07/09/2010

Tra i forzati di Ios. Si balla dalle 3 alle 8. È meglio lavorare, parola di sedicenne

Tra i forzati di Ios. Si balla dalle 3 alle 8. È meglio lavorare, parola di sedicenne

GENERAZIONE DIVERTIMENTO. Mangiare? Non c'è tempo. In spiaggia? Neppure. Solo disco pub, alcol a poco prezzo e gente che vomita. E neppure un nuovo amico

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16/04/2010

Allarme per il baby sballo. Aumenta il consumo di droga e alcol tra i giovanissimi

Allarme per il baby sballo. Aumenta il consumo di droga e alcol tra i giovanissimi

Indagine della Provincia. In aumento l’uso di droga e alcol. Adolescenti a rischio. Stancari: si incontrano online. «Serve un'alleanza con scuole, Asl e genitori»

 

MILANO - Il primo spinello? A undici anni. La prima sbornia? Non ne hanno compiuti quattordici. Stupefacenti e alcol al posto di pane e nutella. Normalità per molti ragazzini che a guardare l’anno di nascita dobbiamo definire bambini, anche se sono alti alti e portano le scarpe numero 40. Accade nella città più cocainizzata d’Europa: 145mila consumatori tra abituali e occasionali; una tonnellata di polvere bianca sequestrata in un anno; 10mila dosi quotidiane, 15mila nel fine settimana. Il dato, per molti sconcertante, per gli addetti ai lavori una triste realtà, è stato ieri al centro di un convegno, organizzato in occasione della presentazione di una ricerca nazionale dalla Provincia di Milano, allo spazio Guicciardini. Titolo della ricerca: «Giovani, uso di sostanze, precarietà e genere».

L’approccio alle sostanze stupefacenti, infatti, dallo studio effettuato su un campione di 509 giovanissimi, avviene tra gli 11 e i 13 anni. La sostanza utilizzata nel novanta per cento dei casi è la cannabis. Ma gli spinelli da soli non bastano. E crescendo è l’alcol l’ingrediente del cocktail. «Non escono più di casa per cercare lo sballo—ha sintetizzato nel suo intervento l’assessore alle Politiche giovanili, Cristina Stancari, che ha promosso la giornata di studio —. La piazza è quella virtuale, della propria stanza, con Facebook, le chat. Si beve e ci si droga in un luogo protetto». E la prima «canna» te la offre l’amico, come fosse una normale sigaretta. Nel gruppo selezionato per l’indagine — sono stati contattati e intervistati fuori dai luoghi di divertimento e d’incontro, discoteche, bar — sono inclusi ragazzini di Milano, Roma, Firenze, Napoli e Genova. Non sono deviati o emarginati, non vivono in condizioni di disagio e di emarginazione, sono in tutto e per tutto bambini e bambine «normali». «Ci sembrava opportuno indagare sul fenomeno droghe, su uso e abuso, ma questa ricerca rispetto alle precedenti analizza il fenomeno non sotto il profilo della quantità ma della qualità dell’abuso ». I ragazzini intervistati hanno raccontato con semplicità di essere consumatori abituali. «Drogarsi è per loro la normalità— continua l’assessore Stancari —. Dobbiamo interrogarci, farà un’alleanza con le scuole, le associazioni genitori, le Asl. Diventare promotori di un nuovo progetto educativo, che includa lo sport, la musica».

L’indagine fotografa uno spicchio del mondo degli adolescenti. «Dire che a undici anni si drogano non vuol dire che tutti gli undicenni si drogano» conclude l’assessore. Ma alza il velo su una nuova normalità. Non servono divieti né cure. «Serve un progetto di prevenzione che non divida in categorie, in bravi e cattivi, i ragazzi. Ma li promuova tutti verso altre prospettive che non si riducano allo spinello per merenda e a un beverone a base di vodka al posto del latte prima di dormire.

