10/06/2011
Spara tra bimbi per uccidere pregiudicato
Spara tra bimbi per uccidere pregiudicatoA NAPOLI, tra piazza Carlo III e il Rione Sanità. Lite durante il calcetto, poi i colpi di arma da fuoco. La vittima dell'agguato è ricoverata. In fuga il sicario
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03/01/2011
Napoli, primo agguato dell'anno: ucciso 42enne. Gli hanno sparato alle spalle
Napoli, primo agguato dell'anno: ucciso 42enne. Gli hanno sparato alle spalleDisposta l'autopsia. Giovanni Conte stava rincasando nella notte quando è stato ucciso. Si segue la pista dell'omicidio di camorra
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13/11/2010
Agguato a Palmi, un morto Ferito anche un avvocato
Agguato a Palmi, un morto Ferito anche un avvocatoFucilate a pallettoni, il killer su una moto. Un uomo di 43 anni è morto sul colpo, un penalista di 42 è invece in prognosi riservata
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31/08/2010
Uccisi quattro israeliani in Cisgiordania
Uccisi quattro israeliani in CisgiordaniaAttacco a colpi d'arma da fuoco nella regione di Hebron.Le vittime appartengono alla stessa famiglia di coloni: due uomini e due donne, di cui una incinta
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02/07/2010
Catania, arrestato l'uomo che ha ferito la studentessa
Catania, arrestato l'uomo che ha ferito la studentessaRoberto Rizzotti, 54 anni, incensurato, ha confessato di aver sparato ieri tra la folla davanti a una delle sedi dell'università siciliana. Una pallottola vagante ha raggiunto Laura Salafia. La ragazza ha ripreso conoscenza ma resta grave
Ha ripreso conoscenza ma restano gravi le condizioni di Laura Salafia, la studentessa di 34 anni, originaria di Solarino (Siracusa), ferita gravemente in un agguato di mafia avvenuto nella tarda mattinata di ieri davanti l'ex monastero dei Benedettini di Catania, che ospita le facoltà di Lettere e Lingue straniere.
Preso il sicario - E nella mattinata di oggi la polizia di Stato ha arrestato il presunto sicario che ha sparato tra la folla per un agguato di mafia. Secondo quanto si apprende, l'indagato sarebbe stato individuato anche grazie all'esame dei filmati ripresi da vari impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
L'uomo, in base a a quanto riportato dall'agenzia Ansa, è Andrea Rizzotti, l'uomo di 56 anni, incensurato. Avrebbe confessato e ammesso le sue responsabilità ma avrebbe detto di avere agito per legittima difesa e perché stanco degli insulti subiti quotidianamente. Secondo la ricostruzione di Rizzotti, Gravino che aveva avuto una relazione con una sua parente passava tutti i giorni davanti al distributore di carburanti insultandolo sempre allo stesso modo: mostrandogli il mignolo e l'indice a mo' di 'corna'. Ieri l'episodio si sarebbe ripetuto. Rizzotti al culmine dell'ennesima lite avrebbe visto Gravino estrarre una pistola e avrebbe sparato diversi colpi perché provocato e infuriato.
L'uomo si era nascosto in una sua villetta al mare, ma saputo che la polizia era stata a casa sua per delle perquisizioni ha deciso di costituirsi, consegnandosi alla squadra mobile.
La dinamica dei fatti - Un proiettile vagante ha colpito Laura alla colonna procurandole delle lesioni importanti alla seconda e alla terza vertebra cervicale. La donna è ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi con la prognosi riservata. Laura, prossima alla laurea, aveva finito di sostenere l'esame di Spagnolo, ottenendo il voto massimo: 30 e lode.
Era uscita dalla facoltà con un'amica quando è stata centrata accidentalmente da un proiettile al collo. Uno dei cinque proiettili sparati, tra la gente, contro il vero obiettivo dei sicari: un presunto mafioso di 40 anni, Maurizio Gravino, ritenuto elemento non di spessore del clan Zuccaro. Movente dell'agguato, secondo la polizia, sarebbe una faida interna a Cosa nostra legata alla 'famiglia' Santapaola.
