14/03/2012

Maltrattamenti, sospese due maestre. Vessavano i bimbi tra tre e cinque anni

Maltrattamenti, sospese due maestre. Vessavano i bimbi tra tre e cinque anni

MARTINA FRANCA. L'ordinanza eseguita contro le donne di 51 e 60 anni. Così compromettevano l'equilibrio psichico dei piccoli

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05/01/2012

I tartassati da Equitalia. Schiacciati da interessi e ansia di perdere tutto

I tartassati da Equitalia. Schiacciati da interessi e ansia di perdere tutto

Le storie degli italiani nelle grinfie dell’agenzia. Non evasori, ma cittadini in arretrato coi pagamenti

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20/12/2010

Tredicenne stuprata dal «branco»

Tredicenne stuprata dal «branco»

A Gravina di Puglia, in provincia di Bari. Due 14enni, un 15enne e un 18 enne inoltre riprendevano gli abusi con il cellulare per ricattare la vittima

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15/10/2010

Iraq, nuovi video di abusi sui prigionieri

Iraq, nuovi video di abusi sui prigionieri

Li ha pubblicati un ex soldato americano sul blog di Michael Moore. Nelle immagini si vedono alcuni uomini bendati e con le mani legate.

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04/07/2010

Caltanissetta, in manette 83enne per abusi su tre bambine

Caltanissetta, in manette 83enne per abusi su tre bambine

Un anziano siciliano è stato arrestato con l’accusa di molestie sessuali su tre bambine di età inferiore di 10 anni. L’uomo avrebbe abusato delle piccole tra il 2002 e il 2010, accattivandosi la loro fiducia con piccoli regali

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Un 83enne di Mazzarino (Caltanissetta) è stato arrestato dai carabinieri per abusi su tre bambine di età inferiore ai 10 anni, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Gela Lirio Conti, su richiesta del pm Serafina Cannatà.

Le indagini hanno permesso di accertare che l'anziano, tra il 2002 e il 2010, aveva adescato le vittime inducendole ad avere rapporti sessuale nella propria abitazione. L'ultraottantenne era nel tempo riuscito a garantirsi la fiducia delle bimbe approfittando della loro ingenuità, regalando loro caramelle, soldi e giochi. Fondamentale per il buon esito delle indagini è stata la collaborazione  delle famiglie delle piccole vittime che hanno così supportato le figlie nella delicata fase di ricostruzione degli eventi, consentendo di fare piena luce sui fatti. L'ottantenne è stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone


17/06/2010

Pedofilia, italiano a processo: il caso che turba la Colombia

Pedofilia, italiano a processo: il caso che turba la Colombia

Cartagena, la denuncia di terre des hommes: «fare luce sulla vicenda», 72enne di Udine avrebbe abusato di un 15enne, trovato nudo e in agonia per overdose. Il ragazzo è poi deceduto

 

Paolo Pravisani (da eluniversal.com.co)
Paolo Pravisani (da eluniversal.com.co)

CARTAGENA (COLOMBIA) - Se Paolo Pravisani venisse riconosciuto colpevole, quella a suo carico sarebbe la prima condanna per pedofilia in Colombia contro un cittadino straniero. L'imputato è un 72enne originario di Udine. È accusato, oltre che di pedofilia, anche di detenzione di materiale pedopornografico, droga e induzione alla prostituzione. Il 16 giugno alle ore 9 (le 15 in Italia) dovrà presentarsi in aula.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI - I fatti che vedono coinvolto Pravisani risalgono al 2008. E la ricostruzione riportata da diversi media colombiani e da Terre des Hommes, la ong che opera attivamente nel paese sudamericano in difesa dei minori vittime di sfruttamento sessuale e che si occupa del caso, è dettagliata: il 23 febbraio del 2008 la polizia trova nell'appartamento dell'ex pilota di Udine a Cartagena (meta turistica molto nota sulla costa caraibica) il 15enne colombiano Yesid Torres, nudo e agonizzante, con segni di violenza sul corpo. Accanto a lui, Pravisani, in mutande e visibilmente ubriaco. I soccorsi, seppur immediati, risultano inutili e il giovanissimo Yesid muore in ospedale. Il medico legale, spiega Terre des Hommes, stabilisce che la morte del 15enne, che ufficialmente lavorava come domestico in casa del pensionato italiano, è stata causata da una overdose di cocaina, motivo per cui Pravisani non viene accusato di omicidio. Ma la polizia trova in casa dell'italiano droga e foto pedopornografiche che ritraggono, racconta la ong, atti sessuali tra minori, in alcune delle quali appare lo stesso Pravisani. Dopo pochi giorni di carcere, il 70enne italiano entra in una clinica psichiatrica.

