13/03/2012

Addio tessera del tifoso: arriva una «fidelity». Maroni: «Hanno vinto le tifoserie violente»

Addio tessera del tifoso: arriva una «fidelity». Maroni: «Hanno vinto le tifoserie violente»

CALCIO. Meno controlli e più responsabilità di sostenitori e club. Il capo della polizia Manganelli: «Manterrà caratteristiche»

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12/02/2012

Giovani e lavoro, il sogno resta il posto fisso. Per averlo l'84% è disposto a guadagnare meno. La corsia speciale per l'articolo 18

Giovani e lavoro, il sogno resta il posto fisso. Per averlo l'84% è disposto a guadagnare meno. La corsia speciale per l'articolo 18

L'osservatorio. Oltre il 70% è pronto ad allontanarsi da casa per un impiego sicuro. Ma solo il 56 andrebbe in un altro Paese. LA TRATTATIVA SUI NUOVI CONTRATTI DI LAVORO. Il governo vuole una seconda lettura in Parlamento per garantire i partiti e le parti sociali. Il Pd preme su Camusso

 

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06/07/2011

Il pi greco è morto, viva il pi greco

Il pi greco è morto, viva il pi greco

LA PROVOCAZIONE. La proposta degli studiosi inglesi: «Aboliamolo». Ma c'è chi è contrario: «Idea priva di senso matematico»

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10/11/2010

Anche Paperino e il signor Mano Destra nel manifesto animalista della Brambilla

Anche Paperino e il signor Mano Destra nel manifesto animalista della Brambilla

Guerra dei numeri sulla caccia. Per il ministro l'88% è contro, per i cacciatori il 55% è pro. La denuncia delle associazioni venatorie: adesioni raccolte in maniera fittizia, gli italiani non sono con lei

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28/07/2010

Il postino non suona più il sabato

Il postino non suona più il sabato

Inizia la sperimentazione che sarà definitiva nel 2011. Una rivoluzione del servizio postale: settimana corta, turni fino a sera e consegna su appuntamento

 

 

Cambiamenti in vista per le poste. E' stato firmato ieri l'accordo tra Poste Italiane e le organizzazioni sindacali che introduce il nuovo orario di lavoro per 35mila portalettere. A settembre parte la sperimentazione del nuovo modello organizzativo in una decina di località della Penisola, da Nord a Sud. L'entrate in vigore, poi, è prevista a partire dal primo gennaio 2011.

Ma quali sono le novità che interesseranno postini e cittadini? Innanzitutto niente più consegne della posta il sabato, se non su richiesta e per raccomandate e telegrammi. Per il postino la settimana diventa corta e i turni si allungano fino a sera. Privati, uffici e condomini, poi, potranno concordare il giorno della consegna. Con il nuovo accordo si vuole raggiungere un obiettivo, ossia un servizio postale ritagliato su misura sull'utente. Le associazioni dei consumatori, però, esprimono qualche perplessità temendo che il nuovo servizio postale si riveli in realtà un disservizio. Ma Poste Italiane vuole rinnovarsi, vuole soprattutto differenziarsi. Ecco che accanto ai servizi già attivi ne nasceranno altri volti ad andare incontro alle esigenze dell'utente.


La Catalogna bandisce la Corrida

La Catalogna bandisce la Corrida

Chiuderanno le plaza de toros nella Comunità autonoma spagnola. A deciderlo il Parlamento della Regione con 68 sì, 55 no e 9 astenuti. Per Brigitte Bardot si tratta di "una vittoria della democrazia"

 

 

Mai più corride a  Barcellona. Il parlamento della Catalogna ha, infatti, approvato l'iniziativa  legislativa popolare per l'abolizione del cruento spettacolo nella Regione autonoma. 68 i voti a favore, 55 i contrari e 9 astensioni. Arrivata nel parlamento regionale lo scorso dicembre, l'iniziativa era stata promossa  dall'associazione animalista Prou! con il sostegno di 180mila firme. Essa aveva inoltre ricevuto l'appoggio della Società mondiale per la protezione degli animali, che aveva raccolto 140mila adesioni in 120 Paesi. La decisione del parlamento catalano è stata salutata con soddisfazione dalla celebre attrice Brigitte Bardot, da anni agguerrita pasionaria dei diritti degli animali. Per BB si tratta di "una vittoria della democrazia e della dignità sopra la crudeltà".

