28/09/2011

Bacio lesbico a bordo, cacciata la Hailey

Bacio lesbico a bordo, cacciata la Hailey

La compagnia aerea si difende: «Punito l'atteggiamento, non ci interessano i gusti sessuali». La protagonista di The L Word allontanata dal personale dopo le effusioni con la compagna. E ora chiede giustizia

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12/09/2011

Muore a 39 anni l'attore di «Spartacus»

Muore a 39 anni l'attore di «Spartacus»

IL DOLORE DELLA MOGLIE: UN PADRE E UN MARITO CORAGGIOSO. Andy Whitfield ucciso da un linfoma

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25/06/2011

CINEMA: È morto Peter Falk, il mitico tenente Colombo

CINEMA: È morto Peter Falk, il mitico tenente Colombo

Aveva 83 anni, soffriva di demenza senile ed era affetto dal morbo di Alzheimer

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30/05/2010

La Charlie's Angel in bancarotta

La Charlie's Angel in bancarotta

L'attrice, oggi 61enne, in seri guai finanziari, Kate Jackson fa causa al suo manager:«Mi ha rovinata». Gli amici preoccupati. «È distrutta»

 

Kate Jackson
Kate Jackson

È sopravvissuta due volte al cancro al seno, ha sconfitto una dipendenza da antidolorifici e superato tre divorzi devastanti, ma ora per la Charlie's Angel, Kate Jackson, sembrano riaprirsi le porte dell'inferno. Stando, infatti, alle carte da lei stessa presentate davanti alla Corte Suprema di Los Angeles, la 61enne attrice, diventata famosa propria grazie alla popolare serie tv degli anni Settanta, sarebbe ormai sull'orlo della bancarotta e a rovinarla sarebbe stato il suo ex business manager, Richard Francis. Stando all'accusa della Jackson, l'uomo l'avrebbe ingannata, facendole credere di avere una fortuna stimata in oltre 5 milioni di dollari (più di 4 milioni di euro) e di poter così vivere tranquillamente grazie ai 300mila dollari (245mila euro) di interessi annui che quel denaro le fruttava. In realtà, dopo che Francis l'aveva convinta ad acquistare una villa del valore di 2 milioni di dollari (1,6 milioni di euro) a Santa Monica, sostenendo che l'investimento non avrebbe mai perso valore, l’attrice (che ha un figlio adottato, Taylor, di 14 anni) avrebbe scoperto che il suo conto in banca era nettamente inferiore a quello che le aveva fatto credere il suo business manager per anni, visto che ammontava, infatti, a poco meno di 3 milioni di dollari (quasi 2,5 milioni di euro).

Da qui, la decisione di portarlo in tribunale e di chiedergli un risarcimento di 3 milioni di dollari. «Sono caduta in rovina per mano della persona a cui avevo affidato le mie finanze», ha scritto nella sua denuncia la Jackson, che si sarebbe affidata a Francis perché questi già gestiva le fortune dell'altra Charlie's Angel, Farraw Fawcett, morta di cancro un anno fa. «Kate è completamente distrutta dalla piega che ha preso la sua vita – ha raccontato al londinese «Sunday Express» una fonte vicina alla Jackson – e siamo tutti molto preoccupati che non riesca a sopravvivere a quest'ennesima crisi. Sta mangiando pochissimo e sta dimagrendo a vista d'occhio». A quanto si è appreso, l'attrice, che dal 2004 ha collezionato solo sporadiche apparizioni televisive e non ha un compagno da quando ha divorziato dal terzo marito, la stunt man Tom Hart, nel 1993, avrebbe lasciato la casa di Santa Monica da qualche giorno e adesso lei e il figlio sarebbero ospiti di alcuni amici.

