25/04/2010

Hawking: «Gli alieni? Esistono, ma sarebbe molto meglio evitarli»

Hawking: «Gli alieni? Esistono, ma sarebbe molto meglio evitarli»

La posizione dello scienziato in un documentario. L'astrofisico britannico: «Il contatto con la vita extraterrestre potrebbe essere disastroso»

 

Stephen Hawking
Stephen Hawking

Gli alieni? Certo che esistono, è quasi sicuro. Parola di Stephen Hawking, l'astrofisico britannico famoso per le sue tesi spesso anticonformiste. Lo scienziato però avverte: l'umanità non deve in nessun caso entrare in contatto con loro - ciò potrebbe essere devastante. La star della fisica presenta in un nuovo documentario tv i suoi pensieri sull'universo e le forme di vita extraterrestri.

RAZIONALE
- In un universo con cento miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle, è improbabile che la Terra sia l'unico luogo dove si sia evoluta la vita. È ciò che sostiene Stephen Hawking, 68 anni, matematico e fisico con un quoziente intellettivo di 160, fino all'anno scorso titolare a Cambridge della cattedra lucasiana di Matematica e Fisica, carica ricoperta anche da Isaac Newton. Hawking, che soffre di atrofia muscolare progressiva - costretto a vivere su una sedia a rotelle e a comunicare con un sintetizzatore vocale - è uno dei cosmologi più noti. Ebbene, da ricercatore qual è ha spiegato che «per il mio cervello matematico i numeri da soli fanno pensare che è perfettamente razionale l'esistenza di alieni», riporta il Sunday Times. Le teorie del ricercatore verranno presentate in una serie di documentari che dai prossimi giorni andranno in onda sull'emittente britannica Discovery Channel.

RISORSE DELLA TERRA
- La vita extraterrestre, spiega lo studioso, è concepibile nei modi come la conosciamo - dal microbo al bipede intelligente. Le forme più probabili di vita potrebbero essere microrganismi e animali semplici; in fin dei conti, queste specie avrebbero dominato anche la Terra per milioni di anni. Ciò nonostante, Hawking mette in guardia l'umanità dal possibile incontro con forme di vita intelligente: «Il contatto con la vita aliena potrebbe essere disastroso per la razza umana». Il motivo? Gli alieni potrebbero tentare di sfruttare la nostra Terra per le sue risorse, per poi proseguire. Lo scienziato paragona tale situazione con la quella della scoperta dell'America nel 1492: «Quando Colombo sbarcò in America, le cose non sono più andate così bene per gli indigeni». Hawking ha in mente degli alieni-nomadi che, dopo aver esaurito tutte le risorse del proprio pianeta, vanno a caccia attraverso le galassie di altri pianeti da sfruttare. Oltretutto, immagina l'esperto: «Questi esseri potrebbero sottomettere e colonizzare i pianeti a bordo di navi giganti». E sottolinea: «Basta guardare a noi stessi per vedere come potrebbe svilupparsi la vita intelligente in qualcosa che non vorremmo incontrare».

PRUDENZA
- Già in precedenza l'astrofisico aveva messo in guardia dagli incontri ravvicinati con gli altri inquilini dello spazio. «Se mai vi dovesse capitare di incontrare un alieno, state attenti: potreste essere contagiati da un virus contro il quale non possedete alcun anticorpo», aveva sostenuto Hawking in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo della Nasa.

Elmar Burchia

26/01/2009

DA FANTASCIENZA A REALTA', COSI' TRA 30 ANNI

DA FANTASCIENZA A REALTA', COSI' TRA 30 ANNI

 

                                                                                                                             

ROMA - La scienza corre alla velocità della luce e trasforma in realtà ciò che per anni è stato un sogno fantascientifico: dagli occhiali a raggi X per vedere oltre muri spessi al mantello dell'invisibilità, sono i gadget dei 'supereroi' che, secondo la classifica stilata dal britannico New Scientist, potranno divenire realtà da qui a trent'anni.

VISTA DA SUPEREROI.
Non siamo ancora alla visione a raggi X ma nel 2006 la compagnia britannica Cambridge Consultants ha creato un sistema a raggi ultravioletti in grado di rilevare persone in movimento dietro un muro.

MANTELLO DELL'INVISIBILITA'. Il trucco consiste nel bloccare le onde elettromagnetiche sprigionate dal corpo che si vuole nascondere. Molti prototipi di 'mantelli di Harry Potter' sono stati inventati, ma ancora non si è arrivati al migliore, anche se, un anno fa, scienziati della University of California, Berkeley, hanno creato un 'mantello' che, 'indossato', blocca le onde elettromagnetiche del corpo che lo indossa.

L'APPARECCHIO PORTATILE DI DR BONES McCOY DA STAR TREK. Sarà uno scanner che, visualizzata la lesione, con un flash la curerà. Lo scanner portatile sarà basato sulle onde acustiche, già oggi gli ultrasuoni sono alla base di molti dispositivi medici. Lawrence Crum dell'Università di Washington a Seattle ha inventato un primo prototipo in grado di curare arterie.

