21/01/2010

Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista

Il prete accusato di pedofilia Si sfalda il fronte innocentista

 

Ad Alassio, emergono nuove prove contro il prete che avrebbe abusato sessualmente di una bimba di 11 anni ed è in carcere da fine dicembre. E crescono le perplessità anche fra chi lo aveva sempre difeso

 

Don Luciano durante la celebrazione di una messa

Spegnere i riflettori della ribalta e soprattutto abbassare i toni della discussione. Alassio non intende disinteressarsi alla vicenda che ha portato in carcere don Luciano Massaferro con l’infamante accusa di violenza sessuale su una parrocchiana di 11 anni. Ma, come ha puntualizzato Carlo Annibale, fondatore della pagina “don Luciano Libero”, che ha raccolto su Facebook quasi 400 sostenitori e che ieri ne ha deciso la chiusura, «in questa fase è giusto che la magistratura faccia il suo corso e per rispetto di don Lu, della ragazzina e degli inquirenti, ritengo se ne debba parlare un po’ meno».

Una linea che ha trovato d’accordo anche il sindaco, Marco Melgrati, che, dopo alcune dichiarazioni pepate, ieri, ha invitato a «farla finita, a lasciare sbollire le polemiche e attendere la verità dell’inchiesta». Una linea non adottata da altri sostenitori del gruppo appassionato di Internet che nell’arco di un pomeriggio ha ridato fiato al “gruppo di preghiera che crede nell’innocenza del prete”.

Sfaccettature di uno stesso problema che continua a fare registrare novità sotto il profilo dell’inchiesta. Dai computer posti sotto sequestro, per esempio, sono arrivate ulteriori conferme sulle dichiarazioni contraddittorie fornite da don Lu.

Proprio di fronte a questi nuovi sviluppi e all’ordinanza del tribunale del Riesame (che ha negato la scarcerazione del parroco), il muro dell’integralismo innocentista per don Luciano ha incominciato a conoscere qualche crepa, lasciando spazi a dubbi e sicuramente al lavoro degli inquirenti.

L’interno della baracca dove sarebbe avvenuta la violenza

Soprattutto attorno alla bambina e alla sua famiglia, Alassio sembra aver eretto una campana d’isolamento: dimenticati gli attacchi dei giorni scorsi, istituzioni e semplici cittadini sembrano essersi eretti a suoi paladini.


01/08/2009

Spari in strada dopo la rapina. Paura tra i turisti ad Alassio

Spari in strada dopo la rapina. Paura tra i turisti ad Alassio

 

Il colpo in una gioielleria del centro. Posti di blocco in tutta la zona. Tre banditi hanno seminato il panico in mezzo alla folla dei vacanzieri diretti in spiaggia. Uno è stato arrestato

 

Tre banditi che scappano dopo una rapina sparando alla cieca in strada, in pieno centro, in mezzo alla folla dei turisti che vanno in spiaggia. Attimi di terrore sabato mattina nel centro storico di Alassio (Savona), sulla costa della Riviera ligure di ponente. Poco dopo le 9 tre banditi, probabilmente francesi, camuffati con parrucche sono entrati nella gioielleria «Silvana» in via Brennero armati di pistole e kalashnikov e hanno immobilizzato la commessa. I malviventi hanno preso gioielli e orologi, ma un passante si sarebbe accorto di quanto stava accadendo, dando l'allarme al 112. Nelle vicinanze della gioielleria c'era una pattuglia dei carabinieri che ha notato i malviventi.

LA SPARATORIA - I tre hanno iniziato a esplodere colpi d'arma da fuoco per garantirsi la fuga, ma i militari sono comunque riusciti a fermarne uno e a recuperare buona parte della refurtiva. Gli altri due rapinatori sono ricercati in tutto il comprensorio alassino e in prossimità dell'autostrada sono già stati istituiti posti di blocco.