13/05/2011
Barcone approda a Lampedusa Altri 4 in arrivo con circa 1.000 persone
Barcone approda a Lampedusa Altri 4 in arrivo con circa 1.000 personeA bordo dell'imbarcazione 166 profughi partiti dalla Libia, tra i quali nove donne e quattro bambini
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07/03/2011
Mille migranti sbarcati a Lampedusa
Mille migranti sbarcati a LampedusaTorna l'emergenza umanitaria nell'isola. L'isola raggiunto da dieci barconi. Lo sbarco più consistente dopo mezzanotte: 187 su un solo natante
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14/02/2011
Immigrati, scontro tra Ue e Maroni «Rifiutato nostro aiuto». «Falso»
Immigrati, scontro tra Ue e Maroni «Rifiutato nostro aiuto». «Falso»Le autorità tunisine sono pronte a cooperare con altri paesi. Tunisi respinge le ingerenze «negli affari interni». Il ministro Frattini replica: «pattuglie italiane sulle coste»
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14/09/2009
L'Onu contro i respingimenti: «Violano il diritto internazionale»
L'Onu contro i respingimenti: «Violano il diritto internazionale»
Citato il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra Libia, Malta e Italia. L'Alto Commissario Pillay: «In molti casi le autorità respingono i migranti come stessero respingendo rifiuti»
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| Migranti a bordo di un gommone al largo di Lampedusa (Ansa) |
GINEVRA - «In molti casi, le autorità respingono i migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi»: è netta la presa di posizione dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay sui respingimenti. Nel testo del suo discorso inaugurale alla 12esima sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani, che sarà pronunciato martedì e anticipato a Ginevra, Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto e menzione in generale la situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi, nell'Oceano indiano ed in altri tratti di mare. Quindi l'Alto Commissario denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale».
«BASTA CRIMINALIZZARE I CLANDESTINI» - «La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare. Oggi - aggiunge - partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d'aiuto, in violazione del diritto internazionale».
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03/09/2009
Guida alla sanatoria delle colf e badanti
Guida alla sanatoria delle colf e badanti
C'è tempo fino al 30 settembre per mettere in regola colf e badanti che finora hanno lavorato in nero. Ma l'iter è decisamente più lungo e dipende dal numero di domande che verranno presentate.
Scarica i moduli necessari.
Quali badanti e colf possono essere messi in regola
Sono "regolarizzabili" i lavoratori italiani, comunitari o extracomunitari che svolgono irregolarmente mansioni di collaboratori familiari in qualità di colf, prestatori di assistenza a persone affette da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza, cuochi, giardinieri, custodi, baby sitter…
Per i lavoratori italiani e comunitari non esistono vincoli particolari oltre a quelli, validi per chiunque, relativi al periodo di impiego antecedente la domanda di emersione. Per i lavoratori extracomunitari regolarmente in Italia, la regolarizzazione è ammessa solo se sono in possesso di un titolo di soggiorno che consente di svolgere un lavoro subordinato. I titoli di soggiorno validi sono:
- lavoro subordinato (non stagionale);
- lavoro autonomo;
- ricongiungimento familiare;
- ingresso al seguito del lavoratore;
- motivi umanitari;
- integrazione del minore;
- studio;
- permesso CE per soggiornanti di lungo periodo.
I lavoratori extracomunitari presenti irregolarmente in Italia possono comunque essere regolarizzati se sono in possesso del passaporto o di un altro documento valido per l'espatrio e il loro datore di lavoro deve aver presentato la domanda di nulla osta con i flussi non stagionali 2007/2008, che sarà archiviata dal ministero dell'Interno.
Datori di lavoro
Possono accedere alla procedura di regolarizzazione i datori di lavoro domestico che almeno dal 1° aprile scorso occupano, in modo irregolare, ma senza interruzione, personale per lavori in famiglia. Possono presentare la domanda di regolarizzazione anche i componenti familiari non conviventi con i soggetti che necessitano di assistenza, per esempio un figlio per i genitori.
