttori canadesi di Rim, che per voce di Mike Laziridis e Jim Balsillie (i due co-Ceo della società)
hanno lanciato pesanti accuse non solo contro l'antenna del melafonino, ma soprattutto contro la strategia comunicativa di Jobs. “il tentativo di trascinarci nell'autogol di Apple è inaccettabile […] è una deliberata distorsione dell'opinione pubblica riguardo il problema per distrarre dalla difficile situazione che sta vivendo Apple”. E via di seguito chiarendo che “gli utenti Blackberry non hanno bisogno di una custodia per mantenere la connessione”.

Htc
, il produttore coreano del modello Eris – il meno performante nella comparazione esibita da Jobs in conferenza stampa – non si è scomposta più di tanto e ha lasciato ai numeri la propria replica. I possessori di Eris che si sono rivolti al centro assistenza segnalando problemi di ricezione sono lo 0,016 del totale, contro lo 0,55 dell'iPhone 4. Trentacinque volte meno.

Nokia, afflitta in questi giorni da risultati sotto le aspettative e dalla probabile sostituzione del Ceo Kallasvuo,
ha puntualizzato prima di tutti che gli investimenti della casa finlandese sul design delle antenne sono cospicui e che i problemi di ricezione sono noti e vengono affrontati seriamente. L'impugnatura è calcolata attentamente nella progettazione di ogni telefono e per evitare il rischio che le mani possano disturbare il segnale ad esempio sono state inserite due antenne, una posizionata in cima al dispositivo e l'altra in fondo. La debolezza dell'antenna dell'iPhone4 era peraltro nota a Nokia già da tempo, sul blog aziendale era stato pubblicato il 28 giugno scorso un post in cui vengono illustrati tutti i modi più diffusi di impugnare i telefonini, tranquillizzando gli utenti che nessuno interferisce sensibilmente con la ricezione del segnale.

Perfino Microsoft, che i suoi primi smartphone li sta producendo adesso e li commercializzerà il prossimo autunno, è intervenuta nella disputa, lasciando trapelare un commento che denota una certa dose di autoironia: “l'iPhone 4 è il Windows Vista (il sistema operativo, che ha causato parecchi problemi a Microsoft) di Apple”. Al momento le vendite del melafonino non sembrano risentire dell'antennagate

Gabriele De Palma

 

16/07/2010

iPhone 4 e i problemi di ricezione: Apple corre ai ripari

iPhone 4 e i problemi di ricezione: Apple corre ai ripari

Continuano a montare le polemiche, tanto da rendere indispensabile un intervento per arginare la situazione. E l'azienda di Cupertino convoca i giornalisti per annunciare le prossime mosse: stasera la conferenza stampa

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Gli utenti sono sempre più indispettiti, la bibbia dei consumatori Usa dà il suo parere negativo, voci parlano di un richiamo del dispositivo e il titolo cede in Borsa, mentre aleggia lo spettro di una class action che potrebbe costare centinaia di milioni.
Lungi dal placarsi, le polemiche sull'iPhone 4 continuano a montare. E dopo le risposte poco convincenti delle scorse settimane Apple ha convocato i giornalisti e nella conferenza stampa di venerdì 16 luglio annuncerà cosa intende fare per risolvere i problemi di ricezione del nuovo melafonino.

Lanciato il 24 giugno in cinque mercati, l'iPhone 4 ha avuto un esordio fortunato, con 1,7 milioni di unità vendute in tre giorni. Parallelamente agli acquisti, però, sono cresciuti anche i guai, a causa di un problema di ricezione legato al design dell'antenna.
Di fronte all'aumentare dei reclami Apple sembra aver preso la situazione alla leggera. Da principio ha consigliato usare una custodia protettiva o di cambiare impugnatura del telefono, evitando di toccare l'angolo in basso a sinistra della scocca. In seguito ha parlato di un algoritmo sbagliato che indicherebbe meno 'campo' di quello realmente disponibile e ha promesso un aggiornamento del software in grado di risolvere l'inconveniente.

Secondo Bloomberg, però, che cita una fonte interna all'azienda, Steve Jobs era a conoscenza dei possibili problemi con l'antenna.
L'anno scorso, scrive l'agenzia, Ruben Caballero, uno degli ingeneri ed esperto antennista di Apple, nella fase iniziale di progettazione avrebbe informato i piani alti della società che il design dell'antenna avrebbe potuto causare la caduta delle chiamate. E stando a quanto riferito da un'altra fonte, anche un operatore partner della società avrebbe manifestato preoccupazioni sull'antenna prima del lancio del 24 giugno.
L'ultimo modello del melafonino ha un'antenna metallica che circonda la parte esterna del dispositivo che, sempre secondo quanto riferito dalla fonte, sarebbe stato meglio dividere in sezioni separate per creare delle antenne individuali in grado di gestire le diverse frequenze radio delle reti wireless. Se si tocca con le dita una delle linee di congiunzione tra le sezioni, ha aggiunto, si può interferire con il segnale.

Massimo Morando, direttore di Cellulare Magazine, spiega a Sky TG24Mattina qual è il problema che interessa Iphone4.

15/07/2010

iPhone 4 e problemi di antenna, Apple convoca una conferenza stampa

iPhone 4 e problemi di antenna, Apple convoca una conferenza stampa

SMARTHPHONE. Gli analisti: «Vista la pressione che grava sull'azienda ci sarà l’annuncio di una soluzione o di un risarcimento»

 

La telenovela sui malfunzionamenti dell'antenna dell'iPhone 4 è pronta a un nuovo capitolo. Apple ha infatti convocato a sorpresa una conferenza stampa per venerdì, alle 10 ora locale (le 19 in Europa), presso il quartier generale della società a Cupertino, in California. Al centro della conferenza dovrebbero esserci proprio i problemi alla ricezione del nuovo modello di smartphone dela Mela morsicata, oggetto nelle ultime settimane di una vera tempesta di critiche e di giudizi negativi, nonché di polemiche sulla linea tenuta finora dall'azienda in merito alle lamentele. Un richiamo del modello , secondo gli analisti, appare improbabile perché eccessivamente costoso per Apple, ma ovviamente al momento non può essere escluso. Ed Snyder, analista del Charter Equity Research, ha dichiarato che «vista la pressione che grava sulla Apple per i problemi che riguardano l’iPhone 4, ci sarà probabilmente l’annuncio di una soluzione o di un risarcimento per chi lo ha acquistato». Secondo Toni Sacconaghi, del Bernstein Research, il ritiro completo dal mercato potrebbe costare all’azienda di Cupertino un miliardo e mezzo di dollari.

Il nuovo iPhone è stato lanciato un mese fa in grande stile, come avviene solitamente per i nuovi prodotti della Apple. Ma ha subito mostrato alcune lacune, tanto che, pochi giorni fa, il magazine Consumer Reports lo ha bocciato, dichiarando di non poterne raccomandare l’acquisto, a causa dei persistenti problemi di ricezione. I recensori della rivista hanno infatti provato tre nuovi iPhone, scoprendo che toccando un punto sul lato sinistro del dispositivo si può avere una «significativa perdita di segnale, se non totale, nel caso vi troviate in una zona con poco campo. A causa di questo problema - ha spiegato il mensile pubblicato dall'associazione dei consumatori, letto da oltre 7 milioni di statunitensi - non possiamo raccomandare l’acquisto dell’iPhone 4». Per Consumer Reports si tratta di una marcia indietro, visto che in un blog interno aveva scritto, lo scorso 2 luglio, che i problemi dell'iPhone non erano abbastanza gravi da rinunciare all’acquisto. Secondo i test di Consumer Reports i problemi riscontrati nella trasmissione dati non sarebbero imputabili soltanto alla compagnia telefonica AT&T, esclusivista dell'iPhone negli Usa.
Apple, che negli ultimi giorni ha patito un calo delle quotazioni delle sue azioni sui listini Usa, ha dapprima di fatto negato il problema all'antenna e poi ha cancellato in modo raffazzonato i riferimenti alla recensione di Consumer Reports che gli utenti pubblicavano sul forum del sito ufficiale Apple. Per un'azienda che ha fatto da sempre dell'affidabilità e della qualità superiore dei suoi prodotti una vera bandiera si tratta di una crisi grave, soprattutto di immagine visto che finora le vendite dell'iPhone 4 sembrano molto soddisfacenti. Vedremo se e come sarà affrontata

