25/05/2011
Catturato boss della camorra
Catturato boss della camorraE' accusato di associazione mafiosa, detenzione di armi ed altri reati. Giuseppe Dell'Aquila, 49 anni, latitante dal 2002, trovato a Varcaturo in una villa sul litorale domiziano
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16/05/2011
Camorra, un altro colpo al clan dei Casalesi Arrestati 13 fiancheggiatori, tra loro 3 agenti
Camorra, un altro colpo al clan dei Casalesi Arrestati 13 fiancheggiatori, tra loro 3 agentiL’operazione, iniziata all’alba di lunedì 16 maggio, ha fatto scattare le manette ai polsi di 13 persone. Per quanto riguarda gli agenti, uno è accusato di truffa aggravata mentre gli altri due di intestazione fittizia di beni
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25/09/2010
Bitonto, auto della Polizia si schianta Morti 2 agenti e una giovane
Bitonto, auto della Polizia si schianta Morti 2 agenti e una giovaneStrage sulla strada. Un terzo poliziotto è salvo ed è ricoverato al San Paolo. Nell'incidente è stata distrutta anche una Peugeot
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10/07/2010
Non si ferma all'alt e poi morde agente arrestata una giovane donna
Non si ferma all'alt e poi morde agente arrestata una giovane donnaTre agenti in ospedale. A uno la ragazza, che ha ammesso di fare uso di droga, ha quasi staccato un capezzolo
ROMA - Prima non si è fermata all'alt degli agenti e, una volta bloccata, ha morso uno di loro staccandogli quasi del tutto un capezzolo. La donna è stata poi arrestata. È accaduto la notte tra venerdì e sabato dopo le segnalazioni di alcuni automobilisti riguardo una vettura guidata da una donna che procedeva in modo anomalo. Individuata l'auto condotta da una giovane italiana gli agenti le hanno intimato l'alt ma lei ha proseguito. Non senza difficoltà è stata bloccata ed alla successiva richiesta da parte dei poliziotti di esibire i documenti, la donna ha reagito sia verbalmente che fisicamente, tant'è che uno dei poliziotti è stato morso al capezzolo destro dalla giovane fino al quasi completo distacco dello stesso. Alal fine la donna è stata bloccata ed arrestata. Al termine tre agenti hanno fatto ricorso alle cure mediche rispettivamente con 21, 10 e 2 giorni di prognosi. La ragazza ha poi dichiarato spontaneamente di fare uso di sostanze stupefacenti. (Fonte: Ansa)
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30/04/2010
Peculato e falso, 11 poliziotti arrestati dai colleghi
Peculato e falso, 11 poliziotti arrestati dai colleghiNapoli, gli agenti “antiscippo” redassero un verbale falso del sequestro di un camion di generi alimentari. Secondo l'accusa, trattennero per loro una parte del carico
Anomalie e irregolarità nei verbali di arresto di cinque rapinatori. Per questo undici agenti della sezione “Falchi” (poliziotti antiscippo) sono stati arrestati dai loro stessi colleghi con l'accusa di peculato e abuso d'ufficio. Gli indagati hanno ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare.
I poliziotti sono stati condotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. "Le indagini - si legge in una nota della Questura - sono state avviate d'iniziativa da parte di quest'ufficio che, a seguito di un controllo sui verbali redatti dagli operanti, aveva rilevato delle anomalie che lasciavano trasparire la non regolarità di un intervento che aveva consentito l'arresto in flagranza di reato di cinque rapinatori". "A seguito delle risultanze d' indagine - conclude la nota - la locale Procura della Repubblica ha richiesto l'emissione di provvedimenti restrittivi al giudice che ha approvato nella sua completezza il quadro probatorio e le responsabilità accertate".
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28/01/2010
A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: sassaiola e feriti
A Ischia è guerriglia, scontri per difendere le case abusive: sassaiola e feriti
Barricate dei proprietari che cospargono la strada di accesso di nafta. Cariche della polizia, sei agenti feriti
Video amatoriale da "IO REPORTER"
NAPOLI - Alle fine è esplosa la «rivolta». Da una parte centinaia di residenti in difesa dei seicento manufatti abusivi (si partiva stamane con l'abbattimento di una casa in via Monte Cito a Casamicciola), dall'altra la polizia in tenuta antisommossa. Un confronto che, per tutta la notte, si è tenuto sul filo della tensione, non mancando qualche ruvidezza e qualche provocazione.
