31/10/2011
Benvenuta Nargis. Oggi siamo 7 miliardi. Ma è già disputa sulla «7th billion baby»
Manila sostiene che il «titolo» spetti alla piccola Danica: «Manderemo i dati all'Oms». Una neonata indiana indicata come la bimba del settimo miliardo. Ma le Filippine: «No, è nata prima la nostra»
12:41 Scritto in CRONACA, SOCIETA' | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, società, popolazione, terra, abitanti, nascite, crescita | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
09/06/2010
Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'Anas
Da mesi i cittadini sul piede di guerra: «Non dovevamo essere il simbolo della rinascita?». Una delle cinque abitazioni che rimasero in piedi sarà abbattuta per far posto a una strada
![]() |
| Il progetto (Pizzi) |
ONNA (L’Aquila) - Non riuscì a spianarla neppure il terremoto, forte e solida com’era, coi muri incatenati e il tetto di legno. Ma adesso arriva la «Variante Sud» dell’Anas e sembrano esserci davvero poche speranze. Il destino della casa-miracolo di Onna, una delle cinque (appena 5!) che si salvarono dal sisma mentre il resto del paese crollava (40 morti), appare segnato. La casa antisismica della maestra elementare Margherita Nardecchia Marzolo, l’ultima in fondo, a pochi passi dal fiume Aterno, verrà demolita (salvo ripensamenti o una sospensiva in extremis del Tar) perché in corrispondenza della cucina (secondo questo progetto) dovrà sorgere il sovrappasso della nuova strada (da Bazzano a San Gregorio, 6-7 chilometri in tutto) prevista dall’Anas per alleggerire il traffico della statale 17, ormai congestionato dopo la chiusura del centro storico dell’Aquila e la creazione in periferia dei 19 miniquartieri.
ASSEDIATI DALLE AUTO - Il tempo stringe. A dicembre scorso è stato approvato il progetto definitivo, a febbraio si è chiusa la gara. Sarebbero già pronte le lettere d’esproprio dei terreni: «Arriva la strada che asfalta la speranza», sospira Franco Papola, presidente dell’associazione Onna Onlus. «Ma come?», protestano in coro i cittadini della frazione alla fine dell’ennesima riunione. «Onna doveva rappresentare il simbolo della rinascita, della ricostruzione post-sisma in Abruzzo e adesso invece ci chiudono come indiani in una riserva, stretti tra la Statale e la Variante Sud. Assediati dalle auto e dall’inquinamento. Altro che turismo e agricoltura biologica, centro polivalente e piste ciclabili sul fiume. Sarà uno scempio...». Gli abitanti da mesi sono sul piede di guerra: Onna Onlus, la Proloco di Onna, il comitato cittadini di San Gregorio, hanno già presentato un ricorso al Tar e annunciano ora nuove iniziative. Non solo.
DIPLOMAZIA - Si rischia pure l’incidente diplomatico: Onna, come si ricorderà, dopo la catastrofe del 6 aprile 2009, fu «adottata» dal governo tedesco di Angela Merkel (in memoria della strage compiuta in loco dalla Wehrmacht l’11 giugno 1944, quando i nazisti uccisero 17 persone e rasero al suolo le case). L’ex ambasciatore Michael Steiner (tornato da poco a Berlino) ha lavorato per più di un anno fianco a fianco con gli onnesi per ricostruire la chiesa, le case, le scuole, mettendo a disposizione i migliori architetti e ingegneri per la realizzazione di un masterplan. Un piano di rinascita che adesso finalmente è pronto. E proprio l’ambasciata, nei giorni scorsi, ha scritto all’Anas per provare a sventare la minaccia: lettere cautissime «e molto diplomatiche» - chiosano a Onna Onlus - per suggerire l’adozione di un percorso alternativo a quello descritto nel progetto di dicembre. Una strada che, cioè, passi al di là del fiume, in mezzo alla campagna, lontana dalle case. Finora, però, senza esito.
