28/03/2012
Massacrato per un sorpasso
Massacrato per un sorpassoTra Paullo e Spino d'Adda. Il 35enne, al volante di un furgone, è stato inseguito per 20 km e poi preso a sprangate dall'autista di una Mercedes
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15/11/2010
«Io, pestato perché romeno e i carabinieri non intervenivano»
«Io, pestato perché romeno e i carabinieri non intervenivano»Nel video choc il pestaggio di un 62enne, che ha riportato fratture al volto. Denunciato l'aggressore, autista di carroattrezzi. «Frutto di un clima avvelenato»
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04/08/2010
Caltanissetta, violenta una disabile 14enne: preso
Caltanissetta, violenta una disabile 14enne: presoL'estate scorsa l’aggressore 15enne, che era in una comunità per minori, incontrò la vittima per strada e ne aveva abusato. Non vi sono testimoni oculari. L'appello del procuratore: "Bisogna denunciare e non farsi giustizia sommaria"
Caltanissetta - Avrebbe violentato una ragazzina disabile di 14 anni. Con questa terribile accusa la Polizia ha arrestato ieri sera a Caltanissetta un 15enne, che adesso dovrà rispondere di violenza sessuale. I fatti si sono verificati un anno fa, quando il giovane ha avvicinato la sua vittima per strada nei pressi dell’abitazione della 14enne. Le indagini, che si sono avvalse di metodi tradizionali, hanno permesso di far luce sulla violenza sessuale e di far scattare le manette.
La ricostruzione delle violenze La violenza sarebbe stata compiuta l’estate scorsa, quando l’aggressore aveva incontrato la vittima per strada e ne aveva abusato. Decisiva per le indagini la denuncia dei familiari della disabile. "Il ruolo della famiglia è stato determinante - ha detto il capo della Procura dei minori di Caltanissetta, Maria Vittoria Randazzo - la notizia ben presto si è diffusa all’interno della comunità in cui il ragazzo era ospite. I suoi compagni hanno condannato il quindicenne per quanto aveva fatto". "La famiglia della minorenne - ha aggiunto il procuratore - si è subito rivolta a noi. E da lì che siamo partiti per far luce sull’episodio. Nonostante la ragazza sia stata violentata durante un pomeriggio d’estate, non vi sono testimoni oculari. Ancora sotto shock per quello che le era successo, si è confidata con una sua amica. Poi si è sfogata con la sua famiglia. Il ragazzo rischia una pena dai sei ai 12 anni". Il magistrato ha poi rivolto un appello: "Le vittime o i loro familiari è giusto che si rivolgano alle forze dell’ordine. Bisogna denunciare e non farsi giustizia sommaria".
La misura cautelare La polizia ha eseguito la misura cautelare del collocamento in comunità per il quindicenne accusato di violenza sessuale nei confronti della quattordicenne affetta da deficit cognitivo. Le lunghe e laboriose investigazioni - dice la polizia - sono state condotte esclusivamente con metodi tradizionali «superando le notevoli difficoltà dovute al muro di reticenze tipiche per queste tipologie di reato, al comprensibile imbarazzo per l’argomento trattato nonchè alle condizioni psico-fisiche della piccola vittima ed all’ambiente in cui i fatti si sono verificati, hanno permesso di fare piena luce su una squallida vicenda avvenuta circa un anno fa». Il ragazzo accusato era ospite di una comunità per minori di Caltanissetta e la vittima è residente nelle vicinanze.
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08/06/2010
Accoltella il compagno di 13 anni
Accoltella il compagno di 13 anniBorso del grappa. Sciocco litigio di fronte a scuola. L'aggressore è un 16enne marocchino: l'altro ragazzino, ferito a un braccio e alla schiena, è stato giudicato guaribile in 10 giorni. Non si trova il coltellino

Paura per un 13enne alle scuole medie di Borso del Grappa, nel Trevigiano (Foto web)
TREVISO - Un sedicenne, marocchino, ha ferito con un coltellino un compagno di 13 anni all’esterno della scuola media a Borso del Grappa, nel Trevigiano. Lo studente, colpito al braccio sinistro e alla schiena, ha riportato ferite giudicate guaribili in una decina di giorni. Anche l’aggressore, nel riporre in tasca il coltellino, si è ferito a un ginocchio e la prognosi è di sette giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno cercato finora inutilmente il coltellino. Al momento non sono chiare le ragioni dell’aggressione, anche se pare per motivi futili.
