13/04/2012

Sicurezza a rischio, Apple rimuove un malware

Sicurezza a rischio, Apple rimuove un malware

IL CASO. Critiche dei blogger: intervento in ritardo, infettati 600mila Mac

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14/01/2012

La memoria per pc più piccola della storia

La memoria per pc più piccola della storia

Computer. E' formata da 12 atomi di ferro distribuiti su due file

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10/11/2011

Anche dopo la sua morte Jobs sorride

Anche dopo la sua morte Jobs sorride

Il genio di Apple aveva ancora ragione: Flash non avrà vita lunga. Adobe molla Flash e lassù lui sorride

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04/06/2011

Ecco il nuovo Windows "8"

Ecco il nuovo Windows "8"

Più touch e meno mouse per quelle che saranno le tecnologie future.

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17/09/2010

Violato il codice che protegge i contenuti hd: ora i film si potranno copiare

Violato il codice che protegge i contenuti hd: ora i film si potranno copiare

Lo ha confermato una fonte della INTEL. Decodificato l'HDCP, il software che gestisce la trasmissione di dati sul cavo HDMI

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19/10/2009

Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata

Windows 7 già "uscito" in Cina A 3 dollari in versione pirata

 

Mercoledì la presentazione a smau, giovedì l'uscita. Cresce l’attesa per il nuovo sistema operativo Microsoft, ma le bancarelle cinesi già piene di copie "tarocche"

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Mentre si avvicina la data fatidica del lancio mondiale di Windows 7, – giovedì 22 ottobre, con la conferenza di presentazione il giorno prima a Smau – cresce la curiosità tra gli utenti in attesa. Sono in molti, infatti, a volersi sbarazzare di Vista – il precedente software di sistema di casa Redmond non era stato esattamente un successo –, o a voler rimpiazzare finalmente il vecchio Xp.

GIA I BOOTLEGS – A quanto pare però i cinesi non ce l’hanno fatta ad aspettare. Come segnalato da News.com.au, sulle bancarelle di Shanghai già spiccano in bella vista le copie piratate di Windows 7. A una settimana dal lancio ufficiale i cinesi possono già comprarne un Cd (non autorizzato, un bootleg) per la modica cifra di 3,14 dollari. Uno “sconto” notevole se si calcola che in Europa Seven sarà venduto a 120 euro nella sua versione per il grande pubblico. Anche per la Repubblica popolare – dove pure, si sa, la violazione del copyright imperversa – si tratta insomma di un bel record. Secondo la società di ricerche Idc, era piratato l’80 per cento del software venduto in Cina l’anno scorso. Microsoft ne è consapevole, e per ovviare al problema ha spesso tagliato i prezzi dei suoi prodotti su quel mercato; dello stesso Windows 7 esiste una versione ridotta, low-cost intorno ai 64 dollari. Ma certo contro 3 dollari non c’è competizione.

PIRATERIA IN DIMINUZIONE – Tuttavia gli esperti sono ottimisti: in Cina la pirateria diminuisce anno dopo anno, grazie soprattutto alla riduzione dei prezzi da parte dei produttori, al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e alle campagne educative. Gli analisti di Gartner stimano che nel Paese i tassi di pirateria scenderanno al 50 per cento entro il 2012. Intanto i cinesi possono godersi quanto meno un’anteprima di Windows 7 con una visita al mercatino sotto casa. Per tutti gli altri ci vuole ancora qualche giorno.

Carola Frediani

30/09/2009

Il nuovo Cd di Emily Howell: la compositrice «virtuale»

Il nuovo Cd di Emily Howell: la compositrice «virtuale»

 

MUSICA DIGITALE. La musica dagli algoritmi, in un esperimento di intelligenza artificiale durato 30 anni

 

MILANO – Dopo anni di lavoro intenso, il primo disco di Emily Howell sta per essere pubblicato. Non si tratta di un’artista emergente in carne e ossa, ma di un software in grado di comporre musiche originali messo a punto presso l'Università della California.

IL PROGETTO – La paternità di Emily è del professor David Cope, che da circa un trentennio è impegnato nello studio di un algoritmo che consenta di creare musica di qualità tramite l’intelligenza artificiale. Ciò che Cope ha realizzato non è un programma qualsiasi per l’elaborazione dei suoni: Emily è infatti in grado di produrre composizioni originali partendo dall’analisi delle melodie contenute in un database di musica creato dallo scienziato. Si tratta quindi di brani nuovi ispirati a musica già esistente, che però è stata a sua volta prodotta dalla prima versione del programma, nome in codice EMI.

