12/11/2011

Basta farci comandare dai Sarkò del momento. Complessi (fuori luogo) di superiorità

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I leader mondiali stanno tempestando di telefonate Napolitano. Ma dovrebbero smettere di tirarlo per la giacchetta

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21/01/2011

Povera Italia. Che fine ha fatto la politica democratica

Povera Italia. Che fine ha fatto la politica democratica

La noia di una politica affaristica e personale che cambia il modo di vivere della civiltà moderna

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19/11/2008

Di Pietro attacca il Cavaliere Il premier chiama in tv: lo querelo

Di Pietro attacca il Cavaliere Il premier chiama in tv: lo querelo

L'ex pm: lui corruttore politico. La replica: mi denunci o è calunnia. Lite in diretta con Epifani sull'incontro «segreto» con Cisl e Uil

 

 

ROMA — «Berlusconi? È un grande corruttore politico». Antonio Di Pietro attacca con violenza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accusandolo di avere tentato di portare dalla sua parte, del centrodestra s'intende, dapprima lo stesso ex pm ai tempi del primo governo del Cavaliere, e poi il candidato delle opposizioni alla presidenza della commissione di Vigilanza della Rai, Leoluca Orlando, e da ultimo il presidente Riccardo Villari («È come Giuda si sarebbe venduto per trenta denari», secondo il leader dell'Idv) votato dalla maggioranza assieme a due esponenti del centrosinistra.

Ma di fronte a questa ricostruzione dei fatti il capo del governo insorge e chiama in diretta al telefono la trasmissione di Giovanni Floris, Ballarò, su Raitre. Una replica altrettanto dura: «Di Pietro ha detto che avrei tentato di corrompere in questi anni lui, Leoluca Orlando e Villari: ebbene Villari non lo conosco, non l'ho mai incontrato, a Orlando non ho mai proposto un appuntamento. Effettivamente a Di Pietro pensai nel '94 di proporre un ministero, ma allora non ero a conoscenza del fatto che da pm aveva messo in galera degli innocenti, persone poi neppure rinviate a giudizio. Avendolo conosciuto, ho rinunciato seduta stante a fargli la proposta. Di Pietro se dice queste cose deve andare dai magistrati a denunciarmi. Io lo denuncerò per calunnia».

Berlusconi parla anche dell'incontro avuto la scorsa settimana con i leader sindacali di Cisl, Raffaele Bonanni, e di Uil, Luigi Angeletti, nella sua residenza privata di palazzo Grazioli, incontro stigmatizzato dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani presente nello studio di Ballarò. «Nessun incontro, nessuna cena. — chiarisce —. L'incontro c'è stato, ma è avvenuto non a casa mia ma nella sede di Forza Italia, è stato un incontro rapido al quale io sono stato invitato e del quale non sapevo nulla fino a mezz'ora prima». Epifani, però, contesta questa ricostruzione e sostiene che «non si fa così, serve trasparenza e lei avrebbe dovuto sentire la mancanza di un grande sindacato come la Cgil». «Trovo del tutto fuori luogo questa osservazione — obietta Berlusconi —. La vita politica è fatta di molteplici incontri con i singoli e con le parti. L'incontro di cui parliamo era di questo tipo, ne ho avuti diversi altri».

Berlusconi insiste sul punto tanto che aggiunge: «Gli incontri ufficiali avvengono nella sala verde, e a questi la Cgil è stata sempre invitata». Ma, obietta il capo del governo citando la vertenza Alitalia, «per sette volte invitato, Epifani non si è presentato per fare fallire la trattativa su mandato della sinistra». «Il presidente del Consiglio così conferma l'incontro, ne prendo atto — incalza Epifani — quindi qualcuno ha detto una bugia». A «Ballarò» Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani a colloquio con Silvio Berlusconi durante la puntata di «Ballarò» ieri sera L'incarico Riccardo Villari è stato eletto presidente della commissione di Vigilanza Rai

Per guardare il video clicca qui 

 

19/04/2008

LA POLITICA INTELLIGENTE

LA POLITICA INTELLIGENTE

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 Continuano a stupirci i nostri politici che cercano di usare la rete senza però un vero feeling. Da una recente indagine è con cui si è svolta questa campagna elettorale e il modo con cui si è usata la rete dai maggiori partiti italiani si è capito subito che l'amore fra internet e i politici non è che sia tanto idilliaca tanto che tra i politici più popolari c'è Beppe Grillo che politico non lo è affato ma sa usare bene internet per farsi conoscere e per fare politica. Per quanto riguarda i siti personali dei partiti si direbbe che sembrano delle vetrine senza che si abbia la possibilità di interagire con gli elettori dato che dovrebbero essere gli stessi politici a dare la loro disponibilità visto che sono nostri rappresentanti. Basta vedere il sito di BARAK OBAMA prossimo presidente degli Stati Uniti per rendersi conto quanto ci vogliono bene i nostri rappresentati politici. 

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