Dal canto suo, Francis ha negato ogni responsabilità. «Ho un impeccabile record di 50 anni di servizio per molti clienti famosi – ha spiegato al tabloid – e non credo nemmeno che arriveremo al processo, perché già l'udienza preliminare accerterà che non c'è alcun caso da dibattere». Per la verità, nella sua «immacolata carriera» spicca un'altra causa, intentatagli all’inizio dell'anno da Craig Nevius, il produttore tv che ha realizzato il documentario sulla vita della Fawcett e che sostiene che Francis avrebbe tenuto per sé parte del denaro del testamento dell’attrice. Accusa che l’uomo ha definito «una totale sciocchezza». Nel frattempo, un agente immobiliare contattato dal giornale britannico avrebbe stimato la proprietà di Santa Monica della Jackson per un valore di circa 1 milione di dollari, ovvero la metà di quello che sosteneva Francis e che ha sborsato l’attrice.

Simona Marchetti

29/05/2010

Arnold è morto

Arnold è morto

L'attore Gary Coleman, 42 anni, protagonista della serie Tv “Il mio amico Arnold” è morto dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Provom, nello Utah, per essere caduto ed aver battuto violentemente la testa

 

 

 

L’attore 42enne Gary Coleman, protagonista della serie Tv “il mio amico Arnold”, è morto. Coleman era stato ricoverato mercoledì pomeriggio in seguito ad una caduta. Operato d’urgenza per un emorragia celebrale era entrato in coma e tenuto in vita tramite macchine da ieri pomeriggio.

Coleman si era sentito male mercoledì pomeriggio nella sua casa a Salt Lake City. E' stato subito ricoverato nell'ospedale della città ed è rimasto lucido fino a ieri mattina ma poi nel pomeriggio ha iniziato a peggiorare e ha perso coscienza.


A febbraio scorso Coleman era stato colto da un malore durante le riprese della trasmissione televisiva "The Insider". Era anche assurto alle cronache per episodi di violenza nei confronti della moglie, Shannon Price, sposata nel 2007. L'attore ha sempre avuto problemi di salute.  Soffriva di una forma di insufficienza renale fin dall'infanzia, a causa di una malattia che ne bloccò la crescita: nel corso della sua vita ha subito due trapianti di reni in giovanissima età ed era obbligato a sottoporsi quotidianamente a dialisi.

28/05/2010

«Arnold» ricoverato, è grave

«Arnold» ricoverato, è grave

NUOVI GUAI PER IL 42ENNE. L'attore Gary Coleman operato d'urgenza: sarebbe caduto battendo violentemente la testa

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SALT LAKE CITY - Paura per Gary Coleman, protagonista della celebre serie «Il mio amico Arnold». Il 42enne è ricoverato in gravi condizioni in un ospedale dello Utah dopo un brutto infortunio: l'attore statunitense sarebbe caduto battendo violentemente la testa.

INCIDENTE - Il cognato dell'attore ha definito «critiche» le condizioni in cui versa la star. L'ex bambino prodigio è stato trasportato d'urgenza a Provo, nello Utah, dove è ricoverato nel reparto di terapia intensiva in seguito ad un intervento d'urgenza, riferisce il sito Tmz. L'incidente si sarebbe verificato mercoledì notte nell'abitazione dell'attore a Santaquin, nei pressi di Salt Lake City. I dettagli della vicenda sono ancora poco chiari. Per Coleman si tratta del terzo ricovero nel giro di pochi mesi: si era sentito male a gennaio, mentre un mese più tardi aveva avuto un malore sul set del programma tv The Insider. Problemi di salute dati anche dal ciclo di dialisi a cui si deve sottoporre sin dalla sua giovane età, in seguito al doppio trapianto di reni cui è stato sottoposto durante gli anni '80.