Poi alle 9, quando le ruspe si sono presentate per il «lavoro», il caos è diventato totale. La polizia ha caricato i manifestanti in località «Fango», nel comune di Casamicciola, riuscendo ad allontanarli dalla sede stradale. I manifestanti avevano bloccato con una barricata la piccola strada attraverso la quale si accedeva all’abitazione da demolire, lanciando sassi e bottiglie nei confronti delle forze dell'ordine (sei agenti feriti, prognosi da due a sei giorni). Attimi di vero terrore quando alcuni «rivoltosi» hanno cosparso di nafta la sede stradale per impedire l’ accesso delle ruspe e costruito uno sbarramento con dei camion ed una barricata.
La zona è ora presidiata da circa 200 agenti e carabinieri, mentre il giudice monocratico, Giovanni Carbone, ha respinto la sospensione degli abbattimenti. come chiesto in un ricorso
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| Una fase degli scontri (Ansa) |
RICORSO RESPINTO - Secondo quanto apprende l'agenzia il «Velino», non ci sarebbero stati i presupposti giuridici per accogliere la richiesta di sospensiva. La notizia rischia di far salire ulteriormente la tensione a Ischia dove manifestanti e forze dell'ordine attendono l'ufficialità della sentenza. E il procuratore aggiunto di Napoli, Aldo Chiara, commenta. «Non ci sono ostacoli di natura giuridica per procedere alla demolizione».
NOTTE DI TENSIONE - Già ore prima, in una notte freddissima, Ischia aveva conosciuto momenti di paura. Trecento manifestanti avevano affrontato con barricate e lanci di sassi 150 poliziotti e alcune decine di carabinieri sbarcati da Napoli con un ordine di demolizione per una casa abusiva. La Procura di Napoli l’aveva disposta in seguito a una sentenza passata in giudicato. Sospesa per qualche giorno in seguito a pacifiche manifestazioni di protesta, è ora diventata esecutiva e il clima si è fatto pesante. La demolizione doveva , infatti, essere eseguita il 19 gennaio scorso, ma un gruppo di cittadini aveva inscenato un «muro umano» davanti all’accesso della casa da abbattere, e il procuratore aggiunto Aldo De Chiara aveva prospettato una sospensione temporanea. Decisione accolta con favore dal comitato che si oppone alla demolizione, che, a detta degli organizzatori, sostiene una «battaglia sociale» «per il diritto alla casa».
CORTEO CON 3000 PERSONE - Pochi giorni dopo, centinaia di studenti delle scuole medie superiori si erano recati a Casamicciola per esprimere la solidarietà alla famiglia destinataria del provvedimento giudiziario, un picchetto che non ha praticamente mai abbandonato l’ingresso alla casa, davanti al quale si è tenuta perfino una veglia di preghiera.
Due giorni fa, un corteo di 3000 persone aveva sfilato tra Lacco Ameno e Ischia, esponendo striscioni e gridando slogan. Molte le case abusive sull’isola, soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale, che rischiano l’abbattimento. Tra queste, non solo giganti di cemento ma anche comuni abitazioni.
LE CARICHE - Alla fine di un lungo braccio di ferro, le forze dell’ordine hanno deciso di intervenire, con l’obiettivo di smantellare le barricate e rendere eseguibile la sentenza. Durante una prima carica contro i manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto e muniti di bastoni e pietre, alcuni poliziotti sono rimasti leggermente feriti (tra questi il primo dirigente della Questura di Napoli Luigi Peluso, colpito da un oggetto alla fronte), e alcune donne che partecipavano alla protesta hanno dato in escandescenze. Una decina di persone è stata sottoposta a fermo.
