25/06/2009
Accordo tra Dada e Sony: la società Rcs distribuirà canzoni del loro catalogo
Accordo tra Dada e Sony: la società Rcs distribuirà canzoni del loro catalogo
Previste anche opzioni put e call e intese relative alla governance aziendale. Il colosso nipponico acquisisce il 13% del capitale: i contenuti digitali diffusi via web e telefonino
MILANO - Dada, società del gruppo Rcs attiva nel settore dei servizi di community e intrattenimento via web e mobile, e Sony Music Entertainment rafforzano la loro partnership. In una nota congiunta le due società comunicano di aver raggiunto un accordo strategico che prevede l'acquisizione da parte di Sony di una partecipazione nel capitale sociale di Dada.net in cambio della cessione della quota in Dada Entertainment Llc, la joint-venture paritetica attiva negli Usa nei servizi di entertainment digitale. L'intesa prevede inoltre la sottoscrizione di un accordo globale di distribuzione (con l'eccezione del Giappone) che consentirà a Dada di accedere al catalogo dei contenuti digitali di Sony Music da diffondere sia via web che via telefonino.
«A due anni dalla costituzione della joint venture con Sony Music, con cui abbiamo collaborato con successo allo sviluppo di servizi innovativi di digital entertainment negli Stati Uniti e in Canada, abbiamo deciso di consolidare ulteriormente la nostra partnership strategica - sottolinea Paolo Barberis, fondatore e presidente di Dada -. Il rafforzamento dei rapporti con un partner prestigioso come Sony Music dimostra ancora una volta la forza del progetto Dada Music: una "open platform" musicale sempre più centrale all'interno di una rete che sta operando rapidi cambiamenti e registrando crescenti record di utilizzo».
L'ACCORDO - Il gruppo prevede per quest'anno un fatturato a 160 milioni di euro (in caso di consolidamento di Dada Entertainment dal 1 giugno 2009) o 175 milioni di euro (in caso di consolidamento dal 1 gennaio 2009) contro le previsioni comunicate a fine 2008 di 190 milioni. Il mercato punta quindi i riflettori sul rafforzamento della partnership con Sony Music Entertainment, annunciata sempre stanotte, attraverso l'acquisto da parte di Sony del 13% del capitale sociale di Dada.net. L'acquisizione verrà realizzata tramite il conferimento a Dada della propria quota nella joint venture paritetica in Dada Entertainment LLC, oltre alla stipula di opzioni put e call nei confronti di Dada spa e di accordi relativi alla governance di Dada.net.
COSA SONO LE OPZIONI PUT & CALL
L’opzione è uno strumento derivato, ovvero una particolare tipologia di contratto il cui valore risulta collegato al valore di mercato di uno strumento sottostante (azioni, tassi di interesse, valute, indici, ecc.).
Nello specifico, l’opzione è un contratto che, dietro pagamento di un premio, garantisce al possessore la facoltà di acquistare o vendere una certa attività finanziaria o reale ad un prezzo convenuto (strike price) a una certa data o entro un determinato periodo di tempo.
E’ opportuno ribadire che le opzioni, a differenza di quanto accade con altri strumenti derivati, non obbligano il possessore ad acquistare o a vendere l’attività finanziaria sottostante; si tratta, al contrario, di una possibilità che questi può esercitare nell’eventualità in cui possa trarne un vantaggio economico.
L’attività finanziaria o reale sottostante all’opzione può essere di varia natura, purché questa abbia un mercato con quotazioni ufficiali e pubblicamente riconosciute: si possono avere, a questo proposito, azioni, tassi di interesse, materie prime, obbligazioni, futures, swaps, commodities, ecc.
La possibilità di vendere o acquistare lo strumento sottostante prevista dall’opzione può essere solitamente esercitata in una certa data futura o entro una certa data futura: nel primo caso si è in presenza di opzioni europee, nel secondo di opzioni americane.
Esiste una ricca terminologia relativa all’argomento opzioni che è bene conoscere:
- L’attività finanziaria o reale sottostante all’opzione viene chiamata “underlying”
- Lo “strike price” (o “exercise price”) è il prezzo fissato dal contratto al quale il possessore dell’opzione può vendere o acquistare il sottostante in o entro una certa data futura
- Le opzioni possono essere di tipo “call” o di tipo “put”. Le opzioni call (call option) conferiscono al possessore il diritto di acquistare l’attività sottostante alle condizioni previste dal contratto e al prezzo stabilito al momento della transazione. Le opzioni put (put option) offrono al possessore la facoltà di vendere l’attività sottostante a o entro una certa data futura al prezzo stabilito al momento della transazione. All’interno delle rispettive sezioni, ci si propone di offrire una descrizione più dettagliata delle opzioni call e delle opzioni put.
