04/11/2011
Il futuro del solare passa dalle piante. Fisica quantistica per la fotosintesi
Il futuro del solare passa dalle piante. Fisica quantistica per la fotosintesiCollini: «A toronto avrei avuto più certezze, ma non ho guardato al lato economico». Una ricercatrice italiana 32enne torna dal Canada per guidare un gruppo di ricerca. Finanziato dall'Europa
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14/10/2011
Nuova Zelanda, la marea nera in diretta sul Web
Nuova Zelanda, la marea nera in diretta sul WebIl disastro della portacontainer Rena visto attraverso gli utenti di YouTube, Flickr e Twitter. Con timeline interattive e simulazioni virtuali sulle possibili conseguenze ambientali della fuga di petrolio.
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05/07/2010
Razzi e auto elettriche «sexy» Musk, l’imprenditore virtuale
Razzi e auto elettriche «sexy» Musk, l’imprenditore virtualeGenio o sognatore? L’ascesa rapida di mister «Iron man»
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| L'imprenditore sudafricano canadese Elon Musk |
NEW YORK — Un genio capace di dare un nuovo futuro all’industria americana dell’alta tecnologia o un romantico sognatore buono per i cartoni animati e le sceneggiature di qualche film? Nelle ultime settimane, con l’ottimo esito del collocamento in Borsa della sua azienda di vetture elettriche Tesla (il primo produttore d’auto ad affacciarsi in Borsa da quando, nel 1956, fu quotata la Ford) e il successo del lancio del missile Falcon 9 costruito dalla sua SpaceX, il 39enne Elon Musk si è candidato ad essere il protagonista di una vera rivoluzione delle produzioni manifatturiere. Tanto più che l’imprenditore sudafricano- canadese trapiantato nella West Coast Usa fin dagli anni dell’università, oltre che sull’auto elettrica e sui vettori spaziali, sta investendo nelle tecnologie dell’energia solare: è presidente della conglomerata delle energie alternative Solar City anche se qui, a differenza di auto e missili, non ha un ruolo operativo. Ma c’è anche chi sostiene che l’imprenditore divenuto celebre (e ricco) inventando il sistema di pagamento online PayPal, vada per adesso considerato una realtà poco più che virtuale anche nei settori industriali nei quali opera. Certo, le Tesla sono vetture elettriche seducenti: linee aggressive che ricordano Lotus e Ferrari, scatto altrettanto bruciante (da zero a 100 km/h in 3,9 secondi), vetture già nelle mani di celebrity come George Clooney, Matt Damon e il cofondatore di Google, Sergey Brin.
Ma sono anche molto costose, hanno avuto grossi problemi di industrializzazione del processo produttivo e ne sono state vendute, finora, solo mille. Coi soldi raccolti col collocamento verrà finanziata la produzione di un nuovo modello «formato famiglia» a più basso costo. Ma la realtà è che, dalla fondazione nel 2003 fino ad oggi, l’azienda ha perso 290 milioni di dollari e non sa dire quando pagherà un dividendo. Un salto nel buio, dicono i critici che ricordano come meno di due anni fa Elon Musk fosse stato sul punto di abbandonare tutto. Questi detrattori, poi, considerano velleitario anche il progetto dell’imprenditore- inventore sudafricano di sostituire gli «shuttle» e i vecchi missili della Nasa coi suoi vettori low cost e riutilizzabili che, a suo dire, ridurranno di dieci volte il prezzo del lancio di una navicella nello spazio. La Silicon Valley che, da culla di Internet, si trasforma in incubatore delle nuove industrie dell’energia e dello spazio, rimpiazzando pian piano una Nasa divenuta sempre più costosa e burocratrica: una prospettiva che affascina anche Barack Obama ma che, fino a non molto tempo fa, si è scontrata con l’insuccesso di alcuni lanci sperimentali dei vettori di SpaceX. E, infatti, ancora ieri Elon Musk era soprattutto Mr «Iron Man», il genio ascetico e tenebroso che aveva ispirato al regista Jon Favreau il personaggio di Tony Stark: l’imprenditore- scienziato che, per proteggersi da una menomazione fisica e sottrarsi a un rapimento, si chiude nella corazza dell’«uomo d’acciaio».
