31/01/2012
Lavoro, boom di disoccupazione tra i giovani. Germania ai minimi storici al 6,7%
Lavoro, boom di disoccupazione tra i giovani. Germania ai minimi storici al 6,7%Se si guarda alle serie storiche trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 2001. I dati Istat: continuano a crescere i senza lavoro
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25/05/2010
LinkedIn: un milione di italiani in cerca di contatti
LinkedIn: un milione di italiani in cerca di contattiUna ricerca italiana analizza le presenze nel social network. La comunità professionale raggiunge quasi 70 milioni di utenti nel mondo, e a sorpresa riscuote grande interesse anche nel nostro Paese
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MILANO – A sette anni dalla sua nascita, LinkedIn, il social network professionale più diffuso al mondo, ha superato i 68 milioni di utenti, e ne conta quasi un milione solo in Italia. Un successo incredibile, proprio per via della sua stessa anima: un servizio per connettere tra loro persone per soli fini professionali. A vincere, tra le 200 nazioni in cui è attivo, sono Gran Bretagna, India e Stati Uniti. I più sensibili: i dipendenti delle grandi aziende. Ancora pochi, soprattutto in Italia, i liberi professionisti. Un dato curioso, proprio nel Paese delle partite Iva.
LA RICERCA – I dati sono stati analizzati da Vincenzo Cosenza, responsabile della sede romana di Digital PR, che ha tracciato l’identikit degli utenti e dei loro interessi. Grazie alla sua ricerca (i dati sono disponibili per 20 dei 200 Paesi in cui LinkedIn è presente) si scopre che sono gli olandesi quelli con il più alto tasso di adozione: «Probabilmente è legato al fatto che ci sono molte aziende di grandi dimensioni che hanno sede lì e poi è storicamente sede di traffici internazionali», commenta lo stesso Cosenza. Che continua: «Trattandosi di un network professionale, non sorprende che gli uomini superino le donne - in Italia il 62 per cento, mentre la fascia di età più presente è quella tra i 25 e i 34 anni nel 60 per cento dei casi – mentre nel nostro Paese sembra basso l’utilizzo da parte dei liberi professionisti, solo 9.675, forse per via di una scarsa cultura della rete». A farla da padrone sono settori come l’hi-tech, la finanza, la manifattura, e la diffusione maggiore è nelle grandi aziende, dove LinkedIn «è molto utilizzato per costruirsi una carriera professionale». Ma c’è chi riesce a trovare lavoro grazie a un social network? Secondo Cosenza sì, anche se persiste tra gli italiani un errore di fondo: si usa una rete professionale come se fosse Facebook o Twitter, aggiornando il proprio stato di continuo e comunicando a persone interessate solo al fronte professionale anche informazioni ridondanti e troppo personali.
CONSIGLI UTILI – Per usare al meglio questo social network, ci sono una serie di consigli utili che rispondono alla domanda: eccomi, e ora? Per esempio, come scrive Chris Brogan nel suo blog, vietato comunicare di sovente cosa si fa, stile Facebook; bene invece rendere disponibili online le proprie presentazioni e le ricerche frutto del proprio lavoro; altrettanto consigliato è il rispondere alle domande collegate al proprio lavoro, e partecipare alle discussioni nei gruppi; e poi, oltre a dedicare al network un po’ del proprio tempo costantemente, provare a coinvolgere i propri contatti interessanti che ancora in LinkedIn un profilo non lo hanno.
Eva Perasso
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30/10/2009
Disoccupazione in Europa, è record Ai massimi dal gennaio del 1999
Disoccupazione in Europa, è record Ai massimi dal gennaio del 1999
In Italia l'inflazione torna a crescere: a ottobre il tasso annuo è salito dello 0,3%. Ancora in crescita il tasso nell'Eurozona: +9,7 a settembre. Strauss-Kahn: «Salirà ancora per un anno»
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| (Fotogramma) |
MILANO - Cresce ancora il tasso di disoccupazione nei Paesi dell'area dell'euro: in settembre è stato del 9,7% contro il 9,6% di agosto e il 7,7% di un anno fa. Lo rende noto Eurostat, sottolineando che si tratta del tasso più elevato dal gennaio del 1999. Nell'Ue-27 il tasso è stato del 9,2% contro il 9,1% di agosto e il 7,1% di un anno fa. In questo caso di tratta del tasso più elevato dal gennaio 2000. Secondo le stime Eurostat, in settembre i disoccupati nell'Ue erano 22,123 milioni di cui 15,324 milioni nella zona dell'euro.
