04/04/2011

Come laurearsi in otto mesi: tutto (o quasi) regolare

Come laurearsi in otto mesi: tutto (o quasi) regolare

LA VIDEOINCHIESTA dopo le segnalazioni dei lettori. Sconti, bonus, agevolazioni, facilitazioni, convenzioni: le ombre del sistema universitario italiano

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17/11/2010

Lombardia: la 'ndrangheta influenza la vita politica, sociale ed economica

Lombardia: la 'ndrangheta influenza la vita politica, sociale ed economica

La relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia. Pubblici amministratori e tecnici hanno agevolato l'assegnazione di appalti alle cosche

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18/04/2010

Dopo tre giorni incentivi già agli sgoccioli

Dopo tre giorni incentivi già agli sgoccioli

Ieri l'assalto ai concessionari. Ma c'è chi rinuncia a causa delle difficoltà burocratiche. Sui motorini quasi esaurite le risorse. Call center in tilt e venditori furiosi

 

(Ap)
(Ap)

Sono già agli sgoccioli gli incentivi riservati all'acquisto dei motocicli, pari a 12 milioni di euro sui 300 stanziati dal ministero dello Sviluppo economico per gli incentivi al consumo. «Troppo pochi», secondo i concessionari di tutta Italia, sentiti al telefono fino a ieri sera. Ma soprattutto troppo difficili da assegnare, a causa di una procedura telefonica, che passa attraverso i call center delle Poste, definita da chi vende «infernale, complicata, farraginosa, scoraggiante». Secondo dati ufficiosi, tra venerdì sera e sabato mattina una buona metà degli incentivi erano già stati prenotati. «Tra domani e martedì saranno finiti» è la sensazione più diffusa. «L'avevamo detto che i soldi sarebbero stati pochi - commenta Claudio De Viti, direttore del settore moto di Confindustria Ancma, associazione dei produttori -. Molti venditori hanno stipulato contratti prima ancora che gli incentivi partissero, condizionandone la validità all'effettivo avvio». Per i produttori ci sarà un picco di vendite a metà aprile che poi però bisognerà sostenere attraverso l'iniziativa delle singole case che dovranno prorogare gli sconti a proprie spese. A queste condizioni, il crollo del 20-25% delle vendite, previsto per il 2010, potrà essere ridotto a un -10%.

VENDITORI FURIOSI - Ma i venditori sono davvero furiosi: da Nord a Sud è un coro di proteste soprattutto per la procedura messa a punto dai tecnici ministeriali. «È una presa in giro - attaccano senza mezzi termini da AutoMotoMania a Roma - abbiamo fatto tre richieste ma mi sa che le abbiamo pure sbagliate e i soldi non li avremo: troppo complicato». Da Pogliani, a Cinisello Balsamo, sono stravolti ma contenti: «Ci stanno togliendo la camicia: è un assalto». A Bari, da Carone, non ne vogliono sapere di incentivi: «È solo propaganda: le risorse sono poche e non si capisce niente su come ottenerle». Da MotoFollia, nella capitale, si lamentano del congestionamento delle linee dei call center, problema confermato da quelli di Di Carlo, sempre a Roma, che per prendere la linea ci hanno messo almeno un'ora. E' molto cortese la signora con accento francese della Hello Moto di Albenga (Savona) che risponde al telefono, ma altrettanto tranchant: «Tutte queste procedure portano via molto tempo: ci vorrebbe una persona apposta al telefono. Questi call center non si potevano fare regionali?». Sono ancora più severi alla Moto e Moto di Torino dove lamentano di aver impiegato 3 giorni solo per registrarsi al sito ministeriale: «E ora al telefono - spiegano -, spiace dirlo, risponde gente incompetente». Al Motostore di Reggio Emilia, è tanta la confusione che il titolare riattacca velocemente, scusandosi. Alla Mvm di Bologna hanno già fatto 30-35 prenotazioni ma sono sicuri che i soldi finiranno presto. Da Evola, a Palermo, di contratti con gli incentivi ne hanno stipulati tanti, ma tutti sotto la condizione che gli incentivi ci siano davvero: «Speriamo di non dover stracciarli tutti...». Ma c'è un altro problema che ha molto disturbato la rete di vendita, quello del prezzo su cui si calcola lo sconto del 10%. Dice Claudio De Viti che il ministero, all'ultimo momento, ha comunicato che sarebbe stato applicato non sul prezzo di listino ma su quello finale: «Se, a listino, una moto si vende per 5 mila euro - spiega - il bonus sarà di 500 euro. Ma se il venditore decide di fare ulteriori sconti, vendendola a 4.500, riceverà incentivi minori, per 450 euro. Tutto questo ha un senso?».

