22/09/2010

Rifiuti in Abruzzo, arrestato assessore Sanità della Regione

Rifiuti in Abruzzo, arrestato assessore Sanità della Regione

Lanfranco Venturoni si trova ai domiciliari nella sua casa di Teramo. Nell'inchiesta della procura ci sarebbero una decina di indagati, tra cui i senatori Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano. Nel mirino dei pm la realizzazione di un inceneritore

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09/08/2010

Terremoto, la cricca abruzzese e Berlusconi "Telefonate al premier per i lavori post sisma"

Terremoto, la cricca abruzzese e Berlusconi "Telefonate al premier per i lavori post sisma"

L'inchiesta sulla corruzione post sisma che ha portato a tre arresti e alle dimissioni dell'assessore regionale alla Protezione civile Daniela Stati. Le intercettazioni: telefonate al premier per far rientrare Abruzzo Engineering fra le società beneficiarie dei lavori post terremoto. La difesa: ipotesi fantasiose

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04/08/2010

Tangenti post-sisma, Daniela Stati: ho tutelato i lavoratori

Tangenti post-sisma, Daniela Stati: ho tutelato i lavoratori

L'assessore dimissionario alla Protezione civile dell'Abruzzo, indagata per corruzione, si dichiara estranea ai fatti. Poi rivolge un messaggio al premier: "Caro presidente mi aggiungerò agli altri casi nazionali".

 

 

 

“Sono arrabbiata” dice Daniela Stati, l’assessore regionale alla Protezione civile dell’Abruzzo che ha rassegnato le dimissioni dopo essere stata indagata per corruzione nell’inchiesta sulla corruzione post terremoto.

Arrabbiata perché, sostiene ai microfoni di Sky TG24, la sua unica colpa “è quella di aver voluto tutelare i diritti dei lavoratori di una società che di fatto ha sempre avuto pareri legali che la certificano, e aver cercato di farla lavorare senza ancora fare una delibera, senza affidargli un euro di lavoro senza dare commesse”.


L'inchiesta sulla ricostruzione del dopo terremoto ha portato anche all'arresto di quattro persone. Per tutti l'accusa è
aver agito per essere inseriti nella lista di beneficiari degli interventi di ricostruzione dopo il terremoto.
Tra le persone finite in manette ci sono anche il padre di Daniela Stati, Ezio Stati, ex consigliere regionale Dc e attuale esponente di spicco del Pdl e il compagno, Marco Buzzelli.

Questi fatti “hanno sfregiato la mia famiglia” continua l’assessore dimissionario che ribadisce la sua estraneità ai fatti.

“Ho scelto di dimettermi per correttezza istituzionale – prosegue la Stati che precisa – E anche per non mettere in imbarazzo il presidente della regione Chiodi che ringrazio”.
Daniela Stati rivolge anche Denis Verdini e manda un messaggio a Silvio Berlusconi: “Caro presidente io mi aggiungerò agli altri casi nazionali”

Gli interrogatori –
Le cinque persone coinvolte nei fatti di corruzione legati alla ricostruzione post-sisma sono state ascoltate davanti al Gip del Tribunale dell'Aquila.
Al Palazzo di giustizia di Bazzano si sono presentati Ezio Stati, ex consigliere regionale Dc e attuale esponente di spicco del Pdl - agli arresti nel carcere dell'Aquila; l'ex deputato di Fi Vincenzo Angeloni, medico odontoiatra di Avezzano (detenuto a Regina Coeli) e Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex service management, società di Finmeccanica, al quale è stato imposto l'obbligo di dimora nel comune di Roma.

Presenti anche Daniela Stati, figlia di Ezio, e assessore dimissionario alla Protezione civile regionale, e il suo compagno Marco Buzzelli, attualmente agli arresti domiciliari. Tutti loro dovranno confrontarsi con l'accusa di corruzione.


05/04/2010

Abruzzo, due giorni di iniziative in ricordo delle vittime del terremoto di un anno fa

Abruzzo, due giorni di iniziative in ricordo delle vittime del terremoto di un anno fa

Su facebook oltre 19mila iscritti al gruppo "una candela per l'aquila". Alle 22 partiranno quattro fiaccolate, poi concerti, messe e una "corona umana" con palloncini per i 308 morti

 

La Casa dello Studente in via XX Settembre a L'Aquila (Eidon)
La Casa dello Studente in via XX Settembre a L'Aquila (Eidon)