I GUANTI DELL'UOMO RAGNO. Per arrampicarsi ovunque. Anche qui é già una gara di invenzioni di materiali 'appiccicosi' che si ispirano alla pelle delle zampe geco.

GADGET CHE FUNZIONANO SENZA BATTERIA. Dai cellulari ai pacemaker, la scienza lavora alla creazione di dispositivi che ottengono l'energia per funzionare dall'ambiente esterno o dal corpo umano.

'ALI' PER VOLARE. Si chiama 'jet pack', o zaino-jet e, grazie ad una propulsione a getto, è un primo prototipo di dispositivo per volare; non ci credete? E' tutto vero, anzi è già stato usato da James Bond nel film Thunderball.

VACANZE STELLARI LOW COST. Ci stanno pensando la Virgin Galactic e la XCOR Aerospace, che stanno sviluppando 'astronavi' a basso costo per traghettare improvvidi turisti sullo spazio.

BRANCHIE ARTIFICIALI. Per nuotare nelle profondità marine senza bombole: a inventarle sta pensando la nipponica Fuji Systems di Tokio.

TRADUTTORE SIMULTANEO. Ispirato alla serie "Guida galattica per gli autostoppisti", capace di tradurre in tempo reale come faceva il pesce di Babele che permetteva di comprendere tutti gli idiomi della Galassia.

TV CHE TRASMETTONO ODORI. La nuova frontiera del cinema e dei videogiochi, schermi che oltre alle immagini trasmettono odori, addirittura per questo gadget il primo prototipo risale agli anni 90. Quando 30 anni fa uscirono i primi telefonini, chi avrebbe creduto che oggi un abitante su due del pianeta ne averbbe posseduto uno? Con la scienza anche questi nuovi sogni diverranno realtà.

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28/12/2008

I misteri di Point Pleasant

I misteri di Point Pleasant

Se qualcuno, la sera di Natale, non aveva meglio da fare che guardare la televisione e in particolare Raidue, si sarà imbattuto in una storia a mio giudizio formidabile e carica di mistero. Bisogna dire grazie a Voyager, trasmissione veramente interessante e ben fatta, per averci introdotto nel ricordo dei fatti clamorosi di Point Pleasant, paesino della West Virginia che da quel giorno divenne famoso per gli avvistamenti del cosiddetto "uomo falena" e per episodi strani e tragici che hanno tenuto banco per tredici anni. La cronistoria è particolarmente complicata, ma sul sito www.marcopirola.com è riassunta in maniera perfetta. Pertanto, ve la ripropongo prendendola direttamente da esso.

Point Pleasant, West Virginia, 15 novembre 1966.
Una coppia di ragazzi, Roger e Linda Scarberry con Steve e May Mallette, fece un giro in maccchina quella sera. Secondo il racconto dell'unica donna che ne volle parlare, passarono nei pressi di una fabbrica di TNT ormai in disuso dalla seconda guerra mondiale. All'interno di quella struttura di cemento, notarono due luci rosse molto intense. Incuriositi si fermarono e scesero dalla vettura. Sempre secondo la loro testimonianza, scrutando più da vicino, compresero che quelle due luci non erano altro che gli occhi rossi di un enorme animale “dalla forma di un uomo, ma più grosso, fra i sei e mezzo e sette di piedi di altezza, con grandi ali ripiegate sulla schiena”. Si trattava di Mothman, l'uomo falena. Terrorizzati fuggirono senza voltarsi verso la macchina e una volta risaliti si diressero a tutta velocità verso il centro della cittadina. Ma la loro storia non finiva li. A detta dei ragazzi, quella strana creatura volante li seguì per diversi metri fino al punto in cui le luci della città lo fecero sparire nel nulla. Impauriti ed increduli i quattro ragazzi raccontarono l'accaduto allo sceriffo Millard
Halstead, che qualche tempo dopo testimoniò:
"Conosco questi ragazzi da quando sono nati. Non si sono mai messi nei guai e quella notte erano davvero spaventati. Li ho presi sul serio."
Una cronista della zona, raccontando i fatti appena accaduti, ribattezzò lo strano volatile come Mothman (uomo falena). Nei mesi successivi questa strana creatura apparve a molti altri abitanti della zona e dei paesi limitrofi, attirando l'attenzione di media e studiosi. In molti cercarono di dare spiegazioni scientifiche e razionali. Alcuni pensarono si trattasse di un barbagianni un po' troppo cresciuto. Altri pensarono che la fantasia e la noia di quel gruppo di ragazzi fosse la principale causa di tutto il clamore. Fatto sta che gli avvistamenti di Mothman si susseguirono senza sosta.Alcuni mesi dopo la cittadina di Point Pleasant fu letteralmente invasa da uomini in nero. Men In Balck. Federali? Agenti della Cia? Testimoni li descrissero come persone incredibili, che non sapevano nemmeno cosa volesse significare il gesto di stringersi la mano. Persone di carnagione molto chiara, serie e ben vestite. Oltre a questo, scienziati e giornalisti dell'epoca venivano tempestati di telefonate anonime, spesso minacciati e spiati. Chiunque si occupasse di Mothman (l'uomo falena) veniva "perseguitato" dai Men In Black. Ma perché tutto questo? Se fu solo una storiella da niente, come mai tutto questo movimento e clamore? La cosa peggiore però fu il susseguirsi di incredibili vicende catastrofiche nella località del West Virginia. Decine di persone morirono negli anni seguenti l'avvistamento di Mothman. Un ponte crollò, due aerei si schiantarono nella zona e un uragano distrusse vite e case. Testimoni giurarono di aver visto l'uomo falena ogni volta che una di queste catastrofi colpiva la città.

