09/05/2012

Twitter, Anonymus hackera 55 mila utenti. Ma è giallo: «Sono profili già chiusi»

Twitter, Anonymus hackera 55 mila utenti. Ma è giallo: «Sono profili già chiusi»

SICUREZZA INFORMATICA. E dal sito di microblogging fanno sapere: «Stiamo prendendo sul serio l'attacco»

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16/06/2010

Anche Bush su Facebook

Anche Bush su Facebook

L'ex presidente degli Stati Uniti sbarca sul social network più popolare del pianeta. Molti i messaggi di benvenuto e qualche commento ironico. Bush è solo l'ultimo di una schiera di politici repubblicani arrivati su FB: da Sarah Palin al senatore Scott B

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E’ durato poco più di un anno il “silenzio stampa” di George W. Bush, 43mo presidente degli Stati Uniti che, seguendo le orme di tutti gli altri politici, ha recentemente inaugurato una pagina Facebook, con tanto di video in cui, prima di tutto, ci rassicura che lui e Laura stanno benissimo e in ottima salute nel loro amato Texas. Se otto anni di presidenza sono stati un grande onore, la pensione poi, dice Bush, non è tanto male soprattutto perché gli ha permesso di scrivere il libro che sarà pubblicato il prossimo novembre. A batterlo sul tempo, tuttavia, è stata proprio sua moglie Laura, già da un po’ su Facebook , che ha pubblicato “Spoken from the heart” al quale il presidente ha dedicato un post, ricordando che il libro, per la terza settimana consecutiva, è in testa alla classifica delle vendite del New York Times.

Nella presentazione anche un riferimento al suo impegno con Bill Clinton per raccogliere fondi da destinare
ai terremotati di Haiti, incarico affidatogli da Obama che gli costò immediatamente un “attacco”  della rete per un video in cui, lo si vede stringere la mano a un haitiano per poi (sembra) pulirsela sulla spalla del suo predecessore. I fan della sua pagina Facebook, almeno finora, per lo più gli scrivono di sentire la sua mancanza sebbene ci sia anche chi, in maniera colorita, lo invita a continuare a rimanere nell’ombra ringraziandolo, ironicamente, di aver fatto già “fin troppo” per gli Stati Uniti. Ad esempio, un utente chiede all’ex presidente di non fare attacchi preventivi alla sua fattoria su Farmville.
Proprio per non attirare facili critiche, Bush jr sembra indirizzato a mantenere un “low profile”, particolarmente adatto ad un pensionato, sebbene decisamente speciale.

Molto più “pepata”, invece, la pagina dell’
ex governatrice dell’Alaska, Sarah Palin che non perde giorno né occasione per lanciare strali alla volta dell’amministrazione Obama. E non solo. Recentemente, la leader dei Tea Party, ha postato una nota in cui accusa di “stalking” il giornalista Joe McGinnis che ha affittato una casa confinante con la sua, per poter portare a termine la biografia che sta scrivendo proprio sull’ex governatrice. Se la legge, sottolinea il magazine Slate, non è dalla parte di Sarah Palin, lo sono molti suoi fan sul social network e anche certa stampa locale come il quotidiano Frontiersman che ricorda al giornalista che in Alaska la privacy e la proprietà privata possono essere difese anche a costo della morte (altrui).

Negli ultimi giorni l’attenzione della rete, tuttavia, si è spostata piuttosto sul cosiddetto “boobgate” dopo che il presentatore
Howard Stern per primo, immediatamente rilanciato dall’Huffington Post, ha affermato che l’ex governatrice si è rifatta il seno. Poco disturbato dai riferimenti al suo passato di modello sembra essere invece il senatore Scott Brown che raccoglie grandi consensi fra i suoi circa duecentomila fan di Facebook che vogliono lui come futuro presidente degli Stati Uniti . Per ora, tuttavia, con i suoi quasi nove milioni di fan, Barack Obama sembra dormire sonni tranquilli; almeno in rete.