Elon ha poi dato ancor più un sapore da fumetto alla sua storia con la pretesa di essere povero in canna: «Non ho un dollaro, ho investito tutto quello che ho guad a g n a t o c o n PayPal nelle mie aziende, vado avanti coi prestiti degli amici» ha dichiarato tempo fa suscitando lo smarrimento degli investitori e dello stesso governo federale che gli ha concesso prestiti agevolati per lo sviluppo di nuove tecnologie di risparmio energetico. In realtà stava solo cercando di sottrarsi alle richieste economiche della moglie dalla quale sta divorziando. Se il mercato dell’auto elettrica decollerà, oltre alle costosissime (oltre 100 mila dollari) Tesla Roadster costruite a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley, Musk riuscirà a vendere su più larga scala anche il «Model S» prodotto a Los Angeles: un’aggressiva berlina da 50 mila dollari che ricorda una Maserati. Sarà comunque dura, perché anche gli altri giganti dell’auto stanno sbarcando in questo segmento: la General Motors, ad esempio, comincerà a vendere a novembre la sua «Volt». Ma sono in molti a credere nelle idee della Tesla: non solo le società di venture capital o gli investitori di Wall Street che hanno sottoscritto il collocamento, ma anche la Toyota e i tedeschi di Daimler Benz che sono nel suo capitale. La sfida più affascinante (e potenzialmente redditizia) è, però, nello spazio.
Quella di uscire dall’atmosfera terreste è un’impresa che attira tutti gli imprenditori innovativi: i fondatori di Google, Richard Branson di Virgin, Jeff Bezos di Amazon, sono già variamente impegnati nei progetti del «turismo spaziale». I missili di Elon Musk sono una realtà ben più impegnativa, delle capsule sub-orbitali (e turistiche) di Burt Rutan. SpaceX, oltre a fare già profitti, è la prima azienda a riuscire laddove finora si erano cimentati solo pochi governi: mettere in orbita satelliti o astronavi. Oltre ai vettori, la società di Musk ha progettato anche la navicella Dragon che, in teoria, potrebbe sostituire gli «shuttle» (che andranno in pensione fra due mesi) nei voli verso la stazione spaziale orbitante. In realtà SpaceX deve ancora dimostrare la sua affidabilità, ma il successo degli ultimi voli ha reso operativo il contratto da oltre 3 miliardi di dollari firmato nel 2008 dalla società con la Nasa. Per ora Musk fornirà vettori per cargo spaziali senza uomini a bordo, mentre gli astronauti verranno traghettati utilizzando le Soyuz russe. Ma Obama, nonostante le accuse di «socialismo» che gli arrivano dai conservatori, ora punta sulle astronavi private.
Massimo Gaggi
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06/01/2010
Speronato il trimarano degli «ecopirati»
Speronato il trimarano degli «ecopirati»
Il comandante di Sea Shepherd: «Le baleniere giapponesi ci hanno attaccato». Verso l'affondamento l'«Ady Gil», il mezzo d'assalto dell'associazione che combatte la caccia alle balene
| L'«Ady Gil» dopo lo speronamento. Sullo sfondo, la baleniera giapponese che lo ha colpito (Ansa) |
Il trimarano ultra-rapido utilizzato dagli ecologisti australiani per inseguire le baleniere giapponesi è stato semi-distrutto in seguito a uno scontro con i pescatori nell’Antartico. Lo hanno denunciato gli ambientalisti di Sea Shepherd, l'associazione che cerca di contrastare la caccia ai cetacei, oggetto di una moratoria internazionale in vigore dal 1986 che le autorità nipponiche continuano a ignorare con il pretesto della cattura di esemplari a scopi scientifici. Una posizione isolata, quella di Tokyo, che gli è valsa dure critiche soprattutto da Australia e Nuova Zelanda, nazioni che hanno fatto della difesa dei santuari marini una priorità.
EQUIPAGGIO IN SALVO - I sei membri dell’equipaggio dell’«Ady Gil» - così battezzato in onore del mecenate che lo ha donato agli «ecowarrior» - sono stati soccorsi e sono usciti indenni dall’imbarcazione. «Sembra che l’Ady Gil stia affondando e le possibilità di recuperarlo sono molto labili», ha aggiunto Sea Shepherd, che ha definito «non provocata» l’aggressione delle baleniere giapponesi e sostiene di averla ripresa in un filmato. «Lo Shonan Maru numero 2 si è improvvisamente messo in movimento e ha deliberatamente colpito l’Ady Gil sfondando otto piedi (2,4 metri) di prua», si precisa nella nota.
