09/05/2012

Parcheggiatori abusivi davanti al tribunale sotto accusa gli ausiliari del traffico

Parcheggiatori abusivi davanti al tribunale sotto accusa gli ausiliari del traffico

MESTIERI ILLEGALI DELLA CAPITALE. A piazzale Clodio l'auto si lascia solo pagando la «mancia» agli irregolari, che si vantano: «Qui le multe non le fa nessuno, i controllori sono dalla nostra parte»

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30/04/2012

La Capitale fuorilegge sotto gli occhi dei vigili

La Capitale fuorilegge sotto gli occhi dei vigili

L'inchiesta. A spasso per Roma dopo la bufera che ha investito il corpo della polizia municipale. Degrado, tavolini abusivi, Pantheon «oscurato». E l'agente risponde: «Multe? Faccia er bravo»

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20/08/2009

Le vacanze? Un affare alle spalle del Fisco

Le vacanze? Un affare alle spalle del Fisco

 

I controlli della Guardia di Finanza, scoperti 44 evasori totali. Stabilimenti balneari abusivi, lavoratori in nero, camere e ombrelloni affittati senza emissione di scontrino

 

ROMA - Dal 1 luglio a ferragosto, la Guardia di Finanza ha eseguito, lungo le coste italiane, oltre 1.000 verifiche e controlli contro l'evasione fiscale e l'economia sommersa, nei confronti delle attività tipiche della stagione estiva: alberghi e affittacamere (256), ristoranti e pizzerie (237), bar e gelaterie (204), stabilimenti balneari (181), villaggi turistici (47), campeggi (26), discoteche e locali da ballo (24).

EVASORI TOTALI - Ben 44 di queste attività - fanno sapere le Fiamme Gialle - «pur operando alla luce del sole, erano evasori totali, vale a dire soggetti completamente sconosciuti al fisco, non avendo mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi». Si tratta di 15 alberghi, 5 affittacamere, 11 fra ristoranti e pizzerie, 10 bar, 3 stabilimenti balneari, individuati in Campania (18 casi), Toscana (7), Sicilia (6), Lazio (8), Marche (3), Emilia Romagna (2), per un'evasione complessiva pari a circa 36 milioni di euro di redditi non dichiarati e a circa 13 milioni di Iva evasa. L'ammontare degli affitti in nero scoperti è in tutto pari a circa 700 mila euro, per lo più derivanti da locazioni stagionali o per brevi periodi.

ABUSIVI SULLA SPIAGGIA - Fra i casi più singolari, ricordano le Fiamme Gialle, quello di tre stabilimenti balneari abusivi scoperti sul litorale di Nettuno, che, oltre ad operare in evasione d'imposta, occupavano illegalmente un'area demaniale di oltre 1.800 mq, proponendo un affitto mensile di un ombrellone e lettino a prezzi assolutamente concorrenziali (70 euro) rispetto agli stabilimenti regolari, sottraendo diversi clienti a questi ultimi. Sono stati 1.563 i casi di mancata emissione di scontrini o ricevute fiscali riscontrati durante i controlli sui litorali, che hanno riguardato per 618 irregolarità altrettanti ristoranti e pizzerie, per 605 casi bar e gelaterie, nonchè 256 stabilimenti balneari e 73 alberghi e affittacamere.

LAVORO E AFFITTI IN NERO - Le verifiche ed i controlli sono stati estesi anche al riscontro della presenza di lavoratori in nero ed irregolari, che normalmente aumentano nella stagione estiva proprio nelle attività tipiche di questo periodo. 95 sono state in tutto le imprese che avevano fatto ricorso alla manodopera irregolare, individuate in Campania (21 casi), Puglia (17), Emilia Romagna (12), Calabria (10), Sicilia (8), Sardegna (6), Toscana (5), Lazio (5), Liguria (4), Friuli Venezia Giulia (3), Marche (2), Veneto (2). 315 sono stati i lavoratori irregolari nel complesso scoperti, di cui 271 completamente in nero. Fra le situazioni più eclatanti, i 7 stabilimenti balneari sul lungomare di Pozzuoli, Licola e Varcaturo, dove sono stati trovati ben 41 lavoratori irregolari, nonchè 2 pizzerie e una struttura alberghiera a Gallipoli in cui sono stati individuati in tutto 14 lavoratori in nero. Particolare attenzione, conclude la Gdf, è stata rivolta altresì al fenomeno degli affitti in nero: 414 sono i controlli effettuati nelle località balneari più rinomate, concentrati principalmente nel Lazio, in Sicilia, Emilia Romagna, Puglia, Campania, Liguria, Calabria, Sardegna e Toscana.


05/05/2009

Troppi abusivi nelle case popolari E gli inquilini ora entrano con il badge

Troppi abusivi nelle case popolari E gli inquilini ora entrano con il badge

 

Stanchi di protestare, i residenti si sono tassati per tenere alla larga spacciatori e abusivi e sentirsi più sicuri

 

Le case popolari di via Lope De Vega (Del Puppo)
Le case popolari di via Lope De Vega (Del Puppo)

MILANO — Siccome puntano in alto, molto in alto, si son fatti fare il preventivo per un sistema sofisticatissimo di telecamere. Il preventivo era, decisamente, fuori bilancio. Hanno ripiegato sul badge. Che comunque resta una rivoluzione. Anche economica, nonostante gli appena 41 euro annui versati dalle 240 famiglie affinché in ciascuna delle 14 scale si possa entrare soltanto strofinando il tesserino magnetico.