Antonella Baccaro


15/04/2010

Al via gli incentivi, sconto su cucine e web

Al via gli incentivi, sconto su cucine e web

Agevolazioni anche per i ciclomotori. Ma gli Industriali: «Non e' sufficiente». Contributo per la linea Internet veloce per i giovani, sconti su forni, lavastoviglie e piani cottura

 

Un negozio di elettrodomestici (Ansa)

ROMA - Parte oggi la stagione degli acquisti con gli incentivi statali per alcuni elettrodomestici, cucine, ciclomotori, abbonamenti a Internet ad alta velocità e ad una serie di prodotti industriali, come i rimorchi o le gru per l'edilizia. Tutti prodotti scelti per ridurre l'impatto ambientale o per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.

IL CALL CENTER - Sono ventimila i commercianti abilitati a vendere prodotti e servizi consentendo di utilizzare gli sconti messi in campo con il decreto legge. Poste Italiane, che in questa campagna è partner del ministero per lo Sviluppo economico, ha messo a disposizione dei cittadini e delle imprese la sua infrastruttura tecnologica per fornire informazioni sulle modalità di fruizione degli incentivi, per un volume totale di 300 milioni di euro. Dal numero di registrazioni si prevede che i cittadini e le imprese eseguiranno circa un milione e 150 mila operazioni d'acquisto. Il call center risponde al numero 800.123.450 da telefono fisso e al 199.123.450 da telefono mobile, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20.

IL GOVERNO E GLI INDUSTRIALI - L'intervento, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, «contribuirà a rilanciare i consumi e a rafforzare la crescita economica in questa fase di ripresa ancora lenta e intermittente». L'ottimismo del governo non è però del tutto condiviso dagli industriali che anzi chiedono un allargamento dei settori interessati: «In un Paese che per problemi di debito pubblico non ha avuto di fatto un pacchetto di stimolo, i mezzi a disposizione sono pochi - ha denunciato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia - e soprattutto sono rimasti fuori alcuni settori fondamentali della nostra economia come il mobile-arredo». Inaugurando il Salone del mobile di Milano, la presidente ha chiesto quindi che ci sia «un ripensamento» e «un'attenzione maggiore proprio nei confronti di questo settore». Appello colto al balzo dal Codacons che incita provocatoriamente il governo ad «aggiungere uno zero», portando lo stanziamento da 300 milioni a 3 miliardi di euro. A rassicurare la Marcegaglia è intervenuta intanto Daniela Santanchè, sottosegretario per l'Attuazione del programma, ricordando che «è già stato organizzato per il 22 aprile un tavolo per studiare le misure più adatte ai problemi del comparto».

NUMERI E OBIETTIVI - Il pacchetto messo a punto dal governo con decreto legge il 19 marzo, vale complessivamente 420 milioni totali, di cui 300 per gli incentivi veri e propri e 120 milioni derivanti da sgravi fiscali (70 milioni al tessile per la realizzazione di campionari tessili altri 50 per il settore aeronautico, alle tv locali, all'Agenzia per la sicurezza nucleare e per il prototipo di una nave multiuso per le emergenze). Quattro gli obiettivi: migliorare qualità della vita e ambiente, sostegno a prodotti ecosostenibili e industriali che possono migliorare la sicurezza sul lavoro, premiare le imprese che hanno maggiormente innovato, sostenere alcuni dei settori che hanno avuto più crisi, incentivare quelli che hanno una capacità di produzione nazionale significativa.

LE CATEGORIE - Tolti 80 milioni che andranno a un fondo per le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale, il resto sarà destinati ai consumi delle famiglie, in particolare al comparto delle cucine componibili (60 milioni) e degli elettrodomestici venduti singolarmente (50 milioni) e 60 milioni agli immobili ad alta efficienza energetica. La vera novità è rappresentata infine dalla attivazione di banda larga per i giovani con età compresa tra i 18 e i 30 anni che effettueranno una nuova attivazione e che riceveranno un contributo di 50 euro.