IL MEZZO D'ASSALTO - L’«Ady Gil» è un trimarano futuristico nero in carbonio e kevlar che può raggiungere i 93 chilometri orari. Doveva servire a ostacolare l’avanzata dei pescatori giapponesi con operazioni di disturbo. Prima di oggi, l’equipaggio dell’Ady Gil aveva lanciato bombolette maleodoranti contro la baleniera nipponica. «Le baleniere giapponesi si sono macchiate di un’escalation molto violenta del conflitto» ha dichiarato Paul Watson, responsabile della campagna condotta annualmente dall’associazione Sea Shepherd. La distruzione dell’Ady Gil rappresenta «una perdita sostanziale per la nostra organizzazione», ha affermato Watson, che ha quantificato la perdita economica in circa due milioni di dollari.
LA REPLICA DEI GIAPPONESI - I giapponesi hanno accusato a loro volta i militanti di Sea Shepherd, cinque neozelandesi e un olandese, di aver tentato di ostacolare le eliche della loro barca con una fune e di aver utilizzato un «indicatore laser verde» in direzione dell’equipaggio.
11:47 Scritto in ECOLOGIA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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02/07/2009
Protesta contro le case automobilistiche, centro «invaso» da minicar di cartone
Protesta contro le case automobilistiche, centro «invaso» da minicar di cartone
INSTALLAZIONE A PIAZZA VENEZIA. La denuncia di Terra!: le pubblicità sulle auto non rispettano la legge sulle emissioni di Co2
| Le minicar di cartone in piazza Venezia (Eidon) |
Singolare protesta in piazza Venezia. All'alba di giovedì alcuni attivisti per la salvaguardia dell'ambiente hanno messo in opera una grande installazione nel prato antistante l'Altare della Patria. Centinaia di piccole sagome di automobili di cartone, tra a piccoli conigli verdi - le mascotte dell'associazione «Terra!» - campeggiavano sull'erba accompagnate da cartelli che recitavano slogan come «Vietato calpestare il pianeta», «Stop alla pubblicità illegale», «Stop alla CO2».
INTERVENTO DI CARABINIERI E POLIZIA - Sul posto sono intervenuti quasi subito vigili urbani, carabinieri e polizia. Identificati alcuni dei 30 attivisti di Terra! che con il loro gesto hanno voluto protestare contro le emissioni di CO2 e contro le pubblicità illegali delle auto.
All'insegna della salvaguardia del pianeta, gli ambientalisti hanno presentato un nuovo rapporto sulle pubblicità delle auto, nell'ambito della campagna sull'efficienza energetica nel settore.
«Anche a Roma, dove il parco auto non è certo dei meno inquinanti, si continuano a commercializzare veicoli nuovi con pubblicità ingannevoli - spiegano Daniel Monetti e Fabio Ciconte, rispettivamente coordinatore della campagna e presidente di Terra! - contro le quali non viene applicata una legge che pure esiste: il Dpr n.84 del 17 febbraio 2003». Per chi desiderasse aderire alla campagna, su www.terraonlus.it sono pubblicate tutte le informazioni sul caso.
| (Eidon) |
CONTRO L'INDUSTRIA DELLE AUTO - Dal sito è scaricabila anche il rapporto «Venditori di fumo» - spiega l' associazione - che rileva come «il 91% delle pubblicità analizzate sia illegale perché non conforme alla legislazione vigente». Nei materiali promozionali «non si riporta alcuna informazione sulle emissioni di CO2 o le si riporta in forma scarsamente visibile». In particolare, su un campione di 492 inserzioni pubblicitarie esaminate in Italia, «solo il 9% può essere considerato conforme alla normativa», riportando in maniera corretta le informazioni sui consumi e sulle emissioni di CO2 dei veicoli reclamizzati.
DENUNCIATE LE CASE AUTOMOBILISTICHE - Terra! ha presentato un esposto contro le principali case automobilistiche all'Istituto della Autodisciplina Pubblicitaria (Iap), all'Unioncamere e le Camere di Commercio delle città sede dell'indagine per denunciare 96 differenti pubblicità. «Non ce ne è una che si salvi - spiega Monetti -. Il 5,68% delle pubblicità analizzate non riporta alcuna informazione su emissioni e consumi, mentre la stragrande maggioranza, l'85,6%, le riporta in dimensioni ben lontano dall' essere di facile lettura o della stessa evidenza rispetto alle informazioni principali fornite nel materiale».