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02/01/2010
Tenta di uccidere il disegnatore delle vignette su Maometto: somalo arrestato
Tenta di uccidere il disegnatore delle vignette su Maometto: somalo arrestato
In Danimarca. Cerca di introdursi in casa di Kurt Westergaard con un'ascia. La polizia lo cattura: «Collegato ad Al Qaeda»
COPENAGHEN - La polizia danese ha ferito e arrestato un uomo armato che si era introdotto nella casa dell'autore delle vignette su Maometto, nella tarda serata di ieri, presso la cittá di Arhus. L'aggressore, un 28enne di origine somala, aveva con sé un ascia e un coltello e gridava: «vendetta», «sangue». Il vignettista, Kurt Westergaard, 74 anni, è riuscito a salvarsi chiudendosi e barricandosi in una stanza e riuscendo a chiamare polizia. Gli agenti intervenuti hanno poi fatto fuoco, ferendo il somalo ad una mano e un ginocchio.
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| Kurt Westergaard (Ansa) |
MINACCIA SERIA - L'episodio è direttamente legato alla feroce polemica sulle vignette satiriche che toccavano anche Maomentto. Secondo i servizi danesi di sicurezza, l'aggressore è collegato ai miliziani islamisti somali Al Shabab e al ramo di al Qaeda in Africa orientale. «Consideriamo la vicenda molto seriamente», ha commentato il responsabile, Jakob Scharf. Diverse unitá di sicurezza sono intervenute nella casa di Westergaard e il vignettista è stato subito trasferito in un altro luogo. La vignetta di Westergaard -Maometto con le bombe nascoste nel turbante- è uno dei 12 disegni satirici che furono pubblicati nel 2005 dal quotidiano danese Jyllands-Posten, provocando un'ondata di violente proteste nei paesi musulmani nel 2006. Da allora Westergaard ha ricevuto diverse minacce di morte ed è sotto la protezione della polizia. In ottobre le autoritá americane hanno arrestato due presunti terroristi negli Stati Uniti accusati fra l'altro di un complotto per un attentato contro il Jyllands-Posten. Ma già nel febbraio del 2008 altri quattro arresti riuscirono a sventare un piano per uccidere il vignettista.
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13/12/2009
Arrestato Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito Berlusconi
Arrestato Massimo Tartaglia, l'uomo che ha ferito Berlusconi
Ha 42 anni e non è legato a gruppi che potrebbero far pensare a un'aggressione organizzata. In cura da 10 anni per problemi mentali, dopo l'interrogatorio in questura del procuratore antiterrorismo Armando Spataro, è stato arrestato per lesioni aggravate
Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l'uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi dopo il comizio in piazza Duomo, colpendolo proprio con un souvenir che rappresenta il monumento simbolo di Milano.
L'uomo è stato immediatamente bloccato e portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente. Secondo alcune testimonianze, mentre veniva portato via avrebbe detto: "Non sono io. Io non sono nessuno".
Ai primi tempestivi controlli è risultato che nei confronti di Tartaglia gli investigatori non hanno alcuna segnalazione che possa farlo ritenere vicino a gruppi organizzati o dell'estremismo. A suo carico solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Di fatto è un completo sconosciuto alla Digos, che ha immediatamente interrogato l'uomo per capire cosa lo abbia spinto a colpire Berlusconi. Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta.
La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato.
L'ipotesi, al momento ritenuta più attendibile, è quella del gesto di uno sconsiderato. In effetti, è giunta conferma che l'uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano e la sua psicologa lo ha raggiunto in questura.
In serata è stata anche perquisita la sua abitazione a Cesano Boscone. L'uomo lavora nell'azienda grafica del padre.