Ecco nel dettaglio cosa prevede il decreto incentivi per i diversi prodotti per i quali è previsto il contributo dello Stato.

CUCINE - La sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici di incasso ad alta efficienza viene finanziata con il 10 per cento del costo nel limite massimo del singolo contributo pari a 1000 euro. Questo purchè i nuovi mobili per cucina siano accompagnati dalla «scheda prodotto», rispettino le norme del ministero della Salute sulle disposizioni per «l'emissione di aldeide formica» e siano corredate da elettrodomestici ad alta efficienza: per frigorifero/congelatore classe A+ e A++, forno classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (per efficienza energetica, lavaggio e asciugatura). La cucina inoltre dovrà essere predisposta per la raccolta differenziata. Lo stanziamento complessivo è pari a 58 milioni di euro.

ELETTRODOMESTICI - Per la sostituzione di lavastoviglie il contributo è pari 20 per cento fino a 130 euro (non inferiore a classe A/A/A). Per i forni elettrici si arriva al 20 per cento fino a 80 euro purchè non inferiori alla classe A. Per i piani cottura 20 per cento fino a 80 euro (con dispositivo di sorveglianza fiamma). Sempre fino al 20 per cento nel limite di 100 euro per la sostituzione di cucina di libera installazione con altre dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura con valvola di sicurezza (FSD). Per la sostituzione delle cappe con cappe climatizzate, il limite è del 20 per cento fino a 500 euro. Stessa percentuale - fino a 400 euro - anche per la sostituzione di scaldacqua elettrici con pompe di calore ad alta efficienza per la produzione di acqua calda sanitaria. Infine 20 per cento fino a 380 euro per la sostituzione e installazione di apparecchi a biomassa. Lo stanziamento complessivo è pari a 50 milioni di euro.

MOTO - Per l'acquisto di un motociclo fino a 400 cc o con potenza non superiore a 70 kW di categoria Euro 3 con contestuale rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore di categoria Euro 0 o Euro 1 viene concesso un contributo del 10 per cento fino a 750 euro. Nel caso di acquisto di motocicli ad alimentazione elettrica doppia o esclusiva l'incentivo arriva fino al 20 per cento fino a un massimo di 1.500 euro. Lo stanziamento complessivo è pari a 12 milioni di euro.

FUORIBORDO - La sostituzione di un motore fuoribordo di vecchia generazione con motori a basso impatto ambientale fino a 75 kW dà diritto a un contributo del 20 per cento fino a 1000 euro. Per l'acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale è previsto un contributo pari al 50% del costo con un massimo 200.000 euro per azienda. Lo stanziamento complessivo è pari a 20 milioni di euro.

IMMOBILI - Il governo ha stanziato un contributo di 83 euro per metro quadrato di superficie utile nel limite di 5000 euro per l'acquisto di immobili con fabbisogno di energia migliore del 30 per cento (rispetto all'allegato C n. 1 tabella 1.3 del dlgs 192/2005) e di 116 euro per metro quadrato nel limite di 7000 euro con fabbisogno di energia migliore del 50 per cento. Lo stanziamento complessivo è pari a 60 milioni di euro. Altri incentivi sono previsti poi per l'acquisto - previa rottamazione - dei vecchi rimorchi, bonus per l'acquisto di macchine agricole e gru a torre per l'edilizia dove gli sconti vanno dal 10 al 20 per cento. Ai rimorchi andranno complessivamente 8 milioni di euro con contributi di 1.500 euro (categoria O4 con Abs) con rottamazione dei vecchi con più di 15 anni. Tremila euro nel caso di acquisto di semi rimorchi e contestuale rottamazione. Per l'efficienza energetica i contributi riguarderanno l'acquisto dei variatori di velocità (inverter), motori ad alta efficienza (IE2) tra 1 e 5 kW, gruppi statici di continuità ad alta efficienza fino a 10 kVA e batterie di condensatori che contribuiscano alla riduzione delle perdite di energia elettrica sulle reti a media e bassa tensione. Per questa gamma di prodotti è previsto un contributo del 20 per cento.