ANCHE A PIANURA - Tensione tra polizia ed inquilini di un edificio abusivo destinato alla demolizione anche a Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Questa mattina le forze dell’ordine hanno scortato i tecnici del Comune incaricati di procedere alla demolizione ed hanno avviato l’evacuazione di uno stabile in via Torciolano. Uno degli occupanti dello stabile è salito sul tetto dell’edificio ed ha cominciato un lancio di pietre contro gli agenti. L’uomo è stato fermato e trasferito nel commissariato di zona. Sul posto gli occupanti dello stabile e polizia si fronteggiano in attesa della decisione di procedere o meno oggi stesso alla demolizione.
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31/12/2009
Afghanistan, uccisi otto agenti Cia
Afghanistan, uccisi otto agenti Cia
bomba a kandahar: muoiono quattro soldati canadesi e una giornalista. Un kamikaze vestito da militare si è fatto saltare in aria nella provincia di Khost. Raid Nato: vittime civili
Otto agenti Cia sono rimasti uccisi in Afghanistan a seguito di un attacco suicida. L'attentatore si è fatto esplodere all'ingresso di un avamposto (una forward operating base, in pratica proprio un sito che la nuova strategia di Barack Obama vuole chiudere) nella provincia di Khost. Fonti afghane hanno detto che un kamikaze con un giubbotto imbottito di esplosivo è entrato nell'installazione e si è fatto saltare in aria. Tutti i morti erano agenti Cia, ha riferito un portavoce americano. L'attacco alla base americana è stato rivendicato dai talebani. Lo riferisce l'agenzia di stampa Pajhwok. «L'attacco mortale è stato condotto da un valoroso membro dell'esercito quando gli agenti erano occupati a raccogliere informazioni sui mujaheddin», ha affermato il portavoce Zabiullah Mujahid che ha dato il nome del militare, Samiullah. Questo spiegherebbe anche come l'attentatore sia potuto penetrare nella palestra della base superprotetta. Il ministero della Difesa afghano ha però smentito che il kamikaze fosse un ufficiale dell'esercito.
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| La reporter Michelle Lang sorride con un soldato canadese al Kandahar Airfield in Afghansitan. (AP Photo/The Canadian Press, Colin Perkel) |
KANDAHAR - Nelle stesse ore l'esplosione di una bomba a Kandahar ha provocato la morte di quattro soldati canadesi e di una giornalista al seguito. A darne notizia è stato il ministero della Difesa di Ottawa, secondo cui nella stessa esplosione che ha investito un mezzo blindato a quattro chilometri a sud dalla città nel sud dell'Afghanistan sono rimasti feriti altri quattro militari e un civile. La giornalista canadese rimasta uccisa è Michelle Lang, 34 anni: per conto del «Calgary Herald» era arrivata nel Paese a metà dicembre e avrebbe dovuto fermarsi per sei settimane. Sempre a Kandahar i talebani hanno decapitato sei presunte spie.
RAID NATO - Un bombardamento della Nato nella provincia di Helmand, nel sud dell'Afghanistan, ha invece causato diverse vittime civili. A denunciarlo è un portavoce del governatore provinciale. Il raid aereo era stato ordinato in risposta a un attacco contro una pattuglia dell'Isaf alle porte del capoluogo Lashkar Gah. Non è stato precisato quanti siano i morti e la Nato non ha voluto commentare la notizia.
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30/11/2009
Bologna: distrutta la lamborghini della polizia
Bologna: distrutta la lamborghini della polizia
Grave incidente a bologna dove l'auto in dotazione alla polizia stradale, una lamborghini, è andata a scontrarsi in delle auto in sosta a Cremona
La Lamborghini in dotazione alla polizia stradale di Bologna, da giovedì in mostra al Salone dello Studente a Cremona, è andata distrutta in un incidente avvenuto a Cremona. Il 'bolide' si è infatti andato a schiantare contro delle auto in sosta per evitare una vettura che le avrebbe tagliato la strada. I due agenti a bordo sono rimasti feriti in modo non grave. La vettura, 5.000 di cilindrata, era preceduta da un'altra volante della polizia, diretta a Castelvetro Piacentino per imboccare l'autostrada e rientrare a Bologna. Un'auto è però uscita da un distributore di benzina, tagliando la strada agli agenti. Per evitarla, il conducente della Lamborghini ha sterzato sulla destra e si è schiantato contro due vetture in sosta. I due agenti a bordo della Lamborghini sono rimasti feriti in modo non grave: il conducente ha riportato lo schiacciamento di una vertebra e la frattura di una costola, l'altro solo contusioni.