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26/01/2009
Ing taglia 7000 posti di lavoro Philips licenzierà 6000 dipendenti
Ing taglia 7000 posti di lavoro Philips licenzierà 6000 dipendenti
Nel 2008 ha fatto registrare una perdita netta di un miliardo di euro. Riduzioni di personale in tutto il mondo per il gruppo bancario e assicurativo e il big dell'elettronica
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| Un'immagine di una celebre campagna pubblicitaria della Ing |
PHILIPS - Tagli di personale in vista anche per il colosso dell'elettronica Philips, che licenzierà 6000 dipendenti in tutto il mondo. La ristrutturazione, ha aggiunto un portavoce, permetterà di risparmiare circa 400 milioni l'anno, a partire dal secondo semestre del 2009, e tutte le divisioni del gruppo verranno coinvolte. Nel 2008 Philips ha registrato una perdita netta di 186 milioni di euro, contro l'utile di 4,16 miliardi del 2007. I ricavi annui sono stati pari a 26,39 miliardi di euro, in calo dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Nell'ultimo trimestre del 2008 Philips ha perso 1,5 miliardi di dollari.
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12/11/2008
Differenziata a ostacoli: contenitori intrappolati nel cantiere del San Carlo
Differenziata a ostacoli: contenitori intrappolati nel cantiere del San CarloI raccoglitori di vetro e plastica «in gabbia». I cittadini costretti a lasciare i sacchetti sul marciapiede, a due passi da piazza plebiscito
Contenitori per la differenziata in «gabbia»
NAPOLI - Raccolta differenziata. A ostacoli. Un «gioco» avvilente al quale però i cittadini, a Napoli, dovranno a quanto pare abituarsi. Date un'occhiata al recinto creato dal cantiere per il restauro del teatro San Carlo in piazza Trieste e Trento. La gabbia messa a punto dagli operai ha (inavvertitamente?) incluso anche le campane per la raccolta vetro e plastica. Un paradosso che non manca di sortire effetti grotteschi. Ecco per esempio una signora che, diligentemente, si avvicina per depositare una busta con bottiglie di vetro. Nota il contenitore per la differenziata rimasto «ingabbiato», resta interdetta. Prova addirittura a infilare una bottiglia attraverso le fessure della intelaiatura in ferro. Ci rinuncia. La busta, ora, non può che abbandonarla sul marciapiede, sperando nella solerzia degli addetti alla raccolta.
Pochi metri più in là, il raccoglitore per la plastica subisce la medesima sorte. Il cumulo di paccottiglia cresce sul marciapiede, ricordando il recente infausto passato di sacchetti-padroni della strada.
Un passante fa presente l'anomalia, diciamo così, alla manovalanza impegnata al di là del vistoso recinto. Cerca di essere accomodante. «...Non per altro, ma guardate dove siamo..» dice indicando la vicinissima Prefettura, e poi piazza Plebiscito. «È una brutta figura. Non si potrebbe fare qualcosa per "liberarli" i due bidoni?». Napoletani e problemi di approccio alla differenziata: non esiste metafora più azzeccata di quei contenitori
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08/11/2008
Napoli: primi arresti per abbandono di rifiuti ingombranti
Napoli: primi arresti per abbandono di rifiuti ingombrantiAveva gettato anche mobili della cucina. Il primo provvedimento a carico di un uomo di 32 anni nel quartiere Pianura. Che però è stato subito scarcerato
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| Vitale Varchetta, 32 anni, la prima persona arrestata a Napoli in attuazione del decreto che punisce chi getta rifiuti ingombranti in strada |
IL PRIMO CASO - Il primo arresto in assoluto, come anticipato da «Il Mattino» è sato operato nella giornata di venerdì nel quartiere Pianura dove, in Via Pallucci, dai carabinieri del comando provinciale, a carico di Vitale Varchetta, di 32 anni, mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili, sversandoli in un'area non autorizzata per tale scarico. Altri due arresti sono stati eseguiti sabato mattina nel quartiere di Poggioreale, i carabinieri della stazione San Giovanni a Teduccio, hanno arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale, bloccato Gennaro Esposito, di 39 anni, e Erminio Beato, di 62 anni, entrambi della zona in via Brecce a Sant'Erasmo mentre da un furgone Piaggio Porter scaricavano rifiuti urbani, speciali e solidi (buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali) sulla strada in un'area non autorizzata.
IL DECRETO - Gli arresti sono stati eseguiti in base a quanto previsto dall'art. 6 del decreto legge 172/2008. «Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati - è il testo dell'art. 6 del decreto legge pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale - abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l'abbandono, lo sversamento, il deposito o l'immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro».
