03/04/2012
Affonda l'auto: a marzo -27%
Affonda l'auto: a marzo -27%IL BILANCIO DELL'ULTIMO MESE. Come anticipato nell'ultimo mese crollo totale delle vendite
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13/03/2012
Inflazione, carrello della spesa ai massimi dal 2008: così incide l'aumento della benzina
Inflazione, carrello della spesa ai massimi dal 2008: così incide l'aumento della benzinaA febbraio sale al 4,5%, il più alto dall'ottobre di tre anni fa. Il livello dei prezzi al consumo al 3,3%, in crescita rispetto a gennaio
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14/10/2011
Chiesto il rinvio a giudizio per Minzolini
Chiesto il rinvio a giudizio per MinzoliniGli importi ammontano complessivamente a 65 mila euro, già restituiti dal giornalista. Il direttore del Tg1 è accusato di peculato per spese effettuate con la carta aziendale. «Sono tranquillo»
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18/05/2011
Calciomercato: Sanchez, Aguero e Tevez I colpi proibiti alla fiera degli attaccanti
Calciomercato: Sanchez, Aguero e Tevez I colpi proibiti alla fiera degli attaccantiLe grandi squadre cercano attaccanti di lusso, ma la maggior parte di loro preferisce l’estero. Vanno di moda i goleador rapidi: Tevez piace all’Inter ma vuol rimanere al City. L’agente del "Kun" tratta con i bianconeri che confermano Matri, ma mollano Toni e Iaquinta
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01/02/2011
Calciomercato
CalciomercatoCalciomercato: tutti gli acquisti e le cessioni del mercato di Gennaio 2011 in Serie A.
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02/01/2011
Shopping, saldi invernali al via al Sud Previsto «boom» degli acquisti online
Shopping, saldi invernali al via al Sud Previsto «boom» degli acquisti onlineLe previsioni: male le calzature, bene l'abbigliamento di qualità. Vendite scontate a Napoli, Palermo, Potenza, Catanzaro e Campobasso. A Roma e Milano si aspetta il 6. I consumatori: sarà un flop. Domenica 2 gennaio scattano le prime vendite scontate in molte città del Sud. Secondo un’indagine Confesercenti sei italiani su 10 sono intenzionati a fare acquisti importanti, ma il Codacons e l’Adoc sono pessimisti. Scopri il calendario
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21/05/2010
Sanità, così si sprecano due miliardi all'anno Ospedali pagano i prodotti il 30% in più
Sanità, così si sprecano due miliardi all'anno Ospedali pagano i prodotti il 30% in piùI pacemaker variano da 1.250 euro in Toscana a 1.559 in Piemonte fino a 2.324 in Emilia Romagna, senza che ci sia una ragione apparente. Il ministro della Salute non esclude l'insidia delle "mazzette"
Lo stesso modello di protesi sanitaria, dalle valvole cardiache ai pacemaker, dai defibrillatori agli attrezzi chirurgici ha, in Italia, un prezzo che varia parecchio a seconda dell'Asl che lo acquista. "Repubblica" prova a squarciare il velo che copre il mercato impazzito dei dispositivi medici. E ora il ministro della Salute Ferruccio Fazio vuole togliere alle Asl il potere di acquistare questi prodotti. La Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori medici e sul disavanzo regionale ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per porre fine a questo spreco enorme di denaro pubblico, una delle cause del disavanzo di bilancio di dieci regioni d'Italia oltreché dell'enorme crescita della spesa sanitaria nazionale. Ma a quanto ammonta lo spreco? Chi ci guadagna? Chi dovrebbe controllare?
Nessuno sa con precisione il perché di questo trend altalenante che non risparmia nessuna regione d'Italia. Che interessa il Nord quanto il Sud. E che si verifica in modo bipartisan in amministrazioni di entrambi gli schieramenti politici.
