27/04/2011

L'Italia degli sperperi, ecco chi spreca davvero Comuni spendaccioni: l'elenco da Nord a Sud

L'Italia degli sperperi, ecco chi spreca davvero Comuni spendaccioni: l'elenco da Nord a Sud

Sono tutte del Sud le città con i bilanci in rosso: le entrate fiscali sono inferiori alla media nazionale mentre le uscite di gran lunga superiori. Napoli in vetta alla classifica: spende il doppio di quello che incamera. Nella top ten anche Palermo, Catania e Cosenza

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02/01/2010

Saldi: comincia la corsa allo sconto

Saldi: comincia la corsa allo sconto

 

IN ALCUNE REGIONI DURERANNO FINO A MARZO. Le prime città a inaugurare la stagione sono Roma, Milano, Venezia, Bologna e Palermo

 

(aNSA)


 

ROMA- Quest'anno sono Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia a fare da apripista alla stagione dei saldi invernali , che iniziano già il 2 gennaio. L'ultima regione ad avviare i ribassi, il 10 gennaio, sarà invece la Valle d'Aosta. I saldi in molte regioni proseguiranno fino agli inizi di marzo.

IL CALENDARIO - Ecco, di seguito, il calendario dei saldi invernali 2010:
ABRUZZO - 5 gennaio - 5 marzo
BASILICATA - 2 gennaio - 2 marzo
CALABRIA - 3 gennaio - 28 febbraio
CAMPANIA - 2 gennaio - 31 marzo
EMILIA ROMAGNA - 2 gennaio - 6 marzo
FRIULI VG - 3 gennaio - 31 marzo
LAZIO - 2 gennaio - 15 febbraio
LIGURIA - 5 gennaio - 18 febbraio
LOMBARDIA - 2 gennaio - 2 marzo
MARCHE - 6 gennaio - 1 marzo
MOLISE - 2 gennaio - 28 febbraio
PIEMONTE - 5 gennaio - 1 marzo
PUGLIA - 5 gennaio - 28 febbraio
SARDEGNA - 8 gennaio - 8 marzo
SICILIA - 2 gennaio - 15 marzo
TOSCANA - 7 gennaio - 7 marzo
UMBRIA - 7 gennaio - 6 marzo
VALLE D'AOSTA - 10 gennaio - 31 marzo
VENETO - 2 gennaio - 28 febbraio
BOLZANO - 9 gennaio - 20 febbraio
TRENTO - I commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi nella durata di 60 giorni.

LE RACCOMANDAZIONI DEL CODACONS -In vista del via alle vendite di fine stagione, il Codacons propone il suo decalogo per le spese in saldo:
1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.
2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce «Saldo deve essere l'avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino.
3. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.
4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante
5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi.
6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità.
7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto »in modo chiaro e ben leggibile«. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla »nuova«. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8. Prova dei capi: non c'è l'obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10. «Fregature». Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all'Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.

07/08/2009

Il codacons contro gli aumenti del carburante

Il codacons contro gli aumenti del carburante

 

Nessuna intesa tra governo e petrolieri. Secondo l'U.P. gli aumenti sono giustificati, Scajola dice stop ai rincari

 

(Ansa)
(Ansa)

ROMA - La benzina corre ancora e il governo prova a tamponare l'emorragia, convocando le compagnie petrolifere per spiegare l'andamento del prezzo dei carburanti. Un incontro che però non ha dato gli effetti sperati. Marco D'Aloisi, portavoce dell'Unione petrolifera, ha spiegato che «gli aumenti dei prezzi della benzina sono ampiamente giustificati dalle speculazioni di mercato. Le compagnie hanno assunto un atteggiamento cauto verso il mercato perché avremmo potuto subire aumenti dell'ordine di 6-7 centesimi al litro mentre gli aumenti sono stati solo di 3 centesimi». E sulla richiesta del governo di abbassare il prezzo di 2 centesimo ha sottolineato che «non ci sono i margini». Però è possibile «acquistare i carburanti con circa 11 centesimi di sconto al litro su alcuni impianti. Si tratta di iniziative promozionali che esistono già oggi».

