08/01/2012

Nuove tecnologie applicate alla Tv

Nuove tecnologie applicate alla Tv

Al CES di Las Vegas presentate le Tv del futuro. Dalla Tv 3d senza occhilaini alla "tv carta da parati".

Continua...


17:46 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: hi-tech, tv, lcd, plasma, led, 3d, ces, las vegas, nuove tecnologie, futuro | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

14/02/2011

Smartphone LG il 3D a tutta potenza

Smartphone LG il 3D a tutta potenza

Alla mostra di Barcellona Lg presenta il nuovo smartphone con 3D con sistema android rivoluzionato.

Continua...


16:14 Scritto in HI-TECH | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: hi-tech, android, lg, mwc 2011, smartphone, 3d | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

05/10/2010

A casa come su Avatar, arriva la videocamera 3D

A casa come su Avatar, arriva la videocamera 3D

LA SFIDA TECNOLOGICA. La visione tridimensionale sbarca nel salotto di casa

Continua...


Toshiba presenta il primo tv 3D senza occhiali: in vendita in Giappone a Natale

Toshiba presenta il primo tv 3D senza occhiali: in vendita in Giappone a Natale

Ma, per ora, saranno disponibili solo nel paese del sol levante. Due i modelli resi noti al Ceatec di Tokyo: il 21 pollici costerà circa 2100 euro il 12 pollici la metà

Continua...


27/05/2010

L'antipasto con Venus sul centrale E nel 2012 tutta l'Olimpiade in 3D

L'antipasto con Venus sul centrale E nel 2012 tutta l'Olimpiade in 3D

Intrattenimento. Dal tennis e dal Roland Garros parte la rivoluzione tridimensionale sulle tv di casa

 

Laurent Abadie, numero uno Europa di Panasonic
Laurent Abadie, numero uno Europa di Panasonic

PARIGI - Placidamente afflosciati sul sofà e con la (strana) sensazione di trovarsi in tribuna sul centrale del Roland Garros: meraviglie delle trasmissioni tv in 3D. Con il torneo di Parigi, il «campionato del mondo sulla terra battuta», è stata infatti inaugurata la trasmissione tridimensionale in diretta in tutta Europa: il segnale 3D - grazie alla partnership tra Panasonic, Orange ed Eurosport - viaggerà in tutta Europa via satellite fino al 6 giugno, giorno della finale: 58 Paesi collegati e quasi 4 mila locali, negozi e centri commerciali dove poter ammirare le nuove frontiere dell'intrattenimento. Noi l'abbiamo visto in anteprima e ce lo siamo fatto spiegare dai tecnici e dagli addetti ai lavori.

L'EFFETTO CHE FA - La prima impressione? Davvero niente male. La vecchia scatola della nostra infanzia non esiste più: è diventata magica, con una profondità sorprendente. Fin troppo banale dire che la visione è «rivoluzionaria», anche se dopo Avatar abbiamo capito che (quasi) tutto è possibile. In effetti, all'inizio, è persino scioccante tanto è diversa, ma non fastidiosa, a parte un po' di nausea iniziale e malgrado gli occhialoni attivi piazzati sugli occhialini da vista. È anzi avvincente. Tanto che, dopo l'iniziale smarrimento, si comincia ben presto ad appassionarsi a quella pallina così rotonda, così piena... Tanto da sembrare vera, insomma. E per una volta non si tratta di figurine digitali realizzate al computer, ma di una produzione in tempo reale e personaggi in carne e ossa. E per esserne certi basta inforcare gli occhiali fascianti alla fratelli Righeira e ammirare... le gambe e i muscoli levigati di Venus Williams, che tira mazzate sul centrale parigino (non che si nutrissero dubbi sul fascino atletico, ma in 3D fa una certa impressione).

