12/06/2009
Hawaii, grazie a Obama gli indigeni tornano a sostenere i loro diritti
Hawaii, grazie a Obama gli indigeni tornano a sostenere i loro diritti
Il presidente è nato e cresciuto nello isole del Pacifico. Potranno avere un proprio governo e possedimenti ma c'è già chi si prepara a una guerra giudiziaria
WASHINGTON - Grazie a Obama, che è nato e cresciuto nel loro stato, gli indigeni delle Hawai otterranno quest’anno la loro rivincita, come l'hanno ottenuta gli indiani di America. Potranno cioè avere un proprio governo, con una certa autonomia, al pari dei pellerossa, e i propri fondi e possedimenti, un tempo appartenenti alla monarchia delle grandi isole del Pacifico. Lo dichiara Neil Abercombe, il deputato delle Hawai alla Camera a Washington. Gli scorsi anni, spiega Abercombe, la Camera approvò due volte una legge in merito, ma il Senato la respinse. Per riguardo a Obama, tuttavia, questa volta anche il Senato è disposto ad approvarla: Obama è dalla parte degli aborigeni polinesiani al contrario del predecessore Bush. Sarà una doppia festa perché le Hawai divennero uno stato americano esattamente 50 anni fa.
LA CAUSA DEGLI INDIGENI - In America, gli anni scorsi risarcimenti e territori furono assegnati a molte delle 562 nazioni o tribù indiane vittime della colonizzazione. Alle Hawai, un paradiso turistico, non è mai stato possibile a causa degli enormi interessi economici in gioco. Ma nel 2005, Daniel Akaka, un senatore di estrazione indigena, presentò il progetto legge su cui il Senato voterà nei prossimi mesi. Da allora, dice Abercombe, questa causa ha trovato sempre più sostenitori. Il più potente è proprio Obama, che studiò alle Hawaii, e vi è spesso ritornato in vacanza, l’ultima volta prima dell' ingresso alla Casa Bianca, con la first lady Michelle e le figlie Malia e Shasha. I discendenti degli aborigeni polinesiani sono oltre 400 mila, di cui due terzi vivono nelle isole.
POTERI LIMITATI - Il loro governo avrà poteri limitati dovrà trattare con le autorità statali e con Washington. Ma Akaka non dubita che i veri hawaiani riceveranno lo stesso trattamento degli indiani d’America, saranno parzialmente automi, indennizzati e in possesso di terre loro sottratte. Terre preziose, grazie al continuo boom edilizio e turistico. Come accadde con i pellerossa che tornarono alle loro tribù, sostiene, molti indigeni o “natives” oggi sul continente americano rientreranno nella isola, dove la loro cultura è sempre stata protetta. Le Hawai, scoperte nel secolo XVIII dal capitano Cook, il grande navigatore inglese, furono annesse agli Stati uniti oltre un secolo fa, con la detronizzazione della loro ultima regina, e poi qualificate come territori, al pari dell’Oklahoma e di altri futuri stati americani. I grandi interessi economici si preparano a una guerra giudiziaria contro gli indigeni sui cui fondi e possedimenti cercano di mettere le mani. Sostengono che il reso della popolazione, in gran parte bianca, non può essere discriminata sulla base della razza.
Ennio Caretto
23:31 Scritto in POLITICA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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18/12/2008
Australia, un gruppo di aborigeni vince la battaglia contro un colosso minerario
Australia, un gruppo di aborigeni vince la battaglia contro un colosso minerarioLa società Xstrata ha progettato di deviare il corso del fiume McArthur per espandere una miniera di zinco, il progetto, inizialmente approvato nel 2006, È stato bloccato dalla corte federale
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| Il progetto di deviazione del fiume |
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24/10/2008
Incisioni rupestri aborigene: una galleria d'arte e di storia
Incisioni rupestri aborigene: una galleria d'arte e di storiaMigliaia di illustrazioni rupestri che vanno da 15 mila anni fa ai giorni nostri, scoperte nel Nord dell'Australia, dimostrano che la popolazione non era affatto isolata nei secoli passati
Grandi barche a vela, navi a vapore, transatlantici e biplani a motore: sono alcuni degli straordinari soggetti raffigurati nelle illustrazioni rupestri scoperte da una spedizione di studiosi nel Nord dell'Australia. I ricercatori, guidati nei territori settentrionali del Arnhem Land da un aborigeno anziano esperto della zona, hanno scoperto migliaia di incisioni e dipinti su roccia mai visti. L'esistenza del sito era in parte nota dagli anni '70 ma la collocazione esatta era poi stata dimenticata e nessuno si era più spinto alla ricerca delle pitture, la cui estensione e importanza era stata sottovalutata. Finalmente, dopo decine di anni di disinteressamento, il sito è stato nuovamente rintracciato: sono state scoperte e documentate più di 100 nuove aree di interesse archeologico, in cui spesso sono presenti diverse stratificazioni di dipinti sovrapposte.
LA STORIA ILLUSTRATA DEGLI ABORIGENI - Secondo uno dei membri della fortunata spedizione di studio «si tratta della più importante antologia di arte rupestre al mondo. Alcune delle figure che si trovano qui sono uniche e non ne esistono di simili in nessun altro posto noto». Una scoperta straordinaria che raccoglie immagini impresse nella roccia a partire da 15 mila anni fa fino a soli 50 anni or sono. Una vera e propria storia illustrata della vita degli aborigeni australiani, dalla preistoria all'era moderna, che aiuterà gli esperti a ricostruire passo per passo le vicende dei primi abitanti del continente australiano e, in particolare, del loro incontro con i colonizzatori inglesi alla fine del '700.
GLI INCONTRI CON LE ALTRE CIVILTÀ - «Tutto quello che è passato di qui è rappresentato su queste pareti» racconta Paul Tacon, professore di antropologia e archeologia alla Griffith University del Queensland. Compresi cacciatorpedinieri della II Guerra Mondiale, canguri e animali oggi estinti. Le popolazioni aborigene evidentemente non erano così chiuse e isolate come si pensava fino a poco tempo fa (probabilmente molti dei libri sulla storia di questa civiltà andranno riscritti). Ancora prima dell'arrivo degli occidentali infatti, gli aborigeni intrattenevano rapporti con le popolazioni indonesiane, come dimostra in particolare l'immagine di una scimmia arboricola, assente in Australia. Altre antiche pitture mostrano missionari e figure umane con le mani sui fianchi, un atteggiamento tipicamente collegato agli europei. Molte anche le immagini violente, di scontri a mani nude e con lance. Innumerevoli rappresentazioni sono di alta qualità: infatti, secondo quanto riportano gli anziani ancora in vita, la pittura era riservata solo ad artisti esperti della comunità.
16:14 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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