L'AQUILA - Primo anniversario del terremoto che la notte del 6 aprile di un anno fa ha devastato la provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Tante le iniziative per ricordare la tragedia, organizzate da Comune, Prefettura, forze dell'ordine, vigili del fuoco, Protezione civile, associazioni culturali, il Comitato vittime casa dello studente e gli altri enti nati dopo il sisma. Le manifestazioni, che saranno trasmesse in diretta su Corriere.it, cominciano nel tardo pomeriggio di lunedì, quando da Tornimparte, Poggio Picenze, Lucoli e Castelnuovo partiranno staffette di cittadini che alle 20.30 saranno accolte in piazza Duomo dalla Corale Gran Sasso "L'Aquila Bella Mè". Alle 21.30, nella stessa piazza, si terrà un Consiglio comunale straordinario con la partecipazione di rappresentanti degli enti locali.

FIACCOLATE - Alle 22 partiranno quattro fiaccolate da altrettanti punti della periferia della città (Pettino, Roio, Torriono e Sant'Elia): i cortei si incontreranno alle 23.30 presso la Fontana Luminosa. A mezzanotte saranno accese le luci della basilica di San Bernardino e avrà inizio lo spettacolo "Interventi d'arte luminosi" di Mario Airò, organizzato dall'associazione Musei d'Abruzzo in collaborazione con Collettivo 99 .Re-place, che coinvolgerà San Bernardino, via Garibaldi e corso Vittorio Emanuele. I cittadini parteciperanno a un corteo per le vie del centro storico passando per Fontana Luminosa, via Castello, via Zara, San Bernardino, porta Leone, via Atri, via Strinella, via Caldora, viale Collemaggio, Villa Comunale, corso Federico II fino a piazza Duomo. Il Coordinamento 6 aprile chiede a tutti i partecipanti il silenzio: assolutamente vietati striscioni di partiti politici, croci e slogan di protesta. Alle 3 i cittadini saranno accolti dal Continuo Ensemble che si esibirà in un concerto d'archi dentro un tendone nella piazza principale della città; alle 3.32 (l'ora esatta del sisma) saranno letti i nomi delle vittime, ricordate anche con rintocchi di campana. Alle 4 verrà infine celebrata una messa nella basilica di Collemaggio.

RACCOLTA DI FIRME - Il 6 aprile le celebrazioni riprenderanno alle 9, nella caserma della Guardia di finanza: alle 9.30 in piazza 6 Aprile sarà posata una corona in ricordo delle vittime. L'associazione Mia Casa d’Abruzzo alle 10.30, terrà un sit-in di solidarietà nella piazza della Villa Comunale dell'Aquila, davanti al Palazzo dell'Emiciclo del Consiglio regionale, con una raccolta di firme per una petizione al Parlamento e al Consiglio regionale in merito alla riparazione e ricostruzione delle abitazioni. Una delegazione andrà dove un anno fa sorgeva la palazzina Ater di via XX Settembre 123, crollata in pochi secondi durante il terremoto, per una cerimonia pubblica in ricordo delle sei vittime e in solidarietà e incoraggiamento ai familiari e ai sopravvissuti, con deposizione di fiori e lettura di messaggi. Alle 11 padre Candido celebrerà una messa nella chiesa di San Sisto e pianterà un abete donato dalla Forestale AQ. Alle 11 e alle 17 nell'aula magna del liceo scientifico Bafile dell'Aquila si terranno due concerti del violinista Michele Gazich. Alle 12.30 un altro concerto all'università.

CORONA UMANA - Nel pomeriggio di martedì si torna nel centro storico dell’Aquila: alle 15 i cittadini realizzeranno una "corona umana" con la collaborazione dei bambini e verranno liberati in aria dei palloncini e palloni bianchi, a simboleggiare «le 308 vittime del terremoto e tutti gli anziani che, allontanati dalla loro città e separati dai loro affetti, hanno perso la vita». L’iniziativa, che sarà ripresa dall’alto, coinvolgerà numerose zone della città: Fontana Luminosa, via Castello, via Zara, San Bernardino, Corso, piazza Duomo, Federico II, Villa Comunale, Collemaggio, via Caldora, via Strinella. Alle 17.30 la chiesa di S. Maria del Suffragio ospiterà la celebrazione del Consiglio regionale, alla presenza dell'arcivescovo Giuseppe Molinari. Alle 18.45 presso la basilica di Collemaggio l’Istituzione sinfonica abruzzese, la Società dei concerti Barattelli e l'Orchestra giovanile abruzzese si esibiranno in un concerto e verranno proclamati dei brani dai testi "Città Invisibili" di Italo Calvino e "Scene da un terremoto" di Maurizio Cerini.