MASS MARKET - «Quello che avete appena visto non è il futuro - avverte Laurent Abadie, il grande capo Europa di Panasonic - tutto ciò è possibile, già oggi». I player internazionali hanno una gran voglia di dimostrare che le prospettive del 3D non sono soltanto i videogiochi stereoscopici con piogge di proiettili da schivare sul divano o i dvd Blue-Ray che le major di Hollywood si stanno preparando a far uscire nel nuovo formato: Avatar, ovviamente, Alice e i cartoon digitali (per non dimenticare il porno, mondo da sempre attento alle rivoluzioni tecnologiche, dal Vhs in poi). La certezza è che senza copiare la tv tradizionale e senza produzioni in larga scala la versione 3D difficilmente diventerà «domestica». E allora via con lo sport: «Siamo già pronti per il mercato di massa - aggiunge Abadie - E siamo convinti che nel 2012 la metà delle tv a grande schermo vendute nel mondo sarà 3D. Perciò ci stiamo già preparando per l'Olimpiade: i Giochi di Londra li vedremo tutti a tre dimensioni». Ma nulla vieta di immaginare un intero palinsesto con una dimensione in più, a partire da news e reportage. «Solo che eventi sportivi attirano tantissimi utenti - spiega Laurent La Lay, presidente e ad di Eurosport, che ha prodotto il Roland Garros 3D con la francese Orange - Dai nostri test abbiamo visto che praticamente tutti gli sport possono essere goduti nella nuova modalità, a partire da boxe, calcio, rugby e golf».

SCHERMI E RIPRESE - Peraltro le produzioni 3D non si preannunciano proibitive a livello di costi: per seguire i match del campo centrale, l'unico collegato, bastano 5 telecamere bifocali incredibilmente piccole e compatte, che pesano meno di 3 chili, costano attorno ai 20 mila dollari e danno la netta impressione di modelli «prosumer», a metà tra le esigenze professionali e quelle dei normali consumatori. «E siamo già pronti per una macchina - confida Abadie - ancora più compatta e leggera». La trasmissione 3D richiede, peraltro, una regia dedicata: nel tennis le inquadrature non passano velocemente da un protagonista all'altro, per non disorientare chi guarda, e la ripresa ideale è quella dall'angolo in alto, di tre quarti rispetto al campo da gioco. Notevoli anche le grafiche in sovraimpressione: «galleggiano» davanti agli occhi come pesciolini nell'acquario, ma possono anche essere gestite all'interno dell'immagine, per esempio durante i replay, per fornire indicazioni e informazioni ai telespettatori (e, immaginiamo, anche robusti contenuti pubblicitari).

UN MILIONE DI TV - Infine i nuovi, grandi schermi (costo attorno ai 2.500 euro), i più adatti alla visione «profonda»: i primi modelli dei player mondiali sono già arrivati nei negozi (e già venduti). Panasonic ha puntato sul plasma (per ora con un 46 pollici, presto arriveranno il 50 e 65 , fino ad arrivare a un «mostro» da 152): «Il plasma è la tecnologia migliore - secondo Fabien Roth, responsabile del settore tv di Panasonic in Europa - per garantire la migliore qualità al 3D senza ghosting, aloni o effetti che disturbano la visione malgrado l'alta frequenza delle immagini, oltre 60 per occhio, trasmesse ogni secondo. Senza contare che nella configurazione tradizionale 2D la qualità dell'immagine è eccezionale». Per Yoshiiko Miyata, capo mondiale delle tv del gruppo giapponese, l'obiettivo di un milione di tv vendute entro l'anno è a «portata di mano», con la maggior parte distribuite negli Stati Uniti, dove DirecTv 3D inaugurerà le trasmissioni tridimensionali il prossimo 11 luglio con il baseball e i mitici Yankees sul «diamante». Numeri notevoli e una corsa verso il futuro persino troppo accelerata: non è che ci ridurremo a passare le giornate con moglie e figli davanti a maxi-schermi seduti su maxi-divani inforcando maxi-occhialoni? A proposito, di vedere la tv 3D senza lenti attive non se ne parla. Per ora, almeno, questa è davvero fantascienza. E comunque, per dirla tutta, Venus dal vivo è ancora più bella.