07/07/2010

Account violati su iTunes, conti salati per alcuni utenti

Account violati su iTunes, conti salati per alcuni utenti

ALLARME SICUREZZA. Carte di credito utilizzate per acquistare le applicazioni sul sito Apple: bandito uno sviluppatore vietnamita

 

LOS ANGELES – Thuat Nguyen è il nome dello sviluppatore vietnamita di applicazioni in vendita sull'iTunes di Apple diventato famoso nelle ultime 48 ore per un'operazione per nulla nobile: avrebbe rubato i dati degli utenti del negozio musicale, per acquistare le sue stesse applicazioni e libri (della sezione iBook) e far sì che questi scalassero la classifica delle più scaricate dall'App Store della mela morsicata. E non sarebbe l'unico, perché nel week-end scorso, in concomitanza con la festa dell'Indipendenza statunitense, in tutto il mondo circa 400 utenti registrati al servizio hanno ricevuto una brutta sorpresa tra i conti della loro carta. Dopo due giorni di fuoco per la sicurezza Apple comunica ufficialmente di aver bandito il vietnamita per violazione dell'accordo di licenza che ogni sviluppatore si impegna a sottoscrivere, e di aver eliminato da iTunes tutte le sue applicazioni.

ACCOUNT E SICUREZZA
– Ma il problema resta, anche se circoscritto. Alcuni utenti si sono visti addebitare sulla carta di credito conti salati. Un utente segnala attraverso il forum di MacRumors una transazione per 558 dollari, un secondo, e pare il caso più grave, di aver visto il suo carrello pieno di giochi e applicazioni per un totale di oltre 1.400 dollari, molti altri parlano di cifre minori, dai 5 ai 150 dollari, come racconta Daily Tech e come si può vedere dai micropost di Twitter degli utenti colpiti. Il fenomeno comunque, a 3 giorni dalla frode, sembra essere arginato e non sono stati registrati altri problemi ai 150mila utenti iscritti al servizio, di cui 100mila attivi negli acquisti e download di musica, libri e giochi. Sui siti specializzati e su vari blog, anche in lingua italiana, il consiglio è cauto e unanime: controllate il vostro account e la vostra carta di credito, e per precauzione, se credete, cancellate i dati della vostra carta di credito e modificate le password. Per ulteriori informazioni sulla modifica della propria password si può anche consultare la sezione di supporto di iTunes stesso.

Eva Perasso

02/07/2010

Difetti iPhone, class action contro Apple

Difetti iPhone, class action contro Apple

L'apparecchio ha problemi dovuti alla pozione dell'Antenna. La società: nella norma. La compagnia di Steve Jobs citata a giudizio assieme ad At&T per «pratiche commerciali ingannevoli»

 

(Ap)
(Ap)

LOS ANGELES - Per Apple e l'operatore Usa AT&T cominciano a piovere le prime class action per l'iPhone di ultima generazione e i suoi problemi di ricezione se impugnato in modo da coprire le antenne. Gizmodo, già autore dello scoop sul prototipo di iPhone 4, pubblica il documento di quella che afferma essere «la prima class action sull'ultimo modello del melafonino», depositata presso la Corte distrettuale Usa per il distretto del Maryland.

«PRATICHE INGANNEVOLI» - L'azione legale punta il dito contro «problemi di design dell'antenna», rivolgendo alla Mela e all'operatore Tlc statunitense diverse accuse, che vanno dalla «falsa dichiarazione» alla «frode», dalla «generale negligenza» alle «pratiche commerciali ingannevoli». Solo Apple è invece accusata di «difetto di progettazione, fabbricazione e assemblaggio» e di violazione della garanzia. Il lancio dello smartphone Apple di ultima generazione, il 24 giugno scorso negli Usa e in altri quattro mercati, è stato contestualmente accompagnato da un coro di lamentele e critiche circa la drastica riduzione, fino all'assenza totale, del segnale di rete se il dispositivo viene tenuto in mano in un certo modo, ovvero coprendo le antenne poste a lato del terminale.

LA REPLICA DI JOBS - Segnalazioni che hanno spinto Steve Jobs in persona ad intervenire, affermando che il «problema» è comune a qualsiasi altro telefono e che non rappresenta in alcun modo un difetto tecnico o di software dell'iPhone. A giudicare da quanto detto da Jobs sarebbe in arrivo una «patch» software per risolvere il problema, ma al momento non c'è ancora alcun annuncio ufficiale. L'ultimo modello del melafonino, che a fine luglio dovrebbe arrivare anche in Italia, ha venduto in tre giorni più di un milione e 700 mila unità, diventando «il lancio di prodotto di maggior successo nella storia» dell'azienda. (Fonte: Ansa)

10/06/2010

iPad a rischio hacker, At&T corre ai ripari

iPad a rischio hacker, At&T corre ai ripari

La compagnia assicura: «Problema subito risolto». Violato il server dell'operatore telefonico Usa, i «pirati» nella posta elettronica di vip e autorità

 

Un cliente di un centro commerciale spagnolo prova l'iPad (Ap)
Un cliente di un centro commerciale spagnolo prova l'iPad (Ap)

LOS ANGELES - L'iPad è a rischio hacker. Lo ha confermato l'AT&T, l'operatore telefonico che negli Usa possiede l'esclusiva sui prodotti della casa di Cupertino, dopo le anticipazioni pubblicate sul sito Gawker. Nel mirino dei pirati informatici ci sarebbero centinaia di vip, politici, superstar e perfino militari. Secondo Gawker, sono 114.000 i nomi a rischio.

LE MAIL DEI VIP - Gli hacker hanno violato il network di AT&T accedendo alle email di personalità come il capo di gabinetto della Casa Bianca, Rahm Emanuel, il sindaco di New York, Michael Bloomberg e l'amministratore delegato del New York Times, Janet Robinson, che ora potrebbero diventare di dominio pubblico.

«PROBLEMA RISOLTO» - «La questione è stata affrontata ai massimi livelli ed è stata risolta entro la giornata di martedì - ha assicurato l'AT&T in una nota diffusa nella tarda serata di ieri - abbiamo essenzialmente interrotto la funzione che fornisce gli indirizzi email», che pertanto non vengono più mantenuti nella memoria del nuovo tablet della Apple in versione 3G. Dal lancio, avvenuto lo scorso aprile, sono stati oltre 2 milioni gli iPad venduti (Fonte: Agi)

08/06/2010

WWDC 2010: presentato l’iPhone 4

WWDC 2010: presentato l’iPhone 4

Il nuovo iPhone e la strada del "mobile"

 

 

La serata (nostra) del nuovo iPhone è iniziata con uno Steve Jobs vestito come al solito che - sul palco del WWDC 2010 di San Francisco - parla del successo del "magico" iPad: "Ha cambiato il mondo, ne vendiamo uno ogni 3 secondi". Prima dell'atteso annuncio, una carellata autocelebrativa del successo del tablet: 8500 applicazioni per iPad, 35 milioni già caricate, 5 milioni di libri scaricati con iBook (il 22% delle vendite di libri elettronici nel mondo), 15 mila nuove applicazioni (in generale per AppStore) proposte ogni settimana, messagi di singoli e aziende (eBay, Netflix) felici di essere sul nuovo mercato lanciato da Apple, un miliardo di dollari finora pagato agli sviluppatori.

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L'attenzione passa quindi al Melafonino
, definito il vero fenomeno della navigazione mobile in Rete (iPhone 58% di uso del browser, android 22,7%, Rim 8%): ecco l'iPhone 4, nuovo design, 9,3 millimetri, il 24% più sottile di iPhone 3GS, videocamera frontale (e sul retro, con flash). L'atteso nuovo schermo in vetro, sempre da 3,5" conferma le aspettative: 326 pixel per pollice -risoluzione superiore a quella percepita dall'occhio umano -, 960x640 pixel totali. E anche se la prova live di navigazione sul Web - confronto tra il nuovo e il "vecchio" 3Gs - fallisce in diretta, la folla è come sempre in delirio. Quindi Jobs ha confermato la presenza dentro al telefono del chip A4 usato per l'iPad e svelato la capacità della batteria potenziata: 6 ore navigando in 3G, 10 ore con wifi, 10 ore video, 40 ore musica, 300 ore stand by.