FMI - I dati non certo confortanti vengono confermati anche da Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Che, intervenendo al Festival internazionale del Lavoro a Rocca di Papa ha spiegato: «Abbiamo davanti a noi ancora 12 mesi di crescita della disoccupazione». «Ci sono buone notizie ma la crisi non è finita. Dobbiamo iniziare a parlare di una strategia di uscita ma non è ancora il momento di implementarla», ha aggiunto il numero uno del Fondo Monetario internazionale. Secondo Strauss-Kahn l'attivazione di una «exit-strategy dovrà venire solo dopo che si è toccato un picco dell'aumento della disoccupazione».
I DATI - Tornando ai dati sulla disoccupazione, va sottolineato che in rapporto ad agosto, in settembre il numero dei disoccupati è cresciuto di 286 mila unità nell'Ue-27 e di 184 mila in Eurolandia. Rispetto ad un anno fa, invece, l'aumento è stato di 5,011 milioni nell'Ue e di 3,204 milioni nella zona dell'euro. Tra gli Stati membri, il tasso più basso di disoccupazione è quello registrato nei Paesi Bassi (3,6%) e in Austria (4,8%), mentre quello più alto è ancora quello della Lettonia (19,7%) e della Spagna (19,3%). Per l'Italia (che ha dati trimestrali) Eurostat riporta il dato a giugno pari al 7,4%. Su base annua, tutti i Paesi Ue hanno visto un aumento della disoccupazione. Il tasso più basso di crescita è stato rilevato in Germania (dal 7,1% al 7,6%) e in Italia (dal 6,8% al 7,4% tra i due trimestri del 2008 e del 2009); i più significativi aumenti sono invece quelli di Lettonia (da 8,1% a 19,7%) e dell'Estonia (dal 4,1% al 13,3%). Per quanto riguarda i giovani, il tasso di disoccupazione di coloro che hanno meno di 25 anni, è stato in settembre del 20,1% nella zona dell'euro e del 20,2% nell'Unione europea. Un anno fa era stato invece rispettivamente del 15,7% e del 15,8%.
INFLAZIONE IN ITALIA - Nel nostro Paese torna a crescere anche l'inflazione. A ottobre, rileva l'Istat nella stima provvisoria, il tasso annuo è salito dello 0,3% (a settembre +0,2%), mentre i prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1%, mentre a settembre erano in calo dello 0,2%.
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28/09/2009
Boom delle domande di disoccupazione
Boom delle domande di disoccupazione
I dati dell'inps. Sono aumentate del 53% in un anno. E la Cassa integrazione sale del 222%
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| (foto d'archivio) |
ROMA - Cassa integrazione a livelli record e "boom" delle domande di disoccupazione. In un anno, tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009, le ore autorizzate per i trattamenti di integrazione salariale sono aumentate del 222,3%: la cassa integrazione ordinaria è salita del 409,4% (+660% nell’industria, +66,7% nell’edilizia) mentre quella straordinaria è aumentata dell'86,7%.
DISOCCUPAZIONE - In forte aumento anche le domande di disoccupazione presentate all'Istituto, cresciute del 53%, sopra quota 1,1 milioni, tra agosto 2008 e luglio 2009. A renderlo noto è il presidente e commissario straordinario dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, che traccia un bilancio dell'attività svolta a un anno dal suo insediamento. Con la corresponsione di un importo medio annuo di circa 5.292 euro, per alleviare il periodo di disoccupazione (che può variare da sei mesi ad un anno), l'Inps ha liquidato in totale 984.286 domande di disoccupazione (+52,2%). «La sfavorevole congiuntura economica che il paese ha dovuto affrontare in questi mesi ha riversato sulle casse e sugli uffici dell'Inps la responsabilità di sostenere i lavoratori in difficoltà» ha spiegato Mastrapasqua.
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22/07/2009
Cnel: «Mezzo milione di posti a rischio»
Cnel: «Mezzo milione di posti a rischio»
Presentato il nuovo Rapporto sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione a fine anno potrebbe collocarsi, «poco al di sotto del 9%»
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| (Emblema) |
ROMA - Fino a mezzo milione di posti di lavoro a rischio nel 2009 per effetto della crisi. È questa la prospettiva contenuta nel Rapporto sul mercato del lavoro del Cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) riferita all'ipotesi peggiore per i prossimi mesi, quando «la disoccupazione continuerà ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà ancora significativo». In particolare, il rapporto messo a punto dalla commissione dell'informazione, indica la stima che nell'anno possa esserci una perdita di posti di lavoro tra le 350mila e le 540mila unità se misurati in forze di lavoro e tra le 620mila e le 820mila in termini di Ula (Unità lavorative annue). Quanto ai disoccupati, potrebbero aumentare in una forchetta che oscilla tra le 270mila e 460mila unità.