BANDA LARGA - 20 milioni di euro per 50 euro per nuove attivazioni ai giovani tra i 18 e i 30 anni.

RIMORCHI - 8 milioni di euro.

MACCHINE AGRICOLE E MOVIMENTO TERRA - 20 milioni di euro per 10% costo di listino. *

NAUTICA - 20 milioni di euro. Per motori fuoribordo 20% del costo fino a 1.000 euro e per gli stampi per scafi da diporto 50% del prezzo di acquisto fino a 200mila euro per azienda.

GRU A TORRE PER L'EDILIZIA - 40 milioni di euro per il 20% del costo fino a 30mila euro.

EFFICIENZA ENERGETICA INDUSTRIALE - 10 milioni di euro.

IMMOBILI AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA - 60 milioni di euro.


23/02/2010

PrivateWave, la telefonia mobile sicura (e a prova di intercettazione)

PrivateWave, la telefonia mobile sicura (e a prova di intercettazione)

 

Licenze agevolate per le ONG che operano in zone calde. i costi alla portata di tutti. Messo a punto un sofisticato sistema di cifratura che trasforma la voce in un flusso di dati incomprensile

 

La compagnia italiana Khamsa, attiva nel campo della riservatezza informatica, lancia sul mercato il suo progetto PrivateWAVE con una offerta dedicata alle ONG e agli operatori dell’informazione indipendente. Khamsa mette a disposizione per il grande pubblico le sue tecnologie per la telefonia mobile sicura, a prova di intercettazione, garantita dalla consulenza scientifica di Philip Zimmermann, inventore di PGP (il primo e più noto sistema di cifratura mail) e massimo esperto al mondo in crittografia e crittoanalisi su voce e mail.

PRIVATE GSM - Si tratta di un software che si installa sul telefono con pochi click (per ora Nokia, a breve anche Iphone e Blackberry) e che permette di effettuare chiamate protette, continuando ad utilizzare il proprio apparecchio anche per le chiamate "in chiaro". Non si tratta di un semplice metodo di disturbo della comunicazione, ma di un sofisticato sistema di cifratura che agisce sulla voce trasformandola in un flusso di dati cifrati, incomprensibile a chiunque tentasse di inserirsi nella comunicazione per ascoltarla o registrarla. Per poter attivare una chiamata sicura, entrambi i telefoni degli interlocutori dovranno essere dotati del software, che provvederà a generare una chiave di protezione diversa per ogni chiamata. Nemmeno lo staff tecnico che ha progettato il software può conoscerla o decifrare la conversazione.

ONG E INFORMAZIONE INDIPENDENTE - PrivateWAVE offre l’opportunità di licenze agevolate (fino a 50 gratuite) per le ONG che operano in contesti di rischio elevati e agli operatori dell’informazione indipendente che si trovino in regimi dittatoriali ritenuti particolarmente cruenti. Tali organizzazioni, in relazione alla loro autonomia, sono spesso controllate dai governi dei Paesi in cui operano attraverso attività di spionaggio che includono le intercettazioni delle comunicazioni telefoniche.

ABBASSARE LA BARRIERA ALL’INGRESSO - Le tecnologie per la telefonia mobile sicura, a prova di intercettazione esistono da più di vent’anni. In principio erano sviluppate esclusivamente ad uso militare, come le prime sperimentazioni per la rete di Internet, successivamente sono state sviluppate anche da aziende private e con l’evolversi delle tecnologie mobili, gli smart phone, l’interesse è stato allargato a un pubblico più ampio. Attualmente esistono circa quindici aziende che operano nel campo a livello mondiale. Tra queste PrivateWAVE ha deciso di «abbassare la barriera all’ingresso» ossia: «Avvocati, commercialisti, ma anche dirigenti, medici e giornalisti, tranquilli di poter trattare anche gli argomenti più delicati via telefono, potranno beneficiare di una significativa riduzione dei costi e dei tempi necessari per svolgere la propria attività». Infatti il costo del servizio è notevolmente il  più basso rispetto alle altre compagnie: 45 euro di abbonamento mensile. Praticamente alla portata di tutti.

