10/11/2010
La nuova accusa di Ali Agca: «Il Vaticano orchestrò l'attentato al papa»
La nuova accusa di Ali Agca: «Il Vaticano orchestrò l'attentato al papa»Intervista esclusiva di una televisione turca all’attentatore. «L’allora Segretario di Stato, Agostino Casaroli, fu il cervello dell’attentato contro il pontefice polacco»
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02/02/2010
Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»
Alì Agca, la nuova rivelazione: «Emanuela Orlandi è ancora viva»
L'incontro con il fratello della giovane cittadina vaticana sparita nel 1983 a Istanbul: «Tornerà presto a casa»
MILANO - Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la giovane cittadina vaticana sparita nel giugno del 1983, si è incontrato ad Istanbul con Mehmet Alì Agca, l'ex lupo grigio che attentò alla vita di Giovanni Paolo secondo, e da lui ha avuto assicurazioni che sua sorella «è viva e tornerà presto a casa». Lo riferisce il quotidiano Sabah in un articolo a firma della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente del giornale da Roma, che era presente all'incontro ed ha rivolto alcune domande ad Agca.
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| Alì Agca (Ap) |
L'INCONTRO - Pietro Orlandi aveva espresso il suo desiderio di incontrare Agca lo scorso 18 gennaio, il giorno stesso in cui il turco era uscito dal penitenziario di massima sicurezza di Sincan, a una trentina di km da Ankara, dopo aver scontato quasi 10 anni per l'uccisione di un giornalista. L'incontro tra Agca e Pietro Orlandi è durato circa 40 minuti nel corso dei quali l'ex lupo grigio gli ha detto tra l'altro: «Emanuela è viva e questo te lo posso garantire. Può trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L'hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma io non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti darò dei documenti così importanti che saranno costretti a lasciare libera Emanuela. Spero che lei tornerà casa proprio prima del prossimo mese di giugno».
LE RISPOSTE - Agca ha risposto anche a domande della giornalista, smentendo fra l'altro voci circa una sua partecipazione all'edizione turca dello show Tv «Ballando con le stelle». Circa l'attentato al Papa, Agca ha detto che «non è affatto complicato come voi potete immaginare, ma è un caso molto più semplice. Lo racconterò a 360 gradi. Hanno dato otto milioni di dollari a Hillary Clinton per i suoi ricordi. Le cose che io conosco potrebbero sconvolgere il mondo. Voglio scrivere un libro e farci tanti soldi», ha concluso Agca. (Fonte Ansa)
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18/01/2010
Ali Agca, dall'attentato al Papa alla scarcerazione
Ali Agca, dall'attentato al Papa alla scarcerazione
Il 13 maggio del 1981 il terrorista turco sparò due colpi di pistola a Giovanni Paolo II. Arrestato e rinchiuso nel carcere di Rebibbia ottenne la grazia nel 2000. Ma in Turchia ha trascorso dieci anni di carcere per l'omicidio di un giornalista. Ora è tornato in libertà.

ANKARA (Turchia) - Mehmet Alì Agca, l'uomo che attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II, è libero. E' stato scarcerato lunedì mattina. E dopo tanti anni, 29, trascorsi in prigione, Agca non smentisce il proprio personaggio contraddittorio e in qualche modo misterioso. In una lettera consegnata agli avvocati e da questi diffusa ai giornalisti, si proclama «Gesù Cristo», annuncia rivelazioni sulla fine del mondo e proclama le sue verità mistiche teologiche su Dio e la Trinità (Leggi: ecco la lettera di Alì Agca).

IL RILASCIO - «La procedura per il rilascio è stata completata», ha annunciato l'avvocato Yilmaz Abosoglu all'esterno del carcere di massima sicurezza nei pressi di Ankara dove era rinchiuso il 52nne attentatore di Papa Wojtyla. Il legale ha spiegato che Agca è stato immediatamente portato in un centro di reclutamento dell'esercito dove le autorità hanno esaminando la sua posizione rispetto al servizio militare ed è stato dichiarato non idoneo al servizio di leva. Secondo l'emittente Ntv, Agca dovrebbe essere successivamente trasferito all'ospedale militare di Istanbul. In ogni caso, subito dopo il confronto con i medici dell'esercito, è stato accompagnato in una stanza dell'hotel Sheraton senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti che lo stavano aspettando. Già nelle settimane scorse si era però parlato di un'intervista già concessa in esclusiva ad un'emittente tv americana per un compenso di circa due milioni di euro. E questo potrebbe giustificare la riservatezza a cui lo hanno indotto i suoi legali.
«PROCLAMO LA FINE DEL MONDO» - La lettera aperta consegnata agli avvocati è destinata ai giornalisti perché divulghino il suo «messaggio» al mondo. Un messaggio che contiene una serie di affermazioni riferite alle basi teologiche del cristianesimo. Agca scrive: «Io proclamo la fine del mondo. Avverrà in questo secolo». Si definisce il «Cristo», «incarnato e reincarnato», e precisa: «Non sono figlio di Dio», ma «il supremo servitore di Dio in eterno». Afferma che «Dio è unico in eterno», «non esiste alcuna Trinità», «lo Spirito Santo è soltanto un angelo» affermando che «il Vangelo è pieno di errori». E alla fine annuncia: «Io riscriverò il vero Vangelo».
Redazione online
corriere.it
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