Riflessioni e conclusioni

Il primo ragionamento che può essere fatto è anche il più scontato: possibile che sia un fenomeno di allucinazione collettiva? La risposta più sensata, a mio avviso, è un deciso "no, non è possibile". Numerosi autori hanno studiato il fenomeno degli avvistamenti di Mothman, traendone interpretazioni molto diverse. Autori come John Keel e A. B. Colvin considerano gli avvistamenti reali, e cercano di darne spiegazione. Keel, nel suo celebre romanzo-inchiesta The Mothman Prophecies (1976) sviluppa una articolata teoria del complotto che si propone di spiegare Mothman mettendolo in relazione con altri misteri come Ufo, Men in Black, poltergeist, avvistamenti di Bigfoot (esseri enormi, assimilati o equiparati allo Yeti), e infine con il crollo del Silver Bridge. Colvin sostiene che Mothman è una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia. Criptozoologi come Mark A. Hall hanno sostenuto che il Mothman sia in effetti un esemplare di una misteriosa specie animale riconducibile agli uccelli giganti del Pleistocene.Gli scettici (molti dei quali hanno contribuito ai numeri di marzo e aprile 2002 della rivista Skeptical Inquirer) ritengono che i testimoni si siano semplicemente sbagliati, scambiando per una creatura misteriosa un gufo, probabilmente di una specie di grandi dimensioni come il grande gufo cornuto (il più grande presente negli Stati Uniti). Stranamente anche il CSICOP (il "Comitato americano per l'indagine scientifica delle affermazioni sul paranormale") appoggia la strana teoria secondo la quale le persone abbiano scambiato un piccolo gufo per il gigantesco essere. E questo sebbene gli avvistamenti siano stati segnalati da più persone e in momenti diversi e tutti i dettagli, compresi quelli relativi alle enormi dimensioni dell'entità coincidono. Comunque lo si rigiri, questo dossier rimane uno dei più critici tra quelli riconducibili ad avvistamenti e contatti misteriosi e, soprattutto, ancora da risolvere in maniera chiara. Mi permetto di aggiungere un dettaglio secondo me non trascurabile: la vicenda dell'uomo-falena mi ha subito riportato a quella dell'avvistamento di figure alate da parte di un marinaio della corazzata Caio Duilio nel mare di Taranto durante la Seconda Guerra mondiale. Come spesso si verifica in altre tipologie di avvistamento, ventun anni prima, da tutt'altra parte del mondo, s'era dunque registrato qualcosa di simile. E non solo lì: i personaggi con le ali, infatti, sono una delle categorie con le quali nell'ufologia vengono censite entità che si vuole appartengano a realtà extraterrestri.


 

24/11/2008

New York spazzata da uno tsunami 2300 anni fa per la caduta di un asteroide

New York spazzata da uno tsunami 2300 anni fa per la caduta di un asteroide

L'oggetto stellare era di almeno 100 metri di diametro, cadde al largo del New Jersey. Manhattan venne colpita da un'onda che si stima alta 2o metri e che risalì per 50 km lungo il fiume Hudson

 

 

 

New York travolta da un immane tsunami nel film Deep Impact
New York travolta da un immane tsunami nel film Deep Impact
L'incubo di Deep Impact, con New York investita da un'ondata gigantesca provocata da una cometa che cade nell'Atlantico, è realmente avvenuto 2300 anni fa. Il film del 1998 prodotto da Steven Spielberg, dunque, non si è immaginato nulla, perché la realtà, come sempre, è superiore alla fantasia. Certo, nella pellicola si ipotizzava un'onda alta 400 metri che arrivava sino all'interno degli Stati Uniti, ma gli scienziati della Columbia University e dell'Università della California Santa Cruz, hanno trovato prove di uno tsunami che investì New York con un'onda che a Manhattan raggiunse almeno i venti metri provocata da un asteroide di circa 100 metri di diametro che si ipotizza caduto sulla piattaforma continentale al largo del New Jersey. Lo studio è stato riportato da Discovery Channel.