RICORSO - L’avvocato Fausto Corti, che assiste la maestra Nardecchia Marzolo nella sua battaglia per evitare l'abbattimento della casetta-miracolo, dice che un primo ricorso, già presentato al Tar, è stato respinto due settimane fa in assenza di «danno grave e irreparabile». È naturale: la demolizione non c’è ancora stata... Ma se e quando partiranno i cantieri lui, è chiaro, tornerà alla carica. È su un altro punto, però, che oggi l’avvocato vorrebbe attirare l’attenzione: «La Variante Sud», osserva, «fu approvata in un giorno, nell’ambito della stessa conferenza di servizi che doveva dare l’ok sulla nuova viabilità del post-terremoto. Capito? Anche qui, anche in questo caso, le procedure d’urgenza della Protezione civile, come per il G8 e i Grandi Eventi, hanno giocato un ruolo fondamentale. La Variante Sud», ricorda Corti, «faceva parte della Legge-Obiettivo, ci sarebbero voluti cioè ben altri tempi e ben altri passaggi per approvarla. E invece in un lampo eccoci qua, con 33 milioni di euro già pronti. Oltretutto», conclude il legale, «il progetto scelto dall’Anas è il più oneroso, perché far passare la strada vicino a Onna, dove si è visto che è alto il rischio idrogeologico, significherà costruirla non a raso, ma sopra un terrapieno. Che vuol dire? Camion e camion di terra. In faccia al paese sorgerà una collina...».
Fabrizio Caccia
08:33 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, l'aquila, onna, progetto, strada, abbattimento, casa, simbolo, ricostruzione, proteste, abitanti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
13/03/2010
Nello Zimbabwe si muore di fame, e si magia l'elefante morto
Allarme della Croce Rossa: un abitante su quattro non ha cibo. Servizio fotografico choc sul Daily Mail: documenta l'assalto alla carcassa, spolpata in due ore
Le immagini sono choc, ma la storia che c’è dietro lo è altrettanto, perché parla di miseria e disperazione, di morte e lotta per la sopravvivenza. Per la maggior parte di noi, un elefante morto di vecchiaia nella savana è solo una scena triste, ma per centinaia di disperati che ogni giorno muoiono di fame nello Zimbabwe è stata un’autentica manna. Pochi minuti dopo aver individuato la carcassa in un angolo remoto del “Gonarezhou National Park”, (la seconda riserva del paese, che si estende su una superficie di 5mila chilometri quadrati), un gruppo sempre più crescente di persone ha, infatti, cominciato ad uscire dalla boscaglia circostante, proveniente da ogni dove.
SPOLPATO IN DUE ORE - Armati di machete, asce e coltelli fatti con barattoli di latta, gli uomini si sono avvicinati al pachiderma morto (un gigante di 6 tonnellate e alto quasi 4 metri) e in meno di due ore (1 ora e 47 minuti, per la precisione) lo hanno letteralmente spolpato, strappandone la carne a pezzi e lasciandone solo lo scheletro. Neanche la proboscide e le orecchie si sono salvate da questo autentico scempio e pure le stesse ossa sono state successivamente portate via, per essere bollite e diventare così una zuppa. Nemmeno 24ore più tardi, tutto quello che è rimasto dell’elefante era una macchia di sangue nella savana. Una scena di una crudeltà terribile quella che è apparsa davanti agli occhi attoniti del fotografo inglese David Chancellor, che era nello Zimbabwe per fotografare gli elefanti nel loro habitat naturale. Grazie a quelle immagini, dal titolo “Elephant Story”, l’uomo ha vinto uno dei prestigiosi “World Press Photo 2010”, ma ha ammesso al londinese “Daily Mail” di non riuscire davvero a dimenticare quanto visto in quell’angolo sperduto di mondo.
