19/09/2010

Caso Sakineh, Ahmadinejad difende Carla Bruni

Caso Sakineh, Ahmadinejad difende Carla Bruni

Il quotidiano Kayhan andrà perseguito per aver definito la première dame di Francia una "prostituta" dopo la sua lettera in favore della donna condannata alla lapidazione. Per il presidente dell'Iran l’insulto è "un crimine, anzi peggio"

Continua...


23/06/2009

Teheran-Londra, la rottura è ufficiale Espulsi due diplomatici inglesi

Teheran-Londra, la rottura è ufficiale Espulsi due diplomatici inglesi

 

L'onu: stop alle violenze. arrestato giornalista del «washington times». Brown: «Una mossa ingiustificata, faremo altrettanto». Il Consiglio dei Guardiani: «Il voto non sarà annullato»

 

(Ap)

 

 

TEHERAN - È scontro aperto tra Teheran e Londra. Dopo aver accusato la Gran Bretagna di pilotare le proteste, l'Iran ha espulso due diplomatici inglesi. Gordon Brown ha parlato di mossa «ingiustificata», sostenuta da accuse «completamente prive di fondamento». «In risposta a quell'azione abbiamo informato l'ambasciatore iraniano che espelleremo due diplomatici dalla loro ambasciata di Londra - ha detto il premier alla Camera dei Comuni -. Mi dispiace che l'Iran ci abbia messo in questa posizione».

MANIFESTAZIONE ANNULLATA - Poche ore prima l'ambasciatore iraniano a Londra era stato richiamato per «consultazioni» e due giorni fa il presidente Ahmadinejad aveva intimato a Usa e Gran Bretagna di fermare le interferenze negli affari interni dell'Iran. In giornata era attesa una manifestazione di studenti islamici pro-Ahmadinejad avanti all’ambasciata britannica a Teheran, poi annullata in quanto il ministero dell'Interno ha negato l'autorizzazione. Lunedì il Regno Unito ha richiamato in patria le famiglie dello staff diplomatico.

«NON CI SONO BROGLI» - Intanto il Consiglio dei Guardiani della rivoluzione, organo incaricato della verifica sulla regolarità del voto del 12 giugno, ha escluso l'ipotesi di annullamento delle elezioni. «Non ci sono stati grandi brogli o falle nelle elezioni - ha detto il portavoce Abbas Ali Kadkhoudaei -. I risultati non saranno annullati». Ahmadinejad giurerà davanti al Parlamento per il secondo mandato tra il 26 luglio e il 19 agosto, insieme al nuovo governo. Ma il leader riformista Mir Hossein Mousavi non demorde e dal suo staff arriva l'annuncio che a breve sarà pubblicato un rapporto completo su «brogli e irregolarità» compiuti durante lo scrutinio. Forte la preoccupazione nella comunità internazionale: dopo la Repubblica Ceca, anche Francia, Svezia e Finlandia hanno convocato i rispettivi rappresentanti diplomatici in Iran. Parigi chiede che venga fatta «piena luce sulla regolarità delle elezioni».

APPELLO DELL'ONU - Dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, arriva un appello alle autorità iraniane perché metta immediatamente fine agli arresti, alle minacce e all'uso della forza. Ban si dice «costernato dalle violenze post-elettorali» in Iran, «particolarmente dall'uso della forza contro i civili che ha portato a perdite in vite umane e a feriti» e «invita le autorità a rispettare i diritti civici e politici fondamentali, in particolare le libertà d'espressione, di riunione e d'informazione». Immediatamente da Teheran è arrivata l'accusa di ingerenza: «Ban Ki-moon, sotto l'influenza di alcuni poteri, sta ignorando la realtà delle elezioni in Iran e le sue critiche sono chiaramente in contraddizione con le sue mansioni. Costituiscono una chiara ingerenza nelle questioni interne dell'Iran» ha detto il portavoce del ministro degli Esteri. L'appello del segretario dell'Onu ricalca quello lanciato giorni fa dal presidente americano Barack Obama, rimasto particolarmente colpito dalle immagini delle donne iraniane in piazza che difendono il loro diritto a manifestare e dal video che mostra Neda, la giovane uccisa sabato durante gli scontri a Teheran. «Obama si è commosso per quello che abbiamo visto in televisione, dalle immagini risulta evidente che la giustizia non è stata rispettata» ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs.

Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che «abbiamo visto gli inizi del cambiamento» in Iran ma non ha dato l'appoggio degli Stati Uniti alle richieste di uno sciopero generale. «Penso che i manifestanti hanno ottenuto qualcosa, hanno attirato l'attenzione su quel che sta succedendo in Iran. Abbiamo visto gli inizi del cambiamento nel Paese», ha detto Gibbs.

GIORNALISTI ARRESTATI - Continua anche la "guerra" di Teheran contro i reporter stranieri, dopo che le autorità hanno vietato la libera attività della stampa indipendente accusandola di farsi «portavoce dei rivoltosi». Un giornalista greco che lavora per il Washington Times è stato arrestato: si chiamerebbe Iason Athanasiadis-Foden. Nei giorni scorso era stato incarcerato anche un giornalista di Newsweek, Maziar Bahari, con doppia cittadinanza iraniana e canadese: di lui non si hanno notizie. Domenica era stato espulso il corrispondente permanente della Bbc da Teheran, Jon Leyne, anche se l'ufficio di corrispondenza dell'emittente britannica è aperto. Il sito ufficiale del Fronte Nazionale, partito iraniano moderato di impronta liberale, ha dato inoltre notizia dell'arresto del suo leader, Kurosh Zahim, considerato più progressista dello stesso Mousavi.

IL VIDEO DI NEDA - Intanto si è appreso che il filmato della morte di Neda Soltani è stato messo su internet da un esule politico che vive in Olanda. Hamed, fuggito dall'Iran nel 2008 dopo che la polizia ha perquisito la sua casa a causa della sua attività di blogger, ha raccontato al quotidiano olandese Nrc di come ha ottenuto il filmato. Né lui né l'autore conoscevano Neda e loro stessi si erano conosciuti via Facebook. «Stavo comunicando con degli amici a Teheran via Facebook - racconta -, quando uno di loro mi ha scritto dicendo che avevano sparato a una ragazza accanto a lui e che aveva filmato tutto sul cellulare. Mi ha chiesto se lo volevo pubblicare su internet, l'ho fatto immediatamente». Teheran cerca invece di diffondere la notizia che si tratta di un falso.


21/06/2009

Teheran: ancora scontri, decine di morti

Teheran: ancora scontri, decine di morti

 

La rivolta contro il regime portata avanti dai riformisti di mousavi. La Cnn: almeno 19 vittime. Ma la tv di stato replica: 10 vittime, bruciata una moschea

 

(Reuters)

 

TEHERAN (IRAN) - Non si ferma la violenza in Iran dopo i probabili brogli che hanno sancito il trionfo del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad nelle recente elezioni presidenziali a dispetto di quello che avrebbe dovuto essere il vincitore, vale a dire il riformista, Mir Hossein Mousavi. E da sabato ormai è scontro aperto tra i sostenitori di Mousavi e il regime, dato che la Guida suprema della teocrazia iraniana l'ayatollah Kamenei si è schierato venerdì ufficialmente con il vincitore, vale a dire Ahmadinejad.

BAGNO DI SANGUE - La prima manifestazione non autorizzata verificatasi a Teheran sabato si è conclusa con un bagno di sangue. La tv Usa Cnn parla di almeno 19 morti, ma riporta voci raccolte da testimoni che ne hanno parlato sui siti internet di social network, che parlano anche di 150 morti e centinaia di feriti. Senza contare il morto e tre feriti a seguito dell'attentato provocato da un kamikaze che si sarebbe fatto esplodere nell'ala nord del mausoleo dell'ayatollah Khomeini, alla periferia meridionale di Teheran.

 

Su Youtube è stato pubblicato un filmato con la morte di una ragazza colpita dalle milizie Basaji (nella foto un frame). Un video atroce: la giovane, poco più che ventenne, è stesa a terra in una pozza di sangue e alcune persone provano a praticarle invano un massaggio cardiaco. Secondo i blogger, la ragazza è una delle due vittime di questa ennesima giornata di proteste per le vie di Teheran

Su Youtube è stato pubblicato un filmato con la morte di una ragazza colpita dalle milizie Basaji (nella foto un frame). Un video atroce: la giovane, poco più che ventenne, è stesa a terra in una pozza di sangue e alcune persone provano a praticarle invano un massaggio cardiaco. Secondo i blogger, la ragazza è una delle due vittime di questa ennesima giornata di proteste per le vie di Teheran

 

LOTTA MEDIATICA - Ma lo scontro in Iran avviene non solo nelle piazze anche per il controllo dell'informazione. Dopo che il regime ha cacciato ufficialmente i cronisti stranieri le notizie arrivano con difficoltà. L'opposizione si affida al web, blog, siti e social network. Il regime replica con la propaganda di Stato affidandosi a tv, giornali e radio da lui controllate. Smentendo però diverse volte se stesso.