Paola D’Amico


22/10/2009

Badante in preda all'ira sferra calci ai vigili e lancia la carrozzina in mezzo alla strada

Badante in preda all'ira sferra calci ai vigili e lancia la carrozzina in mezzo alla strada

Dopo una lite con il fidanzato per un credito che non le era stato riconosciuto dai suoi datori di lavoro

 

ROMA - La chiamata al 113 arriva urgentemente quando una donna di 42 anni, ucraina, badante di una disabile al quale stava spingendo la carrozzina lungo la strada, litiga furiosamente con il fidanzato, un uomo che probabilmente gli aveva chiesto dei soldi. Ma all'arrivo dei vigili la donna ha uno scatto d'ira: aggredisce i poliziotti con dei calci e scaraventa in mezzo alla via la carrozzina con sopra il disabile di cui si occupava. Per fortuna in quel momento non stavano transitando macchine.

ECCESSO D'ALCOL - Il fatto è accaduto in via Pier Vettori, nel quartiere Monteverde, la sera di mercoledì. La donna, probabilmente alterata da un eccesso d'alcol, ha avuto una lite con il fidanzato a causa alla pretesa di un credito che non le era stato riconosciuto dai suoi datori di lavoro. Accompagnata al commissariato Monteverde, la donna è stata arrestata per resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale mentre sono in corso accertamenti per individuare precise responsabilità a carico della badante nella cura e tutela del disabile.


17/10/2009

Test dell’alcol al ristorante Etilometro, nuovo gadget

Test dell’alcol al ristorante Etilometro, nuovo gadget

 

C’è quello da borsetta e quello che blocca l’auto. I dubbi dello chef. Proposta di legge: «Così in gruppo si decide chi guida»

 

MILANO — Metti una sera a cena, compagnia bella, una bot­tiglia di rosso. Arriva il conto, e il pavimento trema un atti­mo sotto i piedi. Un bicchiere di troppo. Varrà la pena metter­si alla guida? No, naturalmen­te. Per levare il dubbio, baste­rebbe l’etilometro. Almeno è questa la proposta bipartisan che la commissione lavori pub­blici del Senato sta valutando: test alcolemici gratuiti e volon­tari nei ristoranti. «L’idea è di rafforzare gli strumenti di pre­venzione », ha spiegato Marco Filippi (Pd). E Luigi Grillo (Pdl): «È un modo per stabilire l’obbligo per i ristoranti di do­tarsi dei precursori, che costa­no tra i 40 e i 50 euro e posso­no costituire un valido aiuto». I più lungimiranti, in realtà, ci hanno già pensato. Dando una lettura un po’ troppo scru­polosa della legge numero 160 del 2007, che obbliga «i gestori dei locali di intrattenimento in cui si somministrano bevande alcoliche (...) di assicurarsi che all’uscita sia possibile effettua­re, in maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazio­ne del tasso alcolemico». L’arti­colo è pensato per le discote­che, più che per trattorie e ri­storanti. «Ma noi ci siamo sen­titi chiamati in causa e da allo­ra ci siamo attrezzati con un Al­coolix. Gli ospiti sono conten­ti. Con un euro si levano il pen­siero, soffiano dentro una can­nuccia e in base al responso de­cidono a chi lasciar guidare l’auto», racconta Fabrizio Fa­biano, figlio dei titolari del Bra­ciere di Serramazzoni, 45 co­perti di cucina montanara nel Modenese.

E neppure uno chef stellato come Moreno Cedroni storce il naso di fronte all’iniziativa, an­zi si dice disposto ad accoglier­la nella sua Madonnina del Pe­scatore, a Senigallia. A poche condizioni: «Può essere inte­ressante per chi poi vuole met­tersi in viaggio garantito. Ma va fatto con eleganza, magari in una saletta a parte, lontano dalla curiosità. Serve per misu­rare se stessi, lo proverei an­che su di me, la salvaguardia è importante. Comunque non può essere a carico del ristoran­te né del cliente». Non tutti so­no così aperti. Edi Sommariva, direttore generale del Fipe, la Federazione dei pubblici eserci­zi, neanche ci pensa: «Queste prove sono un placebo, non ha senso farle senza un apparec­chio certificato. Però potrem­mo valutarle se in cambio i le­gislatori togliessero il divieto di vendere alcolici dopo le due».