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Si passa quindi alla quinta novità, la foto-videocamera: immagini da 3 a 5 Megapixel, sensore retroilluminato, zoom digitale 5X, flash led, registrazione video in alta definizione (30 frame a 720p) con conseguente iMovie sviluppato per il telefonino (4,99 dollari).

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Quindi, dopo un po' di scenografia - "Chiudete le connessioni wi-fi, mettete a terra i vostri computer", forse anche per un po' di congestione di reti nella sala - ecco l'atteso nuovo sistema operativo, rinominato iOS4. Il multitasking, come atteso, e "oltre 100 funzionalità, ma non avremo modo di farvele vedere".Tra queste la possibilità di creare cartelle per gestire le applicazioni e tre motori di ricerca predisposti per Internet: Google, Bing e Yahoo! Steve Jobs dunque passa alla settima e ottava novità, ossia iBook su iPhone, e il lancio di iAds, ossia l'advertising sulle applicazioni del telefonino. Un mercato enorme - 100 milioni di apparecchi con sistema operativo iOS venduti nel mese di giugno, 150 milioni di utenti iTunes/AppStore con carta di credito, 16 miliardi di download - che ora, come spiega felice Jobs, può esprimersi al meglio del suo potenziale economico.

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Infine, "one more thing": le videochiamate, con la funzione "FaceTime".

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E alla fine si arriva ai prezzi, considerati con il contratto con l'operatore americano (199 dollari per il 16Gb, 299 per il 32), ma in linea con quelli del 3Gs. Così ci si può fare meglio l'idea. Dal 24 giugno in  vendita in 5 Paesi (non l'Italia), in agosto altri 24 Paesi (e qui ci sarà l'Italia), a settembre in altri 88 ancora. Dal 21 giugno quindi si potrà upgradare il sistema operativo al nuovo iOS4: sarà gratuito come sempre per 3GS e 3G (ma non con tutte le funzionalità, come il multitasking), e per la prima volta anche per iPod Touch.

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Il lancio di questo nuovo Melafonino si inserisce prepotentemente in un trend portato di recente all’attenzione dei media da un lato dalle parole dei grandi protagonisti della scena  hi-tech, e dall’altro da una serie di numeri che confermano come l’uso delle tecnologie sta prendendo una nuova strada. Quella sempre più legata alla mobilità. Settimana scorsa Steve Jobs ha dichiarato che i pc con Windows sono in caduta definitiva  e ormai appartengono al passato. Lo Steve che sta dall’altra parte, Ballmer ceo di Microsoft, ovviamente non la pensa (esattamente) così. E in una risposta indiretta al capo di Apple, ha spiegato che è vero che il mondo dei personal computer sta cambiando radicalmente, ma questi rimarranno e così il sistema operativo Windows. “Alcuni computer avranno la tastiera, altri no”, dunque anche i tablet sono pc, e il nostro continuerà a essere l’os per eccellenza. Anche se, ha dovuto ammettere Ballmer, Microsoft sul mobile ha saltato un ciclo.

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Gli arrivi di iPad e dei nuovi cellulari basati su Android (e, in un modo diverso, anche quello annunciato di Google Tv) vanno nella direzione di un nuovo concetto di "informatica". Che in particolare per l’Italia è confermato dai dati fatti uscire oggi dall’Osservatorio Mobile content&Internet del Politecnico di Milano. Secondo la ricerca, in un anno l’uso del Web dal cellulare nel nostro Paese è aumentato del 17% (+26% le connessioni mobili via internet key e connect card). Gli italiani che navigano via telefonino sono passati dai 6 milioni dell’inizio 2009 agli attuali 10 e più milioni. Una tendenza che, significativamente, nel giro di pochi anni porterà i mobile surfer a superare quelli che vanno in Rete con pc e connessione fissa. In particolare, “il modello degli application store, dagli smartphone, viene ora introdotto anche nel comparto dei notebook e netbook”, spiega Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’Osservatorio. “E le conseguenze di questo saranno rivoluzionarie nei prossimi anni”.

Apple ha indiscutibilmente aperto la via e al momento l’unica azienda che pare poter competere – o diciamo, accompagnare Cupertino su questa nuova strada – è dunque Google con il suo sistema operativo “aperto” Android. Capace in 18 mesi di vita di conquistare qualcosa come il 10% del mercato degli smartphone. Come spiega molto bene il Financial Times oggi (sotto il grafico con la diffusione dei sistemi operativi per smartphone),  dopo aver superato a metà maggio Windows Mobile, Android nell’arco dei tre anni – se confermate le attuali tendenze – dovrebbe mettersi alle spalle sia di iPhone sia di Blackberry, arrivando al secondo posto come sistema operativo per cellulari intelligenti dopo il diffusissimo Symbian di Nokia.

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29/05/2010

L'iPad sbarca in Italia. Ed è subito mania

L'iPad sbarca in Italia. Ed è subito mania

Dopo gli Stati Uniti, il tablet della Apple arriva in altri nove Paesi del mondo. Code fuori dai negozi e persone in attesa per tutta la notte. Il prezzo consigliato, in base al modello, varia da 499 a 799 euro

 

 

 

L’iPad esce dagli Stati Uniti e invade i negozi di mezzo mondo. L’ultima creatura di Steve Jobs approda finalmente in Italia, Australia, Canada, Francia, Regno Unito, Giappone, Spagna, Germania e Svizzera. È il primo lancio del prodotto fuori dagli Usa. Code di appassionati si sono formate davanti agli Apple Store che, per l’occasione, hanno anticipato l’orario d’apertura. Alcune persone si erano messe in fila già nella notte. In Australia e in Giappone, soprattutto, si sono visti serpentoni lunghi oltre un chilometro. Anche nel nostro Paese c’è chi ha sfidato il buio e ha atteso paziente che i negozi, in particolare gli Apple Store di Roma e Carugate (Milano), alzassero le saracinesche. Alle 8, dopo il conto alla rovescia, un applauso ha accolto l’apertura. Poi tutti dentro, a cercare di accaparrarsi il nuovo tablet. Per qualcuno, qui in Italia, l’attesa è durata meno del previsto. Le prime consegne, per degli errori dei corrieri, sono avvenute già nei giorni scorsi. Negli Usa, per evitare distribuzioni anticipate, Apple trattenne le bolle doganali.

Nel nostro Paese i prezzi consigliati dell’iPad oscillano, in base alle caratteristiche, da 499 euro a 799. La “tavoletta” è disponibile in due tipologie (connessione Wi-Fi o Wi-Fi + 3G) e tre capacità di memoria (16, 32 o 64 GB). La versione più richiesta, secondo gli esperti, sarà quella con 3G. La
nuova creatura Apple, presentata a gennaio, ha uno schermo touchscreen da 9,7 pollici e pesa 680 grammi. Garantisce dieci ore di autonomia in funzionamento e un mese in stand-by. Senza tastiera, multi-touch, permette di aprire più pagine contemporaneamente. Chi ce l’ha può navigare sul web, usare le email, guardare foto e filmati, giocare ai videogame, leggere e-book e giornali, ascoltare musica. L’iTunes Store è incorporato. Secondo la società di ricerche Comscore, il 38% dei possessori userà l’iPad per sentire canzoni, il 37% per sfogliare libri, il 36% per i video, il 34% per leggere i giornali.

L’azienda di Cupertino, come da tradizione, non ha fornito dati sulle prenotazioni dell’ultimo gioiellino. Secondo gli analisti, però, non ci sono dubbi: le prevendite sarebbero andate a gonfie vele. Le ordinazioni online in Italia, come in altri Paesi, avrebbero superato quota 100 mila. Apple, che fattura 3/5 del suo reddito fuori dal mercato Usa, può contare su uno zoccolo duro di
fan. Tutta gente che possiede già iPod, iPhone o un computer Macintosh ed è pronta ad aggiungere l’iPad alla collezione. Negli stati Uniti, dove il tablet è in commercio dal 3 aprile, sarebbero stati venduti oltre un milioni di pezzi. Anzi, secondo alcuni, si starebbero per toccare i due milioni. La domanda negli Usa è stata così forte che la società ha dovuto ritardare di un mese il lancio nel resto del mondo. A luglio l’iPad arriverà in altri Paesi e, considerando anche l’apertura di scuole e università a settembre, Steve Jobs ha già ordinato di incrementare le produzioni.