IL FUTURO- Insomma l'incontro si conclude con un nulla di fatto. Ma la richiesta avanzata dal ministero alle compagnie petrolifere resta chiara: stop all’aumento dei prezzi dei carburanti e no ai «comportamenti speculativi». E il ministro Scajola ha anche chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare indagini sull’andamento dei prezzi dei carburanti. Il sottosegretario con delega all’energia, Stefano Saglia - spiega il ministero guidato da Scajola in una nota - «ha chiesto con forza alle compagnie di non attuare comportamenti speculativi, di non aumentare ulteriormente i prezzi e, possibilmente, di ridurre il differenziale (stacco) di prezzi con l’Europa, visto che secondo i calcoli del ministero ci sarebbero i margini per un ribasso». Saglia ha anche annunciato che da settembre il ministero dello Sviluppo economico lavorerà alla riforma della rete distributiva dei carburante. È una riforma che «va condivisa con le Regioni» e puntiamo «a creare più liberalizzazioni nel servizio, favorendo i punti vendita della grande distribuzione e incentivando la nascita delle ’pompe bianche’, incentivando gli ’iper self’ e i self service». E il sottosegretario ha spiegato che si punterà anche «sui carburanti alternativi, il metano e il Gpl». In ogni caso nel costo della benzina c'è un differenziale tra l'Italia e l'Europa che «non è giustificato dall'aumento dei costi industriali»

GLI AUMENTI - Mercoledì altri due centesimi si sono aggiunti al prezzo della benzina, che arriva a sfiorare gli 1,35 euro al litro nei distributori Shell. Dopo i tre centesimi aggiunti da Agip martedì ai propri listini, è il turno del colosso petrolifero anglo-olandese di rialzare di 3,5 cent il prezzo della propria verde, che arriva a 1,349 euro, e di 3 centesimi il diesel, che si attesta a 1,169 euro. Ma gli aumenti sono generalizzati e coinvolgono tutte le compagnie, che, con rialzi di entità diversa, portano la verde agli 1,339 raggiunti mercoledì da Agip. Più frammentato il panorama sul diesel, il cui prezzo varia dagli 1,158 euro al litro di Erg e Total fino agli 1,169 euro di Shell. I prezzi dei carburanti presentano però differenze notevoli su base territoriale. È Napoli la città dove si spende di più per un pieno di benzina (1,374 euro al litro), mentre per risparmiare qualcosa conviene andare a Trieste (1,324). Le grandi città si trovano a metà classifica: a Roma la benzina costa 1,338 euro, a Milano 1,341.

ULTIMATUM AL GOVERNO - Le associazioni dei consumatori puntano però il dito contro il governo, a cui viene chiesto esplicitamente di promuovere azioni concrete. «Non c’è più spazio per l’indignazione - afferma Federconsumatori in una nota - È necessario intervenire con decisione su tale versante, passando finalmente dalle parole ai fatti, come ribadiamo da tempo. In particolare - spiega Rosario Trefiletti - è indispensabile agire su tre fronti». In particolare, «portando finalmente a compimento la configurazione dell’Autorità per l’Energia e dotando tale organismo di responsabilità di verifica e controllo, ma anche di sanzione, soprattutto in relazione ai prezzi dei prodotti petroliferi»; in secondo luogo «verificando l’efficienza dell’intera filiera petrolifera nel nostro Paese, a partire dalla raffinazione, al fine di comprendere il perché dell’esistenza di un differenziale (dai 3 ai 5 centesimi) tra il costo industriale dei carburanti in Italia rispetto alla media europea»; ed infine «eliminando una volta per tutte ’impicci ed impacci’ che ostacolano una completa liberalizzazione del settore della distribuzione dei carburanti, che consenta la vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione». Il Codacons, inoltre, denuncia ricadute sulle vacanze degli italiani, Federconsumatori e Adusbef auspicano un abbattimento dei prezzi dei carburanti, anche attraverso la liberalizzazione del canale di vendita. «Ogni anno si verifica la stessa situazione, con aumenti concomitanti agli esodi dei cittadini», afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, «ci appelliamo ad Antitrust e Mister Prezzi affinchè indaghino sui rincari dei carburanti».