L’etilometro a tavola è l’ulti­mo avamposto della battaglia per la guida sicura. Dopo esse­re entrato in macchina e in bor­setta, non fa quasi più notizia ai posti di blocco o fuori dalle discoteche (a parte quella vol­ta che il sindaco di Milano Leti­zia Moratti, due anni fa, volle premiare con un nuovo ingres­so omaggio i primi cinquanta ragazzi usciti indenni al test dai locali). La Volvo ha inventa­to quello di bordo, che blocca il motore se il tasso alcolemico supera lo 0,5. Saab, altro co­struttore svedese, ha elaborato un sistema simile. I giapponesi hanno testato sofisticati rileva­tori del respiro, sul cambio e sullo schienale, per calcolare immediatamente il livello alco­lico. Ed esistono navigatori sa­tellitari, come il Geosat 6 Drive di AvMap, che insieme con la cartografia include l’etilome­tro.
Paola Matera, amministrato­re unico della Veritest Srl, ven­de su Internet apparecchi per misurare l’alcol nel corpo. Rac­conta: «È un mercato in conti­nua ascesa, ogni anno il volu­me d’affari raddoppia. Lavoria­mo con aziende di tutti i setto­ri: dall’armatore che li vuole ac­quistare per le sue navi a chi vende Tir o macchine e decide regalarlo con il mezzo. Ma ci sono anche i produttori di be­vande alcoliche. Loro fanno questo ragionamento: chi non sa quanto può bere, non beve; allora io gli do uno strumento con il quale lui sa che può bere in modo consapevole».

Elvira Serra

Corriere.it


25/08/2009

Gb, negato trapianto a giovane di 19 anni Il padre si rivolge al tribunale

Gb, negato trapianto a giovane di 19 anni Il padre si rivolge al tribunale

 

A luglio gary reinbach, 22 anni, è morto di cirrosi epatica. Il ragazzo avrebbe bisogno di un fegato, ma il sistema sanitario rifiuta l'operazione a chi ha problemi di alcol

 

 

gary londra.jpgLONDRA- L'ultima speranza sono gli avvocati. Perché due settimane sono poche. Pochissime se si tratta di salvare la vita del proprio figlio. Succede in Inghilterra, dove a un ragazzo di 19 anni, ricoverato dopo aver bevuto 30 lattine di birra in un fine settimana, è stato negato un trapianto di fegato perché non ha dimostrato di poter stare sobrio per almeno sei mesi consecutivi. Per i medici potrebbe morire entro 15 giorni. E il padre Brian ha deciso di intraprendere una battaglia legale. «Bisogna fare un'eccezione, perché queste regole vanno bene per gli adulti, e non per i più giovani che hanno ancora tutta la vita davanti», ha spiegato.

LE REGOLE- Le regole dei trapianti alla ribalta. E questo è un nuovo caso dopo quello di Gary Reinbach, 22 anni, morto il 20 luglio perché gli è stata negata l'operazione. Teenager e alcol. Un problema enorme. Considerata «una piaga sociale». Soprattutto in un paese dove da una parte i donatori di fegato scarseggiano, dall'altra le richieste sono in continuo aumento. Per questo le linee guida sono chiare: a chi non dimostra di essere stato sobrio per almeno se mesi, nessun trapianto.

IL CASO - E la vicenda di Garreth, riaccende, ancora una volta, il dibattito. Il ragazzo è stato ricoverato all'inizio del mese all'ospedale di Ulster in Irlanda dopo aver passato un fine settimana con gli amici. Un due giorni di maratona alcolica, durante la quale il ragazzo ha bevuto 30 lattine di birra. Il fegato non ha retto. E i medici si sono rifiutati di metterlo in lista d'attesa per il trapianto. Venerdì Garreth è stato trasferito al King's College Hospital di Londra, dove i dottori pensano potrebbe morire in due settimane. Esami clinici e biopsie, per cercare di stabilizzarlo. E un team legale che ha già preso in mano la pratica. Il padre vorrebbe cambiare le linee guida per poter salvare il figlio. E il tribunale è l'ultima speranza.