L'uomo è rimasto ferito gravemente ed è ricoverato nell'ospedale Vittorio Emanuele con la prognosi riservata. Le sue condizioni sono definite stazionarie.
Il testimone - "Ho sentito due colpi di arma da fuoco, mi sono girato rapidamente e ho visto un uomo di mezza età che sparava con una pistola". Non ha avuto esitazioni lo studente dell'università di Catania che ha collaborato alle indagini sulla sparatoria in piazza Dante e che per il questore Domenico Pinzello ha dato "una collaborazione determinante grazie a una descrizione fotografica" di quello che ha visto. Lo studente, fuori sede, che non abita a Catania, stava entrando in facoltà. Quando ha sentito gli spari e si è girato. "Ho visto l'uomo esplodere altri colpi - ha detto agli investigatori della squadra mobile della Questura - aveva ancora l'arma in mano. Era di media altezza, corporatura robusta, con una pancia prominente, capelli bianchi e baffi". Poi la descrizione dell'abbigliamento dell'uomo che sparava: "Pantaloncini corti, dal colore indefinito, e una maglietta gialla".
"E' un giovane che ha dimostrato di avere un grande senso civico", ha commentato il questore Domenico Pinzello. Per investigatori della squadra mobile "è un eroe perché - spiegano - nonostante fosse conosciuto e con tanti testimoni presenti nessuno della zona ha fornito alcun elemento utile alle indagini".
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Catania, spari davanti all'università. Grave una studentessa
Catania, spari davanti all'università. Grave una studentessaLa giovane, ferita in maniera accidentale, sarebbe stata raggiunta da una delle pallottole sparate da sicari mafiosi in piazza Dante, nel centro di Catania, contro un pregiudicato del clan Zuccaro. Le condizioni di entrambi sono ritenute gravi
CATANIA - Una studentessa universitaria, la 34enne Laura Salafia, originaria di Sortino (Siracusa), è rimasta gravemente ferita in una sparatoria avvenuta in piazza Dante a Catania, nei pressi dell'ex monastero dei Benedettini che ospita le facoltà di Lettere italiane e di Lingua e letteratura straniera. La giovane, in base ai primi accertamenti, è stata raggiunta accidentalmente da un proiettile vagante. L'obiettivo della sparatoria era infatti un esponente del clan mafioso Zuccaro: Maurizio Gravino, di 40 anni. L'uomo è rimasto gravemente ferito, centrato da almeno tre colpi di pistola. Ha tentato la fuga su un ciclomotore verso la caserma dei carabinieri ma si è accasciato prima di poterla raggiungere. Soccorso è stato condotto nell'ospedale Vittorio Emanuele dove è stato ricoverato e sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
PROGNOSI RISERVATA - Almeno un proiettile ha invece centrato la studentessa universitaria le cui condizioni di salute, contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento, sono gravi. È ricoverata all'ospedale Garibaldi in prognosi riservata. Il quadro clinico parla «una lesione midollare importante dovuta a un proiettile ritenuto nel collo» che sarebbe «incastrato» tra la seconda e la terza vertebra cervicale. I medici la stanno sottoponendo a diversi esami clinici e diagnostici prima di un probabile intervento di neurochirurgia che potrebbe essere fatto in serata. La studentessa è attualmente sveglia e parla con il personale che l'assiste.
IL FIDANZATO - Il fidanzato della studentessa ha appreso la notizia per caso, sentendo parlare dell'accaduto mentre era al lavoro. «Aveva dato l'esame di spagnolo alla facoltà di Lettere, mi aveva chiamato al cellulare ed era contenta perché era andato tutto bene, ma è rimasta in facoltà per assistere a quello di una amica».
IL SINDACO, MARONI MERCOLEDÌ A CATANIA - Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, che si è recato nell'ospedale Garibaldi per verificare le condizioni di salute di Laura, ha anche incontrato i familiari della donna, dicendosi «turbato per l'accaduto» e ha annunciato «che Roberto Maroni, mercoledì prossimo sarà a Catania per partecipare a una riunione del comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza. «Maroni a Catania è la risposta chiara e netta delle istituzioni a questo drammatico episodio».