 

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PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA - L'attore, che soffre di nefrite - malattia che gli ha impedito di crescere in altezza -, è stato però spesso al centro delle cronache anche per i suoi problemi economici e con la giustizia. A inizio anno era stato arrestato dalla polizia dello Utah per un presunto reato di violenze domestiche; due anni fa era finito in prigione per aver investito un uomo in un parcheggio. Nel 1998 è stato condannato a 90 giorni di carcere, con la condizionale, per aver picchiato una donna che aveva chiesto il suo autografo. E nel 1990 aveva denunciato i genitori adottivi sostenendo che avevano sottratto molti soldi al suo conto bancario. Nonostante l'attore guadagnasse fino a 100.000 dollari a episodio negli anni in cui interpretava Arnold Drummond nella serie Different Strokes - andata in onda negli Usa dal 1978 al 1986 - Coleman nel 1999 ha presentato istanza di fallimento. È sposato dal 2007 con Shannon Price, conosciuta sul set di un suo film.

 

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MALEDIZIONE - Sembra proprio che una sorta di maledizione perseguiti le star del famoso telefilm «Arnold»: l'ultima tragedia risale al 6 maggio scorso. Il 25enne Tyler Lambert, figlio dell'attrice Dana Plato (nella serie Kimberly Drummond, sorellastra di Arnold) si è ucciso con un colpo di pistola alla tempia. E l'episodio è avvenuto a undici anni quasi esatti dal giorno in cui morì la madre, stroncata da un'overdose di farmaci l'8 maggio 1999.

Elmar Burchia

 

24/05/2010

Per i più curiosi, ecco il finale di «Lost»

Per i più curiosi, ecco il finale di «Lost»

LA CONCLUSIONE DELLA SERIE CULTO. Se volere davvero sapere come va a finire, selezionate col cursore il testo degli ultimi paragrafi e scoprirete...

 

L'attore Michael Emerson è Benjamin Linus in «Lost». (Ap/Abc)
L'attore Michael Emerson è Benjamin Linus in «Lost». (Ap/Abc)

WASHINGTON - Per milioni di appassionati è finita una serie appassionante, ma anche un'ossessione: l'ultima puntata del serial tv «Lost» è stata trasmessa domenica sera negli Stati Uniti dalla Abc (e in Italia in contemporanea su Sky) nel corso di una «maratona» che ha visto sei ore di programmazione dedicate alla serie culto. Il «grande finale», durato due ore e mezzo è stato accompagnato da altre tre ore e mezzo di materiale commemorativo, così molti appassionati hanno organizzato «Lost Parties» per assistere insieme al finale che, dopo sei anni di avventure, avrebbe dovuto fornire le risposte ai tanti misteri creati dagli autori della serie. Ecco come è andata (SELEZIONATE COL CURSORE IL TESTO DEI PARAGRAFI SEGUENTI PER LEGGERE SE VOLETE FARLO ALTRIMENTI NON PASSATE COL MOUSE SUL BIANCO CHE VERRA' EVIDENZIATO):

IL FINALE - Il medico Jack Shephard riesce a salvare l'isola di «Lost». L'ultimo episodio della serie culto si è concluso nello stesso modo con cui era cominciato sei anni fa: un primo piano dell'occhio di Jack, steso sulla spiaggia dopo avere salvato l'isola dal tentativo del perfido «Uomo in Nero» di farla inabissare con tutti i superstiti.

GLI AUTORI - Ma gli autori della serie hanno scelto un finale più ambiguo per la realtà alternativa centrata su Los Angeles: tutti i personaggi si riuniscono sorridenti in una chiesa, dopo avere ritrovato il ricordo del loro passato nell'isola, per una cerimonia soffusa di luce dove i confini tra morte e vita appaiono incerti. Come era prevedibile gran parte degli interrogativi della serie non sono stati risolti. Molti appassionati hanno osservato la puntata finale riuniti in «Lost Parties» in bar e ristoranti. Ma il finale ambiguo della serie è destinato a provocare altre discussioni: proprio quello che gli autori desideravano. (fonte: Ansa)