Quando è stato bloccato, aveva in tasca oltre ad altri due souvenir e un piccolo crocifisso anche una bomboletta di spray urticante al peperoncino.
Il particolare è emerso in Questura, dove tutto il materiale è stato portato ed è attualmente sotto sequestro. La presenza dello spray e degli altri oggetti è costata a Tartaglia anche l'aggravante della premeditazione per l'accusa di lesioni aggravate. Tartaglia, dopo l'interrgoatorio del procuratore antiterrorismo Armando Spataro, è stato dichiarato in arresto.
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Berlusconi colpito al volto dopo il comizio a Milano
Berlusconi colpito al volto dopo il comizio a Milano
L'aggressore, Massimo Tartaglia, un 42enne con problemi psichici, è stato subito bloccato. Il premier è all'ospedale San Raffaele con una prognosi di 20 giorni.
MILANO - Silvio Berlusconi è stato colpito al viso da un uomo che teneva tra le mani una statuetta subito dopo il suo comizio in piazza Duomo, a Milano, in occasione della cerimonia di avvio del tesseramento al Pdl. Il premier è stato raggiunto al volto da una statuetta usata come oggetto contundente attorno alle 18,20, mentre si attardava nel salutare i fan che lo avevano raggiunto alla base del palco. Tra questi si era però infiltrato anche un individuo che, arrivato fino a ridosso del luogo in cui era parcheggiata l'auto del presidente del consiglio, è riuscito ad eludere la sorveglianza e a mettere in atto il suo proposito. Già durante il comizio Berlusconi era stato contestato da un gruppo di persone che si trovavano sul lato destro del palco (GUARDA). L'autore dell'aggressione non faceva tuttavia parte di quel gruppo e da quanto è stato possibile accertare ha agito da solo.
L'ARRESTO - Berlusconi ha subito accusato il colpo, si è accasciato con il labbro sanguinante ed è stato fatto sedere all'interno dell'automobile dagli uomini della sua scorta, mentre altri agenti di polizia riuscivano a fermare l'autore dell'aggressione e a sottrarlo alla folla che avrebbe voluto linciarlo. L'oggetto sferrato contro il premier sarebbe una riproduzione in miniatura del Duomo, di quelle vendute in tutti i negozietti di souvenir presenti in diversi punti della piazza. Una prima ricostruzione dell'accaduto l'ha fatta Doriano Riparbelli, responsabile organizzativo del coordinamento regionale del Pdl: «Un simpatizzante ha chiesto a Berlusconi di poterlo fotografare, poi ha tirato fuori il portafogli per dargli il biglietto da visita - ha riferito Riparbelli -. Berlusconi si è spostato per stringere la mano di altri simpatizzanti e a quel punto il contestatore lo ha colpito con una statuetta». Secondo il coordinatore regionale del partito, il premier «ha fatto come se stesse per svenire, poi si è tirato su, lo ha guardato negli occhi, è risalito in macchina, ha cercato di uscire dall'auto per parlare al contestatore e chiedergli la ragione del gesto. A quel punto la scorta ha trattenuto Berlusconi dall'uscire, è stato soccorso subito dal suo medico personale ed è stato portato al San Raffaele».
«SALVATO DAL LINCIAGGIO» - Un testimone, interpellato da SkyTg24, ha raccontato che la persona che ha aggredito il capo del Pdl «non sembrava normale». «L'aggressore - ha poi spiegato Ignazio La Russa che si trovava vicino al capo del governo - l'abbiamo preso immediatamente, grazie alla polizia che l'ha letteralmente sottratto al linciaggio della folla. Se non ci fossero stati loro ne sarebbero rimasti soltanto pezzetti». L'uomo si chiama Massimo Tartaglia, classe 1967, residente nell'hinterland milanese, e non risulta avere precedenti penali. Per lui è stato formalizzato l'arresto con l'accusa di lesioni personali aggravate dalla qualità della persona offesa e dalla premeditazione perché in tasca gli è stata trovata anche una bomboletta di spray al peperoncino. Secondo quanto riferito dalla Digos, non risulterebbe associato a movimenti antagonisti. Risulta invece che da dieci anni è in cura al Policlinico di Milano per disturbi mentali. In Rete sono subito comparsi gruppi che inneggiano a lui per il gesto compiuto: «Santo subito», «Sposami» sono alcuni degli incitamenti apparsi su Facebook. Intanto il padre dell'uomo, Alessandro Tartaglia, raggiunto dai cronisti nell'abitazione di Cesano Boscone ha spiegato: «Votiamo Pd, ma non abbiamo mai incitato all'odio verso il premier. Se avessimo immaginato cosa voleva fare Massimo, lo avremmo fermato».