 


16/08/2009

Muore per overdose a un rave party

Muore per overdose a un rave party

 

La vittima aveva 23 anni. Al raduno, non autorizzato, erano presenti circa duemila giovani, è avvenuto tra Castro marina e Marittima di Diso, nel Salento


DISO - Aveva 23 anni. Ed è stata stroncata da una probabile overdose durante un rave party tra Castro marina e Marittima di Diso, nel Salento: al raduno giovanile, non autorizzato, erano presenti circa duemila persone.

INTERVENTO - Carabinieri e polizia municipale di Diso, dopo la denuncia dei proprietari dei terreni dell'occupazione del loro fondi, hanno chiesto agli organizzatori di terminare la manifestazione.


17/07/2009

Da lunedì alcolici vietati agli under 16

Da lunedì alcolici vietati agli under 16

 

Il Comune di Milano è il primo in Italia a colpire il consumo di alcol. I genitori sanzionati con una multa di 450 euro, così come i commercianti che violano la disposizione

 

(Brandi)
(Brandi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO - La città della Madonnina fa da apripista: da lunedì i giovani sotto i 16 anni non potranno acquistare né consumare alcolici in strada o nei locali: se trasgrediranno i genitori saranno sanzionati con una multa di 450 euro, così come i commercianti che violeranno la disposizione. Il Comune di Milano è il primo in Italia a colpire non soltanto gli esercenti per la vendita e la somministrazione, ma anche i minori di 16 anni per il consumo e la detenzione di alcolici.

ORDINANZA - Come annunciato dal sindaco Letizia Moratti, la giunta comunale ha approvato la delibera che fissa l'importo della sanzione e in serata lo stesso primo cittadino firma l'ordinanza che impone a vigili, polizia, carabinieri e guardia di finanza il compito di far rispettare la nuova regola. Il divieto entrerà in vigore la prossima settimana con la pubblicazione del provvedimento nell'Albo pretorio. «Sul consumo è la prima ordinanza in Italia e spero che sia anche la prima per risultati positivi - ha detto la Moratti -. Ma questa ordinanza che interviene su vendita, somministrazione, consumo, detenzione e cessione a titolo gratuito di alcolici da sola non basta. Ci vogliono politiche sociali e culturali che sono importantissime per aiutare i ragazzi a costruire i loro sogni».


 

 


08/06/2009

Adolescenti italiani a rischio alcolismo e obesità

Adolescenti italiani a rischio alcolismo e obesità

 

L'indagine. Troppi hanno uno stile di vita sbagliato: fondamentale prevenire educando la famiglia

 

Cadono davvero le braccia a guardare la fotografia dei nostri adolescenti, scattata dai pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale riunitisi per il Congresso nazionale, a Siena Perché non è proprio l'istantanea di una gioventù che scoppia di salute: un adolescente su tre è sovrappeso, uno su quattro beve alcol ogni giorno. Colpa di abitudini sbagliate e stili di vita poco sani, ma forse un po' anche dei genitori che non li hanno saputi educare.