DISOCCUPAZIONE A FINE ANNO POCO AL DI SOTTO DEL 9% - Il tasso di disoccupazione a fine anno potrebbe collocarsi, nella peggiore delle ipotesi, «poco al di sotto del 9%». Nello specifico, le tabelle indicano un range tra il 7,9% come ipotesi ottimista e l'8,6% come ipotesi sfavorevole (8,3% lo scenario base). Peggio per le donne, per le quali il tasso di disoccupazione è atteso al 10% nel dato medio annuo, nello scenario base, rispetto all'8,5% del 2008, mentre per gli uomini passerebbe dal 5,5 al 7,1%. «Cruciali» nel determinare «caratteristiche e intensità della ripresa», viene quindi sottolineato, saranno gli ultimi mesi del 2009 ed i primi del 2010. Per questo motivo, «è importante che vi sia piena consapevolezza del fatto che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito, così come diventa determinante anche l'impulso che le stesse parti sociali e le autorità regionali potranno dare agli strumenti in loro possesso (enti bilaterali, fondi interprofessionali, risorse regionali e soprattutto comunitarie)». A oggi, comunque, viene inoltre rilevato, «gli ammortizzatori sociali si stanno dimostrando più efficaci del previsto nel fronteggiare la caduta dell'occupazione» e le risorse stanziate dal governo, anche con il concorso delle regioni, destinate agli strumenti ordinari e straordinari, «coprono la maggior parte dei lavoratori».
PIL 2009 A RISCHIO CALO DEL 5,7% - La crescita dell'economia italiana nel 2009 può essere collocata all'interno di una "forchetta" i cui estremi sono compresi fra una contrazione che supera il 5,5%, attestandosi ad un -5,7% nello scenario più pessimista, ed una caduta inferiore al 5%, al 4,7%, che costituirebbe la soluzione più favorevole a partire dalle tendenze in corso. È quanto indicato nel Rapporto sul mercato del lavoro 2008-2009 del Cnel, sulla base delle stime Ref. I consumi nazionale a prezzi costanti potrebbero invece segnare un calo del 2,3%.
LA CRISI INTERNAZIONALE MOSTRA SEGNALI DI ATTENUAZIONE - Oltre ai dati negativi, nel rapporto del Cnel, si apre comunque anche qualche spiraglio positivo: «Siamo in una fase di forte difficoltà e di grande incertezza» ma, tuttavia, la crisi internazionale «sembra mostrare alcuni segnali di attenuazione. Vi sono, a livello mondiale, indicatori che appaiono rivelare una ripresa, sia pure lieve, dell'attività economica. È probabile, dunque, che il punto più basso della recessione sia stato superato».
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19/06/2009
Istat: crolla l'occupazione nel primo trimestre dell'anno, -0,9%
Istat: crolla l'occupazione nel primo trimestre dell'anno, -0,9%
Crolla l'occupazione italiana (-426.000), cresce quella straniera (+222.000). E' il primo calo da 14 anni a questa parte, ora il tasso di disoccupazione è al 7,9% il più alto dal 2005
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| Disoccupazione in aumento nel 2009 (Emblema) |
MILANO - Gli occupati in Italia sono diminuiti nel primo trimestre di 204mila unità (-0,9%) rispetto allo stesso periodo del 2008. Lo rileva l'Istat. Il dato risente del calo di occupazione di 426mila italiani e dell'aumento di occupazione per 222mila stranieri. Il calo dell'occupazione trova ragione soprattutto nella caduta dell'occupazione autonoma delle piccole imprese, dell'occupazione a termine e nella riduzione del numero dei collaboratori. Il calo è il primo da 14 anni a questa parte ed è più accentuato nel Mezzogiorno (114mila posti di lavoro in meno su 204mila occupati in meno in totale).
TASSO ELEVATO - Il tasso di disoccupazione in Italia cresce nel primo trimestre 2009 e tocca quota 7,9% (+0,8 punti rispetto al primo trimestre 2008). Lo rileva l'Istat precisando che si tratta di 221mila persone in più in cerca di lavoro. Il tasso di senza lavoro è il più alto dal 2005. L'Istat sottolinea inoltre che il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quinto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.982.000 unità (+221.000 unità, pari al +12,5% rispetto al primo trimestre 2008). Rispetto invece al quarto trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione aumenta dello 0,3%.