DA EMI A EMILY – I risultati ottenuti da Cope con EMI (che si ispirava invece a un archivio di opere dei grandi della musica classica) hanno da subito suscitato grande interesse nel mondo scientifico. Tra musicisti e compositori, invece, il software ha più che altro generato scetticismo, se non addirittura ostilità da parte degli agenti dei (pochi) interpreti che invece avevano dimostrato interesse per le melodie di EMI dicendosi addirittura disposti a eseguirle in concerto. Per i professionisti del settore – ha spiegato il professore – «la creazione della musica è una capacità innata negli esseri umani» e una macchina non può essere all’altezza. Tuttavia, nonostante l’iniziale delusione, Cope non si è arreso e dalle ceneri di EMI (nonché dal database di melodie da lei create) è nata Emily Howell, caratterizzata da uno stile tutto suo, che nulla ha da invidiare ai grandi musicisti. E mentre l’etichetta discografica Centaur Records si appresta a produrre il primo Cd del talentuoso compositore virtuale, Cope fa sapere di non aver ancora finito e di essere già al lavoro su un nuovo progetto. Perché per lui la musica è una scienza matematica e la composizione non è solo una questione di ispirazione, ma anche di programmazione.

Alessandra Carboni

Fonte: Corriere della Sera

28/09/2009

La grande caccia ai ladri informatici

La grande caccia ai ladri informatici

 

Viaggio nel «Soc» di Reading, cuore europeo della tutela delle banche e dei privati. Quattro milioni di software criminali Erano 430 mila solo tre anni fa

 

READING (Gran Bretagna) — Le fotografie le ricordano tutti: i dipendenti della Lehman Brothers costretti a uscire all’alba dalla sede newyorkese con gli scatoloni portati a brac­cio. Pochi minuti per racimolare in fretta le proprie cose. Il simbolo della crisi. Ma perché non dargli più tempo? «Scene come quelle ne ho viste tante in quest’ultimo anno anche qui nella City — racconta Luigi Brusamolino, vice presidente per l’Europa e il Nord Africa di Sy­mantec —. Sono decine di migliaia i licenziati da società finanziarie in tutta Europa. E quel­lo che abbiamo osservato è una crescita del furto dei segreti industriali: a priori non si tratta di ladri. Ma sono persone arrabbiate e in difficoltà che prima di andare via con la prospettiva di una vita senza stipendio si co­piano del materiale digitale. In questo mo­mento se pensiamo alla crisi finanziaria che ha investito il mondo la conseguenza più di­retta per quanto concerne la sicurezza è que­sta: l’incremento degli attacchi interni alle aziende, non quella esterna dei virus».

IL NEMICO USB - Il nemico numero uno delle industrie costa una manciata di euro e si chiama chiavetta Usb. Ne basta una da un paio di Giga per fare danni e per contenere una potenziale «buonu­scita » illegale. Brusamolino parla dal centro operativo anti-frode della Symantec. Disper­so nella brughiera inglese, a due ore di traffi­co verso ovest da Londra, il Soc è la super cen­trale di servizi contro il cybercrime a cui si ap­poggiano le imprese europee ma anche istitu­zioni governative. «Dovete pensare a noi co­me ai bravi ragazzi di Internet» sintetizza Pe­ter Rey indicando i giovani analisti al di là di un vetro protettivo. Ci sono altri tre centri co­sì nel mondo: a Washington, a Chennay, in In­dia, e a Sydney, per coprire tutti i fusi orari e ottenere il «24X7», copertura completa anche la domenica. Uno si immagina altro: niente scenari ipertecnologici, schermate avveniristi­che o bunker. Si tratta di un call center di altis­simo livello racchiuso in 80 metri quadrati. La sicurezza informatica è un settore a bassa in­tensità di capitale umano e ad alta intensità di server. Ma sono servizi che si pagano cari, ri­servatezza inclusa. Anche se qualcosa trapela sempre: le principali banche europee, anche quelle italiane, hanno affidato al Soc i control­li di sicurezza contro gli attacchi informatici all’ online banking . E tra i clienti italiani ci so­no anche CartaSì, Piaggio Aero e lo Iulm.