SUBITO SCARCERATO - Il decreto dovrebbe prevedere il giudizio per direttissima, ma almeno nel caso del primo arrestato, Vitale Varchetta, il pm della Procura della Repubblica di Napoli, Valeria Gonzalez, ha disposto che si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l'udienza di convalida entro i cinque giorni dall'arresto. L'uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. «Sembra - commenta l'avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta - un segnale della Procura per la quale probabilmente l'arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge». «Appare violato - ha aggiunto - il principio di uguaglianza tra cittadini italiani visto che la norma si applica solo in Campani».
«L'uomo - ha specificato il capitano della compagnia Rione Traiano, Federico Scarabello - è già conosciuto alle forze dell'ordine. Si tratta di un rigattiere che raccoglie materiali di scarto. Non sapendo dove gettarli ieri sera intorno alle 18 li ha lasciati in questa strada di Pianura, a ridosso del cimitero vicino ai contenitori dell'immondizia». Vitale Varchetta al momento dell'arresto ha detto di non essere a conoscenza del decreto. Tre giorni fa i carabinieri, sempre a Pianura, hanno scoperto e messo sotto sequestro un'area di circa 400 metri quadri in cui sono state ritrovate 6 autovetture Smart completamente incendiate e svuotate degli interni proprio in una strada adiacente a via Pallucci, tra un frutteto e un capannone. Sul posto sono state ritrovate anche decine di pneumatici, materiali edili, sanitari, scarti di imballaggi..
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18/10/2008
Rifiuti: scoperto traffico Slovenia
Rifiuti: scoperto traffico SloveniaGdF di Trieste sequestra 14 mezzi di una ditta gia' indagata

TRIESTE, 18 OTT - I Gico della Gdf ha sequestrato 14 mezzi utilizzati per un traffico illecito di rifiuti speciali da Trieste alla Slovenia. Il provvedimento completa un primo sequestro di altri due camion della ditta responsabile del traffico. Il materiale, fanghi provenienti da una darsena in costruzione a Monfalcone (Gorizia), era diretto verso la zona di Nova Gorica (Slovenia). Il titolare della ditta e proprietario dei camion e' gia' indagato per la gestione di una discarica abusiva.
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16/10/2008
Rifiuti, la soluzione di Bolzano
Rifiuti, la soluzione di Bolzano
Ecco i cassonetti hi-tech con la tessera-bancomat
Sono arrivati i bidoni della nuova generazione, quelli con tessera magnetica (che assomiglia tanto a un bancomat) che elimineranno i cassonetti verdi della raccolta indifferenziata. A Bolzano la Seab, la società comunale che tratta anche lo smaltimento dei rifiuti, li ha installati in via sperimentale per cinquecento residenti di piazza Matteotti.


In effetti, il dilemma su quale spazzatura si possa effettivamente gettare dentro Gaia avvince la piazza. I più interessati sono gli anziani che si accalcano in piccoli capannelli davanti ai bidoni, nel tentativo di farsi insegnare e spiegare da chi già ce l’ha fatta a buttare l’immondizia. Il cassonetto automatizzato presenta, infatti, una moltitudine variegata e colorata di bottoni. Gli unici che servono veramente però sono due: quello della lingua con cui si vuole sentir parlare “Gaia” e quello che attiva la funzione del rifiuto che si intende buttare.
«Le uniche cose che sappiamo, però, le abbiamo lette sul giornale: so che dovrebbero esserci degli operatori, ma ancora non li abbiamo visti», dice Agnese Tavernar.
I precedenti non sono incoraggianti: tempo addietro c'erano i “ canguri”, ossia un vecchio sistema automatizzato di raccolta rifiuti che spesso si inceppava, a causa di problemi con l’impianto fognario, e che costringeva molti a lasciare i sacchetti della spazzatura sull’asfalto.
Francesco Gallina, responsabile della raccolta rifiuti della Seab, rassicura: «I sistemi sono diversi, non dovremmo più avere di questi inconvenienti. Importante, però, sottolineare che per il momento i “Gaia” possono ricevere solo l’indifferenziato, anche se potenzialmente possono servire anche per la raccolta dei quattro materiali. Dobbiamo però lasciare il tempo ai cittadini di prendere dimestichezza con il sistema. Dovesse essere un’iniziativa di successo potremo pensare di estenderla, pur tenendo presente che non dappertutto si possono costruire ampi vani interrati e che l’i nstallazione comporta dei costi anche per il cittadino. I nostri operatori, infine, saranno presenti mattina, pomeriggio e sera in piazza Matteotti anche per consegnare le tessere a chi ha ricevuto la lettera perché non era in casa alla consegna. Importante dire che la tessera serve a noi per scaricare i dati delle utenze ma non per il pagamento ».
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