15/05/2011

Strauss-Kahn arrestato a New York Deve rispondere di violenza sessuale

Strauss-Kahn arrestato a New York Deve rispondere di violenza sessuale

La polizia ha fatto fermare l'aereo con cui stava cercando di rientrare in Francia. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale accusato di aver tentato di abusare di una cameriera

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21/09/2010

Critiche online. Cacciati dall'Hotel

Critiche online. Cacciati dall'Hotel

SU TRIPADVISOR. Inghilterra, coppia aveva dato un brutto voto all'albergo

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12/09/2010

Ibiza: un italiano 26enne l'ultima vittima del 'balconing'

Ibiza: un italiano 26enne l'ultima vittima del 'balconing'

Il giovane è morto dopo esser caduto dal balcone del settimo piano di un albergo. Secondo 'El Mundo' si sarebbe gettato per tuffarsi in piscina

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11/09/2010

Copenaghen, arrestato kamikaze che ha tentato di farsi esplodere

Copenaghen, arrestato kamikaze che ha tentato di farsi esplodere

Un uomo ha tentato di farsi saltare in aria nei bagni di un albergo che si affaccia su Israel Square

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10/07/2010

Rapallo, non paga l'hotel Condannato Gheddafi jr Deve pagare 392mila euro

Rapallo, non paga l'hotel Condannato Gheddafi jr Deve pagare 392mila euro

Il terzogenito di Gheddafi, al Saadi, aveva soggiornato per circa quaranta giorni nel lussuoso Excelsior Palace di Rapallo, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008. Ma non ha mai pagato il conto

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Chiavari - "Anche i ricchi piangono": è il titolo di una vecchia sopa opera che fa venire in mente l'epilogo della vicenda che ha coinvolto uno dei figli di Gheddafi, Al Saadi, condannato a pagare 392mila euro a un lussuoso albergo della Liguria il cui conto lui non aveva mai saldato. Ora, è chiaro che il rampollo del leader libico non si metterà a piangere, però dovrà (o almeno dovrebbe, in base alla sentenza del tribunale di Chiavari) mettere mano al portafoglio.

L'albergo di Rapallo Il terzogenito del colonnello Gheddafi, il calciatore mancato al Saadi, è stato condannato dal Tribunale di Chiavari (Genova) a pagare 392 mila euro a uno degli alberghi più lussuosi della Liguria, l’Excelsior Palace di Rapallo, in cui aveva soggiornato per una quarantina di giorni tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Al momento di andarsene firmò una accettazione ma nessuno poi saldò il conto. Sulla notizia, anticipata oggi dal Corriere della Sera, nessun commento da parte del direttore dell’albergo, che ha trattato con estrema cautela la vicenda cercando diverse strade per ottenere il saldo prima di ricorrere ai giudici.

La sentenza La conclusione della vicenda è arrivata ieri con la sentenza depositata dal giudice Andrea Del Nevo, che obbliga il figlio del leader libico a pagare anche 5.000 euro di spese legali.

Si allenava con la Samp All’epoca del soggiorno, il figlio di Gheddafi si era stabilito per alcuni mesi in Riviera per allenarsi con la Sampdoria. Il curioso tesseramento del giocatore Al Saadi per la squadra della famiglia Garrone produsse soltanto qualche allenamento e qualche calcio al pallone senza pretese. Gheddafi junior, che oggi ha 37 anni, si faceva però notare in Riviera per il grande Suv nero con cui si muoveva sempre accompagnato da guardie del corpo e assistenti e per le feste all’Excelsior, rigorosamente a base di piatti prelibati come aragoste e champagne.

Redazione online


06/05/2010

Coppa Italia, finale con rissa. Vince l'Inter, Totti espulso

Coppa Italia, finale con rissa. Vince l'Inter, Totti espulso

I nerazzurri si aggiudicano il trofeo nazionale grazie allo straordinario gol di Milito al 40'. Match nervoso: tanti falli, ammonizioni a raffica e il rosso diretto al capitano giallorosso. Tensione e spintoni al triplice fischio.