FACEBOOK - Ma le iniziative di solidarietà vanno oltre il territorio dell'Aquilano grazie a internet. Su Facebook sono più di 19mila le adesioni al gruppo "Una candela per L'Aquila": tramite il social network ci si sta organizzando per incontrarsi nel capoluogo abruzzese, presso la Fontana Luminosa, martedì alle ore 22.30 e accendere una candela, un cero, una torcia, una luce per partecipare alla "Notte della Memoria", in ricordo delle vittime del terremoto. Molti non saranno fisicamente presenti in città, ma comunque accenderanno un cero o la luce di una stanza nella notte fra il 5 e il 6 aprile: la speranza degli organizzatori è che ci siano lumi alle finestre di migliaia di case in tutta Italia. I promotori di "Una candela per L'Aquila" - che intendono la manifestazione anche come gesto di ringraziamento a quanti si sono adoperati in questi dodici mesi per soccorrere e sostenere i bisogni dei terremotati - vogliono così integrarsi nel programma ufficiale delle celebrazioni.

 

 

Redazione online


25/09/2009

L'Aquila, torna la paura: scossa di magnitudo 4.1

L'Aquila, torna la paura: scossa di magnitudo 4.1

 

Il sisma è stato avvertito dalla popolazione. Epicentro tra Pizzoli, Barete e Capitignano

 

 

L'epicentro del sisma (dal sito INGV)
L'epicentro del sisma (dal sito INGV)

L'AQUILA - La gente scende di nuovo in strada. E torna la paura. Una forte scossa di terremoto è stata avvertita distintamente dalla popolazione dell'aquilano, seguita da un lieve boato che si è protratto per alcuni secondi. La scossa ha avuto una magnitudo di 4.1. Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, l'epicentro del sisma è stato localizzato nei comuni di Pizzoli, Barete e Capitignano, in provincia dell'Aquila. Numerosissime sono state le telefonate ai vigili del fuoco. Fonti della Protezione Civile sottolineano che «al momento non si segnalano danni a persone o cose».

ALLE 18 e 14 - La scossa è stata registrata dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 18.14 a 9,7 chilometri di profondità, nella zona sismica del Gran Sasso. Il terremoto «è ancora una replica del sisma del 6 aprile», rilevano gli esperti della sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. «Non si tratta di un evento legato alla sequenza in atto nella zona dei Monti Reatini - osservano i sismologi - e non è escluso che questo sisma possa innescare altri eventi nelle prossime ore».


16/09/2009

Terremoto, Berlusconi a Onna «Ecco le case, guardate al futuro»

Terremoto, Berlusconi a Onna «Ecco le case, guardate al futuro»

 

PEZZOPANE: «Quelle strutture non le ha fatte il governo». bertolaso: «no alle polemiche». Il premier depone una corona di fiori per le vittime del sisma. Applausi e striscioni di protesta

 

Le nuove case a Onna (Ap)
Le nuove case a Onna (Ap)

L'AQUILA - Silvio Berlusconi ha inaugurato a Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal terremoto del 6 aprile e ha consegnato le prime villette agli sfollati. Il premier è entrato in una delle case di legno, dove si è intrattenuto con il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e le autorità locali, e ha poi deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Quindi il premier ha inaugurato l'asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa morta nella Casa dello Studente che aveva realizzato il progetto della struttura. Infine ha consegnato le chiavi di casa a una delle famiglie di sfollati di Onna: «Consegno a lei la chiave - ha detto alla padrona di casa - con l'augurio che questo sia un nido d'amore per una nuova vita e per guardare avanti. Qui avete tutto quello che potrà servirvi per crescere i vostri figli, speriamo per poco, finché non sarà ricostruita Onna». «Guardate al futuro - è stata l'esortazione del premier - sia questo un luogo d'amore, per stare insieme e guardare avanti con speranza e serenità». «In queste case c'è tutto - ha aggiunto Berlusconi mentre risaliva sulla macchina -. Ci sono i bicchieri, le pentole, gli asciugamani, il sapone e nel frigorifero ogni ben di Dio. La promessa è mantenuta, ardita lo sapevamo, ma grazie a Dio è mantenuta». Il premier ha confermato che il prossimo 21 settembre riapriranno tutte le scuole: «Assolutamente - ha detto rispondendo ai giornalisti - e sarà un grande risultato».