GELMINI, EPISODIO INCREDIBILE - Sgomenta, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato il ferimento della studentessa: «È un episodio incredibile. Non è possibile che si rischi la vita andando a studiare». Il ministro, appena saputo dell'accaduto, ha chiamato al telefono il direttore sanitario dell'ospedale in cui è stata ricoverata la ragazza per avere informazioni sulle sue condizioni.
Redazione online
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02/05/2010
Firenze, agguato in ditta di slot machine Imprenditrice ferita muore in ospedale
Firenze, agguato in ditta di slot machine Imprenditrice ferita muore in ospedaleCaccia all'omicida: intensificati i controlli in tutta la zona. Susanna Tre Re, 55 anni, colpita all'addome. Si pensa a una rapina: dentro una borsa c'erano 15mila euro
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| L'ingresso della ditta dove è stata uccisa Susanna Tre Re (Lapresse) |
FIRENZE - È morta in ospedale, dopo una notte di agonia, l'imprenditrice fiorentina colpita con un colpo di arma da fuoco sabato pomeriggio dentro la sua ditta di slot machine, la Tecnogame di Petriolo. Susanna Tre Re, 55 anni, vedova e con una figlia, era stata ricoverata d'urgenza: era sola nella ditta quando uno sconosciuto le ha sparato, forse con una pistola, all'addome. Operata all'ospedale di Careggi, non è poi sopravvissuta alle gravi ferite. Le indagini della Squadra Mobile di Firenze sono iniziate subito dopo l'agguato: la prima ipotesi degli investigatori è stata quella della rapina. Dalla ditta di slot machine mancherebbero, infatti, almeno 15mila euro: soldi che provengono dagli incassi delle macchinette che la donna avrebbe ritirato in mattinata e che avrebbe dovuto versare in banca.
BORSA VUOTA - Dopo essere stata colpita la donna ha fatto in tempo a chiamare un amico poliziotto, collega del marito scomparso due anni fa: «Mi hanno sparato, correte». Intorno alle 14.30, in via San Biagio a Petriolo, il rapinatore - pare che abbia agito un solo malvivente - avrebbe sparato un colpo, da vicino ma non a bruciapelo visto che sul corpo non ci sarebbe il foro d'uscita del proiettile, e preso i soldi. Gli investigatori hanno trovato una borsa vuota dove la donna teneva molto probabilmente il denaro. Il magazzino è nel centro abitato ma dell'aggressione non ci sono testimoni. Una residente ha riferito di aver sentito uno schianto secco, senza però immaginare che fosse dovuto a un colpo di pistola. «Portiamo spesso molti soldi con noi, prelevati dalle cassette delle slot - ha spiegato un collaboratore di Susanna Tre Re -, però è sempre stato un lavoro tranquillo. Minacce non le abbiamo mai ricevute. Al massimo capita che qualche giocatore accanito possa arrabbiarsi perché perde troppo». Tempo fa la ditta subì un furto dal furgone posteggiato nel piazzale, da cui furono portati via soldi.
CONTROLLI - Nel giro di una settimana è il secondo omicidio di imprenditori nella zona: domenica scorsa era stato aggredito, poi è morto per le ferite riportate, il pasticciere Massimiliano Da Lio. Il questore Francesco Tagliente ha deciso un'ulteriore intensificazione dei controlli a Firenze e nel territorio circostante. Sabato la polizia ha passato al setaccio accampamenti abusivi, luoghi di ritrovo, sale giochi e sale scommesse di Firenze, in relazione a una serie di furti e rapine tra cui quella che ha portato alla morte di Susanna Tre Re. Gli agenti hanno cercato armi e oggetti rubati, possibilmente ricollegabili alla rapina di sabato. Ispezioni anche in due campi nomadi e nel mercatino multietnico sul lungarno della Zecca Vecchia, a ridosso del centro storico. Altri controlli sono previsti nei locali notturni, specie quelli frequentati abitualmente da pregiudicati. Massima attenzione anche sui sorvegliati speciali e persone agli arresti domiciliari per verificare che abbiano rispettato le prescrizioni loro imposte.