SICUREZZA DIGITALE - Per capire bene qual è il loro ruolo in que­sto mondo parallelo fatto di byte e percorso ormai anche dalla mafia basti sapere che l’ex Ceo storico di Symantec e ora chairman, John Thompson, era il nome di peso nella short list di Obama per fare il capo della sicurezza digi­tale della Casa Bianca. Alla fine, come raccon­tano qui nei corridoi, è stato scelto un altro «per concedere qualcosa ai repubblicani». O, anche, che nel bunker digitale del G8 de L’Aquila (costruito sotto una delle nuove abi­tazioni consegnate ai cittadini) insieme alla Polizia Postale e ai supertecnici della Finmec­canica c’erano anche loro. Lì fuori, o, meglio, dentro i server, i data center e le reti ad alta velocità, si muove ormai con una certa dime­stichezza la criminalità organizzata. «Il 90% delle operazioni di molte società avviene su Internet. Il business è lì. La mafia lo ha capito ed è sbarcata sul web», conferma Brusamoli­no.

NIENTE HACKER BUONI - Sono ormai lontani i tempi degli hacker «buoni». Se vi viene subito in mente il film tormentone degli anni Ottanta, «War Ga­mes », scordatevelo. Qui è tutta una questione di denaro. Pare che i più bravi in circolazione siano i rumeni. Anche i servizi di intelligence americani avrebbero tentato di reclutarli sen­za successo: si guadagna meglio dalla parte dei cattivi ragazzi. Quanto? Scoprirlo è scon­fortante: sul mercato nero del web il numero della vostra carta di credito costa solo 4 cente­simi. Per il dossier completo sull’identità digi­tale di una persona si sale a 40 euro. Ma il flus­so dei dati è un fiume in piena. Incontrollabi­le. E con la legge dei grandi numeri si fanno i soldi. «Un Kingpin , letteralmente il Re del co­dice Pin, come viene chiamato in gergo l’orga­nizzatore della truffa, può guadagnare oltre 220 mila euro l’anno», racconta Kevin Hogan, a capo di una squadra Symantec a Dublino che tenta di smontarne le strategie. È possibi­le che il numero della vostra carta di credito sia già in una lista venduta e passata ai «catti­vi » anche se non siete stati truffati. È per que­sto che sono a buon mercato: averli è una co­sa, monetizzarli senza farsi beccare un’altra. È qui che entra in gioco la criminalità organizza­ta: «Si tratta di strutture molto più solide di quanto ci si possa immaginare — spiega Ho­gan —, i Kingpin hanno degli affiliati a cui danno anche la copertura fiscale. Spesso si tratta di società registrate 'regolarmente'. L’hacker che produce il software è solo uno stipendiato alla fine della catena. C’è un mer­cato nero per tutte le applicazioni».

CATENE DI SANT ANTONIO - Qualche esempio. Un pacchetto di indirizzi email da usare per far partire una classica catena di San­t’Antonio? Sei dollari. Un servizio di spam? No­ve dollari (costa così poco invaderci la posta con la spazzatura... non è un caso che secon­do le stime 9 mail su 10 inviate nella blogosfe­ra siano spam). Per capire quando l’affare dei virus è entrato nel giro del grande business basta osservare la crescita esponenziale dei malware, i software «cattivi» che si imposses­sano dei nostri pc per risucchiarne informa­zioni: 428.239 nel 2006, 1.136.981 nel 2007, 2.828.304 nel 2008 fino ad arrivare alla vera esplosione stimata per il 2009: 4.068.969. Sem­brano i numeri della diffusione dell’influenza A. La crisi finanziaria può aver accelerato di un po’ la crescita del cybercrime, ma il trend è precedente. Con il senno di poi il geniale ma preistorico virus «ILoveYou» (del 2000) sem­bra appartenere a un’epoca romantica. Ora la tecnica che va per la maggiore è quella che nel gergo degli esperti dell’intelligence digita­le viene definita «Swiss army knife», il coltelli­no multiuso svizzero. In cosa consiste? L’im­magine è abbastanza eloquente: tentano lo scasso digitale con più strumenti allo stesso tempo. Mentre siete distratti dallo spamming e tentate di difendervi dal phishing (cioè il tentativo di farvi abboccare all’amo di una qualche falsa comunicazione ufficiale della vo­stra banca per avere i vostri dati sensibili) vi si apre una finta finestra del vostro antivirus per allertarvi: virus in arrivo. Voi esasperati cliccate su nega l’accesso. E un malware vi en­tra nel laptop. Uscendo dalla visita del Soc, al­l’idea di accendere il computer per accedere al web, tremano le mani.