IL VESCOVO - Durante la visita a Onna il capo del governo ha incontrato anche il vescovo de L'Aquila, Giuseppe Molinari: «Gli abruzzesi sono stanchi delle chiacchiere sterili e della politica dell'odio», gli ha detto quest'ultimo. Con il premier c'erano il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

(LaPresse)

Il premier Silvio Berlusconi nella camera da letto della prima casa consegnata a una delle famiglie terremotate di Onna, località distrutta dal sisma del 6 aprile scorso (Ansa)

Il premier Silvio Berlusconi nella camera da letto della prima casa consegnata a una delle famiglie

terremotate di Onna, località distrutta dal sisma del 6 aprile scorso (Ansa)


Non sono mancati gli striscioni di protesta (Ansa)

(Emmevi)

APPLAUSI E PROTESTE - Berlusconi è stato accolto al suo arrivo da applausi, ma anche da proteste. Alcune persone hanno esposto uno striscione con scritto: «Tempera, dove andremo a settembre? No alla deportazione». I cittadini lamentano che, a seguito dell'abbandono delle tendopoli, non sanno dove verranno spostati. Anche un gruppo di cittadini di Castelnuovo ha protestato esponendo uno striscione davanti alla scuola materna con la scritta: «Bene le case di Onna, ma gli altri?». Su un altro striscione si leggeva: «Altro che Porta a Porta, non tenemo le case». Un riferimento alla presenza di Bruno Vespa e alla sua trasmissione su Raiuno (già finita al centro di polemiche per la parallela cancellazione delle edizioni di Ballarò e Matrix). Alcune decine di manifestanti in rappresentanza dei comitati spontanei di cittadini sorti dopo il 6 aprile hanno posto altri striscioni all'ingresso dell'abitato: «Una sola grande opera: ricostruire L'Aquila dal basso» e «L'Aquila riparte con i cittadini sparsi in ogni parte?». I membri del comitato hanno consegnato dei volantini a tutte le persone che sono intervenute all'inaugurazione. Ai manifestanti non è stato possibile accedere nella frazione. Tra le persone presenti alla cerimonia di consegna dei moduli abitativi di Onna c'era anche Sabina Guzzanti: l'attrice-regista sta girando da due mesi un documentario sulla ricostruzione e sulla gestione del post-sisma con testimonianze, video e commenti dei principali protagonisti dei mesi della ricostruzione.

LE POLEMICHE - Decine di operai tecnici hanno lavorato fino all'ultimo per terminare i 94 nuovi alloggi e l'asilo realizzati dalla Provincia autonoma di Trento e finanziati dalla Croce Rossa. A tal proposito, Bertolaso replica alle polemiche nate attorno al ruolo dei vari soggetti nella realizzazione delle strutture: «Sono otto anni che cerco di spiegare che la Protezione civile è una struttura complessa, proprio perché Onna è un simbolo abbiamo voluto coinvolgere tutta la nostra struttura. Avremmo potuto fare tutto da soli, ma abbiamo voluto coinvolgere la protezione civile trentina, abbiamo chiesto alla Croce rossa di pagare, ma tutto con il coordinamento del Dipartimento nazionale. È un successo del Sistema Italia di cui dovremmo tutti essere orgogliosi». Bertolaso assicura dal canto suo che «tra sabato e domenica la tendopoli di Onna sarà chiusa e smontata. Ed entro dicembre tutti gli sfollati avranno un tetto sulla testa e allora la Protezione civile lascerà i poteri agli enti locali». Le prime vere e proprie case, sottolinea Bertolaso, saranno consegnate il 29 settembre a Bazzano.

PEZZOPANE: «PIU' SOBRIETA'» - Ma il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, non ci sta: «La consegna delle prime case per gli sfollati è un fatto importante e va sottolineato, ma va rigettato un certo tono di enfasi e di autoreferenzialità: questa case non erano previste e sono state individuate dopo una mobilitazione dei cittadini di Onna che non volevano spostarsi, non sono le case del progetto, non è merito del governo». «Continuerò - ha aggiunto la Pezzopane intervistata da "Red Tv" - a chiedere a Berlusconi sobrietà, rigore e interventi concreti, perché se in alcuni momenti siamo stato assecondati, in altri siamo stati usati e strumentalizzati, gente che soffre portata in vetrina per esibire potere e forza di un governo che in molti momenti ha mostrato debolezza».

