20/04/2011

Nucleare, Romani: referendum superato Veronesi: ma la ricerca non si fermi

Nucleare, Romani: referendum superato Veronesi: ma la ricerca non si fermi

Il ministro: «Rinvio a dopo chiarimento Ue sulla sicurezza». Il Senato approva. «I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra un programma superato o una rinuncia definitiva»

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19/04/2011

Nucleare, stop del governo alle centrali

Nucleare, stop del governo alle centrali

Potrebbe saltare il referendum. Gli antinuclearisti: «Attenti alla fregatura». Abrogate le norme per la realizzazione degli impianti. Tremonti: finanziare le rinnovabili con gli Eurobond

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26/01/2011

Solare: la rivoluzione è vicina. I pannelli che funzionano di notte

Solare: la rivoluzione è vicina. I pannelli che funzionano di notte

Grazie alle microantenne di nanotubuli al carbonio. Sfruttano gli infrarossi rilasciati dal terreno nelle ore notturne. Efficienza superiore al fotovoltaico tradizionale

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27/07/2010

Il solare costa meno del nucleare

Il solare costa meno del nucleare

Un articolo del New York Times su uno studio americano. Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più

 

I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)
I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)

NEW YORK - Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», afferma Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs - The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA - Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti. I costi dell'energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni.

COSTI NUCLEARE IN CRESCITA - Mentre, al contrario, i nuovi problemi sorti e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell'Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell'Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati e le stime sono costantemente in crescita.

Redazione online

08/12/2008

Bolletta energetica record per l'Italia nel 2008: pagheremo 56 miliardi di euro

Bolletta energetica record per l'Italia nel 2008: pagheremo 56 miliardi di euro

La quotazione media del barile quest'anno e' stata pari a 96-97 dollari. L'anno scorso pagati 10 miliardi in meno. Solo il consumo di petrolio ci costerà 31,5 miliardi

 

 

 

MILANO - Una bolletta salatissima. Che pesa come un macigno sulla nostra economia. Il 2008 rischia di passare alla storia come un anno record per i conti energetici dell'Italia che quest'anno - nonostante il recente crollo delle quotazioni del greggio degli ultimi tempi - dovrà fare i conti con un fattura energetica "salata", tra le più care della sua storia: 56 miliardi di euro, vale a dire 10 miliardi di euro in più del 2007 per acquistare le fonti di energia dall'estero.

PETROLIO - Prima tra tutte l'oro nero: la sola bolletta petrolifera è attesa - secondo prime stime di settore - attestarsi quest'anno a quasi 31,5 miliardi di euro, vale a dire circa 5 miliardi in più dei 26,5 fatti registrare l'anno scorso. Se le stime trovassero conferma, si tratterebbe delle fatture tra le più care dai tempi dei grandi choc petroliferi dello scorso secolo.

Un pozzo di petrolio (Afp)
Un pozzo di petrolio
Nonostante il calo delle quotazioni dell'oro nero nell'ultimo scorcio dell'anno infatti, il 2008 rischia di chiudersi con una media delle quotazioni del barile intorno ai 96-97 dollari al barile contro i 70 dollari registrati un anno fa. Un elemento, quello delle fiammate del greggio che nel corso dell'estate scorsa hanno raggiunto il record storico di quasi 150 dollari al barile, che non sarà compensato - sempre secondo stime di settore - nè dal rafforzamento del cambio, nè dal rallentamento dei consumi che quest'anno si prevede registrino un calo intorno al 3% rispetto al 2007. Sul fronte del cambio euro-dollaro (valuta, quest'ultima, di riferimento dell'interscambio petrolifero) il 2008 si dovrebbe chiudere su un valore in media di anno sugli 1,46 dollari per un euro (1,38 nel 2007) mentre sul fronte della domanda - commentano le stesse fonti - è attesa una frenata legata non solo ai carburanti ma anche ai consumi di gas. «Gli alti prezzi del petrolio dei primi 8-9 mesi dell'anno» si faranno così sentire sulla bolletta petrolifera ed energetica italiana del 2008, aggiungono le stesse fonti, spiegando che le stime vedono, rispettivamente, un conto pari a 56 miliardi e 31,5 miliardi di euro. L'anno scorso la bolletta energetica complessiva si era fermata a 46,6 miliardi di euro mentre quella relativa al solo petrolio (la spesa cioè per l'acquisto dall'estero solo dell'oro nero ed i suoi prodotti) si era attestata a 26,500 miliardi di euro.