Per poter assumere una colf bisogna aver avuto, nel 2008, un reddito imponibile (quello che risulta al rigo 9 del 730-3) oltre una certa soglia: 20.000 euro nel caso di un single, 25.000 euro se il nucleo familiare è composto da più soggetti. Non esistono invece vincoli di reddito se l'assunzione riguarda prestatori di assistenza o badanti. Ma in tal caso occorre presentare la documentazione che attesti la limitazione dell'autosufficienza del soggetto per il quale si richiede l'assistenza al momento dell'inizio del rapporto di lavoro irregolare: documentazione rilasciata dalla Asl o dal medico di base, nel caso di invalidi civili basta la certificazione della commissione medica rilasciata in qualsiasi momento.
In ogni caso, un nucleo familiare può richiedere la regolarizzazione al massimo di tre soggetti, cioè una colf e due prestatori di assistenza: per questi ultimi la documentazione medica deve indicarne la necessità, altrimenti si può regolarizzarne uno solo.
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15/08/2008
INGEGNERE MUORE IN CARCERE NEGLI USA
INGEGNERE MUORE IN CARCERE NEGLI USA
Ingegniere informatico sposato con un'americana arrestato per una Green Card. Muore in carcere
La vicenda è ancora più eclatante per il fatto che Ng, immigrato 17 anni fa da Hong Kong, non era un criminale. Era un ingegnere informatico con ufficio nell'Empire State Building, moglie e due figli americani, la casa a Queens.
Un anno fa, recatosi con la moglie al colloquio per il rilascio della green card, era stato sbattuto dentro per un "peccato veniale": arrivato negli Usa con un visto turistico, si era fermato oltre la scadenza chiedendo poi asilo politico. Aveva ottenuto solo un permesso di lavoro, l'asilo gli era stato negato, ma nessuno si era preso la briga di cercarlo e intimargli la deportazione. È stato dunque solo nel luglio 2007 quando l'ignaro Ng si è presentato alle autorità per quella che doveva essere una formalità di routine che il suo passato di "clandestino" è venuto a galla facendo scattare la macchina inesorabile del servizio immigrazione.
In prigione Ng si era ammalato: nell'aprile scorso i primi, lancinanti, dolori alla schiena. E le prime, inutili, richieste di aiuto alle autorità.
In quel periodo l'ingegnere si trovava in una piccolo carcere di St Albans, nel Vermont, privo di infermeria. Ng riuscì ad ottenere il trasferimento nel carcere di Wyatt nel Rhode Island, dotato di uno staff medico, ma solo in luglio.
Nel frattempo, senza che venisse mai fatta una diagnosi, le sue condizioni erano peggiorate. I dolori non gli permettevano neanche di stare in piedi. "Smettila di fingere", gli dicevano i secondini, che lo obbligavano tre volte al giorno a scendere e a salire dal letto, quello posto più in alto, per rispondere all'appello. Ng poteva contare solo sull'aiuto degli altri detenuti e dei familiari, che, con l'aiuto di un gruppo di legali richiedevano ripetutamente al direttore del carcere cure adeguate in ospedale.
Il 31 luglio un giudice ha accettato la richiesta dell'avvocato Theodore Cox, ma per il giovane era troppo tardi: il 2 agosto, giunto finalmente nell'ospedale di Providence, Ng ha appreso di un cancro terminale e la spina dorsale fratturata. Solo tre giorni dopo il direttore del carcere di Wyatt ha permesso ai figli, alla moglie e ai familiari di rivederlo. Era il 5 agosto, il giorno in cui Ng è morto.
