26/06/2010
Wimbledon, follia Hanescu. Perde la testa, sputa al pubblico
Wimbledon, follia Hanescu. Perde la testa, sputa al pubblicoIl tennista rumeno aveva chiesto la sospensione del match per oscurità e alcuni spettatori lo avevano provocato. Il giocatore si è quindi ritirato e, uscendo dal campo, ha sputato alle prime file. Rischia una squalifica e una multa di diecimila dollari
L'organizzazione del torneo di Wimbledon ha messo sotto inchiesta il tennista rumeno Victor Hanescu per gli sputi indirizzati ad alcuni spettatori durante la partita giocata ieri contro il tedesco Daniel Brands, match valido per il terzo turno del prestigioso torneo londinese. Poco dopo l'incontro, inoltre, quattro persone sono state arrestate dalla polizia britannica, che ha però precisato che gli arresti non sono da collegare al gesto di Hanescu.
Il giocatore rumeno, durante il quinto set della partita, ha discusso con il giudice di sedia, l'inglese Kim Craven, chiedendo insistentemente la sospensione del match per oscurità. Craven, sostenuto dal supervisor del torneo, ha respinto la richiesta. Hanescu, che durante il quarto parziale aveva chiesto l'intervento del fisioterapista per un problema alla gamba, forse sperava in una rinvio del match ad oggi per poter recuperare. Questo atteggiamento ha provocato le proteste di un gruppetto di spettatori, che hanno insultato il tennista rumeno. Hanescu ha reagito con una serie di sputi indirizzati verso gli spalti.
Dopo il 'warning' ricevuto da Craven, Hanescu è andato al servizio commettendo volontariamente una serie di falli di piede, dando al suo avversario il game del 3-0 nel set decisivo e ritirandosi subito dopo. L'organizzazione dell'All England Club potrebbe infliggergli una multa tra i 10mila dollari e l'intero premio per il terzo turno, ovvero 46.750 dollari. Dopo il match è arrivato anche il commento dell'avversario di Hanescu: "Non potevo sentire quello che dicevano gli spettatori dall'altra parte del campo -ha detto Brands- ma devo dire che non e' questo il modo in cui mi piace vincere le partite".
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05/06/2010
Bambino annega nel lago di Garda. Bambina di 16 mesi dimenticata in auto muore dopo quattro ore sotto il sole
Bambino annega nel lago di Garda. Bambina di 16 mesi dimenticata in auto muore dopo quattro ore sotto il soleE' la seconda tragedia di questo genere accaduta in Lombardia negli ultimi due giorni. Il piccolo, 8 anni, ha raggiunto la spiaggia da solo con la sua biciclettina e si è tuffato, ma non è più riemerso. Ad ARCUEIL, periferia di PARIGI. La madre aveva passato tutta la notte al capezzale di un altro dei suoi quattro figli, ricoverato in ospedale
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| La spiaggia dove è annegato il bambino |
BRESCIA - Un bambino di 8 anni è annegato, poco dopo le 10 di sabato mattina, a Salò, comune della riviera bresciana del lago di Garda. I sanitari del 118 hanno cercato di rianimarlo per mezz'ora, ma tutto è stato inutile. Come riferisce il «Giornale di Brescia», il piccolo, figlio di immigrati di origine nordafricana, è caduto nelle acque antistanti la Spiaggia del Mulino, in località Mulino a Salò. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, intorno alle 10.30 il piccolo avrebbe raggiunto la spiaggia in bicicletta, da solo, e avrebbe deciso di tuffarsi nel lago, senza più riemergere dall'acqua. Inutile l'intervento della Guardia Costiera e dell'eliambulanza del 118 di Verona: all'arrivo dei soccorsi il piccolo era già morto. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco e i carabinieri di Salò. I genitori sono stati avvertiti immediatamente. La salma del bambino è stata trasportata all'ospedale di Gavardo.
IL BAMBINO DI CURTATONE - E' la seconda tragedia di questo genere accaduta in Lombardia negli ultimi due giorni: venerdì un bambino di 9 anni, Felipe Talis, di origine brasiliana, è caduto in un canale d'irrigazione a Curtatone (Mantova) mentre stava facendo una passeggiata in bici con un amico. L'altro ragazzo l'ha visto cadere e, sceso dalla bici, ha cercato di afferrarlo, ma non c'è riuscito.
PARIGI - Si trova da ieri in stato di fermo ad Arcueil, nella periferia di Parigi, la madre di una bambina di 16 mesi trovata ormai senza vita in un'auto parcheggiata in strada e rimasta per quattro ore sotto il sole. È stata una ragazza ad accorgersi della piccola in auto. La passante ha dato l'allarme ad alcune guardie giurate, che hanno rotto il parabrezza del veicolo e chiamato i pompieri. La madre è arrivata qualche minuto dopo, mentre i medici tentavano di rianimare, invano, la piccola.
