05/06/2010

Nasce l'agenzia di ghost writer che aiuta a far conquiste sul web

Nasce l'agenzia di ghost writer che aiuta a far conquiste sul web

Per 600 dollari al mese due incontri garantiti con possibili partner. Un 25enne di Atlanta ha creato una squadra di esperti che gestisce i corteggiamenti virtuali al posto dei clienti

 

ATLANTA - Non sarà il massimo del romanticismo o della correttezza, ma aiuta ad aver successo con le donne (o con gli uomini), perlomeno su Internet. Si chiama Virtual Dating Assistants (www.virtualdatingassistants.com) ed è un'agenzia fondata ad Atlanta l'anno scorso dall'americano Scott Valdez. La proposta si rivolge a quelle persone che sono sommerse di lavoro e hanno poco tempo libero per gestire corteggiamenti sul web. I brillanti impiegati dell'agenzia, tutti scrittori free-lance, si sostituiscono ai clienti e curano la loro corrispondenza. Dopo aver ricevuto le informazioni essenziali, creano in rete un profilo «ad hoc» e molto attraente per ogni cliente. Quindi passano all'attacco e cominciano a contattare possibili partner sui social network o i siti per cuori solitari. Grazie a un’indiscussa arte di seduzione, i ghostwriter promettono di riuscire a ottenere per i propri clienti insperati appuntamenti: l'agenzia, per 600 dollari al mese, garantisce agli uomini almeno due incontri con altrettante donne, e viceversa. Le persone contattate, naturalmente, non sapranno mai che il primo approccio è avvenuto con l'inganno, e che a conquistarle è stato un ignoto Cyrano della tastiera.

BOOM DI CONTATTI - In un Paese come gli Stati Uniti, dove nell'ultimo anno una coppia appena sposata su sei dichiara di aver conosciuto il proprio partner online, l'agenzia afferma di poter soddisfare anche i clienti più esigenti. Chi vorrà avere 5 appuntamenti al mese con altrettanti partner, sborsando 1200 dollari, vedrà il suo desiderio esaudito. Le statistiche dimostrano che l'intera industria che ruota attorno a questo genere di siti web ha visto negli ultimi mesi aumentare in maniera esponenziale il suo business (solo nel 2009 ha fatturato 4 miliardi di dollari). Tuttavia, il 56% degli uomini che cercano di incontrare partner online fanno fiasco: «Ciò accade – sentenzia Scott Valdez, fondatore di Virtual Dating Assistants – perché gli uomini spesso presentano sul web profili noiosi e spediscono email patetiche».

L'80% DEI CLIENTI SONO UOMINI - Oggi Virtual Dating Assistans, divenuta velocemente l'agenzia pioniere in questo settore, può contare su 45 impiegati-ghostwriter che sono veri e propri maestri della seduzione virtuale. Tra i tanti clienti dell’agenzia figurano anche donne in carriera che cercano un compagno e non hanno tempo di chattare in Internet, ma oltre l'80% delle persone che contattano l’azienda di Atlanta sono uomini. Il lavoro dei ghostwriter è sempre lo stesso. Prima creano un profilo del cliente sui siti online d'appuntamenti e sui social network più famosi, selezionando le foto e individuando le possibili prede. Poi cominciano a tempestare di email romantiche o bollenti le potenziali partner, a secondo delle caratteristiche dell'interlocutrice. Infine portano avanti appassionate conversazioni via chat, facendo apparire il proprio cliente come una delle persone più affascinanti della Terra.