- L’acquirente di un’opzione call o put è anche detto “buyer”, “holder” o “taker”; il venditore di un’opzione call o put può anche essere indicato con il termine “writer”.
L’acquisto di un’opzione (call o put, a seconda che l’investitore scommetta sul rialzo o sulla discesa del valore dell’underlying in una data futura) comporta per il buyer il pagamento di un premio, che costituisce il prezzo dell’opzione e che può essere stabilito percentualmente in relazione all’importo oggetto del contratto.
Nell’eventualità in cui la scommessa del buyer risulti vincente, quest’ultimo ha diritto a incassare la differenza tra il prezzo dell’attività finanziaria ed il prezzo di esercizio. In presenza di andamento sfavorevole del mercato, la massima perdita che potrà subire il buyer sarà l’ammontare del premio pagato (più le eventuali commissioni di negoziazione dell’intermediario).
Diversa è la situazione del venditore di un’opzione put o call, per il quale il massimo profitto possibile è costituito dal premio pagato dal buyer per l’acquito dell’opzione, mentre la perdita è potenzialmente illimitata (dipendentemente dall’andamento del valore del sottostante).
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| Tag: economia, accordo, dada, sony, acquisizioni, capitale, opzioni, put, call, intesa, contenuti digitali, web, telefonia | OKNOtizie |
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21/02/2009
C'è l'accordo, Enel ha tutta Endesa
C'è l'accordo, Enel ha tutta Endesa
Conti: «saremo secondi in Europa, accelerano le sinergie». Acciona (Entrecanales) esce in cambio di impianti nelle rinnovabili per 2,9 miliardi. Mediobanca advisor
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OPERAZIONE DA 9,6 MILIARDI - L'operazione, precedentemente approvata dal cda dell'Enel presieduto da Piero Gnudi, vale 9,6 miliardi. In pratica lo stesso prezzo previsto dal contratto tra Enel e Acciona nel 26 marzo 2007. E Acciona (Lazard advisor) ha contestualmente acquisito da Endesa alcuni asset operativi eolici e idroelettrici, per un valore di 2,9 miliardi. Il finanziamento dell'operazione — precisa una nota dell'Enel — è stato garantito da un prestito sindacato di 8 miliardi, concordato con un pool di 12 banche: Mediobanca, come capofila, e poi Banco Santander, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Intesa Sanpaolo, Royal Bank of Scotland, La Caixa, Calyon, Bnp Paribas, Natixis, Caja Madrid, Bank of Tokyo- Mitsubishi e Unicredit. Il prestito prevede il rimborso di una quota, pari a poco meno del 70%, a 5 anni (5,5 miliardi in scadenza nel 2014) e, per la parte restante, a 7 anni (2,5 miliardi in scadenza nel 2016). In seguito a questa operazione, il debito netto dell'Enel risulta così in crescita a circa 11,7 miliardi. Adesso si apre la partita per il vertice di governo di Endesa. Tra le prime ipotesi, rilanciate ieri dal quotidiano spagnolo El País, il posto di presidente dovrebbe passare da José Manuel Entrecanales a Rafael Miranda, attuale consigliere delegato e uomo di Endesa da molti anni, che si sarebbe conquistato la fiducia del gruppo italiano. Mentre alla guida esecutiva di Endesa, con le funzioni di ammini-stratore delegato, dovrebbe andare Andrea Brentan, che lascerebbe così la vicepresidenza dell'elettrica spagnola. La stampa spagnola non ha risparmiato critiche al governo di Madrid per la conclusione dell'operazione, ricordando l'atteggiamento dello stesso governo che nel 2005 aveva sostenuto l'opzione di creare un «campione nazionale» attraverso una fusione di Endesa con il gruppo catalano Gas Natural. Dà però atto all'Enel di aver compreso l'importanza di mantenere l'«ibericità» di Endesa, indicando tra l'altro la possibile nomina proprio di uno spagnolo, Miranda, come presidente.
11:08 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: enel, acquisizioni, endesa, azioni, azienda, elettricità, spagna | OKNOtizie |
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