Nei giorni scorsi Apple è riuscita a sorpassare Microsoft, rivale storica, diventando la più grande azienda tecnologica del mondo. Almeno stando al valore di mercato. Il 26 maggio, infatti, il titolo di Cupertino è arrivato a 222 miliardi di dollari contro i 219 della società di Bill Gates. Microsoft, tuttavia, supera ancora Apple per volume di vendite. Dieci anni fa l’azienda della mela morsicata era data per spacciata. La risalita è stata possibile grazie ad apparecchi rivoluzionari e di tendenza come gli iPod, gli iPhone e, ultimi arrivati,
gli iPad.

27/05/2010

L'antipasto con Venus sul centrale E nel 2012 tutta l'Olimpiade in 3D

L'antipasto con Venus sul centrale E nel 2012 tutta l'Olimpiade in 3D

Intrattenimento. Dal tennis e dal Roland Garros parte la rivoluzione tridimensionale sulle tv di casa

 

Laurent Abadie, numero uno Europa di Panasonic
Laurent Abadie, numero uno Europa di Panasonic

PARIGI - Placidamente afflosciati sul sofà e con la (strana) sensazione di trovarsi in tribuna sul centrale del Roland Garros: meraviglie delle trasmissioni tv in 3D. Con il torneo di Parigi, il «campionato del mondo sulla terra battuta», è stata infatti inaugurata la trasmissione tridimensionale in diretta in tutta Europa: il segnale 3D - grazie alla partnership tra Panasonic, Orange ed Eurosport - viaggerà in tutta Europa via satellite fino al 6 giugno, giorno della finale: 58 Paesi collegati e quasi 4 mila locali, negozi e centri commerciali dove poter ammirare le nuove frontiere dell'intrattenimento. Noi l'abbiamo visto in anteprima e ce lo siamo fatto spiegare dai tecnici e dagli addetti ai lavori.

L'EFFETTO CHE FA - La prima impressione? Davvero niente male. La vecchia scatola della nostra infanzia non esiste più: è diventata magica, con una profondità sorprendente. Fin troppo banale dire che la visione è «rivoluzionaria», anche se dopo Avatar abbiamo capito che (quasi) tutto è possibile. In effetti, all'inizio, è persino scioccante tanto è diversa, ma non fastidiosa, a parte un po' di nausea iniziale e malgrado gli occhialoni attivi piazzati sugli occhialini da vista. È anzi avvincente. Tanto che, dopo l'iniziale smarrimento, si comincia ben presto ad appassionarsi a quella pallina così rotonda, così piena... Tanto da sembrare vera, insomma. E per una volta non si tratta di figurine digitali realizzate al computer, ma di una produzione in tempo reale e personaggi in carne e ossa. E per esserne certi basta inforcare gli occhiali fascianti alla fratelli Righeira e ammirare... le gambe e i muscoli levigati di Venus Williams, che tira mazzate sul centrale parigino (non che si nutrissero dubbi sul fascino atletico, ma in 3D fa una certa impressione).

MASS MARKET - «Quello che avete appena visto non è il futuro - avverte Laurent Abadie, il grande capo Europa di Panasonic - tutto ciò è possibile, già oggi». I player internazionali hanno una gran voglia di dimostrare che le prospettive del 3D non sono soltanto i videogiochi stereoscopici con piogge di proiettili da schivare sul divano o i dvd Blue-Ray che le major di Hollywood si stanno preparando a far uscire nel nuovo formato: Avatar, ovviamente, Alice e i cartoon digitali (per non dimenticare il porno, mondo da sempre attento alle rivoluzioni tecnologiche, dal Vhs in poi). La certezza è che senza copiare la tv tradizionale e senza produzioni in larga scala la versione 3D difficilmente diventerà «domestica». E allora via con lo sport: «Siamo già pronti per il mercato di massa - aggiunge Abadie - E siamo convinti che nel 2012 la metà delle tv a grande schermo vendute nel mondo sarà 3D. Perciò ci stiamo già preparando per l'Olimpiade: i Giochi di Londra li vedremo tutti a tre dimensioni». Ma nulla vieta di immaginare un intero palinsesto con una dimensione in più, a partire da news e reportage. «Solo che eventi sportivi attirano tantissimi utenti - spiega Laurent La Lay, presidente e ad di Eurosport, che ha prodotto il Roland Garros 3D con la francese Orange - Dai nostri test abbiamo visto che praticamente tutti gli sport possono essere goduti nella nuova modalità, a partire da boxe, calcio, rugby e golf».

SCHERMI E RIPRESE - Peraltro le produzioni 3D non si preannunciano proibitive a livello di costi: per seguire i match del campo centrale, l'unico collegato, bastano 5 telecamere bifocali incredibilmente piccole e compatte, che pesano meno di 3 chili, costano attorno ai 20 mila dollari e danno la netta impressione di modelli «prosumer», a metà tra le esigenze professionali e quelle dei normali consumatori. «E siamo già pronti per una macchina - confida Abadie - ancora più compatta e leggera». La trasmissione 3D richiede, peraltro, una regia dedicata: nel tennis le inquadrature non passano velocemente da un protagonista all'altro, per non disorientare chi guarda, e la ripresa ideale è quella dall'angolo in alto, di tre quarti rispetto al campo da gioco. Notevoli anche le grafiche in sovraimpressione: «galleggiano» davanti agli occhi come pesciolini nell'acquario, ma possono anche essere gestite all'interno dell'immagine, per esempio durante i replay, per fornire indicazioni e informazioni ai telespettatori (e, immaginiamo, anche robusti contenuti pubblicitari).

UN MILIONE DI TV - Infine i nuovi, grandi schermi (costo attorno ai 2.500 euro), i più adatti alla visione «profonda»: i primi modelli dei player mondiali sono già arrivati nei negozi (e già venduti). Panasonic ha puntato sul plasma (per ora con un 46 pollici, presto arriveranno il 50 e 65 , fino ad arrivare a un «mostro» da 152): «Il plasma è la tecnologia migliore - secondo Fabien Roth, responsabile del settore tv di Panasonic in Europa - per garantire la migliore qualità al 3D senza ghosting, aloni o effetti che disturbano la visione malgrado l'alta frequenza delle immagini, oltre 60 per occhio, trasmesse ogni secondo. Senza contare che nella configurazione tradizionale 2D la qualità dell'immagine è eccezionale». Per Yoshiiko Miyata, capo mondiale delle tv del gruppo giapponese, l'obiettivo di un milione di tv vendute entro l'anno è a «portata di mano», con la maggior parte distribuite negli Stati Uniti, dove DirecTv 3D inaugurerà le trasmissioni tridimensionali il prossimo 11 luglio con il baseball e i mitici Yankees sul «diamante». Numeri notevoli e una corsa verso il futuro persino troppo accelerata: non è che ci ridurremo a passare le giornate con moglie e figli davanti a maxi-schermi seduti su maxi-divani inforcando maxi-occhialoni? A proposito, di vedere la tv 3D senza lenti attive non se ne parla. Per ora, almeno, questa è davvero fantascienza. E comunque, per dirla tutta, Venus dal vivo è ancora più bella.

Paolo Ligammari

26/05/2010

Il LePhone e i suoi fratelli

Il LePhone e i suoi fratelli

Il 17 maggio è stato lanciato sul mercato cinese un nuovo clone dell'iPhone, solo uno dei tanti esempi di copia cinese, tra mera imitazione, adattamento al mercato locale e ironia. Da Facebook alla Rolls Royce, le vittime sono centinaia

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I cinesi non scelgono mai le date a caso: il 17 maggio - giornata mondiale delle telecomunicazioni - è stato lanciato sul mercato nazionale il Le Phone, il cellulare simile all'Iphone della Apple e al Nexus One di Google, ma completamente made in China. Lenovo, quarto produttore mondiale di pc, lo ha inserito sul mercato cinese ad un prezzo molto competitivo, circa 424 dollari, sperando di fare leva sui servizi collegati all'internet cinese (Facebook, Twitter e i programmi di messaggistica cinesi) e sul nazionalismo locale, potendo anche contare su collaborazione avviate con i content provider locali. Le prospettive sembrano ottime, almeno a sentire Yang Yuanqing, a capo del colosso hi-tech. Del resto i dati di vendita dello scorso anno confermerebbero il trend: la Apple è solo al decimo dei posto nella classifica dei prodotti di telefonia più venduti in Cina.