ESTERNALIZZARE IL CORTEGGIAMENTO - Come racconta il venticinquenne Scott Valdez al sito web del canale televisivo americano MSNBC, prima di creare quest'agenzia ha sperimentato su se stesso i benefici dell'esternalizzazione del corteggiamento: «Era un periodo che lavoravo come un matto, anche 70 ore a settimana. Ero iscritto anche a un sito d'appuntamenti sul web, ma non avevo tempo. Così ho chiesto a una persona conosciuta su Craigslist di usare il mio profilo per chattare con una ragazza e lui ha lavorato in modo incredibile. Da qui ho capito che si poteva creare un interessante business perché sono tante le persone che non hanno tempo, ma che vogliono incontrare nuovi possibili partner. Richard, responsabile marketing di una famosa azienda americana, dichiara al Washington Post che Virtual Dating Assistants ha reso la sua vita molto più semplice: «Non è un problema di timidezza o di non sapere conquistare le donne nel mondo reale - afferma il venticinquenne -. Quando sei molto impegnato come me e frequenti quattro città diverse, tra cui Washington e Miami, questo è il mondo migliore per conoscere più gente possibile». Secondo Richard gli impiegati dell'agenzia sono davvero bravi perché riescono a immedesimarsi nel cliente e a far uscire fuori le sue migliori qualità. Inoltre Valdez dichiara che la regola base è non confessare mai la verità alle donne. Nel suo caso però, a una partner con la quale andava molto d'accordo, ha raccontato come stavano realmente le cose e non vi sono state brutte conseguenze: «La sola cosa che conta è che il rapporto funzioni e che la partner conosciuta sul web sappia che siete persone per bene».

Francesco Tortora


24/03/2010

La Germania contro Firefox

La Germania contro Firefox

 

I produttori annunciano che rimedieranno entro il 30 Marzo. Un’agenzia tedesca consiglia ai propri cittadini di passare ad un altro browser: c'è un «baco» di sicurezza

 

Dopo le accuse rivolte a Internet Explorer lo scorso gennaio , il governo tedesco scende di nuovo in campo contro i programmi per navigare il web. Questa volta il bersaglio è Firefox, il browser open-source realizzato dalla Mozilla Foundation, da molti considerato una delle alternative più sicure.

POCO SICURO - L'Ufficio Federale per la Sicurezza Informatica di Berlino ha pubblicato un bollettino in cui mette in luce i rischi per la sicurezza dell'ultima versione di Firefox, la 3.6. L'agenzia tedesca sconsiglia ai propri cittadini di passare a questa versione, almeno fino a quando non sarà riparata la vulnerabilità. Il baco è considerato «critico» dal momento che consente di installare con facilità software maligno sul computer dell'utente.

MOZILLA CORRE AI RIPARI - Con un post pubblicato la scorsa settimana sul proprio blog ufficiale, Mozilla ha confermato di essere a conoscenza del bug. Ed è subito corsa ai ripari rilasciando un aggiornamento che però è ancora in fase di test. Entro il 30 marzo, la nuova versione potrà essere considerata stabile e si inviteranno tutti gli utenti ad effettuare l'update.

CONSIGLI - Il baco è presente solo su Firefox 3.6, ma gli esperti sconsigliano di passare alle versioni precedenti (come la 3.5), su cui sono presenti vulnerabilità ancora più pericolose. «Il mio unico consiglio - spiega Graham Cluley della società di sicurezza Sophos - è di abbandonare Firefox solo se si ha consapevolezza di cosa si sta facendo. Altrimenti, meglio aspettare e installare l'aggiornamento appena sarà disponibile».

Nicola Bruno


28/01/2010

Berlusconi: 10 punti contro la mafia «Meno immigrati: meno criminalità»

Berlusconi: 10 punti contro la mafia «Meno immigrati: meno criminalità»

 

CDM A REGGIO CALABRIA: APPROVATO ANCHE IL PROVVEDIMENTO CONTRO IL LAVORO NERO. Il Cdm approva il piano anti-mafie e l'Agenzia per i beni confiscati. Il premier: «Meno clandestini, meno crimini»

 

Berlusconi davanti alla prefettura di Reggio (Ansa)
Berlusconi davanti alla prefettura di Reggio (Ansa)

REGGIO CALABRIA - Un piano in dieci punti per combattere la criminalità. Il Consiglio dei ministri che si è svolto a Reggio Calabria ha dato il via libera al piano straordinario di contrasto alla criminalità organizzata.

L'esecutivo ha approvato il ddl con le nuove norme antimafia, in dieci punti, e varato un decreto che istituzionalizza l'Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati, con sede nella città calabrese. Ecco le misure previste dal disegno di legge: l'istituzione di un codice antimafia, un testo unico che raccoglie e razionalizza tutte le leggi approvate in materia dal 2001 a oggi; la creazione di una mappa nazionale delle organizzazioni criminali; la realizzazione di un sistema di informazione sulle cosche attraverso un desk interforze; interventi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti.