NANO-DIAMANTI - Durante lo studio di alcuni sedimenti lungo il corso del fiume Hudson, che sfocia a New York, Katherine Cagen, dell'Università di Harvard, scoprì alcune microsferule di carbonio. «Ma la cosa più singolare è che osservando più attentamente, tra queste sferule abbiamo rinvenuto anche nano-diamanti», ha spiegato Dallas Abbott, della Columbia, co-autore del lavoro. «I nano-diamanti sono cristalli che possono essere prodotti solo grazie a pressioni altissime, come quelle che si verificano all'impatto di un grande meteorite».

ONDA - I sedimenti trovati sul corso dell'Hudson a 50 km dalla foce, inoltre, non sono tipici di ambienti fluviali, ma possono essere depositati solo da un'onda anomala alta 2,5 metri. Prodotta da un asteroide o da una tempesta di dimensioni colossali. La squadra di ricerca però ha rinvenuto altri elementi che possono far pensare a un impatto meteorico anche sulle coste del New Jersey e a Long Island.

MANCA IL CRATERE - «Ci sono state storicamente forti tempeste che hanno investito New York», ha detto Cagen, «ma nulla che abbia potuto depositare sedimenti simili». E per far arrivare un'onda di 2,5 metri a 50 km lungo il fiume, Manhattan dev'essere stata investita da uno tsunami di almeno 20 metri, paragonabile a quello che il 26 dicembre 2004 provocò circa 300 mila morti nell'oceano Indiano. Anche se le cause sono diverse: al largo dell'isola indonesiana di Sumatra avvenne un terremoto di 9,1 gradi Richter alla profondità di 10 km sotto il fondo del mare, mentre 2.300 anni fa si ipotizza la caduta di un meteorite di circa 100 metri di diametro al largo del New Jersey. Manca ancora la prova provata, cioè il cratere sepolto sotto i sedimenti della piattaforma continentale del Nord America, ma gli scienziati non disperano di trovarlo e provare senza ombra di dubbio il fenomeno che avvenne intorno al 300 avanti Cristo. Per inciso, nel film Deep Impact il presidente degli Usa era un afro-americano, come Obama.

20/10/2008

«Quando l'aereo Alitalia incrociò un Ufo»

«Quando l'aereo Alitalia incrociò un Ufo»

Anche la testimonianza del pilota italiano Zaghetti tra i documenti resi pubblici dal ministero della Difesa inglese, nel '91 il velivolo avrebbe incrociato un «oggetto non identificato» sopra il Kent

 

 

 

 
LONDRA (Gran Bretagna) - Negli ultimi tempi, l’Alitalia ha fatto notizia per le traversie economiche che l’hanno quasi portata alla chiusura, ma oggi la compagnia di bandiera italiana finisce sui giornali di mezzo mondo, fra cui il londinese Daily Mail, per una storia diversa, genere "incontri ravvicinati del terzo tipo" per intenderci. Stando, infatti, ai documenti segreti e resi pubblici oggi per la prima volta dal Ministero della Difesa, alle 19.58 del 21 aprile 1991 l’aereo di linea Alitalia AZ 284 in volo da Milano a Londra e con 57 passeggeri a bordo avrebbe incrociato un «oggetto volante non identificato» poco sopra il Kent, durante la fase di atterraggio all’aeroporto di Heathrow. L’incidente divenne immediatamente materia di indagine da parte dell’aviazione civile britannica e di quella militare.

SIMILE A UN MISSILE - Simile ad un missile lungo 3 metri e di colore marrone e viaggiante alla velocità di circa 120 miglia orarie (oltre 190 chilometri all’ora), lo strano oggetto avrebbe virato improvvisamente e sarebbe passato a poco più di 300 metri dall’aereo italiano, costringendo così il pilota, Achille Zaghetti, ad una manovra improvvisa per evitare la collisione, prima di sparire dai radar altrettanto misteriosamente com’era apparso. Avendo quasi subito scartato la possibilità che si trattasse effettivamente di un missile, come pure di un palloncino meteo o di un razzo spaziale, il Ministero della Difesa fu costretto ad ammettere che poteva trattarsi di un vero e proprio Ufo e il 2 luglio di quello stesso anno l’inchiesta venne archiviata. «Non siamo in grado di confermare l’identità dell’oggetto avvistato dall’equipaggio del volo Alitalia – si legge nel rapporto ufficiale – e in assenza di chiari elementi di prova che possano essere utilizzati per l’identificazione, è nostra intenzione considerare tale avvistamento come quello di qualsiasi altro "oggetto volante non identificato". Pertanto, non ci saranno ulteriori indagini».

