22/09/2011
Linate, sconosciuto elude il metal detector: riaperto lo scalo dopo 2 ore
Linate, sconosciuto elude il metal detector: riaperto lo scalo dopo 2 oreMILANO. Alle 17.40 un individuo ha eluso i controlli di sicurezza. Obbligatoria seconda verifica di tutte le carte d'imbarco
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05/03/2011
Mourinho bersaglio di un attentato Ferita la guardia del corpo
Mourinho bersaglio di un attentato Ferita la guardia del corpoLA RIVELAZIONE SOLO OGGI. All'aeroporto di La Coruña la settimana scorsa un uomo ha cercato di accoltellare l'allenatore del Real
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25/12/2010
A Parigi cenone e messa in aeroporto Incubo di Natale su un intercity
A Parigi cenone e messa in aeroporto Incubo di Natale su un intercityNello scalo francese il «terminal» diventa dormitorio. Dieci ore senza WC su un convoglio diretto in Calabria
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13/08/2010
Padovana vive da cinque anni in aeroporto alla Malpensa
Padovana vive da cinque anni in aeroporto alla MalpensaUna veneta come nel celebre film «The Terminal» con Tom Hanks. Espulsa da Mauritius aspetta di raggiungere la famiglia
27/12/2009
Roma fa guerra alle compagnie low cost e Ryanair ritira i suoi aerei da Ciampino
Roma fa guerra alle compagnie low cost e Ryanair ritira i suoi aerei da Ciampino
CIELI TEMPESTOSI. Doppia sanzione a Easyjet per ritardi e disagi provocati. Il vettore irlandese: stop ai voli in Italia dal 23 gennaio
ROMA - Le compagnie low cost, che anche durante queste festività stanno facendo volare milioni di persone con voli economici, sono di nuovo nell'occhio del ciclone. L'Enac - l'Ente nazionale per l'aviazione civile - punta il dito contro Ryanair ed Easyjet.
La prima, protagonista di un lungo contenzioso legale sui diritti di volo a Ciampino, viene richiamata dall'Enac - con varie ordinanze - a accettare più semplici «forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche». La seconda ha ricevuto dalla Direzione Enac di Roma Fiumicino «tre sanzioni amministrative, per un totale di 110mila euro, per disservizi legati a ritardi e cancellazioni di voli da Roma Fiumicino a Lamezia Terme che si sono verificati negli ultimi giorni». La compagnia aerea, sostiene l'Enac, avrebe violato le regole a garanzia dei viaggiatori.
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| Un aereo della Easyjet |
DIRITTI DEI VIAGGIATORI - Su Easyjet, una nota dell'Enac scritta alla vigilia di Natale sottolinea che «le contestazioni riguardano in particolare infrazioni al Regolamento Comunitario n. 261 del 2004, ovvero per mancata informazione ai passeggeri, mancata compensazione e mancata assistenza». Secondo il presidente dell'Enac Vito Riggio «l'Autorità per l'aviazione civile non intende tollerare da parte di nessuna compagnia aerea cancellazioni, ritardi prolungati e negato imbarco di dipendenti imputabili al vettore». E avverte: «Erogheremo sanzioni a tutte le compagnie aeree per ogni mancato rispetto dei diritti dei passeggeri, così come prevede la normativa comunitaria».
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| Un decollo Ryanair da Roma-Ciampino (Jpeg) |
O'LEARY FERMA TUTTO - Intanto Ryanair annuncia che - per protesta contro le ultime ingiunzioni Enac - sospenderà tutti i propri voli nazionali in partenza dallo scalo di Roma-Ciampino - ma anche da Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano Bergamo Orio al Serio, Pescara, Pisa e Trapani - a far data dal 23 gennaio 2010. Sul «G.B.Pastine», peraltro, pende la richiesta del Dipartimento di Epidemiologia della regione Lazio, di ridurre i movimenti aerei giornalieri dagli attuali 162 a un massimo di 60, ma dei suddetti voli 100 sono low-cost e 62 dell'aeroporto militare.
«Quella che Michael O'Leary, a.d. della compagnia aerea irlandese, considera una minaccia - commenta il sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini - è per le nostre popolazioni una opportunità: nel 2009 su Ciampino ci sono stati poco meno di 10 mila movimenti aerei commerciali nazionali (29 giornalieri in media) con 900 mila passeggeri. A danno della salute dei residenti».