12/01/2010

Per nulla disperata: la casalinga Susan si esibisce nel sexy strip in tv

Per nulla disperata: la casalinga Susan si esibisce nel sexy strip in tv

 

Scene calde Nel dodicesimo episodio della sesta serie di "Desperate Housewives". Teri Hatcher, 45 anni, al Late Night Show di David Letterman: «Non è stato facile»

 

 

Un sexy strip show per la casalinga disperata Susan Mayer, alias Teri Hatcher. Nel dodicesimo episodio della sesta serie di Desperate Housewives, in onda sulla Abc, la 45enne si è esibita in hotpants e con un top striminzito in una sensuale e lasciva performance al palo. Nella puntata Susan si toglie i vestiti in un locale di lap dance per il marito Mike Delfino: «Ho dovuto spogliarmi e ballare davanti a venti sconosciuti, non è stato per nulla facile», ha confessato l'esuberante attrice al Late Night Show di David Letterman, aggiungendo che le riprese a Hollywood non sempre sono prive di pericoli: «Ero a testa in giù sul palo, la mia costola ha scricchiolato e si è rotta - dopodiché abbiamo dovuto girare per altre sei ore».

Elmar Burchia

03/07/2009

Pisa: festival del «corto», la giuria boccia il film con Noemi

Pisa: festival del «corto», la giuria boccia il film con Noemi

 

I giurati hanno detto no, nonostante le pressioni del responsabile della manifestazione. Universo Corto festival chiude le porte a «Scaccomatto» film interpretato dalla 18enne amica del premier

 

 

Noemi Letizia (Controluce)
Noemi Letizia (Controluce)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - Poteva essere l’esordio «ufficiale» di Noemi nel mondo del cinema. E invece la giuria, quasi tutta femminile, si è messa di traverso. Universo Corto, il festival internazionale di cortometraggi organizzato a Pisa dallo storico cineclub Arsenale, ha chiuso le porte a Scaccomatto. Vale a dire, il «corto» del 22enne Carlo Fumo in cui Noemi Letizia interpreta una piccola parte, quella della «donna del boss».

GIURIA - Oggi la giuria, guidata da Oliviero Toscani (a presiedere la manifestazione, invece, è Roberto Faenza), annuncerà il vincitore: 15 le opere in gara, oltre 100 quelle esaminate. «Quella con Noemi — spiegano dal comitato di preselezione — era arrivata prima che scoppiasse il casino. La valutazione è stata negativa: la trama è complicata, lo stile un po’ troppo Pulp Fiction ». È stato il responsabile del festival, Francesco Monceri, a tentare l’affondo: «Ho proposto di ripensarci, sarebbe stata una buona pubblicità... Ma niente da fare, le ragazze sono state inflessibili». Sotto la Torre, per ora, Noemi non si vedrà.

Ga. Ja.

10/11/2008

Tormentone Jean Claude

Tormentone Jean Claude

La serie partita dalla Gialappa's è una moda anche on line e approda al cinema. Diventerà un film «Sensualità a Corte», la mini-fiction dalla comicità surreale di C. Maffioletti

 

 

Marcello Cesena nei panni di Jean Claude strozzato dalla madre
Marcello Cesena nei panni di Jean Claude strozzato dalla madre
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MILANO — Sulla carta potrebbe sembrare il classico feuilleton: nella Versailles del tardo '700, l'ingenua pulzella con madre terribile viene promessa in sposa a una persona che non ama. In suo aiuto — qualche volta — solo la paziente fatina che la protegge da quando è nata. Se non fosse che, in questo caso, la dolce fanciulla si chiama Jean Claude. E se a qualcuno questo nome non dicesse molto, per molti altri è ormai una specie di mito. Jean Claude è infatti il protagonista di Sensualità a Corte, stravagante mini-fiction ideata da Marcello Cesena e trasmessa da quattro stagioni all'interno del programma della Gialappa's. Cesena ne è ideatore, regista e — soprattutto — protagonista: è lui a vestire gli sfarzosi panni e la candida parrucca del nobile-stralunato Jean Claude.

La serie, in cui regna l'assurdo, è riuscita da subito ad accaparrarsi una vastissima schiera di adepti e per rendersene conto basta fare un giro su Internet: fanclub, video di tutte le puntate, gallerie dei vari personaggi si sprecano. Non solo. I dialoghi surreali tra Jean Claude e la madre sono diventati un tormentone del linguaggio, soprattutto giovanile: l'esclamazione «Ooh, madre!» (detta però inspiegabilmente con accento siciliano) è una sorta di parola d'ordine tra gli adepti. E adesso — poteva essere diversamente? — Sensualità a Corte sta per diventare anche un film; regista, ovviamente, lo stesso Cesena, reduce tra l'altro dall'aver diretto Aldo Giovanni e Giacomo nella pellicola attesa per Natale, Il Cosmo sul comò. «Ne sono felice e anche un po' sorpreso — racconta lui —. All'inizio le maggiori perplessità erano le mie perché non volevo che il film si basasse solo sulla popolarità del personaggio». Da qui la necessità di concentrarsi su una sceneggiatura strutturata e convincente: «La scrittura di un film su Jean Claude non è cosa facile anche perché il racconto per la prima volta si trova a dover essere svincolato dagli stretti tempi televisivi». E senza i commenti della Gialappa's, che certo aiutano... «Certo. Anche se pure loro all'inizio erano perplessi all'idea della miniserie. In fondo si trattava di un progetto molto diverso rispetto ai precedenti ma, fortunatamente, nel giro di due messe in onda è scattato tutto».

Oggi il sito della serie è frequentatissimo e su YouTube, ci sono migliaia di filmati su Jean Claude. Com'è nata l'idea del personaggio? «Dopo due anni di lavoro in tv mi sembrava servisse qualcosa di visivamente diverso. Era il periodo di Elisa di Rivombrosa e io continuavo a pensare che sarebbe bastato un grammo in più di assurdo e il tutto avrebbe assunto un effetto devastante. All'inizio la protagonista doveva essere una ragazza, poi ho preferito concepire un «pulzello», simpatico ma totalmente cretino, romanticamente sempre innamorato di qualcuno di irraggiungibile, come Batman, Robin Hood, Diabolik... A Jean Claude non ne va bene una e ha pure una madre cattiva che lo vuole dare in moglie — non è un refuso, Cesena dice proprio così: "in moglie" — a una donna che non ama». A incrementare l'effetto comico, le caricaturali cantilene dei personaggi. «Non finisco di sorprendermi: l'altro giorno ero sul bus a Milano e ho sentito un gruppo di ragazzi parlare come Jean Claude. Mi sento responsabilizzato».

Il fenomeno non si esaurisce tra gli adolescenti ma conta fan insospettabili: «Sì, il contagio è trasversale. Me ne sono accorto durante il tour che abbiamo fatto nelle scuole: le aule erano piene di allievi e di prof. Ancora più anomalo: nessuno sbadigliava». E nel film, cosa racconterà? «Sarà una sorta di prequel: si vedrà la madre partorire i due gemelli (perché Jean Claude ha anche un gemello, Jean François) di cui poi si sbarazza per continuare a professarsi 16enne. Verrà fatto un excursus su tutti i personaggi e ne verrà introdotto uno nuovo: il padre, che sarà molto speciale. Inoltre, anche nel film cercherò di mantenere l'immagine bidimensionale di Jean Claude che lo fa sembrare un cartoon e che permette in un attimo di passare dal K2 al mare per poi tornare sulle Alpi. Sarà un lavoro ricco di effetti ancora più eclatanti e in cui immagino delle guest star». Sperando che, almeno al cinema, il povero Jean Claude — gay o non gay — possa gustarsi un lieto fine.

 

 

 

 

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