Mentre su internet impazzano le valutazioni del nuovo prodotto, il Le Phone rappresenta l'ennesima sfida del Dragone ai gradi produttori di tecnologia occidentali. C'è chi ritiene che si tratti ancora di ottime imitazioni, più che di reale creatività, come confermerebbero i tanti cloni di gadget occidentali che trovano le loro copie in Cina

Esiste di tutto, la carrellata è varia. Rimanendo in tema di iPhone, dalla Cina era giunta la prima imitazione: l'HiPhone. Non sono esenti da copie e  simili i modelli di cellulari trendy o del momento, sotto forme di improbabili marchi come Nokla, Ericsann o il Kogan Blackberry, copia del Samsung. Molti centri commerciali, vere e proprie cattedrali dei prodotti fake, ne hanno a migliaia. 

Ma il gusto cinese nel ripercorrere quanto ha successo in Occidente, non si risolve solo nella copia  di harware. Anche alcuni servizi online hanno trovato la loro controparte con tanto di aggiunta di sfumature ironiche per via di giochi linguistici. Quando scoppiò la crisi tra Google e il governo di Pechino, per esempio, nel web cinese fece la sua apparizione Goojie, [http://goojje.com/] clone del colosso di Redmond. Il sito si basa su un gioco di parole che fa impazzire i cinesi e gli amanti della lingua: la pronuncia di Google in cinese, ricorda infatti il suono usato per dire fratello maggiore. Che in inglese fa Big Brother. Goojje, usa invece je, che suona esattamente come il carattere per dire sorella maggiore. Che in inglese fa Big Sister.

Non solo Google: anche a YouTube è toccato il suo clone: www.youtubecn.com  [www.youtubecn.com]per molto tempo è stato l'unico modo per accedere al servizio video online senza dover passare da un proxy, poiché l'originale è bannato in Cina dai tempi delle Olimpiadi.

Alcuni servizi censurati in Cina, come Facebook e Twitter, hanno naturalmente delle versioni ad hoc per il pubblico locale. Non si tratta in questo caso di copie da rivendere sul mercato, quanto di servizi appositamente creati per la popolazione del Celeste Impero: social networks con caratteristiche cinesi. Uno dei più celebri è Renren (secondo alcuni anche migliore di Facebookma anche Facekoo ebbe il suo momento di massimo splendore due anni fa circa. Non mancano i Twitter cinesi, come ad esempio Taotao molto celebre tra gli internauti locali.

Non solo tecnologia, perché recentemente ha avuto particolare successo online, un'altra forma di copia: la Rolls Royce cinese.

13/05/2010

iPhone 4G come funghi: spuntano dappertutto

iPhone 4G come funghi: spuntano dappertutto

 

 

Ma com'è che la Apple, solitamente attentissima a preservare la sicurezza dei suoi prodotti prima del lancio, e maestra nel far filtrare poche, discrete informazioni che fanno correre la fantasia dei fan, ora sembra affidare i prototipi del prossimo iPhone (il cosiddetto 4G, quarta generazione) a una banda di intemerati distratti? Già, perché dopo il caso del modello perso in California e finito nelle mani del blog Gizmodostrascichi legali e polemiche), ora un altro Melafonino 4G. Addirittura in (con tanto di Vietnam, dove su un forum locale (non raggiungibile al momento in cui scriviamo questo post, forse per eccesso di contatti) è stata pubbblicata una serie di foto (riprese da centinaia di siti, come Engadget - qui invece c'è un video) che confermano quanto visto su Gizmodo. E per completare il tutto, su YouTube è stato pubblicato un video di - udite, udite! - un terzo iPhone smarrito, in cui il prototipo viene "sezionato" dai tipi di Smartphonemedic, società della Carolina del Sud.

Da questi misteriosi (?) ritrovamenti, non emerge granché di nuovo rispetto allo scoop di Gizmodo. Se non che il prossimo iPhone, che sarà mostrato da Steve Jobs il 7 giugno al Wwdc 2010, ha davvero quelle forme e quel tipo di finiture ormai già note. E che, come
spiega lo stesso Gizmodo, al suo interno batte un processore A4 del tipo già utilizzato sull'iPad. Il resto a fra poche settimane. O al prossimo iPhone smarrito.

11/05/2010

Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondi

Una nuova tecnologia antipirateria sul web: scopre un video illegale in 2 secondi

Si basa sul confronto di «impronte digitali» all'interno di ogni singolo frame. Nec ha presentato un sistema in grado di ispezionare e trovare filmati non originali con una precisione del 96%

 

(Afp)
(Afp)

MILANO - Potrebbe segnare una svolta per la lotta alla pirateria online. In particolare quella relativa ai video. E un modo per far concretamente rispettare, anche sul web, il diritto d'autore. La giapponese Nec corporation ha annunciato infatti lo sviluppo di una tecnologia in grado di identificare le copie di un video scaricato illegalmente nel giro di pochi secondi e con un'accuratezza pari al 96%.

LA TECNOLOGIA - Fino ad ora infatti la principale difficoltà nel combattere la pirateria sul web per quanto riguarda i video, era quella di ispezionare in tempi relativamente brevi corposi database di filmati. La nuova tecnologia della Nec, che sarà presentata a Tokyo nel corso del tredicesimo Emebedded System Expo a Tokyo, che si terrà dal 12 al 14 maggio, garantirebbe invece la possibilità di ispezionare 1000 ore di video nel giro di 1 secondo. Pochi secondi in più poi sarebbero necessari per confrontare i filmati trovati con quelli originali e scoprire se si ha davanti una copia illegale oppure no.

COME FUNZIONA - Vediamo ora come funziona questa nuova tecnologia inventata da Nec. Innanzitutto si estrae dal filmato originale una specie di «impronta digitale» del video stesso determinata attraverso il confronto delle differenze di luminanza all'interno di un frame, differenza definita attraverso la comparazione di collocamento, dimensioni e forma. L'impronta digitale è unica e può essere individuata all'interno di ogni singolo frame. In questo modo si possono individuare i video non originali creati attraverso sistemi di cattura analogica (come per i video ripresi attraverso una telecamera) ricodificazione (quando si rimpiazza il flusso digitale originale attraverso un altro flusso ricodificato dai dati precedentemente scaricati) e sovrascrittura (quando si cancellano o sovrascrivono parole e loghi presenti nell'immagine originale, ad esempio quelli di un tv che ha i diritti di un evento).
Poi si confronta l'impronta digitale del video originale con quella contenuta all'interno del video che si sta analizzando. La durata del confronto sarebbe, secondo Nec, pari a 2 secondi.

LE PROSPETTIVE - Non è chiaro ovviamente se questa nuova tecnologia si dimostrerà realmente efficace nel combattere la pirateria online. Come dimostrato dai tentativi effettuati in passato non è da escludere che i «pirati» possano prendere le loro contromisure creando magari dei programmi in grado di generare un'«impronta digitale» finta all'interno dei video scaricati illegalmente. Tuttavia non è neanche escluso che questa tecnologia possa invece essere il primo passo per far rispettare concretamente il diritto d'autore sul web rendendo la vita molto più difficile ai trasgressori.

Marco Letizia

04/05/2010

Venduti un milione di iPad

Venduti un milione di iPad

In 28 giorni. L'annuncio della Apple. In aprile scaricati 12 milioni di applicazioni software e 1,5 milioni di libri digitali

 

E' stato lanciato sul mercato 28 giorni fa e ha già raggiunto quota un milione di esemplari venduti. E' l'iPad, il tablet computer ultimo nato di casa Apple. L'annuncio è stato fatto dall società di Steve Jobs che ha anche sottolineato che gli utilizzatori dell'iPad hanno già scaricato 12 milioni di applicazioni software e 1,5 milioni di libri digitali.

L'iPad e (a destra) l'Iphone
L'iPad e (a destra) l'Iphone

La società di Cupertino ha venduto 300.000 iPad, che ha un touch screen da 9,7 pollici ed è particolarmente adatto alle applicazioni multimediali e alla navigazione Internet, nel solo giorno di lancio, il 3 aprile, e mezzo milione di pezzi nella prima settimana.
Venerdì scorso Apple è uscita negli Stati Uniti con una versione più cara dell'apparecchio, dotato di connessione wireless ad alta velocità che utilizza la rete cellulare dell'At&T. L'esemplare più economico è dotato solo di connessione Wi-Fi. Anche se l'apparecchio raggiungerà i mercati internazionali solo alla fine di maggio, alcuni analisti prevedono che Apple quest'anno ne possa vendere circa 5 milioni di esemplari.