Angela Vitaliano


11/03/2009

Chiuso il «finto Bersani» su Facebook

Chiuso il «finto Bersani» su Facebook

 

Rubata l'identità all'ex ministro sul famoso social network. Il falso Bersani aveva già 2900 amici ma si è fatto scoprire chiedendo l'amicizia allo staff dell'onorevole

 

 

Pierluigi Bersani (Imagoeconomica)
Pierluigi Bersani (Imagoeconomica)

MILANO - Fino a due giorni fa, «Pierluigi Bersani» era su Facebook. Ed era anche decisamente popolare (più di duemilanovecento «amici»), oltre che attivo (biografia, foto, video: di tutto, insomma). Peccato che quel «Pierluigi Bersani» che si presentava come l’ex ministro dello Sviluppo Economico (e dell’Industria, e dei Trasporti) fosse qualcun altro. Qualcuno che ha «rubato» l’identità dell’onorevole, navigando a suo nome e, a suo nome, attirando fan e «amici». Il tutto, appunto, fino a due giorni fa. Quando il profilo è svanito. Come? Grazie a «Berlusconi» e al «Quirinale», a una richiesta bizzarra, e a una segnalazione fatta alla Polizia Postale. Ma andiamo con ordine.

COME È STATO SCOPERTO - La pagina web del falso Bersani era gestita con grande precisione: tanto che un portavoce dell’onorevole ipotizza che «fosse fatto addirittura da un fan». Che però, spiega, «prendeva derive strane», «lo iscriveva a gruppi strani, campagne…». Il portavoce non si sbilancia, e non nomina nessun «gruppo» a cui «Bersani» si era iscritto: ma di certo tra di essi ce n’erano di imbarazzanti. Ad esempio quello «Berlusconi mai al Quirinale». Ora: Bersani potrebbe pure pensarlo, ma di certo non aveva dato mandato ad alcun «Bersani» di scriverlo su Internet. Ma come ha fatto, lo staff dell’ex ministro, ad accorgersi del furto di identità? «Digitando il suo nome su Internet», spiega il portavoce. Che però precisa anche un’altra mossa che ha tradito il «ladro»: «A un certo punto il falso Bersani ci ha chiesto di entrare tra i suoi amici su Facebook. Quando ho visto il ministro, gli ho chiesto: Ma che fai, mi chiedi l’amicizia su Facebook?».

LA POLIZIA POSTALE - Da lì ad accorgersi che si trattasse di un falso il passo è stato brevissimo. Così lo staff ha prima mandato una mail al gestore del falso profilo (caduta nel vuoto), poi ha scritto sulla «bacheca» avvertendo del falso (e una mail, scritta da un sostenitore di Bersani, ha avvertito personalmente gli utenti). Infine la Segreteria ha deciso di passare alle maniere forti: prima contattando i gestori di Facebook, poi facendo una segnalazione alla Polizia Postale. E il profilo del «falso» Pierluigi Bersani è svanito dal web. Sui prossimi passi, I collaboratori dell’onorevole non si sbilanciano. Probabilmente non ci saranno altri strascichi legali: «L’importante era che non ci fosse qualcuno che parlasse a nome suo». Ma l’ex ministro ha intenzione di crearsi un profilo Facebook vero? «Mah: lui ha già un suo sito. Avere un profilo su Facebook presuppone che lui in qualche modo lo aggiorni, ci sia... E siccome lui è uno che segue, ci sta, va a vedere, eccetera, ma non è che poi abbia tempo di «navigare», credo che… non so, adesso vediamo». Insomma, niente da fare: per ora, su Facebook, nessun Pierluigi Bersani (vero) rimpiazzerà il «Pierluigi Bersani» (falso). Per i duemilanovecento amici, ci sono sempre i gruppi di fan. E il suo sito - questo sì, vero.

Davide Casati