24/04/2011
Dà uno schiaffo al padre e lo uccide
Dà uno schiaffo al padre e lo uccideIl giovane, 24 anni, rischia ora l'accusa di omicidio preterintenzionale. Dramma famigliare nel Ravennate: durante un litigio il genitore cade e batte la testa. Muore dopo tre giorni
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29/09/2010
Gli chiudono l'arteria sbagliata, muore dopo 36 giorni di agonia
Gli chiudono l'arteria sbagliata, muore dopo 36 giorni di agoniaFATEBENEFRATELLI IN VIA CASSIA. Un 52enne ricoverato al San Pietro per intervento al rene operato 5 volte. Pm indaga per omicidio colposo
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13/12/2009
Morti gli ultimi due capodogli
Morti gli ultimi due capodogli
Cresce l'emergenza per lo smaltimento delle carcasse alla Foce Varano. Era sembrato che riprendessero il largo, ma poi sono tornati a spiaggiarsi
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| (Ansa) |
MILANO - Sono morti gli ultimi due esemplari che erano ancora in agonia, tra i sette spiaggiati tre giorni fa per cause ancora sconosciute lungo il litorale della Foce Varano, tra i comuni di Cagnano Varano e Ischitella. I cetacei, stretti in uno specchio d'acqua poco profondo, sono morti asfissiati per lo schiacciamento del diaframma. Ora si deve discutere su come risolvere la questione dello smaltimento delle carcasse che diventa urgente tenuto conto che nella zona si è ormai diffuso un forte tanfo dovuto alla decomposizione.
SEMBRAVA CHE SI FOSSERO SALVATI - «Due sembrava fossero riusciti ad allontanarsi ma, dalle ultime notizie, sembra invece che si stiano nuovamente spiaggiando» perché «agonizzanti». A spegnere le ultime speranze, sabato, era stato il direttore delle Campagne di Greenpeace Alessandro Gianni. «Un animale come quello - prosegue Gianni - che si avvicina alla terra è un animale esausto e che sta male». Sicuramente, conclude, «dalle analisi emergerà la presenza di metalli pesanti», anche «se le cause potrebbero essere diverse». La Guardia costiera è al lavoro per recuperare le carcasse dei capodogli spiaggiati sul litorale. La Asl ha dato il via libera alle operazioni per trasferire le carcasse dei capodogli spiaggiati a Capojale in una cava del Gargano purchè - è stato ribadito - tutto avvenga in sicurezza.
PRESTIGIACOMO: «IMPOSSIBILE L'EUTANASIA» - Il ministero dell'Ambiente aveva comunque escluso la possibilità di effettuare eutanasia medica sugli esemplari di capodoglio ancora in vita. «Era stato deciso di abbreviare l'agonia dei capodogli morenti con una forma di eutanasia medica, ma purtroppo - afferma il ministro Stefania Prestigiacomo - non sono disponibili in Italia dosi del farmaco indicato». Certamente, aveva aggiunto il ministro, «questo episodio, che il Ministero seguirà anche nella delicata partita dello smaltimento dei resti degli animali, rappresenta un evento inquietante e richiederà una approfondita analisi per verificarne le cause, ancora misteriose». «Credo anche che sarà necessario, fatta l'esperienza di questa vicenda inedita per le coste italiane - conclude il ministro - prevedere per il futuro la costituzione di una task force capace di intervenire con mezzi adeguati per cercare di salvare questi grandi cetacei».
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17/05/2009
Usa: commuove in tv il documentario sulla malattia di Farrah Fawcett
Usa: commuove in tv il documentario sulla malattia di Farrah Fawcett
Trasmesso dalla Nbc «Farrah's Story» in cui l'attrice fa vedere la sua lotta contro il cancro e dallo schermo accusa: «Perché non si fa più ricerca su alcuni tipi di tumore?»
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| La Fawcett in ospedale (Reuters) |
LOS ANGELES (USA) - Lo hanno seguito più di nove milioni di persone, un ascolto quasi da record per la Nbc. Venerdì scorso è stato trasmesso dal network americano «Farrah's Story», (la storia di Farrah), un documentario di due ore e mezza che narra l'agonia e i dolori vissuti da Farrah Fawcett, sex symbol degli anni '70 (celebre la sua interpretazione in Charlie's Angels), a cui circa tre anni fa fu diagnosticato un cancro al retto. Il documentario, girato e prodotto da Alana Stewart, migliore amica dell'attrice sessantaduenne, racconta spezzoni degli ultimi due anni di vita della Fawcett, che adesso è in fin di vita dopo che il cancro si è propagato anche al fegato. Ad assistere l'attrice c'è sempre il compagno Ryan O'Neal, che negli anni '70 divenne celebre in tutto il mondo per i ruoli di protagonista nei film "Love Story" e "Barry Lyndon".