OPEN SOURCE - Per coniugare convenienza e affidabilità del servizio la società si avvale di tecnologie open source, il cui codice è reso pubblico. Le ricerche di Philip Zimmermann infatti sono pubbliche da più di un decennio, le maggiori sperimentazioni nel campo di basano de facto sui suoi studi e posso dirsi consolidate tanto quanto i sistemi di protezione degli home-banking o dei servizi segreti americani. Gli sviluppatori di PrivateWAVE non hanno dubbi: «La resa pubblica della ricerca in ambito informatico e scientifico permette di abbattere i costi e di fornire un servizio migliore, in quanto collettivamente verificato» e aggiungono: «la riservatezza funziona se non è un segreto per nessuno».

Lavinia Hanay Raja


03/03/2009

Gay e lesbiche, arriva il mutuo agevolato

Gay e lesbiche, arriva il mutuo agevolato

 

È il primo mutuo di questo tipo nel nostro paese. La Bhw Bausparkasse taglierà lo "spread" dello 0,15% e permetterà di cumulare i redditi di coppie di fatto

 

 

(Afp)

MILANO - Coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, considerate come coppie coniugate. Succede nella banca tedesca specializzata Bhw Bausparkasse che proporrà anche in Italia il mutuo agevolato per gay, lesbiche e coppie omosessuali. La Bhw taglierà lo "spread" dello 0,15% e permetterà di calcolare i redditi cumulati. Il mutuo agevolato per gay e lesbiche, che verrà presentato giovedì prossimo in una conferenza stampa a Milano, «è sulla falsariga di quanto la banca tedesca già propone - spiega Riccardo Gottardi, segretario nazionale dell'Arcigay - per forze dell'ordine, dipendenti di ministeri e giornalisti». Oltre al taglio dello spread (il differenziale rispetto al tasso di riferimento scelto) tutto sommato limitato, «si tratta soprattutto di un riconoscimento civile - aggiunge Gottardi - e non dispiace sapere che c'è una banca dove gay e lesbiche non solo sono bene accetti, ma anzi possono ricevere delle agevolazioni».

REDDITI CUMULATI - «Consideriamo - spiega Giulio Peruzzi, area manager di Bhw - le coppie di fatto come coniugate, anche quelle dello stesso sesso. La questione maggiore credo sia quella della possibilità di cumulare i redditi per calcolare l'importo del mutuo: l'unica cosa che chiediamo è che la coppia si co-intesti la casa e viva sotto lo stesso tetto», conclude Peruzzi.


03/12/2008

Tetto sui mutui: i risparmi sulla rata e le iniziative delle banche per chi non ce la fa

Tetto sui mutui: i risparmi sulla rata e le iniziative delle banche per chi non ce la fa

A chi si applica il decreto che prevede per il 2009 un tasso massimo del 4% per i variabili, i programmi di unicredit e montepaschi a favore di chi non riesce piu' a pagare

 

 

MILANO - Sarà vero quello che dice il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vale a dire che «in Italia non c'è un'emergenza mutui come in altri Paesi», resta il fatto che dopo il decreto anticrisi che stabilisce per il 2009 un tetto del 4% per i mutui a tasso variabile, si moltiplicano di pari passo le iniziative delle banche per venire incontro al cliente dinanzi alle peggiorate condizioni economiche dei mutuatari.

TETTO AI MUTUI - La misura prevista dal governo dovrebbe, in linea teorica, costituire un primo aiuto ai mutuatari che hanno acceso un mutuo prima del 31 ottobre 2008.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (LaPresse)
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
Secondo un'elaborazione del Sole 24 ore il risparmio sulla rata di gennaio 2009 per un mutuo da 100mila euro acceso nel settembre del 2005, rispetto a quella di novembre 2008, dovrebbe essere di circa 63 euro. Differenza che dovrebbe crescere all'aumentare dello spread applicato dalla banca al tasso di riferimento del mutuo rispetto a quello medio (pari all'1,1%) previsto dal decreto governativo. Occorre ricordare inoltre che il tetto del 4% si applica solo a coloro che avevano acceso un mutuo (variabile) a tassi inferiori al tetto stesso (quindi in pratica vale per tutti i finanziamenti accesi tra il 2003 e metà del 2006), mentre per gli altri il limite a cui si riferisce il decreto è il tasso di interesse di riferimento all'epoca del pagamento della prima rata.