«BASTA RINVII» - L'italiano si trova tuttora nella stessa clinica e, dal 2008 ad oggi, le udienze del processo Pravisani vengono continuamente rinviate per la mancata presenza in aula dell'imputato e di Ilda Rosa Martinez, accusata di procacciare minori all'italiano. Gli avvocati di Pravisani cercano di farlo assolvere perché «incapace di intendere e volere», ma diverse perizie hanno dimostrato il contrario. Il turismo sessuale è un fenomeno molto diffuso in Colombia, a causa dell'indigenza in cui versa gran parte della popolazione. A Cartagena Terre des Hommes ha denunciato in cinque anni 48 casi di pedofilia, undici dei quali hanno già avuto come esito delle condanne. Il processo Pravisani è il primo contro uno straniero e la ong chiede che si faccia luce sul caso. «Il fatto che gli avvocati della difesa cerchino di posticipare la sentenza definitiva con vari mezzi costituisce un grave ostacolo all'esercizio della giustizia in un campo così delicato come lo sfruttamento sessuale dei minori - denuncia Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes -. Confidiamo quindi che con l'udienza del 16 giugno il giudice possa stabilire la verità sul caso senza ulteriori rinvii».

Redazione online


15/06/2010

Villette, piscine e terrazze I furbi del condono a Roma

Villette, piscine e terrazze I furbi del condono a Roma

Abusi realizzati dopo la domanda: la prova nelle immagini dall’alto

 

ROMA — «Il condono edilizio? Sarà leggero» minimizzava il 18 settembre 2003 Gianni Alemanno, allora responsabile dell’Agricoltura in un governo che si apprestava ad approvare la terza sanatoria delle costruzioni abusive. Una battuta infelice e azzardata, come l’ex ministro ha avuto modo di sperimentare personalmente una volta diventato sindaco di Roma. Eccoli gli effetti del condono light: un assaggio è nelle fotografie aeree pubblicate qui sotto. Sono la dimostrazione che la sanatoria voluta dal governo di Silvio Berlusconi nel 2003 potrebbe essere stata utilizzata in molti casi anche a regolarizzare preventivamente immobili che non esistevano.

CASI DA MANUALE - Osservatele bene, e fate attenzione alle date. Perché quelle potrebbero incastrare proprietari che hanno fatto domanda di condono prima ancora di tirare su i muri, mettere le tegole sul tetto, scavare il buco per la piscina. Parliamo di tre casi da manuale. Il primo, una costruzione in cima a uno stabile di via di San Vincenzo, a Roma, accanto alla Fontana di Trevi: dove nel 2004, come dimostrano gli scatti dall’alto, non c’era nulla. Valore economico di quegli 80 metri quadrati terrazzatissimi nel cuore della Capitale? Come almeno dieci appartamenti in periferia. Il secondo è stato scovato dall’obiettivo indiscreto fuori del Raccordo anulare, al Nord della città. Quattro costruzioni, come testimoniano le foto, apparse dal nulla nel 2005. Dal valore, pure qui, niente affatto trascurabile. Il terzo è anch’esso fuori del Raccordo, ma a Sud, in un’altra zona sulla quale sussistono vincoli di un piano territoriale paesistico: lì, su un’area che nel 2004 era libera da costruzioni, adesso c’è quella che sembra una villa con piscina. Inutile dire che in tutte le tre circostanze è stata presentata domanda di sanatoria come se l’abuso fosse stato commesso entro il termine previsto dalla legge per ottenere il beneficio: 31 marzo 2003.