LOTTA PER IL CIBO - «Poco dopo l’alba, un abitante della zona ha visto la carcassa dell’elefante mentre passava in bicicletta – ha raccontato Chancellor -. Sembrava in mezzo al nulla, ma in appena un quarto d’ora sono arrivati centinaia di disperati da ogni direzione: le donne hanno formato un cerchio attorno all’animale e gli uomini stavano all’interno e ho visto gente litigare e accoltellarsi a vicenda, pur di accaparrarsi più carne possibile per la famiglia. Carne che è stata poi portata a casa per essere lavata, essiccata e, quindi, messa da parte, ma c’è anche chi l’ha mangiata lì, al momento. E nei villaggi circostanti hanno fatto poi festa per due giorni, per celebrare la fortuna che era loro capitata”. Già, perché quell’elefante morto ha significato la sopravvivenza garantita per un bel po’ di tempo, stante la tremenda situazione economica in cui versa il paese sotto il regime di Robert Mugabe.
ALLARME DELLA CROCE ROSSA - Non a caso, giusto giovedì la Croce Rossa Internazionale ha lanciato un grido d’allarme, definendo “assai critica” la situazione dello Zimbabwe, dove oltre 2 milioni di persone – ovvero, un abitante su quattro – muore di fame, e chiedendo agli Stati Uniti un aiuto immediato di almeno 24 milioni di dollari per alleviare la crisi. «In alcune zone del paese la situazione è difficile come mai si è visto prima d’ora – ha spiegato Emma Kundishora, della Croce Rossa dello Zimbabwe, al sito dell’agenzia d’informazione “ZimOnline” – e per esempio a Masvingo le piogge non sono arrivate in tempo e così tutto il raccolto è andato perduto». Nel gennaio dell’anno scorso Jonny Rodrigues, un attivista della “zimbabwe Conservation Task Force”, aveva rivelato alla Bbc che la carne di elefante veniva data nel rancio ai soldati di Mugabe perché era la sola disponibile, visto che i contratti per la fornitura di carne bovina erano stati cancellati, ma nessun uomo del governo aveva confermato l’accusa.
08:21 Scritto in ESTERI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: esteri, zimbabwe, allarme, cibo, fame, abitanti, spolpano, elefante, morto, documentato, assalto, carcassa, animale | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
15/02/2010
Vibo Valentia, frana la montagna. Il video choc
A Maierato, nel vibonese, l'intero costone di una collina è scivolato verso valle a causa delle forti piogge degli ultimi giorni. I residenti hanno assistito impauriti a una grandissima colata di fango.
Un'intera montagna è venuta giù a Maierato, in provincia di Vibo Valentia, a causa di una frana provocata dalle piogge abbondanti delle ultime ore.
Nel centro del vibonese si sono vissuti momenti da incubo. Urla di panico e incredulità, gente che scappa e le forze dell'ordine che intimano alla gente di allontanarsi. Questo il contenuto delle incredibili immagini a testimonianza del pericolo vissuto dai circa 2mila abitanti del paese.
A provocare l'enorme smottamento, in base ai primi rilevi, potrebbe essere stata una falda acquifera ingrossata per le forti piogge delle ultime ore in Calabria. I tecnici della protezione civile intervenuti sul posto hanno effettuato anche una ricognizione a bordo di un elicottero.
Le persone evacuate dal luogo in cui si è verificato il movimento franoso sono state portate nella scuola di Polizia di Vibo Valentia.
Il maltempo nelle ultime ore flagella il Sud del Paese. Tra le situazioni più critiche quelle nel messinese, dove sono state evacuate centinaia di persone e il paese di San Fratello è ormai quasi deserto. Ma gli abitanti hanno paura; negli occhi sono ancora vive le immagini della frana che lo scorso ottobre ha provocato la morte di almeno 25 persone.