IL PD: «UNO SHOW» - Critiche anche dal Pd: «Dispiace che il presidente del Consiglio si intesti meriti che non ha: è squallido fare la "ruota" sulle disgrazie di tante persone e su meriti altrui. Le case di Onna non facevano parte del progetto di ricostruzione del governo. Il finanziamento, infatti, è della Croce rossa, l'esecuzione è opera della provincia di Trento e la funzionalità urbana del comune dell'Aquila» sottolinea in una nota il responsabile Giustizia del Pd Lanfranco Tenaglia. «La consegna delle case di Onna - afferma- è sicuramente un fatto importante e positivo, frutto però dell'opera del Paese intero. Dispiace quindi che il presidente del Consiglio ne approfitti per mettersi al centro della scena. Non vorremmo poi che l'enfasi odierna serva solo per considerare anche la ricostruzione dell'Aquila come un risultato raggiunto. Invece ora si tratta di cominciare ad affrontare il problema fondamentale della ricostruzione della città e del suo centro storico. In tutti i casi viste la tempistica e le modalità della vicenda crediamo si tratti di un'abile opera di distrazione voluta per distogliere l'attenzione degli italiani dalla guerra intestina che sta squassando il centrodestra».

 

Ecco alcune delle 94 casette in legno realizzate a Onna e consegnate agli sfollati a poco più di cinque mesi dal terremoto in Abruzzo del 6 aprile scorso (foto di Valerio Simeone)

Ecco alcune delle 94 casette in legno realizzate a Onna e consegnate agli sfollati a poco più di cinque mesi dal terremoto in Abruzzo del 6 aprile scorso (foto di Valerio Simeone)

(foto di Valerio Simeone)

(foto di Valerio Simeone)

(foto di Valerio Simeone)

(Inside)

(foto di Valerio Simeone)


13/08/2009

Sfollato chiede alloggio a Villa Certosa «Il premier l'aveva promesso»

Sfollato chiede alloggio a Villa Certosa «Il premier l'aveva promesso»

 

Terremoto in Abruzzo. Ha la casa inagibile e nella domanda per la sistemazione provvisoria ha indicato le residenze di Berlusconi

 

 

Una delle tendopoli d'Abruzzo (foto d'archivio)
Una delle tendopoli d'Abruzzo (foto d'archivio)

PESCARA - Tra le domande per la sistemazione in alloggi provvisori presentate dai terremotati aquilani, ve n'è una che indica come destinazione Villa Certosa o Palazzo Grazioli, residenze del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La richiesta - inviata alla protezione civile e al Comune dell'Aquila - è di un cittadino la cui casa, nella zona rossa del centro storico dell'Aquila, è inagibile. Nel tipo di sistemazione preferita, alla voce «alloggi in affitto», a penna è stato aggiunto «se possibile, a villa Certosa oppure a Palazzo Grazioli».

«RICHIESTA LEGITTIMA» - «Non si tratta di una provocazione - ha detto all'Ansa il terremotato aquilano - ma di una richiesta legittima basata sulle dichiarazioni del presidente il quale aveva pubblicamente promesso che avrebbe ospitato nelle sue case alcuni terremotati. In questo modo avrei anche l'occasione di essergli utile con consigli basati sulla mia esperienza di terremotato prima in auto, poi in tenda e infine in due alberghi, e di profondo conoscitore della città». L'uomo, Antonio Bernardini, è segretario generale ed economo del Consorzio di ricerche applicate alla biotecnologia (Crab), ma fu licenziato illegittimamente sei anni fa ed è in attesa che sia dato seguito a due sentenze della magistratura che impongono al Consorzio il suo «reintegro immediato» nelle funzioni e il pagamento delle retribuzioni e dei contributi.


23/06/2009

Nuova scossa nell'Aquilano La magnitudo è stata del 4,5

Nuova scossa nell'Aquilano La magnitudo è stata del 4,5

 

Dopo quella catastrofica del 6 aprile la terra ha tremato ancora. Epicentro localizzato a 4 chilometri da Pizzoli, Barete e a 10 km dal capoluogo. Il sisma avvertito anche a Roma

 

La notte nella tendopoli (Reuters)
La notte nella tendopoli (Reuters)

L'AQUILA - Non c'è pace per gli abruzzesi. Dopo il terremoto del 6 aprile una nuova forte scossa di terremoto è stata registrata all'Aquila, Teramo e Pescara alle 22,58. La magnitudo stimata è del 4,5 ed è stata registrata, spiega dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con epicentro localizzato a 4 chilometri da Pizzoli, Barete e a circa 10 chilometri da L’Aquila. Secondo i dati rilevati la scossa si è prodotta alla profondità di circa 14 chilometri dalla superficie terrestre.

LA PAURA - Centinaia le telefonate alle sale operative dei carabinieri, dei pompieri e della stradale, perché molti automobilisti, impauriti, hanno sentito il nuovo evento tellurico di magnitudo ben superiore a 3.5, quella ormai divenuta consueta nell’ultimo mese. Numerose le squadre dei pompieri e delle forze dell’ordine che stanno effettuato controlli e verifiche sia in provincia dell’aquila che di Teramo. Molte persone sono scese in strada dalle case e uscite dalle tendopoli dell’Aquila. Al momento, spiega la sala operativa della protezione civile dell’Abruzzo, non risulterebbero crolli.