«MENO IMMIGRATI, MENO CRIMINE» - Nella conferenza stampa al termine del Cdm, Berlusconi ha parlato del codice delle leggi antimafia: «Abbiamo fatto un grande lavoro per riassettare tutti gli impianti legislativi per combattere la criminalità organizzata. Il codice ha una veste utile ed efficace per tutti, forze di polizia e magistratura, per una maggiore attività di contrasto alla mafia». Attività che, spiega, avrà tra i principali obiettivi la confisca dei patrimoni mafiosi. Facendo riferimento ai fatti di Rosarno (da cui è scaturita la volontà di organizzare il Cdm in Calabria), il premier spiega: «I risultati sui nostri contrasti all'immigrazione clandestina sono molto positivi e una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali». Ma il governo chiede anche il sostegno economico all'Europa nel contrasto all'immigrazione clandestina: «Stiamo facendo un'azione molto forte nei confronti dell'Unione europea che deve caricarsi il costo della vigilanza che la Libia e altri Paesi sopportano per fermare e rimpatriare gli immigrati».

Da sinistra: Alfano, Maroni, Bossi, in piedi, e Berlusconi (Ap)
Da sinistra: Alfano, Maroni, Bossi, in piedi, e Berlusconi (Ap)

MARONI: «AGGREDIRE I PATRIMONI MAFIOSI» - L'altro versante fondamentale dell'intervento riguarda la criminalità organizzata. E l'arma di attacco più efficace, accanto alle operazioni di polizia, principale è quella economica, spiega il ministro dell'Interno Maroni. «La Direzione Investigativa Antimafia è una struttura di eccellenza, che ha tanti compiti, ma da ora in avanti avrà come priorità l'aggressione ai patrimoni mafiosi - dice -. Credo che fra 15 giorni potremo tornare a Reggio Calabria per insediare qui l'Agenzia per la gestione dei beni confiscati alle mafie». Prospettiva che deriva dal pacchetto contro la criminalità, suddiviso in un Ddl e in un decreto. Quest'ultimo proprio per la creazione dell'Agenzia sui beni confiscati. «Nel decreto - dice Maroni - si prevede l'immediata costituzione dell'Agenzia dei beni confiscati perchè abbia visione complessiva» e che possa rendere «immediatamente utilizzabili i beni» sequestrati alla criminalità organizzata. Il ministro evidenzia i risultati fin qui raggiunti: «Nei 19 mesi del governo Berlusconi sono stati sequestrai 12.111 beni mobili e immobili alle organizzazioni criminali, per un controvalore di 7 miliardi di euro (+100% rispetto allo stesso periodo precedente) e sono stati confiscati 3.122 beni per un controvalore di circa 2 miliardi di euro (+345%)». Il tema della messa all'asta dei beni confiscati è stato controverso nei mesi scorsi: il rischio è che mafia e 'ndrangheta se ne riappropino. «Qualche bello spirito - dice a questo proposito Berlusconi - ha detto che i criminali sono pronti a ricomprare i beni sequestrati messi all'asta. Molto bene, vuol dire che noi così li sequestreremo un'altra volta». Il premier afferma poi che «la mafia, la 'ndrangheta, la camorra e le altre organizzazioni criminali sono una terribile patologia per il Paese: ne paghiamo le conseguenze anche per l'immagine che diamo all'estero per la brutta abitudine di programmi sulla mafia che portano in giro per il mondo questa immagine negativa. Una moda - sottolinea il premier - che spero sia ormai finita». Berlusconi affronta, poi, in generale, anche il tema dell'attuale scenario politico, affermando che non c'è «nessuno scontro con nessuna istituzione. Non c'è mai stato e non c'è».

LAVORO NERO - A Reggio è stato deciso anche il via libera al piano straordinario Sacconi contro il lavoro nero in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Prevede che 550 ispettori effettuino controlli in 20mila aziende. Nel mirino i settori dell'agricoltura e dell'edilizia. La task force sarà formata da personale del ministero del Lavoro, dell'Inps e carabinieri. Le ispezioni riguardano in particolare l'uso di mano d'opera anche stagionale, il fenomeno del caporalato e le truffe ai danni dell'Inps attraverso fittizi rapporti di lavoro, attività gestita prevalentemente dalle organizzazioni criminali. Obiettivo: verificare 10mila aziende agricole (2mila in Calabria, 2.500 in Campania, 3mila in Puglia e 2.500 in Sicilia) e altrettanti cantieri (1.346 in Calabria, 3.814 in Campania, 2.564 in Puglia e 2.276 in Sicilia). Nell'edilizia, le ispezioni riguarderanno sia gli appalti privati che quelli pubblici.