L'INCENDIO - Ecco dunque che da Teheran la tv di Stato manda prima la notizia che un numero imprecisato di persone sono morte sabato a Teheran per l'incendio di una moschea appiccato da «rivoltosi» nel corso proprio della manifestazione dell'opposizione. L'emittente ha anche mostrato immagini dell'edificio in fiamme. Poco dopo però arriva la smentita: nessun morto nell'incendio della moschea.
Secondo sempre la tv di stato iraniana inizialmente erano solo 13 le persone uccise negli scontri tra la polizia e quelli che vengono definiti gruppi terroristici. Cifra poi ridotta a 10 morti e un centinaio di feriti.


13/06/2009

Ahmadinejad trionfa al primo turno Mousavi non ci sta e denuncia brogli

Ahmadinejad trionfa al primo turno Mousavi non ci sta e denuncia brogli

 

Lo staff dello sconfitto: il popolo non accetterà. Primi scontri a Teheran. Definiti i risultati delle elezioni presidenziali iraniane. Il candidato moderato si appella all'ayatollah Khamenei

 

Ahmadinejad, riconfermato alla guida dell'Iran (Ap)
Ahmadinejad, riconfermato alla guida dell'Iran (Ap)

MILANO - Il presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad esce vincitore già al primo turno delle elezioni presidenziali iraniane e spazza via le speranze dei moderati che puntavano su Mir Hossein Mousavi. Con l'81 per cento delle schede scrutinate, Ahmadinejad viene confermato con quasi il 65 per cento delle preferenze, mentre il leader riformista deve accontentarsi del 32 per cento. Molto più indietro l'ex comandante dei Pasdaran, Mohsen Rezai, con il 2 per cento e ancora più staccato l'ex presidente della Camera (Majlis) Mehdi Karroubi con meno dello 0,9 per cento. Secondo la Commissione Elettorale presso il ministero dell'Interno il presidente uscente ha raccolto 19.761.433 voti mentre l'ex premier ne ha ottenuti 9.541.056.

L'APPELLO ALL'AYATOLLAH - Mousavi ha denunciato brogli e annunciato ricorso al supremo leader iraniano, Alì Khamenei.L'esponente moderato ha inviato una lettera all'ayatollah. La notizia è stata data al canale in persiano della Bbc da Said Shariati, un portavoce dello stesso Mousavi, il quale ha affermato che i risultati sono «totalmente contrari alle notizie raccolte ieri» dallo staff del candidato moderato. «Anche se lui accetta questi risultati, non li accetteranno i suoi sostenitori», ha aggiunto Shariati, senza precisare il contenuto della lettera alla Guida. Shariati ha detto che in questo momento Mousavi è in riunione con i suoi consiglieri per discutere i prossimi passi da adottare. Il portavoce del candidato moderato ha aggiunto che ieri due uffici elettorali di Mousavi a Teheran sono stati attaccati da uomini in borghese che hanno lanciato gas lacrimogeni e usato manganelli.

SCONTRI A TEHERAN - Intanto arrivano già notizie di violenze di strada. Alcuni sostenitori di Mousavi hanno dato vita a proteste accese nelle vie della capitale, Teheran. «Vogliono rovinare il Paese e vogliono peggiorare le cose nei prossimi quattro mesi» urlavano i manifestanti caricati dalla polizia di fronte agli uffici utilizzati come quartier generale della campagna elettorale di Moussavi. Gli agenti hanno tentato invano di disperderli. «Resteremo qui, moriremo qui» ha gridato una donna colpita con una manganellata da un poliziotto. «Ho paura che abbiano giocato con il voto della gente» ha detto un'altra. La polizia ha chiesto ai gestori dei negozi nella zona di abbassare le serrande.