15/10/2010

Nessuna offerta pay di Sky sul digitale terrestre

Nessuna offerta pay di Sky sul digitale terrestre

Lo conferma Ugo La Talpa: "Ma come, ho appena deciso di uscire dal buco e mi ci vogliono far tornare?"

Continua...

21/01/2009

Rai e Mediaset: alleanza sul satellite

Rai e Mediaset: alleanza sul satellite

 

 

Strategie Non c'è solo la caccia ai volti noti: Viale Mazzini potrebbe togliere a Murdoch i propri canali. Nuova piattaforma (gratuita) alternativa a quella di Sky. E nuovo decoder

 

MILANO — Tempi di strategie televisive. Mentre Sky cerca di portare Fiorello sul satellite, Rai e Mediaset non stanno a guardare e lanciano una nuova piattaforma satellitare alternativa. E gratuita. A giugno parte Tivù Sat che di fatto porterà anche sul satellite tutta l'offerta televisiva digitale terrestre free (ossia quella non a pagamento). Rai e Mediaset (entrambe al 48%) e Telecom Italia Media (al 4%), l'editore di La7, hanno creato una società, Tivù srl, che opererà con due marchi, Tivù e Tivù Sat. Il primo ha il compito di promuovere il digitale terrestre. L'altro di replicare l'offerta digitale in chiaro via satellite.

Tra i motivi che spingono Rai e Mediaset a questa scelta, il fatto che il digitale terrestre (che sarà il sistema di trasmissione televisiva in tutta Italia a partire dal 2012) non garantisce una copertura sul 100% del territorio nazionale. Problema che scompare grazie al satellite, che riesce a penetrare anche nelle zone non digitalizzate. Ma non solo. Tivù si propone, in prospettiva, anche come alternativa a Sky. Ieri alla conferenza sulla tv digitale terrestre il presidente della società Luca Balestrieri (che è anche responsabile per il digitale della Rai) ha spiegato: «La competizione del futuro è tra piattaforme e la tv gratuita ha bisogno di un proprio spazio per competere anche sul satellite». C'è un dato interessante. Oltre il 40 per cento degli abbonati Sky usano il satellite per vedere la tv generalista. Ora alla Rai, ma evidentemente anche a Mediaset, il fatto che Sky abbia gratuitamente i sei canali della tv generalista (da Raiuno a Retequattro, per intendersi) non va giù. Nel caso non arrivasse un riconoscimento economico sui tre canali da parte della pay di Murdoch, la Rai potrebbe anche decidere di scendere dal satellite di Sky per trasmettere solo dal proprio Tivù Sat. Scenari futuri. Quel che è certo è che il decoder della nuova piattaforma sarà diverso da quello di Sky. Ufficialmente non è una lotta alla pay tv. Giancarlo Leone, vicedirettore generale Rai, spiega che per Viale Mazzini ci sono due priorità: «La centralità del digitale terrestre e la diffusione satellitare di un'offerta generalista, semitematica, non a pagamento.

La Rai crede in una politica di canali free», tanto che ora ne arriveranno di nuovi (Rai Storia e Rai 5). Alberto Sigismondi, dirigente Mediaset, che è amministratore delegato di Tivù srl, spiega la strategia della nuova piattaforma: «Sentiamo la necessità di garantire accesso universale a tutti gli utenti italiani. Per ragioni orografiche in molte zone d'Italia il digitale terrestre non ha una copertura completa». Non dica che è solo per questo, ci sarà anche una ragione economica? Sigismondi insiste: «Il costo del raggiungimento capillare del digitale terrestre sarebbe iperbolico. Noi, come Rai e Telecom, pensiamo che esiste una ragione sensata di non lasciare scoperte queste famiglie». Per ora l'offerta satellitare sarà gratuita. Arriverà anche quella pay? «Non è nei piani. L'obiettivo è valorizzare l'offerta free. Non è una piattaforma anti-Sky». Del resto, come ha detto Balestrieri, «la tv a pagamento è importante, ma non potrà mai essere per tutti». Da Sky nessun commento ufficiale, per ora stanno a guardare. Spiegano che non hanno nessun dettaglio sul progetto della nuova piattaforma e valuteranno le cose quando il quadro sarà più chiaro. La partita è appena iniziata.