CASI NON ISOLATI - Ma chi pensa si tratti di episodi isolati, si sbaglia di grosso. Sapete quante situazioni simili hanno scoperto i tecnici di Gemma, la società privata che gestisce dietro corrispettivo le pratiche del condono edilizio del Comune di Roma? Ben 3.713. Tremilasettecentotredici su 28.072, ovvero il numero di domande di condono edilizio esaminate nei primi quattro mesi di quest’anno. È il 13,2% del totale. E non è tutto. Perché alle 3.713 costruzioni tirate su dopo che la sanatoria era stata già approvato, bisognerebbe aggiungere le 6.503 realizzate, sì, entro il 31 marzo 2003, ma in aree soggette a vincoli di qualche genere. Oltre alle 2.099 spuntate come funghi addirittura nei parchi. Per un totale di 12.315 abusi, secondo Gemma, non sanabili. Vi chiederete: e lo scoprono adesso, dopo tutto questo tempo? Domanda più che legittima. Dall’inizio la situazione dei condoni edilizi a Roma è stata caratterizzata da storture e disfunzioni. C’è chi per esempio ha sempre criticato la scelta (fatta dalle giunte di centrosinistra) di affidare a un privato un compito così delicato: tanto più che in altre grandi città, come Milano, ci pensano gli uffici comunali. C’è chi invece l’ha sempre difesa, sottolineando l’abnorme numero di domande. Fino a un epilogo sconcertante. Alla fine di maggio il presidente e azionista di Gemma, Renzo Rubeo, ha deciso infatti di risolvere il contratto con il Campidoglio per inadempienza della controparte, rivendicando arretrati per svariati milioni di euro. Una iniziativa giunta al culmine di un rapporto che va avanti da dieci anni, fra molti attriti che l’hanno logorato. E in un contesto nel quale non sono mancati i risvolti giudiziari. Senza entrare nel merito di una vicenda con molti aspetti da chiarire (a cominciare dalla gestione del sistema informativo assegnato da anni sempre alla stessa ditta, un’altra, con proroghe continue senza gare) meglio far parlare i numeri. Decisamente allucinanti.

ILLEGALITÀ - Le domande di condono edilizio presentate nel solo Comune di Roma sono circa 597 mila. Per avere un’idea del tasso di illegalità, è come se un cittadino romano su 4,2 residenti avesse chiesto di sanare un abuso. Ben 417 mila domande riguardano la prima sanatoria, quella del 1985, 94.688 la seconda (del 1994) e oltre 85 mila la terza (del 2003). Ebbene, di tutte queste pratiche ne restano ancora da smaltire 210 mila. Ben 130 mila sono arretrati del condono 1985, circa 25 mila di quello 1994 e il resto riguarda l’ultimo: forse il più devastante dei tre. Perché se il primo «perdono» edilizio voluto dal governo di Bettino Craxi è arrivato in una situazione nella quale molti Comuni erano ancora senza piano regolatore e ha sanato in larga misura piccoli interventi, e se il secondo (governo Berlusconi) ha salvato prevalentemente villette e seconde case, il terzo (ancora Berlusconi) potrebbe aver consentito di regolarizzare abusi ancora prima che venissero commessi, magari in zone protette. Insomma, una specie di licenza di costruire in deroga a tutte le norme urbanistiche.

DALL'ALTO - Peccato soltanto che nel 2003 esistessero già i sistemi di rilevazione aerea che avrebbero consentito agevolmente di scoprire le carognate. Bastava volerlo. Qualche mese dopo l’approvazione della legge il ministro dell’Ambiente Altero Matteoli ammonì: «Al ministero abbiamo delle cartografie dove è fotografata tutta l’Italia e possiamo vedere anche la più piccola costruzione che c’era prima del 31 marzo 2003. Se uno richiede un condono e c’è un’amministrazione attenta può non concederlo». Come e se siano state usate quelle foto, però non si sa. Di certo non è successo a Roma. Gemma ha utilizzato le rilevazioni di uno «scatto» aereo del 2003 comprato sul mercato e ha successivamente integrato la sua attività con una società specializzata comprata dal gruppo Iri, la Italeco. Ma anche il Comune di Fano, prima che il governo approvasse la sanatoria, fece fotografare da un aereo tutto il proprio territorio, alla scopo di prevenire eventuali furbetti. Non si sarebbe potuta fare ovunque la stessa cosa? Per evitare almeno che il condono edilizio, già indecente, diventasse ripugnante.

 

condoni 2003 roma1.jpg

Al centro della foto indicato da una freccia blu dopo e sotto prima del condono

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Il terreno vuoto in via del Fosso della Castelluccia prima

Ed ecco spuntare una piscina dopo

condono 2003 terreno1.jpg


Sergio Rizzo


07/04/2010

Pedofilia, vescovo norvegese si dimette «Ho commesso abusi su un minore»

Pedofilia, vescovo norvegese si dimette «Ho commesso abusi su un minore»

IL PASSO INDIETRO RISALE ALLO SCORSO GIUGNO. Choc nel Paese per l'ammissione di Georg Mueller. La violenza compiuta vent'anni fa su un chierichetto

 

Georg Muller (Ansa)
Georg Muller (Ansa)

TRONDHEIM (NORVEGIA) - Non si placa la tempesta causata dal caso dei preti-pedofili sulla chiesa cattolica. Un vescovo cattolico norvegese, ma di origine tedesca, Georg Muller, ha infatti confessato di aver abusato sessualmente di un ragazzo minorenne una ventina di anni fa. Lo scrive in apertura del suo sito la tv di stato norvegese, Nrk. In seguito a tale confessione il prelato ha dato le dimissioni nel giugno dello scorso anno. È il primo caso di pedofilia legato alla chiesa cattolica riportato in Norvegia.