 

 

 

La prima volta di Mou - Coppa Italia all'Inter, niente stella d'argento per la Roma. Finisce 1-0 all'Olimpico e i nerazzurri mettono in bacheca per la sesta volta il trofeo grazie alla rete del Principe. Diego Milito decide la finale Tim Cup edizione 2009-2010 infilando Julio Sergio con uno splendido diagonale di destro al minuto 40 del primo tempo.

Il primo tempo
- Partita durissima in campo, macchiata nel finale dall'espulsione di Totti per un brutto e inutile fallo su Balotelli, ma corretta sugli spalti. L'Inter vince con merito e sogna la tripletta, il primo trofeo è in bacheca, adesso bisognerà superare il Bayern in Champions League e resistere ancora alla Roma per vincere anche lo scudetto. Per la squadra di Ranieri niente stella d'argento e record di successi in Coppa Italia, volevano la decima Totti e compagni, ma questa Inter non rinuncia a nulla. Si comincia con Mourinho che recupera in extremis Sneijder e schiera il 4-3-1-2 con Eto'o e Milito in attacco. In difesa coppia Cordoba-Materazzi con Samuel in panchina. Sorpresa nella Roma, Ranieri lascia fuori capitan Totti e si affida a Toni, terminale offensivo nel 4-2-3-1 che prevede Taddei, Perrotta e Vucinic sulla trequarti.

Subito scontri duri e grande agonismo in campo, Mourinho perde dopo 6 minuti Sneijder, al suo posto Balotelli. La partita la fanno i nerazzurri, al 12' pericolosi con Maicon e al 17' in gol con Milito, ma la rete viene annullata per un off-side millimetrico. La Roma si fa vedere in contropiede, al 26' azione Vucinic-Taddei-Toni, ma è bravo Julio Cesar ad anticipare l'attaccante. Si fa vedere anche Balotelli, la Roma risponde con Perrotta. Gara viva e molto accesa (scintille Mexes-Materazzi, mentre Burdisso rischia il rosso) che si sblocca al 40' con un gran gol di Milito che di destro batte Julio Sergio e porta in vantaggio l'Inter. Un paio di azioni da rivedere nell'area nerazzurra (a terra Burdisso e Toni) e poi

tutti negli spogliatoi.

Il secondo tempo
- Nella ripresa subito dentro Totti che al 9' impegna Julio Cesar su punizione, Juan di testa non riesce a ribadire in rete. Al 12' replica Balotelli, al 17' Totti entra duro su Milito e rischia il rosso. L'Inter si difende bene e riparte in contropiede. La Roma ci prova con i tentativi di Riise al 32' (alto) e al 34' (Julio Cesar). Al 37' Vucinic spreca di destro. All'88' espulso Totti per un bruttissimo fallo su Balotelli: il capitano della Roma, che in precedenza aveva colpito duramente Milito, è autore di una vera caccia all'uomo ai danni dell'interista. Pessima figura del numero 10, che chiude nel peggiore dei modi la serata della Roma. Sfatato lo spauracchio del 5 maggio, l'Inter fa festa.

Rissa al triplice fischio
- Parapiglia  dopo il triplice fischio dell'arbitro Rizzoli. Alla tensione fra giocatori (c'erano state scintille tra Maicon e Taddei fermati dai compagni di squadra) è seguita l'invasione di campo di un tifoso che è si è rivolto verso Cambiasso. L'invasore è stato subito fermato, mentre dalla panchina giallorossa sono arrivati segnali di fair play con Ranieri e De Rossi che stringevano le mani degli avversari.