IL RICOVERO - Berlusconi ha iniziato a sanguinare copiosamente dal labbro. E' stato trasportato all'ospedale San Raffaele, alla periferia est della città, vicino agli studi Mediaset, per essere visitato e medicato, ma prima di ripartire dalla piazza ha voluto mostrarsi nuovamente ai suoi sostenitori nel tentativo di rassicurarli sulle sue condizioni. Il primo bollettino dell'ospedale parlava di perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. Il primario del reparto di anestesia e rianimazione , Alberto Zangrillo, medico di fiducia del premier che si trovava in piazza al momento dell'aggressione, ha poi spiegato che la prognosi è di 20 giorni in quanto la tac ha evidenziato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. «È molto scosso, abbattuto e dispiaciuto», ha detto il primario.
«NON MI FERMERANNO» - «Sto bene, sto bene» ha detto Silvio Berlusconi mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso del San Raffaele per essere trasferito in una stanza di ospedale. Il premier è stato trasferito in corsia steso in barella, in maniche di camicia, con una borsa del ghiaccio sul volto. Mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso ha stretto la mano a uno del suo staff, che lo ha raggiunto in ospedale ed è a lui che ha precisato di sentirsi bene. Poi il premier ha ricevuto la visita di diversi amici e esponenti politici e a loro ha detto di essere «amareggiato» per «questa campagna di odio». «Questo - ha spiegato - è il frutto di chi ha voluto seminare zizzania. Quasi me l'aspettavo...». Berlusconi, che ha chiesto invano ai medici di dimetterlo subito e di permettergli di tornare nella residenza di Arcore, a tutti ha ripetuto di essere stato nei giorni scorsi nel mirino di una campagna di veleni. «Tutti dovrebbero capire che non è possibile oltraggiare un presidente del Consiglio, questa è la difesa delle istituzioni». Al di là dell'amarezza, il Cavaliere ha sottolineato di non voler minimamente farsi impressionare dall'episodio. «Sono ancora qui e non mi fermeranno».
Alessandro Sala
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26/08/2009
Foggia: diciassettenne ucciso a coltellate
Foggia: diciassettenne ucciso a coltellate
Angelo De Rosa colpito all'addome da roberto scarpiello, 19 anni. Lite nel centro storico della città. L'aggressore è un 19enne, già arrestato
FOGGIA - Un diciassettenne Angelo De Rosa è stato ucciso con una coltellata all'addome durante un litigio avvenuto verso le 22,30 di martedì nel centro storico a Foggia. A colpirlo sarebbe stato Roberto Scarpiello di 19 anni che, già arrestato dai carabinieri, ha confessato.
LA DINAMICA DEI FATTI - L'omicidio è avvenuto in piazza del Lago, in pieno centro cittadino. I due ragazzi hanno cominciato a litigare (i motivi al momento non sono stati resi noti) e, ad un certo punto, Scarpiello ha tirato fuori un coltello col quale ha colpito De Rosa all'addome. Il ragazzo è stato portato immediatamente agli Ospedali Riuniti di Foggia dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ma le sue condizioni sono subito apparse disperate, tanto che i medici ne hanno disposto il trasferimento in un centro specializzato della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Durante il tragitto, verso l'1.30, il giovane è morto. Al momento della lite erano presenti tanti giovani. I carabinieri hanno potuto raccogliere elementi utili per individuare ed arrestare il giovane presunto omicida.