DUE MILIONI DI EURO - Particolare attenzione sarà riposta sulla correttezza delle procedure di appalto e subappalto e sul rispetto della normativa antimafia, argomento toccato sia da Maroni sia dal ministro della Giustizia, Alfano. Il piano prevede risorse aggiuntive per quasi due milioni di euro, destinate alle spese di viaggio, vitto e alloggio per gli ispettori provenienti da altre regioni (50, «per assicurare una maggiore trasparenza»). In occasione della riunione del Cdm sono stati presentati i risultati dell'azione ispettiva nel 2009: a fronte di una diminuzione delle violazioni di carattere formale (-28% per la tenuta del libro unico del lavoro), sono fortemente aumentate le violazioni accertate in materia di lavoro nero (+44%), di appalti e somministrazione (+193%), di orario di lavoro (+118%), di rispetto dello Statuto dei lavoratori (+208%), di truffe nei confronti degli Istituti (+483%), di sicurezza sul lavoro (+53%).

ALFANO: 'NDRANGHETA NELLA LEGISLAZIONE - «Da domani la parola 'ndrangheta farà parte della legislazione nazionale» ha spiegato il ministro della Giustizia . «Siamo intervenuti per introdurre nella legislazione italiana la parola 'ndrangheta che prima non figurava. La modifica andrà inserita nel decreto in vigore domani». Si è dunque seguito l'esempio del 1982, quando nel 416 bis si inserì il riferimento alla mafia. «È una grande operazione di natura culturale, ma anche di natura tecnica» che darà maggiori strumenti ai magistrati, ha detto Alfano.

La manifestazione dei lavoratori (Afp)
La manifestazione dei lavoratori (Afp)

BERLUSCONI CONTESTATO - Arrivando in prefettura, il premier Berlusconi si è rivolto ad alcuni cittadini che attendevano il suo arrivo: «Siete contenti che abbiamo portato qui il Cmd? Così vi facciamo vedere quello che stiamo facendo contro la criminalità». Ma non c'erano solo sostenitori: così come avvenuto per il pullman che ha portato i ministri, anche il corteo di auto del premier è stato contestato davanti all'ingresso posteriore della prefettura. Tra i manifestanti diversi lavoratori a rischio licenziamento e alcuni che sono già in cassa integrazione. «La nostra azienda non ha più accesso al credito e sta per chiudere. Siamo un centinaio» ha spiegato il capo delegazione della De Masi costruzioni. E un portuale di Gioia Tauro: «In due anni 500 persone hanno perso il posto di lavoro. Siamo qui a chiedere un intervento serio al governo. La 'ndrangheta si sconfigge con il lavoro, non solo con le chiacchiere e potenziando le forze di polizia. Se non c'è occupazione la manovalanza della mafia crescerà».

«MANTERREMO LE PROMESSE» - Il premier si è rivolto ai calabresi anche con un messaggio pubblicato sul quotidiano La Gazzetta del Sud: «La riunione a Reggio Calabria del Consiglio dei ministri è un'altra promessa mantenuta. Il governo, con questo gesto, ribadisce che anche in Calabria lo Stato c'è. La sconfitta della 'ndrangheta e di tutte le altre mafie costituisce per noi l'emergenza più importante, in assoluto. Per questo dobbiamo ripristinare il controllo dello Stato su tutto il territorio, come premessa indispensabile per la riuscita degli interventi sull'economia e sulle infrastrutture che abbiamo già predisposto e in parte già avviato».