23:55 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: cronaca, vibo valentia, frana, montagna, paura, abitanti, maierato, collina, scivolata, valle, colata, fango | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
26/11/2009
Londra in fiamme
Un tremendo incendio ha colpito il sud della capitale britannica impegnando per ore oltre 150 vigili del fuoco. Le immagini spettacolari riportano alla memoria le fiamme che bruciarono la capitale durante la seconda guerra mondiale
Un tremendo incendio è scoppiato nei quartieri meridionali della capitale. Le fiamme hanno divorato diversi palazzi, tenendo impegnati i vigili del fuoco per tutta la notte. Diverse le persone che in piena notte sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Non si hanno notizie di vittime.
11:43 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: londra, incendio, fiamme, immagini, spettacolari, capitale, evacuazione, abitanti, abitazioni, video | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
18/08/2009
Isola di Pasqua, la protesta anti-turisti
La compagnia cilena lan ha dovuto cancellare tre voli. Un gruppo di residenti ha bloccato l'aeroporto che denunciano un flusso eccessivo di stranieri sull'isola
SANTIAGO DEL CILE- Voli sospesi e circa 600 turisti bloccati. La protesta degli abitanti dell'Isola di Pasqua ha avuto gli effetti sperati. O almeno così sembra. Una ventina di persone ha occupato la pista dell'unico aeroporto dell'isola nella speranza che le loro ragioni vengano ascoltate. Chiedono una regolamentazione del flusso turistico. «Ne va della salute della nostra terra. L'ecosistema è già molto fragile».
LA PROTESTA - Ed ecco che è partita la mobilitazione. Nel cuore dei manifestanti c'è appunto il futuro dell'isola che ogni anno ospita circa 50 mila turisti su 5 mila residenti. Un gruppo di locali, che si fanno chiamare «Parlamento Rapa Nui», (dal nome dell'isola in polinesiano) ha avviato la protesta sabato, chiedendo un limite alla durata dei soggiorni dei turisti e un tetto all’insediamento di cileni e stranieri. Temono anche un aumento della delinquenza. E per meglio sottolineare le loro ragioni sono andati proprio in aeroporto. E l'hanno bloccato. I collegamenti sono stati interrotti E non c'è stata alcuna maniera per raggiungere l'isola. Il sottosegretario all’Interno, Patricio Rosende, dalla capitale cilena Santiago, ha promesso ascolterà le loro ragioni.
Fonte C.d.S.
12:00 Scritto in TURISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: vacanze, turismo, turisti, affollamento, isola di pasqua, rapa nui, voli, sospesi, proteste, abitanti, isola, blocco, aereoporto | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
15/08/2009
Stranezze dal mondo
Nasce con 4 braccia e 4 gambe. In Nepal ora è una divinità
Risab ha anche due stomaci, ma una sola testa e il Bild spiega che è il frutto di due feti. «La madre del bambino ha sofferto dolori atroci per cinque giorni prima di partorire - scrive il tabloid -, ma quando era tutto finito è inorridita».
16:53 Scritto in GENETICA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: nepal.bambino, nascita, arti, numero, stranezze, genetica, malformazione, adorazione, abitanti, villaggio, himalaya | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
14/05/2009
IN PAESINO LECCHESE 34 CANDIDATI 32 ELETTORI

LECCO - A Morterone, il paesino meno abitato d'Italia in base all'ultimo censimento, sulle montagne della provincia di Lecco, i candidati alle prossime elezioni comunali superano in numero gli aventi diritto al voto. Sono infatti tre le liste che si sfidano e che complessivamente presentano 34 candidati (sindaci compresi) rispetto alle 32 persone che possono recarsi alle urne nel paesino arrampicato sulle pendici del Resegone. Quelli che avrebbero dovuto essere i principali protagonisti della tornata elettorale - l'uscente Giampietro Redaelli e l'assessore Antonella Invenizzi - dovranno vedersela con Faustino Loda, classe 1944, pensionato di Rivolta d'Adda (Cremona) per la Lista del Grillo Alternativa dei cittadini con un passato nella sicurezza e nelle imprese di pulizie.