LA TESTIMONIANZA DEL PILOTA ITALIANO - Nel documento fino a ieri secretato è anche riportata la testimonianza del pilota italiano. «Ho visto per circa 3 o 4 secondi un oggetto volante molto simile ad un missile e di colore marrone chiaro – raccontò all’epoca Zaghetti – e ho subito urlato "Attenzione! Attenzione" al mio co-pilota, che aveva visto la stessa cosa. Non appena abbiamo incrociato l’oggetto, ho chiesto a quelli della torre di controllo se avessero notato qualcosa sui loro schermi e l’operatore rispose che vedeva un obiettivo sconosciuto a 10 miglia nautiche dietro di noi». In seguito, alle 22.25 di quella stessa notte, la polizia di Brentwood, nell’Essex, compilò un rapporto su un "oggetto volante di colore scuro" apparso in cielo e che si muoveva senza rumore di motore o luci, mentre la tv locale trasmise la storia di un ragazzino quattordicenne che raccontò di aver visto un missile volare a bassa quota prima di sparire attraverso la coltre di nubi.

L'AVVISTAMENTO DEL 1957 - L’inspiegabile incontro dell’aereo Alitalia è, però, solo uno dei tanti che sono stati rivelati oggi e fra gli altri incidenti registrati ci sarebbe anche quello che ha avuto come protagonista un ex pilota dell’Air Force americana, Milton Torres, che ha raccontato di aver tentato di abbattere un’astronave aliena nei cieli sopra l’Inghilterra occidentale il 20 maggio del 1957. Quella notte, l’allora venticinquenne Torres, all’epoca di stanza alla base RAF di Manston, nel Kent, ricevette l’ordine immediato di alzarsi in volo e di intercettare un UFO "con un insolito schema di volo" che i radar di terra stavano seguendo da un po’ di tempo. Stando al racconto dell’ex militare, poi diventato professore di ingegneria civile e che oggi vive a Miami e ha 77 anni, malgrado le nuvole non permettessero di vedere praticamente nulla, l’oggetto apparve chiaramente sul suo radar e, come dimensioni, ricordava un bombardiere B-52. Gli venne immediatamente ordinato di fare fuoco, ma così come era apparso, nel giro di pochi secondi l’Ufo scomparve. Il giorno dopo, un uomo che diceva di essere della National Security Agency (NSA) americana gli intimò il silenzio sull’intera storia, pena la perdita del suo status di pilota. Impegno che Torres mantenne fino al 1988 quando, durante una riunione di veterani dell’Air Force (USAF), chiese agli ex compagni che come lui avevano vissuto analoghi incontri del terzo tipo di farsi avanti e di raccontare le loro verità, perché il mondo aveva il diritto di sapere.

 

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17/10/2008

La Berlitz aliena

La Berlitz aliena

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Mentre grazie all'iniziativa dell'Accademia russa delle Scienze un'onda radio sta inviando verso il pianeta "Gliese 581c" un file che riassume a eventuali civiltà extraterrestri l'uomo e le sue abitudini, oltre alle caratteristiche del posto in cui vive, in Inghilterra ci si sta preparando al contrario: ovvero a comprendere e a tradurre un eventuale "dispaccio" alieno. Riporta infatti il Daily Telegraph che John Elliott, della Leeds University, ha messo a punto un programma computerizzato in grado di identificare, e poi possibilmente tradurre, un messaggio proveniente dallo spazio. Precedenti ricerche avevano già confermato la possibilità di stabilire se si tratta di suoni, immagini o, appunto, frasi. Il software del dottor Elliott confronterebbe il testo con un database nel quale compaiono sessanta differenti linguaggi in uso sulla Terra. Il presupposto di partenza, infatti, è che la struttura del messaggio avrà comunque dei parametri in grado di essere riconosciuti dagli standard umani. In questo modo si potrebbe altresì stablire il grado di intelligenza dell'ipotetico interlocutore.E se fossero più avanti di noi? Lo si appurerebbe facilmente dalla maggior quantità di parole presenti. Prepariamoci dunque alla nascita della Berlitz aliena, iscrivendo per tempo i figli: magari servirà. Oppure, ripescate dalle cineteche "A come Andromeda", splendido sceneggiato prodotto dalla Rai nel 1972 e tratto dall'omonimo romanzo di Fred Hoyle: in quella storia, il messaggio extraterrestre portava alla costruzione di un superelaboratore capace di dare vita a infine una bellissima ragazza (il che non guasta). Chi l'ha detto che gli alieni devono essere per forza piccoli, grigi e con la testa grande, oppure dei lucertoloni spaventosi, verdi e rugosi?

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14/10/2008

«Oggi sbarcano gli alieni»: la profezia fa il giro del web

«Oggi sbarcano gli alieni»: la profezia fa il giro del web

Secondo la «medium» Goodchild, gli extraterrestri si presenteranno «senza intenzioni bellicose», discussioni e parodie sulla previsione

 

 

La «medium»Blossom Goodchild
La «medium»Blossom Goodchild
 
 
MILANO - Il conto alla rovescia è partito diverso tempo fa. Adesso ci siamo - finalmente: il 14 ottobre 2008 gli alieni appartenenti alla «Federazione della Luce» raggiungeranno la Terra. Perlomeno di quest'idea sono la medium «Blossom Goodchild» e i suoi seguaci sul web. Pare che sia giunto il momento di conoscere la «verità» sull'esistenza di vita extraterrestre nell'Universo. Fenomeno internettiano o ennesima previsione fasulla, sono molti i blog e le community che discutono animosamente sul web.