Redazione online


21/10/2009

Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

 

Lunedì l'Arpacal di Catanzaro, l'agenzia per la tutela ambientale della regione calabrese, darà inizio alle analisi del terreno nei luoghi dove sarebbero stati seppelliti i rifiuti tossici

 

 

Navi dei veleni, ora si cerca anche a terra Rifiuti radioattivi nel greto del fiume Oliva

CATANZARO - Mentre a Cetraro il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, è assediato dai pescatori che protestano per l'assenza del governo rispetto ai problemi legati al fatto che nessuno compra più pesce per paura, L'Arpacal (l'agenzia regionale per l'ambiente) promette che lunedì prossimo, dopo 19 anni, cominceranno seriamente le "operazioni di terra", a caccia dei veleni seppelliti, qua e là, nel territorio calabrese. S'inizierà, a quanto pare, dalla foce del fiume Oliva, nella zona di Foresta Aiello, comune di Serra d'Aiello, provincia di Cosenza, dove sarebbero sepolti i rifiuti radioattivi e tossici trasportati dalla nave "Rosso" (ex "Jolly Rosso"), finita sulla spiaggia di Campanara San Giovanni - frazione di Amantea - nella notte del 14 gennaio del 1990.

La riunione operativa. A Roma, a dimostrazione del fatto che si vuole fare sul serio, si è svolta una riunione negli uffici del Servizio Interdipartimentale per le Emergenze Ambientali dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per la presentazione della bozza del "Piano di caratterizzazione" - cioè di analisi e bonifica - nelle aree del fiume Oliva, nei Comuni di Serra D'Aiello ed Aiello Calabro in provincia di Cosenza.

Gli scavi. Si comincerà a scavare su una collinetta a monte della "briglia", una struttura in cemento che serve, normalmente, per frenare il corso dei torrenti, ma che in questo caso sembrerebbe essere stata più utile a chi in quella specie di diga ha nascosto materiale tossico o radioattivo. Già in passato nella collinetta - ma senza che questo avesse prodotto una qualche contromisura - erano state trovate tracce di Mercurio e Cesio 137 a 4 metri di profondità.

L'altro scavo ci sarà in una cava, sempre ai margini del fiume Oliva, in un punto dove in passato era stato individuato materiale radioattivo e , anche in questo caso, senza che la cosa avesse preoccupato nessuno.


Infine, si effettueranno "carotaggi" nel terreno lungo una piccola vallata - una delle tante che fiancheggiano l'Oliva, chiamata "valle del Signore" - dove si teme possano essere stati sepolti altri rifiuti tossici o radioattivi.

Gli anni di ritardo. Ma il sentore che alla foce di quel fiume qualcosa di pericoloso fosse stato sepolto dopo il sospetto "spiaggiamento" della "Rosso", cominciò a sorgere già nel giugno del 2003. Fu quando la Procura di Lamezia Terme trasmise l'indagine a quella di Paola, per competenza territoriale e maturò, in particolare, quando si scoprì un altro scavo nella zona di Serra d'Aiello, fatto dalle maestranze della nave, secondo alcune testimonianze. Quello scavo si aggiungeva ad un altro autorizzato nella discarica di Grassullo (sempre nei pressi di Amantea) per seppellire il carico "ufficiale" della "Rosso".

Finora solo impunità. I dati di fatto in mano a diverse Procure italiane (calabresi, pugliesi, toscane e lombarde) dicono, insomma, che l'avvelenamento sistematico del mare lungo i 700 chilometri della costa tirrenica calabrese e del suo immediato entroterra è avvenuto finora, non solo nell'assoluta impunità dei responsabili, ma senza che neanche una delle decine di navi affondate, dette "a perdere", sia stata individuata o ispezionata. Anche se con anni di ritardo, dunque, sembra che i pubblici poteri mostrino ora di mobilitarsi, quanto meno per capire cosa esattamente sia nascosto in fondo al mare e sotto terra.

Il carico della Rosso. In particolare, si comincerà davvero (almeno così si promette) ad accertare cosa sia stato nascosto vicino all'alveo del fiume Oliva, in un'area di uso agricolo. La nave italiana Rosso di proprietà della società Ignazio Messina e C. partita da Malta e diretta a La Spezia, la notte del 14 dicembre 1990 finì sulla spiaggia di Camponara S. Giovanni, frazione di Amantea. Oltre alle 16 persone dell'equipaggio, il carico ufficiale sarebbe stato composto da nove containers con 23.325 tonnellate di nylon; 75.465 di tabacco; 70 tonnellate di prodotti da bevande.

Gli accertamenti che avranno inizio lunedì, a cura dell'Arpacal (l'agenzia regionale per l'ambiente della Calabria) incaricata come perito tecnico dalla Procura di Paola, dureranno fino alla fine di novembre. Solo allora, dunque, si potrà conoscere almeno una parte di verità.