ALCOL – Fa impressione soprattutto pensare a quindicenni che già si scolano un drink al giorno. «In Italia a livello generale i consumi di alcol sono diminuiti. Ma se si va a guardare cosa succede nella fascia d'età fra gli 11 e i 18 anni, la tendenza si inverte rispetto agli adulti e l'abitudine all'alcol risulta in crescita – spiega Giuseppe di Mauro, presidente SIPPS –. Infatti il 25 per cento dei ragazzini con meno di 15 anni beve due o più unità alcoliche al giorno e lo fa addirittura il 35 per cento delle ragazzine; pure l'età del primo assaggio si è abbassata rispetto agli anni scorsi. Inoltre, non stiamo parlando di consumo di vino o birra, ma di cocktail e aperitivi bevuti al pub da ragazzini che spesso non sono neanche arrivati all'età dell'adolescenza». In quei mix però ci sono superalcolici che fanno male agli adulti, figuriamoci a un dodicenne. «Oltre ai rischi per la salute vanno considerati anche i pericoli a lungo termine, non meno gravi – aggiunge il pediatra –. Cominciare a bere molto presto significa abituarsi a farlo: ragazzini che bevono regolarmente saranno adulti che cederanno più facilmente all'alcol». Secondo i dati raccolti dalla SIPPS l'alcol fra gli adolescenti è davvero una piaga sociale, ma soprattutto è la spia di un disagio dei giovanissimi a cui evidentemente non si riesce a dare una risposta efficace: «Gli adolescenti assumono spesso comportamenti a rischio a causa di difficoltà personali, in un'età complicata per definizione: l'alcol, ad esempio, è più diffuso fra i figli di genitori separati – osserva di Mauro –. A questa età la prevenzione non deve riguardare le malattie, perché raramente gli adolescenti si ammalano: genitori e pediatri, invece, devono intercettare segni premonitori del disagio e dare ai ragazzini messaggi di educazione a stili di vita corretti».

OBESI – L'abitudine precoce all'alcol infatti non è la sola «malattia» degli adolescenti italiani. I chili di troppo sono l'altro grande problema degli under 18: «In alcune Regioni italiane gli adolescenti sovrappeso sono addirittura uno su due e gli obesi uno su quattro. Ma se un ragazzino è obeso è difficilissimo che nella sua famiglia siano tutti magri – puntualizza il pediatra –. Nel 70-80 per cento dei casi c'è almeno un parente stretto obeso; un bimbo che ha un genitore obeso rischia tre volte di più della norma di diventarlo a sua volta, se mamma e papà sono entrambi obesi la probabilità decuplica. Questo significa che se vogliamo davvero cambiare il destino di questi adolescenti bisogna agire su tutta la famiglia: se voglio curare un bimbo sovrappeso, difficilmente ci riuscirò senza intervenire modificando lo stile di vita dei suoi genitori». In fondo gli esempi che si hanno sotto gli occhi tutti i giorni sono più forti di mille parole, nel bene e nel male: «Dobbiamo insegnare ai figli uno stile di vita sano, in tutti i sensi. Ma se siamo noi i primi a bere senza moderazione, mangiare a quattro palmenti e stare ore di fronte alla TV, è difficile pretendere che i nostri figli possano comportarsi diversamente. Anche i pediatri possono fare molto per instaurare con le famiglie un'alleanza di reale prevenzione: è l'unico modo per scongiurare il diffondersi delle «epidemie» di alcolismo e obesità fra i giovanissimi, che chiederanno un prezzo da pagare molto salato quando queste nuove generazioni saranno diventate adulte», conclude il pediatra.

Elena Meli


01/05/2009

ROMA, DUE GIOVANI MORTI SULLE STRADE IN POCHE ORE

ROMA, DUE GIOVANI MORTI SULLE STRADE IN POCHE ORE

 

 

 

 

 

ROMA - Un giovane di 23 anni è stato investito ed ucciso da un'auto la scorsa notte a Roma. L'incidente è avvenuto poco prima della mezzanotte in prossimità del viadotto Saragat, nella zona tra Vigne Nuove e Castel Giubileo alla periferia della città. A quanto si è appreso dai vigili urbani, il conducente, un italiano, si è subito fermato per soccorrere la vittima. Sempre a Roma ieri sera una ragazza di 13 anni, Angelica C., era stata investita e uccisa da un autobus in un'altra zona periferica, al quartiere Centocelle.

La scorsa notte andavano a forte velocità in pieno centro storico della capitale, tra via Veneto e piazza Venezia, a bordo di una Bmw e di una Porsche: quando i due automobilisti sono stati fermati dai carabinieri sono risultati entrambi positivi alle prove spirometriche con tassi alcolemici superiori a quelli consentiti dalla legge. I due, un professionista ed un imprenditore, sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia Roma Centro, dotate di etilometro, per guida in stato di ebbrezza ed è scattato anche il ritiro della patente di guida.