ROMA - A quanto riferiscono dal comando provinciale dei vigili del fuoco di via Genova la scossa è stata avvertita su tutto il territorio della capitale. Numerose le chiamate al 115, ma al momento non si registrano danni a cose o persone. Si tratta della scossa più forte dal 13 aprile scorso, quando una replica del sisma del 6 aprile raggiunse magnitudo 4.9. Tutto questo a due settimane circa dal G8, che si terrà a L’Aquila dall’8 al 10 luglio.

BOSCHI - «Una scossa forte, di gran lunga più forte di quelle degli ultimi mesi, ma la cui intensità resta comunque inferiore di circa 50 volte a quella che il 6 aprile scorso devastò l’Abruzzo». Così il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, definisce intervistato da Apcom l’evento sismico che si è verificato nell’aquilano. «La scossa rientra nell’evoluzione possibile di questo sciame sismico. Dalla grande scossa sono passati più di due mesi, ma dal punto di vista sismologico è un periodo molto breve - ha detto Boschi -. Sarà interessante verificare come gli edifici dichiarati agibili dalla Protezione civile hanno resistito a questa scossa che, su di loro, non dovrebbe avere avuto alcun effetto». «È’ importante ora l’elemento psicologico - prosegue il presidente dell’Ingv - per la popolazione locale, bisogna mantenere la calma. E’ chiaro che questo sciame sismico è destinato a durare ancora nel tempo».


22/06/2009

Le donne vincono la sfida A San Siro 55mila fan

Le donne vincono la sfida A San Siro 55mila fan

 

La Gelmini critica la Rai: occasione persa. Successo del maxiconcerto voluto dalla Pausini che ha riunito 41 cantanti: 1,5 milioni di euro per i terremotati

 

 

MILANO - Chi pensava che le grandi emo­zioni sarebbero arrivate solo dalle 20 in poi si è sbagliato di grosso. Certo, a quell’ora ciascu­no dei 55 mila che erano ieri a San Siro ha avuto la pelle d’oca. Fiorella Mannoia e Laura Pausini, madrine della manifestazione pro Abruzzo con Giorgia, Elisa e Gianna Nannini, hanno intonato «E penso a te». Il primo dei tanti duetti della serata. Ma la festa era comin­ciata nel primo pomeriggio. Sin dall’inizio lo stadio è stato preso d’assalto. Alle 16.15 prato, primo e secondo anello erano già pieni. Alla prova della solidarietà, insomma, Milano ha risposto meglio di Roma...

«Amiche per l'Abruzzo»: da sinistra Consoli, Elisa, Mannoia, Pausini e Giorgia (Bettolini)
«Amiche per l'Abruzzo»: da sinistra Consoli, Elisa, Mannoia, Pausini e Giorgia (Bettolini)

Quando Jo Squillo ha cantato «Siamo don­ne» i cori sono esplosi. Manco stesse cantan­do Vasco. Ad aprire era stata Antonella Rug­giero pochi minuti prima. «Abbiamo raccol­to 1 milione e mezzo di euro», gongola Rober­to De Luca, l’organizzatore che ha messo in piedi la maratona. Nel pomeriggio sono pas­sate tutte su quel palco (in totale 41). Piccola cronaca. Bene Malika Ayane, voce su cui investire, con quattro ironici balleri­ni- tennisti, gran successo per le star anni Ot­tanta come Ivana Spagna e Donatella Rettore (però i due chirurghi estetici sarebbero da de­nuncia) e per le più recenti come Alessandra Amoroso di «Amici«, platea indifferente a Giusy Ferreri (non ha fatto le sue hit «Non ti scordar mai di me» e «Novembre»), qualche fischio per Anna Oxa (incomprensibile la scel­ta di un pezzo come «Processo a me stessa» e il riarrangiamento di «Ti lascerò») e secondo l’agenzia Agi anche al ministro Maria Stella Gelmini, apparsa in un video con i bimbi del­la scuola che verrà ricostruita con i fondi, sot­to controllo di un comitato di garanti con la supervisione di Pubblicità Progresso. Che per l’80% andranno appunto alle elementari De Amicis e per il restante 20% alla onlus Aiutia­moli a vivere che si occuperà di assistenza e comprerà case di legno per gli sfollati.