L'allarme inascoltato. A tracciare una ricostruzione dettagliatissima del dramma dei veleni sepolti, chissà da quanto tempo, in mare e sotto terra da cosche mafiose con connivenze politiche e istituzionali, fu l'ex sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento in carica nel 2004 - l'onorevole Cosimo Ventucci del Pdl - in occasione della risposta ad un'interpellanza il 15 luglio dello stesso anno. Un allarme assolutamente inascoltato per anni e anni, soprattutto dal suo stesso Governo.

Il rappresentante dell'Esecutivo, tuttavia, in sostanza disse che per quanto riguardava gli aspetti penali della vicenda, nel gennaio 2004 la Procura di Paola incaricò la sezione inquinamento radioattivo del Reparto Operativo di Carabinieri di indagare nelle zone interessate dallo "spiaggiamento", presentato come un incidente. In particolare si raccomandò l'Arma di controllare l'area di Grassullo e Foresta Aiello, a ridosso della foce del fiume Oliva.

La ragione stava nel fatto - disse Ventucci - che "secondo testimonianze sarebbe stato interrato del materiale proveniente dalla motonave Rosso". E aggiunse che la Procura fece misurare il grado di tossicità nell'area: furono trovate cospicue quantità "di fanghi", oltre ad un'altissima "concentrazione di alcuni metalli pesanti che superano il limite accettabile di inquinamento, provocando un pericolo concreto per il suolo, il sottosuolo e i corpi idrici". Da allora nulla di concreto è mai stato fatto, né dal governo di cui Ventucci era membro, né da altri governi.

Il pentito "scovato". Intanto, a 11 miglia a largo di Cetraro, una nave geostazionaria ha cominciato le ricerche nel luogo dove si presume ci siano i resti del cargo Kuski, inzeppato di scorie radiattive o rifiuti tossici, affondata a colpi di dinamite da un commando del quale faceva parte anche Francesco Fonti, il pentito della 'ndrangheta di San Luca, che svelò a Riccardo Bocca dell'Espresso il traffico micidiale per l'eliminazione di veleni d'ogni sorta.

Traffico che, secondo Fonti, coinvolgerebbe governi, servizi segreti e mafie dislocate in diverse latitudini. Il "pentito", nonostante le sue rivelazioni stiano attivando iniziative delle pubbliche autorità (sebbene tardive) risulta essere ancora senza protezione da parte dello Stato. Si era nascosto a Mantova, ma un deputato assai solerte della Lega l'ha subito "scovato". Poi ha protestato e segnalato immediatamente alla pubblica opinione la sua "inopportuna" presenza nel mantovano. Col piccolo problema di far saltare la copertura di Fonti.

CARLO CIAVONI e ANNA MARIA DE LUCA

repubblica.it


15/06/2009

INTERA FAMIGLIA ARRESTATA

INTERA FAMIGLIA ARRESTATA

 

Salerno: padre, madre e figlio minorenne rapinano agenzia, arrestata intera famiglia

 

Il tribunale di Vallo della Lucania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SALERNO - Un'intera famiglia - padre, madre e figlio minorenne - è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Battipaglia per aver messo a segno, nella tarda serata di ieri, una rapina all'interno di una agenzia di servizi della cittadina della Piana del Sele. I tre, padre di 45 anni, madre di 42 e figlio di 17 anni, sono stati bloccati dai militari nella stazione ferroviaria del centro battipagliese, mentre erano in attesa del treno che li avrebbe condotti a casa, a Vallo della Lucania. L'intera famiglia poco dopo le 21 è entrata nell'ufficio e con la minaccia di un coltello, che teneva tra le mani la donna, ha intimato alla giovane impiegata di aprire la cassa e consegnare il denaro. Poi, visto che il tempo trascorreva e la giovane impiegata tergiversava, dopo aver tentato di colpirla, i tre hanno racimolato pochi spiccioli nei cassetti e del materiale di cancelleria dalle scrivanie e sono fuggiti via. Le urla dell'impiegata hanno richiamato l'attenzione di alcuni cittadini che hanno allertato i militari. I tre dovranno rispondere di rapina pluriaggravata e lesioni