 

 

 

20/01/2009

Fiorello volto nuovo di Sky?

Fiorello volto nuovo di Sky?

 

La notizia riportata da Dagospia. La trattativa con lo showman sarebbe alle battute finali, sky: «Con Fiorello c’è un rapporto aperto, non è detto che diventerà il nuovo volto»

 

Fiorello
Fiorello
ROMA - Assente dalla tv con un programma di prime time da diversi anni, Fiorello potrebbe tornare sul piccolo schermo in esclusiva su Sky. Un colpaccio per la tv di Rupert Murdoch che deve fronteggiare la novitá del raddoppio dell'Iva sugli abbonamenti.

IL VOLTO - Secondo quanto riporta Dagospia, la risposta di mercato alle novitá legislative sarebbe Fiorello, il quale non si limiterebbe a proporre uno show su Sky ma ne diventerebbe 'il' volto. Secondo il sito di D'Agostino la trattativa con lo showman sarebbe alle battute finali e alla conclusione mancherebbero «7 giorni». Certo, ai telespettatori più attenti non sono sfuggiti gli spot in onda da qualche tempo su Sky che mostrano immagini di Fiorello accompagnate dall'annuncio sibillino: «Prossimamente a Roma». Ma molti avevano pensato alla ripresa televisiva di un suo show teatrale. Ora, alla luce delle nuove indiscrezioni, la lettura del messaggio potrebbe cambiare.

LA SMENTITA - L’ufficio stampa di Sky Italia «casca dalla nuvole» a proposito di un imminente passaggio di Fiorello all’emittente di Rupert Murdoch. «Con Fiorello c’è un rapporto aperto, non è detto che diventerà il nuovo volto. Ma finora non c’è nessun prodotto che riguarda la presenza dello showman». Così la piattaforma di Murdoch risponde alle indiscrezioni pubblicate da Dagospia. «La sua ultima apparizione sulla nostra televisione risale agli Sky Tv Awards dove salì sul palco durante la consegna del premio a "Viva Radio2 Stasera in tv" come miglior programma dell’anno. Durante la sua performance dichiarò di essere un appassionato di Sky, ma non è il nuovo volto. Non per ora», chiude l’ufficio stampa raggiunto telefonicamente da Apcom.

 

 

 

 

 

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06/01/2009

Tv, prima sera senza spot in Francia Subito 3 milioni di spettatori in più

Tv, prima sera senza spot in Francia Subito 3 milioni di spettatori in più

Sindacati preoccupati: Tv ostaggio del finanziamento pubblico. Tutti davanti al teleschermo per l'esordio del nuovo sistema voluto da Sarkozy

 

 

PARIGI- I francesi hanno risposto alla grande: tre milioni di spettatori in più davanti ai teleschermi per l'esordio della tv (pubblica) senza spot pubblicitari. Alle 20 di lunedì, infatti, è scoccato lo storico stop alla pubblicità che ha riportato i francesi alla situazione di 40 anni fa. In molti lo hanno vissuto come un evento storico. E così non hanno rinunciato all'evento: secondo l'Istituto Mediametrix, sono state 3,1 milioni le persone in più ad aver scelto di accendere la tv lunedì sera, con un picco massimo di audience registrato durante il meteo alle 20.26.

FAVOREVOLI - Insomma, le serate dei francesi cambiano. In un recente sondaggio, del resto, si erano detti in grande maggioranza favorevoli alla soppressione della pubblicità. Ma, come succede spesso, ogni riforma comporta tempi di adattamento. Alcuni rimpiangono già i buoni vecchi 15 minuti di pubblicità che precedevano il film: «ne approfittavamo per spegnere la tv e parlare un po' in famiglia». Ora per parlare non c'è più tempo: il prime time comincia alle 20.35 e non più alle 20.50. Altri hanno dovuto adattare l'ora di cena per non perdere l'inizio dei programmi: «Abbiamo anticipato la cena con l'idea di mettere a letto i bimbi entro le 20.30, un quarto d'ora prima del solito, ma alla fine abbiamo perso l'inizio del tg». Sì, perché ora il tg di France 2, principale rete pubblica, comincia prima, di due minuti (alle 19.58), e finisce alle 20.30 spaccate. Nella lotta per l'audience, a uscire vincitrice ieri sera è stata comunque la tv privata Tf1, la più seguita in Francia, che temeva migrazioni verso la concorrenza ed invece ha riunito davanti a un telefilm (iniziato a sua volta due minuti prima) 7,8 milioni di telespettatori. Erano 5,8 milioni a seguire il programma di reportage di France 2 e 3,3 il quiz di France 3. Ma l'appuntamento che i francesi non hanno saltato è stato quello con la loro fiction più amata, «Plus belle la vie», in onda su France 3: i suoi fedelissimi 6 milioni di spettatori quotidiani hanno fatto zapping al momento giusto, cioè dieci minuti prima del solito, alle 20.10 precise, rinunciando però a seguire il tg delle 20 su France 2.