CHEMIOTERAPIE - Nel 2006 l'attrice, dopo che le era stata diagnostica la terribile malattia, aveva pensato di filmare una sorta di diario personale che poi sarebbe stato visto solo dalle persone più intime. Più tardi invece la Fawcett ha deciso di trasformare il progetto in un documentario. L’attrice spera che queste immagini di sofferenza e dolore spingano gli Usa ad aumentare i fondi per la ricerca sul cancro. Il documentario si apre con la Fawcett che dice: «Nel settembre del 2006 ho sentito tre parole - maligno, tumore e anale - che non avrei mai voluto sentire». L'attrice si sottopose a un ciclo di chemioterapie e radioterapie in una clinica di Los Angeles e nel febbraio del 2007 i dottori le annunciarono che il cancro era stato sconfitto. Purtroppo dopo appena tre mesi la malattia ricomparve: «Tutto cambiò quando io sentii una quarta parola - ricomparsa - che io non avrei mai voluto sentire» dichiara la Fawcett in una scena del documentario.
SOFFERENZA E DIGNITA’ - La Fawcett non si dà per vinta e si sottopone anche a nuove cure in Germania. Nelle riprese l'attrice appare spesso di buon umore, affronta con dignità il dolore e spera sempre in un miracolo. I dottori le danno di nuovo speranza e il documentario racconta la felice vacanza in Messico di un anno fa quando sembrava che la donna avesse di nuovo sconfitto la malattia. L’illusione dura pochi giorni ed è la stessa attrice che singhiozzando annuncia che le nuove analisi dimostrano che il cancro non solo non è scomparso, ma si è propagato fino al fegato. «Mi sento come un cane che è stato dal veterinario troppo volte» dichiara sconsolata l'attrice, che negli ultimi mesi ha anche cominciato a perdere i suoi splendidi capelli biondi. Negli ultimi minuti del documentario compaiono le persone più vicine alla Fawcett che l'assistono mentre la malattia diventa sempre più dolorosa. Compare anche Redmond, figlio ventiquattrenne della Fawcett, che ha ottenuto un permesso dal carcere dove sta scontando una pena per detenzione di eroina. Il documentario termina con una sofferente Fawcett che guarda dritto nella telecamera e chiede: «Perché non si fa più ricerca su alcuni tipi di cancro? Perché il nostro sistema sanitario non sperimenta cure alternative che in altri paesi hanno prodotto successi? Io ho avuto il cancro, ma sono viva. Voi per che cosa state lottando?».
COMMENTI - Alcuni personaggi famosi e amici della Fawcett che hanno assistito ad una proiezione del documentario si dichiarano commossi. «E' davvero intenso» dichiara l'attrice Melanie Griffith. «Tutti dovrebbero vedere questo film». Ma le parole più toccanti sono quelle del compagno della Fawcett, Ryan O'Neal, che ha commentato: «In questi due anni l'ho amata ancora di più...E' davvero coraggiosa, è senza paura».
Francesco Tortora
16:09 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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20/11/2008
Torino: disoccupato picchiato da una gang muore dopo 9 giorni di agonia
Torino: disoccupato picchiato da una gang muore dopo 9 giorni di agoniaI carabinieri indagano: si pensa ad atto di bullismo o a regolamento di conti. Sandro Peisino, 37 anni, era stato aggredito in un giardinetto il 9 novembre scorso per motivi misteriosi
TORINO - Picchiato in modo selvaggio e costretto in un letto di ospedale per nove giorni. Fino al decesso, avvenuto martedì scorso. È giallo a Torino intorno alla morte di Sandro Peisino, un disoccupato di 37 anni. I carabinieri della Compagnia di Mirafiori e del nucleo investigativo stanno cercando eventuali testimoni dell'aggressione avvenuta due domeniche fa.
AUTOPSIA - Oggi è stata eseguita l'autopsia, ma il medico mantiene il più stretto riserbo. Per quanto riguarda il movente potrebbe trattarsi di un gesto di bullismo o, forse, di un raid punitivo dietro al quale si nascondo motivi ben precisi: i militari dell'Arma, coordinati da pm Sabrina Noce, non escludono nessuna pista. Peisino è stato aggredito la sera del 9 novembre, in un giardinetto del popolare quartiere di via Malta. Non gli sono stati portati via i pochi soldi che aveva in tasca e non aveva con sè il telefono cellulare. Indizi che escludono quindi l'ipotesi della rapina. «Lo hanno insultato, circondato e picchiato», hanno riferito ai militari dell'Arma alcuni residenti che avevano chiamato il 112. La vittima, separato e con un figlio, soffriva da qualche tempo di depressione.
16:45 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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