Massimo Sideri

Fonte: Corriere della Sera

25/08/2009

La star più pericolosa della rete? E' Jessica Biel

La star più pericolosa della rete? E' Jessica Biel

 

Al suo nome associata la maggior quantità di virus camuffati. L'anno scorso il più a rischio era Brad Pitt

 

Se si cercano online materiali sull'attrice c'è una probabilità su cinque di finire su un sito 'pericoloso' per il proprio pc. Il rischio è alto anche con Beyoncé, Miley Cyrus, Ashley Tisdale e Lindsay Lohan. Barack e Michelle Obama, al contrario, rappresentano una 'ricerca' sicura. Lo afferma il report 'McAfee' che ha 'studiato' le star più affascinanti di Hollywood e gli idoli musicali più famosi per individuare le celebrità più pericolose sul web.

Jessica Biel ha rimpiazzato Brad Pitt come celebrità più pericolosa da ricercare nel cyberspazio, in base al fornitore di sicurezza Internet McAfee, Inc. (NYSE: MFE). Per il terzo anno consecutivo, McAfee ha effettuato una ricerca tra le star più affascinanti di Hollywood e gli idoli musicali più famosi per individuare le celebrità più pericolose sul Web. L’ultimo report di McAfee ha rivelato che le ricerche correlate a Barack o Michelle Obama rappresentano una minaccia inferiore rispetto ad altri.

RICERCHE PERICOLOSE - I fan che effettuano ricerche online utilizzando i termini “Jessica Biel” o “Jessica Biel downloads,” “Jessica Biel wallpaper,” “Jessica Biel screen savers,” “Jessica Biel photos” e “Jessica Biel videos” hanno una possibilità su cinque di finire su un sito Web risultato positive alle minacce online, quali spyware, adware, spam, phishing, virus e altro malware. La ricerca di notizie recenti e materiale da scaricare su personaggi famosi può danneggiare il personal computer. Ogni giorno, I criminali informatici utilizzano nomi e immagini di celebrità, come Kim Kardashian e Rihanna, per adescare gli internauti alla ricerca degli ultimo pettegolezzi e notizie, screensaver o suonerie per cellulari offrendo loro download gratuiti carichi di malware.



BEYONCE' SECONDA - Il prodigio della musica Pop Beyoncé ha mantenuto la seconda posizione per il secondo anno consecutivo, stabilendo il record McAfee quale celebrità più ricercata in generale nella top five.

E LE STELLINE DI HOLLYWOOD... Le giovani stelline di Hollywood (e argomenti popolari sui giornali scandalistici) Miley Cyrus, Ashley Tisdale e Lindsay Lohan hanno avuto la meglio su Heidi Montag e Jessica Alba che erano presenti nell’elenco dello scorso anno. Hanno anche conquistato  posizioni migliori rispetto ad alter giovani personaggi tra cui la star del film “Twilight” Robert Pattinson (#30) e Kristen Stewart (#20), i Jonas Brothers (#23), Taylor Swift (#16), Lauren Conrad (#25), Vanessa Hudgens (#17) e Zac Efron (#21).

Obama Michelle
Barack e Michelle Obama

 

ANCHE LE COPPIE PERICOLOSE - Le star di Hollywood Megan Fox e Angelina Jolie hanno in comune più delle loro apparizioni e del successo delle loro carriere: sono entrambe all'ottavo posto nell'elenco delle celebrità più pericolose sul Web.  I neosposi Tom Brady e Gisele Bundchen si sono classificati al quarto e sesto posto, rispettivamente, a dimostrazione del fatto che gli hacker colpiscono i più famosi e chiacchierati.

GLI OBAMA I PIU' SICURI - Sorprendentemente, il presidente degli Stati Uniti e la First Lady non appaiono tra i personaggi pubblici più pericolosi da pericolosi da ricercare online; Barack e Michelle Obama si sono classificati, rispettivamente al 34° e 39° posto.

McAfee ha redatto la sua classifica annuale utilizzando la tecnologia McAfee® SiteAdvisor® per i nomi delle celebrità che producono il numero più elevato di siti pericolosi e la percentuale di rischio complessiva quando vengono ricercati sul Web. Le principali 15 celebrità includono:

1 Jessica Biel – I costanti pettegolezzi sul suo aspetto fisico e sulla sua relazione con Justin Timberlake rendono Jessica Biel un obiettivo facile per spammer e hacker. Quando abbiamo effettuato una ricerca utilizzando la frase “Jessica Biel screensavers”, quasi la metà dei siti contenevano download pericolosi con spyware, adware e possibili virus.