SINDACATI CONTRO - Secondo i sindacati, però, la svolta rischia di aumentare la presa sui media del presidente, Nicolas Sarkozy: ora che i proventi pubblicitari svaniscono, dipenderanno infatti dal governo i finanziamenti necessari a investimenti e spese delle reti pubbliche. Così i sindacati e i socialisti all'opposizione sostengono che la riforma, annunciata da Sarkozy un anno fa, indebolirà le finanze dei quattro canali televisivi statali, portando a una riduzione dei posti di lavoro e rafforzando le reti private favorevoli al presidente. Mentre i dipendenti delle tv pubbliche hanno messo in atto scioperi e diverse forme di agitazione. In questa fase sperimentale, comunque, le tv pubbliche non trasmetteranno pubblicità solo tra le 20 e le 6 del mattino, ma il bando totale è previsto nel 2011.

 

03/12/2008

Sky rilancia, nuovo spot contro la tassa

Sky rilancia, nuovo spot contro la tassa

Ue: «Italia doveva allineare l'Iva. Se al 10% o al 20% è scelta del governo». Nel filmato si elencano i prodotti che godono dell'Iva agevolata: dai libri alle uova di struzzo

 

 

                                                   

Un frame del nuovo spot
Un frame del nuovo spot

 

ROMA - Da stamattina un nuovo promo informativo ha preso il posto di quello mandato in onda negli ultimi giorni sui canali Sky. Il video, in due versioni, della durata di 30 e di 15 secondi, si apre con una serie di scritte che vanno a sovrapporsi e che mostrano una lista di prodotti che godono dell'Iva agevolata al 10%. Tra gli altri, francobolli, marionette, uova di struzzo, prodotti petroliferi, manifestazioni sportive, libri, tabacchi grezzi.

LA RICOSTRUZIONE - Il video ricostruisce anche brevemente la vicenda dell'Iva agevolata applicata alla pay tv, confutando indirettamente la tesi di esponenti del governo che sia stata introdotta dalla sinistra per favorire Sky, e si chiude con l'invito: «Se credete che la decisione di raddoppiare l'Iva sul vostro abbonamento Sky sia sbagliata scrivete una mail a portavoce@tesoro.it». Un appello al «bombing» che sembra avere avuto successo, come era stato la volta precedente: in due ore sono arrivate al Tesoro circa 500 mail e il flusso è in continua crescita.

MONITO DALLA UE - Dalla Ue arriva una precisazione sul caso: «Se le autorità italiane avessero insistito nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento - ha fatto sapere Maria Assimakopoulou, portavoce del Commissario Ue alla Fiscalità Laszlo Kovacs - la commissione Ue avrebbe dovuto aprire una procedura di infrazione. Ma nel momento in cui le autorità italiane informano di avervi riposto rimedio con decisioni adeguate, il caso è chiuso». La portavoce ha ricordato che Bruxelles, in seguito a un reclamo ricevuto nell'aprile 2007, ha inviato una lettera all'Italia per porre in rilievo il tasso diverso di Iva, in alcuni casi al 10%, in altri al 20%. «Nella direttiva Ue sull'Iva c'è un allegato che dice che si può applicare un'aliquota ridotta per le tv satellitari, ma devono essere applicate le stesse aliquote per gli stessi tipi di servizi. L'aliquota andava perciò resa uguale per tutti. Quindi il governo italiano doveva decidere se tutti al 10% o tutti al 20%: è il Paese che decide». Roma aveva dunque riconosciuto, ha proseguito, che «tale differenziazione dell'aliquota non era in linea con le norme Ue e si era impegnata ad allinearlo». Il governo Berlusconi l'ha allineata al rialzo ma poteva, come evidenzia l'Ue, prendere la decisione opposta e allinearla al ribasso. La portavoce a chi chiedeva chi avesse presentato il reclamo all'Ue in seguito al quale è stato aperto il dossier, non ha voluto rispondere: «Non possiamo dire chi ha presentato il ricorso». Fonti Ue concordanti riferiscono che l'esposto è stato presentato da Mediaset.