Paolo Ligammari


14/05/2010

Playboy, arriva la coniglietta in 3D

Playboy, arriva la coniglietta in 3D

Contro la crisi delle vendite, la storica rivista per soli uomini proporrà per la prima volta nella storia dell'editoria le sue famose playmate in versione tridimensionale. In edicola da giugno magazine più i famosi occhialetti

 

 

Conigliette in 3D, come i Navi di Avatar. E' l'ultima mossa con cui Playboy cerca di reagire alla grave crisi di vendite in cui sta si trova da anni. Così, già dal prossimo numero in edicola a giugno, il sexy-magazine più famoso al mondo allegherà i noti occhialini colorati in grado di dare rilievo tridimensionale alle forme delle famose playmate.

Insidiato dall'enorme diffusione gratuita di materiale soft-core sul web, il management di Playboy si è reso conto che le foto di nudo tradizionali non attirano più come un tempo. Del resto i dati economici parlano chiaro: nel 2006 la rivista vendeva 3,5 milioni di copie, oggi appena un milione e mezzo. Da qui la necessità di cambiare strada, sperimentare nuovi linguaggi innovativi in grado soprattutto di intrigare nuovi lettori. E lo sbocco logico di questo ragionamento non poteva che portare alla tecnica 3D, la stessa che ha decretato il successo planetario del kolossal di Cameron e continua a far incassare milioni di dollari ad altre pellicole destinate ai più giovani.


"Mi sono chiesto - racconta il fondatore Hugh Hefner - cosa avrebbe voluto vedere la gente in 3D e credo che la risposta giusta fosse una ragazza nuda". Tuttavia, pur sostenendo l'idea dal punto di vista commerciale, lo stesso Hefner, dall'alto delle sue 84 primavere, riconosce che questa  novità non lo fa impazzire: "Non sono un grande entusiasta del 3D. Quando vado a cinema - spiega sull'Huffingtonpost - voglio lasciarmi andare e abbandonare la vita reale, e per me le due dimensioni vanno benissimo".


Ad ogni modo è tutto deciso. A giugno si parte. Sulla copertina ci sarà la foto di Hope Dworaczykla, una splendida modella americana appena nominata playmate dell'anno, la 51esima nella storia del giornale. E la speranza, come indica anche il suo nome, è che l'iniziativa abbia successo e riporti la rivista ai fasti di un tempo. In fondo, ragazze in carne e ossa come lei, potrebbero piacere di più degli umanoidi blu alti tre metri di Pandora.

 


09/04/2010

Lippi in 3D

Lippi in 3D

lippi_b1.jpg




Sarà Italia-Slovacchia (24 giugno) la partita a passare alla storia come primo incontro degli azzurri trasmesso in 3D. L'annuncio è arrivato da Fifa e Sony, che sono partner nella copertura tridimensionale del prossimo mondiale di calcio in Sudafrica. Questo il calendario completo delle 25 partite in 3D, tratto dal comunicato stampa (in inglese) di Fifa e Sony:

1.June 11 16:00h RSA v MEX
2. June 12 16:00h ARG v NGA
3. June 13 20:30h GER v AUS
4.June 14 13:30h NED v DEN
5. June 15 20:30h BRA v PRK
6. June 16 16:00h ESP v SUI
7. June 17 13:30h ARG v KOR
8. June 18 16:00h SVN v USA
9. June 19 13:30h NED v JPN
10. June 20 20:30h BRA v CIV
11. June 21 20:30h ESP v HON
12. June 22 20:30h NGA v KOR
13. June 23 20:30h GHA v GER
14. June 24 16:00h SVK v ITA
15. June 25 16:00h POR v BRA
16. June 27 20:30h 1st B v 2nd A
17. June 28 16:00h 1st E v 2nd F
18. June 28 20:30h 1st G v 2nd H
19. July 2 20:30h Quarter finals
20. July 3 16:00h Quarter finals
21. July 3 20:30h Quarter finals
22. July 6 20:30h Semi finals
23. July 7 20:30h Semi finals
24. July 10 20:30h 3rd place match
25. July 11 20:30h Final

E chissà che Sky Italia non decida di inaugurare un canale 3D per spingere ancora di più sull'evento, di cui ha acquistato l'esclusiva (la Rai trasmetterà solo una parte degli incontri). L'unica perplessità è legata agli apparecchi: quanti modelli 3D ci saranno sul mercato l'11 giugno (e a quali prezzi)?