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25/08/2009
Roma, arrestato l'aggressore dei gay «Svastichella» già portato in carcere
Roma, arrestato l'aggressore dei gay «Svastichella» già portato in carcere
Dopo le polemiche per la denuncia a piede libero del pregiudicato. Il gip dispone la custodia in carcere per l'aggressore dei due ragazzi gay. Accolta la richiesta della Procura nei confronti del pregiudicato, conosciuto come «Svastichella»
| Il procuratore di Roma Giovanni Ferrara |
Il gip del tribunale di Roma La Viola ha firmato la richiesta di custodia cautelare in carcere per l'uomo di 40 anni, un pregiudicato soprannominato «Svastichella», che nella notte tra venerdì e sabato aggredì due giovani gay nel quartiere Eur, a Roma. Era la richiesta che il procuratore di Roma Giovanni Ferrara e il pm Pietro Pollidori avevano presentata al Gip. Il pregiudicato romano era stato denunciato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio dopo aver accoltellato uno dei due giovani e ferito, rompendogli una bottiglia sulla testa, il suo compagno. Il mancato fermo aveva provocato polemiche.
L'AVVOCATO DELLA VITTIMA - «Finalmente è stato emesso questo provvedimento cautelare che costituisce anche una chiara e precisa risposta da parte della magistratura rispetto a reati di una inaudita gravità». Ad affermarlo è l'avvocato Daniele Stoppello, che rappresenta uno dei ragazzi omosessuali aggrediti commentando la decisione del gip di emettere una misura cautelare nei confronti del presunto responsabile dell'aggressore. «Ho informato il mio assistito e la sua famiglia di questa decisione del gip - ha continuato il penalista - e c'è stato un momento di grande esaltazione. Per loro è importante sapere che il responsabile di quel gesto sia stato arrestato. Ora sono più tranquilli e sereni. L'estrema gravità dei fatti non poteva che giustificare l'arresto del responsabile di questo gravissimo gesto
SODDISFAZIONE DELL'ARCIGAY - «Finalmente una buona notizia che attendevamo da ore. Siamo soddisfatti che sia stata accolta la nostra istanza». Così il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha commentato, in una nota, la notizia della decisione del gip del tribunale di Roma di firmare la richiesta di custodia cautelare per l'aggressore dei due ragazzi gay all'Eur.
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11/05/2009
Uccisa al parco, ecco l'identikit
Uccisa al parco, ecco l'identikit
La 37enne Pasqualina Labarbuta è stata trafitta con una coltellata a Bonola. E' stato disegnato in base alle indicazioni dell’unica testimone che ha incrociato il killer nel parco
| L'identikit dell'uomo che ha ucciso la 37enne al parco |
MILANO - È pronto l'identikit dell'aggressore di Pasqualina Labarbuta, 37 anni, la donna assassinata la settimana scorsa sulla panchina di un giardino nei pressi di via Borsa, a Milano. L'immagine è stata diffusa lunedì mattina dal dirigente della Squadra mobile di Milano, Francesco Messina. L'identikit è stato disegnato in base alle indicazioni dell’unica testimone che ha incrociato il killer nel parco. L'uomo descritto era «di carnagione scura». La donna ha sentito un urlo, si è girata e ha visto l’assassino lanciare il coltello e scappare. E' stata un'aggressione rapida, senza una lite. Gli uomini della Squadra mobile, guidati da Francesco Messina, hanno scandagliato tutte le conoscenze della vittima alla ricerca di qualcuno che potesse avercela con lei, per un motivo passionale o di lavoro, ma non hanno trovato nulla. Anche per questo si è cominciato a pensare a una rapina finita male o all’aggressione di un folle. Si potrebbe essere trattato anche di un’uccisione involontaria, magari per un movimento brusco della donna (seduta sulla panchina, col sole negli occhi), che si sarebbe alzata di scatto. Il killer ha lasciato nel prato il coltello con le impronte e questo sarebbe un indizio del fatto che è stato preso dal panico.
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