INATTIVITA' - Nel Mezzogiorno alla sostanziale stabilità della disoccupazione si associa un'ulteriore espansione dell'inattività. Nella componente maschile buona parte dell'allargamento dell'area della disoccupazione coinvolge, come nel precedente trimestre, gli ex-occupati nel Nord (+72.000 unità), nel Centro (+33.000 unità) e nel Mezzogiorno (+30.000). Dopo tre anni di continue flessioni, nel primo trimestre 2009 il numero di inattivi in età compresa tra i 15 e i 64 anni risulta in crescita nel Nord (1,2%, pari a 66.000 unità). L'incremento interessa entrambe le componenti di genere. Il numero di inattivi aumenta anche nel Centro (1,2%, pari a 30 mila unità) e, in misura nuovamente molto sostenuta, nel Mezzogiorno (2,1%, pari a 141.000 unità di cui 72.000 uomini e 69.000 donne). Nelle diverse ripartizioni geografiche si tratta in una buona parte dei casi di individui che non cercano un'occupazione perchè pensano di non trovarla.
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26/03/2009
Berlusconi: «I licenziati trovino qualcosa da fare»
Berlusconi: «I licenziati trovino qualcosa da fare»
Il premier a Napoli: «La situazione è difficile, ma io non me ne starei con le mani in mano». «La settimana corta? non sono d'accordo»
| Silvio Berlusconi (Ansa) |
ROMA - «Auspico che chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare. Io non starei con le mani in mano». Lo dice Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti all'Hotel Vesuvio a Napoli, dove si trova per l'inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra. A proposito dei lavoratori della Fiat di Pomigliano (in giornata c'è stato l'incontro tra il premier e una delegazione delle rappresentanze sindacali), il Cavaliere promette di aprire «un tavolo a Palazzo Chigi affinché si arrivi innanzitutto ad un prolungamento della cassa integrazione».
SITUAZIONE DIFFICILE - «È una situazione veramente difficile» osserva il premier. «Io - aggiunge Berlusconi riferendosi alla situazione in generale - spero che si faccia di tutto affinché non si lasci nessuno a casa. Anche gli imprenditori si devono inventare qualcosa», sottolinea il Cavaliere. «Ci sono tante ricette - spiega - ma nessuno ha una cura precisa. Deve lavorare di più chi ha la possibilità di farlo» ribadisce il presidente del Consiglio, che si dice contrario alla proposta della settimana corta così come auspicata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.
«ALTRO CHE CESARISMO» - Berlusconi torna poi a parlare dei poteri del presidente del Consiglio. «Non ne ha - dice - Può solo convincere, utilizzare la propria moral suasion, ma poi deve trattare con tutti. Altro che cesarismo, altro che vezzi napoleonici dei quali vengo accusato solo perché un architetto mio amico ha visto due statue non esposte da 30 anni e ha pensato di utilizzarle nel luogo in cui vengono accolti i capi di Stato e di governo di tutto il mondo».
LE REAZIONI - Immediata la reazione di Antonio Di Pietro alle frasi del premier. «Cornuti e mazziati. Così il Presidente del Consiglio tratta gli italiani che, per colpa delle sue scelte sbagliate in campo economico, si ritrovano senza lavoro» dice il leader dell'Italia dei Valori. «E poi - continua - c’è ancora qualcuno che dice che viviamo in uno Stato democratico. Se questo fosse vero, il governo dovrebbe pensare ai cittadini, alle fasce sociali più deboli e non a difendere gli interessi dei soliti noti».
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19/12/2008
Vota quale impiegato lasciare a casa «Tu scegli, noi licenziamo»
Vota quale impiegato lasciare a casa «Tu scegli, noi licenziamo»LICENZIAMENTI 2.0 in Belgio. Il direttore di un'agenzia pubblicitaria vuole licenziare uno degli otto creativi. Ma a sceglierlo sarà la rete
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| Uno tra questi creativi sarà licenziato (dal web) |
LICENZIATO! - La crisi economica ha investito anche il settore della comunicazione e del marketing. Per far fronte ai costi e rimanere a galla anche nel 2009 il direttore dell'agenzia pubblicitaria «So Nice» del Belgio ha deciso di licenziare almeno una persona tra gli otto creativi. Ma il dilemma è chi? Sono tutti ottimi impiegati. Ha scelto una via inconsueta - che solo un'agenzia di comunicazione avrebbe potuto escogitare. Saranno infatti gli utenti della rete coloro ai quali spetta l'ingrato compito di congedare un dipendente.