Redazione Online

28/04/2010

Nuovo iPhone, unità speciali irrompono nell'abitazione del blogger di Gizmodo

Nuovo iPhone, unità speciali irrompono nell'abitazione del blogger di Gizmodo

Sequestrati computer e cellulari. L'editore: «Una perquisizione illegale», il prototipo del nuovo dispositivo era finito nelle mani dei redattori della rivista online

 

Va crescendo negli Usa lo scandalo dell'iPhone 4G: dopo che la settimana scorsa il prototipo del nuovo dispositivo della Mela era finito nelle mani dei redattori della rivista online Gizmodo, la polizia ha fatto ora irruzione nella casa del giornalista Jason Chen ed ha sequestrato computer, server ed altre apparecchiature tecnologiche. La società editrice del blog accusa: violate le leggi a tutela del giornalista.

SCOOP
- L'articolo, le immagini e i video presentati da Gizmodo del nuovo apparecchio Apple, che con ogni probabilità avrebbe visto la luce solamente nel mese di giugno, hanno fatto il giro del mondo. Anche a causa delle circostanze quasi incredibili: il «Melafonino» di nuova generazione era stato perduto incautamente circa un mese fa da un ingegnere della Apple, tale Gray Powell, in una birreria di Redwood City, nei pressi di San Josè in California. Successivamente acquistato per cinquemila dollari, i redattori di Gizmodo lo hanno sezionato ed esplorato, realizzando così lo scoop. Nel frattempo il blog ha restituito il controverso apparecchio alla società di Cupertino. Venerdì scorso, però, intorno alle dieci di sera un'unità speciale della polizia ha fatto irruzione nell'abitazione del caporedattore di Gizmodo, Jeson Chen.

PERQUISIZIONE - Con tanto di mandato in mano gli uomini del Rapid Enforcement Allied Computer Team, un corpo speciale californiano che si occupa di reati legati alla tecnologia, avrebbero sequestrato quattro computer, due server, fotocamere digitali e un cellulare. Al centro del contendere, infatti, c'è la modalità del ritrovamento del dispositivo e la possibilità di aver sdoganato segreti industriali - reati che possono sfociare nel codice penale, soprattutto il secondo, in base alla loro gravità. Chen non era presente all'azione della polizia durata diverse ore, ma si trovava a cena con la moglie. Le forze dell'ordine hanno pertanto dovuto sfondare la porta di casa.

GIORNALISTI-BLOGGER - Ora però torna nuovamente alla ribalta la questione che contrappone i giornalisti ai blogger. Secondo Nick Denton, a capo di Gawker Media (editore di Gizmodo), si è trattato di una perquisizione illegale. Denton ha contestato il sequestro dei dispositivi appartenenti al giornalista, sostenendo che la misura non sarebbe valida poiché le informazioni sui computer sono protette da leggi federali e statali a tutela dei giornalisti. Della stessa idea gli attivisti di EFF (Electronic Frontier Foundation), nota istituzione non profit di avvocati e legali, che opera in difesa della privacy e dei diritti civili in Rete: il mandato emesso dal giudice della Superior Court di San Mateo ha violato lo scudo legale vigente in California per la protezione dei giornalisti e delle loro fonti di informazione.

INDAGINI - Tuttora non esiste alcun indiziato e le indagini sono state sospese per riesaminare la posizione di Chen; Gizmodo può incorrere tuttavia nel reato di ricettazione per aver acquisito l'apparecchio sottratto. E per questo reato - riferisce «Techcrunch» - il codice penale della California prevede fino ad un anno di carcere. Le informazioni sui computer, ha comunque affermato il tribunale di San Mateo, non verranno scandagliate fino a che non si chiarirà la situazione giuridica del giornalista-blogger.

Elmar Burchia

05/03/2010

Arriva l'iPad

Arriva l'iPad

 

Sarà venduto negli Stati uniti a partire dal mese di marzo per poi arrivare verso la fine di aprile anche in Italia

 

 

 

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Dopo che ne abbiamo tanto parlato (troppo?), Apple ha fissato la data di arrivo dell'iPad nei negozi americani: il 3 aprile, con preordini dal 12 marzo. Parliamo del modello wi-fi, mentre a fine aprile arriveranno i wi-fi + 3G. Tutti i modelli, quindi, arriveranno da noi (e negli altri Pesi europei e Australia, Canada e Giappone) sempre alla fine di aprile.

Sui prezzi dell'oggetto ancora non ci si discosta
da quanto annunciato settimane fa, dunque con nessuna novità sui costi per iPad in Europa. Si parte quindi da 499 dollari per il modello 16Gb, quindi 599 per il modello da 32Gb, infine 699 per quello 64GB. I modelli Wi-Fi + 3G saranno disponibili a costi che vanno da 629 dollari (16Gb) a 829 (64Gb). La nuova applicazione iBooks -che include l’iBookstore di Apple - sarà quindi disponibile come download gratuito dall’AppStore sempre dal 3 aprile per gli Stati Uniti, mentre non è stata ancora comunicata la disponibilità per le altre nazioni.

04/03/2010

Il cellulare che legge le labbra

Il cellulare che legge le labbra

 

Dai laboratori del Karlsruhe Institute of Technology. Dovete fare una telefonata riservata ma non potete? Arriva il telefonino che utilizza la labiolettura

 

Due ricercatori registrano i potenziali elettrici dei muscoli labiali per rendere possibile la loro «traduzione» (Foto Deutsche Messe Hannover)
Due ricercatori registrano i potenziali elettrici dei muscoli labiali per rendere possibile la loro «traduzione» (Foto Deutsche Messe Hannover)

Viene dalla Germania l’ultima novità in fatto di tecnologie per telefonini ed è già stata ribattezzata Soundless Communication, ovvero comunicazione che fa a meno dei suoni.

BASTA MUOVERE LE LABBRA - I ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology hanno realizzato un programma che legge i movimenti delle labbra e li trasforma in un segnale di senso compiuto inviato a chi ascolta dall'altra parte. Basta cioè muovere le labbra senza emettere suono. L'ideale per quando bisogna fare una telefonata importante, ma non si può parlare a voce alta. La tecnologia, che è stata presentata per la prima volta alla fiera dell’elettronica CeBIT, si basa su un sistema che misura gli impercettibili movimenti muscolari e li converte in impulsi elettrici poi trasformati in una voce computerizzata. Il margine di errore sarebbe di circa uno su 100, ovvero una parola su 100 potrebbe arrivare distorta all’interlocutore, ma un tasso così basso di fallacità non dovrebbe distorcere in alcun modo il significato di un discorso. L’unica vera pecca della tecnologia è che non sarà pronta prima di 5/10 anni.

L’IMPORTANZA DEL TELEFONONO SILENZIOSO – Il telefonino che legge le labbra e permette di chiacchierare al telefono al silenziatore potrebbe risolvere i problemi di privacy, ma non solo. Si pensi all’etichetta, per esempio, e a un utilizzo civile del cellulare al teatro o nei ristoranti. E si pensi anche a chi non è in grado di emettere suoni in seguito a patologie o incidenti. Infine è ipotizzata un’applicazione parallela del programma che riconosce la labiolettura nella traduzione simultanea. Il software potrebbe essere abbinato a un traduttore automatico, con due passaggi fondamentali: uno consistente nella conversione dei movimenti muscolari e un altro nella traduzione degli impulsi elettrici in un differente idioma.

19/02/2010

Arriva Kindle per BlackBerry

Arriva Kindle per BlackBerry

 

Per ora disponibile solo negli Usa. Una nuova applicazione Kindle permetterà di accedere all'archivio di testi elettronici dallo smartphone

 

MILANO - Dopo la versione per iPhone, è arrivata infine anche l'applicazione Kindle dedicata a chi utilizza uno smartphone BlackBerry. Completamente gratuito e scaricabile dalla rete, il software che trasforma il telefonino in un e-reader darà agli utenti la possibilità di scegliere il libro che preferiscono da un elenco di oltre 420 mila testi in formato elettronico per leggerlo direttamente sul display di alcune versioni dello smartphone in questione.