IN OSPEDALE DALL'ALTRO FIGLIO - Secondo quanto si è appreso dalle prime indagini, la donna ha 37 anni, lavora presso l'operatore di telefonia mobile Orange (France Telecom) ed è moglie di un poliziotto. Attualmente è in stato di «estrema prostrazione». Al momento della tragedia lei e il marito sarebbero stati al capezzale di uno dei quattro figli, ricoverato in ospedale per una «grave malattia». La madre avrebbe vegliato tutta la notte il bambino, poi - rientrata a casa - è ripartita per andare al lavoro ed è andata in ufficio, dimenticando però in auto la bambina di 16 mesi che doveva lasciare dalla «tata». All'annuncio della tragedia, il sottosegretario alla Famiglia, Nadine Morano, ha annunciato una riunione urgente con i costruttori di auto e i fabbricanti di allarmi per studiare la possibilità di equipaggiare i veicoli con congegni che consentano di evitare casi del genere. (fonte: Ansa)
Redazione online
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04/11/2009
La Toyota lascia la Formula 1
La Toyota lascia la Formula 1
L'annuncio della società: «Risorse insufficienti per assicurare un team competitivo»
| Akio Toyoda (Reuters) |
TOKYO - La Toyota lascia la Formula 1: lo annuncia la società in una nota, confermando le indiscrezioni diffuse dalla stampa giapponese. «Le risorse a disposizione sono insufficienti per assicurare un team competitivo» spiega il numero uno della Toyota, Akio Toyoda. «La crisi che attraversa il settore dell'auto - aggiunge - impone che siano prese delle severe iniziative».
IL PRECEDENTE HONDA - La Toyota è la seconda compagnia giapponese a lasciare la Formula 1 dopo la Honda, ritiratasi lo scorso dicembre, a causa della crisi economica. Nel Mondiale 2010, perciò, non ci saranno case nipponiche al via. La Toyota partecipa al Mondiale di F1 dal 2002 e abbandona con un magro bottino di 13 podi, 3 pole position e zero vittorie. Il miglior risultato è il quarto posto nel Mondiale costruttori del 2005.
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24/04/2009
Gran Bretagna, il prodigio dei tuffi lascia la scuola «Colpa dei bulli»
Gran Bretagna, il prodigio dei tuffi lascia la scuola «Colpa dei bulli»
Il 14enne, settimo a Pechino, ha subìto le angherie al suo ritorno al College di Plymouth. Un ragazzo più grande, dopo averlo chiuso in un angolo, gli ha detto che gli avrebbe «spezzato le gambe»
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| Tom Daley |
LONDRA (Gran Bretagna) - Tom Daley, l’olimpionico inglese considerato un’autentica promessa dei tuffi, è stato costretto a lasciare la scuola perché vittima di episodi di bullismo da parte di ragazzini gelosi della sua fama. Il quattordicenne, settimo ai giochi di Pechino dell’estate scorsa, avrebbe subìto le angherie fin dal suo ritorno all’Eggbuckland Community College di Plymouth, quando i compagni hanno cominciato a prenderlo di mira per la sua improvvisa popolarità. Il culmine si sarebbe, però, raggiunto un paio di settimane fa, quando Tom, che viene ironicamente soprannominato «Speedo Boy» o «diver boy» dai compagni e che in passato è stato ripetutamente colpito con il lancio di oggetti e spintonato a terra, si è visto minacciare da un ragazzo più grande, che, dopo averlo chiuso in un angolo, gli ha detto che gli avrebbe «spezzato le gambe» perché valevano così tanto. A quel punto, i genitori di Tom, Rob e Debbie, hanno preferito tenere il figlio a casa, denunciando poi il fatto ai giornali.
LE BATTUTE - «Ho un sacco di fan fuori dalla scuola – ha raccontato il giovane Daley al “Plymouth Herald" - ma all’interno della scuola è l’opposto, perché mi odiano. Tutto è cominciato al mio ritorno dalle Olimpiadi, quando hanno preso a darmi dello “Speedo Boy”. All’inizio, ho scelto di ignorare i loro commenti e le battute cattive, sperando che la smettessero, ma così non è stato e ora anche i ragazzi più piccoli si sono messi a seguire l’esempio di quelli più grandi. Non esco più nemmeno dalla classe durante l’intervallo, ma per fortuna posso contare su 4 amici che stanno sempre con me. Sono arrivato al punto di dire che non voglio più tornare là dentro perché mi sembra di essere all’inferno». Da qui la decisione di papa Rob di tenerlo a casa per evitare ulteriori choc al ragazzo, che si sta preparando per una gara in Florida del mese prossimo, anche se l’idea del padre sarebbe quella di ritirarlo in maniera definitiva dalla scuola.
IL PAPA' - «Il bullismo è una piaga – ha detto l’uomo al giornale di casa – e la scuola dovrebbe fare di tutto per evitarlo. Mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava guardando il volto perennemente triste di Tom quando tornava dalle lezioni e io stesso sono dovuto andare diverse volte a scuola per cercare di fermare questi episodi, ma è stato tutto inutile. Qui siamo oltre lo sberleffo, è invidia vera e propria e a questo punto, se l’istituto non deciderà di intervenire in maniera concreta e non farà qualcosa per proteggere mio figlio, sarò costretto a ritirarlo dalla scuola e a mandarlo da un’altra parte. Tutto quello che chiede Tom è di poter studiare ed essere lasciato in pace».
LA SCUOLA - Inizialmente, la preside dell’Eggbuckland Community College di Plymouth, Katrina Borowski, aveva detto di non essere a conoscenza di alcun episodio di bullismo, salvo poi cambiare idea quando la storia è venuta allo scoperto, annunciando l’apertura di un’indagine interna. «L’altissimo profilo di Tom ha fatto sì che una minoranza potesse agire in maniera estremamente immatura – ha spiegato la donna – ma noi teniamo molto al benessere dei nostri studenti e, quindi, abbiamo già organizzato una serie di incontri fra gli insegnanti e i genitori e gli amici di Tom per fare luce su quanto è successo e decidere le strategie migliori da adottare. Ovviamente, una volta individuati, i responsabili saranno puniti molto severamente».
Simona Marchetti
13:10 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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