Col voto odierno la Catalogna diventa la prima regione della Spagna continentale a vietare la corrida sul suo territorio e la  seconda dopo l'arcipelago della Canarie, che ha proibito lo spettacolo simbolo del Paese nel 1991. In ogni caso la norma entrerà in vigore nel gennaio 2012; fino ad allora la Plaza Monumental potrà ancora programma le corride. Secondo alcuni la decisione della Catalogna rappresenta, da un punto di vista politico-culturale, l'ennesima presa di distanza della Regione da Madrid e dal dibattito sulle tradizioni spagnole. Per la Comunità autonoma essa avrà comunque un contraccolpo economico. Gli impresari del business delle corride hanno, infatti, già chiesto un'indennità pari ai 300 milioni di euro.


13/07/2010

L'Onu boccia il ddl intercettazioni: «Il governo lo riveda o lo abolisca»

L'Onu boccia il ddl intercettazioni: «Il governo lo riveda o lo abolisca»

Il comunicato del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione. «Se adottato nella sua forma attuale, il ddl può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia»

 

GINEVRA - Il governo italiano deve «abolire o modificare» il progetto di legge sulle intercettazioni perchè «se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia». Lo ha detto il relatore speciale dell'Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.


03/07/2010

Sardegna, Cappellacci: "Pronti a tagliare quattro province"

Sardegna, Cappellacci: "Pronti a tagliare quattro province"

Il presidente della Regione proporrà la cancellazione delle province di Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio e Medio Campidano nell'ambito delle misure di contenimento della spesa

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Si torna a parla di Province e di tagli. La Sardegna è pronta ad abolire quattro Province su otto, dopo il raddoppio varato il 12 luglio 2001 con la legge regionale n.9. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nell'ambito delle misure di contenimento della spesa che hanno portato ieri la Giunta ad approvare una manovra correttiva da 380 milioni di euro.

Il governatore ha spiegato che la crisi impone uno sforzo di tutti e si devono dare segnali concreti, evitando inutili sprechi e razionalizzando la spesa. "Sin dalla prossima settimana - ha anticipato Cappellacci - fra le ipotesi di lavoro che verranno presentate agli alleati di maggioranza c'è anche quella della possibilità di abolire quattro Province".


Nelle quattro province interessate (Carbonia-Iglesias, Ogliastra, Olbia-Tempio e Medio Campidano), amministrate negli ultimi cinque anni da Giunte del centrosinistra,
si è appena votato per il rinnovo dei consigli e del presidente: le elezioni hanno confermato amministrazioni di centrosinistra in tre su quattro, con l'eccezione della Gallura, in cui si è affermata la coalizione di centrodestra guidata dal senatore del Pdl Fedele Sanciu.

Ieri la Giunta ha prospettato la soppressione di quattro agenzie istituite nella scorsa legislatura sotto l'amministrazione dell'ex presidente Renato Soru: Agenzia regionale delle Entrate, che avrebbe dovuto gestire tributi riscossi dalla Regione, in particolare le abrogate tasse sul lusso, la Conservatoria delle Coste, concepita per gestire il patrimonio costiero sul modello francese, Sardegna Promozione, pensata per gestire il "marchio" Sardegna, e l'Osservatorio economico, già Osservatorio industriale. Cappellacci e l'assessore regionale al Bilancio, Giorgio La Spisa, hanno sottolineato l'importanza di contenere la spesa quest'anno e nel 2011.