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10/06/2008
"IO,ROM, VI DICO:CHIUDETE I CAMPI ROM"
"IO,ROM, VI DICO:CHIUDETE I CAMPI ROM"
Potrebbe fare altro, Alexian Santino Spinelli, 43 anni. Avrebbe, per esempio, potuto continuare a rubare. Invece ha smesso questa attività a sette anni. E, con l’aiuto di una maestra di Lodi e di cinque sorelle, è diventato l'unico Rom d’Europa con due lauree e una cattedra universitaria. Insegna lingua e cultura romanì (l'accento è importante perché lui l'accento lo mette su molte questioni) alla facoltà di Lettere e Filosofia di Trieste. Ma è anche poeta e, ancor più, musicista. Andate a visitare il suo sito web e vi renderete conto che lui è una sorta di fiume nella piena dell’entusiasmo. Anche quando, raggiunto al telefono mentre sta per dare il la, davanti a quindicimila persone, ad un concerto nel Salento, deve dire cose che, certe orecchie, tappate dal cerume della demagogia, non vorrebbero mai sentire.
Per esempio, Alexian?
«Comincio dalla più urgente: chiudere i campi nomadi. Che sono solo pattumiere a cielo aperto. Soluzioni degradanti che non aiutano nessuno, tantomeno i nomadi. Che certo non le vogliono e nemmeno ci stanno volentieri. Considerate che chi vive oggi nei campi nomadi aveva una casa in Romania e nella ex Jugoslavia. Gente che era venuta in Italia per star meglio, per trovare un lavoro. Non per star peggio e venire ghettizzata».
Così, magari, questa gente ghettizzata ruba, o si cimenta in imprese delinquenziali varie...
«Chi ruba o commette un delitto è fuorilegge e coma tale non va protetto ma punito. Ma, intendiamoci, il delinquente ha sempre un nome e un cognome. Non si deve colpire un’etnia si deve punire la persona che sbaglia. Che può essere di qualsiasi nazionalità, colore e fede. Come diceva Gesù Cristo? Nella nostra diversità siamo tutti uguali. Solo che quando sbaglia un Rom, per colpa di una campagna di disinformazione e di strumentalizzazione si tende a colpire un'etnia. Non un tizio ben preciso con nome e cognome».
Scusi, professore, ma dove sta, la strumentalizzazione?
«Sta, purtroppo per i Rom, dalla parte che tutti credono sia la parte giusta, la parte dei buonisti. La parte di chi dice di voler aiutare i Rom. Cioè le associazioni di volontariato che si fanno dare dei bei soldini per fare dell’assistenzialismo. Un impegno che giova solo a loro per autoreferenziarsi. Associazioni e organizzazioni varie che hanno interesse a continuare a dipingere i Rom per quello che non sono. E che, soprattutto, si arrogano, tramite questo non richiesto assistenzialismo di calcolo, il diritto di essere loro e non i Rom, gli interlocutori privilegiati con le istituzioni, quando si parla dei problemi che ci riguardano. Ecco io dico basta a queste speculazioni. Facciamo una consulta di Rom e Sinti e siano loro a parlare dei loro problemi».
Torniamo al via, chiusi i campi nomadi che cosa facciamo?
«Cerchiamo di aiutare chi se lo merita ad integrarsi. A trovare un lavoro. A godere degli stessi diritti degli altri italiani. Che vuol dire iscriverli alle liste per l’assegnazione delle case popolari, e farli accedere all'assistenza sanitaria. Ci sono calciatori e personaggi dello spettacolo in Italia che sono Rom. Nessuno si sognerebbe mai di cacciarli proprio perché sono diventati famosi. E tutti gli altri illustri sconosciuti, ma per bene?».
Resta il fatto che anche lei oggi sarà in corteo al Colosseo contro le aggressioni ai Rom...
«Mi creda, con il mio lavoro con i miei impegni all'Università non ho certo bisogno di andare in un corteo a mettermi sotto i riflettori. Lo faccio, e mi auguro che sia per l'ultima volta, perché come mi hanno indignato e addolorato le molotov della polizia tirate contro donne e bambini Rom, mi indigna anche la mistificazione che si fa del problema. Andrò in piazza per fare chiarezza per informare la gente. Ma soprattutto per mediare. Perché mai come in questo momento c'è bisogno di abbassare i toni e stemperare animi e clima. E tutti, anche noi Rom, dobbiamo fare la nostra parte».
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