CENTRALIZZARE GLI ACQUISTI
Il ministro non esclude che dietro quelle inspiegabili oscillazioni da elettrocardiogramma dei prezzi alligni la corruzione. A "Repubblica" annuncia la sua intenzione di centralizzare a livello regionale gli acquisti dei dispositivi medici, contando di risparmiare fino a due miliardi di euro all'anno. Si tratta di una cifra da capogiro se si considera che rappresenta lo 0,15 % del Pil. Ed è un argomento di estrema attualità visto che nella manovra da 25 miliardi che il governo si appresta a varare, si parla anche di tagli alla Sanità che, come capitolo di spesa, rappresenta l'80% dei bilanci regionali. "Ma prima di ricorrere a inaccettabili tagli - osserva Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali alla Camera - è preferibile razionalizzare la spesa e puntare sui risparmi".
Il caso forse più clamoroso di divario dei prezzi a parità di prodotto si registra, a sorpresa, nel Nord est, nei capoluoghi del Trentino Alto Adige: il defibrillatore bicamerale della Boston scientific (modello teligen 100 Dr F110) costa, a Trento, 13.500 euro, ad appena 50 chilometri di distanza, a Bolzano, 16.100. Duemilaseicento euro in più. Perché? Ma episodi analoghi si registrano ovunque, in Italia. E il settore forse più critico è quello del cuore.
IL BALLETTO DEI PREZZI
I cardiologi infilano nelle coronarie ostruite dei piccolissimi tubicini, gli stent, che servono ad disostruire le arterie cardiache. E' una tecnologia relativamente recente che ha rivoluzionato la terapia dell'infarto e che ha ridotto vertiginosamente il ricorso al tradizionale by-pass chirurgico. Per evitare che quei tubicini vengano ostruiti dal colesterolo, vengono ricoperti al loro interno da sostanze particolari e prendono il nome di "stent medicati". Ebbene, lo "stent medicato" a rilascio di farmaco Xience V costa a Terni 594 euro, ma a Genova il prezzo misteriosamente raddoppia balzando a 1.250 euro. Per un altro modello, il Taxus Liberte-Promus Elemento, avviene inspiegabilmente il contrario: il prezzo più alto è a Terni (1.486 euro), dove costa più del doppio di quello del centro acquisti Estav-Sudest della Regione Toscana (670 euro).
Stesso discorso vale in cardiochirurgia. Una valvola aortica cardiaca percutanea ha un prezzo di 19mila euro all'Azienda ospedaliera Niguarda di Milano, di 20mila alle Molinette e di 21mila all'Estav-Sudest Toscana. Le stesse valvole meccaniche mitraliche all'Estav-Sudest della Regione Toscana costano 2.380 euro, 2.500 all'ospedale di Alessandria e 3.400 all'Azienda messinese Papardo Piemonte. I prezzi delle valvole cardiache aortiche e mitraliche biologiche oscillano dai 2.150 euro dell'Estav-Centro Toscana ai 2.500 di Molinette, Alessandria e Niguarda. Dai 2.600 euro dell'ospedale di Terni ai 3.200 del Papardo Piemonte di Messina.
Anche la chirugia non è esente dal fenomeno dell'altanena dei prezzi a parità di prodotto. I trocar - tubi che si piantano nell'addome attraverso cui si introducono fibre ottiche e strumenti chirurgici, pinze e forbici - hanno prezzi che variano all'interno della stessa Regione da un minimo di 80 euro a un massimo di 102.
Se qualunque altro prodotto presentasse oscillazioni dei prezzi di tali percentuali, dal 50 al 100 e perfino al 200 per cento, si direbbe che il mercato è in mano agli speculatori. Le associazioni dei consumatori insorgerebbero. Interverrebbe il Garante per la sorveglianza dei prezzi. Gli imprenditori scorretti verrebbero perseguiti dalla Guardia di finanza. E i centri acquisti della pubblica amministrazione sarebbero indagati dalla Corte dei Conti.
LA CONGIURA DEL SILENZIO
Nel mercato delle protesi sanitarie, invece, nessuno denuncia queste gravi anomalie che vanno contro la legge della domanda e dell'offerta. Anzi, nonostante tutti ne siano a conoscenza da anni, dal ministero della Salute ad Assobiomedica, dalle Asl alle associazioni scientifiche, dagli informatori sanitari ai medici, tutti tacciono. Ottenere i prezzi di acquisto delle varie Asl è praticamente impossibile. Nessuno li fornisce. Ogni azienda sanitaria se li tiene per sé e rifiuta di renderli pubblici addirittura alle altre Asl. I dati sono taciuti al ministro della Salute - quando li richiede - dalle stesse Regioni. E' il caso della Sicilia che non ha mai inviato alle direzioni ministeriali che si occupano del monitoraggio-prezzi i dati dei loro costi di acquisto delle Asl. Perché questa omertà? Cosa si nasconde dietro la congiura del silenzio che protegge il prezziario nazionale dei dispostivi sanitari nella varie Aziende sanitarie italiane? E' un mercato dal fatturato miliardario: esclusa la farmaceutica, l'importo complessivo è di 7 miliardi all'anno.
IL SOSPETTO DI CORRUZIONE
Le ipotesi sono più d'una: per alcuni si tratta di pessima gestione amministrativa delle forniture biomedicali. Per altri è una forma di degenerazione del federalismo sanitario: ogni Regione, essendo autonoma nella gestione del proprio bilancio sanitario, fa come crede. Ma lo scenario più inquietante è che l'altalena dei prezzi nasconda, invece, episodi di corruzione e tangenti. Come ad esempio avvenne otto anni fa a Torino, quando la magistratura contrastò un vasto, quanto diffuso e addirittura decennale sistema di corruzione sulla fornitura di valvole cardiache che interessava tutto il Nord: dal Piemonte (all'ospedale Molinette), alla Lombardia fino al Veneto. In quella vicenda la tangente concordata tra fornitori e cardiochirurghi all'insaputa delle commissioni aggiudicatrici dell'appalto faceva lievitare il prezzo delle protesi (acquistate dalle Asl coi soldi del contribuente), di circa 600 euro. Allora, la spiegazione del variare dei prezzi da Asl ad Asl era dunque la presenza o meno di tangenti sulle forniture. E oggi? Ad otto anni di distanza da quello scandalo, il rischio tangenti è tutt'altro che scongiurato. Lo ammette, sconsolato ma realistico, lo stesso ministro della Salute.
STRUTTURE TRASPARENTI
"E' chiaro ed evidente - dichiara Fazio a Repubblica - che una quota definibile malaffare o corruzione non è assolutamente da escludersi. In parte può essere anche scarsa competenza, ma ben sappiamo che in sanità esistono abusi e spazi di interventi che sono contro la legge". "Lo sappiamo e non ci sfugge", osserva il ministro. Ed è per questo che, aggiunge, "vogliamo di fatto togliere alle singole Asl questo tipo di attività per conferirle sul territorio nazionale a strutture centralizzate che siano trasparenti. Dalla centralizzazione dei beni e servizi ci potremmo attendere risparmi anche molto consistenti, dell'ordine di uno e forse due miliardi di euro".
L'oscillazione dei prezzi dei dispositivi medici a parità di modello riguarda quasi tutte le specialità. Gli stessi pacemaker monocamerali con sensore della Medtronic Inc costano in Toscana 1.250 euro, in Piemonte 1.559, in Emilia Romagna 2.324 euro. Lo stesso avviene anche per le medicazioni in alginato (fibre derivate dalle alghe marine), indicate per ferite particolarmente sanguinanti. L'oscillazione all'interno della stessa regione può variare in Italia da 1,22 a 1,84 euro.
Ma gli imprenditori che sono ben consapevoli di vendere i loro prodotti medici a prezzi diversi alle varie Asl, come spiegano quel loro comportamento ai limiti dell'etica? Secondo Assobiomedica, l'associazione che riunisce 300 aziende di tecnologie biomedicali e diagnostica, le Asl non pagano. O pagano in ritardo. Angelo Fracassi, presidente di Assobiomedica, ha detto che l'80 per cento delle imprese del settore ha fatto partire azioni di pignoramento contro le Asl per recuperare i propri crediti insoluti, circa 5 miliardi di euro.
LA LENTEZZA DELLE ASL
"Il rivenditore si trova in una morsa spietata - spiega, con imbarazzo, il titolare di una delle più importanti società di fornitura di protesi biomedicali che ha chiesto l'anonimato - da una parte deve pagare in tempi rapidi l'azienda produttrice, dall'altra è costretto ad attendere anche 784 giorni, come avviene in Calabria, per incassare il ricavato dalle Asl. E non sempre le banche accettano di scontare le fatture. Ecco perché molte aziende non prendono in considerazione appositamente i prezzi di riferimento del ministero, per cui accettano di vendere lo stesso prodotto da una parte 2.500 euro E da un'altra 3.500, per ricaricare sui prezzi finali gli interessi, modulandoli a seconda dei tempi di pagamento che cambiano da Regione a Regione".
Come fare a sopravvivere in queste condizioni?
Ma il ritardo anche di più di due anni del pagamento dei fornitori da parte delle Asl non convince il direttore dell'Agenas, l'agezia nazionale per i servizi sanitari regionali. "Se così fosse - spiega Fulvio Moirano - assisteremmo ad incrementi di prezzi pari al costo del denaro, con variazioni dell'ordine del 5 per cento annuo, non certo a incrementi del 50, del 100 e addirittura del 200 per cento". A denunciare il mercato impazzito dei dispositivi medici è da tempo, ma del tutto inascoltato, Andrea Messori, vicepresidente della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo). "Ogni anno - denuncia Messori - in ciascun ospedale si spendono in media 110 milioni di euro per l'acquisto di dispositivi medici soprattutto nell'ambito della cardiologia interventistica, contro 90 milioni di euro per i farmaci. Mentre per i farmaci c'è una governance, l'Aifa (agenzia italiana sui farmaci), un organo di controllo simile manca per i dispositivi. Col risultato che in questo settore il prezzo è libero con gare che si svolgono ospedale per ospedale, con un'eterogenità di prezzi enorme che possono raddoppiare o triplicare da zona a zona dell'Italia". "Ci sono differenze di prezzi - ammette Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso, la federazione di tutte le aziende sanitarie italiane - assolutamente inspiegabili e che ci stupiscono. Quando queste differenze di prezzo sono troppo rilevanti qualche dubbio che le procedure non si siano svolte correttamente diventa inevitabile. Nella migliore delle ipotesi si tratta di scarsa capacità contrattuale dietro le quali talvolta si possono nascondere debolezze dell'animo umano".
IL NORD NON E' VIRTUOSO
Al di là del sospetto che prezzi doppi e tripli da Asl ad Asl nascondano fenomeni di corruttela, questo Far West del mercato genera sprechi di denaro pubblico, interessa tutte le regioni d'Italia comprese quelle "virtuose" del Nord, ed è una delle principali cause del disavanzo regionale di 5 miliardi di euro, il 5 per cento del fondo sanitario nazionale. Per questo la Commissione parlamentare sugli errori sanitari e sui disavanzi regionali presieduta da Leoluca Orlando aprirà un'inchiesta. Lo ha annunciato la deputata Melania Rizzoli, caprogruppo pdl in commissione. "Ci occuperemo di questo settore - annuncia Rizzoli - avviando un'indagine per evitare sprechi sanitari e ingiustizie a danno dei cittadini italiani".
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21/04/2010
Cocaina on line, 10 arresti
Cocaina on line, 10 arrestiAcquisti di cocaina con pagamenti on line. Questo quanto accertato dalla Direzione investigativa antimafia di Bari che all'alba ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere
L'operazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha portato oggi all'arresto di 10 persone. Per loro, l'accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, durate oltre un anno e inserite in un contesto investigativo ben più ampio, hanno permesso di stroncare un gruppo criminale, con base a Cerignola (Foggia) e Canosa di Puglia (Barletta), dedito allo spaccio di sostanze stupefacente su tutto il territorio nazionale. Nel corso dell'operazione è stata sequestrata cocaina proveniente dalla Calabria e destinata a rifornire la piazza canosina, quella dei comuni limitrofi nonché il mercato del Centro Italia.
Dall'indagine sono emerse nuove modalità di pagamento della sostanza stupefacente mediante paypal o vaglia postali on line.
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18/04/2010
Dopo tre giorni incentivi già agli sgoccioli
Dopo tre giorni incentivi già agli sgoccioliIeri l'assalto ai concessionari. Ma c'è chi rinuncia a causa delle difficoltà burocratiche. Sui motorini quasi esaurite le risorse. Call center in tilt e venditori furiosi
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| (Ap) |
Sono già agli sgoccioli gli incentivi riservati all'acquisto dei motocicli, pari a 12 milioni di euro sui 300 stanziati dal ministero dello Sviluppo economico per gli incentivi al consumo. «Troppo pochi», secondo i concessionari di tutta Italia, sentiti al telefono fino a ieri sera. Ma soprattutto troppo difficili da assegnare, a causa di una procedura telefonica, che passa attraverso i call center delle Poste, definita da chi vende «infernale, complicata, farraginosa, scoraggiante». Secondo dati ufficiosi, tra venerdì sera e sabato mattina una buona metà degli incentivi erano già stati prenotati. «Tra domani e martedì saranno finiti» è la sensazione più diffusa. «L'avevamo detto che i soldi sarebbero stati pochi - commenta Claudio De Viti, direttore del settore moto di Confindustria Ancma, associazione dei produttori -. Molti venditori hanno stipulato contratti prima ancora che gli incentivi partissero, condizionandone la validità all'effettivo avvio». Per i produttori ci sarà un picco di vendite a metà aprile che poi però bisognerà sostenere attraverso l'iniziativa delle singole case che dovranno prorogare gli sconti a proprie spese. A queste condizioni, il crollo del 20-25% delle vendite, previsto per il 2010, potrà essere ridotto a un -10%.
VENDITORI FURIOSI - Ma i venditori sono davvero furiosi: da Nord a Sud è un coro di proteste soprattutto per la procedura messa a punto dai tecnici ministeriali. «È una presa in giro - attaccano senza mezzi termini da AutoMotoMania a Roma - abbiamo fatto tre richieste ma mi sa che le abbiamo pure sbagliate e i soldi non li avremo: troppo complicato». Da Pogliani, a Cinisello Balsamo, sono stravolti ma contenti: «Ci stanno togliendo la camicia: è un assalto». A Bari, da Carone, non ne vogliono sapere di incentivi: «È solo propaganda: le risorse sono poche e non si capisce niente su come ottenerle». Da MotoFollia, nella capitale, si lamentano del congestionamento delle linee dei call center, problema confermato da quelli di Di Carlo, sempre a Roma, che per prendere la linea ci hanno messo almeno un'ora. E' molto cortese la signora con accento francese della Hello Moto di Albenga (Savona) che risponde al telefono, ma altrettanto tranchant: «Tutte queste procedure portano via molto tempo: ci vorrebbe una persona apposta al telefono. Questi call center non si potevano fare regionali?». Sono ancora più severi alla Moto e Moto di Torino dove lamentano di aver impiegato 3 giorni solo per registrarsi al sito ministeriale: «E ora al telefono - spiegano -, spiace dirlo, risponde gente incompetente». Al Motostore di Reggio Emilia, è tanta la confusione che il titolare riattacca velocemente, scusandosi. Alla Mvm di Bologna hanno già fatto 30-35 prenotazioni ma sono sicuri che i soldi finiranno presto. Da Evola, a Palermo, di contratti con gli incentivi ne hanno stipulati tanti, ma tutti sotto la condizione che gli incentivi ci siano davvero: «Speriamo di non dover stracciarli tutti...». Ma c'è un altro problema che ha molto disturbato la rete di vendita, quello del prezzo su cui si calcola lo sconto del 10%. Dice Claudio De Viti che il ministero, all'ultimo momento, ha comunicato che sarebbe stato applicato non sul prezzo di listino ma su quello finale: «Se, a listino, una moto si vende per 5 mila euro - spiega - il bonus sarà di 500 euro. Ma se il venditore decide di fare ulteriori sconti, vendendola a 4.500, riceverà incentivi minori, per 450 euro. Tutto questo ha un senso?».
Antonella Baccaro
17:35 Scritto in ECONOMIA | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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15/04/2010
Al via gli incentivi, sconto su cucine e web
Al via gli incentivi, sconto su cucine e webAgevolazioni anche per i ciclomotori. Ma gli Industriali: «Non e' sufficiente». Contributo per la linea Internet veloce per i giovani, sconti su forni, lavastoviglie e piani cottura
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ROMA - Parte oggi la stagione degli acquisti con gli incentivi statali per alcuni elettrodomestici, cucine, ciclomotori, abbonamenti a Internet ad alta velocità e ad una serie di prodotti industriali, come i rimorchi o le gru per l'edilizia. Tutti prodotti scelti per ridurre l'impatto ambientale o per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.
IL CALL CENTER - Sono ventimila i commercianti abilitati a vendere prodotti e servizi consentendo di utilizzare gli sconti messi in campo con il decreto legge. Poste Italiane, che in questa campagna è partner del ministero per lo Sviluppo economico, ha messo a disposizione dei cittadini e delle imprese la sua infrastruttura tecnologica per fornire informazioni sulle modalità di fruizione degli incentivi, per un volume totale di 300 milioni di euro. Dal numero di registrazioni si prevede che i cittadini e le imprese eseguiranno circa un milione e 150 mila operazioni d'acquisto. Il call center risponde al numero 800.123.450 da telefono fisso e al 199.123.450 da telefono mobile, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20.
IL GOVERNO E GLI INDUSTRIALI - L'intervento, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, «contribuirà a rilanciare i consumi e a rafforzare la crescita economica in questa fase di ripresa ancora lenta e intermittente». L'ottimismo del governo non è però del tutto condiviso dagli industriali che anzi chiedono un allargamento dei settori interessati: «In un Paese che per problemi di debito pubblico non ha avuto di fatto un pacchetto di stimolo, i mezzi a disposizione sono pochi - ha denunciato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia - e soprattutto sono rimasti fuori alcuni settori fondamentali della nostra economia come il mobile-arredo». Inaugurando il Salone del mobile di Milano, la presidente ha chiesto quindi che ci sia «un ripensamento» e «un'attenzione maggiore proprio nei confronti di questo settore». Appello colto al balzo dal Codacons che incita provocatoriamente il governo ad «aggiungere uno zero», portando lo stanziamento da 300 milioni a 3 miliardi di euro. A rassicurare la Marcegaglia è intervenuta intanto Daniela Santanchè, sottosegretario per l'Attuazione del programma, ricordando che «è già stato organizzato per il 22 aprile un tavolo per studiare le misure più adatte ai problemi del comparto».
NUMERI E OBIETTIVI - Il pacchetto messo a punto dal governo con decreto legge il 19 marzo, vale complessivamente 420 milioni totali, di cui 300 per gli incentivi veri e propri e 120 milioni derivanti da sgravi fiscali (70 milioni al tessile per la realizzazione di campionari tessili altri 50 per il settore aeronautico, alle tv locali, all'Agenzia per la sicurezza nucleare e per il prototipo di una nave multiuso per le emergenze). Quattro gli obiettivi: migliorare qualità della vita e ambiente, sostegno a prodotti ecosostenibili e industriali che possono migliorare la sicurezza sul lavoro, premiare le imprese che hanno maggiormente innovato, sostenere alcuni dei settori che hanno avuto più crisi, incentivare quelli che hanno una capacità di produzione nazionale significativa.
LE CATEGORIE - Tolti 80 milioni che andranno a un fondo per le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale, il resto sarà destinati ai consumi delle famiglie, in particolare al comparto delle cucine componibili (60 milioni) e degli elettrodomestici venduti singolarmente (50 milioni) e 60 milioni agli immobili ad alta efficienza energetica. La vera novità è rappresentata infine dalla attivazione di banda larga per i giovani con età compresa tra i 18 e i 30 anni che effettueranno una nuova attivazione e che riceveranno un contributo di 50 euro.
Ecco nel dettaglio cosa prevede il decreto incentivi per i diversi prodotti per i quali è previsto il contributo dello Stato.
CUCINE - La sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici di incasso ad alta efficienza viene finanziata con il 10 per cento del costo nel limite massimo del singolo contributo pari a 1000 euro. Questo purchè i nuovi mobili per cucina siano accompagnati dalla «scheda prodotto», rispettino le norme del ministero della Salute sulle disposizioni per «l'emissione di aldeide formica» e siano corredate da elettrodomestici ad alta efficienza: per frigorifero/congelatore classe A+ e A++, forno classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (per efficienza energetica, lavaggio e asciugatura). La cucina inoltre dovrà essere predisposta per la raccolta differenziata. Lo stanziamento complessivo è pari a 58 milioni di euro.
ELETTRODOMESTICI - Per la sostituzione di lavastoviglie il contributo è pari 20 per cento fino a 130 euro (non inferiore a classe A/A/A). Per i forni elettrici si arriva al 20 per cento fino a 80 euro purchè non inferiori alla classe A. Per i piani cottura 20 per cento fino a 80 euro (con dispositivo di sorveglianza fiamma). Sempre fino al 20 per cento nel limite di 100 euro per la sostituzione di cucina di libera installazione con altre dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura con valvola di sicurezza (FSD). Per la sostituzione delle cappe con cappe climatizzate, il limite è del 20 per cento fino a 500 euro. Stessa percentuale - fino a 400 euro - anche per la sostituzione di scaldacqua elettrici con pompe di calore ad alta efficienza per la produzione di acqua calda sanitaria. Infine 20 per cento fino a 380 euro per la sostituzione e installazione di apparecchi a biomassa. Lo stanziamento complessivo è pari a 50 milioni di euro.
MOTO - Per l'acquisto di un motociclo fino a 400 cc o con potenza non superiore a 70 kW di categoria Euro 3 con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria Euro 0 o Euro 1 viene concesso un contributo del 10 per cento fino a 750 euro. Nel caso di acquisto di motocicli ad alimentazione elettrica doppia o esclusiva l'incentivo arriva fino al 20 per cento fino a un massimo di 1.500 euro. Lo stanziamento complessivo è pari a 12 milioni di euro.
FUORIBORDO - La sostituzione di un motore fuoribordo di vecchia generazione con motori a basso impatto ambientale fino a 75 kW dà diritto a un contributo del 20 per cento fino a 1000 euro. Per l'acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale è previsto un contributo pari al 50% del costo con un massimo 200.000 euro per azienda. Lo stanziamento complessivo è pari a 20 milioni di euro.
IMMOBILI - Il governo ha stanziato un contributo di 83 euro per metro quadrato di superficie utile nel limite di 5000 euro per l'acquisto di immobili con fabbisogno di energia migliore del 30 per cento (rispetto all'allegato C n. 1 tabella 1.3 del dlgs 192/2005) e di 116 euro per metro quadrato nel limite di 7000 euro con fabbisogno di energia migliore del 50 per cento. Lo stanziamento complessivo è pari a 60 milioni di euro. Altri incentivi sono previsti poi per l'acquisto - previa rottamazione - dei vecchi rimorchi, bonus per l'acquisto di macchine agricole e gru a torre per l'edilizia dove gli sconti vanno dal 10 al 20 per cento. Ai rimorchi andranno complessivamente 8 milioni di euro con contributi di 1.500 euro (categoria O4 con Abs) con rottamazione dei vecchi con più di 15 anni. Tremila euro nel caso di acquisto di semi rimorchi e contestuale rottamazione. Per l'efficienza energetica i contributi riguarderanno l'acquisto dei variatori di velocità (inverter), motori ad alta efficienza (IE2) tra 1 e 5 kW, gruppi statici di continuità ad alta efficienza fino a 10 kVA e batterie di condensatori che contribuiscano alla riduzione delle perdite di energia elettrica sulle reti a media e bassa tensione. Per questa gamma di prodotti è previsto un contributo del 20 per cento.
BANDA LARGA - 20 milioni di euro per 50 euro per nuove attivazioni ai giovani tra i 18 e i 30 anni.
RIMORCHI - 8 milioni di euro.
MACCHINE AGRICOLE E MOVIMENTO TERRA - 20 milioni di euro per 10% costo di listino. *
NAUTICA - 20 milioni di euro. Per motori fuoribordo 20% del costo fino a 1.000 euro e per gli stampi per scafi da diporto 50% del prezzo di acquisto fino a 200mila euro per azienda.
GRU A TORRE PER L'EDILIZIA - 40 milioni di euro per il 20% del costo fino a 30mila euro.
EFFICIENZA ENERGETICA INDUSTRIALE - 10 milioni di euro.
IMMOBILI AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA - 60 milioni di euro.
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