05/05/2010

Cori e clacson, tifosi della Roma sotto l'albergo dell'Inter

Cori e clacson, tifosi della Roma sotto l'albergo dell'Inter

Alla vigilia della finale di Coppa Italia le forze dell'ordine hanno disperso una cinquantina di supporters giallorossi radunatisi sotto l'hotel in cui alloggiano i nerazzurri con l'intento di disturbarne il sonno con urla e schiamazzi vari


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A Roma come a Barcellona: le notti di vigilia dell'Inter non finiscono mai, tra clacson, trombette, cori ostili e grida di tifosi avversari, questa volta non blaugrana ma giallorossi. Stanotte sono saliti in una cinquantina sulla collina di Monte Mario dove l'Inter è alloggiata in un grande albergo in vista della finale di Coppa Italia con la Roma. Il campionario è stato quello solito per creare fastidi ai giocatori in ritiro, solo che stavolta, a differenza della Catalogna, sono intervenute prontamente le forze dell'ordine.

Una cinquantina tra poliziotti e carabinieri hanno infatti convinto in maniera decisa perlomeno altrettanti tifosi romanisti, desiderosi di attentare alla quiete di Mourinho e dei tanti suoi campioni, ad andarsene. Per la verità l'allenatore nerazzurro se lo aspettava, come da dichiarazioni della conferenza stampa del pomeriggio. Ma dall'Inter la segnalazione era evidentemente arrivata in questura. Fatto sta che il primo contropiede della finale assai travagliata, realizzato dalle forze dell'ordine, è andato a segno. E adesso, a Monte Mario, tutto tace, tranne il fontanone del mega hotel capitolino.


28/04/2010

Notti da 13 mila dollari a Dubai Il lusso minimalista di Armani

Notti da 13 mila dollari a Dubai Il lusso minimalista di Armani

Apre il primo hotel dello stilista. Dieci piani nella torre più alta del mondo. «La prossima sfida? Alberghi per giovani da 100 euro»

 

L'ingresso dell'Armani Hotel a Dubai (Epa)
L'ingresso dell'Armani Hotel a Dubai (Epa)

DUBAI - Ora dice che la prossima sfida sarà creare alberghi da 100-150 euro a notte «per gente giovane che già veste Emporio». Una specie di «seconda linea» dell’ospitalità, stesso stile ma atmosfera più informale. Intanto però Giorgio Armani è a Dubai per inaugurare il suo primo hotel, dieci piani nella torre più alta del mondo, e i prezzi delle stanze sono tutt’altri: 1000 dollari per la sistemazione base, 13.000 per una notte nella Armani suite Dubai, 39esimo piano, 400 metri quadrati, due stanze da letto, palestra, bagno-spa, cucina, soggiorno, e una vista a 360 gradi su una delle città più sorprendenti e mobili del pianeta. La prima notte nella suite è sua («ma io non pago», dice): t-shirt bianche appese nella gigantesca cabina armadio, giornali italiani sparpagliati sul tavolino. Da domani sarà un’altra storia. Svuotato dei 400 ospiti arrivati qui per il taglio del nastro, l’hotel dovrà vedersela con la concorrenza di super alberghi costruiti secondo le regole auree del luogo: lusso, dimensioni smisurate, audacia architettonica e una buona dose di marketing.

Tutto il contrario dell’Armani. «Sicuro di volere proprio me, amante del minimalismo, del togliere più che del mettere? », aveva chiesto lo stilista in occasione del loro primo incontro, a Mohamed Al Abbar, presidente di Emaar Properties, colosso immobiliare (di cui è socio il governo) quotato in Borsa a Dubai, con cui Armani sta portando avanti una partnership che riguarda l’intera attività nel settore alberghiero. Storia di 5 anni fa. Lo ha ricordato ieri lo stilista: «Mi avevano parlato di Dubai come della Las Vegas d’Arabia. Poi ho capito che Al Abbar aveva in mente qualcosa di nuovo». Investire su un concetto di eleganza che non fosse sfoggio di ricchezza, ma avesse l'appetibile sapore del lusso europeo. «Nell'hotel Armani non ci sono specchi, non ci sono quadri, l'essenzialità ricorda il feng shui», scrive, con una punta di sbigottimento, The National, il quotidiano in lingua inglese di qui. Manca persino la reception («da bambino mi intimoriva », racconta lo stilista), al suo posto un lifestyle manager segue personalmente ciascun cliente. È Armani allo stato puro: tonalità scure, lunghi corridoi in legno, armadi coperti in pelle, tecnologia. Tutto quello che è nell’hotel, dalla scultura della lobby, che ricorda le rotondità della cupola delle moschee, alle saponette del bagno, è stato disegnato a Milano. «Il nostro progetto potrà raggiungere nel mondo mete ancora più prestigiose», dice ottimista Al Abbar, la cui bellissima moglie era in prima fila, martedì sera, alla sfilata di Armani Privè che ha concluso il pomeriggio, prima della cena di gala.