KINDLE APP - È Ian Freed, Vice President di Amazon Kindle a spiegare che «fin dal lancio della popolare applicazione Kindle per iPhone, lo scorso anno, i clienti hanno continuato a domandarci di offrire un servizio analogo anche per il BlackBerry». Così hanno fatto, dando vita al software dedicato ai dispositivi di Research in Motion, che nonostante la grande popolarità dell'iPhone continua a dominare il mercato degli smartphone. In particolare, «Kindle for BlackBerry» è compatibile con i modelli Bold 9000 e 9700, Curve 8520 e 8900, Storm 9530 e 9550 e con il Tour 9630, come si legge sulle pagine web riservate al download dell'applicazione, che può essere avviato direttamente dal telefono, tramite il browser di cui è dotato. Ma per il momento solo per chi si collega dagli Stati Uniti.

RISVOLTI - Certo la lettura sul piccolo display dei BlackBerry non sarà un'esperienza esaltante, e proprio per questo è possibile che molti tra coloro che sceglieranno di provare l'applicazione decidano in seguito di acquistare il lettore Kindle per continuare a godersi l'esperienza della lettura su e-reader (e per non buttar via i soldi spesi per l'acquisto dei testi in formato digitale), questa volta con la sicurezza della massima qualità. O quantomento questo è ciò in cui probabilmente spera Amazon che, secondo indiscrezioni, sarebbe perfino disposta a regalare i lettori Kindle pur di attirare nuovi utenti verso i propri servizi a pagamento. Il tutto nell'intento di contrastare la minaccia del neonato iPad di Apple.

Alessandra Carboni

16/02/2010

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

Microsoft punta su windows 7 e crea applicazione per cellulari

 

MWC 2010 - Windows ripunta sul 7


Quello dei sistemi operativi per il mondo mobile è diventato un gioioso caos. Annunci a raffica, nessuno vuol rimanere fuori dalla torta sempre più ricca degli smartphone. E allora Microsoft rilancia, con la versione 7 di Windows Mobile, mentre Samsung decide di mettersi in proprio presentando Bada.

E' stato uno Steve Ballmer entusiasta come al suo solito a presentare davanti a una folla strabocchevole di giornalisti (la sala dell'Hotel Catalunya non è riuscita che ad accoglierne una parte della stampa registrata, gli altri - fra cui il sottoscritto - sono stati piazzati in salette con maxischermi) il nuovo Windows Mobile 7.

Un'interfaccia completamente ridisegnata, nessun punto in contatto con la versione 6.5, che pure è disponibile da pochi mesi. Se finora Win Mobile aveva solo aggiornato un progetto nato ai tempi dei PDA da usare con lo stilo, con la versione 7 la casa di Redmond taglia i ponti col passato adeguandosi ai nuovi telefoni touchscreen.

 

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Per i suoi Windows Phone 7, Microsoft parla di un "design olistico". Insomma, qualcosa in cui tutto (hardware e software) si tiene insieme. Quel che ha fatto il successo della Mela, per capirci. Il nuovo look di WM7 in effetti colpisce: nella schermata iniziale, sezioni aggiornate dinamicamente mostrano direttamente agli utenti i contenuti in tempo reale e - aggiunge Microsoft tirando una frecciatina a Apple - "rompendo con la tradizione di icone statiche che fungono da passaggio intermedio per l'applicazione". Per esempio, creando una sezione dedicata ad un amico nella pagina iniziale, l'utente può disporre di una visuale chiara e aggiornata relativa ai post ed alle immagini più recenti del proprio contatto, semplicemente visualizzando la schermata iniziale. Un homescreen attivo, dalla grafica per altro molto piacevole. Tutti i Windows Phon 7, poi, avranno tre pulsanti sul lato frontale, uno dei quali accede direttamente ai servizi di ricerca online con Bing. I display saranno capacitivi e multitouch (fino a 4 punti di pressione). Le varie attività sullo smartphone saranno organizzate intorno ad "hub",  dei "centri attività". Persone (con i contatti, che integrano quelli di Facebook, di Winddows Live, di altri social network), Giochi (con l'integrazione a XBox Live), Musica e Video, Marketplace (applicazioni da scaricare). Per farvi un'idea potete dare un'occhiata a questa ampia galleria di schermate. Oppure a questa demo video.

L'impressione è positiva: basterà per far recuperare a Windows Mobile il terreno perso? E i produttori accetteranno di pagare il nuovo sistema operativo quando esistono alternative gratuite (Android e il nuovo MeeGo)? Certo, l'integrazione con l'immenso mondo pc Microsoft è un richiamo non da poco, ma in più c'è il problema dell'interfaccia. Molto più bella del passato, ma che ora pare poco personalizzazione. E Htc, Sony Ericsson e gli altri brand che sono rimasti fedeli a Microsoft hanno sempre lavorato molto sulla "customizzazione" di Windows Mobile. Si adegueranno a non farlo più?
I primi Windows Phone 7 arriveranno a fine 2010.


L'altra grossa novità di Barcellona arriva da Samsung, secondo produttore mondiale di telefoni ma un po' in difficoltà tra gli smartphone. La mossa si chiama Bada, un sistema operativo "open" creato  dai coreani, con un suo kit di sviluppo applicazioni. Il primo cellulare con Bada, mostrato qui, si chiama Wave (date un'occhiata qui) e ha uno dei nuovi display Super-Amoled, davvero notevole del luminosità e definizione. Sugli schermi, grazie all'esperienza nel mondo delle tv e dei monitor, Samsung è maestra. Vedremo  se Bada manterrà fede al suo nome, che il coreano vuol dire "oceano". Già in primavera Wave dovrebbe essere nei negozi, a un prezzo non comunicato, ma che dovrebbe essere assai inferiore all'iPhone.


Paolo Ottolina

03/02/2010

Nexus One aggiunge il multitouch

Nexus One aggiunge il multitouch

 

SMARTPHONE. Un aggiornamento per il googlefonino rinnova la sfida contro Apple. Steve Jobs: «Vogliono uccidere l'iPhone»

 

Il telefonino Nexus One (Afp)
Il telefonino Nexus One (Afp)

MILANO - Al debutto, poche settimane fa, di Nexus One - lo smartphone prodotto da Google insieme alla taiwanese Htc - in molti erano rimasti delusi per l’assenza del multitouch, la funzionalità resa celebre dall’iPhone della rivale Apple che permette, per esempio, di pinzare una foto con due dita e ingrandirla. Adesso l’azienda di Mountain View è corsa ai ripari e ha appena rilasciato un aggiornamento di software che introduce questa funzionalità su tutti i Nexus One commercializzati negli Stati Uniti, oltre che sui modelli che arriveranno in Italia entro la primavera.

ARRIVA IL MULTITOUCH - D'ora in avanti dunque i possessori del Googlefonino potranno usare il multitouch sulle mappe, nella fotogallery e sul browser. Gli utenti ovviamente plaudono alla novità, anche se sono in molti a domandarsi perché questa funzionalità sia stata introdotta proprio ora. La spiegazione ufficiale di Google, riportata dal sito tecnologico ReadWriteWeb, è in buona sostanza che il Nexus One dispone delle capacità tecniche per utilizzare il multitouch senza che questo vada a detrimento della esperienza dell’utente. E che molti clienti hanno richiesto questo aggiornamento.

PERCHÉ ORA - Ma in rete le valutazioni di questa decisione sono più articolate. Secondo il sito TechCrunch, solitamente ben informato su simili vicende, l’arrivo del multitouch è l’ennesimo segnale che il gelo sceso nei rapporti tra Google e Apple si sta trasformando in una bufera.
Tra Cupertino e Mountain View ci sarebbe stato in passato un accordo informale (un cosiddetto gentleman’s agreement), secondo il quale la grande G avrebbe lasciato il multitouch alla Mela morsicata. Ma ora che l’amicizia si è rovinata in nome della competizione nel mercato degli smartphone, anche i vecchi patti possono saltare.

ADDIO AMICIZIA - A sentire le parole dette da Steve Jobs qualche giorno fa, sembrano lontani anni luce i tempi in cui Eric Schmidt, Ceo di Google, sedeva nel consiglio d’amministrazione della Apple (si è dimesso la scorsa estate). «Vogliono uccidere l’iPhone - ha tuonato il boss della Mela, riferendosi agli ex-amici -, ma non glielo permetteremo. In quanto al loro motto "non fare male"… è una sciocchezza». Altro che schermaglie in punta di fioretto. Queste sono ormai botte da orbi.