VOTA QUELL'ALTRO - Sulla pagina web creata per l'occasione - dal titolo molto eloquente «You choose, we Fire!» (tu scegli, noi licenziamo!) - è possibile votare chi deve lasciare l'agenzia. Basta un click sul link «Virez-le!» e il gioco è fatto. Una sorta di «Grande Fratello» online, insomma. Ognuno degli otto candidati presenta un suo profilo lavorativo con tanto di foto (nelle quali tutti sembrano alquanto abbattuti); il numero dei voti ricevuti finora e qualche frase personale. «Votate me», scrive uno degli impiegati, «perché non posso più lavorare per una società che licenzia così i suoi dipendenti». Un altro invita a dare il voto al collega, «perché riuscirà sicuramente a trovare un altro impiego».
EFFETTO - Ciò che sembra una presa in giro è invece una cosa serissima, assicurano dall'agenzia. Interpellati dai media ammettono però che oltre a ciò si è voluto creare quello che in gergo internettiano e del marketing viene professionalmente chiamato «buzz», ovvero il passaparola, in estrema sintesi. «Volevamo far passare un messaggio», ha affermato l'agenzia al portale belga «Rtl Info»: «quello, che ognuno si deve prendere le proprie responsabilità in tempi di crisi». Difficile dire se sia una cattiva iniziativa. Cinica, sicuramente; inumana, un po', di effetto mediatico, sicuramente.
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12/12/2008
Sciopero generale, cortei in tante città Epifani: «Il peggio deve ancora arrivare»
Sciopero generale, cortei in tante città Epifani: «Il peggio deve ancora arrivare»Mobilitazione generale contro la politica economica del governo. Il leader Cgil: «Dati buoni, soprattutto a Nord», deroghe per il trasporto ferroviario e i trasporti pubblici locali
ROMA - La Cgil parla di adesione altissima, il governo - con il ministro Sacconi - di adesione bassissima. È scontro sullo sciopero generale indetto dalla Cgil (senza Cisl e Uil) per protestare contro la politica economica del governo. Il sindacato parla di «adesione ben oltre il doppio del numero degli iscritti alla Cgil, con punte di circa il triplo»: i manifestanti sono stati calcolati in 675mila persone nelle principali piazze regionali. Il ministro del Welfare parla invece di «bassissima adesione nel pubblico impiego, il ministero della Funzione pubblica parla di un 7%. Confido che, consumato questo rito, si riprenda a dialogare senza pregiudizi». In ogni caso, vista anche la situazione generale di maltempo, sono state tante le persone scese in piazza per partecipare ai cortei organizzati in diverse città italiane. Esentati dalla mobilitazione il trasporto ferroviario e i trasporti pubblici locali nelle zone più colpite dalla pioggia, in particolare Roma e Venezia.
EPIFANI A BOLOGNA - Duecentomila persone alla manifestazione di Bologna, che si è conclusa con l'intervento di Guglielmo Epifani in piazza Maggiore. «Il peggio deve ancora arrivare» ha detto il leader della Cgil, ricordando i 400mila in cassa integrazione e sottolineando come lo sciopero del 50% alla Fiat Mirafiori «dimostri quale forza, dignità e unità abbiano quei lavoratori nell'affrontare la crisi». Poi l'attacco a Berlusconi: «Ogni tanto usa la metafora per sé del buon padre di famiglia ma un buon padre farebbe tutto, anche di più, di fronte a questa crisi».
A ROMA BERTINOTTI E GIORDANO - Nella Capitale flagellata dal maltempo al corteo della Cgil hanno partecipato 30mila persone. Presenti il segretario generale della Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino, il segretario generale della Spi-Cgil (pensionati) Carla Cantone, l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti e l'ex segretario di Rifondazione Comunista Franco Giordano. «Questa manifestazione è una speranza - ha detto Bertinotti -. Siamo di fronte a scelte che segnano l'Italia e l'Europa. Bisogna garantire l'occupazione e creare un modello di sviluppo economico e sociale alternativo». Il corteo degli studenti è partito invece da piazzale Aldo Moro con in testa lo striscione «Contro tagli precarietà e privatizzazione l'onda generalizza lo sciopero». Gli studenti si sono uniti ai Cobas, ma poi se ne sono staccati dirigendosi al ministero dell'Istruzione per un presidio in cui c'è stata un po' di tensione con le forze dell'ordine al cui indirizzo i ragazzi hanno lanciato alcune uova. Alcuni manifestanti sono entrati nel Colosseo e hanno esposto un enorme striscione «No 133». Su un altro, dedicato al 15enne ucciso in Grecia: «Lavoro e università, stessa rabbia stessa precarietà. Con Alexis nel cuore».