Fonte C.d.S.

22/04/2009

L'estate sarà meno costosa al cellulare

L'estate sarà meno costosa al cellulare

 

Le nuove tariffe entreranno in vigore dal primo luglio 2009. Approvato nuovo regolamento che riduce del 60% i costi per l'uso del cellulare in un altro Paese europeo

 

MILANO - L'Europarlamento di Strasburgo ha approvato mercoledì a larga maggioranza il nuovo regolamento che mette un tetto al costo degli sms e delle chiamate in roaming nei Paesi dell'Unione. Telefonare o inviare sms da un altro Paese europeo può infatti rivelarsi molto costoso: la Commissione europea cita l'esempio di un cittadino tedesco che si è visto chiedere 39,000 euro dal proprio operatore per aver scaricato un episodio di una serie tv mentre si trovava in Francia. Attualmente il costo di un sms inviato da un altro Paese dell'Ue è circa dieci volte superiore a quello nazionale mentre il costo in media per una chiamata dall'estero è di 0,46 euro al minuto.

EURO TARIFFE - Dal primo luglio 2009, gli operatori potranno addebitare un massimo di 11 centesimi (Iva esclusa) per un sms, rispetto agli attuali 28 cent di media. La tariffa massima per le chiamate in roaming invece, passerà dal 1 luglio a 43 centesimi al minuto, per poi scendere a 39 cent nel 2010 e infine a 35 cent dal 2011. Le chiamate ricevute invece, avranno un costo massimo di 19 cent al minuto dal 1 luglio prossimo, che verrà ridotto a 15 cent dal 1 luglio 2010 e poi a 11 cent dal 2011. Entro il 1 luglio 2010, inoltre, il fornitore del paese di origine non potrà addebitare ai propri clienti alcun costo per la ricezione di un messaggio vocale in roaming, escludendo altri costi, come quelli addebitati per l’ascolto dei messaggi.

INTERNET MOBILE- Per quanto riguarda l'Internet via cellulare, ovvero la trasmissione di dati - come il download di una canzone o l' invio di e-mail dal cellulare - le tariffe «wholesale» (all’ingrosso) non potranno superare l'euro per megabyte a partire dal 11 luglio 2009 (rispetto a 1, 68 euro attuali), fino a scendere a 50 centesimi dal 2011. E’ stato inserito nella nuova legge anche il principio della tariffazione delle chiamate al secondo, dopo i primi 30 secondi di conversazione: non si pagherà più il primo minuto di conversazione anche se la chiamata è più breve, ma l'addebbito scatterà alla risposta e poi per ogni secondo successivo. Secondo il nuovo regolamento, infine, quando un cliente entra in un altro stato membro dell’Ue, l'operatore del paese di origine deve fornirgli tutte le informazioni sulle tariffe di roaming (Iva inclusa) che gli verranno addebitate per le chiamate ricevute o effettuate e per gli sms nel paese in cui si trova. Queste informazioni dovranno essere fornite «automaticamente mediante un servizio messaggi, senza indebito ritardo e gratuitamente».

16/09/2008

CARO VITA: DOVE SI PUO' RISPARMIARE

CARO VITA: DOVE SI PUO' RISPARMIARE

Ricerca di Altroconsumo in 657 punti vendita di 44 città con il rilevamento di 122 mila prezzi. La concorrenza nella grande distribuzione favorisce i consumatori. A Milano si può risparmiare 2 mila euro


(Ansa)
 