«FEDERAZIONE DELLA LUCE» - «14 october 2008 aliens»: digitando queste semplici parole su un qualsiasi motore di ricerca compaiono milioni di pagine. Dapprima la buona notizia: gli alieni si presenteranno quest'oggi, martedì, sul nostro pianeta, senza nessuna intenzione bellicosa. «Veniamo per aiutare il vostro pianeta»; «Non veniamo per conquistarlo»; «Non veniamo per distruggere»; «Veniamo per portarvi speranza». Questo - si tiene conto delle virgolette - avrebbero detto gli stessi alieni della «Federazione della Luce» tramite «Blossom Goodchild». L'australiana, emigrata dalla Gran Bretagna, una sorta di sensitiva che fino ad oggi ha operato perlopiù come «chaneller», ovvero come persona in contatto con le altre dimensioni, ha ricevuto il messaggio nell'agosto scorso. Da allora è diventata una sorta di addetta stampa ufficiosa degli affettuosi ET. Esseri viventi di natura extraterrestre le avrebbero indicato la data del 14 ottobre 2008 come momento di congiunzione tra la razza umana e quella aliena. A detta della sensitiva, una grossa astronave apparirà nei cieli dell'emisfero sud del pianeta per 72 ore, portando il messaggio di pace. Ovviamente si tratta delle solite sciocchezze, a detta dei più. «Questa è invece la prova finale», sostengono alcuni ufologi e simpatizzanti della materia.

AVVISTAMENTI - Due sono tuttavia gli aspetti insoliti della profezia: fino all'ultimo Goodchild si dice sicura che l'evento extrasensoriale ed extraterrestre ci sarà. Inoltre, la notizia ha avuto talmente tanta eco sul web che dal 6 ottobre scorso la cara australiana è raggiungibile solo per «vie telepatiche», qualunque cosa ciò voglia dire. Troppe le mail, le telefonate e le domande. Come se non bastasse nelle ultime settimane si sono improvvisamente moltiplicati gli avvistamenti (presunti) di navi spaziali e oggetti non identificati nei cieli di mezzo mondo. Che, naturalmente non hanno tardato a circolare nella vasta rete del web. C'è chi il 4 ottobre scorso ha visto degli UFO triangolari nei cieli di Filadelfia: puntini bianchi ripresi da una videocamera amatoriale sopra le teste del pubblico che assisteva al concerto di Bruce Springsteen per il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama. E, a quanto pare sembra, anche il punto d'atterraggio della navicella spaziale sia già stato fissato: nella tranquilla e piovosa regione del Galles a nord dell'Inghilterra. Dal 17 settembre scorso si sono infatti concentrate le attività «sospette» attorno alla cittadina di Wrexham. Ma gli stessi alieni avrebbero comunicato a Goodchild che l'atterraggio avverrà nell'«emisfero australe».

SCETTICI - Ma sono molti gli ufologi che non credono alla profezia: Stephen Yulish, per esempio, si dice sicuro che il 14 ottobre nessun UFO atterrerà sul nostro pianeta. Sulla pagina «Ufo Digest», l'ufologo dà sfogo a tutto il suo scetticismo. «Sì, gli UFO esistono, ma sono cattivi», è la sua teoria. Altri critici, al contrario, argomentano in maniera più realistica e scientifica. E sono migliaia i contributi, le domande e i forum italiani che partecipano all'inconsueta ma accattivante discussione.

MESSAGGIO - «Veniamo a comunicarvi che il giorno 14 ottobre 2008 un'astronave di grandi dimensioni sarà visibile nei vostri cieli, nella porzione sud del vostro emisfero e sarà compresa nel campo visivo di molti dei vostri stati. È stato deciso che resteremo all'interno della vostra atmosfera per un periodo di almeno tre giorni e durante questo periodo di tempo ci sarà molta agitazione sul vostro pianeta, i vostri governanti e le alte sfere di potere del vostro pianeta cercheranno di invadere lo spazio atmosferico che circonda la nostra astronave, le misure di sicurezza che abbiamo adottato a questo scopo sono necessarie dal momento che avrà probabilmente luogo una specie di commedia ad opera dei vostri stessi governanti volta a negare la nostra azione pacifica», recita il fantomatico messaggio ricevuto da «Blossom Goodchild».

PARODIE - Molti utenti di YouTube, non poteva essere altrimenti, l'hanno presa con ironia pubblicando in anticipo il video (magistralmente elaborato al computer) dell'arrivo della grossa navicella a Shanghai in Cina, quasi fosse reale. Altri vanno sostenendo che persino le Nazioni Unite si sarebbero riunite nei giorni scorsi in una seduta straordinaria (e segreta) per discutere della vicenda. C'è anche chi corre ai ripari: il noto allibratore inglese Rupert Adams del gruppo di «William Hill» ha cessato di accettare scommesse sulla venuta degli alieni in seguito ad una improvvisa valanga di puntate. Nella rete l'attesa si fa febbrile. Comunque vada gli scettici hanno già preparato una divertente parodia musicale e animata dell'evento.