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27/09/2008

Edison lancia offerta per le famiglie

Edison lancia offerta per le famiglie


 

 

Con «EdisonCasa», sconti fino al 20% sul costo dell’energia (pari mediamente al 65% della bolletta). Per aderire necessario sottoscrivere un nuovo contratto

 

 

 

Edison ha presentato a Milano la sua offerta per il mercato residenziale. Da oggi le famiglie italiane potranno cambiare il fornitore e sottoscrivere il nuovo contratto con «EdisonCasa» che riconosce uno sconto del 20% sul costo dell’energia (pari mediamente al 65% della bolletta). «Puntiamo a un milione di clienti nel più breve tempo possibile - ha spiegato l'amministratore delegato di Foro Buonaparte, Umberto Quadrino nel corso di una conferenza stampa per presentare l'offerta - e sarebbe bello avere una quota del mercato retail tra il 15% e il 20%».

SCONTO - Lo sconto del 20%, come detto, riguarderà il costo dell'energia - pari mediamente al 65% della bolletta - e l'offerta sarà sottoscrivibile fino al 31 dicembre. L'adesione a «EdisonCasa» non comporta costi di attivazione e non prevede modifiche al contatore o all'impianto elettrico. A un anno dalla liberalizzazione del mercato elettrico Edison fa dunque il suo ingresso su quello delle famiglie con una proposta commerciale molto aggressiva con cui sfida l'Enel e le ex municipalizzate, a partire da A2A (che insieme alla francese Edf controlla la stessa Edison). «Con A2A - ha ammesso Quadrino - teoricamente c'è un'area di concorrenza ma in Italia ci sono 23 milioni di famiglie e c'è spazio per tutti».

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15/09/2008

AUTUNNO CALDO PER LE FAMIGLIE ITALIANE

AUTUNNO CALDO PER LE FAMIGLIE ITALIANE

Attesi nuovi rincari per metano e luce.Le bollette potrebbero salire rispettivamente del 6% e del 3,7%. Se sarà confermata la stima di Nomisma, per le famiglie in arrivo un nuovo aggravio da oltre 81 euro.

(Ansa)
 
Tariffe della luce e del gas a rischio nuova stangata d'autunno: nel prossimo trimestre ottobre-dicembre le bollette del metano potrebbero aumentare del 6% mentre per l'elettricità il rincaro dovrebbe attestarsi al 3,7%. Se la stima messa a punto da Nomisma Energia trovasse conferma dall'Autorità per l'Energia, per le famiglie sarebbe in arrivo un nuovo aggravio da oltre 81 euro su base annua: le bollette della luce salirebbero infatti di oltre 18 euro l'anno mentre quelle del gas subirebbero un aumento superiore ai 63 euro. L'ultima parola sull'andamento delle bollette elettriche per l'ultimo trimestre dell'anno spetta comunque all'Authority per l'energia che, entro fine mese, dovrà rendere noto l'aggiornamento.

LUCE - Dal primo ottobre prossimo e per i prossimi tre mesi - spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia - le tariffe elettriche sono però attese registrare un incremento del 3,7 per cento. Un aumento che per una famiglia tipo, con 225 chilowattora consumati in un mese ed una potenza impegnata di 3 chilowatt, si tradurrebbe - sottolinea - in una maggiore spesa annua di 18 euro su base annua con il costo del chilowattora in aumento di 0,66 cent a 18,6 centesimi.

(Ansa)
 
GAS - Sul fronte del gas, invece, l'atteso incremento è ancora più consistente e si aggira sul 6 per cento. Vale a dire un aumento del costo del metro cubo che, per la stessa famiglia tipo (con consumi pari a 1.400 metri cubi di metano l'anno) comporterebbe un aggravio, sempre su base annua, di circa oltre 63 euro. Un metro cubo di metano costerà cioè 4,5 centesimi in più a 80,2 cent. La spesa complessiva degli italiani per le bollette della luce e del gas potrebbe lievitare così di 81,60 euro su base annua rispetto ai livelli attuali, spiega Tabarelli.
 

CONTINUA LA TENDENZA DEI TRIMESTRI PRECEDENTI - Il nuovo rincaro si andrebbe ad aggiungere a quelli già scattati - spinti dal caro-petrolio degli ultimi mesi - nei trimestri precedenti. Per quanto riguarda l'elettricità - spiega Tabarelli - le stime si basano sull'andamento dei prezzi di Borsa e dei costi per l'acquisto del gas, principale fonte per la produzione elettrica, mentre per il metano le previsioni sono elaborate in base agli «automatismi tariffari legati a greggio e prodotti petroliferi». «Le stime riguardano quasi tutto l'intero periodo di riferimento per il prossimo aggiornamento dell'Authority», aggiunge l'esperto sottolineando che gli attesi rincari risentono fortemente dell'andamento delle quotazioni dell'oro nero. Gli aggiornamenti trimestrali si basano infatti - ricorda infine l'esperto - sulle medie dell'andamento delle materie prime dei 6 mesi precedenti per l'elettricità e sui nove mesi antecedenti per quanto riguarda, invece, le tariffe del gas. Nel prossimo trimestre le bollette risentiranno così in pieno delle fiammate del greggio che nei mesi scorsi ha visto il barile di oro nero sfondare record storici, spingendosi fino a quasi 150 dollari.

LA MIA DOMANDA - L'altro giorno guardando "uno mattina estate"  è stato intervistato il presidente dell'associazione petrolieri italiani a cui veniva fatta una domanda che era <<secondo lei perchè se il prezzo del petrolio sale il prezzo della benzina sale, mentre, se il prezzo scende la benzina o scende di pochissimo rispetto al minor prezzo del petrolio oppure non scende affatto, ci può spiegare il perchè?>>.

RISPOSTA - <<Deve capire che le compagnie petrolifere quando acquistano il petrolio, facciamo un'esempio a 150 dollari al barile ed il prezzo della benzina sale a 1,45 euro, tale prezzo rimarrà invariato finche non ci sarà l'acquisto da parte delle aziende petrolifere di petrolio al di sotto dei 150 dollari al barile. Quindi solo allora ci sarà una riduzione di prezzo ai distributori.>>.

Ora io mi domando se la gente sia stupida o è il presidente dei petrolieri che è cretino, perchè, se io compro un prodotto che oggi mi costa 100, e so che tra una settimana mi costerà 120, perchè loro lo sanno quando il petrolio aumenterà così acquisteranno più materia prima quel giorno al prezzo di 100 riservandosi una minima parte di acquisto, sempre se lo acquisteranno, al prezzo di 120. Così facendo loro acquistano al prezzo di 100 però aumentano la benzina ai distributori facendo credere di aver acquistato a 120, ecco i giochi per far aumentare le bollette e la benzina. Spero di essermi fatto capire, credo di si per noi comuni mortali che saimo deficenti al confronto con tanta intelligenza. Arrivederci.

 

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01/07/2008

COME EVITARE SPIACEVOLI INCONVENIENTI PER BLACKOUT

COME EVITARE SPIACEVOLI INCONVENIENTI PER BLACKOUT
Piano Salva Black Out
 

In questa pagina pubblichiamo il Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE) predisposto per ridurre, in caso di necessità, i carichi di energia elettrica in maniera programmata, per evitare che si verifichino blackout incontrollati.

Il piano viene applicato da Enel Distribuzione su disposizione di Terna.

Per oggi Terna non ha richiesto l'applicazione del PESSE.

Clicca sulla tua regione per collegarti al centro di verifica della tua zona. Prima selezioni la provincia poi la tua città.

 

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01/06/2008

Wall Street Journal: in Italia il nucleare non partirà mai

Wall Street Journal: in Italia il nucleare non partirà mai

Il quotidiano finanziario non crede alle promesse del governo Berlusconi

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La bibbia della finanzia mondiale non crede che la svolta nucleare, promessa dal governo italiano, possa tradursi in realtà. Le centrali non saranno mai costruite. E’ questo ciò che afferma il Wall Street Journal.

Tre - scrive Henry Sokolski, direttore esecutivo del Nonproliferation Policy Education Center - le ragioni fondamentali che ne impediranno la realizzazione: costi di costruzione alle stelle; i tempi di realizzazione, da 10 a 20 anni; le resistenze della popolazione. Oltre al fatto gli ingenti investimenti in un Paese che “ha il terzo debito pubblico del mondo”.

Si tratta di un attestato di scarsa stima e attendibilità nei nostri confronti, nonostante il fronte dei “nuclearisti" stia rapidamente ingrossando le proprie fila.
E’ stato il
ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a dare il “là” alla querele sul nucleare, annunciando il proposito di costruire di nuove centrali a partire dal 2013. Intenzione, peraltro prevista dal programma del Pdl, che ha trovato ampi consensi bipartisan. Su tutti, il sì incondizionato alla svolta energetica è arrivata da Confindustria.
E gli italiani? Il
sondaggio di Virgilio Notizie dice che oltre il 64% è favorevole al ritorno dell’energia atomica. Una bella giravolta rispetto all’autunno dello scorso anno, quando chi voleva le centrali era appena il 38%.
Tutto da verificare se tali favori “atomici” troveranno conferma nel momento in cui dalla teoria si passerà alla pratica, ovvero all’individuazione dei siti che accoglieranno i nuovi reattori.Qualche timore su possibili rivolte di piazza è più che fondato. E questo lo sa anche Scajola che ha, infatti, proposto d’introdurre
sconti sulle bollette elettriche delle popolazioni il cui territorio ospiterà nuovi reattori atomici.

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10/05/2008

CRESCONO I PRESTITI PER LE CASE SOLARI

CRESCONO I PRESTITI PER LE CASE SOLARI
Offerta in aumento per i prestiti da destinare agli interventi di risparmio energetico sulle abitazioni. Si direbbe una nuova manna, dal momento che nelle ultime due Finanziarie era già arrivato dal Governo un "premio" con una detrazione del 55% alle ristrutturazioni per lavori volti a ridurre i consumi energetici degli edifici.

Ma in realtà finora gli onerosi costi iniziali necessari agli interventi (per installare i pannelli fotovoltaici sul tetto di un'abitazione media si parla di circa 20mila euro) hanno frenato molte persone, pur interessate.

Con l'obbligo, a partire dal luglio 2009, della certificazione energetica per la compravendita di tutte le abitazioni nuove o ristrutturate, l'avvio di alcuni lavori si renderà tuttavia necessario. E le banche ampliano di conseguenza l’offerta.

I finanziamenti sono legati a strumenti quali il Conto energia introdotto dal Decreto ministeriale 19 febbraio 2007. Tale sistema di rimborso segue generalmente passo per passo le fasi di realizzazione dell'impianto e consente al cliente di cominciare a pagare quando inizia effettivamente a ricevere dal gestore dei servizi elettrici i contributi per l'energia prodotta (circa 40-50 centesimi di euro per kW prodotto, a seconda dell'impianto).

Così, attraverso la canalizzazione degli incentivi o la cessione del credito alla banca, il contributo statale che entra nel conto corrente del cliente serve a coprire la rata del prestito. Considerando che la durata dei finanziamenti è in media attorno ai 12-15 anni, una volta rimborsato il debito al cliente restano l'utile dei contributi del Conto energia, erogati per 20 anni, e il risparmio sulla bolletta energetica per tutta la durata dell'impianto (in media 25 anni).

L'offerta spazia dai mutui chirografari o ipotecari ai prestiti personali. La grande maggioranza degli istituti arriva a finanziare il 100% delle spese, mentre il tasso è fisso o variabile. Non sempre è necessario, anche se può essere conveniente, avere un conto corrente nella banca a cui si chiede il prestito. In genere il periodo di preammortamento arriva a sei mesi, in modo che il cliente abbia il tempo per avviare le pratiche con il gestore e realizzare l'impianto.

In merito alle opere di ristrutturazione che godono del bonus al 55%, Intesa Sanpaolo ha lanciato il Prestito ecologico, un finanziamento dai 2.500 ai 75 mila euro della durata conmpresa fra i 2 e i 12 anni a un tasso nominale del 7,95%. Fra gli altri istituti anche Banca Sella e Bnl, rispettivamente con Finanziamento ecologico che copre fino al 100% della spesa con una durata di 15 anni a tasso fisso o variabile e Energia XI, fino a 75 mila euro, durata 10 anni a un tasso del 6,4%.