La concorrenza favorisce il consumatore. E in tempi di vacche magre come quelli attuali, il borsellino è ancora più contento. È il risultato della ricerca di Altroconsumo realizzata in 657 punti vendita di 44 città italiane, tramite il rilevamento di 122 mila prezzi. Scegliendo in modo oculato dove andare a fare la spese e grazie alla spietata concorrenza tra le catene della grande distribuzione, una famiglia risce a risparmiare sino a 2 mila euro per alimentari, prodotti per l'igiene e per la casa. Se si trova a Milano, se invece vive a Roma il risparmio è della metà (1.050 euro), se invece risiede a Reggio Calabria spende di più della media nazionale. (Guarda la scheda)

CONCORRENZA - Dipende appunto dalla concorrenza nella grande distribuzione: dove ci sono più catene di super e ipermercati, la lotta per accaparrarsi i consumatori fa diminuire i prezzi della spesa. Dove invece la concorrenza è minore, come nel centro-sud Italia o in piccole realtà urbane, come per esempio Aosta, chi ci rimette è il portafoglio.

MODALITÀ - Fatta la spesa con due panieri di spesa-tipo, il primo con prodotti confezionati di marca e freschi, il secondo scegliendo solo il primo prezzo considerando anche gli hard discount, dando un valore di 100 alla città più conveniente rispetto alla media nazionale (Firenze, con un risparmio di 1.540 euro) risulta che la più cara è Reggio Calabria con un valore di 132 e una spesa di 135 euro in più sulla media nazionale. Dalla ricerca risulta che la città meno cara in assoluto per i prodotti di marca e freschi è Pisa, con una spesa di 6.039 euro all'anno, ma quella dove si risparmia di più in termini assoluti andando a fare la spesa nel negozio più conveniente è Milano, dove in un anno è possibile risparmiare 1.973 euro.

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19/07/2008

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI
Vi consiglio una decina di obbligazioni in cui vale la pena investire, a media e lunga scadenza. L'articolo che potete scaricare cliccando sul link in fondo mette anche in guardia dai possibili rischi che si corrono anche quando si investe in titoli considerati sicuri come le obbligazioni.

Attenzione al rating dei titoli
Il giudizio dato da alcune agenzie specializzate sull'affidabilità di una determinata società, chiamato rating, non sempre è lo strumento più sicuro per acquistare obbligazioni (ma anche altri titoli d'investimento). Il rating è considerato uno strumento oggettivo nel misurare il rischio di solvibilità di un emittente, in realtà ormai sono numerosi i casi in cui ha fallito.
Ci devono essere altre garanzie per essere sicuri di correre pochi rischi. Come regola generale, diffidate sempre di chi vi offre un rendimento molto più elevato rispetto ai titoli in circolazione, anche se, in apparenza, l’emittente è solidissimo.

State lontani dalle sigle complicate
Nell’articolo affrontiamo un altro tipo di inganno cui si può incorrere: le obbligazioni le cui condizioni possono cambiare nel corso del tempo. Di solito questo tipo di titoli è denominato con sigle particolari, ad esempio sono chiamate obbligazioni exchangeable o con opzione call.
Il consiglio è di preferire le obbligazioni che rimborsano integralmente il capitale a scadenza e che hanno cedole fisse, oppure la cui modalità di calcolo è chiara, stabilita al momento dell’emissione e uguale per sempre, fino alla fine del periodo della durata dell’investimento.

Anche in futuro potrete usufruire di queste semplici regole che vi permetteranno di poter investire in obbligazioni anche se quest'articolo che potrete scaricare sarà vecchio.

INVESTIRE IN OBBLIGAZIONI.pdf

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05/07/2008

PENSARE AL PROPRIO FUTURO

PENSARE AL PROPRIO FUTURO
Polizze per pensare in anticipo al futuro
Per garantire una rendita a coniuge e figli, in caso di morte del capofamiglia, si può scegliere una copertura assicurativa ad hoc: le polizze "caso morte". Semplice? Su 27 agenzie visitate solo 3 si sono dimostrate trasparenti.