«IMPOSSIBILE ABBASSARE IVA AL 10%» - Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni, dopo la precisazione Ue ha affermato: «Abbassare l'Iva al 10% sia per le pay tv sia per le pay per view farebbe mancare circa 220 milioni di euro. In questo periodo di crisi siamo alla ricerca di risorse, andiamo a verificare se ci sono piccole o grandi sacche di privilegio. E l'aliquota di Sky era una piccola sacca di privilegio».

REPLICA BERLUSCONI - Sulla questione è tornato anche il premier Silvio Berlusconi, spiegando che il provvedimento del ministro delle Finanze ha risposto solamente a «una precisa disposizione dell'Unione Europea. Il modo in cui la sinistra e i giornali mi attaccano rappresenta bene il comportamento di questi signori nei confronti miei e del governo. Non conoscevo assolutamente il provvedimento Ue e invece attaccano me. Non c'è nessun conflitto di interessi. Invece ho visto che mi si attacca con titoli del tipo 'Berlusconi contro Sky'».

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02/12/2008

Caso Sky, Berlusconi: «Tolto privilegio il Pd difende i ricchi»

Caso Sky, Berlusconi: «Tolto privilegio il Pd difende i ricchi»

«Se la sinistra insiste affinchè l'Iva ritorni al 10%, io non ho nulla in contrario, ma ne parlerò con Tremonti». Bossi: «Se andiamo a comprare una cravatta o qualsiasi altra cosa, paghiamo l'Iva al 20%»

 

 

 

(Ansa)
 
ROMA - «Se la sinistra insiste perché si cambi la norma, la prendo in parola. Sono assolutamente d'accordo, purché si rispettino le norme europee». In conferenza stampa a Tirana, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, risponde così a chi gli chiede se il governo sia disposto a modificare la norma inserita del decreto anti-crisi che innalza al 20% l'Iva per le tv a pagamento. Il Cavaliere ribadisce le sue condizioni su questo tema: «Se la sinistra dovesse insistere affinché l'Iva sulle televisioni ritorni al 10%», come prevede l'Unione europea, «io personalmente non ho nulla in contrario. Bisogna sentire poi il ministro Tremonti. La mia - dice il premier - è un'apertura totale alle richieste dell'opposizione».

«LA SINISTRA DIFENDE I RICCHI» - La sinistra «difende i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi», ma quando Tremonti spiegherà le ragioni che hanno portato il governo a decidere la norma sull'Iva per Sky «perderà completamente la faccia di fronte agli italiani e si vergonerà fino alla fine» spiega però successivamente Berlusconi. «Considero la reazione della sinistra una cosa vergognosa - dice il premier - e visto che qualcuno, anche personaggi della nostra maggioranza, chiede che si torni alla situazione iniziale allora sono d'accordo». Il presidente del Consiglio rivendica il fatto che il governo con la norma su Sky «non ha aumentato le tasse, ma tolto un privilegio. C'è un'Iva del 20% per tutti, Sky aveva il 10%. Se la sinistra chiede, difendendo i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi, allora da parte mia sono d'accordo». Tuttavia, aggiunge Berlusconi, quando il ministro dell'Economia spiegherà le ragioni di quell'aumento «secondo me la sinistra perderà completamente la faccia di fronte agli italiani: Tremonti infatti - continua Berlusconi - è andato a vedere dove ci fossero sprechi e privilegi e ha fatto questa cosa. Quando gli ho domandato perchè l'avesse fatta, lui mi ha dato una certa risposta che adesso darà a voi, lasciamola dare a lui». «Però, visto come la sinistra ha reagito - attacca ancora il premier - io aspetto di vedere cosa farà quando Tremonti avrà chiarito le cause del suo agire e ancora una volta, secondo me la sinistra perderà completamente la faccia di fronte agli italiani. Si vergogneranno fino alla fine, vedrete...».