18/03/2010

Creato il mantello dell'invisibilità in 3D

Creato il mantello dell'invisibilità in 3D

 

Lo studio è opera di un gruppo di ricercatori tedeschi e britannici. Realizzata una struttura tridimensionale in grado di controllare la luce nascondendo alla vista gli oggetti

 

Harry Potter e il suo mantello (Ansa)
Harry Potter e il suo mantello (Ansa)

Arriva il primo mantello dell'invisibilità in 3D: non è il sottile velo che nei libri della Rowling Harry Potter usa per nascondersi, ma una struttura tridimensionale composta da una nuova classe di materiali capaci di controllare la luce rendendo così invisibili gli oggetti. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, si deve a un gruppo di ricerca tedesco e inglese coordinato da Tolga Ergin e Nicolas Stenger dell'Istituto di Tecnologia di Karlsruhe.

LA RICERCA - I ricercatori hanno utilizzato il mantello tridimensionale per rendere invisibile una protuberanza su una superficie d'oro, un po' come accade cercando di nascondere un piccolo oggetto sotto un tappeto ma facendo scomparire contemporaneamente anche il tappeto. Il mantello è composto da speciali lenti assemblate in una struttura polimerica che ricorda una catasta di legna. La loro caratteristica è di legarsi parzialmente alle onde luminose in modo da impedire alla luce di diffondersi. I primi test hanno avuto successo e hanno dimostrato che il nuovo materiale funziona, rendendo la parte schermata realmente invisibile. I mantelli dell'invisibilità finora ottenuti sono tutti bidimensionali ed anche questo era stato progettato inizialmente a due dimensioni, ha spiegato Ergin, ma poi ha dimostrato di poter funzionare anche nella terza dimensione. Che lavorino su un piano o su una struttura tridimensionale, i «materiali dell'invisibilità» appartengono al regno dell'infinitamente piccolo. Si tratta infatti di nanomateriali (delle dimensioni dell'ordine di milionesimi di metro). La loro caratteristica è la capacità di deviare le onde luminose, orientandole attorno a un oggetto fino ad avvolgerlo come un guscio che si comporta come un mantello dell'invisibilità. Il passo per trasformare queste ricerche avveniristiche in dispositivi di grandi dimensioni è ancora molto lungo, anche se la ricerca va avanti a grandi passi. Le prospettive sono comunque interessanti: secondo gli esperti si potrebbero rendere invisibili sonde da utilizzare in indagini di spionaggio, oppure componenti elettronici miniaturizzati più efficienti, lenti più efficaci, mantelli acustici per prevenire la penetrazione di vibrazioni, suoni o onde sismiche, e ancora si prospettano possibili applicazioni nella difesa e nelle telecomunicazioni. Con i futuri mantelli dell'invisibilità si potranno fare molte cose, ma fin da ora è chiaro che sarà molto difficile farne in tutto e per tutto l'equivalente del magico mantello di Harry Potter: è vero che, indossandoli, nessuno può vedere chi si nasconde all'interno, ma è anche vero che dall'interno non è possibile vedere nulla di quello che c'è all'esterno.

Redazione online


17/03/2010

Occhiali 3D monouso, gli esercenti: «Più di metà delle sale a rischio chiusura»

Occhiali 3D monouso, gli esercenti: «Più di metà delle sale a rischio chiusura»

 

Le due principali tecnologie di proiezione usate prevedono occhiali da riutilizzare. L'utilizzo di lenti usa e getta come vuole il ministero è possibile solo in meno del 50% dei cinema

 

Spettatori in una sala 3D
Spettatori in una sala 3D

MILANO - Il caso della bambina portata dall'oculista a seguito di una presunta infezione riportata in una sala cinematografica 3D di Milano, rischia di portare alla chiusura di oltre la metà delle sale cinematografiche italiane in 3D. Con un danno enorme per il nostro cinema, se si pensa che attualmente su 3000 sale circa presenti in Italia oltre 500 sono in 3D. E dovrebbero diventare oltre 750 entro fine anno. La circolare del ministero della Salute, fondata sul parere del Consiglio superiore della Sanità, che sembra proibire l'utilizzo di occhialini 3D non monouso, crea involontariamente infatti un discrimine tecnologico tra le sale. E se una successiva ordinanza del ministero della Salute non interverrà a correggere il tiro, il rischio chiusura per molti esercenti diventerà concreto.