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07/10/2008

Dubai: un grattacielo alto mille metri

Dubai: un grattacielo alto mille metri


Il Nakheel Harbour & Tower supererebbe il Burj Dubai, attualmente in fase di costruzione. Presentato il progetto negli Emirati arabi

 

DUBAI - Si innalzerà per oltre mille metri il nuovo grattacielo negli Emirati Arabi - e supererà così un altro edificio in città. L'emirato del Dubai vuole toccare il cielo: le autorità della capitale hanno annunciato il progetto per la costruzione dell'edificio più alto al mondo. Lo skyline della città sarà presto sovrastato dalla mole di una torre alta un chilometro. Il nuovo grattacielo Nakheel Harbour & Tower supererebbe così in altezza il Burj Dubai - attualmente in fase di costruzione. «Sento un nodo alla gola ogni volta», ha detto il capo della società edile di Stato Nakheel, Chris O'Donnell, alla presentazione dei piani. Il complesso (che coprirà un'area di 270 ettari) nascerà tra le due isole a forma di palma (Palm Jumeirah) sulla costa dell'emirato, il primo di una serie di arcipelaghi artificiali super-lusso costruiti dalla stessa Nakheel.

DESIGN ISLAMICO - Il grattacielo dei record dovrebbe essere composto da quattro torri singole, ciascuna collegata in diverse parti tra loro. Nakheel non ha però voluto rivelare l'atezza esatta che l'edifcio raggiungerà una volta ultimato, come neppure i costi. La gigantesca torre, una vera e propria città tra le nuvole con 200 piani, sarà il centro del nuovo quartiere di Dubai, nel quale sorgeranno un porto interno (il primo al mondo) e altri 40 grattacieli di non meno di 90 piani. I primi lavori alle fondamenta sono già cominciati, ha dichiarato O'Donnell. Nakheel Harbour and Tower avrà 19 mila unità residenziali per almeno 55 mila persone. È stimato che saranno 30 mila i lavoratori che si occuperanno della costruzione. Il complesso disporrà inoltre di 250 mila metri quadrati d'hotel (3.500 stanze) e uno spazio di 950 mila metri quadrati per negozi. E poi ponti, giardini, laghetti artificiali e parcheggi per 10 mila auto. Il design sarà d'ispirazione islamica, ha spiegato O'Donnell: un mix tra i giardini di Alhambra di Granada in Spagna, il porto d'Alessandria in Egitto, la passeggiata di Tangeri in Marocco e i ponti di Isfahan in Iran.

DUE VOLTE IL TRAMONTO - Nella torre ci saranno 150 ascensori. E come se non bastasse, hanno comunicato i progettisti, il visitatore potrà assistere - nella sua corsa dal piano terra fino in cima - due volte al tramonto in una sola serata. Dopo aver assistito al tramonto del sole a terra, si sale velocissimi con l'ascensore sino cima per vederlo sparire di nuovo oltre l'orizzonte.

I PIÙ ALTI - In ogni caso, superati i mille metri, sovrasterebbe altre torri - in fase progettazione - come il Burj Dubai di quasi 200 metri (sarà alto 807 metri); il Chigaco Spire (609 metri); il China 117 Tower di Tianjin (570 metri); le Abraj Albait Towers alla Mecca (595 metri) e il Freedom Tower che sarà costruito a New York (541 metri). Per avere un'idea il Nakheel Harbour and Tower di Dubai sarà alto otto volte il Pirellone di Milano, o quattro volte l'Empire State Building di New York. Il tempo previsto per la realizzazione dell'opera è di circa dieci anni.

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«Un asteroide ci sta cadendo addosso»

«Un asteroide ci sta cadendo addosso»

L'impatto è previsto poco prima dell'alba di martedì: «nessun pericolo». “8TA9D69” questo è il nome scientifico dato all'asteroide ha un diametro di 4 metri. Colpirà l'atmosfera sopra il Sudan e si disintegrerà in piccoli frammenti

 

(Epa)
 
Martedì, nelle primissime ore del mattino tra le 4 e le 5, il piccolo asteroide “8TA9D69” del diametro di circa quattro metri colpirà la Terra. «Data la sua dimensione non rappresenta un pericolo» precisa Andrea Milani dell’Università di Pisa, grande specialista nell’osservazione dei piccoli corpi che circolano nel sistema solare e, in particolare, che si avvicinano al nostro pianeta. «Questa è la prima volta che riusciamo a identificare un oggetto cosmico che sta cadendoci addosso», aggiunge lo scienziato che fa parte della rete di osservazione internazionale.