08/02/2009

Alcol e sesso per entrare nei club degli studenti a Cambridge

Alcol e sesso per entrare nei club degli studenti a Cambridge

 

Barbari riti di iniziazione per le matricole. I giovani devono partecipare a pratiche esoteriche per avere accesso alle "società alcoliche" dell'università

 

Il lancio nel Tamigi dopo la tradizionale regata tra Cambridge e Oxford (Ap)
Il lancio nel Tamigi dopo la tradizionale regata tra Cambridge e Oxford 
CAMBRIDGE - Poco più di un anno fa conquistò le prime pagine dei quotidiani britannici per aver denunciato la pratica sempre più diffusa tra le studentesse di Cambridge di pagarsi gli studi prostituendosi. Ma questa volta "Varsity", il settimanale studentesco che dal 1947 racconta la vita nella prestigiosa università inglese, ci va giù ancora più duramente e in un lungo articolo intitolato "Inside Cambridge Drinking Societies" (Viaggio nelle società alcoliche di Cambridge) narra i riti di iniziazione a cui si sottomettono i giovani studenti dell'ateneo pur di essere accolti nelle "società alcoliche", club privati formati da uno sparuto numero di giovani iscritti all'università britannica. Come mostrano alcune foto, prontamente pubblicate dai quotidiani e dai tabloid più patinati del Regno Unito, gli studenti durante le cerimonie d'iniziazione compiono giochi sessuali, scolano litri di alcol e partecipano a riti esoterici.

FOTO SCANDALO - Una delle foto divenuta l'emblema di questo scandalo è quella che mostra una ragazza in ginocchio, che indossa un costume da bagno e ha le mani immobilizzate mentre è costretta a bere alcol. In un altro scatto, racconta il tabloid "The Sun" si vedono ragazze del club femminile "Newnham Nuns" (le monache di Newnham) che piegate su mano e ginocchia cercano di infilare preservativi su banane che pendono dai pantaloni dei ragazzi. Ma non sono solo le ragazze le protagoniste di queste pratiche. Secondo Varsity uno dei più famosi club alcolici è il "Magdalene's men's drinking society", gruppo formato da soli uomini: per entrare a far parte della ristretta cerchia gli adepti devono superare un test culinario terribile: sono costretti a partecipare a un pranzo di 15 portate, preparate per l'occasione. Durante i primi 10 piatti, gli iniziati non possono bere alcol e tra le altre cose devono mangiare muso di maiale condito con la piccantissima salsa wasabi. Quindi i giovani devono bere una pinta d' acqua nella quale nuota un pesciolino vivo. «Se la creatura è ingurgitata, l'iniziato avrà superato la prova» dichiara il settimanale universitario.

VIETARE I CLUB ALCOLICI - Neppure le tragedie del passato hanno impedito a questi club alcolici di moltiplicarsi. Nel 2006 un giovane di Exter che partecipava all'iniziazione a uno di questi club morì per "avvelenamento da alcol". Aveva bevuto 4 vodka, tre pinte di sidro, un bicchiere di vino e numerosi calici pieni di sambuca. Un altro giovane nel 2003 perse la vita strozzato dal suo stesso vomito. Adrian Boyle, che lavora al "Addenbrooke's' Hospital" di Cambridge intervistato dal Sun ha dichiarato: «Negli ultimi dieci anni il numero delle studentesse che arrivano completamente ubriache è aumentato in maniera esponenziale. Tra di loro non mancano quelle che sono state anche violentate». Secondo l'associazione universitaria "National Union of Students" l'unico modo per evitare nuovi casi del genere "è vietare queste pericolose cerimonie". Dello stesso avviso sono i dirigenti dell'Università. «Faremo di tutto affinché gli studenti si comportino responsabilmente» ha dichiarato al Sun uno dei portavoce dell'ateneo.