E la crisi? La Burj Khalifa, l'edificio più alto del mondo con i suoi 828 metri - l'hotel occupa i primi otto, più il 38esimo e il 39esimo - fin nel nome si porta un riferimento al tonfo e alla resurrezione: quel «Khalifa» è un tributo allo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, intervenuto con miliardi di dollari per salvare l’economia di Dubai. «Ma il sistema bancario è in salute - assicura Al Abbar -. Anzi abbiamo investito più del previsto: Armani è molto esigente». Un miliardo e mezzo di dollari, dice, per l’intera torre compresi l’hotel, la spa, i cinque ristoranti, le strutture annesse e le 144 residenze private arredate dall’italiano e ospitate nella torre (quasi tutte vendute, si racconta, per 37 mila dollari al metro quadrato). Sui dieci hotel e resort da inaugurare nei prossimi dieci anni, c’è cautela. «Li verificheremo con attenzione», dice l’uomo d’affari arabo, mentre Armani cita i tre impegni più vicini: l’apertura, il prossimo anno, dell’Armani hotel di Milano in via Manzoni, le prime ville Armani aMarassi, in Egitto, e il resort di Marrakech. «Otto anni per raggiungere il pareggio, ma non abbiamo fretta», chiude Al Abbar. Fuori c'è l'Atlantis, ribattezzato il castello di Barbie per il colore rosa, a raccontare di una città dove tutto vive sulla «deprecabile ricchezza ostentata », come la chiama Armani. «Venderà agli arabi?», gli chiedono. «Offerte da qui non ne sono arrivate», chiude lo stilista.

Daniela Monti


29/03/2010

Puglia, botte tra Gabriella Carlucci e una candidata del Pd

Puglia, botte tra Gabriella Carlucci e una candidata del Pd


COMUNALI. Antonella Cusmai, 36 anni, colpita al collo in albergo davanti a 200 persone dall'ex conduttrice

 

Antonella Cusmai (Corriere del Mezzogiorno)

BARI - Si sono azzuffate davanti a 200 persone: protagoniste Gabriella Carlucci, ex conduttrice e parlamentare del Pdl, candidata sindaco del centrodestra nel Comune di Margherita di Savoia, nel foggiano, e Antonella Cusmai 36enne commercialista, militante del Pd e «punta di diamante» della lista che sostiene Bernardo Lodispoto, sfidante di Carlucci.

TRAUMA AL COLLO - L'episodio viene riferito sabato in articoli pubblicati da giornali locali.

Gabriella Carlucci (De Benedictis)

Il «contatto fisico» sarebbe avvenuto nella sala di un albergo, a Margherita di Savoia, alla presenza di circa 200 persone. Le due donne ricostruiscono l'episodio in maniera differente ma entrambe ammettono che il «contatto fisico» c'è stato, tanto che Antonella Cusmai afferma di aver riportato un trauma al collo diagnosticato dai medici del pronto soccorso. L'occasione - riferisce il Corriere del Mezzogiorno - era un confronto presieduto da Carlucci per parlare di una residenza sanitaria per anziani. Cusmai, che di quella «rsa» in campagna elettorale ha rivendicato qualche merito al centrosinistra, presente nella sala, sostiene di essere stata invitata ad andarsene: «È una manifestazione del centrodestra», avrebbe detto Carlucci. Ma dopo il suo diniego Cusmai racconta di essere stata «afferrata per le spalle da una persona in preda all'isteria, osannata da una platea invasata» e di aver riportato un trauma al collo. Carlucci dà un'altra versione e accusa Cusmai di averle rivolto pubbliche offese: a questo punto la parlamentare del Pdl avrebbe accompagnato fuori dall'albergo «In maniera energica - ammette - l'avversaria». Cusmai ha annunciato di voler presentare denuncia per l'aggressione subita.