Rastelli
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13/11/2009
Il pm: «Cucchi pestato in tribunale» Indagati tre medici e tre agenti
Il pm: «Cucchi pestato in tribunale» Indagati tre medici e tre agenti
IL CASO. Nessuna accusa per i carabinieri. Le accuse per i poliziotti penitenziari:omicidio preterintenzionale
| Stefano Cucchi (Emmevi) |
ROMA - Il presunto pestaggio di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni morto il 22 ottobre scorso dopo l'arresto, sarebbe avvenuto nel sotterraneo del palazzo B della Città giudiziaria di Roma, dove si trovano le celle di sicurezza. A questa conclusione sono arrivati gli inquirenti che hanno emesso sei avvisi di garanzia nei confronti di tre agenti di polizia penitenziaria e di tre medici. Secondo quanto riferito in procura, Cucchi sarebbe stato scaraventato in terra e, dopo aver sbattuto violentemente il bacino procurandosi una frattura dell'osso sacro, sarebbe stato colpito a calci. Il tutto sarebbe avvenuto il 16 ottobre, all'indomani dell'arresto dell'uomo per possesso di droga, e prima dell'udienza di convalida del suo fermo. Gli agenti (Nicola Minichini, 40 anni, Corrado Santantonio, 50, e Antonio Dominici, 42) sono accusati di omicidio preterintenzionale.
LE ACCUSE - Con l'accusa di omicidio colposo sono anche indagati tre medici dell’ospedale Sandro Pertini. Il responsabile del reparto penitenziario e due sanitari devono rispondere di presunte omissioni e negligenze legate agli interventi eseguiti sul paziente, in particolare per quanto concerne la mancata alimentazione e la disidratazione. «Si tratta di un eccesso di garanzia - hanno spiegato a piazzale Clodio - così possono nominare un proprio consulente in vista della riesumazione della salma». «I carabinieri - aggiungono dalla procura - sono estranei alla vicenda».
TESTIMONE - Il principale testimone del presunto pestaggio, un detenuto africano che si trovava in una delle celle di sicurezza del tribunale di Roma, sarà chiamato a fornire la sua versione davanti ai magistrati sotto forma di incidente probatorio, l'istituto del codice di procedura penale che consente ad un atto istruttorio di assumere il valore di prova in un processo. Nei prossimi giorni i magistrati titolari degli accertamenti chiederanno formalmente al gip di procedere a tale forma di audizione.
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09/11/2009
Roma: finisce in ospedale Brenda, uno dei trans del caso Marrazzo
Roma: finisce in ospedale Brenda, uno dei trans del caso Marrazzo
Coinvolto in una rissa ha poi dato in escandescenze all'arrivo dei carabinieri, ubriaco e' stato portato al pronto soccorso dove ha avuto 5 giorni di prognosi
ROMA - Brenda, uno dei transessuali coinvolti nella vicenda dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, è finito in ospedale stanotte, dopo essere stato coinvolto in una rissa e aver dato in escandescenze all'arrivo dei carabinieri. Ferito al volto e in evidente stato di alterazione, probabilmente perché ubriaco, il transessuale è stata trovato dai carabinieri in via Biroli, nei pressi della via Cassia.
IN OSPEDALE - Ad avvertire i carabinieri sono stati alcuni passanti che hanno chiamato il 112 segnalando che in strada stava avvenendo una rissa o una aggressione che coinvolgeva un transessuale. Secondo quanto si è appreso, la pattuglia dei carabinieri, una volta arrivata sul posto, ha avvertito il 118 perché Brenda ha cercato di farsi del male provando a dare delle testate contro una macchina. Bloccato, è stato portato all'ospedale villa San Pietro, dove ha dato nuovamente in escandescenze. Sedato, è stato quindi dimesso con cinque giorni di prognosi.
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