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| Passeggeri Ryanair sbarcano a Ciampino |
VIA SUBITO 30 VOLI - Ribadendo l'urgenza di provvedere alla riduzione dei voli per legge, il sindaco della cittadina a sud-ovest di Roma chiede a ministro dei Trasporti e Enac che «per i 30 slot cui rinuncerà Ryanair dal 23 gennaio non vi sia una interruzione temporanea, ma una loro definitiva cancellazione da Ciampino con una riassegnazione sull'Aeroporto di Fiumicino, che nei giorni scorsi ha inaugurato una nuova pista».
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| L'annuncio dello stop ai voli sul sito di Ryanair |
L'ANNUNCIO SUL WEB - L'annuncio-minaccia di Ryanair riguarda comunque tutti gli scali italiani in cui opera ed è comparso sul sito della compagnia mentre migliaia di passeggeri si imbarcavano dal Belpaese sui low cost giallo-blu. «Oggi (23 dicembre) - vi si legge - Ryanair ha annunciato che cesserà di operare temporaneamente le rotte domestiche da/per le 10 basi italiane... a partire da sabato 23 gennaio 2010, in seguito all’ingiunzione sollevata da Ryanair contro le ordinanze dell’Enac (Ref No. 26/2009 e 79320/dirgen/dg), che obbligano Ryanair ad accettare svariate e non sicure forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche di Ryanair, anche se questi documenti di identità sono costituiti da niente più che licenze di pesca».
La compagnia rivendica il diritto di chiedere passaporto o carta d'identità ai passeggeri ai gate d'imbarco. Se la decisione non verrà modificata, migliaia di italiani che hanno prenotato voli in partenza e in arrivo dopo il 10 gennaio avranno seri problemi a trovare biglietti sostitutivi a prezzi contenuti.
Luca Zanini
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26/09/2009
Leonard Cohen manda avanti il sosia
Leonard Cohen manda avanti il sosia
Il cantautore ebreo canadese sul palco in Israele dopo 24 anni. Arriva all'aeroporto di Tel Aviv, vede un passeggero che gli somiglia e lo convince a fingersi lui. Esce indisturbato
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| Nel cerchio rosso Leonardo Cohen, con il cappello il suo sosia |
GERUSALEMME – Il doppio concerto non s’ha da fare? E allora beccatevi il mio doppio. Un falso da (cant)autore. Così simile al vero che ci sono cascati tutti. La storica tournée di Leonard Cohen, il cantautore ebreo canadese che giovedì sera è tornato su un palco in Israele dopo 24 anni d’assenza, per mesi è stata preceduta dalle polemiche per la sua scelta d’esibirsi sia a Tel Aviv che nei Territori palestinesi. Le proteste, le accuse, le minacce di boicottaggio l’hanno costretto a cambiare programma. Ma non a togliersi qualche capriccio - o forse a ritagliarsi qualche precauzione in più -, per esempio atterrando e mandando avanti un sosia.
IMPROVVISATO - È successo tutto molto in fretta, racconta l’organizzatore della tournée, Shmuel Tsemaj: prima di passare i controlli di polizia, all’aeroporto, Cohen ha notato un signore brizzolato che un po’ gli somigliava. Gli s’è avvicinato, s’è presentato e gli ha dato borsalino nero e giacca scura, chiedendogli se poteva «donargli cinque minuti di celebrità». Richiesta accolta: quando si sono aperte le porte del Ben Gurion, i fotografi e le tv non hanno esitato a inquadrare quel signore scortato dalle bodyguard che usciva fingendo di tossire, coprendosi un po’ la faccia. Senza accorgersi che Leonard Cohen, l’originale, era il mite signore qualche metro dopo, mischiato fra il seguito. Che solitario e indisturbato saliva su un taxi e se ne andava in hotel.