LA CIRCOLARE - Nella circolare del ministero della Salute ci sono infatti tre punti fermi: il non utilizzo degli occhiali 3D per i minori di 6 anni, l'utilizzo dei medesimi occhiali anche per gli adulti limitato nel tempo (con intervalli più lunghi degli attuali) e (il più controverso) il fatto che l'utilizzo di occhialini 3D debba essere garantito con fornitura di tipo monouso.

LA TECNOLOGIA 3 D - E proprio l'ultimo punto diventa impossibile da rispettare per oltre la metà degli esercenti delle sale italiane. La tecnologia 3D non è infatti la medesima per tutte le sale, italiane e non. Al momento attuale vengono utilizzate, a seconda delle sale, tre diverse tecnologie di cui solo una, il Real D, prevede occhiali usa e getta.
Il Real D usa infatti un proiettore che alternativamente proietta il frame «dell’occhio destro» e il frame «dell’occhio sinistro» e li polarizza circolarmente attraverso il filtro che è costituito da uno schermo a cristalli liquidi disposto davanti alla lente del proiettore. Per la visione vengono utilizzati occhialini usa e getta con lenti polarizzate. Vi sono però altre due tecnologie di proiezione di un film 3D.
La prima, il Dolby 3D usa un disco posizionato tra la lampada e il proiettore digitale. La ruota fa sei giri completi per ogni frame del film creando una specie di sfarfallio delle immagini, che vengono, simultaneamente, sincronizzate dall’utente stesso tramite degli occhiali dotati di un dispositivo digitale Lcd incorporato che adegua le lenti all'immagine proiettata. Gli occhiali utilizzati dallo spettatore per questo tipo di visione sono tecnologicamente innovativi ma costosi da produrre e non usa e getta.
Infine c'è il sistema ancora più sofisticato, l'XpanD 3D, in cui le immagini sono proiettate alternativamente per i due occhi, senza scomposizione cromatica, ma ciò implica l’utilizzo di occhiali a polarizzazione attiva. La caratteristica principale di questi occhiali sta nelle lenti: sono formate da due schermi Lcd trasparenti, che alternativamente oscurano prima un occhio e poi l’altro, filtrando quindi le immagini proiettate e ricreando l’effetto della tridimensionalità. Questi occhiali sono predisposti per aprirsi e chiudersi in sincronia con la proiezione delle immagini – per l’occhio destro e per il sinistro - attraverso un segnale a raggi infrarossi inviato dal proiettore sullo schermo e da questo riflesso verso gli occhiali dello spettatore. Anche in questo caso si utilizzano occhiali non usa e getta e dal costo elevato (tra i 100 e i 150 euro per il consumatore finale).