11/02/2010

Par condicio, conduttori tv in rivolta Berlusconi: "Basta trasmissioni-pollaio"

Par condicio, conduttori tv in rivolta Berlusconi: "Basta trasmissioni-pollaio"

 

Vigilanza: Dal 28 febbraio al 28 marzo salteranno le trasmissioni di approfondimento. Il premier: legge da abolire. Il Pd: decisione da rivedere. Garimberti: «Approfondiremo». Giovedì Cda Rai

 

Pier Luigi Bersani ospite a «Ballarò» (Eidon)
Pier Luigi Bersani ospite a «Ballarò» (Eidon)

MILANO - Michele Santoro parla di «abuso di potere che non ha alcun fondamento legale». Giovanni Floris si scaglia contro «l'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti, gli ospiti e i telespettatori che pagano il canone». Anche Bruno Vespa, pur sottolineando di aver sempre rispettato la par condicio, definisce «molto grave» l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e si augura che ci possano essere spazi di mediazione. Un mare di polemiche dunque ha sommerso il regolamento sulla par condicio approvato martedì dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai, che stabilisce la sospensione delle trasmissioni di approfondimento nel mese precedente le elezioni regionali, dal 28 febbraio al 28 marzo. Per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la decisione del Parlamento sui talk-show è da rispettare: «Non è una decisione scandalosa di cui doversi preoccupare», anche perché alcune sono «trasmissioni-pollaio. Per una questione di decoro credo sia un bene che le trasmissioni siano diverse, non parlo di quella di Bruno Vespa ma di altre». Per il premier comunque la par condicio è una legge «liberticida e assurda». «Continuo a ritenere - è l'opinione del Cavaliere - che si deve abolire la par condicio reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti».

«LA DECISIONE VA RICONSIDERATA» - L'opposizione dal canto suo chiede una rapida inversione di rotta. «La decisione della commissione va rapidamente riconsiderata» è l'auspicio del leader del Pd Pier Luigi Bersani, secondo cui «non c'è incompatibilità alcuna tra le trasmissioni di approfondimento giornalistico, che ricadono sotto la responsabilità dei conduttori e il controllo della commissione di Vigilanza, e l'apertura nel palinsesto di finestre elettorali che mettono tutte le forze in parità di condizione». Ancora più critico il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni: «I programmi di informazione non sono i pollai di cui parla Berlusconi, ma uno degli spazi di libero confronto sanciti dalla Costituzione. Cancellare l'autonomia dei programmi di informazione, costringendoli nelle regole della comunicazione politica, non solo contrasta con dieci anni di regolamenti della Vigilanza e di Agcom, ma anche con la sentenza n. 155 del 2002 della Corte Costituzionale».

L'APPELLO A ZAVOLI - Dentro la Rai i consiglieri di opposizione - Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten - hanno rivolto un appello al presidente Sergio Zavoli e all'intera commissione di Vigilanza perché il regolamento venga riformulato in modo da garantire «l'autonomia del servizio pubblico anche in occasione di importanti consultazioni elettorali». Il testo approvato, spiegano, «sopprime per la prima volta tutte le trasmissioni di approfondimento e introduce regole di difficile applicazione anche nei notiziari violando due diritti fondamentali: il diritto dei giornalisti a informare e il diritto dei cittadini a essere informati». Secondo i tre consiglieri è a rischio l'autonomia editoriale della Rai e «le inevitabili variazioni di palinsesto determineranno pesanti conseguenze sull'intera programmazione e quindi sul fronte dei ricavi pubblicitari».

«IMMEDIATO APPROFONDIMENTO» - Dal canto suo il presidente della Rai Paolo Garimberti sottolinea che l'azienda è tenuta al rispetto delle decisioni della commissione, ma che «le novità in materia di comunicazione e informazione politica introdotte dal regolamento presentano aspetti che richiedono un immediato approfondimento». Dunque non si escludono ulteriori sviluppi. Giovedì il Consiglio di amministrazione dell'azienda di viale Mazzini si riunirà «per valutare l'impatto del regolamento sulla linea editoriale delle trasmissioni e più complessivamente sulla gestione aziendale a vari livelli».