EVENTO ORGANIZZATO
- Raggiunta da Corriere.it, la parlamentare del Pdl ha voluto precisare che «l'evento era stato organizzato da me e la Cusmai non era stata invitata. Ha inveito nei miei confronti usando espressioni molto volgari. Ho molte persone pronte a testimoniarlo. L'ho presa per un braccio e l'ho condotta fuori dal locale. Sostiene che io l'abbia graffiata: non è vero, non ho le unghie lunghe. In più dice che io l'abbia picchiata: è falso, lo dimostra il fatto che non abbia sporto denuncia. La sua è stata una vera provocazione». Non è la prima volta che Gabriella Carlucci finisce sulle pagine dei giornali per reazioni sopra le righe. Famoso il suo duello con il Trio Medusa nel corso di un servizio delle Iene.

 

«La Carlucci? È magra ma fortissima. Io ho soltanto urlato e le ho prese». Antonella Cusmai e la rissa con la deputata pdl

— «Oh Signore... anche adesso, per stare con lei al telefono... non ha idea che fitta».

Alla cervicale?
«Sì sì, esattamente... come avere un ago conficcato, mi creda... uuhhh...».

Parli piano.
«Sì sì, piano piano...».

Se vuole, posso chiamarla più tardi.
«No no... allora: cos’è che voleva sapere? Non avete già scritto tutto? Antonella Cusmai, candidata al consiglio comunale di Margherita di Savoia, aggredita da Gabriella Carlucci, deputata del Pdl, che qui è invece candidata alla poltrona di sindaco...».

Non abbiamo scritto esattamente così.
«Ah no?».

No. Perché la versione della Carlucci è bel po’ diversa.
«E che dice, mi scusi, la signora Carlucci?».

Dice che lei, signora Cusmai, l’altra sera è entrata nel salone dei congressi del locale albergo, dov’era in corso la presentazione del piano di costruzione di una residenza per gli anziani, urlandole contro offese irripetibili.
«Magari avrò urlato che lo stesso piano l’avevo presentato già io, due giorni prima».

Comunque vi siete picchiate.
«No, è lei che mi ha dato mazzate...».

Mazzate.
«Da dietro. Tum! Tum! Tum! Certi spintoni...».

Scusi, ma l’onorevole Carlucci è una donna elegante, magra e...
«E come tutte le magre è ossuta, è un fascio di nervi. Ha una forza quella donna... Del resto, il referto medico del pronto soccorso parla chiaro: trauma da contraccolpo».

Comunque non è stata una bella scena.
«Senta...».

Siete, come si dice, venute alle mani. Non si fa.
«Eh! È facile adesso dire no, non si fa, non si deve, voi che fate politica dovreste dare il buon esempio. Ma quella aveva gli occhi di fuori, il respiro affannato, ansimava di rabbia... e da dietro... Tum! Tum! Tum! M’ha sbattuto via come fossi un manichino».

La denuncerà?
«Non lo so, ci sto pensando ».

Ci sta pensando?
«Ah! Se lei sapesse...».

(La prima telefonata si è chiusa così. Poi ne abbiamo fatta una seconda, per capire meglio: ed è a questo punto che Antonella Cusmai — 36 anni, commercialista, un marito e una figlia—ci ha svelato di indossare un collare ortopedico e di avere letteralmente paura a uscire nelle strade di Margherita di Savoia, il piccolo centro del Foggiano dove «l’atmosfera politica s’è fatta brutta, ma brutta assai, e io di prendermi altre mazzate, capirà, non ho alcuna voglia»).