LE CONSEGUENZE - Tutte le sale che utilizzano l'XpanD 3D e il Dolby 3D sarebbero dunque fuori legge se arrivasse un'ordinanza del ministero della Salute restrittiva in materia. Così l’Anec e l’Anem, associazioni rappresentative degli esercenti cinematografici italiani, esprimono «fortissima preoccupazione» in merito alla confusione in atto riguardo la questione occhiali 3D. «Siamo di fronte – dichiarano le associazioni - ad una vera e propria campagna di ingiustificato allarmismo e di non corretta informazione. Al fine di scongiurare l’adozione di azioni restrittive della libertà di mercato e di non contribuire a procurare allarme ingiustificato, si ricorda che oltre 14 milioni di spettatori hanno visto in Italia film in 3D decretando un successo in costante crescita e che gli episodi conosciuti di reali conseguenze a seguito della visione di questi film che richiedono l’uso degli occhiali sono assolutamente trascurabili. Non neghiamo l’autorevolezza del Consiglio Superiore della Sanità, ma ci domandiamo come mai non siano state ascoltate le aziende produttrici, come mai non siano state ascoltate le aziende dell’esercizio, come mai non siano state valutate le differenze tra i vari sistemi di proiezione, come mai non si sia entrati nel merito specifico».
«C'è un'incompatibilità tra i diversi sistemi che non permette la riconversione delle sale con il sistema Real D - spiega Mario Mazzetti responsabile ufficio cinema dell'Anec - sono stati investiti centinaia di migliaia di euro per dotarsi di proiettori e schermi e molte sale rischierebbero la chiusura. Non si può imporre una tecnologia a scapito di un'altra. Se poi in tutto il mondo si usassero solo occhiali 3D usa e getta si creerebbero enormi problemi di produzione e di smaltimento degli stessi». Mazzetti replica anche alle due accuse principali che arrivano dal mondo delle associazioni dei consumatori quella di non garantire la sicurezza sanitaria e quella di non utilizzare occhiali a marchio Ce: «Le Asl di competenza per ogni sala cinematografica hanno gia stabilito procedure di sterilizzazione per gli occhiali, quanto al marchio Ce semplicemente si tratta di un prodotto per cui la normativa italiana e comunitaria non lo prevede. Invece di mandare i Nas si poteva fare qualcosa di diverso prima. E' stato fatto uno "sgambetto" che non senso. Inoltre occorre precisare che la tecnologia a cui fa riferimento il parere del Consiglio superiore di Sanità è una tecnologia ormai sorpassata».

IL FUTURO - La sicurezza sanitaria degli occhiali 3D è un tema che tornerà d'attualità con l'introduzione degli occhiali per le future televisioni a tre dimensioni. Questi ultimi saranno infatti di tipo attivo e non usa e getta e quindi andranno disinfettati. Ma proprio dall'home video 3D potrebbe arrivare anche una soluzione al problema. Con la creazione, allo studio, di un tipo di occhiali che possa essere utilizzato a casa e al cinema. Basterà così portarsi gli occhiali da casa ogni volta che si vuole vedere un film in 3D in sala. Dando vità così al mercato di un nuovo tipo di gadget tecnologico.

 

Marco Letizia


25/02/2010

Film 3D. Fra pidocchi e mal di testa

Film 3D. Fra pidocchi e mal di testa

 

IL PASSAGGIO DEI «VISORI» DA UNO SPETTATORE ALL'ALTRO PUO'  ESSERE ANTI-IGIENICO. Sempre più film saranno visibili con gli «occhialini». Ma non devono sorprendere eventuali disturbi come nausea, vertigini e mal di capo. O problemi agli occhi

 

Occhiali Polarizzati

 

MILANO - Il colossal fantascientifico Avatar è atterrato nei cinema italiani il 17 gennaio e con Avatar sono arrivati anche gli occhialini per la visione tridimensionale che garantiscono brividi a iosa per gli spettatori improvvisamente immersi in una incredibile foresta similtropicale, in compagnia di alieni blu alti tre metri, tra fischiar di frecce, sibilare di giganteschi animali e rombi di micidiali armi umane.

PIDOCCHI E CONGIUNTIVITI - Mentre la gente applaude a film, e occhialini «magici», al ministero della Salute ci si preoccupa per i rischi igienico-sanitari connessi al loro uso e il termine è un eufemismo per parlare di pediculosi, insomma di pidocchi, che potrebbero agevolmente «saltare» da una testa all’altra, prendendosi un «passaggio» sulle stanghette degli occhiali. Da qui una nota ufficiale del ministero, del 17 febbraio, che invita i gestori dei locali a pulire e disinfettare gli occhialini prima di consegnarli agli spettatori. Anche se sarebbe decisamente più semplice usare il modello «usa e getta» già adottato in diversi cinema. E non c’è solo il rischio pediculosi, anche infezioni alle cute e agli occhi (come per altro precisa la nota del ministero) potrebbero diffondersi con l’utilizzo «promiscuo» degli occhialini. Precisa Paolo Vinciguerra, responsabile del servizio di oculistica dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano: «La condivisione in questo caso non è una bella idea, effettivamente potrebbero "passare", da una persona all’altra, micosi cutanee ma anche congiuntiviti: basta che una lacrima cada sul viso e va a toccare gli occhialini. E le congiuntiviti possono essere anche difficili da curare»