A MILANO QUATTRO CORTEI - A Milano i cortei stati quattro: della Cgil, dei sindacati di base e degli studenti. Pesanti i disagi per la circolazione. I manifestanti - circa 80mila - hanno seguito due percorsi diversi per poi ricongiungersi in piazza Duomo. In testa al corteo Cgil, dietro lo striscione della Camera del lavoro, sfilano il segretario milanese Onorio Rosati e la segretaria nazionale Morena Piccinini. Poco più avanti uno stendardo della federazione dei lavoratori della conoscenza - Flc Scuola università e ricerca. Tante le bandiere rosse del sindacato listate a lutto, per ricordare le morti sul lavoro. I sindacati di base chiedono la continuità del reddito, cioè di garantire a tutti i lavoratori dipendenti, precari e atipici almeno l'80% di retribuzione in caso di perdita del lavoro. Viene contestata la finanziaria del governo Berlusconi così come la riforma scolastica. Molti gli slogan contro i ministri Gelmini e Brunetta. Al termine della manifestazione centinaia di studenti hanno occupato l'università Statale.
200MILA A BOLOGNA - A Bologna il serpentone - 200mila i partecipanti - si è snodato sotto una pioggia battente e un mare di ombrelli colorati, guidato dal segretario generale della Cgil Epifani. Presente anche il ministro ombra dell’Economia, Pierluigi Bersani, e altri esponenti del Pd. Mancava il sindaco Cofferati per impegni istituzionali già annunciati nei giorni scorsi. «Ma con il cuore sta qua - ha detto Epifani, che lo ha incontrato al termine della manifestazione -. Malgrado la pioggia il clima è straordinario, spero che il governo voglia ascoltarci». «I primi dati dello sciopero - ha aggiunto il leader sindacale - sono molto buoni e confortanti, soprattutto nelle fabbriche del nord, e questo dà ragione alla domanda di cambiamento della politica del governo». E ai colleghi di Cisl e Uil: «Mi rammarico che non siamo insieme perché le ragioni di questo sciopero sono sacrosante. Se non avessimo fatto la grande manifestazione sulla scuola del 30 ottobre non avremmo avuto oggi la retromarcia della Gelmini». Il corteo era aperto dallo striscione «Sciopero generale contro la crisi, più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti». Su tre faccioni di cartapesta Berlusconi, la Gelmini e Brunetta.
FIRENZE BLOCCATA - Quattro i cortei che nel centro di Firenze: quello della Cgil, quello dei Cobas, quello degli studenti e quello del Movimento antagonista, che ha raggiunto la sede dell'Associazione industriali per una manifestazione contro le morti sul lavoro. A Genova in piazza oltre 10mila persone (20mila secondo gli organizzatori), a Perugia 5mila, 10mila ad Ancona. A Lanciano, in Abruzzo, sono scese in piazza circa 2mila persone, insieme al leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro.
ADESIONE ALTA A TORINO - A Torino il corteo è stato aperto da tre grandi palle di neve con scritto «Disoccupazione», «Rischio Povertà», «Precarietà». Un gruppo di studenti ha organizzato un presidio davanti alla sede dell'Unione Industriale, bruciando alcuni pneumatici al grido di «Vogliamo farvi sentire la puzza della crisi». Secondo il sindacato l'adesione nelle aziende metalmeccaniche del Torinese è andata dal 90% dell'Itca e della Teksid al 70% dell'Alenia, all'80% della Microtenica. L'adesione allo sciopero dei lavoratori di Palazzo Civico è stata del 40%, mentre nella scuola è arrivato al 45%. Nello stabilimento Fiat Mirafiori adesione intorno al 50%. Per l'azienda il dato medio di partecipazione è stato del 16% tra operai e impiegati di tutti gli stabilimenti italiani.