Siamo in via Lope de Vega, Sud di Milano, non lontano dai Navigli. In un complesso popolare con mille abitanti dei quali l'80% anziani. Pensioni minime. E palazzi invasi dagli abusivi. E box riempiti dagli spacciatori. E incursioni di vandali, «mio dio, animali», che lasciano il segno lanciando i propri escrementi contro le vetrate. I residenti si sono tassati. Ed ecco il badge. «La nostra arma contro i cattivi». Funzionerà? Per adesso, il badge è attivo in cinque scale. Se qualcheduno lo perde, per riaverlo deve andare a far denuncia dai carabinieri. In via Lope de Vega ci sono certe fedine penali che non finiscono più e ci sono certi traffici sporchi che è meglio lasciare nascosti. Dunque, per evitare una visita dai carabinieri, i meno diciamo santerellini evitano di cedere il tesserino a estranei (sia mai vada perduto) o quantomeno ci pensano prima due volte. Il complesso popolare, di proprietà dell'Aler, l'azienda lombarda di edilizia residenziale, prende tutta la via, parte dal civico 1 e arriva al 27, presenta alla vista questo cortile peraltro non in piano bensì con leggeri pendii che formano pozzanghere- laghi. Il cortile è circondato da facciate imponenti, compatte, serrate, che tolgono fiato e cielo.

Sorto negli anni Settanta, il complesso divenne noto ancor prima di iniziare a vivere: i muratori dovevano finire di mettere il tetto che gli appartamenti già erano andati occupati. Capite come mai qui gli abusivi siano questione genetica? Oggi resistono una ventina di famiglie. «Non pagano l'affitto? Però almeno, la luce potrebbero pagarla» dice un'anziana con gli occhi grandi e azzurri. Una volta un abusivo per far andare la televisione al plasma s'inventò un collegamento ai cavi elettrici dell'ascensore. La tivù girava a mille. L'ascensore rischiò di precipitare con la gente dentro. Ieri pomeriggio, erano le 17, due vecchiette si sono schiantate a terra. Travolte dalla fatica. Sorreggevano una panchina che ragazzini del cortile hanno sradicato da un parco. Una si è fatta scappare una parolaccia, si è vergognata, ha chiesto scusa, tutta rossa in viso. «Proviamo a riportarla al suo posto». Non ce la faranno. «Abbiamo chiesto ai vigili di venire a prendersela. Non sono venuti» dice Romano Attilio Zeppilli, nel frattempo comparso. Zeppilli, 52 anni, un gran personaggio, è l'anima del comitato di autogestione degli inquilini. È stato Zeppilli a inventarsi il badge.

«Ci lamentiamo per la mancanza di sicurezza? Noi non parliamo e basta. Noi facciamo. Ci proviamo». A Milano, la Milano dell'Expo e della caccia ai clandestini, Regione, Comune e Provincia hanno stanziato appositi fondi per la sicurezza nei quartieri popolari. Il comitato, le cui tenere e testarde crociate contrastano cattivi di nazionalità italiana — una minoranza, gli immigrati, tra i balordi — ha chiesto che una parte dei fondi venisse utilizzata per installare le telecamere accompagnandoci una presidio fisso di una guardia giurata. «L'Aler ha detto no» ripete Zeppilli, e mostra le email dell'azienda, con risposte interlocutorie, burocratiche. Nel cortile d'un tratto si sentono rumori da effetti speciali, è una moto che nei box compie sgommate tremende. «È rubata». Due bimbi applaudono. Dietro i bimbi, una parete con un po' di scritte. Le scritte raccontano di amori appena nati e soprattutto di amori finiti, e finiti male, con rabbia; ci sono poi disegni sconci e messaggi di morte. Quant'è dura resistere? «Eh... Capita che ti inseguano per pestarti». Ma tanto la città è pronta a prestare soccorso. A dicembre il Comune decise di premiare il comitato con un attestato di benemerenza. Zeppilli fu invitato. Nel salone d'onore lo aspettava il sindaco Letizia Moratti. Lui arrivò in ritardo bestiale. Vive su una carrozzella, quel giorno rimase intrappolato in metrò: nelle stazioni vicine al Comune non funzionavano montascale e ascensori per disabili.

Andrea Galli


11/03/2009

A NAPOLI PARCHEGGIATORI TRASFORMANO STORICA PIAZZA IN GARAGE

A NAPOLI PARCHEGGIATORI TRASFORMANO STORICA PIAZZA IN GARAGE

 

NAPOLI - Un'intera piazza, a Napoli, 'in possesso' di parcheggiatori abusivi: 150 le auto parcheggiate, già nelle prime ore del mattino. Tariffe orarie ma anche mensili, in modo che la piazza era utilizzata come una sorta di 'garage' a cielo aperto: costo dai 150 ai 300 euro al mese.

E' il risultato dell'ennesimo blitz della polizia municipale di Napoli: 50, al momento, gli abusivi fermati. Gli agenti stanno effettuando controlli in diversi quartieri della città: da Fuorigrotta al Vomero, dal centro storico a San Giovanni a Teduccio.

Solo in piazza Mercato, oltre al fermo dei parcheggiatori colti in flagranza, si è proceduto al sequestro di centinaia di mazzi di chiavi. E' proprio la storica piazza di Napoli, l'emblema, sottolinea la polizia municipale, della situazione di illegalità. I parcheggiatori, operanti in una zona che è sotto il controllo del clan camorristico dei Mazzarella, avevano organizzato la loro attività in maniera tale da essere presenti in piazza 24 ore utilizzando un furgone Piaggio Porter, che fungeva da 'ufficio', posto all'ingresso della piazza: da lì veniva sorvegliata tutta l'area. Pochi giorni fa, in un'altra operazione, furono 112 i parcheggiatori abusivi fermati.