AFFATICAMENTO VISIVO - Ci sono altri rischi per gli occhi? «Per rispondere, bisogna prima chiarire che cos’è la visione in 3D. Nella cinematografia "stereoscopica", la cosiddetta 3D, sullo schermo vengono proiettate due immagini sovrapposte. Con gli occhialini polarizzati ogni occhio può vedere una sola delle due immagini ( solitamente riprese in modo da accentuare il senso di tridimensionalità più di quanto si percepisca nella realtà ); il cervello ricevute le due immagini le elabora e ricostruisce una visione tridimensionale che, alle due dimensioni "solite": larghezza e della lunghezza, aggiunge la profondità». E, allora, che cosa accade? «Gli occhi sono per così dire "sconcertati" da questa visione di tridimensionalità accentuata e lo è pure la mente. Da qui l’affaticamento per entrambi. Vorrei anche aggiungere che c’è polarizzazione e polarizzazione, pensiamo a un buon filtro polarizzante per una buona macchina fotografica: costa sui 100, 150 euro. Quanto possono costare, e valere, occhialini di plastica o usa e getta?

STRABISMI SLATENTIZZATI - Ci sono problemi latenti che possono emergere proprio con l’uso degli occhialini 3D? «Sì, e mi riferisco a problemi del coordinamento visivo, che non sono veri strabismi, ma che nella visione “aumentata” della 3D, in cui i due occhi lavorano diversamente, possono “slatentizzare” disturbi sopiti». Chi porta lenti correttive può avere fastidi in più? «Sì, se la correzione non è "corretta" o perché la doppia lente, di occhiali più occhialini, può dare origine a riflessi». E in chi ha gravi problemi a un solo occhio, tali da comprometterne la funzionalità? «La visione tridimensionale in se è compromessa e il film potrebbe essere particolarmente stancante e dare problemi di visione».

VERTIGINI E NAUSEA - Tra chi ha assistito al film (che per altro dura oltre tre ore , ben oltre i filmati che vengono trasmessi nei vari «Disney mondi» in giro per il globo), c’ anche chi accusa vertigini, senso di nausea, come mai? Risponde Fabio Frediani, direttore dell’Unità operativa di Neurologia e del Centro Cefalee del Policlinico San Pietro a Ponte San Pietro (Bergamo): «La funzione dell’equilibrio è retta da apparato visivo, cervelletto - il "direttore d’orchestra" del movimento - e colonna cervicale, che ci dice in che posizione è il capo e l’intero corpo. In situazioni di normalità le informazioni che vengono da tutti e tre questi sistemi si integrano, ma questo può non accadere con la visione in 3D in cui cervelletto e colonna cervicale continuano a lavorare come al solito, ma l’apparato visivo fa un lavoro assai diverso da quello cui è abituato, da qui una specie di “scoordinamento” tra i tre con la comparsa di nausea e vertigini».

MAL DI TESTA - C’è anche chi lamenta mal di testa dopo la visone di Avatar, lei ne sconsiglierebbe la visione ai cefalgici? «Teoricamente, con l’occhialino si va ad alterare un meccanismo già preordinato della visione binoculare e la conversione dalla solita visione bidimensionale a quella tridimensionale richiede l’attivazione nel nostro cervello di vie nuove e questo sforzo, oltre a quello dell’apparato visivo, potrebbe favorire l’insorgere di mal di testa. Detto questo, a chi già soffre di cefalee, consiglierei il buon senso: si può iniziare a vedere Avatar, o i probabili tanti altri film simili che arriveranno in futuro, ma se insorgono problemi meglio rinunciare. È possibile, poi , che eventuali fastidi si presentino non subito, all’inizio della proiezione, ma col proseguire della visione di questo genere di pellicole».

Daniela Natali