IL CASO - Secondo la tv Nrk, il caso, come detto, riguarda Georg Mueller, ex vescovo cattolico di Trondheim, che il 7 giugno dello scorso anno si dimise inaspettatamente comunicando la decisione durante la celebrazione della messa domenicale. «È stato un abuso sessuale il motivo che lo ha spinto alle dimissioni» scrive il sito della tv pubblica norvegese, che aggiunge: «La Chiesa cattolica ha pagato alla vittima tra 400.000 e 500.000 corone norvegese (tra 50.000 e 65.000 euro circa) a titolo di risarcimento danni». L'abuso venne commesso quando Mueller era ancora un semplice prete ed è prescritto per la legge norvegese, specifica Nrk, che riporta come l'attuale vescovo di Trondheim e Oslo, Bernt Eisvig, abbia riferito al Times di Londra che Mueller scelse di dare immediatamente le dimissioni quando venne informato delle accuse che lo riguardavano. Secondo il quotidiano norvegese Adresseavisen, la vittima era un chierichetto che ha mantenuto il segreto per circa 20 anni. È stato il vescovo di Stoccolma ad occuparsi dell'inchiesta. Nrk riporta che il caso è stato inviato al Vaticano, dove è stato valutato arrivando alla conclusione che Mueller, in quel momento vescovo di Trondheim, doveva dimettersi.

LA DIFESA DEL VATICANO - La confessione del vescovo norvegese è arrivata dopo una giornata caratterizzata dalla strenua difesa del Papa dagli attacchi dei media internazionali da parte del segretario di Stato Bertone e del cardinale Sodano. In particolare secondo quest'ultimo che, ricordiamo, è l'ex segretario di Stato, gli attacchi contro Benedetto XVI ricordano quelli contro Pio XII.

Redazione online


05/03/2010

Scandalo preti pedofili in Germania: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa

Scandalo preti pedofili in Germania: abusi nel coro diretto dal fratello del Papa

 

La rivelazione in una lettera ai genitori. Georg Ratzinger: non sono a conoscenza di nulla. Lo ha ammesso il vescovo di Ratisbona, città in cui ha sede il famosissimo coro religioso di voci bianche

 

Georg Ratzinger (Reuters)
Georg Ratzinger (Reuters)

RATISBONA (GERMANIA) - Nuovi sviluppi dell'inchiesta in Germania sugli abusi sessuali commessi da sacerdoti nei confronti di minori. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, ha ammesso infatti che sono stati commessi abusi sessuali nell'ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all'epoca in cui esso era diretto dal fratello di Papa Benedetto XVI. Il vescovo lo ha scritto in una lettera ai genitori pubblicata sul suo sito internet in cui afferma che «aiamo fortemente impegnati a chiarire tutti i possibili casi». La diocesi di Ratisbona ha reso noto che istituirà una commissione d'inchiesta interna sul caso.

LE AMMISSIONI - Nella lettera inviata ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo dice di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali (...) negli anni Cinquanta». «Il direttore del convitto dell'epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto», si legge ancora nel sito del vescovado. Il portavoce del vescovo, Clemens Neck, ha poi dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un'inchiesta trasparente». Il fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (86 anni), è stato alla guida dello storico coro di Ratisbona, dal 1964 al 1993.

IL PORTAVOCE DEL CORO - Secondo un portavoce del coro invece i responsabili dei presunti abusi sessuali su bambini del coro del duomo di Ratisbona sarebbero due religiosi, ambedue morti nel 1984, che per questo sarebbero stati anche condannati a pene detentive. Uno è un ex insegnante di religione e vice direttore della scuola frequentata dai coristi che era stato rimosso nel 1958 dall'incarico. Anche l'altro religioso era stato per alcuni mesi direttore del collegio annesso al ginnasio del coro del duomo, prima di essere condannato nel 1971. Alcune delle vittime si sono nel frattempo rivolte ai responsabili della diocesi, ha detto il portavoce.