Redazione online
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03/03/2010
Omicidio Fragalà, indagato ex cliente
Omicidio Fragalà, indagato ex cliente
Attesa per l'esame del Ris dei suoi vestiti e del casco. L'uomo si sarebbe voluto vendicare perché convinto di non essere stato difeso bene dal legale
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| Il luogo dell'agguato (Ansa) |
PALERMO - C'è un indagato per l'omicidio di Enzo Fragalà: è un ex cliente del noto penalista aggredito la scorsa settimana a colpi di bastone e morto dopo tre giorni di agonia. L'uomo in passato era stato condannato, a suo avviso, «ingiustamente» ed era convinto di non essere stato difeso bene dal legale, che aveva seguito in prima persona il suo caso, su cui vige il silenzio. Si trattava di un processo di microcriminalità, estraneo a reati di mafia. Il giovane, che corrisponderebbe alla descrizione fornita da alcuni dei testimoni sentiti dagli inquirenti, covava rancore nei confronti del legale.
ESAME SUI VESTITI - Ma sarà solo l'esame del Ris dei suoi vestiti e del casco a stabilire se effettivamente ci sono tracce di sangue o saliva del penalista ridotto in fin di vita a colpi di bastone e poi morto dopo tre giorni di agonia. I Carabinieri stanno anche passando al vaglio l'alibi del giovane fornito per la sera di martedì scorso. Ma l'uomo indagato, per un atto dovuto, per consentirgli di nominare un difensore in attesa di un atto irripetibile che verrà svolto giovedì a Messina, non sarebbe l'unico su cui i Carabinieri indirizzano l'attenzione.
APPLAUSO ALLA CAMERA - Intanto Enzo Fragalà è stato ricordato con un lungo applauso unanime dell'Aula della Camera ed un minuto di silenzio. Il presidente Gianfranco Fini ne ha ricordato la «barbara e vile aggressione che ha riempito tutti di sdegno», aggiungendo che Fragalà «portò in Parlamento una passione civile da tutti riconosciuta e la convinta adesione ai principi della Costituzione, spendendo il suo impegno per il rispetto pieno ed incondizionato della legalità contro ogni mafia. Fragalà credeva al rispetto della legge - ha proseguito Fini - credeva al primato della legge come presupposto della libertà contro ogni forma di mafia. Ne sentiremo la mancanza. È stato e sarà un fulgido esempio per le giovani generazioni di avvocati».
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27/02/2010
E' morto l'avvocato Fragalà
E' morto l'avvocato Fragalà
Era stato aggredito martedì sera a bastonate da uno sconosciuto. Fini: «Gli spietati responsabili del suo vile assassinio siano quanto prima assicurati alla giustizia»
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| Enzo Fragalà (Ansa) |
PALERMO - L'avvocato penalista ed ex parlamentate di An, Enzo Fragalà, è morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Civico di Palermo, dov'era in come dopo l'aggressione di martedì scorso. Fragalà aveva 61 anni ed era attualmente consigliere comunale del Pdl a Palermo. Martedì sera uno sconosciuto, che lo attendeva con un casco in testa davanti al suo studio legale vicino al palazzo di giustizia lo aveva massacrato con una mazza di legno. Al brutale agguato hanno assistito tre testimoni. Solo l'intervento di uno di loro ha messo in fuga il killer che si è accanito sulla vittima con una ferocia inaudita. Immediatamente portato all'ospedale Civico in fin di vita, il penalista è stato operato due volte, ma i medici hanno da subito definito disperate le sue condizioni.
INDAGINI - Sul caso indagano i carabinieri del reparto operativo coordinati dai pm Nino Di Matteo e Carlo Lenzi e dall'aggiunto Maurizio Scalia. Il fascicolo, a carico di ignoti, originariamente iscritto per tentativo di omicidio, ipotizza l'omicidio volontario. Finora gli inquirenti hanno seguito la pista professionale puntando su quattro o cinque recenti casi trattati dal legale
LESIONI - Il professionista e uomo politico aveva subato gravi lesioni cerebrali ed era in coma dal momento dell'aggressione. I medici della II Rianiminazione dell'ospedale Civico avevano da subito descritto un quadro clinico estremamente grave e ancora nell'ultimo bollettino, alle 11 di questa mattina, avevano parlato di prognosi «strettamente riservata».