 

 

Carola Frediani

27/01/2010

Los Angeles, ecco I Pad. L'ultimo nato in casa Apple

Los Angeles, ecco I Pad. L'ultimo nato in casa Apple

 

Steve Jobs patron della Apple ha presentato l'attesissimo ultimo nato nella casa della "mela". Si chiama I Pad ed è stato definito una "macchina magica e rivoluzionaria"

 

Alla fine il grande giorno di Apple è arrivato. Si chiama Ipad l'ultimo gioiello della casa di Cupertino svelato stasera da Steve Jobs: un computer "tavoletta" che sembra un Iphone ma è più grande, grazie a uno schermo da 9,7 pollici con tecnologia touch."E un oggetto molto più intimo di un laptop e molto più potente di un Iphone", ha detto Jobs parlando a San Francisco alla platea di tecnici e appassionati durante la presentazione. Sulla nuova macchina, da lui definita "magica e rivoluzionaria" la Apple è riuscita a mantenere fino all'ultimo il più stretto riserbo anche se gli analisti avevano correttamente ipotizzato che si sarebbe trattato di un computer 'tablet' in un solo pezzo, con un ampio schermo touch, più grande di un Iphone ma più piccolo di un laptop. Il nuovo Apple pesa poco più di 450 grammi, è spesso appena 1,27 centimetri ed è dotato di una memoria flash da 16, 32 o 64 gigabytes. L'apparato è fornito di connettività wi-fi e bluetooth ma può anche collegarsi a una rete Umts. Negli Usa l'accordo sarà con la At&t. Jobs ha dimostrato al pubblico presente in sala quanto sia facile navigare su Internet usando il browser Safari fornito con l'Ipad e ha composto in diretta una email digitando sullo schermo touch e scegliendo una foto strisciandoci il dito sopra. Non solo. Secondo il fondatore di Apple la nuova macchina, che negli Usa avrà un prezzo di partenza di 499 euro per la versione meno potente, renderà estremamente facile leggere libri elettronici, giocare, vedere video e ascoltare musica con Itunes.

Apple alza il velo sul tablet

Apple alza il velo sul tablet

 

Dopo mesi di indiscrezioni debutta oggi a San Francisco il nuovo gioiello della casa di Cupertino. E certamente il gadget elettronico più atteso dell'anno. Steve Jobs: "E' il più importante risultato della mia carriera"

 

 

 

Oggi sapremo cos'è quello che Steve Jobs definisce "il più importante risultato" della sua carriera. Ne conosceremo il nome, il prezzo e quali innovazioni porterà. Sarà più di un tablet come li conosciamo oggi, espanderà il concetto di netbook eliminando l'ormai ridondante tastiera (fu Apple a decretare la fine del floppy disk, e recentemente dei pulsanti del mouse), ci troveremo di fronte a un grande iPhone e poco più? Ogni dubbio verrà dissipato, ma il toto-tablet è iniziato. E le indiscrezioni in Rete lasciano già ipotizzare un oggetto che potrebbe essere più della somma delle sue parti.

19/01/2010

Scrive un’applicazione per iPhone a 11 anni e dona i guadagni all'ospedale

Scrive un’applicazione per iPhone a 11 anni e dona i guadagni all'ospedale

 

Lo smartphone apple domina quasi del tutto questo mercato. Un bambino californiano vende il suo programma attraverso il negozio della Apple

 

MILANO - Alberto Moravia, costretto a letto dalla malattia, scrisse Gli indifferenti a 17 anni. Cameron Cohen, ospedalizzato per un problema di salute, ha creato un’applicazione per iPhone a 11 anni. I tempi cambiano, i giovani talenti restano e continuano a stupire. Ma la storia del piccolo Cohen – raccontata sulla webzine Crunchgear – è particolarmente significativa. E non solo perché la sua app – iSketch, un programma per disegnare sul melafonino e inviare le proprie creazioni via e-mail – è stata approvata dalla Apple ed è in vendita nell’App Store, l’apposito negozio online di software per iPhone.

LA STORIA DI CAMERON - All’origine della vicenda c’è infatti un lungo ricovero, durante il quale questo bambino californiano si è interessato ai computer, studiando programmazione da autodidatta, guardando dei video realizzati dai professori di Stanford e frugando in giro per il web. E alla fine ha prodotto la sua applicazione, in vendita dallo scorso dicembre. Tuttavia, ha deciso di donare parte dei proventi così guadagnati all’ospedale dove è stato ricoverato a Santa Monica, in modo da aggiornare – con adeguati apparecchi elettronici – il parco giochi per i ragazzini malati. Una conclusione così perfetta per questa «favola digitale» da far pensare quasi a un’operazione di marketing, non fosse che i genitori del bambino assicurano di essere del tutto digiuni di informatica. Sarebbe bello – suggerisce qualche commentatore – che a questo punto anche la Apple rinunciasse alla sua percentuale: il sistema di distribuzione delle applicazioni per iPhone permette agli sviluppatori di fissare il prezzo in modo autonomo: il 70 per cento dei ricavi va al creatore del programma, il 30 per cento all’azienda di Cupertino.

APPLE DOMINA IL MERCATO - Del resto, da questo punto di vista, gli affari per la Apple stanno andando a gonfie vele: l’ultimo report di Gartner , una società di ricerca specializzata nel mercato Internet, fotografa una situazione di quasi monopolio per la Mela morsicata nel campo delle app per cellulare. Con 2,5 miliardi di programmi scaricati nel solo 2009 dagli utenti di iPhone, l’azienda di Steve Jobs domina il 99,4 per cento di tutto il mercato delle applicazioni per il settore del mobile. Un dato impressionante, ma, lo spiega al Corriere Carolina Milanesi, direttore della ricerca di Gartner, «la ragione è che è stata proprio la Apple a creare questo fenomeno e gli altri negozi di applicazioni – come Ovi di Nokia, Marketplace di Microsoft o Android Market – hanno un numero di software molto inferiore. Inoltre gli utenti di iPhone tendono a essere più tecnologici e più interessati a questo tipo di applicazioni».

SETTORE IN CRESCITA - Un settore che comunque è in netta crescita: nel 2013 – pronostica ancora Gartner – saranno 21,6 miliardi le mobile app vendute complessivamente per 29,5 miliardi di dollari di ricavi. E il peso della pubblicità è destinato ad aumentare: sempre nel 2013 le entrate degli application store derivanti dall’advertising toccheranno il 25 per cento contro il 5 dello scorso anno.

Carola Frediani

17/01/2010

Nude IT iPhone l'applicazione per vedere nude le persone che passano. Video in italiano

Nude IT iPhone l'applicazione per vedere nude le persone che passano. Video in italiano

 

Nude IT è la nuova applicazione per iPhone che sta facendo il giro del mondo da almeno 2 giorni

 

 

 

Nude IT è la nuova applicazione per iPhone che sta facendo il giro del mondo da almeno 2 giorni.

Non è , però, prima nelle classifiche di iTunes per il download anzi non è proprio presente...ma è primissima su Youtube e altri siti video.

Per quale oscuro motivo?

Semplice: Nude IT è un software per iPhone che non esiste nella realtà, non è scaricabile, ma è stato "creato" da simpatici burloni su Youtube con un video ad hoc che mostra il funzionamento del nuovo programma per il cellulare Apple.

Un programma tanto innovativo da meritare l'attenzione dei media tradizionali che da subito non hanno capito che si trattava di uno scherzo.

Ma cosa farà questo simpatico software per meritarsi una attenzione così alta a livello mondiale?

Permette di vedere le persone nude semplicemente inquadrando con l'iPhone gli uomini o le donne che desiderate vedere senza vestiti come promettevano i "mitici" occhialini degli anni '80 che si allegavano alle riviste dell'epoca e che ovviamente non hanno mai funzionato.

Anche questa volta il "sogno" non è diventato realtà, ma i video sono davvero esileranti e la nostra redazione ha creato un collage di filmati Nude It iPhone sul
un canale di Youtube con un commento del sottoscritto che in realtà vi spiega che una applicazione per fare qualche scherzo simile a quello descritto in questa news esiste davvero. Volete sapere quale?