I DUBBI DEI CONSUMATORI - Qualche dubbio sulla reale efficacia del tetto ce l'hanno però le associazioni dei consumatori che si lamentano ancora della mancata emanazione dei regolamenti che avrebbero reso operativo il Fondo di garanzia per la sospensione o il rinvio delle rate dei mutui voluto dal governo Prodi nella Finanziaria 2007. Secondo il presidente dell'Adiconsum Paolo Landi, «il tetto ai mutui stabilito nel decreto anticrisi rischia di essere un provvedimento spot, di scarsa efficacia. Non essendo applicato agli anni passati ma a quelli futuri e considerando la riduzione dei tassi dovuta alla crisi finanziaria, il provvedimento avrà una scarsa, se non addirittura nulla, efficacia. Tremonti si è anche dimenticato di un impegno assunto, e cioè di un provvedimento a favore di quelle famiglie che per effetto del caro-mutui hanno la casa in procedura fallimentare. Il ministro si era impegnato a chiedere una moratoria e a istituire un fondo per intervenire in questi casi, ma nulla di ciò ritroviamo nei provvedimenti».

LE MISURE ANNUNCIATE DALLE BANCHE - Quasi a sedare ogni polemica arriva la decisione di alcuni istituti di credito di lanciare, oltre al tetto sui mutui, dei programmi di ulteriore sostegno alle famiglie che non ce la fanno a pagare le rate.
Il gruppo Montepaschi ad esempio lancerà, a partire dagli inizi del nuovo anno, un programma che prevede la possibilità per i mutuatari di sospendere il pagamento delle rate in scadenza nel 2009, senza costi notarili o amministrativi addizionali, in aggiunta a quanto previsto dal decreto anti-crisi del governo. Questa facoltà sarà offerta indistintamente alle famiglie che hanno un mutuo per acquisto e ristrutturazione con una delle banche del gruppo senese e che hanno difficoltà a pagare le rate. Nel programma sarà prevista anche una soluzione che prevede il pagamento della sola parte degli interessi per le rate in scadenza nel 2009, e il gruppo «si riserva di valutare la possibilità di estendere tale programma - si legge in una nota del Montepaschi - anche alle famiglie che hanno delle rate in arretrato». Dal 2009, inoltre, ai clienti che stipuleranno un nuovo mutuo sarà riservata la soluzione «mutuo Mps protezione» che dà la possibilità di stabilire una rata massima per tutta la durata del finanziamento potendo però beneficiare di eventuali riduzioni della rate per effetto della discesa dei tassi di mercato (anche del tasso Bce).
Anche i clienti di Unicredit in temporanea difficoltà economica potranno sospendere il pagamento della rata del mutuo, gratuitamente, per un periodo massimo di 12 mesi. È quanto prevede l'iniziativa «Insieme 2009» con la quale il gruppo Unicredit si impegna a intervenire a favore delle famiglie che hanno acceso un mutuo presso una della banche del gruppo e non riescono a pagare la rata. L'iniziativa riguarda le famiglie con reddito fino a 25 mila euro lordi al momento della sottoscrizione del mutuo e coinvolge quindi più di 260 mila famiglie, che rappresentano circa il 30% del portafoglio mutui privati del gruppo Unicredit. Le rate sospese saranno posticipate alla scadenza del mutuo senza oneri aggiuntivi per il cliente e verranno pagate al termine del piano di ammortamento, per il numero di mensilità corrispondenti alle rate sospese. L'iniziativa si rivolge alle famiglie che in questi anni hanno acceso un mutuo presso una delle banche del gruppo e che non riescono a pagare la rata a causa di uno dei seguenti eventi accaduti tra il primo ottobre 2008 e il 31 dicembre 2009: perdita del posto di lavoro per dipendenti a tempo indeterminato e per tutte le categorie di lavoratori atipici; cassa integrazione ordinaria e straordinaria; separazione o divorzio, per famiglie con figli a carico; decesso di uno degli intestatari. Per i clienti che avessero eventuali rate non pagate a seguito dell'evento verificatosi nel periodo considerato, il gruppo Unicredit si impegna per 12 mesi a sospendere le azioni legali, rispondendo così ai timori di pignoramento della casa per le famiglie meno abbienti.


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