La responsabilità del capofamiglia
La polizza "caso morte" fa parte delle assicurazioni vita: la compagnia, in cambio del pagamento del premio, si impegna a corrispondere un capitale in caso di decesso dell'assicurato. Di solito è una soluzione scelta dal capofamiglia, che rappresenta la principale fonte di reddito, in modo da garantire una copertura economica ai parenti stretti nel malaugurato caso di una sua morte prematura. Condizione vincolante è che il decesso avvenga nel lasso di tempo in cui si paga il premio (di solito per 15 o 20 anni), da qui la definizione di polizza "temporanea". In caso contrario, i premi pagati rimangono alla compagnia assicuratrice.

I rischi senza una copertura
Non è poi così raro, ancora oggi, che ci siano famiglie sostenute da un unico reddito, che subirebbero ripercussioni economiche gravi nel caso di un evento luttuoso di questo tipo. Una polizza vita come questa conviene in particolare a un capofamiglia ancora giovane, che non ha ancora maturato il diritto alla pensione per gli eredi o che, comunque, oggi come oggi, sarà di un importo insufficiente a garantire una certa tranquillità economica. Può essere anche un aiuto per i propri figli.

Quale capitale?
Quanto investire dipende dalle vostre possibilità economiche, ma anche dalle effettive necessità familiari. Ecco alcune voci di spesa da considerare per fare un bilancio completo: il mantenimento degli studi dei figli; eventuali spese mediche ricorrenti (per esempio il dentista); un budget minimo per gli imprevisti. In questa valutazione prudenziale tenete conto del fatto che un giovane oggi raggiunge l'indipendenza economica generalmente non prima dei 25 anni. Se nelle aspettative vostre e dei vostri figli c'è anche l'università, dovete considerare le eventuali spese di vitto e alloggio in un'altra città. Per chi volesse approfondire può scaricare l'intero articolo dettagliato cliccando sul link sottostante.

 

ARTICOLO COMPLETO.pdf

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14/05/2008

COME AVERE LA BENZINA A META'PREZZO ?

COME AVERE LA BENZINA A META'PREZZO ?

Iniziativa di Beppe Grillo x il caro benzina!!


IMPORTANTE !!! - LEGGI ATTENTAMENTE

è importantissimo piegare questi maledetti che alzano in continuazione il prezzo!! (gli americani si sono incazzati perchè gli si è alzata la benzina a 0.75€ per 5 LITRI !!!) e noi paghiamo 1.50€ a litro.. ma
siamo impazziti???!!!

Dal Blog di Beppe Grillo parte un'altra iniziativa...(quella precedente era abolire il costo di ricarica delle
schede telefonicheprepagate......con ottima riuscita!!!!)

Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici. Benzina a metà prezzo?
Diamoci da fare...
Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie petrolifere.

Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.50 Euro al litro. UNITI possiamo far abbassare il prezzo muovendoci insieme, in modo intelligente e solidale.

Ecco come....

La parola d'ordine è 'colpire il portafoglio delle compagnie senza lederci da soli'. Posta l'idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per
noi,si tratta solo di un pieno differito, perché alla fine ne abbiamo bisogno!), c'è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in tanti.

Petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia da 0,95 e 1 Euro al litro sia un buon prezzo, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per
loro è circa la metà.

I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende: bisogna usare il potere che abbiamo.

La proposta è che da qui alla fine dell'anno non si compri più benzina dalle 2 più grosse compagnie, SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un'unica compagnia.

Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta meno), saranno obbligate a calare i prezzi.

Se queste due compagnie caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi.

Per farcela, però dobbiamo essere milioni di NON-clienti di Esso e Shell, in tutto il mondo.

Questo messaggio è stato inviato ad una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a, diciamo, una decina di amici, siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto, siamo a tremila, e così via..................

Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla 'settima generazione ', avremo raggiunto e informato 30 milioni di consumatori!

Inviate dunque questo messaggio a dieci persone chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare circa trecento milioni di persone in otto giorni! E' certo che, ad agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare?

Chi se ne frega per un po' di bollini e regali e baggianate che ci vincolano a queste compagnie.

Coraggio, diamoci da fare!!! E VAFF.....  A QUESTI LADRI PADRONI!!!

 

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