C’erano anche altre donne sul palco: le de­ejay dei network privati che hanno trasmesso la diretta dell’ultima parte (e da oggi su molti dei loro siti c’è la versione integrale). Manca­va la Rai. «Spiace constatarlo. Un’occasione perduta», sottolinea la Gelmini. Fin qui la prima parte dello spettacolo. «Oggi ho già pianto di gioia sei-sette volte. Sono stata a San Siro due anni fa, ma questa sera sono più felice», dice la Pau nel backsta­ge. Aggiunge: «Questo concerto significa uni­tà e gioco di squadra. Di noi cantanti e di tutti quelli, protezione civile e volontari che stan­no in Abruzzo». Ed eccolo il gioco di squadra. Irene Grandi accompagnata da Syria, Dolcenera e Noemi. Quindi Carmen Consoli al basso, Marina Rei alla batteria, Paola Turci alla chitarra e Nada danno vita a una band speciale. Arrivano i pezzi pregiati. E sono duetti su duetti. Parte Fiorella Mannoia. La classe non è acqua. Quando arriva il momento di «Quello che le donne non dicono» si aggiungono Pausini, Elisa, Giorgia e Consoli. Applausi. Tocca a Giorgia. Altro che lady sofisticata da teatri, la sua voce riempie lo stadio. I suoi duetti sono con Laura su «Gocce di memoria» ed Elisa su «E poi».

Elisa dà una sferzata elettrica. Con l’arrivo della Nannini per «Gli ostacoli del cuore» la potenza è al quadrato. La futura mamma chiu­de con «Luce» assieme a Pausini e Grandi. Il turno di Laura fa salire ancora di più l’emozio­ne con un’infilata di successi da paura: «Tra te e il mare» (con Elisa), «Io canto», «Invece no», «Primavera in anticipo» (con Giorgia), «E ritorno da te», «Come se non fosse mai stato amore» e «La solitudine»(con Nanni­ni). Gianna trascina tutti verso il finale rock: chiama Giorgia («Come saprei») e Laura («Sei nell’anima»), fa esplodere lo stadio con «Fotoromanza» e «Bello e impossibile». C’è anche l’inedita «Donna d’Onna», brano che lei ha scritto per l’evento, cantato da tutte le madrine. A quel punto tutti a letto, ma non prima di godersi «Il mio canto libero» con le 41 assieme sul palco.

 

 

Andrea Laffranchi


28/04/2009

Il Papa visita la tendopoli di Onna: «Ora case solide, lo dobbiamo ai morti»

Il Papa visita la tendopoli di Onna: «Ora case solide, lo dobbiamo ai morti»

 

AI SUPERSTITI: «vorrei abbracciarvi con affetto uno a uno». «Questa terra deve risorgere». A L'Aquila tappa alla basilica di Collemaggio e davanti alla Casa dello studente

 

(Graffiti Press)

 

L'AQUILA - Gli abruzzesi, anche in nome delle persone morte sotto le macerie, «attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare a ornarsi di case e di chiese, belle e solide». È un discorso non convenzionale quello di Benedetto XVI, in visita nella tendopoli di Onna, il paese raso al suolo dal terremoto del 6 aprile. Ha espresso la sua «cordiale vicinanza» agli sfollati, che ha voluto idealmente «abbracciare con affetto uno ad uno», elogiando la forza d'animo che stanno dimostrando: «Ora, come in passato, non vi siete arresi, non vi siete persi d'animo. C'è in voi una forza d'animo che suscita speranza». Sfollati che stanno facendo duramente i conti con il maltempo e con lo sciame sismico che non dà tregua (anche durante la visita del Papa, alle 10.10, c'è stata una scossa di magnitudo 2.7 con epicentro vicino a L'Aquila).

«QUESTA TERRA RISORGA» - Durante la visita, di mezz'ora, il Papa ha salutato e stretto le mani a molti terremotati e soccorritori e ha accarezzato alcuni bambini. «Sono venuto di persona in questa vostra terra splendida e ferita, che sta vivendo giorni di grande dolore e precarietà - ha detto -, vi sono stato accanto fin dal primo momento, ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime, vorrei abbracciarvi con affetto uno a uno». Poi ha parlato della solidarietà, del «grido preoccupato di tante famiglie che hanno perso tutto: case, risparmi, lavoro e a volte anche vite umane». Una risposta concreta, ha detto, «passa attraverso la nostra solidarietà che non può limitarsi all'emergenza iniziale, ma deve diventare un progetto stabile e concreto nel tempo». Per questo ha incoraggiato «istituzioni e imprese, affinché questa città e questa terra risorgano». Il Papa ha incontrato brevemente il vice caporedattore del quotidiano Il Centro, Giustino Parisse, che sotto il terremoto, proprio a Onna, ha perso il padre e due figli.