NAPOLI E CAMPANIA - A Napoli sono stati circa 40mila - secondo gli organizzatori - i lavoratori scesi in piazza. Il serpentone di persone, bandiere e striscioni contro la precarietà e la disoccupazione, si è snodato fino alla centrale piazza del Gesù, dove il segretario della Fiom Gianni Rinaldini ha tenuto il comizio conclusivo insieme al segretario provinciale Giuseppe Errico. Altri quattro i cortei in Campania. Al corteo di Bari hanno partecipato circa 30mila persone secondo gli organizzatori. A Palermo un gruppo di studenti, staccandosi dal corteo principale cui partecipavano anche esponenti locali del Pd, ha occupato il consolato greco per esprimere solidarietà al movimento studentesco greco dopo la morte del 15enne. Oltre 15mila i manifestanti in piazza a Cagliari.
«OBIETTIVI GIUSTI» - Prima dell'inizio delle manifestazioni Epifani, intervenuto a Panorama del giorno, aveva detto che «lo sciopero è sempre un mezzo per avere degli obiettivi, mai un fine. Io credo che gli obiettivi dello sciopero sono giusti». Serve, ha aggiunto, «per chiedere al governo di affrontare la crisi, che come si vede giorno dopo giorno sta avendo effetti molto pesanti sull'occupazione, sui giovani precari, sulla vita delle imprese, sui redditi dei dipendenti e dei pensionati». Epifani chiede al governo di aprire un tavolo con i sindacati e Confindustria per affrontare insieme le questioni aperte dalla crisi.
BONANNI: «ERRORE STORICO» - Molto critica la posizione del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che parla di «uno sciopero generale del lavoro che non aiuta i lavoratori, non serve a impostare una seria politica contro la crisi economica, accentua le divisioni anziché favorire la convergenza di tutto il sindacalismo confederale attorno a una politica riformista e di sviluppo». In un intervento pubblicato su Ilsussidiario.net, quotidiano online della Fondazione per la Sussidiarietà, definisce la mobilitazione «un errore di portata storica proprio perché non soltanto il nostro paese, ma l'Europa e il mondo intero sono di fronte alle dimensioni inedite e gigantesche di una crisi che non è solo finanziaria, ma colpisce i settori produttivi, aggredisce i livelli di vita di grandi masse e fa intravedere i sintomi di una recessione senza precedenti». Renata Polverini (Ugl) in un editoriale su Il Secolo d'Italia parla di iniziativa «miope», «lo sciopero più anacronistico del dopoguerra», mentre al paese serve «dialogo». L'unica sigla che ha aderito alla mobilitazione, oltre alla Cgil, è la Cosnil (Confederazione Sindacati Italiani Lavoratori).
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11/12/2008
Venerdì lo sciopero generale della Cgil A Roma e Venezia mezzi in funzione
Venerdì lo sciopero generale della Cgil A Roma e Venezia mezzi in funzioneLa protesta non riguarda il settore aereo. Maltempo, Epifani accoglie la richiesta di Alemanno. Il garante: «Escludere dall'astensione tutti i trasporti»
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| Guglielmo Epifani |
MARTONE: ESCLUDERE TRASPORTI - Sul tavolo di Epifani è poi arrivata la richiesta di «escludere dall'astensione i settori del trasporto aereo (già esentato dallo sciopero nel rispetto delle indicazioni della Commissione di Garanzia, ndr), ferroviario e pubblico locale» da parte del garante Antonio Martone, «in relazione al possibile protrarsi della grave situazione meteorologica, soprattutto in particolari zone del territorio nazionale e per evitare una eccessiva incidenza sul diritto alla mobilità garantito dalla Costituzione». Ma per il momento la mobilitazione resta e venerdì si fermeranno tutti i settori produttivi del Paese aderenti alla Cgil. I lavoratori incrociano le braccia per almeno 4 ore, anche se sono molti i settori che hanno deciso, in autonomia, di allungare a 8 le ore di protesta.
DEPUTATI DEL PD - Intanto, sul fronte politico, 26 deputati del Pd - tra cui il ministro ombra Michele Ventura e Roberto Zaccaria - hanno deciso di aderire allo sciopero. Il partito ha deciso di lasciare alla scelta individuale la partecipazione o meno alla mobilitazione sindacale. «Siamo sostenitori convinti dell'unità sindacale per dare forza alle ragioni del lavoro, alla sua dignità, alla sua centralità sulla quale si misura la qualità sociale della nostra comunità» si legge nel documento. Dall'Italia dei Valori arriva invece un sostegno completo. «Lo sciopero generale è la legittima risposta alle inadeguate proposte del governo, per questo l’Italia dei Valori scenderà in piazza al fianco dei lavoratori - ha detto Antonio Di Pietro, che venerdì sarà a Lanciano -. Di fronte a una crisi economica di questa portata, questo esecutivo non è riuscito a proporre misure strutturali serie ed efficaci, ma ha solo penalizzato i lavoratori, i precari, i pensionati e cercato di dividere i sindacati. Il governo ha solo dato ai ricchi e tolto ai poveri». «C'è sempre chi viene e chi non viene - ha commentato Epifani -, ma l'importante è condividerne il merito, sul quale la Cgil sta trovando un consenso molto grande».
MODALITÀ DELLA PROTESTA - Si astengono per l'intera giornata i lavoratori metalmeccanici, quelli di Poste italiane, le aziende del gruppo poste e dei recapiti postali; i settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e delle imprese di pulizia, così come i lavoratori dei porti, delle agenzie marittime, delle autostrade e dell'Anas. Stop per l'intero turno di lavoro anche per i lavoratori del credito e di Banca d'Italia, per quelli dei consorzi di bonifica, dei settori elettrico, gas-acqua, energia e petrolio, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili. In sciopero per 8 ore i lavoratori delle autonomie locali, del pubblico impiego, delle regioni, della sanità pubblica e privata, sempre nel rispetto dei servizi minimi indispensabili. Sciopereranno invece per 4 ore i lavoratori dei settori addetti alla circolazione tenuti a garantire i servizi essenziali: nelle Fs e appalti stop dalle 14 alle 18; 4 ore anche per i marittimi che però stabiliranno localmente quando svolgere la protesta. Deroghe particolari in Abruzzo, alle prese con le elezioni amministrative: sono esentati dalla protesta i lavoratori dell'igiene urbana; della regioni, delle autonomie locali, ministeri, sanità, tlc, acqua, gas ed elettricità, carburanti, farmacie e trasporto regionale Fs urbano ed extraurbano, logistica e merci.
AUTOBUS E METROPOLITANE - Il trasporto pubblico locale si ferma secondo modalità diverse da città a città. A Roma dalle 9.30 alle 13.30, a Milano dalle 18 alle 22, a Napoli dalle 20 alle 24, a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine turno, a Firenze dalle 9.15 alle 11.45, a Venezia e Mestre dalle 9 alle 17 (ad eccezione dei servizi di navigazione dove lo sciopero è stato sospeso), a Genova dalle 9.30 alle 13.30, a Bologna dalle 19.30 alle 23.30, a Bari dalle 20 alle 24, a Palermo dalle 9.30 alle 13.30 ed a Cagliari dalle 9 alle 13.
«UN MILIONE IN PIAZZA» - La Cgil, unica sigla che ha indetto lo sciopero, prevede che alle oltre cento manifestazioni organizzate in diverse città italiane parteciperà almeno un milione di persone. A Milano sono in programma quattro cortei. Uno sciopero per chiedere al governo «più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti» e che vuole sollecitare una «svolta di politica economica e sociale necessaria per governare la crisi e per evitare che questa scarichi le proprie conseguenze sulle famiglie dei lavoratori, dei pensionati e sui precari». «La critica che rivolgo al governo è quella di non volerla affrontare con le forze necessarie che altri Paesi hanno messo in campo» attacca il leader Guglielmo Epifani, chiedendo all'esecutivo «di fare di più e meglio» anche alla luce dei dati ufficiali sull'impennata della cassa integrazione che, dice il leader Cgil, sono la conferma di come stia arrivando «la valanga».
MORTI SUL LAVORO - In cinque regioni le manifestazioni sono organizzata a livello regionale, con manifestazioni nei capoluoghi: in Emilia Romagna, dove ci sarà Epifani, in Veneto, Puglia, Molise e Sardegna. Per la sola manifestazione di Bologna, a cui non parteciperà per ragioni istituzionali il sindaco Sergio Cofferati, si prevedono 600 autobus, oltre a due treni speciali. In tutte le città dove ci sono stati incidenti mortali sul lavoro le bandiere della Cgil saranno listate a lutto e in tutte le piazze si farà un minuto di silenzio per ricordare le vittime sul lavoro, senza dimenticare la tragedia di Rivoli, dove Vito Scafidi è morto per il crollo del tetto della sua classe. La Cgil destinerà le trattenute sul giorno di sciopero di quanti operano nel sistema Cgil a un progetto di educazione e formazione sindacale per giovani lavoratrici indiane.
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| Tag: cgil, cisl, uil, ugl, sindacati, sciopero generale, proteste | OKNOtizie |
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