FINI: «ASSICURARE L'ASSASSINO ALLA GIUSTIZIA» - «Il presidente della Camera Gianfranco Fini nel messaggio inviato alla famiglia. «Ho appreso con profondo dolore la notizia della tragica scomparsa dell'amico Enzo Fragalà, la cui vita è stata stroncata da una violenza barbara e cieca. Con lui scompare un valente parlamentare, un illustre giurista e un insigne avvocato penalista». «Enzo - scrive ancora Fini - ha saputo esprimere la sua passione e la sua lealtà alle Istituzioni e ai cittadini con l'impegno politico e con un'intensa attività di promozione dei diritti umani, riconosciutagli a livello internazionale. Auspico vivamente che gli spietati responsabili del suo vile assassinio siano quanto prima assicurati alla giustizia».
PARLAMENTARE DI AN DAL 1994 AL 2006 - Esponente di primo piano del Movimento sociale italiano, Fragalà, era poi stato parlamentare di Alleanza nazionale dal 1994 al 2006, dalla XII alla XIV legislatura. Era stato componente della commissione parlamentare d'inchiesta sul dossier Mitrokhin. Attualmente era consigliere del Pdl al Comune di Palermo, dove era subentrato da primo dei non eletti ad Alessandro Aricò, divenuto deputato regionale in occasione delle ultime elezioni regionali. Era uno dei più noti avvocati penalisti di Palermo e si era occupato di importanti processi di mafia. Docente di materie giuridiche all'Università di Palermo era sposato e padre di due figli.
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24/02/2010
L'avvocato Fragalà aggredito a bastonate
L'avvocato Fragalà aggredito a bastonate
Due testimoni hanno assistito all'aggressione: «Il sicario lo stava aspettando». Ex deputato di An, è tra i più noti penalisti di Palermo. L'agguato all'esterno del suo studio. E' «gravissimo»
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| Enzo Fragalà (Emblema) |
PALERMO - L'avvocato Enzo Fragalà, uno dei più noti avvocati penalisti di Palermo, ex parlamentare di An, è stato aggredito questa sera a bastonate da uno sconosciuto sotto il suo studio legale in piazza Vittorio Emanuele Orlando, di fronte il palazzo di giustizia del capoluogo siciliano. Il professionista, che è anche consigliere comunale, è stato trovato riverso per terra, in una pozza di sangue e privo di conoscenza, dai colleghi del suo studio che lo hanno trasportato all'ospedale Civico. Secondo le prime informazioni le sue condizioni sarebbero «gravissime» secondo i medici che gli hanno riscontrato un violento trauma cranico. L'avvocato è stato traportato subito in sala operatoria per un intervento finalizzato a ridurre la vasta emorragia cerebrale causata dai colpi ricevuti. Sull'episodio sono in corso indagini dei carabinieri.
| Il luogo dell'aggressione (Ansa) |
«UN AGGUATO» - L'aggressione ad Enzo Fragalà è stata «un vero e proprio agguato», stando al racconto degli unici due testimoni oculari che hanno assistito al raid. Ai carabinieri hanno riferito che l'aggressore, che indossava un casco integrale e un giubbotto, ha atteso l'avvocato davanti al palazzo dove ha sede il suo studio legale. Non appena il penalista è uscito dal portone, il sicario lo ha colpito alle spalle con un bastone e ha continuato ad infierire anche quando Fragalà è stramazzato per terra. Solo la presenza dei due testimoni, che hanno cominciato a gridare, lo ha fatto desistere. A quel punto è fuggito di corsa in direzione della vicina via Volturno, dove quasi certamente lo attendeva un complice. Secondo i carabinieri, che stanno conducendo le indagini, è ancora prematuro azzardare un movente: l'aggressione, spiegano, potrebbe essere collegata sia all'attività professionale dell'avvocato sia al suo impegno politico.
GLI AMICI IN OSPEDALE - Una folla di avvocati e amici si è subito recata davanti all'ingresso dell'ospedale Civico di Palermo, in attesa di avere notizie sulle condizioni del penalista .Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal Pm di turno, Nino Di Matteo. I militari stanno ascoltando, oltre ai due testimoni oculari dell'agguato, i colleghi dello studio del penalista.
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