STAR BENEDICENTE - L’hanno accolto da grande star, il poeta che canta. Trenta camere d’un albergo a Tel Aviv riservate al suo entourage. Per lui, la suite che in queste settimane ha alloggiato Madonna e Quentin Tarantino. Gli hanno riservato anche un elicottero privato: ne approfitterà, prima del silenzio di Yom Kippur, per andare sul mar Morto. I biglietti per l’unica data costavano più di 200 euro: bruciati in pochi giorni, allo stadio di Ramat Gan sono andati a sentirlo in 50 mila. Ragazzine e pensionati, grandi striscioni inneggianti alla pace, Halleluja cantata in coro dalle curve alla tribuna. Tre ore e un quarto di concerto, chiuse addirittura da una «benedizione» alla folla, quasi una prerogativa per chi ha in sorte il nome sacerdotale dei Cohen.
CON LE ONG PACIFISTE - In gran forma, nonostante il malore della settimana scorsa in Spagna, il vecchio Leonard ha voluto incontrare a un cocktail anche le ong che si battono per il dialogo arabo-israeliano. C’era lo scrittore David Grossman con la sua associazione, Irgun Mishpahot Shkulot, il Forum delle famiglie in lutto, a cui andrà l’incasso del tour. E c’era pure un arabo di Ramallah, fratello d’una vittima dei check-point, venuto apposta per criticare pubblicamente la «Campagna palestinese per il boicottaggio culturale d’Israele», il gruppo radicale che ha fatto saltare la serata nei Territori, accusando Cohen di mettere sullo stesso piano l’«appoggio al sionismo e la solidarietà agli occupati». Sono state numerose le pressioni, anche perché fosse annullata anche la data israeliana: «Capisco la rabbia di chi ha boicottato», ha detto l’uomo, «ma boicottare è sempre una cosa stupida. Prima, bisogna dialogare». Leonard l’ha applaudito e abbracciato.
Francesco Battistini
06:59 Scritto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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29/07/2009
Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»
Atitech, tafferugli a Capodichino: bloccati 12 check-in, voli in ritardo. Poi la «tregua»
Intesa a palazzo chigi per la vendita della società. La protesta per i mancati pagamenti degli stipendi. Poi la telefonata tra Bassolino e il commissario Fantozzi

NAPOLI - Un'ora di tensione, sfociata in tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine. L'ennesima giornata di protesta dei lavoratori Atitech - che da giorni chiedono il pagamento degli stipendi e un futuro aziendale- finisce con «ruvidi contatti» tra lavoratori e polizia. E con lo scalo che piomba nel caos con ritardi e blocchi. Infine, verso le 14 la «tregua».
LA PROTESTA - Una cinquantina di dipendenti dell’Atitech hanno protestato all’interno dell’aeroporto di Capodichino, bloccando i check-in dell’Alitalia e di Air One. La manifestazione è scattata intorno a mezzogiorno, con il «blocco» di 12 banchi di check-in. Momenti di forte tensione con scontri tra i lavoratori dell’Atitech e la polizia in assetto antisommossa. Gli agenti, infatti, sono intervenuti per spostare i manifestanti e rimuovere il blocco degli imbarchi in atto dal check-in 36 al 44, consentendo così gli imbarchi.
VOLI IN RITARDO - Disagi si sono registrati alle partenze. Tre i voli Alitalia - Air One che hanno subito ritardi: nello specifico quelli diretti a Milano Linate, Roma Fiumicino e Milano Malpensa. In ritardo anche il volo effettuato da Alitalia in partnership con Air France e diretto a Parigi.
«NON CE NE ANDIAMO» - «Siamo stati caricati dalla polizia, ma non ce ne andiamo», ha dichiarato Pasquale Lione, segretario di Napoli della Ugl Trasporti settore aereo, che si trova tra i manifestanti «Ieri - ha aggiunto - nel corso di un incontro, il prefetto di Napoli aveva dato assicurazioni in merito a un’ipotetica soluzione del pagamento degli stipendi e in merito a incontri finalizzati a capire il futuro dell’azienda. Al momento non c’è alcun sviluppo sui nostri stipendi. La cosa ridicola è che ci è anche arrivata la busta paga, ma i soldi no».
LA TREGUA ALLE 14 - Dopo quasi due ore di stop, è stato rimosso il blocco dei check in. I manifestanti si sono spostati in parte all’esterno dell’ingresso del terminal e in parte nella hall. Un «ammorbidimento» dovuto a una telefonata tra il governatore Bassolino e il commissario Augusto Fantozzi che ha promesso di sbloccare gli stipendi dei lavoratori.