2 Beyoncé – Beyonce ha dominato l’elenco delle nomination agli MTV Video Music Award e i risultati McAfee quale celebrità più gettonata.  L’inserimento della chiave di ricerca “Beyoncé ringtones” in un motore di ricerca ha prodotto il link di un sito Web pericoloso legato a un distributore di adware e spyware.

3 Jennifer Aniston – Bisognerebbe effettuare ricerche sulla prima donna preferita di Hollywood con molta cautela. Oltre il 40% dei risultati delle ricerche su Google per “Jennifer Aniston screensavers” contenevano virus pericolosi, tra cui uno denominato “FunLove virus.”

4 Tom Brady – Il giocatore dei New England Patriot sembra attrarre molti fan che desiderano scaricare gratuitamente immgini dell’atleta in azione, ma di sicuro non il Trojan allegato, come rilevato dalla tecnologia McAfee SiteAdvisor.      

5 Jessica Simpson – Effettuare ricerche su Jessica Simpson è pericoloso proprio perché è famosa. La ricerca di “Jessica Simpson videos” può fuorviare internauti ignari indirizzandoli su siti con download potenzialmente pericolosi.

6 Gisele Bundchen – La supermodella più pagata del mondo è un obiettivo popolare per i criminali informatici. Una ricerca con i parametri “Gisele Bundchen photos” può indirizzare gli utenti su siti con bollino rosso che hanno violato le protezione del browser nei test McAfee.

7 Miley Cyrus – I criminali informatici utilizzano siti Web legati all’immagine di Miley Cyrus per collegarsi ad altri siti dannosi che contengono spyware.

8 Megan Fox, Angelina Jolie – Sia la star più paparazzata Megan Fox che l’icona americana Angelina Jolie si sono aggiudicate la stessa quantità di siti Web con download pericolosi, dimostrando che i criminali informatici cercano di sfruttare al massimo i volti più famosi al mondo.

9 Ashley Tisdale – La star di “High School Musical” è un termine di ricerca diffusa quando si parla di screensaver. Una  serie di siti Web di screensaver contenevano vari download carichi di malware.

10 Brad Pitt – Al top della classifica lo scorso anno, Brad Pitt è sceso verso il fondo quest’anno, in siti Web, pochi meno ma altrettanto pericolosi, classificati con colore giallo e rosso.

11 Reese Witherspoon – Ricercando “Reese Witherspoon” e “Reese Witherspoon photos” sono stati identificati siti Web pericolosi che promuovevano file gtuiti con malware nascosto.

12 Britney Spears – La tecnologia McAfee SiteAdvisor ha individuato un unico sito che pubblicizzava sfondi gratuiti di Britney Spears che includevano oltre 50 download potenzialmente infetti.

13 Rihanna – Le suonerie gratuite di Rihanna sono tra le più ricercate, ma alcuni  loschi vendor che ingannano gli abbonati raccogliendo e vendendo le loro informazioni personali.

14 Lindsay Lohan – McAfee SiteAdvisor ha contrassegnato i siti dedicati a screensaver di Lindsay perché offrono oltre 50 screensaver gratuiti infettati con Trojan, virus e spyware.

15 Kim Kardashian – La più famosa star dei reality degli ultimi mesi  è ora  interessante anche per i criminali informatici. Una ricerca per sfondi e screensaver di Kim Kardashian ha generato vari download infettati di malware.

“Anche i criminali informatici osservano le star;  si attaccano ai personaggi più famosi per spingere a scaricare software malevolo camuffato,” ha affermato Jeff Green, senior vice president McAfee Product Development & Avert Labs. “L'ossessione della gente per le notizie e i pettegolezzi sulle celebrità in teoria è innocua, ma un unico download malevolo più danneggiare significativamente un computer.”

01/05/2009

7 per tredici

7 per tredici

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Windows 7, erede del vituperato Vista, sarà disponibile il 5 maggio nella sua "Release Candidate" (RC), ultimo step prima dell'edizione definitiva che andrà in vendita. La novità però stavolta è ghiotta: sarà possibile utilizzare questa RC per ben 13 (tredici) mesi "gratis". La data in cui cesserà di funzionare è stata infatti fissata da Redmond nel giugno 2010. Tredici mesi sono decisamente un bel periodo di tempo in campo informatico, dove le cose cambiano rapidamente.

Anche se c'è da precisare che l'installazione è consigliata solo a chi prevede frequenti formattazioni del sistema o su un secondo/terzo pc: fra 13 mesi la RC scadrà e non sarà possibile aggiornarla né fare un upgrade alla versione commerciale. L'opzione di un'installazione in un ambiente "virtuale" quindi resta sempre decisamente valida.