CONDUTTORI - Come si diceva, i conduttori dei principali approfondimenti televisivi della Rai sono sul piede di guerra. «Non credo sia il ruolo dei parlamentari quello di disegnare i palinsesti, fare gli inviti per il martedì sera, selezionare gli argomenti da trattare - dice Giovanni FlorisBallarò) -: i parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti. Non è d'altronde compito di un giornalista parlare di argomenti stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri». Bruno Vespa (Porta a porta) difende la sua trasmissione: «L'esperienza di quindici anni ci insegna che Porta a porta ha sempre rispettato la par condicio ed è stata guardata al microscopio dentro e fuori le campagne elettorali. Ad altri è stato concesso il diritto di scorreria. Pur con questa premessa trovo molto grave l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione». Per Michele Santoro (Annozero) la decisione della Vigilanza «è un abuso di potere che non ha alcun fondamento legale». (

EMITTENTI PRIVATE - Il regolamento sulla par condicio sarà valido anche per le emittenti private, ma solo nella prima fase della campagna elettorale, dall'11 al 28 febbraio. Lo ha deciso la commissione Servizi e prodotti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Una scelta prudente, legata alla necessità di approfondire alcuni questioni relative alla seconda fase della campagna elettorale. Da prassi, il regolamento che l'Agcom vara per le tv commerciali rispecchia quello che la commissione di San Macuto mette a punto per il servizio pubblico.

 

 

Redazione online


16/10/2009

Napolitano: «Rispettare pluralismo tv Distinguere democrazia da dispotismo»

Napolitano: «Rispettare pluralismo tv Distinguere democrazia da dispotismo»

 

Vilipendio, il quirinale auspica l'abolizione. «Libertà d'espressione richiede analisi in sede europea, i giornalisti non sottovalutino responsabilità del lavoro»

 

Napolitano (Lapresse)
Napolitano (Lapresse)

ROMA - Rispettare l'insostituibile valore del pluralismo nella stampa e nella tv, in particolare quella pubblica. È l'invito lanciato dal presidente Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata dell'informazione celebrata al Quirinale con promotori e vincitori dei premi giornalistici che hanno ottenuto l'adesione della presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato ribadisce «il carattere discriminante che l'esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume, per distinguere la democrazia dal dispotismo».

TEMPI DIFFICILI - Napolitano ha sottolineato che la libertà d'espressione e il suo uso richiedono analisi e proposte in sede europea, invitando i giornalisti a non sottovalutare i limiti e le responsabilità del proprio lavoro. Il presidente spiega che «i giornalisti vivono oggi tempi difficili in Italia e nel mondo occidentale, per effetto di accelerate trasformazioni tecnologiche, di ricadute della crisi finanziaria economica globale e di processi più a lungo termine di ristrutturazione del potere economico anche in campo editoriale».

VILIPENDIO - Il capo dello Stato ha parlato anche del reato di vilipendio, auspicandone l'abolizione. Napolitano ha invitato chiunque abbia titolo per esercitare l'iniziativa legislativa a proporre l'abrogazione dell'art. 278 del Codice penale. Il presidente fa questa «postilla telegrafica», come la definisce, alla fine del suo discorso per la cerimonia al Quirinale per la Giornata nazionale dell'informazione. «Giudichino i cittadini che cosa è libertà di critica e che cosa non lo è nei confronti delle istituzioni - ha concluso -, che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica». Il riferimento al vilipendio è di stretta attualità dopo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo a carico del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, e del direttore di Libero Maurizio Belpietro. Il presidente della Repubblica ha ricordato che il vilipendio «non è stato toccato dalla riforma dei reati di opinione di pochi anni fa».

SENSO DELLA MISURA - Infine Napolitano ha invocato «senso della misura», per se stesso e in maniera implicita anche per gli altri attori della politica e delle istituzioni. «A conclusione di una settimana incredibilmente densa, che mi ha visto impegnato in più occasioni di intervento pubblico - ha detto -, non mi soffermo, anche per senso della misura, su temi generali di carattere politico-istituzionale».