INTESA A PALAZZO CHIGI - Mentre è in corso il caos nello scalo, è stata messa a punto l'intesa a Palazzo Chigi per la vendita di Atitech. L'accordo, giunto dopo una riunione che vedeva intorno al tavolo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, il presidente di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IesMed), Giovanni Lettieri, il condirettore generale di Finmeccanica, prevede che a rilevare il controllo sia, come previsto, la newco «Manutenzioni Aeronautiche>. Alla nuova società controllata da IesMed, parteciperanno Cai con una quota del 15% e Finmeccanica con il 10%. A garantire i fondi necessari è Intesa Sanpaolo, un cui comitato dovrebbe prendere una decisione nel pomeriggio.
15:05 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: atitech, vendità, società, protesta, lavoratori, mancato pagamento, stipendi, arretrati, tafferugli, capodichino, blocchi, aeroporto, bassolino | OKNOtizie |
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04/11/2008
Piove nell'aeroporto? Scajola insorge
Piove nell'aeroporto? Scajola insorgeIl ministro colto dal maltempo a Fiumicino: «Pessima gestione, siamo il paese delle banane»
| Il ministro Scajola |
ROMA - «Siamo il paese delle banane...»: proprio come ogni italiano che si trovi in situazioni di disagio, cogliendo così l'occasione per criticare le infrastrutture del paese, anche il ministro dello Sviluppo Economico si è lasciato andare alla più classica delle considerazioni quando, giunto a Fiumicino in aereo, è stato colto dal maltempo. Lo ha riferito lui stesso, in occasione della visita in Vietnam dello stabilimento Piaggio.
FIUMICINO - Congratulandosi con il presidente della società, Roberto Colaninno, per la struttura della fabbrica, mentre ad Hanoi cadeva una pioggia incessante, Claudio Scajola ha raccontato la sua disavventura: «A Fiumicino qualche giorno fa, sono arrivato a Roma con il volo di linea da Genova, c'era una forte pioggia e pioveva anche dentro l'aeroporto, vicino all'ingresso del finger (il tunnel che collega l'aereo al terminale, ndr). Ora, per carità - ha detto il Ministro - era una pioggia molto forte però mi sembra davvero strano che ci possano essere strutture anche di costruzione relativamente recente, che offrano questo biglietto da visita dell'Italia». Insomma, ha aggiunto, questo «mi fa dire, anche francamente, che bisogna migliorare i servizi resi alla clientela, attraverso alcuni aeroporti che mi pare pecchino molto nella gestione».
17:07 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: aeroporto, fiumicino, crepe, pioggia, scajola, aerei | OKNOtizie |
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Piove nell'aeroporto? Scajola insorge
Piove nell'aeroporto? Scajola insorgeIl ministro colto dal maltempo a Fiumicino: «Pessima gestione, siamo il paese delle banane»
| Il ministro Scajola |
ROMA - «Siamo il paese delle banane...»: proprio come ogni italiano che si trovi in situazioni di disagio, cogliendo così l'occasione per criticare le infrastrutture del paese, anche il ministro dello Sviluppo Economico si è lasciato andare alla più classica delle considerazioni quando, giunto a Fiumicino in aereo, è stato colto dal maltempo. Lo ha riferito lui stesso, in occasione della visita in Vietnam dello stabilimento Piaggio.
FIUMICINO - Congratulandosi con il presidente della società, Roberto Colaninno, per la struttura della fabbrica, mentre ad Hanoi cadeva una pioggia incessante, Claudio Scajola ha raccontato la sua disavventura: «A Fiumicino qualche giorno fa, sono arrivato a Roma con il volo di linea da Genova, c'era una forte pioggia e pioveva anche dentro l'aeroporto, vicino all'ingresso del finger (il tunnel che collega l'aereo al terminale, ndr). Ora, per carità - ha detto il Ministro - era una pioggia molto forte però mi sembra davvero strano che ci possano essere strutture anche di costruzione relativamente recente, che offrano questo biglietto da visita dell'Italia». Insomma, ha aggiunto, questo «mi fa dire, anche francamente, che bisogna migliorare i servizi resi alla clientela, attraverso alcuni aeroporti che mi pare pecchino molto nella gestione».
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