Fabrizio Roncone

Redazione online


02/02/2010

Dinho, la festa prima del derby-flop

Dinho, la festa prima del derby-flop

 

Il fantasista si è allenato poco e male e contro l'Inter ha deluso. Notti folli in una suite di un grande albergo. Il prezzo: 75 mila euro

 

Ronaldinho (Liverani)
Ronaldinho (Liverani)

MILANO — Una cosa l'abbiamo capita. Ronaldinho non è un pantofolaio: difficilmente sceglie di trascorrere a casa le sue serate guardando «Porta a Porta» con una tisana in mano e le gambe allungate sul tavolino. Preferisce i ristoranti brasiliani, suonare i bonghi nei locali di samba, far tardi con gli amici. E pazienza se il giorno dopo c'è un allenamento da affrontare o il ritiro di una gara di campionato da sopportare. Non di rado è stato avvistato in discoteche, festival latino-americani, a fare baldoria da solo, con compagni o colleghi di altre squadre. Qualche volta la società gli ha tirato le orecchie, in altre occasioni ha semplicemente preso atto dell'accaduto. Del resto finora il rendimento del brasiliano è stato di alto livello: ha segnato 9 gol in campionato, risultando il miglior marcatore della squadra; ha realizzato una splendida tripletta con il Siena e in molte occasioni ha trascinato il Milan alla vittoria.

Ronaldinho è così, prendere o lasciare. A Torino ha fatto l'alba per festeggiare il compleanno del fratello Roberto fra churrasco e musica: ma siccome aveva demolito la Juve poche ore prima (2 gol nel 3-0 rossonero), nessuno si è sognato di avanzare pubbliche reprimende. Ora invece dopo la sconfitta subita nel derby, e i conseguenti sogni di gloria evaporati, un gossip maligno circola da qualche giorno per Milano. «Ronaldinho ha fatto festa per tutta la settimana prima della partita con l'Inter» dicono. Possibile? Possibile. Il brasiliano, l'uomo in più del Milan di Leonardo, il giocatore più amato dal presidente Berlusconi e capace di segnare cinque gol in otto giorni tra Juventus e Siena, ha folleggiato per tre notti consecutive in uno degli hotel più lussuosi ma anche più in vista della città. Ha affittato per sé e per gli amici una suite da mille e una notte, abbandonata in tutta fretta solo sabato in tarda mattinata per raggiungere Milanello per l'allenamento della vigilia e il ritiro con la squadra. I tre giorni di festa sono costati 75 mila euro come l'equivalente di un Suv di lusso o di un garage in centro a Milano. Affari suoi, verrebbe da dire. Verissimo. Un dubbio però sorge spontaneo: la sua condotta nei giorni precedenti alla sfida che può indirizzare la stagione ha influito sul rendimento in gara? Il Corriere della Sera gli ha rifilato 5 in pagella, voto decretatogli anche dalla Gazzetta dello Sport. Dinho si è fatto parare un rigore al 47' della ripresa, ma più in generale ha offerto una prestazione opaca.

«Era più dispiaciuto per aver perso il derby che per aver fallito il tiro dal dischetto» ha commentato sabato Leonardo alla vigilia della gara con il Livorno. Ma comunque non si ha la riprova che il Milan avrebbe battuto l'Inter se l'irrequieto Dinho fosse andato a letto per tutta la settimana alle 22 dopo aver visto un bel dvd nel soggiorno di casa sua. E siccome ciascuno trascorre il tempo libero come meglio crede, Clarence Seedorf la prossima settimana su invito di Kofi Annan, Bob Geldof e Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano e premio Nobel per la Pace, interverrà a Londra al convegno «One Young World». Un summit, dove si danno convegno giovani under 25, che si candidano a diventare i leader di domani. Seedorf terrà un discorso e diverrà ambasciatore dell'organizzazione mondiale. Partirà lunedì 8 febbraio e tornerà il 10: la dirigenza milanista ha concesso al giocatore il permesso di intervenire perché si tratta di una iniziativa che dà lustro e prestigio anche allo stesso club. Ma la presenza del centrocampista per la gara con l'Udinese (in programma venerdì 12 febbraio, per consentire ai rossoneri di preparare al meglio la sfida di Champions con il Manchester del 16) è in forte dubbio.

Monica Colombo