A COLLEMAGGIO - Prima delle 11 Benedetto XVI, accompagnato dall'arcivescovo de L'Aquila Giuseppe Molinari, da Guido Bertolaso e da Gianni Letta, ha lasciato Onna diretto a L'Aquila in auto. Ha raggiunto la basilica trecentesca di Collemaggio, gravemente danneggiata dal sisma, dove per l'occasione sono state esposte nell'ingresso le spoglie di Celestino V. Entrato dalla Porta Santa, che era stata chiusa dopo il terremoto, il Papa ha deposto il suo pallio sull'urna con le reliquie donandolo quindi alla basilica. Si tratta di un a stola di lana bianca che Benedetto XVI ha indossato il giorno dell'inizio del suo pontificato, quattro anni fa: simboleggia il legame tra il successore di Pietro e la Chiesa universale. Davanti alla basilica il Papa si è rivolto ai vigili del fuoco: «Grazie per il lavoro che avete fatto» ha detto al direttore centrale per l'emergenza Sergio Basti e al comandante dei pompieri dell'Aquila Roberto Lupica.

CASA DELLO STUDENTE - Dopo una decina di minuti è uscito per raggiungere la Casa dello studente, dove ha incontrato dodici giovani, stringendo loro a lungo le mani. Gli studenti hanno consegnato al Pontefice una lettera. «Ho voluto ringraziare il Santo Padre dicendogli che la fede ci sta aiutando a superare questo drammatico momento - spiega una ragazza -; abbiamo perso molti amici che siamo sicuri siano già risorti». Ha detto di non aver chiesto nulla al Papa, ma di aver sottolineato che la sua visita è stata un grande dono e una grande gioia. Assente Carmela Tomassetti, la studentessa di fede protestante che per prima aveva denunciato la presenza di crepe ai responsabili della struttura.

  • «Non voglio fare alcuna polemica, però mi è venuto un sospetto - spiega Tomassetti - dopo che tutti, anche i giornalisti, mi hanno chiamata per chiedermi se fossi stata invitata. È stato allora che si è insinuato in me il dubbio che non  sarei stata invitata perché di religione protestante e forse in Vaticano si sono accertati prima di chiamare i giovani». È stata ascoltata a lungo dalla Procura dell'Aquila come testimone delle presunte carenze strutturali nella Casa dello studente. La sera del crollo aveva già lasciato l'edificio, dopo che alcuni giorni prima aveva denunciato la presenza di crepe ai responsabili.

«SOLUZIONI EFFICACI PER SFOLLATI» - Tappa finale, la scuola della Guardia di finanza di Coppito, dove Benedetto XVI ha salutato diverse autorità istituzionali e religiose. Ad attenderlo c'erano il sindaco Massimo Cialente, il presidente della Regione Gianni Chiodi, amministratori degli altri comuni terremotati, militari e soccorritori. «A ciascuno vorrei far giungere una speciale parola di apprezzamento - ha detto il Papa -. Grazie di ciò che avete fatto e soprattutto dell'amore con cui l'avete fatto. Andate avanti uniti e ben coordinati, così che si possano attuare quanto prima soluzioni efficaci per chi oggi vive nelle tendopoli. Lo auguro di cuore e prego per questo». Una frase a lungo applaudita. Benedetto XVI, che ha detto di avere nel cuore tutte le vittime della catastrofe, ha definito «assai toccante pregare davanti alla Casa dello studente, dove non poche giovani vite sono state stroncate dalla violenza del sisma». E sulla visita a Collemaggio: «Venerare le spoglie del santo papa Celestino V mi ha dato modo di toccare con mano il cuore ferito di questa città».

Le spoglie di Celestino V con il pallio donato dal papa (Carofei)

Le spoglie di Celestino V con il pallio donato dal papa (Carofei)

ESAME DI COSCIENZA - Dopo quanto accaduto in Abruzzo, ha concluso, la comunità civile deve fare «un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità mai venga meno. A questa condizione L'Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare». Un caloroso applauso ha accolto queste parole. Terminata la visita, Benedetto XVI torna in Vaticano in auto. Non è stato possibile utilizzare l'elicottero a causa del maltempo. Per la stessa ragione il Papa non ha potuto sorvolare le zone terremotate, come avrebbe desiderato.


15:30 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: terremoto, abruzzo, visita, papa, polemiche, superstiti, l'aquila | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook