19/09/2010

Lettera del ministro Gelmini al sindaco della cittadina lombarda. «Rimuovere il sole delle Alpi»

Lettera del ministro Gelmini al sindaco della cittadina lombarda. «Rimuovere il sole delle Alpi»

LA POLEMICA DI ADRO. Il sindaco: «Sono stupito». «Via i simboli padani dalla scuola»


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18/09/2010

Adro scende in piazza contro la scuola leghista

Adro scende in piazza contro la scuola leghista

In centinaia da stamattina per protestare contro l’istituto intitolato a “Gianfranco Miglio” e decorato con centinaia di simboli della Lega Nord. All’iniziativa, partita da Facebook, hanno aderito anche alcuni partiti e il Popolo viola.

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27/01/2010

Sciopero dei treni, Orsa: «Un successo» Le Ferrovie: «Oltre l'80% in orario»

Sciopero dei treni, Orsa: «Un successo» Le Ferrovie: «Oltre l'80% in orario»

 

La mobilitazione contro il deterioramento delle condizioni di sicurezza. Il sindacato: «adesioni altissime tra i macchinisti e i capitreno»

 

ROMA - È in corso - e proseguirà fino alle 18 di oggi - lo sciopero nazionale di dipendenti delle Ferrovie proclamato dal sindacato autonomo Orsa, che parla di adesioni «altissime tra i macchinisti e i capitreno». La protesta, dice l'Orsa in una nota, «sta procurando il blocco della stragrande maggioranza dei treni non garantiti» dalla legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici: il sindacato esprime «dispiacere per le conseguenze procurate ai viaggiatori». La protesta è stata indetta a sostegno della vertenza nata dopo l'accordo tra le parti il 15 maggio scorso ma non sottoscritto dall'Orsa, in quanto «deteriora le condizioni di sicurezza e di lavoro del personale dei treni. Condizioni - sostiene il sindacato - che hanno un riverbero anche sulla qualità del servizio offerto ai viaggiatori. La vertenza è stata inasprita da una serie di interpretazioni unilaterali delle regole normative e, in particolare, sull'orario di lavoro, nonchè dall'introduzione di processi di valutazione e di scelta del personale con contenuti - si afferma - discrezionali e per certi versi discriminatori».

LE FERROVIE: «OLTRE L'80% DEI TRENI IN ORARIO» - «Al momento, il programma di circolazione dei treni previsto è rispettato, l'82% dei convogli a media e lunga percorrenza è in orario». Lo affermano le Ferrovie in relazione allo sciopero nazionale dei dipendenti in corso che si concluderà oggi alle 18. Dal monitoraggio effettuato dalle 21 alle 6 di stamane, evidenziano le Ferrovie, «risulta in sciopero il 14% dei macchinisti e del personale di bordo previsti in turno». «Rispetto alla percentuale di adesioni (21,8%) nello sciopero precedente indetto dallo stesso sindacato e alla stessa fascia oraria - secondo le Fs - vi è una riduzione delle adesioni». (Fonte Ansa)

 


04/08/2009

Presidio Innse, quattro operai su una gru Corteo fino alla stazione di Lambrate

Presidio Innse, quattro operai su una gru Corteo fino alla stazione di Lambrate

 

DALLE 15 ALLE 17 SCIOPERO DI SOLIDARIETÀ DEI METALMECCANICI. Ripreso lo smantellamento dei macchinari venduti dopo il vertice in Prefettura. Pd: «Fermare l'uso della forza»

 

Tensione tra manifestanti e polizia davanti alla Innse (Fotogramma)
Tensione tra manifestanti e polizia davanti alla Innse (Fotogramma)

MILANO - Situazione ancora incandescente alla Innse di via Rubattino. Quattro operai sono saliti su una gru alta dieci metri, dopo essersi introdotti nello stabilimento intorno alle 11.30, chiedendo che sia fermato lo smantellamento dei macchinari e minacciando di lanciarsi nel vuoto. Altri lavoratori, una ventina, hanno raggiunto in corteo la stazione ferroviaria di Lambrate con striscioni che recitano «Giù le mani dalla Innse».

«VOGLIAMO TRATTATIVA VERA» - Nello stabilimento intanto si organizza la resistenza a oltranza. «Rimarremo quassù fino a che non ci sarà una trattativa vera, perché non si può smantellare una fabbrica di queste dimensioni - dice un funzionario della Fiom salito sulla gru assieme ai quattro operai -. Appena entrati abbiamo chiesto che tutti i lavoratori che stavano smontando i macchinari smettessero di farlo, cosa che è poi successa». I quattro, dai 30 ai 60 anni, sono entrati nella fabbrica aggirando il cordone delle forze dell'ordine che da giorni presidia l'area e poi sono stati raggiunti dal segretario milanese della Fiom Marina Sciancati e dal segretario generale Gianni Rinaldini, che, scortati da Digos e carabinieri, hanno portato agli operai panini e acqua. «Stanno bene, ma non scenderanno fino a che non ci sarà una risposta. Hanno visto che è già stato smontato il primo macchinario - spiega Sciancati -. Non ci sono ancora spiragli aperti». Il gesto di protesta ha di fatto portato al blocco dei lavori di smantellamento, effettuati da operai di due ditte di Arluno e Vicenza chiamati dal proprietario Silvano Genta.

PD: «NO ALL'USO DELLA FORZA» - E si allarga la solidarietà ai 49 dipendenti della Innse: la Fiom ha indetto per oggi, dalle 15 alle 17, uno sciopero nelle aziende metalmeccaniche della provincia di Milano. I partecipanti potrebbero raggiungere lo stabilimento di via Rubattino, dove il presidio dei lavoratori è andato avanti tutta la notte. Martedì mattina ci sono stati nuovi tafferugli tra i manifestanti, i giovani dei centri sociali e le forze dell'ordine. Una situazione condannata dal Pd: Cesare Damiano, responsabile lavoro, e Emanuele Fiano, deputato lombardo dei Democratici, hanno fatto un appello ai ministri Maroni e Scajola perché la vertenza non si risolva con l'uso della forza. «Occorre sospendere lo sgombero e lo smontaggio dei macchinari della fabbrica - affermano - e riaprire un tavolo di confronto per la piena tutela occupazionale di tutti i lavoratori». I due esponenti del Pd chiedono anche a Regione e Comune «di dare un segnale concreto e coerente». Il senatore del Pd Paolo Nerozzi ha chiesto al governo con un'interrogazione urgente interventi immediati per uscire dalla crisi: «Dobbiamo purtroppo registrare un aumento del grado di tensione all'interno dello stabilimento Innse - ha detto -. Torniamo a chiedere l'urgente apertura di un tavolo di consultazione».

SMONTAGGIO MACCHINARI - Nella sede della storica azienda in liquidazione alla periferia est di Milano erano riprese martedì mattina le operazioni di smontaggio dei macchinari. I 49 dipendenti, che chiedono di poter continuare a lavorare, spiegano che resisteranno «fino all'ultimo davanti alla fabbrica». Messi in mobilità a maggio 2008, ora si augurano che «arrivino altre persone per darci una mano. Già stiamo aumentando di numero e così potremo prendere forti iniziative di protesta». Al presidio sono presenti i sindacalisti della Fiom-Cgil, tra cui il segretario milanese Maria Sciancati. Lunedì il sindacato ha partecipato a un incontro in Prefettura con rappresentanti della Regione e della Provincia, al termine del quale il viceprefetto ha chiarito di dover far rispettare il decreto ingiuntivo per la consegna dei macchinari venduti. Così nella fabbrica sono entrati gli operai delle ditte acquirenti che hanno ripreso le operazioni di smontaggio. «Il tavolo con le istituzioni che abbiamo chiesto ci è stato negato e per ora non sono previsti nuovi incontri» spiega il sindacato.

Fonte Corriere della sera