LA REPLICADI GEORG RATZINGER - Il fratello di Papa Benedetto XVI ha detto venerdì in un'intervista alla radio bavarese Bayerischen Rundfunk, di non essere a conoscenza di casi di abusi sessuali commessi nell'ambiente del coro dei ragazzi di Ratisbona, di cui all'epoca era direttore.
«Non voglio dire niente su questo» tema, ha esordito il fratello del Papa ai microfoni della radio. «Non sono a conoscenza di alcun caso di abusi sessuali», ha aggiunto rispondendo a un'altra domanda. E poi ha concluso: «Chiedetelo alla diocesi» di Ratisbona.

VATICANO - «La Santa Sede sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania»: è quanto ha detto il vice direttore della sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, il quale però ha precisato che il Vaticano non vuole intervenire direttamente sul caso del coro.

GERMANIA ALLIBITA - In Germania lo scandalo di presunti abusi sessuali su bambini in ambienti religiosi si sta allargando a macchia d'olio. Prima delle rivelazioni del coro del duomo di Ratisbona, erano stati destituiti due monaci dell’abbazia benedettina di Ettal (Baviera), perquisita anche dalla procura di Monaco, inoltre è in arrivo nell’abbazia anche un visitatore apostolico inviato del Vaticano. Al seminario dei cappuccini a Burghausen, in Baviera, sono stati compiuti abusi nei confronti di tre giovani allievi tra il 1984 e 1985, secondo quanto affermato da padre Josef Mittermaier, responsabile provinciale dei cappuccini bavaresi. Lo scandalo tedesco è iniziato con denunce a carico di sacerdoti del collegio dei gesuiti Canisius di Berlino. Al momento si contano oltre 150 denunce. I vescovi tedeschi hanno chiesto pubblicamente perdono e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare con la giustizia e hanno istituito un apposito ufficio guidato dal vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann. Intanto Monsignor Robert Zollitsch riferirà al Papa dei casi di pedofilia in un’udienza che avrà luogo in Vaticano il prossimo 12 marzo.

ANCHE IN OLANDA - Ma anche in Olanda si sono aperti casi per abusi sessuali all'interno delle istituzioni cattoliche. Secondo quanto riporta il quotidiano Nrc Handelsblad ci sono 15 denunce a carico di dieci sacerdoti, che riguardano il collegio salesiano Don Rua di 's-Heerenberg, ma il numero sembra destinato a crescere per quanto riguarda il numero delle vittime, e ad allargarsi ad altri istituti. Il vescovo di Rotterdam e presidente della Conferenza episcopale olandese, Adrianus Herman van Luyn, ha aperto un'inchiesta, così come ha fatto il ministro della Giustizia, Hirsch Ballin. I fatti avvennero tra il 1959 e il 1971.

Redazione online


12/02/2010

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati Genitori in lacrime: «E' un primo passo»

 

La decisione è stata presa oggi dal Gup del tribunale di Tivoli. Sono accusati di violenze e abusi su 21 bambini che frequentavano l'asilo nido del paese

 

 Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa)
Nella foto di archivio del 2007 un carabiniere con una bimba nella scuola materna dell'istituto comprensivo 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio (Ansa)

ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E' stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.

GENITORI IN LACRIME - Alcuni genitori, presenti in aula, sono scoppiati a piangere quando il giudice Balestrieri ha letto il provvedimento. In primis Antonio Cardamone e Franco Merlino secondo cui «con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo - hanno spiegato - certi della sussistenza degli abusi visto che ancora oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano». E un'altra mamma: «Oggi è solo il primo passo per l’accertamento della verità». Dello stesso tenore l'analisi dell'avvocato Pietro Nicotera: «I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. Per il momento sono soddisfatti di questa soluzione e confidano che il tribunale possa approfondire le responsabilità degli imputati».

GLI IMPUTATI - Il processo si celebrerà il 27 maggio a Tivoli. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza. Alla sbarra finiranno dunque le maestre Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello - marito della Del Meglio - e la bidella Cristina Lunerti. Erano già state archiviate, invece, le posizioni di un'altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio Kelum Weramuni Da Silva. Gli indagati respingono le accuse e lamentano che mancano riscontri a cominciare dalla mancanza di tracce del loro Dna e delle loro impronte digitali su peluche e altri oggetti sequestrati.

LE TAPPE DELLA VICENDA - La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. «Indizi insufficienti e anche contraddittori», scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti» osservarono gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli.

I RACCONTI DEI BAMBINI - Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del «gioco della patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». Insomma «c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro.

LE ACCUSE - Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.

Redazione online