COLPIRA' L'ATMOSFERA SOPRA IL SUDAN - Il minuscolo asteroide colpirà l’atmosfera sopra il Sudan e l’impatto lo sbriciolerà in tanti pezzi generando una scia di fuoco e un sicuro spettacolo. «Alla superficie dovrebbero giungere soltanto piccoli frammenti di alcuni centimetri» precisa Milani. Tuttavia quando esploderà per l’impatto libererà – secondo i calcoli - un’energia di circa un chiloton, una minibomba atomica. Il minuscolo corpo celeste era stato avvistato nelle prime ore di lunedì dagli osservatori in Arizona e in Australia. Durante tutta la giornata è stato seguito e solo in serata si è potuto determinare che stava precipitando sul nostro pianeta. La comunicazione poi è passata al centro di coordinamento di Harvard (Usa) che l’ha poi diffusa agli altri centri di osservazione sparsi nei continenti. Tra gli scienziati italiani inseguitori c’è Andrea Boattini. Corpi di tali dimensioni cadono con la frequenza di qualche anno, stimano gli studiosi. Il Dipartimento di Stato americano ha avvisato dell’evento incombente il governo dell’Arabia Saudita precisando che non esiste alcun rischio. Importante è in questa circostanza l’essere riusciti a identificare il debolissimo oggetto in arrivo, a determinarne le caratteristiche e a diffondere l’informazione con rapidità. Ricordiamo che proprio cento anni fa, nel 1908, un asteroide circa dieci volte più grande, cadde a Tunguska, in Siberia, distruggendo una vasta area. E i segni sono rintracciabili ancora oggi.

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24/09/2008

L'oro è piovuto dal cielo

L'oro è piovuto dal cielo

Nuova teoria presentata da uno scienziato tedesco. I metalli preziosi sarebbero stati portati fra 4 e 3 miliardi di anni fa da «isole del tesoro cosmiche»

 

I metalli preziosi sarebbero arrivati sulla terra trasportati da asteroidi 3-4 milioni di anni fa (da www.dailygalaxy.com)
I metalli preziosi sarebbero arrivati sulla terra trasportati da asteroidi 3-4 milioni di anni fa
Oro, platino, palladio, iridio e altri metalli preziosi e rari sul nostro pianeta sono un dono del cielo. Proprio così, ci sono arrivati dentro a quelle che possono essere considerate delle «isole del tesoro cosmiche», veri e propri scrigni vaganti nello spazio extraterrestre: gli asteroidi e i meteoriti metallici, un tempo molto più abbondanti di oggi, al punto che la loro caduta sulla Terra era pressoché continua. L’originale ipotesi è stata avanzata dall’astrofisico tedesco Gerhard Schmidt, dell’università di Mainz, e discussa al congresso europeo di Scienze Planetarie di Muenster, nella regione tedesca di Reno-Westfalia (22-26 settembre 2008).

CAMPIONAMENTI - Lo scienziato riferisce di essere arrivato a queste conclusioni dopo 12 anni di ricerche sperimentali, nel corso delle quali ha studiato centinaia di siti in cui sono caduti e sono stati recuperati meteoriti grandi e piccoli, effettuando analisi quantitative delle tracce dei metalli preziosi presenti. Nello stesso tempo, il metodico professor Schmidt ha effettuato analoghe analisi su campioni di rocce provenienti dal mantello terrestre (lo strato immediatamente sotto la crosta del nostro pianeta), sui frammenti di rocce lunari portate dagli astronauti delle missioni Apollo negli anni ’70, e su meteoriti di origine marziana. A conclusione di molteplici confronti, Schmidt si è convinto che l’oro e gli altri metalli preziosi, chiamati anche «siderofili» per la loro affinità a combinarsi col ferro, non appartengono alla storia evolutiva della Terra, nel senso che non si sono formati a partire dalle polveri di quella parte di «nebulosa primordiale» da cui si è aggregato il nostro pianeta circa 5 miliardi di anni fa. Invece, afferma Schmidt, i metalli siderofili hanno una «origine cosmochimica», nel senso che si sono formati in quel più vasto crogiolo naturale degli elementi che esiste in una molteplicità di ambienti dello spazio cosmico, concentrandosi poi negli asteroidi di natura metallica e nei loro più piccoli derivati chiamati meteoriti.


CENTINAIA DI ASTEROIDI - Lo scienziato tedesco ha potuto calcolare che per rifornire la Terra delle quantità di metalli preziosi che oggi vi si riscontrano, furono sufficienti circa 160 asteroidi metallici del diametro di 20 km ciascuno. Secondo lo scenario elaborato da Schmidt, dopo la formazione della Terra, quando il nostro pianeta prese la consistenza di un corpo sferico dotato di grande massa, la sua forza gravitazionale cominciò ad attrarre gli asteroidi e gli altri corpi minori che le passavano vicini e che erano molto più abbondanti rispetto a oggi –fra questi asteroidi e meteoriti di natura metallica- e così poté arricchirsi di oro e di tutti gli altri metalli preziosi, che poi migrarono nella crosta terrestre attraverso vari processi di concentrazione. Secondo alcune stime oggi nella parte più esterna del nostro pianeta esistono ancora 50 mila tonnellate di oro.

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