BOSSI- La strada di una possibile mediazione rimane però irta di difficoltà. Infatti nella maggioranza anche la Lega Nord non sembra pronta a battersi allo stremo per una modifica del provvedimento. Come spiega il ministro per le Riforme e leader della Lega Umberto Bossi: «Se andiamo a comprare una cravatta o qualsiasi altra cosa, paghiamo l'Iva al 20%. Tutti pagano quell'Iva lì: è difficile però mantenere quel vantaggio fiscale. Comunque - ha aggiunto scherzando - la Lega Nord una tv a pagamento non ce l'ha». Bossi ha poi liquidato con un'alzata di spalle la voce che gli gira un cronista su una possibile opa ostile di Murdoch sul gruppo Mediaset. «Non esiste. Ieri sera sono stato a cena ad Arcore - ha risposto Bossi - e Berlusconi me lo avrebbe detto». Tuttavia all'interno della maggioranza e nel governo si starebbe valutando l'ipotesi di scaglionare in tre anni l'aumento dell'aliquota Iva. Secondo questa ipotesi, la conversione in legge del decreto anti-crisi dovrebbe prevedere il passaggio dell'Iva dal 10% al 13% nel 2009, quindi al 17% nel 2010 per raggiungere il 20% solo nel 2011. Sarebbe questo il senso della gradualità degli aumenti cui ha fatto riferimento in un'intervista a Sky il vicepresidente del Senato ed esponente del Pdl Domenico Nania.

 

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01/12/2008

Spot di Sky contro il raddoppio dell'Iva

Spot di Sky contro il raddoppio dell'Iva

Nel messaggio in onda sulle reti del gruppo di murdoch da oggi si attacca la decisione del governo e si invita a scrive re una mail al premier di protesta

 

 

 

 

MILANO - Non si placa la polemica suscitata dall'inasprimento dell'Iva sulla pay tv. Misura contenuta nel decreto anticrisi e che ha generato l'immediata reazione di Sky tv che è il principale soggetto colpito dall'inasprimento dell'imposta che è passata dal 10% al 20%.

Ilaria D'Amico (Ap)
Ilaria D'Amico
Con gli abbonati che potrebbero di conseguenza venir costretti a pagare fino a quasi 80 euro l'anno. Un fatto che ha sorpreso per primo l'amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge.
La tv del magnate Rupert Murdoch è però passata all'immediato contrattacco. Prima con l'intervento in diretta prima delle partite della domenica di una delle star della pay tv Ilaria D'Amico e poi con uno spot in cui attacca direttamente i responsabili del provvedimento il premier (e maggiore azionista di uno dei principali gruppi televisivi concorrenti, vale a dire Mediaset) Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

LO SPOT - Nello spot si vedono immagini di una conferenza stampa della Presidenza del Consiglio con Berlusconi e Tremonti a cui si succedono altre, tratte da programmi Sky, con il testo che recita: «In una fase di crisi economica i governi lavorano per trovare una soluzione che aumenti la capacitá di spesa dei cittadini e sostenga la crescita delle imprese. Il governo italiano ha annunciato invece una misura che va nella direzione opposta: il raddoppio delle tasse sul vosto abbonamento a Sky che va dal 10 al 20%».

Non è finita. Il testo dello spot prosegue: «Un aumento delle tasse per 4 milioni e 600 mila famiglie. Questo, anche se durante la scorsa campagna elettorale il governo aveva promesso di non aumentare le tasse alle famiglie italiane. Dal 2003 Sky ha costantemente investito in Italia trainando la crescita dell'intero settore televisivo, senza utilizzare sussidi da parte del governo creando migliaia di nuovi posti di lavoro ma soprattutto offrendo a tutti gli italiani la possibilitá di scegliere i programmi televisivi che preferiscono in piena libertá». «Se il Parlamento non lo bloccherà - conclude lo spot- questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento Sky entrerá in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a: segreteria.presidente@governo.it. Per dire al governo la vostra opinione».

Lo sport sulle reti sky

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